interactions Il numero di Gennaio-Febbraio 2009 di Interactions Magazine è stato appena pubblicato, il che è in sé e per sé una celebrazione della fantastica trasformazione della rivista sotto l’attenta amministrazione di Jon Kolko e Richard Anderson, l’inizio della quale risale a un anno fa.

Questa trasformazione è certamente in continuo mutamento. Ammiccando ad una recente campagna politica, è anche “tempo di cambiamento” presso Interactions Magazine. Si sono uniti cinque nuovi collaboratori, e sono molto orgoglioso di dire che sono uno di loro. Ecco le presentazioni:

Elaine Ann si è unita a noi dall’Asia. È la fondatrice di Kaizor Innovation, un’azienda di consulenza sull’innovazione strategica unicamente destinata ad aiutare a sviluppare strategie di innovazione, ricerca e progetti adatti al mercato emergente Cinese.

Lauren Serota è una ricercatrice di design presso Lextant a Columbus, in Ohio, dove il suo lavoro unisce un’onnipresente passione per la diversità culturale e per l’oggettività nell’acquisizione e nell’analisi delle considerazioni dei consumatori legate allo sviluppo dei prodotti e servizi.

Mark Vanderbeeken è uno dei partner fondatori della giovane e dinamica società di consulenza di design dell’esperienza, Experientia, con base in Italia. Mark è un esperto di visioning, sviluppo di identità, e comunicazioni strategiche, come viene messo in risalto sul suo fantastico blog, “Putting People First.”

Molly Wright Steenson, sempre “girlwonder,” è una designer di interazione e ricercatrice di design con radici nella Rete, nei cellulari e nel design di servizi. Molly è stata professoressa associata di comunità associate presso l’Istituto di Design di Ivrea.

Marc Rettig, ex-funzionario capo dell’esperienza presso Hanna Hodge, è un co-fondatore di Fit Associates. La carriera pluriventennale di Marc è stata guidata dall’interesse per le persone, i sistemi, cla omunicazione, ed il potere del design. Marc è stato redattore di interactions verso metà degli anni ‘90.

Il numero di Marzo-Aprile conterrà il mio primo contributo come redattore collaboratore, seguito da diversi articoli nei numeri successivi.

Nonostante la maggior parte dei contenuti non abbiano libero accesso, potete iscrivervi alla rivista per 55 USD (meno di 40 euro). Un affare.

Nel frattempo date un’occhiata all’eccellente articolo di prima pagina, che si trova online: The washing machine that ate my sari – mistakes in cross-cultural design.