Sunderland Ben Fullerton ha scritto un articolo sul numero di marzo/aprile di Interactions magazine, sulla Co-creazione nel Service Design. Fullerton pone particolare attenzione al progetto “Make It Work” per il consiglio comunale di Sunderland e al tentativo di live|work di collaborare al design di un programma per i disoccupati a lungo termine.

Genius design potrebbe funzionare bene per qualcosa che verrà costruito — sia esso software, hardware, arredamento, un ambiente, o altre forme tangibili che il nostro design può assumere. Ma, quanto efficacemente funziona quando progettiamo per esperienze meno tangibili? Se non c’è niente da vedere, toccare, o usare che rappresenti chiaramente la fantasia del designer, come cambia il ruolo del designer stesso?

La pratica del service design (relativamente) sviluppata mira ad affrontare esattamente questo genere di problemi, occupandsi di applicare i ragionamenti appresi dal creare esperienze ben considerate e tangibili a quelle che non finiscono con un singolo prodotto in un singolo attimo di tempo, ad esempio l’esperienza di interagire con il nostro provider di telefonia cellulare, usare il nostro conto in banca, o quando visitiamo un ospedale.

Ex-designer presso live|work, Ben è stato attivo nell’insegnare  il service design negli Stati Uniti, parlando alla Berkeley iSchool e Adaptive Path, facilitando workshop e registrando un podcast con Jennifer Bove.

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(via Design for Service)