danah boyd danah boyd, una ricercatrice presso Microsoft Research New England e il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University, si è infuriata ad una conferenza italiana e risponde:

“Ho 31 anni. Sono online da quando ero un’adolescente. Sono cresciuta con questo mezzo e abbraccio ogni nuovo dispositivo che mi porta più vicina all’essere uno cyborg. Voglio l’informazione sulla punta delle mie dita ora e sempre. Non c’è dubbio sul fatto che non sia convenzionale. Ma mi sento male per gli adolescent e gli studenti del college guidati dall’informazione a cui viene raccontato che possono imparare solo quando prestano attenzione ad una lezione basata sul suono in una classe.  Leggo libri durante la mia classe (sfacciatamente senza prestare attenzione). Immaginate cosa sarebbe successo se mi fosse stato permesso di lasciarmi andare sull’argomento trattato?

Cosa ci vorrà per farci vedere la tecnologia come uno strumento per migliorare l’informazione? Al limite, come possiamo compredere quelli che imparano meglio quando hanno uno sbocco per le loro domande e pensieri? Quanto desidero che essere connessi sia una parte accettabile della partecipazione. “

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(via The FASTForward Blog)