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Clive Grinyer ha scritto un post onesto, pur ottimista, sull’esperienza che ha vissuto, lavorando per un’azienda tecnologica (Cisco), come designer dell’esperienza dell’utente. Inizia con la descrizione di un problema molto riconoscibile:
“A quei tempi, nel processo di sviluppo di un prodotto industriale convenzionale, la mia specifica di design veniva passata a un ingegnere meccanico, specializzato in un maggiore livello di dettaglio nei materiali e nel processo. E’ dunque stato uno shock accorgersi che il design era considerato un semplice condottiero, tramite il quale l’ingegnere poteva impadronirsi del regno e guidare il prodotto in qualsiasi direzione, con l’unico scopo di rendere la produzione più semplice e robusta. La sfida era di persuadere gli ingegneri specializzati in qualsiasi campo: meccanici, elettronici,di software e persino di approvvigionamento che il punto di vista dell’utente/cliente è essenziale e che le decisioni relative al design dovrebbero ruotare attorno alle loro necessità. Lo stesso vale per le piccole aziende britanniche e le aziende globali di elettronica per il consumo. Solo in circostanze eccezionali, ad esempio per Apple, dove la loro leadership, gli investimenti e la strategia abbracciano questi valori, si può notare il pieno impatto. Nel mondo della telefonia cellulare ho nuovamente notato una cultura dominata dalla tecnologia e dalle decisioni e dai presupposti a qualsiasi livello, che si ripercuotevano malamente sull’esperienza dell’utente finale. Questo potrebbe significare tecnologia sviluppata senza alcuna considerazione del modo in cui potrebbe essere usata, o provider di applicazioni di terzi incapaci di personalizzare o migliorare l’usabilità.”
Tuttavia, Clive è ottimista, in quanto ha trovato un modo di fare la differenza in questo contesto:
“Quindi per gli ultimi sette mesi ho preso tutti questi progetti e ho sviluppato una metodologia che fa tre semplici cose. 1. Parlare della gente. [...] È uno strumento basilare del design, ma creare personaggi che interpretino quelli che inizialmente erano dati di ricerca o considerazioni dei focus group come rappresentazioni credibili che ti senti di conoscere è uno strumento molto potente e utile. Si focalizza sulla comprensione del soggetto per il quale si sta creando qualcosa e aiuta a indirizzare le decisioni sulla gente reale, lontano dal punto di vista dell’ingegnere o del tecnico e persino della prospettiva commerciale. [...] 2. Scoprire il percorso del cliente. [...] A causa dell’organizzazione verticale delle aziende, raramente qualcuno arriva a sperimentare il percorso nel modo in cui lo farebbe un cliente, muovendosi orizzontalmente attraverso i diversi touchpoint e le funzioni di business. [...] Il vero viaggio del cliente è sempre una rivelazione per tutti, dai manager ai dirigenti. 3. Raccontare come potrebbe essere. [...] La visualizzazione è molto importante per raggiungere una comprensione condivisa di ciò che rappresenta una determinata cosa, mostrando questo alla gente reale e capendo l’impatto di qualsiasi decisione basandosi su quel punto di vista.”
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