Il quotidiano La Stampa pubblica oggi un interessante articolo su Dipnote, blog voluto espressamente da Condoleeza Rice per permettere ai diplomatici americani di esprimersi in massima libertà.
Il blog ha un approccio informale alle questioni e garantisce l’anonimato agli autori dei post, di modo che possano esprimere idee anche (e spesso) in controtendenza rispetto all’amministrazione Bush.
| Posts in category 'America' |
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21 Marzo 2008
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14 Marzo 2007
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Lo studio - intitolato “Information Technology and Public Commenting on Agency Regulations” appare sul primo numero di Regulation & Governance, una nuova pubblicazione di Wiley-Blackwell. Il professor Steven Balla e Benjamin Daniels della George Washington University hanno testato per la prima volta la supposizione che l’era dell’informazione porterà una nuova era di democrazia arricchita sulla regolamentazione del governo. Le agenzie normative hanno storicamente ricevuto feedback dal pubblico su proposte attraverso commenti scritti mandati via posta o consegnati in mano alle sedi delle agenzie - rendendo difficile per la maggior parte dei cittadini l’ottenere accesso, o essere al corrente, dei materiali disponibili. L’offensiva dell’era dell’informazione ha portato la speranza tra gli osservatori delle normative che Internet porti le agenzie più vicino al pubblico - consentendo un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Lo studio Balla e Daniels confronta centinaia di regolamentazioni prima e dopo l’introduzione di uno dei primi sistemi di commenti elettronici negli Stati Uniti nel 1998 - prima di concludere che i livelli di partecipazione erano quasi identici lungo entrambi i periodi, indicando che l’avvento di Internet non ha cambiato gli schemi di partecipazione del pubblico nella normativa. Il professor Balla ha detto, “I processi cartacei sono stati resi automatici, sì. Ma questa automazione non sembra aumentare significativamente il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione - un modo molto importante nella presa di decisioni politiche.” Il professor Balla conclude che “è poco probabile che il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione diventi molto più prevalente nell’era del informazione. contraddicendo sia la speranza di democratizzazione del processo sia la paura di una partecipazione di massa costosa e dannosa.” (re-postato da Kansas City infoZine News via E-Government News) |
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8 Marzo 2007
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L’approccio partecipatorio al bilancio è stato originato in Sud America, in città come Porto Alegre e Sao Paolo (trovate altri esempi qui). Solo in Brasile più di 200 città sembrano aver adottato il processo e l’idea si sta diffondendo in altre parti e contesti del mondo. (via A Thousand Tomorrows) |
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24 Gennaio 2007
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Gov2U crede che le nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ITC) offrono opportunità vitali per apportare un cambiamento fondamentale ai meccanismi dei sistemi democratici tradizionali. Abilitando e facilitando nuove forme di interazione all’interno dei parlamenti, e attraverso il coinvolgimento dei cittadini nei processi politici, le ITC possono aiutare ad affrontare la sfida di creare dei sistemi democratici più rappresentativi ed efficienti. Il punto cruciale delle loro attività è la ricerca, lo sviluppo e lo schieramento di tecnologie che abilitino l’open source per facilitare la raccolta e la diffusione dell’informazione legislativa. In parallelo, sono coinvolti nella diffusione mirana di conoscenze e best practice attraverso l’organizzazione di / partecipazione in conferenze, incontri, seminari e pubblicazioni. Per raggiungere questo obiettivo, Gov2u ha creato la piattaforma Gov2DemOSS, una piattaforma di e-participation open source, generica ma personalizzabile, informativa e collaborativa. |
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18 Ottobre 2006
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23 Settembre 2006
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Design for Democracy , un progetto no profit di AIGA, associazione professionale del design, vuole aumentare la partecipazione civica negli USA rendendola un’esperienza più chiara, comprensibile, facile da compiere e affidabile. |
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1 Settembre 2006
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22 Agosto 2006
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Accenture ha intervistato 46 direttori governativi d’alto profilo di 9 diversi paesi, al fine di determinare lo stato di realizzazione dei servizi, e ha concluso che quei governi dotati di una vasta gamma di tecnologie e modalità operative sono alla pari con il settore privato. Quei governi che invece non dispongono di tecnologie integrate per servizi online solidi, devono colmare un gap importante. Il rapporto conclude che se i governi vogliono ottenere successo con i loro servizi, devono semplificare il sistema per il pubblico, guadagnare la loro fiducia e inserirsi nei modi di comunicazione preferiti dagli utenti.
(via eGovernment News) |
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19 Agosto 2006
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La ricerca esplora i ruoli dei pubblici, degli attivisti, dei cittadini e dei produttori nel far maturare “l’ecologia” dei media interconnessi, sia vecchi che nuovi. I cambiamenti dell’ “habitat” includono – ma non solo – le relazioni tra produzione e consumo, la distribuzione virale e ‘peer to peer’, e la mobilitazione politica alternativa. Tra i temi trattati figura anche la democrazia elettronica. In un articolo sul sito netPublics si discute del contrasto “interattività/disciplina”. |
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19 Agosto 2006
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Sta crescendo ultimamente la tendenza delle pubbliche autorità a separare i servizi on-line rivolti ai cittadini da quelli per le comunicazioni istituzionali (analogamente alla separazione cliente/azienda) effettuata dai privati. Qui sotto si riporta una lista dei migliori siti governativi di cui siamo a conoscenza (in lingua inglese, se non diversamente indicato).
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18 Agosto 2006
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“Leveraging Web 2.0 in governments” è il primo progetto di Government 2.0 Think Tank, o “G2TT”. Lo scopo è portare i lavoratori settore pubblico e ogni altra parte interessata a cercare di raggiungere un obiettivo comune, cioè portare lo spirito del Web 2.0 nel pubblico. La trasformazione dei prodotti ICT in beni d’uso comune, insieme agli sviluppi del Web 2.0 offre un insieme di soluzioni che spesso fanno leva su software Open Source. La sfida per le pubbliche amministrazioni è di saper cogliere quest’ondata di rinnovamento e integrarla nelle loro strutture. Troppo spesso però non esiste la figura CIO – intesa come Chief Information Officer (”dirigente dell’informazione”) che possa gestire globalmente tutti gli aspetti della questione: le competenze sono ancora troppo frammentate. Su questo punto G2TT vuol fare fronte comune con il suo progetto. |
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16 Agosto 2006
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Il Mobile Democracy Blog è dedicato alla documentazione e all’esplorazione dell’azione politiche e dei media mobili. È sostenuto dal Media 50 Group e condotto da Tim Chambers, co-fondatore di una nuova azienda che mira a coniugare politica e nuove tecnologie. |
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16 Agosto 2006
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Ma molti settori non riescono ancora a passare alla terza fase, in cui i servizi sono realmente centrati sui cittadini, e le barriere burocratiche vengono abbattute. I problemi principali sono lo scarso coordinamento tra le varie agenzie governative e la mancanza della consapevolezza di dover aiutare gli utenti a risolvere i loro problemi. Una maggiore integrazione tra i vari soggetti pubblici potrà incrementare di molto i vantaggi dell’eGovernment. |
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2 Agosto 2006
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Il sito americano sta diventando un luogo in cui sperimentare modi per alimentare ed espandere questo dialogo, usando strumenti come i blog, il giornalismo d’inchiesta, interviste e rubriche degli ospiti. |
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1 Agosto 2006
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Tim Killian, CEO di More Perfect definisce il su sito come un posto dove la gente può riunirsi per discutere e migliorare le leggi e la politica pubblica. More Perfect ha annunciato la sua prima partnership con People’s Waterfront Coalition (PWC), per coinvolgere i cittadini nella discussione sui lavori di riposizionamento del viadotto dell’Alaskan Way Viaduct di Seattle. Lrggi l’intero articolo (in inglese) |
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23 Luglio 2006
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I giochi presenti oltre a Peacemaker:
Leggi l’intero articolo (New York Times) |
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22 Luglio 2006
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Democrazia estrema è una filosofia politica dell’era dell’informazione che vuole le persone responsabili dell’intero processo politico. Suggerisce un processo deliberativo che assegni totale fiducia alla gente, consentendo ai molti network spontanei di discussione democratica di accedere ai processi di pianificazione politica. |
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22 Luglio 2006
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Il Partito per la Democrazia partecipativa (PDP), nuova entità politica americana, vuole focalizzarsi sulla creazione di agende politiche più che sullo schieramento di candidati. Il PDP sarà uno sforzo della gente comune; gli iscritti, organizzati in task force mirate a particolari aree di problemi, identificheranno i problemi che il sistema politico può gestire, valuteranno le soluzioni proposte e definiranno un’agenda politica per adoperare quelle migliori. Il lavoro del PDP sarà svolto tramite telefono, e-mail e tecnologie basate sul web. |
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22 Luglio 2006
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Il co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales ha recentemente inaugurato il sito le “Campaigns Wikia“, uno sforzo per portare la politica alle masse usando l’umile piattaforma wiki. Per Wales, gli autori di blog e wiki stanno inventando una nuova era dei media e della politica. Se i media tradizionali fornivano una “politica trasmessa” questi nuovi mezzi offriranno una “politica partecipata”. Il sito si propone come spazio d’incontro per persone di qualsiasi idea o schieramento, ma che condividono la volontà di rendere la politica più partecipata e intelligente. Leggi l’intero articolo (in inglese) |
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20 Luglio 2006
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I ricercatori di InSITeS vogliono scoprire quali fattori spingono le persone a rivolgersi a Internet come mezzo importante per un significativo coinvolgimento politico. Ancora, InSITeS vuole progettare strumenti per aiutare i cittadini a identifcare, discutere e risolvere i problemi delle politiche pubbliche. |
Putting People First
Notizie sull'experience design, sul design utente-centrico e sull'innovazione
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L'UPA (Usability Professionals' Association) è orgogliosa di
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Some months ago I announced the publication of the book Born
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Un nuovo studio ha mostrato che è improbabile che il coinvolgimento pubblico nella presa di decisioni politiche diventi più prevalente nell’era dell’informazione - contraddicendo le speranze degli entusiasti della e-democracy di uno stato del coinvolgimento democratico più forte.
Un numero crescente di comuni, istituzioni e comunità pubbliche/non-profit intorno al mondo sembrano stare scoprendo e adottando il ‘bilancio partecipativo’, ‘un processo di valutazione e di presa di decisioni democratico, nel quale i residenti ordinari di una città decidono come ripartire una parte del budget pubblico.’ (
Giovedì 19 ottobre è stato lanciato
Il
“Leadership in Customer Service: Building the Trust”, l’annuale report di Accenture che segue lo sviluppo dell’utilizzo di Internet e del customer service nei governi, dipinge un quadro contrastante della situazione.
Il
In un articolo di 

I videogiochi hanno per molto tempo divertito i propri giocatori portandoli in mondi fantastici o fantascientifici. Ma
L’