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  Posts in category 'Partecipazione'
 
DirectgovKids, the UK’s new government website for children
21 marzo 2007
 

directgovkids.jpgChildren will be able to find out about Government, public services and the world around them in a fresh, fun and informative way through a new website launched today.

DirectgovKids aims to get children from five to 11 engaged with some of the areas of Government that have an impact on their lives, and to help them learn about and understand the society they are growing up in.

The site is designed to look like a revolving globe, with interactive buildings that children can investigate including: a Town Hall, a Police Station and a School. There are online activities and exciting games, as well as animations and slideshows. New areas are being added all the time and include a Health Centre, a school council voting activity and a special area, where children can have a ‘virtual vote’ on issues that affect them.

Read press release

 
A guide to evaluating public participation in central government
19 marzo 2007
 

involve_guide.pngInvolve (an independent UK organisation focused on the practicalities of giving more power to ordinary people) has produced an “Evaluation Guide – Making a Difference: A guide to evaluating public participation in central government”, as a webguide and pdf document.

Public engagement is becoming a central plank of public policy-making. Activities range from large-scale consultations that involve tens of thousands of people, to social and market research, on-line discussion forums and small, deliberative citizens’ juries.

As government increases the scope and size of its public engagement activities, it is becoming increasingly important to assess the effectiveness of the different engagement methods, increase accountability and learn from past experiences. This is where evaluation comes in. Evaluation helps public engagement organisers set and measure attainable objectives, assess impact, and identify lessons for future practice.

Using clear language, simple instructions, illustrative case studies and a glossary, this guide is a valuable tool for anyone involved in running or commissioning public engagement in central government and beyond.

 
E’ improbabile che internet faciliti il coinvolgimento democratico, dice uno studio
14 marzo 2007
 

rego.jpgUn nuovo studio ha mostrato che è improbabile che il coinvolgimento pubblico nella presa di decisioni politiche diventi più prevalente nell’era dell’informazione – contraddicendo le speranze degli entusiasti della e-democracy di uno stato del coinvolgimento democratico più forte.

Lo studio – intitolato “Information Technology and Public Commenting on Agency Regulations” appare sul primo numero di Regulation & Governance, una nuova pubblicazione di Wiley-Blackwell.

Il professor Steven Balla e Benjamin Daniels della George Washington University hanno testato per la prima volta la supposizione che l’era dell’informazione porterà una nuova era di democrazia arricchita sulla regolamentazione del governo.

Le agenzie normative hanno storicamente ricevuto feedback dal pubblico su proposte attraverso commenti scritti mandati via posta o consegnati in mano alle sedi delle agenzie – rendendo difficile per la maggior parte dei cittadini l’ottenere accesso, o essere al corrente, dei materiali disponibili. L’offensiva dell’era dell’informazione ha portato la speranza tra gli osservatori delle normative che Internet porti le agenzie più vicino al pubblico – consentendo un maggiore coinvolgimento dei cittadini.

Lo studio Balla e Daniels confronta centinaia di regolamentazioni prima e dopo l’introduzione di uno dei primi sistemi di commenti elettronici negli Stati Uniti nel 1998 – prima di concludere che i livelli di partecipazione erano quasi identici lungo entrambi i periodi, indicando che l’avvento di Internet non ha cambiato gli schemi di partecipazione del pubblico nella normativa.

Il professor Balla ha detto, “I processi cartacei sono stati resi automatici, sì. Ma questa automazione non sembra aumentare significativamente il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione – un modo molto importante nella presa di decisioni politiche.”

Il professor Balla conclude che “è poco probabile che il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione diventi molto più prevalente nell’era del informazione. contraddicendo sia la speranza di democratizzazione del processo sia la paura di una partecipazione di massa costosa e dannosa.”

(re-postato da Kansas City infoZine News via E-Government News)

 
Il futuro della cittadinanza, uno studio di previsione
10 marzo 2007
 

Picture 13.pngDui recente il Department of Constitutional Affairs britannico ha pubblicato un report su ‘The Future of Citizenship‘ (pdf, 645 kb), uno studio ambizioso su come le nostre definizioni e comportamenti della cittadinanza potrebbero cambiare nei prossimi 20 anni.

Il report traccia quattro possibili scenari su dove potremmo essere nel 2007. Il diversi scenari assumono diversi livelli di sviluppo economico e attivismo civico.

Il primo ‘Global politics’ assume che shock globali come il Cambiamento Climatico portino ad un senso globale di responsabilità e di cittadinanza. In questo scenario gli accordi internazionali ricevono molto supporto pubblico.

Lo scenario 2 (‘Charity begins at home’) assume che la crescita economica si combini con un aumentato attivismo civico, creando uno scenario dove il filantropismo e il volantariato sono molto diffusi. La parte negativa è che molte di queste attività hanno luogo all’interno di comunità relativamente chiuse e che quelli che si rifiutano di prenderne parte vengono diffamati dal resto della società.

Nello scenario 3 (‘Tribal politics’) l’economia si ristagna e la società diventa sempre più frammentata. La politica viene dominata da gruppi di interesse in forte competenza per le risorse limitate e l’interesse delle minoranze spesso viene trascurato. Il coinvolgimento civico è largamente reattivo e limitato a quando vengono minacciati gli interessi dei singoli.

Per ultimo, lo scenario 4 (‘Remote self’) assume che la crescita economica si combini con una popolazione sempre più disimpegnata. Questo conduce ad una situazione dove il ruolo dello stato è limitato e dove il divario tra ricchi e poveri cresce senza alcuna reazione pubblica significativa. La gente diventa sempre più individualistica e disinteressata del bene collettivo. Il governo fa ricorso sempre più spesso ad iniziative come il tele-voto per ammansare il disimpegno dei cittadini.

Quando è stato chiesto ai dirigenti politici quale di questi scenari è più desiderabile e quale più probabile hanno risposto che preferirebbero una combinazione dei scenari 1 e 2 ma che secondo loro quello più probabile è il 4.

(via Involve)

 
Le petizioni online potrebbero mettere a repentaglio la democrazia, avvertono i membri del Parlamento [The Guardian]
10 marzo 2007
 

e-government.gifLe petizioni online come quella contro il road pricing rischiano di mettere a repentaglio la democrazia rappresentativa, ha avvertito oggi un comitato di membri del parlamento.

Il mese scorso il primo minstro, Tony Blair, è stato costretto a mandare una risposta personalizzata per e-mail a tutti i firmatari mdi una petizione elettronica a Downing Street richiedente il fine dei piani per far pagare il traffico.

Oggi i membri del Parlamento Tory e Laburisti hanno espresso i loro dubbi al riguardo del utillizzo di petizioni online da parte di Downing Street.

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La e-democrazia è una realtà? [BBC]
2 marzo 2007
 

Picture 22.pngUltimamente il sito di Downing Street collassa sotto il peso di e-mail da parte di votanti infuriati.

La petizione road pricing, che ha assistito a 1,8 milioni di persone scrivendo al sito di Downing Street è stata provatamente la più grande protesta contro la politica del governo dalla marcia contro la guerra del 2003.

La domanda posta da Brian Wheeler, giornalista politico delle BBC News, è dove si va a finire a questo punto? Ed è una cosa positiva o negativa per la democrazia?

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Digital Dialogues (GB)
11 febbraio 2007
 

digital_dialogues.jpgDigital Dialogues‘ è un’investigazione indipendente sull’uso delle tecnologie online per pèromuovere il dialogo tra il governo centrale britannico e il pubblico.

Il pilota di Digital Dialogues è un’iniziativa stabilita dal Dipartimento di Coinvolgimento Democratico del Department for Constitutional Affairs (DCA).

Il Programma di eDemocracy del Hansard Society è stato commissionato per amministrare ‘Digital Dialogues’ e per produrre le valutazioni della casistica. La Hansard Society è un ente per la beneficienza didattica indipendente ed imparziale.

La prima fase di ‘Digital Dialogues’ ha avuto luogo tra il Dicembre del 2005 e il Giugno el 2006. Il report provvisorio rilasciato a Dicembre copre la prima fase e contiene la casistica e una guida a quella fase.

Sei valutazioni della casistica sono state compilate nella prima fase, coinvolgendo una sezione trasversale delle agenzie, dipartimenti e uffici ministeriali del governo centrale. Nella casistica sono stati utilizzati applicazioni web, tra cui blog, forum, sondaggi e chat.

Le valutazioni sono state generate attraverso l’analisi di statistiche del sito, interviste con  gli incaricati della casistica presso il governo, e sondaggi con gli utenti del sito.

La seconda fase di ‘Digital Dialogues’ è programmata per Agosto 2006 – Febbraio 2007. Fornisce un opportunità per la valutazione longitudinale della casistica per testare l’orientamento creato a seguito della fase uno. Inoltre, la fase due renderà disponibili delle applicazioni che stanno cominciando a vedere un utilizzo diffuso – wiki, podcasting, condivisione di file, blog audio-visivi, software di mappatura. I nuovi leader della casistica  verranno inoltre incoraggiati a combinare applicazioni – per esempio, convergere il software per sondaggi nei forum, o la condivisione di foto con strumenti per la mappatura.  Verrà offerta l’opportunità a qualsiasi applicazione di fare uso di una o più di queste piattaforme indipendentemente o in parallelo alle tecniche offline convenzionali.

Il report di questa fase è programmato per Aprile 2007.

 
La tecnologia trasforma la relazione tra i politici e l’elettorato dell’Europa [eGov monitor]
1 febbraio 2007
 

gates_brown_scotland.jpgL’Europa festeggia 50 anni di pace e di progresso politico, ma nei prossimi 50 anni assisterà a cambiamenti massicci nella relazione tra l’elettorato e i politici grazie alla tecnologia.

Questo è stato il messaggio dal Microsoft Government Leader’s Forum 2007 presso il Parlamento Scozzese.

I delegati di più di 40 stati sono stati informati da un numero di esperti (guarda l’archivio di filmati), che hanno parlato sul ruolo che ha avuto la tecnologia nel trasformare il paesi e su come i cittadini vengono coinvolti dalle proprie democrazie.

La Commissaria per la Politica Regionale della Commissione Europea Danuta Hübner ha consigliato ai politici europei di non dormire sugli allori.

“Connettere con i nostri cittadini significa più di migliorare le cose. I cittadini vogliono essere più coinvolti politicamente, vogliono sentire la loro appartenenza della politica.”

“La Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni hanno già scatenato una rivoluzione sociale nel generare cambiamenti e i politici europei devono tenere questo in considerazione assieme alla costatazione del fatto che gli individui non sono solo cittadini ma anche i creatori di contenuti alla portata di tutti.”

Tra gli altri relatori c’erano anche: il presidente della Microsoft Corporation Bill Gates, il cancelliere Exchequer Rt Hon. Gordon Brown MP, Primo Ministro di Scotland Rt. Hon. Jack McConnell MSP, ex-Primo Ministro olandese Wim Kok, il Primo Ministro Albanese Sali Berisha, il President dell’Islanda Ólafur Ragnar Grímsson, il ministro della Pubblica Amministrazione sloveno Dr. Gregor Virant, il MP finlandese Hanna-Leena Hemming, il vice Sindaco di Lyon France Jean-Michel Daclin, il presidente di riunione del Parlamento scozzese George Reid MSP, e il presidente di YouGov Peter Kellner.

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Gov2U: ICT per l’e-Democracy
24 gennaio 2007
 

eci.jpgGov2U è stato fondato nel 2005 con l’intenzione di imbrigliare il potenziale delle ITC come strumenti essenziali per il miglioramento della democrazia rappresentativa.

Gov2U crede che le nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ITC) offrono opportunità vitali per apportare un cambiamento fondamentale ai meccanismi dei sistemi democratici tradizionali. Abilitando e facilitando nuove forme di interazione all’interno dei parlamenti, e attraverso il coinvolgimento dei cittadini nei processi politici, le ITC possono aiutare ad affrontare la sfida di creare dei sistemi democratici più rappresentativi ed efficienti.

Il punto cruciale delle loro attività è la ricerca, lo sviluppo e lo schieramento di tecnologie che abilitino l’open source per facilitare la raccolta e la diffusione dell’informazione legislativa. In parallelo, sono coinvolti nella diffusione mirana di conoscenze e best practice attraverso l’organizzazione di / partecipazione in conferenze, incontri, seminari e pubblicazioni.

Per raggiungere questo obiettivo, Gov2u ha creato la piattaforma Gov2DemOSS, una piattaforma di e-participation open source, generica ma personalizzabile, informativa e collaborativa.

 
La European Citizens’ Initiative dà voce agli individui
26 novembre 2006
 

eci.jpgNell’era della cultura partecipativa il mondo della politica si sente spesso indietro, scrive Robin Good sul suo blog.

La democrazia partecipata è però una priorità del programma dell’European Citizens’ Initiative(o ECI). L’obiettivo è aumentare il potere dei cittadini nella proposta di azioni politiche concrete.

L’ECI, che conta sull’appoggio di centinaia di organizzazioni, vuole raccogliere un milione di firme per poter influenzare in maniera diretta l’agenda politica dell’Unione Europea.

Robin Good, in un video esclusivo, intervista Carsten Berg e Gabriel Fragnieresugli scopi e il modo di operare dell’ECI.

- – Leggi l’intero articolo (versione italiana)

 
Progettare per una società civile
25 novembre 2006
 

edemocracy06.gifDesigning for civil society, blog dello scrittore e consulente inglese David Wilcox, ha presentato alcuni interessanti post ultimamente, tra cui “Making e-democracy part of the everyday – even if that’s YouTube rules“, commento alla eDemocracy 2006 Conference.

Il post presenta le opinioni di Molly Webb (Demos), Jo Twist (IPPR) e la sua collega Kay Withers.

Webb ritiene che la democrazia elettronica ancora non sia consapevole delle attività che la gente conduce online per esprimere le proprie aspirazioni.

Twist pensa che l’e-government non possa semplicemente prendere i processi politici reali e renderli digitali – bisogna invece capire quali nuove attività siano possibili.

Withers parla di un argomento simile – come le tecnologie possano effettivamente supportare meglio i bisogni locali di partecipazione politica.

Altri articoli e video relativi alla eDemocracy 2006 Conference sono raggiungibili da questa pagina.

 
UX Magazine dedicato all’e-government centrato sull’utente
21 novembre 2006
 

ux_mag.jpgL’ultimo numero di User Experience, la rivista dei membri della Usability Professionals’ Association è focalizzato sull’e-government centrato sull’utente, con cinque articoli.

Tom James descrive come il sito del Salisbury District Council, un’autorità locale britannica, sia passato ad una visione centrata sull’utente, col risultato di aver conquistato il primo posto nella classifica dei siti web pubblici locali.

Anche l’Aberdeenshire Council, un’altra autorità locale inglese – ha usato un approccio basato sull’utente, al fine di rendere altamente accessibili e usabili i servizi della pubblica amministrazione. L’articolo porta le firme di Chris Rourke e Ross Philip.

Giaele Roccia guida il team di usabilità di CSI-Piemonte. Nell’articolo si parla di come lo sviluppo legislativo e tecnologico abbia dato grande attenzione al tema dell’accessibilità; minore, ma crescente, è il supporto invece prestato al design centrato sull’utente.

Nell’articolo di Michele Visciola e Mark Vanderbeeken, “Encouraging Participatory Democracy: A Study of 30 Government Websites” si afferma che i siti web della pubblica amministrazione non sfruttano le possibilità della cittadinanza partecipativa. Due le cause: primo, il cittadino medio non è informato su come le istituzioni pubbliche funzionino; secondo, la crescente separazione tra siti di servizi online e siti istituzionali.

 
Il Web “alimenta la crisi della politica” [BBC]
19 novembre 2006
 

Tony Blair answers e-mailed questionsIl dimissionario consigliere capo di Tony Blair, Matthew Taylor, teme che Internet possa alimentare la crisi nelle relazioni tra i politici e gli elettori.

Il web è una tecnologia potenzialmente fantastica per la democrazia; ma chi la utilizza deve essere incoraggiato a risolvere problemi e non a porre semplicemente domande assillanti e senza alcuna misura.

Il governo inglese ha comunque fatto dei passi avanti nella direzione di una maggiore partecipazione online dei cittadini.

Leggi l’intero articolo

 
10 cose che ogni parlamentare può fare per ricostruire la partecipazione democratica del suo elettorato
8 novembre 2006
 

La fiducia nella politica è in declino evidente in Gran Bretagna.

LaRED unit dello UK Design Council ha esaminato il problema da una prospettiva pratica e locale, per scoprire cosa possono fare in concreto i parlamentari per rinsaldare la fiducia dell’elettorato.

Il report, frutto di due settimane di ricerca spese con 15 parlamentari, indica 10 cose concrete che ogni parlamentare può fare per ristabilire la partecipazione democratica.

Scarica il report (pdf, 1.34 mb, 25 pagine)

 
Servizio pubblico: pone le persone al primo posto?
6 novembre 2006
 

PASC – la Public Administration Select Committee inglese – ha lanciato un’inchiesta sul ruolo che gli utenti potrebbero avere nel dar forma ai servizi pubblici, o aiutarli.

Due leggi già stabiliscono che gli utenti hanno diritto a degli standard minimi di servizio. Altre iniziative attuali stanno sempre più considerando il cittadino non come soggetto passivo che riceve i servizi, ma come consumatore o cliente che lo utilizza.

Un tema importante già trattato da un precedente report di PASC e che viene ripreso è quello della “voce”. Ci si chiede come gli utenti possano far sentire i propri bisogni, desideri e opinioni.

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(via eGov Monitor)

 
ProjectsETC, una nuova risorsa online per la cultura
2 novembre 2006
 

projectsetc.pngUn magazzino online di idee per aiutare i siti web culturali ad emergere dalla folla è stato lanciato da Culture Online, dipartimento del Ministero britannico per la Cultura, i Media e lo Sport (DCMS).

Il sito, chiamato ProjectsETC – indirizzo www.projectsetc.org, ha l’obiettivo di incoraggiate la condivisione di informazioni tra le pubbliche amministrazioni, e si focalizza sulle aree di sovrapposizione tra cultura, tecnologia e istruzione.

Leggi l’intero articolo (in inglese)

 
Microsoft offre alle amministrazioni pubbliche software per i portali di e-Government
30 ottobre 2006
 

Governi e amministrazioni locali che vogliono offrire servizi online ai cittadini, potranno presto accedere, gratis, a un software prodotto da Microsoft, in collaborazione con PC-WARE AG e Spenta Consulting.

L’applicazione, conosciuta come municipio digitale, permette a comunità di piccole e medie dimensioni di offrire informazioni e servizi ai propri cittadini.

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Il nuovo sito irlandese per l’informazione sui servizi pubblici
26 ottobre 2006
 

citizens_information.gifComhairle, l’agenzia nazionale irlandese per il supporto della fornitura di informazioni e consigli sui servizi pubblici ha presentato ieri una versione decisamente potenziata del suo sito di informazioni, che ora si chiama www.citizensinformation.ie.

Il sito copre una gran varietà di argomenti quali diritti del lavoro, comprare una casa, viaggiare all’estero e l’istruzione.

Ogni categoria – in tutto 14 – presentano una serie di FAQ sull’argomento, a cui fanno seguito informazioni di maggior dettaglio, documenti utili e moduli scaricabili.

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(via E-Government News)

 
Nel Regno Unito nasce il Centro Internazionale d’Eccellenza per la eDemocrazia Locale (ICELE)
20 ottobre 2006
 

icele.jpgThe UK Government launched today the Il nuovo Centro Internazionale d’Eccellenza per la eDemocrazia Locale (ICELE), da poco inaugurato dal governo inglese si occuperà di aumentare i tassi di e-partecipazione, fornendo supporto e consulenza alle autorità locali.

ICELE lavorerà con i soggetti interessati per garantire loro un’adeguata informazione e capacità di esprimere la propria opinione, così come per diffondere l’uso e la conoscenza di queste nuove forme di partecipazione.

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Hotsoup: un sito per il social network rivolto ai leader d’opinione
18 ottobre 2006
 

hotsoup.jpgGiovedì 19 ottobre è stato lanciato Hotsoup , pensato per i leader d’opinione politica – e non solo. Tra i membri figurano l’ex-presidente Bill Clinton, il ciclista Lance Armstrong, la rockstar Bon Jovi, e molti altri personaggi famosi.

Hotsoup vuole creare un luogo adatto a un dibattito politico intelligente e civile, in cui quei milioni di americani che si tengono costantemente informati e che influenzano le opinioni di amici, familiari e colleghi possano confrontarsi.

I fondatori del sito sostengono che i cittadini sono stanchi di strillare alle loro TV, e che è giunto il momento di fornire loro una possibilità di poter interagire con qualcuno.