Present-day ubicomp When Users “Do” the Ubicomp è il bel titolo di un articolo del ricercatore finlandese Antti Oulasvirta nel numero di Marzo-Aprile di Interactions Magazine.

Sommario: I computer sono diventati ubiqui, ma in un modo diverso di quello immaginato nei ‘90. Per padroneggiare gli ubicomp del giorno d’oggi – degli agglomerati di connessioni e dati multi-layered, distribuiti fisicamente e digitalmente, che operano sotto nessun principio guida riconoscibile – l’utente deve dimostrare previsione, perspicacia e perseveranza. La preoccupazione con le visioni Weiseriane dell’ubicomp possono aver deviato la ricerca verso questioni che non vanno incontro alle necessità quotidiane degli sviluppatori.

L’articolo si basa sul lavoro di Genevieve Bell e Paul Dourish, e in particolare nel loro articolo Yesterday’s Tomorrows. Come loro, Oulasvirta sostiene che ci sono due ubicomp: l’idealizzata presentata alle conferenze e il “vero ubicomp”, descritto come “un massivo agglomerato non centralizzato di dispositivi, mezzi di connettività ed elettricità, applicazioni, servizi, ed interfacce, così come oggetti materiali come cavi e luoghi d’incontro e superfici di supporto che sono emerse quasi in modo anarchico, senza un set di principi guida riconosciuti”. Questa infrastruttura è quindi “non omogenea o scorrevole, ma frammentata in diverse tecniche che l’utente deve studiare ed utilizzare.”

Egli poi porta il suo analisi un passo oltre ed effettivamente mostra “le molteplici forme in cui è l’utente a dover ‘fare’ ubicomp; cioè, creare attivamente le risorse per utilizzare un’applicazione in un ambiente multicomputer eterogeneo.”

Oulasvirta conclude con “un elenco di approcci per migliorare le infrastrutture di ubicomp:”

1) minimizzare gli overhead che creano grinze temporali tra le attività;
2) creare risorse remote ma importanti, come connettività e cavi, meglio se trasparenti localmente e digitalmente;
3) propagare metadata nella migrazione di dati da dispositivo a dispositivo;
4) supportare gli utilizzi ad hoc di dispositivi come progettori, tastiere, e display;
5) avviare eventi digitali come la sincronizzazione di documenti predeterminati con gesti fisici ; e
6) supportare l’appropriazione di proprietà materiali per le superfici di supporto“

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