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  Posts in category 'Azione politica'
 
Appello per Torino Open Government
27 gennaio 2011
 

Abbiamo scritto questo appello rivolto a tutti i candidati Sindaco di Torino. E’ possibile aderire commentando questo post o scrivendo a fabio.malagnino@gmail.com

Cari candidati,
gli italiani non hanno fiducia nello Stato e nelle amministrazioni.
La corruzione nella Pubblica Amministrazione in Italia è oggi stimata tra i 50 e i 60 miliardi di euro all’anno. La qualità della nostra spesa pubblica è agli ultimi posti in ogni classifica tra i paesi avanzati.
Le pubbliche amministrazioni si trincerano dietro una legge sulla trasparenza amministrativa che mostra tutti i suoi limiti e dietro interpretazioni restrittive della normativa sulla privacy che stabiliscono che le informazioni pubbliche non siano necessariamente pubblicabili. Possono essere rese disponibili nei siti web degli enti, senza però poter essere indicizzate dai motori di ricerca (e quindi, di fatto, irraggiungibili).
Nell’epoca della cultura digitale essere trasparenti significa adottare il modello dell’Open Government.
Le amministrazioni pubbliche devono mettere a disposizione tramite Internet tutti i dati di cui dispongono, nella misura in cui non vengano rivelate informazioni personali coperte da privacy, in modo che possano essere utilizzati liberamente dai cittadini per analizzarne funzionamento, prestazioni e per costruire innovazione.
L’open government si propone di creare le condizioni organizzative, culturali e politiche affinché ogni cittadino abbia il diritto di contribuire a creare progetti per il cambiamento, di trasformazione democratica e di modernizzazione della società italiana.
Aprire la mole di informazioni contenute nelle pubbliche amministrazioni in modo creativo, intelligente ed open consentirebbe di fornire migliaia di nuovi servizi utili a tutti i cittadini. Occorre considerare gli utenti come risorse da coinvolgere nella progettazione, produzione e valutazione piuttosto che come destinatari passivi di processi studiati a tavolino.
Succede a New York, Los Angeles, Toronto, Sidney e, per rimanere vicino a noi, a Londra.
E succede anche in Piemonte, in via sperimentale con dati.piemonte.it dove sono pubblicati alcuni dati dell’amministrazione regionale.

Con questo appello desideriamo lanciare una sfida ai candidati alle primarie: fare di Torino la prima città completamente open gov. La cornice normativa c’è già e basterebbe una semplice delibera di giunta.
Inoltre la tecnologia, ed in particolare internet e gli strumenti di accesso alla Rete, sono elementi abilitanti ai processi di partecipazione. Per questo motivo è dovere di chi amministra favorire lo sviluppo, la promozione, il potenziamento di internet, del wi-fi realmente libero e gratuito, del software Open Source.
Centralità del cittadino, partecipazione, accesso universale ai dati pubblici, uso del web sono tratti distintivi dell’open government e delle sue ricadute economiche. In questo contesto è infatti immaginabile la crescita dell’imprenditoria e della creatività giovanile, il lavoro per aziende e professionisti locali impegnati nello sviluppo dell’Open Source, la facilità di interazione tra i vari soggetti favorita dallo sviluppo capillare di internet.
Chi di voi, nel caso diventi sindaco, è disposto a impegnarsi concretamente su questi temi?
Fiducia, attraverso trasparenza e apertura dei dati, e coinvolgimento, attraverso la co-produzione dei servizi, sono le due parole chiave che dovrebbero stare alla base del progetto per la Torino del futuro.

Fabio Malagnino – giornalista e blogger
Nicola Mattina – imprenditore comunicazione d’impresa
Juan Carlos De Martin – Politecnico di Torino
Gianluca Dettori – imprenditore, fondatore Dpixel
Giovanni Calia – social media strategist
Marco Zamperini – tecnologo, professore, blogger e giornalista
Mark Vanderbeeken – imprenditore
Vittorio Pasteris – giornalista e blogger
Michele Visciola – imprenditore
Andrea Toso – manager editoria
Pietro Izzo – giornalista e blogger
Gianluca Gobbi – caporedattore Radio Flash Torino
Alessandro Mercuri – psicologo dell’organizzazione
Marco Titli – studente

 
Torna il bavaglio per i blog
23 luglio 2010
 

Questa mattina il blog Piovono Rane scrive che nella commissione giustizia della Camera, presieduta dalla finiana Giulia Bongiorno, sono stati respinti gli emendemanti che avrebbero dovuto salvare i blog dalla tagliola del diritto di rettifica.

Come spiega Gilioli
[...] obbligare i blogger a rettificare entro 48 ore significa chiudere la rete o quasi: prima di tutto perché se c’è l’obbligo di rettifica, il blogger dovrà registrarsi a qualche autorità (ancora non si sa quale) con un domicilio legale, insomma andrà incontro a tutti gli obblighi burocratici previsti per la stampa. E se c’è nel mondo una forma di comunicazione libera da lacciuoli e da scartoffie da firmare, questa è (o era) quella dei blog.

In secondo luogo perché obbligare alla rettifica entro 48 ore significa di fatto obbligare ogni blogger a collegarsi alla Rete tutti i giorni, sennò si becca una multa (oltre 12 mila euro) insostenibile per chi fa informazione volontaria. Chi non si connette al web, infatti, rischia di non sapere che c’è una richiesta di rettifica e quindi di “violare” la legge che gli impone un tempo massimo per 48 ore (il termine di due giorni era stato pensato per i quotidiani)[...]

Interessante anche la consueta, lucida, analisi giuridica di Guido Scorza.

Fini qualche tempo fa aveva dichiarato diritenere internet un diritto fondamentale.

 
YouScotland – Represent yourself
5 aprile 2007
 

youscotland.jpgYouScotland.com is not a political party, it is a citizens’ movement aimed at influencing the political process.

With elections pending to Holyrood and at Council level on Thursday, May 3rd, electoral politics will inevitably dominate the next few weeks. But there will be another 204 weeks before there are new elections to these bodies. It is then we believe youscotland.com will come into its own, irrespective of the results on 3rd May – an online citizen’s voice that will hold the politicians we elect on 3rd May to account.

But we do believe we can have a here and now influence by informing and exposing where parties, politicians, the media and others are clearly “at it”, and we will do so without fear or favour. We are in nobody’s pocket, though we hope we are on the right side.

 
Il futuro della cittadinanza, uno studio di previsione
10 marzo 2007
 

Picture 13.pngDui recente il Department of Constitutional Affairs britannico ha pubblicato un report su ‘The Future of Citizenship‘ (pdf, 645 kb), uno studio ambizioso su come le nostre definizioni e comportamenti della cittadinanza potrebbero cambiare nei prossimi 20 anni.

Il report traccia quattro possibili scenari su dove potremmo essere nel 2007. Il diversi scenari assumono diversi livelli di sviluppo economico e attivismo civico.

Il primo ‘Global politics’ assume che shock globali come il Cambiamento Climatico portino ad un senso globale di responsabilità e di cittadinanza. In questo scenario gli accordi internazionali ricevono molto supporto pubblico.

Lo scenario 2 (‘Charity begins at home’) assume che la crescita economica si combini con un aumentato attivismo civico, creando uno scenario dove il filantropismo e il volantariato sono molto diffusi. La parte negativa è che molte di queste attività hanno luogo all’interno di comunità relativamente chiuse e che quelli che si rifiutano di prenderne parte vengono diffamati dal resto della società.

Nello scenario 3 (‘Tribal politics’) l’economia si ristagna e la società diventa sempre più frammentata. La politica viene dominata da gruppi di interesse in forte competenza per le risorse limitate e l’interesse delle minoranze spesso viene trascurato. Il coinvolgimento civico è largamente reattivo e limitato a quando vengono minacciati gli interessi dei singoli.

Per ultimo, lo scenario 4 (‘Remote self’) assume che la crescita economica si combini con una popolazione sempre più disimpegnata. Questo conduce ad una situazione dove il ruolo dello stato è limitato e dove il divario tra ricchi e poveri cresce senza alcuna reazione pubblica significativa. La gente diventa sempre più individualistica e disinteressata del bene collettivo. Il governo fa ricorso sempre più spesso ad iniziative come il tele-voto per ammansare il disimpegno dei cittadini.

Quando è stato chiesto ai dirigenti politici quale di questi scenari è più desiderabile e quale più probabile hanno risposto che preferirebbero una combinazione dei scenari 1 e 2 ma che secondo loro quello più probabile è il 4.

(via Involve)

 
Le petizioni online potrebbero mettere a repentaglio la democrazia, avvertono i membri del Parlamento [The Guardian]
10 marzo 2007
 

e-government.gifLe petizioni online come quella contro il road pricing rischiano di mettere a repentaglio la democrazia rappresentativa, ha avvertito oggi un comitato di membri del parlamento.

Il mese scorso il primo minstro, Tony Blair, è stato costretto a mandare una risposta personalizzata per e-mail a tutti i firmatari mdi una petizione elettronica a Downing Street richiedente il fine dei piani per far pagare il traffico.

Oggi i membri del Parlamento Tory e Laburisti hanno espresso i loro dubbi al riguardo del utillizzo di petizioni online da parte di Downing Street.

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La e-democrazia è una realtà? [BBC]
2 marzo 2007
 

Picture 22.pngUltimamente il sito di Downing Street collassa sotto il peso di e-mail da parte di votanti infuriati.

La petizione road pricing, che ha assistito a 1,8 milioni di persone scrivendo al sito di Downing Street è stata provatamente la più grande protesta contro la politica del governo dalla marcia contro la guerra del 2003.

La domanda posta da Brian Wheeler, giornalista politico delle BBC News, è dove si va a finire a questo punto? Ed è una cosa positiva o negativa per la democrazia?

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La tecnologia trasforma la relazione tra i politici e l’elettorato dell’Europa [eGov monitor]
1 febbraio 2007
 

gates_brown_scotland.jpgL’Europa festeggia 50 anni di pace e di progresso politico, ma nei prossimi 50 anni assisterà a cambiamenti massicci nella relazione tra l’elettorato e i politici grazie alla tecnologia.

Questo è stato il messaggio dal Microsoft Government Leader’s Forum 2007 presso il Parlamento Scozzese.

I delegati di più di 40 stati sono stati informati da un numero di esperti (guarda l’archivio di filmati), che hanno parlato sul ruolo che ha avuto la tecnologia nel trasformare il paesi e su come i cittadini vengono coinvolti dalle proprie democrazie.

La Commissaria per la Politica Regionale della Commissione Europea Danuta Hübner ha consigliato ai politici europei di non dormire sugli allori.

“Connettere con i nostri cittadini significa più di migliorare le cose. I cittadini vogliono essere più coinvolti politicamente, vogliono sentire la loro appartenenza della politica.”

“La Tecnologia dell’Informazione e delle Comunicazioni hanno già scatenato una rivoluzione sociale nel generare cambiamenti e i politici europei devono tenere questo in considerazione assieme alla costatazione del fatto che gli individui non sono solo cittadini ma anche i creatori di contenuti alla portata di tutti.”

Tra gli altri relatori c’erano anche: il presidente della Microsoft Corporation Bill Gates, il cancelliere Exchequer Rt Hon. Gordon Brown MP, Primo Ministro di Scotland Rt. Hon. Jack McConnell MSP, ex-Primo Ministro olandese Wim Kok, il Primo Ministro Albanese Sali Berisha, il President dell’Islanda Ólafur Ragnar Grímsson, il ministro della Pubblica Amministrazione sloveno Dr. Gregor Virant, il MP finlandese Hanna-Leena Hemming, il vice Sindaco di Lyon France Jean-Michel Daclin, il presidente di riunione del Parlamento scozzese George Reid MSP, e il presidente di YouGov Peter Kellner.

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Gov2U: ICT per l’e-Democracy
24 gennaio 2007
 

eci.jpgGov2U è stato fondato nel 2005 con l’intenzione di imbrigliare il potenziale delle ITC come strumenti essenziali per il miglioramento della democrazia rappresentativa.

Gov2U crede che le nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ITC) offrono opportunità vitali per apportare un cambiamento fondamentale ai meccanismi dei sistemi democratici tradizionali. Abilitando e facilitando nuove forme di interazione all’interno dei parlamenti, e attraverso il coinvolgimento dei cittadini nei processi politici, le ITC possono aiutare ad affrontare la sfida di creare dei sistemi democratici più rappresentativi ed efficienti.

Il punto cruciale delle loro attività è la ricerca, lo sviluppo e lo schieramento di tecnologie che abilitino l’open source per facilitare la raccolta e la diffusione dell’informazione legislativa. In parallelo, sono coinvolti nella diffusione mirana di conoscenze e best practice attraverso l’organizzazione di / partecipazione in conferenze, incontri, seminari e pubblicazioni.

Per raggiungere questo obiettivo, Gov2u ha creato la piattaforma Gov2DemOSS, una piattaforma di e-participation open source, generica ma personalizzabile, informativa e collaborativa.

 
La European Citizens’ Initiative dà voce agli individui
26 novembre 2006
 

eci.jpgNell’era della cultura partecipativa il mondo della politica si sente spesso indietro, scrive Robin Good sul suo blog.

La democrazia partecipata è però una priorità del programma dell’European Citizens’ Initiative(o ECI). L’obiettivo è aumentare il potere dei cittadini nella proposta di azioni politiche concrete.

L’ECI, che conta sull’appoggio di centinaia di organizzazioni, vuole raccogliere un milione di firme per poter influenzare in maniera diretta l’agenda politica dell’Unione Europea.

Robin Good, in un video esclusivo, intervista Carsten Berg e Gabriel Fragnieresugli scopi e il modo di operare dell’ECI.

- – Leggi l’intero articolo (versione italiana)

 
UX Magazine dedicato all’e-government centrato sull’utente
21 novembre 2006
 

ux_mag.jpgL’ultimo numero di User Experience, la rivista dei membri della Usability Professionals’ Association è focalizzato sull’e-government centrato sull’utente, con cinque articoli.

Tom James descrive come il sito del Salisbury District Council, un’autorità locale britannica, sia passato ad una visione centrata sull’utente, col risultato di aver conquistato il primo posto nella classifica dei siti web pubblici locali.

Anche l’Aberdeenshire Council, un’altra autorità locale inglese – ha usato un approccio basato sull’utente, al fine di rendere altamente accessibili e usabili i servizi della pubblica amministrazione. L’articolo porta le firme di Chris Rourke e Ross Philip.

Giaele Roccia guida il team di usabilità di CSI-Piemonte. Nell’articolo si parla di come lo sviluppo legislativo e tecnologico abbia dato grande attenzione al tema dell’accessibilità; minore, ma crescente, è il supporto invece prestato al design centrato sull’utente.

Nell’articolo di Michele Visciola e Mark Vanderbeeken, “Encouraging Participatory Democracy: A Study of 30 Government Websites” si afferma che i siti web della pubblica amministrazione non sfruttano le possibilità della cittadinanza partecipativa. Due le cause: primo, il cittadino medio non è informato su come le istituzioni pubbliche funzionino; secondo, la crescente separazione tra siti di servizi online e siti istituzionali.

 
Il Web “alimenta la crisi della politica” [BBC]
19 novembre 2006
 

Tony Blair answers e-mailed questionsIl dimissionario consigliere capo di Tony Blair, Matthew Taylor, teme che Internet possa alimentare la crisi nelle relazioni tra i politici e gli elettori.

Il web è una tecnologia potenzialmente fantastica per la democrazia; ma chi la utilizza deve essere incoraggiato a risolvere problemi e non a porre semplicemente domande assillanti e senza alcuna misura.

Il governo inglese ha comunque fatto dei passi avanti nella direzione di una maggiore partecipazione online dei cittadini.

Leggi l’intero articolo

 
10 cose che ogni parlamentare può fare per ricostruire la partecipazione democratica del suo elettorato
8 novembre 2006
 

La fiducia nella politica è in declino evidente in Gran Bretagna.

LaRED unit dello UK Design Council ha esaminato il problema da una prospettiva pratica e locale, per scoprire cosa possono fare in concreto i parlamentari per rinsaldare la fiducia dell’elettorato.

Il report, frutto di due settimane di ricerca spese con 15 parlamentari, indica 10 cose concrete che ogni parlamentare può fare per ristabilire la partecipazione democratica.

Scarica il report (pdf, 1.34 mb, 25 pagine)

 
I politici europei abbracciano il Web 2.0
26 ottobre 2006
 

webcameron.pngBusiness Week dedica un articolo ai politici europei che, cercando nuovi modi per entrare in contatto con gli elettori, hanno iniziato ad utilizzare blog e podcast per far arrivare i loro messaggi.

Ad esempio David Cameron, leader dei Tories in Gran Bretagna, ha inaugurato il suo videoblog personale il 30 settembre. Il blog contenente filmati confezionati d’arte – in uno di essi si vede Cameron che pulisce la sua cucina e allo stesso tempo dichiara “di voler far pulizia nella politica britannica” – ha provocato reazioni contrastanti.

Si può infatti affermare che il vblog di Cameron sia solo un tentativo di accattivarsi le simpatie degli utenti del Web 2.0; ma d’altro canto non si può negare che esso sia un passo in avanti verso una maggiore interazione con gli elettori più giovani ed esperti nell’uso dei media sociali.

Politi citati: David Cameron (UK), Ulster Unionists (UK), Dominique Strauss-Kahn (Francia), Nicolas Sarkozy (Francia), Laurent Fabius (Francia), Jan Peter Balkenende (Olanda), Wouter Bos (Olanda), Jan Marijnissen (Olanda), etc.

Leggi l’intero articolo (in inglese)

(via Loïc Le Meur)

(guarda anche “Participative” democracy e Webcameron di Bruno Giussani)

 
Nel Regno Unito nasce il Centro Internazionale d’Eccellenza per la eDemocrazia Locale (ICELE)
20 ottobre 2006
 

icele.jpgThe UK Government launched today the Il nuovo Centro Internazionale d’Eccellenza per la eDemocrazia Locale (ICELE), da poco inaugurato dal governo inglese si occuperà di aumentare i tassi di e-partecipazione, fornendo supporto e consulenza alle autorità locali.

ICELE lavorerà con i soggetti interessati per garantire loro un’adeguata informazione e capacità di esprimere la propria opinione, così come per diffondere l’uso e la conoscenza di queste nuove forme di partecipazione.

Leggi l’intero articolo (in inglese)

 
Hotsoup: un sito per il social network rivolto ai leader d’opinione
18 ottobre 2006
 

hotsoup.jpgGiovedì 19 ottobre è stato lanciato Hotsoup , pensato per i leader d’opinione politica – e non solo. Tra i membri figurano l’ex-presidente Bill Clinton, il ciclista Lance Armstrong, la rockstar Bon Jovi, e molti altri personaggi famosi.

Hotsoup vuole creare un luogo adatto a un dibattito politico intelligente e civile, in cui quei milioni di americani che si tengono costantemente informati e che influenzano le opinioni di amici, familiari e colleghi possano confrontarsi.

I fondatori del sito sostengono che i cittadini sono stanchi di strillare alle loro TV, e che è giunto il momento di fornire loro una possibilità di poter interagire con qualcuno.

 
People & Participation
8 ottobre 2006
 

peopleandparticipation.jpgPeople & Participation è la prima pubblicazione di Involve, un’organizzazione britannico indipendente che si occupa di come dare un ruolo più centrale alla gente nella presa delle decisioni che contano.

L’originalità della pubblicazione consiste nella particolare attenzione ai dettagli pratici, basata sull’esperienze di centinaia di esperti che hanno usato nuovi metodi per coinvolgere le persone nei temi più disparati, dalla pianificazione locale alle nanotecnologie. Il volume illustra come una più forte partecipazione della gente possa aiutare a circoscrivere i temi di discussione più urgenti, e al contempo contrastare i rischi di alienazione politica e sfiducia.

Scarica People & Participation.

 
La politica italiana su Internet
24 settembre 2006
 

politics_internet.jpgAntonio Di Pietro, protagonista dell’inchiesta Mani Pulite e ora Ministro delle Infrastrutture del governo Prodi , ha inaugurato a gennaio 2006 un blog per “consentire una comunicazione diretta e la partecipazione della gente nella politica italiana”.

Di Pietro ha invitato un gruppo di bloggers alla conferenza nazionale del suo partito, Italia dei Valori, sostenendo che Internet è uno strumento di democrazia diretta, e che è essenziale che un gruppo del genere sia presente a un meeting politico.

(via Loïc Le Meur)

 
Il World Summit Award: nuovi media per un mondo migliore
4 settembre 2006
 

wsa_logo.jpgIl World Summit Award (WSA) è un’iniziativa globale volta alla selezione e alla promozione dei migliori contenuti elettronici online nel mondo, e si situa nel quadro del Summit Internazionale per la Società dell’Informazione, finanziato dalle ONU. È un’iniziativa che vuole contribuire a sensibilizzare i leader mondiali a investire per colmare i gap dei contenuti elettronici e il divario digitale.

Otto le categorie del premio: e-government, e-salute, e-learning, e-intrattenimento, e-cultura, e-scienza, e-business, e-inclusione.

 
Water Cooler Games
3 settembre 2006
 

wclogo.gifWater Cooler Games è un sito sui videogiochi con un obiettivo. Esso esplora il campo emergente di quei videogiochi che non vogliono solo far divertire, ma anche condividere conoscenza e cambiare opinioni. Quest’area include nuovi generi come i giochi politici, le simulazioni e i giochi sull’informazione.

 
White paper: i media portatili nella politica del 21° secolo
1 settembre 2006
 

mobilemediapolitics.pngIl New Politics Institute, una think tank statunitense, ha pubblicato un white paper sui media portatili nella politica del 21° secolo.

Il documento è stato preparato da Tim Chambers e Rob Sebastian, esperti di mobilità nell’area del divertimento ora interessati al nuovo campo della politica fatta con i dispositivi portatili.

Il rapporto afferma che l’uso dei media mobili sta già influenzando la politica di oggi. Ad esempio il telefono cellulare sta diventando sempre di più uno snodo cruciale dei media portatili; può essere ora affiancato alla Tv e al Pc come strumento di connessione degli americani alla politica. Oggi l’80% degli americani in età di voto possiede il cellulare; nel 2008 il 30% degli utenti di questo media non avranno una linea telefonica fissa. I contenuti video per dispositivi mobili già oggi raggiungono più utenti di diverse compagnie di tv via cavo. Chi vorrà fare politica, dovrà imparare già ora a padroneggiare questi nuovi mezzi.

Scarica il white paper (pdf, 38 pagine)

(via MobileActive)