Government websites are organization-centric, complicated and confusing, according to a survey of government web professionals in the United States, New Zealand and Canada, writes Gerry McGovern on his blog New Thinking.
Governments are addicted to proving that they are doing their job properly. Many government websites are politics-centric. They talk about the 5-year plans they have just launched, rather than using the website to help implement the 5-year plan.
Too many government websites tell us about what their political masters did. With soft focus pictures we are told that the minister has just arrived down for breakfast. Oh, look, he sat down and is reaching for the toast. I wonder will he have marmalade or honey this morning. (I really care about his diet.)
Too many government websites tell us about the legislation they are enacting. We are victims of a tsunami of policies, procedures and publications in a language that is often meaningless.
Read full story
| 2007 |
|
21 ottobre 2007
|
|
|
|
20 ottobre 2007
|
|
It has been designed by social media specialists Headshift, with funding from a couple of UK Government departments. Involve hopes that the site will be a creative space where officials, councillors and citizens can share their success stories. |
|
27 settembre 2007
|
|
New Zealanders have been given the chance to write their own laws, with a new online tool launched by police. |
|
22 settembre 2007
|
|
From the press release:
However the report itself puts some further qualification (page 27) on the above optimistic assessment of the user experience of national portals:
The survey, carried out for the European Commission by consultants Capgemini, examined over 14,000 web sites offering 20 basic public services in the 27 EU Member States plus Norway, Iceland, Switzerland and Turkey. In 2007 the online sophistication of public service delivery reached an overall score of 76%, while 58% of the measured public services are fully available online. Austria stands out both on sophistication and full on-line availability, with scores of 99 and 100% respectively. Portugal has made major progress since 2006 and Malta and Slovenia stand out as countries that have embraced eGovernment and advanced online service delivery and therefore top the charts in 2007. - Read press release |
|
11 settembre 2007
|
|
|
|
1 agosto 2007
|
|
Tiago Peixoto sent us a link to this report presenting the results of a joint OECD-World Bank stocktaking of social accountability initiatives in OECD countries. The report which was written by Peixoto, together with Joanne Caddy and Mary McNeil is part of OECD’s efforts to identify emerging trends and develop policy lessons for countries seeking to build more open, accountable and responsive government.
- Full abstract |
|
27 luglio 2007
|
|
|
|
11 luglio 2007
|
|
|
|
10 luglio 2007
|
|
Download report (pdf, 525 kb, 186 pages) |
|
10 aprile 2007
|
|
|
|
5 aprile 2007
|
|
|
|
1 aprile 2007
|
|
|
|
21 marzo 2007
|
|
|
|
19 marzo 2007
|
|
|
|
19 marzo 2007
|
|
Il simposio discuterà la natura e il valore aggiunto della e-democrazia, basandosi sulle lezioni apprese dalle esperienze di e-democrazia negli stati membri del Consiglio Europeo, e identificherà aree per la ricerca futura. Dei relatori di prima categoria provvenienti da autorità pubbliche, media, accademia, ONG, partiti politici ed organizzazioni internazionali condivideranno le loro esperienze in delle applicazioni di e-democrazia all’avanguardia. Gli argomenti da discutere in sessioni tematiche e plenarie includono la comunicazione governo-cittadino-governo e cittadino-cittadino, la e-campagna e come misurare l’impatto della e-democrazia. Il simposio verrà aperto al pubblico generale su confermazione personale tramite e-mail dopo una previa registrazione. Su richiesta in casi di rilievo verrà mandata ai partecipanti una lettera di invito formale per questioni di visto. Non c’è una quota partecipativa. Saranno disponibili traduzioni simultanee in Inglese, Francese, Spagnolo e Tedesco. Ulteriori informazioni, il programma e i formulari di iscrizione possono essere reperiti e scaricati presso il sito www.coe.int/democracy. La scadenza per le iscrizioni è Martedì 3 Aprile 2007. Per qualsiasi domanda rivolgetevi a + 33 3 88 41 28 67 (via eGov monitor) |
|
14 marzo 2007
|
|
Lo studio – intitolato “Information Technology and Public Commenting on Agency Regulations” appare sul primo numero di Regulation & Governance, una nuova pubblicazione di Wiley-Blackwell. Il professor Steven Balla e Benjamin Daniels della George Washington University hanno testato per la prima volta la supposizione che l’era dell’informazione porterà una nuova era di democrazia arricchita sulla regolamentazione del governo. Le agenzie normative hanno storicamente ricevuto feedback dal pubblico su proposte attraverso commenti scritti mandati via posta o consegnati in mano alle sedi delle agenzie – rendendo difficile per la maggior parte dei cittadini l’ottenere accesso, o essere al corrente, dei materiali disponibili. L’offensiva dell’era dell’informazione ha portato la speranza tra gli osservatori delle normative che Internet porti le agenzie più vicino al pubblico – consentendo un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Lo studio Balla e Daniels confronta centinaia di regolamentazioni prima e dopo l’introduzione di uno dei primi sistemi di commenti elettronici negli Stati Uniti nel 1998 – prima di concludere che i livelli di partecipazione erano quasi identici lungo entrambi i periodi, indicando che l’avvento di Internet non ha cambiato gli schemi di partecipazione del pubblico nella normativa. Il professor Balla ha detto, “I processi cartacei sono stati resi automatici, sì. Ma questa automazione non sembra aumentare significativamente il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione – un modo molto importante nella presa di decisioni politiche.” Il professor Balla conclude che “è poco probabile che il coinvolgimento del pubblico nella regolamentazione diventi molto più prevalente nell’era del informazione. contraddicendo sia la speranza di democratizzazione del processo sia la paura di una partecipazione di massa costosa e dannosa.” (re-postato da Kansas City infoZine News via E-Government News) |
|
10 marzo 2007
|
|
Il report traccia quattro possibili scenari su dove potremmo essere nel 2007. Il diversi scenari assumono diversi livelli di sviluppo economico e attivismo civico. Il primo ‘Global politics’ assume che shock globali come il Cambiamento Climatico portino ad un senso globale di responsabilità e di cittadinanza. In questo scenario gli accordi internazionali ricevono molto supporto pubblico. Lo scenario 2 (‘Charity begins at home’) assume che la crescita economica si combini con un aumentato attivismo civico, creando uno scenario dove il filantropismo e il volantariato sono molto diffusi. La parte negativa è che molte di queste attività hanno luogo all’interno di comunità relativamente chiuse e che quelli che si rifiutano di prenderne parte vengono diffamati dal resto della società. Nello scenario 3 (‘Tribal politics’) l’economia si ristagna e la società diventa sempre più frammentata. La politica viene dominata da gruppi di interesse in forte competenza per le risorse limitate e l’interesse delle minoranze spesso viene trascurato. Il coinvolgimento civico è largamente reattivo e limitato a quando vengono minacciati gli interessi dei singoli. Per ultimo, lo scenario 4 (‘Remote self’) assume che la crescita economica si combini con una popolazione sempre più disimpegnata. Questo conduce ad una situazione dove il ruolo dello stato è limitato e dove il divario tra ricchi e poveri cresce senza alcuna reazione pubblica significativa. La gente diventa sempre più individualistica e disinteressata del bene collettivo. Il governo fa ricorso sempre più spesso ad iniziative come il tele-voto per ammansare il disimpegno dei cittadini. Quando è stato chiesto ai dirigenti politici quale di questi scenari è più desiderabile e quale più probabile hanno risposto che preferirebbero una combinazione dei scenari 1 e 2 ma che secondo loro quello più probabile è il 4. (via Involve) |
|
10 marzo 2007
|
|
Il mese scorso il primo minstro, Tony Blair, è stato costretto a mandare una risposta personalizzata per e-mail a tutti i firmatari mdi una petizione elettronica a Downing Street richiedente il fine dei piani per far pagare il traffico. Oggi i membri del Parlamento Tory e Laburisti hanno espresso i loro dubbi al riguardo del utillizzo di petizioni online da parte di Downing Street. |
|
8 marzo 2007
|
|
L’approccio partecipatorio al bilancio è stato originato in Sud America, in città come Porto Alegre e Sao Paolo (trovate altri esempi qui). Solo in Brasile più di 200 città sembrano aver adottato il processo e l’idea si sta diffondendo in altre parti e contesti del mondo. (via A Thousand Tomorrows) |
|
2 marzo 2007
|
|
La petizione road pricing, che ha assistito a 1,8 milioni di persone scrivendo al sito di Downing Street è stata provatamente la più grande protesta contro la politica del governo dalla marcia contro la guerra del 2003. La domanda posta da Brian Wheeler, giornalista politico delle BBC News, è dove si va a finire a questo punto? Ed è una cosa positiva o negativa per la democrazia? |
Putting People First
Notizie sull'experience design, sul design utente-centrico e sull'innovazione
Experientia news
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Iota Partners is a new Chicago-based venture of Rick Robinson and John
According to a new driving study, conducted by Professor SeungJun Kim
Short report on the first European EPIC meeting by Anna Wojnarowska, UX
is powered by WordPress



Management guru Don Tapscott, the co-author of best-seller “Wikinomics”, wants to teach governments to harness the power of the Internet to reinvent democracy.
The method of selecting representatives for presenting the view of a constituency was deployed at the time when internet and mobile technologies were not available and there was no method of making a collective decision on policies to government the society.
In their most recent book, Don Tapscott and David Ticoll introduce us to the “age of transparency” [
From climate change to social care, innovation will be critical to meeting the public service challenges of the future. But traditional approaches to generating new ideas will not be enough. Rather than focusing on processes and pipelines, policymakers and service deliverers needs to harness the potential of citizens to be innovators in their own right.
A new website for young people has been launched by West Sussex County Council aimed at giving them vital information and a voice for their concerns.
Demos, the UK think tank for everyday democracy, has published a collection of essays by leading thinkers and practitioners that assesses how far the UK has already come towards a more collaborative style of government and sets out international case studies of some of the most interesting initiatives to date. It concludes by asking how future governments can use collaboration as a key design principle for transforming the UK’s public services.
Children will be able to find out about Government, public services and the world around them in a fresh, fun and informative way through a new website launched today.
Involve (an independent UK organisation focused on the practicalities of giving more power to ordinary people) has produced an “Evaluation Guide – Making a Difference: A guide to evaluating public participation in central government”, as a
Il simposio del Consiglio Europeo “e-democracy: nuove opportunità per aumentare la partecipazione civica”, avrà luogo presso il Palais de l’Europe, Strasburgo (Francia) dal 23 al 24 Aprile 2007.
Un nuovo studio ha mostrato che è improbabile che il coinvolgimento pubblico nella presa di decisioni politiche diventi più prevalente nell’era dell’informazione – contraddicendo le speranze degli entusiasti della e-democracy di uno stato del coinvolgimento democratico più forte.
Le petizioni online come quella contro il road pricing rischiano di mettere a repentaglio la democrazia rappresentativa, ha avvertito oggi un comitato di membri del parlamento.
Un numero crescente di comuni, istituzioni e comunità pubbliche/non-profit intorno al mondo sembrano stare scoprendo e adottando il ‘bilancio partecipativo’, ‘un processo di valutazione e di presa di decisioni democratico, nel quale i residenti ordinari di una città decidono come ripartire una parte del budget pubblico.’ (
Ultimamente il sito di Downing Street collassa sotto il peso di e-mail da parte di votanti infuriati.