Management guru Don Tapscott, the co-author of best-seller “Wikinomics”, wants to teach governments to harness the power of the Internet to reinvent democracy.
Tapscott is an evangelist for Web 2.0, the second-generation Internet based on participation through social communities such as Facebook and MySpace, participatory sites like free encyclopedia Wikipedia, and blogs.
In “Wikinomics: How Mass Collaboration Changes Everything,” published this year, he and co-author Anthony Williams dared big companies to reveal their trade secrets on the Web in a gamble to collect the ideas they need from people outside the firm.
Now their thinktank, New Paradigm, is starting a project to involve governments, non-governmental organizations and citizens around the world to revitalize the public sector.
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11 settembre 2007
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27 luglio 2007
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10 luglio 2007
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10 aprile 2007
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5 aprile 2007
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1 aprile 2007
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21 marzo 2007
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19 marzo 2007
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14 marzo 2007
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Lo studio – intitolato “Information Technology and Public Commenting on Agency Regulations” appare sul primo numero di Regulation & Governance, una nuova pubblicazione di Wiley-Blackwell. Il professor Steven Balla e Benjamin Daniels della George Washington University hanno testato per la prima volta la supposizione che l’era dell’informazione porterà una nuova era di democrazia arricchita sulla regolamentazione del governo. Le agenzie normative hanno storicamente ricevuto feedback dal pubblico su proposte attraverso commenti scritti mandati via posta o consegnati in mano alle sedi delle agenzie – rendendo difficile per la maggior parte dei cittadini l’ottenere accesso, o essere al corrente, dei materiali disponibili. L’offensiva dell’era dell’informazione ha portato la speranza tra gli osservatori delle normative che Internet porti le agenzie più vicino al pubblico – consentendo un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Lo studio Balla e Daniels confronta centinaia di regolamentazioni prima e dopo l’introduzione di uno dei primi sistemi di commenti elettronici negli Stati Uniti nel 1998 – prima di concludere che i livelli di partecipazione erano quasi identici lungo entrambi i periodi, indicando che l’avvento di Internet non ha cambiato gli schemi di partecipazione del pubblico nella normativa. Il professor Balla ha detto, “I processi cartacei sono stati resi automatici, sì. Ma questa automazione non sembra aumentare significativamente il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione – un modo molto importante nella presa di decisioni politiche.” Il professor Balla conclude che “è poco probabile che il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione diventi molto più prevalente nell’era del informazione. contraddicendo sia la speranza di democratizzazione del processo sia la paura di una partecipazione di massa costosa e dannosa.” (re-postato da Kansas City infoZine News via E-Government News) |
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10 marzo 2007
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Il report traccia quattro possibili scenari su dove potremmo essere nel 2007. Il diversi scenari assumono diversi livelli di sviluppo economico e attivismo civico. Il primo ‘Global politics’ assume che shock globali come il Cambiamento Climatico portino ad un senso globale di responsabilità e di cittadinanza. In questo scenario gli accordi internazionali ricevono molto supporto pubblico. Lo scenario 2 (‘Charity begins at home’) assume che la crescita economica si combini con un aumentato attivismo civico, creando uno scenario dove il filantropismo e il volantariato sono molto diffusi. La parte negativa è che molte di queste attività hanno luogo all’interno di comunità relativamente chiuse e che quelli che si rifiutano di prenderne parte vengono diffamati dal resto della società. Nello scenario 3 (‘Tribal politics’) l’economia si ristagna e la società diventa sempre più frammentata. La politica viene dominata da gruppi di interesse in forte competenza per le risorse limitate e l’interesse delle minoranze spesso viene trascurato. Il coinvolgimento civico è largamente reattivo e limitato a quando vengono minacciati gli interessi dei singoli. Per ultimo, lo scenario 4 (‘Remote self’) assume che la crescita economica si combini con una popolazione sempre più disimpegnata. Questo conduce ad una situazione dove il ruolo dello stato è limitato e dove il divario tra ricchi e poveri cresce senza alcuna reazione pubblica significativa. La gente diventa sempre più individualistica e disinteressata del bene collettivo. Il governo fa ricorso sempre più spesso ad iniziative come il tele-voto per ammansare il disimpegno dei cittadini. Quando è stato chiesto ai dirigenti politici quale di questi scenari è più desiderabile e quale più probabile hanno risposto che preferirebbero una combinazione dei scenari 1 e 2 ma che secondo loro quello più probabile è il 4. (via Involve) |
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10 marzo 2007
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Il mese scorso il primo minstro, Tony Blair, è stato costretto a mandare una risposta personalizzata per e-mail a tutti i firmatari mdi una petizione elettronica a Downing Street richiedente il fine dei piani per far pagare il traffico. Oggi i membri del Parlamento Tory e Laburisti hanno espresso i loro dubbi al riguardo del utillizzo di petizioni online da parte di Downing Street. |
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8 marzo 2007
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L’approccio partecipatorio al bilancio è stato originato in Sud America, in città come Porto Alegre e Sao Paolo (trovate altri esempi qui). Solo in Brasile più di 200 città sembrano aver adottato il processo e l’idea si sta diffondendo in altre parti e contesti del mondo. (via A Thousand Tomorrows) |
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2 marzo 2007
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La petizione road pricing, che ha assistito a 1,8 milioni di persone scrivendo al sito di Downing Street è stata provatamente la più grande protesta contro la politica del governo dalla marcia contro la guerra del 2003. La domanda posta da Brian Wheeler, giornalista politico delle BBC News, è dove si va a finire a questo punto? Ed è una cosa positiva o negativa per la democrazia? |
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11 febbraio 2007
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Il pilota di Digital Dialogues è un’iniziativa stabilita dal Dipartimento di Coinvolgimento Democratico del Department for Constitutional Affairs (DCA). Il Programma di eDemocracy del Hansard Society è stato commissionato per amministrare ‘Digital Dialogues’ e per produrre le valutazioni della casistica. La Hansard Society è un ente per la beneficienza didattica indipendente ed imparziale. La prima fase di ‘Digital Dialogues’ ha avuto luogo tra il Dicembre del 2005 e il Giugno el 2006. Il report provvisorio rilasciato a Dicembre copre la prima fase e contiene la casistica e una guida a quella fase. Sei valutazioni della casistica sono state compilate nella prima fase, coinvolgendo una sezione trasversale delle agenzie, dipartimenti e uffici ministeriali del governo centrale. Nella casistica sono stati utilizzati applicazioni web, tra cui blog, forum, sondaggi e chat. Le valutazioni sono state generate attraverso l’analisi di statistiche del sito, interviste con gli incaricati della casistica presso il governo, e sondaggi con gli utenti del sito. La seconda fase di ‘Digital Dialogues’ è programmata per Agosto 2006 – Febbraio 2007. Fornisce un opportunità per la valutazione longitudinale della casistica per testare l’orientamento creato a seguito della fase uno. Inoltre, la fase due renderà disponibili delle applicazioni che stanno cominciando a vedere un utilizzo diffuso – wiki, podcasting, condivisione di file, blog audio-visivi, software di mappatura. I nuovi leader della casistica verranno inoltre incoraggiati a combinare applicazioni – per esempio, convergere il software per sondaggi nei forum, o la condivisione di foto con strumenti per la mappatura. Verrà offerta l’opportunità a qualsiasi applicazione di fare uso di una o più di queste piattaforme indipendentemente o in parallelo alle tecniche offline convenzionali. Il report di questa fase è programmato per Aprile 2007. |
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1 febbraio 2007
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Questo è stato il messaggio dal Microsoft Government Leader’s Forum 2007 presso il Parlamento Scozzese. I delegati di più di 40 stati sono stati informati da un numero di esperti (guarda l’archivio di filmati), che hanno parlato sul ruolo che ha avuto la tecnologia nel trasformare il paesi e su come i cittadini vengono coinvolti dalle proprie democrazie. La Commissaria per la Politica Regionale della Commissione Europea Danuta Hübner ha consigliato ai politici europei di non dormire sugli allori. “Connettere con i nostri cittadini significa più di migliorare le cose. I cittadini vogliono essere più coinvolti politicamente, vogliono sentire la loro appartenenza della politica.” “La Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni hanno già scatenato una rivoluzione sociale nel generare cambiamenti e i politici europei devono tenere questo in considerazione assieme alla costatazione del fatto che gli individui non sono solo cittadini ma anche i creatori di contenuti alla portata di tutti.” Tra gli altri relatori c’erano anche: il presidente della Microsoft Corporation Bill Gates, il cancelliere Exchequer Rt Hon. Gordon Brown MP, Primo Ministro di Scotland Rt. Hon. Jack McConnell MSP, ex-Primo Ministro olandese Wim Kok, il Primo Ministro Albanese Sali Berisha, il President dell’Islanda Ólafur Ragnar Grímsson, il ministro della Pubblica Amministrazione sloveno Dr. Gregor Virant, il MP finlandese Hanna-Leena Hemming, il vice Sindaco di Lyon France Jean-Michel Daclin, il presidente di riunione del Parlamento scozzese George Reid MSP, e il presidente di YouGov Peter Kellner. |
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24 gennaio 2007
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Gov2U crede che le nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ITC) offrono opportunità vitali per apportare un cambiamento fondamentale ai meccanismi dei sistemi democratici tradizionali. Abilitando e facilitando nuove forme di interazione all’interno dei parlamenti, e attraverso il coinvolgimento dei cittadini nei processi politici, le ITC possono aiutare ad affrontare la sfida di creare dei sistemi democratici più rappresentativi ed efficienti. Il punto cruciale delle loro attività è la ricerca, lo sviluppo e lo schieramento di tecnologie che abilitino l’open source per facilitare la raccolta e la diffusione dell’informazione legislativa. In parallelo, sono coinvolti nella diffusione mirana di conoscenze e best practice attraverso l’organizzazione di / partecipazione in conferenze, incontri, seminari e pubblicazioni. Per raggiungere questo obiettivo, Gov2u ha creato la piattaforma Gov2DemOSS, una piattaforma di e-participation open source, generica ma personalizzabile, informativa e collaborativa. |
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26 novembre 2006
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25 novembre 2006
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21 novembre 2006
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19 novembre 2006
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Putting People First
Notizie sull'experience design, sul design utente-centrico e sull'innovazione
Experientia news
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Iota Partners is a new Chicago-based venture of Rick Robinson and John
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Short report on the first European EPIC meeting by Anna Wojnarowska, UX
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The method of selecting representatives for presenting the view of a constituency was deployed at the time when internet and mobile technologies were not available and there was no method of making a collective decision on policies to government the society.
From climate change to social care, innovation will be critical to meeting the public service challenges of the future. But traditional approaches to generating new ideas will not be enough. Rather than focusing on processes and pipelines, policymakers and service deliverers needs to harness the potential of citizens to be innovators in their own right.
A new website for young people has been launched by West Sussex County Council aimed at giving them vital information and a voice for their concerns.
Demos, the UK think tank for everyday democracy, has published a collection of essays by leading thinkers and practitioners that assesses how far the UK has already come towards a more collaborative style of government and sets out international case studies of some of the most interesting initiatives to date. It concludes by asking how future governments can use collaboration as a key design principle for transforming the UK’s public services.
Children will be able to find out about Government, public services and the world around them in a fresh, fun and informative way through a new website launched today.
Involve (an independent UK organisation focused on the practicalities of giving more power to ordinary people) has produced an “Evaluation Guide – Making a Difference: A guide to evaluating public participation in central government”, as a
Un nuovo studio ha mostrato che è improbabile che il coinvolgimento pubblico nella presa di decisioni politiche diventi più prevalente nell’era dell’informazione – contraddicendo le speranze degli entusiasti della e-democracy di uno stato del coinvolgimento democratico più forte.
Le petizioni online come quella contro il road pricing rischiano di mettere a repentaglio la democrazia rappresentativa, ha avvertito oggi un comitato di membri del parlamento.
Un numero crescente di comuni, istituzioni e comunità pubbliche/non-profit intorno al mondo sembrano stare scoprendo e adottando il ‘bilancio partecipativo’, ‘un processo di valutazione e di presa di decisioni democratico, nel quale i residenti ordinari di una città decidono come ripartire una parte del budget pubblico.’ (
Ultimamente il sito di Downing Street collassa sotto il peso di e-mail da parte di votanti infuriati.
‘
L’Europa festeggia 50 anni di pace e di progresso politico, ma nei prossimi 50 anni assisterà a cambiamenti massicci nella relazione tra l’elettorato e i politici grazie alla tecnologia.
Nell’era della cultura partecipativa il mondo della politica si sente spesso indietro, scrive 

Il dimissionario consigliere capo di Tony Blair, Matthew Taylor, teme che Internet possa alimentare la crisi nelle relazioni tra i politici e gli elettori.