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  Posts in category 'Campagna'
 
New UK regional government website for young people
10 Aprile 2007
 

yourspace.gifA new website for young people has been launched by West Sussex County Council aimed at giving them vital information and a voice for their concerns.

The front page of www.yourspacewestsussex.co.uk also has the first details of how young people aged from five to 19 will soon be able to apply for a free ‘3in1′ card that will give them cheaper travel on the buses, an instantly recognisable ‘proof of age’ and discounts with retailers.

The ‘YourSpace’ website also contains information and advice for young people on a wide variety of issues such as bullying and health.

There is also a link to new-look pages for the West Sussex Youth Cabinet, information about clubs, holiday activities, and dance nights for the under 18s.

There will be regular quick polls to find out what young people think about major issues of the day. The first is about the July 1 ban on smoking in public places.

Read full story [eGov monitor]

 
Le petizioni online potrebbero mettere a repentaglio la democrazia, avvertono i membri del Parlamento [The Guardian]
10 Marzo 2007
 

e-government.gifLe petizioni online come quella contro il road pricing rischiano di mettere a repentaglio la democrazia rappresentativa, ha avvertito oggi un comitato di membri del parlamento.

Il mese scorso il primo minstro, Tony Blair, è stato costretto a mandare una risposta personalizzata per e-mail a tutti i firmatari mdi una petizione elettronica a Downing Street richiedente il fine dei piani per far pagare il traffico.

Oggi i membri del Parlamento Tory e Laburisti hanno espresso i loro dubbi al riguardo del utillizzo di petizioni online da parte di Downing Street.

Leggi tutto l’articolo

 
La e-democrazia è una realtà? [BBC]
2 Marzo 2007
 

Picture 22.pngUltimamente il sito di Downing Street collassa sotto il peso di e-mail da parte di votanti infuriati.

La petizione road pricing, che ha assistito a 1,8 milioni di persone scrivendo al sito di Downing Street è stata provatamente la più grande protesta contro la politica del governo dalla marcia contro la guerra del 2003.

La domanda posta da Brian Wheeler, giornalista politico delle BBC News, è dove si va a finire a questo punto? Ed è una cosa positiva o negativa per la democrazia?

Leggi tutto l’articolo

 
Gov2U: ICT per l’e-Democracy
24 Gennaio 2007
 

eci.jpgGov2U è stato fondato nel 2005 con l’intenzione di imbrigliare il potenziale delle ITC come strumenti essenziali per il miglioramento della democrazia rappresentativa.

Gov2U crede che le nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ITC) offrono opportunità vitali per apportare un cambiamento fondamentale ai meccanismi dei sistemi democratici tradizionali. Abilitando e facilitando nuove forme di interazione all’interno dei parlamenti, e attraverso il coinvolgimento dei cittadini nei processi politici, le ITC possono aiutare ad affrontare la sfida di creare dei sistemi democratici più rappresentativi ed efficienti.

Il punto cruciale delle loro attività è la ricerca, lo sviluppo e lo schieramento di tecnologie che abilitino l’open source per facilitare la raccolta e la diffusione dell’informazione legislativa. In parallelo, sono coinvolti nella diffusione mirana di conoscenze e best practice attraverso l’organizzazione di / partecipazione in conferenze, incontri, seminari e pubblicazioni.

Per raggiungere questo obiettivo, Gov2u ha creato la piattaforma Gov2DemOSS, una piattaforma di e-participation open source, generica ma personalizzabile, informativa e collaborativa.

 
La European Citizens’ Initiative dà voce agli individui
26 Novembre 2006
 

eci.jpgNell’era della cultura partecipativa il mondo della politica si sente spesso indietro, scrive Robin Good sul suo blog.

La democrazia partecipata è però una priorità del programma dell’European Citizens’ Initiative(o ECI). L’obiettivo è aumentare il potere dei cittadini nella proposta di azioni politiche concrete.

L’ECI, che conta sull’appoggio di centinaia di organizzazioni, vuole raccogliere un milione di firme per poter influenzare in maniera diretta l’agenda politica dell’Unione Europea.

Robin Good, in un video esclusivo, intervista Carsten Berg e Gabriel Fragnieresugli scopi e il modo di operare dell’ECI.

- - Leggi l’intero articolo (versione italiana)

 
10 cose che ogni parlamentare può fare per ricostruire la partecipazione democratica del suo elettorato
8 Novembre 2006
 

La fiducia nella politica è in declino evidente in Gran Bretagna.

LaRED unit dello UK Design Council ha esaminato il problema da una prospettiva pratica e locale, per scoprire cosa possono fare in concreto i parlamentari per rinsaldare la fiducia dell’elettorato.

Il report, frutto di due settimane di ricerca spese con 15 parlamentari, indica 10 cose concrete che ogni parlamentare può fare per ristabilire la partecipazione democratica.

Scarica il report (pdf, 1.34 mb, 25 pagine)

 
I politici europei abbracciano il Web 2.0
26 Ottobre 2006
 

webcameron.pngBusiness Week dedica un articolo ai politici europei che, cercando nuovi modi per entrare in contatto con gli elettori, hanno iniziato ad utilizzare blog e podcast per far arrivare i loro messaggi.

Ad esempio David Cameron, leader dei Tories in Gran Bretagna, ha inaugurato il suo videoblog personale il 30 settembre. Il blog contenente filmati confezionati d’arte – in uno di essi si vede Cameron che pulisce la sua cucina e allo stesso tempo dichiara “di voler far pulizia nella politica britannica” – ha provocato reazioni contrastanti.

Si può infatti affermare che il vblog di Cameron sia solo un tentativo di accattivarsi le simpatie degli utenti del Web 2.0; ma d’altro canto non si può negare che esso sia un passo in avanti verso una maggiore interazione con gli elettori più giovani ed esperti nell’uso dei media sociali.

Politi citati: David Cameron (UK), Ulster Unionists (UK), Dominique Strauss-Kahn (Francia), Nicolas Sarkozy (Francia), Laurent Fabius (Francia), Jan Peter Balkenende (Olanda), Wouter Bos (Olanda), Jan Marijnissen (Olanda), etc.

Leggi l’intero articolo (in inglese)

(via Loïc Le Meur)

(guarda anche “Participative” democracy e Webcameron di Bruno Giussani)

 
Democrazia partecipativa d’alto livello
25 Settembre 2006
 

Sul su blog Lunch over IP, Bruno Giussani discute di alcuni esperimenti d’alto livello per la democrazia partecipativa on-line.

Segolène Royal, in corsa per le elezioni presidenziali francesi del prossimo anno, sta sviluppando il suo programma/piattaforma on-line in maniera partecipativa, tramite il sito web “Désir d’avenir”(“Desiderosi di un futuro”), dove pubblica le sue idee e riceve i commenti degli utenti.

José Luis Zapatero, Primo Ministro spagnolo, ha appena lanciato PSOEtv (PSOE è l’acronimo del partito socialista di maggioranza), il primo canale televisivo on-line di un grande partito europeo. L’area dedicata all’interazione è però limitata; è presente solo un pulsante “Commenta” che rimanda a un form per le e-mail.

 
Water Cooler Games
3 Settembre 2006
 

wclogo.gifWater Cooler Games è un sito sui videogiochi con un obiettivo. Esso esplora il campo emergente di quei videogiochi che non vogliono solo far divertire, ma anche condividere conoscenza e cambiare opinioni. Quest’area include nuovi generi come i giochi politici, le simulazioni e i giochi sull’informazione.

 
White paper: i media portatili nella politica del 21° secolo
1 Settembre 2006
 

mobilemediapolitics.pngIl New Politics Institute, una think tank statunitense, ha pubblicato un white paper sui media portatili nella politica del 21° secolo.

Il documento è stato preparato da Tim Chambers e Rob Sebastian, esperti di mobilità nell’area del divertimento ora interessati al nuovo campo della politica fatta con i dispositivi portatili.

Il rapporto afferma che l’uso dei media mobili sta già influenzando la politica di oggi. Ad esempio il telefono cellulare sta diventando sempre di più uno snodo cruciale dei media portatili; può essere ora affiancato alla Tv e al Pc come strumento di connessione degli americani alla politica. Oggi l’80% degli americani in età di voto possiede il cellulare; nel 2008 il 30% degli utenti di questo media non avranno una linea telefonica fissa. I contenuti video per dispositivi mobili già oggi raggiungono più utenti di diverse compagnie di tv via cavo. Chi vorrà fare politica, dovrà imparare già ora a padroneggiare questi nuovi mezzi.

Scarica il white paper (pdf, 38 pagine)

(via MobileActive)

 
Salvare il mondo, un videogioco alla volta [The New York Times]
23 Luglio 2006
 

madrid_game.jpgI videogiochi hanno per molto tempo divertito i propri giocatori portandoli in mondi fantastici o fantascientifici. Ma Peacemaker, un gioco che simula il conflitto israelo – palestinese, fa parte di una nuova categoria emergente di videogiochi che immergono le persone nel mondo reale. Non si tratta di brividi da voyeur, ma di giochi che si propongono come media per il cambiamento. I videogiochi sono ottimi per insegnare come funzionano sistemi complessi: inoltre consentono, rispetto ad altri media come libri e film, di diventare per un po’ un’altra persona, e di assumere un differente punto di vista.

I giochi presenti oltre a Peacemaker:

  • Food Force (aiuta a capire le difficoltà che si incontrano nella distribuzione degli aiuti)
  • A Force More Powerful (insegna I metodi per influenzare la politica senza ricorrere alla violenza)
  • Darfur is Dying (una simulazione narrata sulla sopravvivenza in un campo profughi nel Darfur)
  • September 12 (per esplorare alcuni aspetti del terrorismo)
  • Madrid (un gioco sull’attacco ai treni di Madrid dell’11/3)

Leggi l’intero articolo (New York Times)

 
Il fondatore di Wikipedia inaugura una piattaforma wiki per la politica partecipativa
22 Luglio 2006
 

Il co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales ha recentemente inaugurato il sito le “Campaigns Wikia“, uno sforzo per portare la politica alle masse usando l’umile piattaforma wiki.

Per Wales, gli autori di blog e wiki stanno inventando una nuova era dei media e della politica. Se i media tradizionali fornivano una “politica trasmessa” questi nuovi mezzi offriranno una “politica partecipata”. Il sito si propone come spazio d’incontro per persone di qualsiasi idea o schieramento, ma che condividono la volontà di rendere la politica più partecipata e intelligente.

Leggi l’intero articolo (in inglese)