Ha destato molto dibattito l’articolo apparso sul NY Times a proposito della policy che regolano la privacy su Facebook. Impressionante il quadro sinottico che tra le varie cose ci dice che le policy sono più lunghe della Costituzione USA (5830 parole contro 4543).
Suggerisco la riflessione di Granieri

[...]se dovessi dire cosa sta succedendo secondo me, direi che siamo nel bel mezzo di una delle nuove forme di cittadinanza politica
[...]Quello che sta succedendo a Facebook oggi è assimilabile ad un movimento di opinione che sta cercando di fare pressione al Governo affinchè cambi le sue politiche. E’ un momento importante, perchè Facebook -che ci piaccia o no- è il terzo stato del mondo. E dal risultato di queste dialettiche sapremo come immaginare la privacy nel prossimo futuro.