Ha destato molto dibattito l’articolo apparso sul NY Times a proposito della policy che regolano la privacy su Facebook. Impressionante il quadro sinottico che tra le varie cose ci dice che le policy sono più lunghe della Costituzione USA (5830 parole contro 4543).
Suggerisco la riflessione di Granieri
[...]se dovessi dire cosa sta succedendo secondo me, direi che siamo nel bel mezzo di una delle nuove forme di cittadinanza politica
[...]Quello che sta succedendo a Facebook oggi è assimilabile ad un movimento di opinione che sta cercando di fare pressione al Governo affinchè cambi le sue politiche. E’ un momento importante, perchè Facebook -che ci piaccia o no- è il terzo stato del mondo. E dal risultato di queste dialettiche sapremo come immaginare la privacy nel prossimo futuro.


Il Governo Britannico è desideroso di abbracciare la tecnologia per migliorare i servizi dei governi locali; ma prima è necessario un cambio di culture, dice The Guardian.
L’Economist ha pubblicato
Last week, the UK think tank Demos launched the
Management guru Don Tapscott, the co-author of best-seller “Wikinomics”, wants to teach governments to harness the power of the Internet to reinvent democracy.
A new website for young people has been launched by West Sussex County Council aimed at giving them vital information and a voice for their concerns.
Children will be able to find out about Government, public services and the world around them in a fresh, fun and informative way through a new website launched today.
Involve (an independent UK organisation focused on the practicalities of giving more power to ordinary people) has produced an “Evaluation Guide – Making a Difference: A guide to evaluating public participation in central government”, as a
Un nuovo studio ha mostrato che è improbabile che il coinvolgimento pubblico nella presa di decisioni politiche diventi più prevalente nell’era dell’informazione – contraddicendo le speranze degli entusiasti della e-democracy di uno stato del coinvolgimento democratico più forte.
Le petizioni online come quella contro il road pricing rischiano di mettere a repentaglio la democrazia rappresentativa, ha avvertito oggi un comitato di membri del parlamento.
Ultimamente il sito di Downing Street collassa sotto il peso di e-mail da parte di votanti infuriati.
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Nell’era della cultura partecipativa il mondo della politica si sente spesso indietro, scrive 

Il dimissionario consigliere capo di Tony Blair, Matthew Taylor, teme che Internet possa alimentare la crisi nelle relazioni tra i politici e gli elettori.