Per vari motivi ho deciso di dedicare il tempo necessario alla traduzione dell’intera sintesi:
- Lo studio è molto interessante e i risultati significativi, nuovi e altamente innovativi;
- Si conosce ben poco della ricerca antropologica francese sulla tecnologia mobile;
- Persite un bombardamento del mondo anglosassone e solo piccoli tentativi realizzati da altri paesi.
Purtroppo, tradurre lo studio stesso va ben oltre le mie capacità, quindi spero che la stessa Associazione Francese di Operatori Mobili si occuperà di rendere lo studio disponibile in lingua inglese - potete fare la medesima richiesta alla stessa associazione contattandola tramite e-mail all’indirizzo info@afomobiles.org.
LE PRINCIPALI CONCLUSIONI DEL NUOVO STUDIO SOCIOLOGICO SULLA TELEFONIA MOBILE IN FRANCIA 2007
L’Associazione Francese di Operatori Mobili (AFOM) ha chiesto all’ufficio Discours and Pratiques di condurre uno studio sulla telefonia mobile all’interno della società francese nel 2007.
Cinque ricercatori di scienze dell’informazione e della comunicazione [sociologia, scienza dell'informazione, scienza della comunicazione, filosofia e letteratura], tutti membri di GRIPIC (il gruppo di ricerca della CELSA school), ha lavorato sullo studio per sei mesi, conducendo un centinaio di inteviste in profondità, e osservazioni antropologiche in varie località (Parigi e i suoi sobborghi, Marsiglia, Strasburgo, Creuse e varie località sciistiche) e situazioni.
I ricercatori hanno provato a comprendere le modalità di “fare ed essere” che accompagna l’uso del telefonino per la strada, nei bar, nei ristoranti, ai giardini pubblici, nelle stazioni ferroviarie, negli appartamenti, nelle case di vacanza, presso le aziende, nelle librerie e sui mezzi di trasporto: il tutto senza ricadere nelle tradizionali categorizzazioni sociali. Per cogliere la dimensione simbolica del telefono cellulare, la ricerca ha anche rivestito aree ancora non coinvolte in tale tipologia di ricerca: il cinema, gli spettacoli televisivi e la litteratura.
Lo studio è stato condotto da Anne Jarrigeon e Joëlle Menrath, due ricercatrici già coinvolte nel precedente studio di GRIPIC sulla telefonia mobile all’interno della società francese, realizzato tra il 2004 ed il 2005.
I punti principali dello studio del 2007 sono:
1. Il telefonino non è più uno strumento d’uso personale. Nel 2007 si è integrato in pratiche collettive sia in famiglia sia tra amici.
I telefonini sono sempre più oggetti che circolano all’interno di un gruppo. Il proprietario non è più il solo a maneggiarlo, controllarlo ed utilizzarlo.
I telefonini possono consentire gli scambi basati sull’ammontare di credito residuo prima della fine del mese ed in base agli orari dedicati alle chiamate gratuite. Ciò può portare a una scelta collettiva degli operatori, dei piani tariffari e delle carte prepagate, con il solo obiettivo di ottimizzare i costi di un gruppo.
All’interno della famiglia, il cellulare rinforza il ruolo asimmetrico e l’impronta della relazione genitori-figli: mentre i genitori non si preoccupano dei soldi quando chiamano i figli, i figli tendono a risparmiare soldi, facendo squilli ai genitori in attesa di essere richiamati.
Il telefonino dei ragazzi è gestito congiuntamente. Se ne occupano i genitori, sopratutto le madri, che lo utilizzano come un’opportunità di scambio ed un modo per i ragazzi di imparare a gestire un budget finanziario.
All’interno di un gruppo di amici, i cellulari servono a definire ruoli e affinità. E’ possibile trovare l’esperto così come l’utente con qualche difficoltà, il “banker” che ha sempre un po’ di credito, ed il “borrower” che chiede sempre di poter inviare sms o minuti per chiamate (senza mai ricambiare).
Oltre a queste regole, i cellulari creano relazioni esclusive con coloro le cui telefonate si basano spesso sulle offerte di tariffe e sulla loro compatibilità.
2. I francesi hanno relazioni ambivalenti emutevoli con il loro cellulare. Nel 2007, i telefonini si son trasformati da oggetti personali a oggetti transitori, da intimi a visibili.
Se il telefonino è un “oggetto d’impronta personale”, al quale la persona può attaccarsi emozionalmente e attraverso cui può rispecchiare la propria identità, è anche un “oggetto transitorio” da cui l’utente può facilmente staccarsi, perchè dopo tutto è un dispositivo che i giovani utenti vedono come qualcosa che prima o poi verrà sostituito perché obsoleto, rotto, perso oppure rubato.
Se il telefono cellulare è un’intima “scatola nera” in cui la persona immagazzina gli archivi di una vita intera (contatti, sms, foto…), rapresenta anche:
- per adulti, l’album che raggruppa tutte le foto che in passato venivano conservate nel portafoglio, nonché un oggetto in cui si tutelano i segreti da intrusioni esterne (ad esempio da un partner che può ascoltare i messaggi o controllare l’elenco delle chiamate effettuate…),
- per gli adolescenti, il luogo in cui riporre le collezioni personali (immagini, toni di chiamata, …), che è possibile condividere e mostrare come un museo.
3. Si sono consolidate nuove convenzioni sociali attorno al telefonino.
Una chiamata può facilmente essere interrotta (”Adesso devo andare”, “Non ti sento più”, “Mi si sta scaricando il cellulare”, “Sono arrivato”). Con un telefono cellulare, porre fine ad una telefonata è consentito senza per questo essere considerati scortesi.
Chiamare qualcuno sul cellulare significa lasciarlo libero di rispondere o meno. E’ un mezzo di comunicazione che viene sempre più visto come uno strumento non-intrusivo di reperibilità.
Nuove regole si stanno affermando anche in campo economico, in merito ai “limiti di spesa”, o “pagare il conto” come al ristorante, o alla maleducazione del prolungare la durata della conversazione solo perché la telefonata è gratuita.
4. L’uso del cellulare è retto più da esempi che da regole o divieti.
Oggigiorno ci sono molte regole che proibiscono l’uso del cellulare come al lavoro, negli spazi pubblici o a scuola. Spesso queste regole non vengono rispettate.
Inambiti dove ci si sente scrutati (ufficio, treno, sala d’attesa…), l’utilizzo è auto-regolato in base a ciò che le persone considerano tollerabile e appropriato.
A scuola, il cellulare si aggiunge a una serie di strumenti che esulano dalla lezione e portano divertimento e distrazione, sostituendo altri tradizionali mezzi di distrazione già usati in passato. Rappresentano un’ulteriore sfida per gli insegnanti che vogliano mantenere l’attenzione degli alunni.
Confisca sembra la sanzione più efficace a scuola anche se l’utente del telefono confiscato non è il proprietario (perchè spesso il cellulare circola nel gruppo) e anche se i genitori si oppongono alla sanzione perchè questa impedisce loro di raggiungere i figli (incluso - per alcuni - nel corso della lezione).
Siccome le regole spesso non sono rispettate, il comportamento esemplare è spesso più efficace di una proibizione. Quando qualcuno decide di non usare il proprio cellulare in vacanza, a cena, durante una riunione o con la famiglia, si riesce a dissuadere più facilmente le persone dall’utilizzo.
Tuttavia, tali esemplari comportamenti necessitano di una costante vigilanza, poiché qualsiasi utilizzo del cellulare può trasformarsi in un precedente di cui gli altri facilmente possono approfittarsi.
5. Molte linee di pensiero sociologico e filosofico riguardano i comportamenti osservati e i risultati riscontrati nel corso dello studio.
Mentre i cellulari sono spesso proposti come oggetti tipici di una società individualista, nella realtà si osserva un diffuso comportamento collettivo e collaborativo riguardante tale dispositivo di comunicazione, sia in famiglia sia tra amici.
Pur essendo spesso ritenuto responsabile di creare una bolla che isola l’utente assorbito dalla conversazione dalle persone che lo circondano, in realtà è stata riscontrata la diffusione di comportamenti di persone che intervengono nella telefonata, che interrompono l’utente stesso o lo interpellano su qualcos’altro.
E, mentre il cellulare è spesso dipinto come uno strumento che serve a colmare vuoti e lacune, si osservano numerose situazioni in cui questo oggetto dà la possibilità di agire e reagire, consente di immortalare un’esperienza e di portare un valore aggiunto a ciò di cui si fa l’esperienza, che può esser descritto come uno stato di benessere e di piacere.
Inoltre il telefonino è spesso, anche al di fuori della ricerca degli esperti, menzionato in una discussione sul comportamento improprio, le persone intervistate non ne parlano e osservano sempre meno segni di esasperazione o di imbarazzo nella vita pubblica.
6. Il cellulare è visto come un “mezzo standard” che consente di scattare foto amatoriali e realizzazione filmati.
Le immagini sul telefonino sono viste come immagini precarie, spesso di qualità incerta, da non stampare e da non condividere. Queste immagini riprendono sempre una descrizione di qualcosa da vedere. Servono a creare ricordi e a provare che quacuno era veramente presente all’evento di cui si parla (ad esempio un concerto o una il passaggio di una celebrità…).
Le immagini sono integrate all’interno di numerosi framework di referimento che precedono la telefonata: il giornalismo di ogni giorno e la propria vita, immagini familiari spontanee si contrappongono a falsi divertimenti, il sensazionalismo che salta fuori nel tentativo di fissare azioni brevi, chiare, efficienti e d’impatto.
Più scene spettacolari possono innalzare sfide che inducono al grottesco, al divertente, al macabro, o persino alla violenza.Questo è il fenomeno che guida i videos gag, gli MTV Jackass ed i cosidetti ’snuff movies’. Le aggressioni filmate sul cellulare sono una delle più recenti espressioni di questo fenomeno (sebbene l’espressione ‘happy slapping’ non è stata utilizzata dagli intervistati nello studio).
[...] Conigliaro ha recentemente pubblicato su Putting People First la versione italiana di un post dedicato alla Francia ed i suoi telefonini scritto da Mark Vanderbeeken, che è senior [...]