Interactions 5 Il numero di Settembre-Ottobre di Interactions Magazine è stato pubblicato ed inviato a tutti membri di ACM’s Special Interest Group on Computer-Human Interaction (SIGCHI).   

Il resto di noi può accedere a qualche contenuto limitato online (tre articoli di questo numero).

Ora che Interactions è diventata una risorsa di grande valore nell’UX, grazie alla forte guida dei redattori Richard Anderson e Jon Kolko, questa restrizione sembra essere poco aggiornata e controproducente. Almeno per me.

Elizabeth Churchill ed io abbiamo scritto un articolo in cui esponiamo i motivi per cui pensiamo che i contenuti di Interactions Magazine dovrebbero essere aperti, il quale è stato pubblicato sul numero attuale (ed è anche disponibile online):

Nella loro reazione, Richard e Jon lasciano la discussione aperta e non sempre prendono una posizione chiara sull’argomento:

Richard: Ammiro il pensiero che sottolinea sia OLPC sia lo sviluppo agile, così come ammiro il pensiero che sottolinea il pensiero di accesso aperto al contenuto intellettuale, come discusso da Elizabeth Churchill. Ma così come OLPC e lo sviluppo agile hanno i loro limiti, così, anche, l’accesso aperto ce li ha. Non mi pare appropriato per Interactions Magazine, almeno non ancora.

Jon: Le prime due idee sono tentativi non ovvii di risolvere problemi ovvii. La terza – accesso aperto – potrebbe essere un’insolita idea per una non-edizione. Si potrebbe argomentare che interactions magazine dovrebbe costare soldi perchè il contenuto al suo interno vale qualcosa: il contenuto ha valore. Suppongo che potrebbe anche argomentare che la rivista dovrebbe essere gratuita in modo che il valore possa essere condiviso dalle masse. Quale dei due argomenti supporti?

Richard: Nessuno dei due. Il contenuto di interactions vale qualcosa – ha un grande valore, ma questo da solo non significa che la rivista dovrebbe costare dei soldi. E nonostante io e te stiamo lavorando per ampliare la portata e il numero dei lettori della rivista, essa non è intesa per le masse, e si può argomentare che possiamo estendere il raggio della rivista in modo più effettivo se essa costa dei soldi. Il libero accesso ai contenuti di interactions potrebbe diventare appropriato. Infatti, abbiamo già iziato ad aumentare l’accesso in un paio di modi. Il punto è che i problemi complessi non hanno soluzioni semplici, un tema che tratta Don Norman in questo numero.

Voi cosa ne pensate? Per favore unitevi al dibattito aggiungendo i vostri commenti alla fine di qualunque dei due articoli (sì, i commenti sono abilitati!).

E se potete accedere ai contenuti, leggete il resto della rivista, che è ancora una volta un tesoro nascosto.