counter create hit
Putting people first in italiano
NOTIZIE SULL’EXPERIENCE DESIGN, SUL DESIGN UTENTE-CENTRICO E SULL’INNOVAZIONE

Cultura

Design

Economia

Locations

Media

Metodi

Pubblico

Servizi

Temi sociali

Architettura


Arte


Creatività


Cultura


Identità


Mobilità


Museo


Co-creazione


Design


Design di interazione


Design dei servizi


Experience design


Presence


Ubiquitous computing


Advertising


Branding


Business


Innovazione


Marketing


Meccatronica


Tecnologia


Africa


America


Asia


Australia


Europa


Italia


Torino


Blogging


Conferenze


Giochi


Libri


Media


Mondo virtuale


Telefonia mobile


Esperienza dell'utente


Etnografia


Previsione


Prototipazione


Ricerche sull'utente


Scenari


Usabilità


Anziani


Bambini


Disabili


Giovani


Educazione


Salute


Ricerca


Servizi finanziari


Servizi pubblici


Sviluppo urbano


Turismo


Cambio sociale


Comunicazione


Digital divide


Mercati emergenti


Partecipazione


Sostenibilità


  Articoli della categoria 'Sviluppo urbano'
5 settembre 2008
La vita techno-mobile nelle nostre città in rete
LIFT09 Nicolas Nova e Bruno Giussani hanno messo su blog due delle sessioni della conferenza LIFT Asia che ha avuto luogo oggi a Seul.  

Session: Networked city
I nuovi strati digitali forniti dalle ICT stanno trasformando gli ambienti urbani contemporanei. Cosa significa questo per i suoi abitanti? Quali cambiamenti possiamo aspettarci? Come influenzerà lo ubiquitous computing il nostro stile di vita? L’autore di « Everyware » Adam Greenfield (Nokia Design, Finlandia), e gli architetti Jeffrey Huang (EPFL, Svizzera) e Yang Soo-In (The Living, Korea) hanno dato il loro punto di vista su questo futuro non tanto distante,
> Report di Nicolas Nova
> Report di Bruno Giussani

Session: Techno-nomadic life
Le tecnologie mobili ci hanno liberati dalla tirannia del “luogo”, ma hanno introdotto nuove restrizioni? Nuovi modelli di comportamento? La rete mobile attraverserà lo stesso processo della rete nei 90?
Il ricercatore sul design Jan Chipchase (Nokia, Giappone) presenterà alcune opinioni sulle pratiche di vita/lavoro nomadi abilitate dalle tecnologie mobili, mentre il padre dell’i-mode Takeshi Natsuno (Keio University, Giappone) e Christian Lindholm (Fjord, GB) parleranno circa il futuro dei servizi mobile.
> Report di Nicolas Nova
> Report di Bruno Giussani

24 agosto 2008
Avvolgere la città in dati ed evitare lo spam urbano incrementato
Urban nerds Russell Davies è preoccupato che “ci ritroveremo in città ricoperte dall’equivalente di flash banner e micrositi.”

“I tecnologi si tengono occupati trasformando edifici in display, o almeno ricoprendoli di elementi di informatica (fisici o tramite varie forme di realtà allargata). Tutto ciò è molto emozionante e profondo con tonnellate di prototipi e schizzi accattivanti, mi ricorda di una prima webiness. Dato che, a meno che non mia sia perso qualcosa, non ci sono molte riflessioni sofisticate riguardo il come questo intersechi il commercio, il marketing e la pubblicità. (E sono molto disposto a credere di essermi perso qualcosa, questo è il perchè questo è un po’ simile ad un viaggio in esplorazione. E ho notato oggi che Adam Green ne parla qui.) La città è già decorata con persuasione, gli schermi stanno già parlando ai telefoni e ai sistemi di trasporto ma non è fatto da esperti di user interface ma da imprenditori in capo ad agenzie pubblicitarie.” [...]

“C’è qualche connessione con la (dichiaratamente immatura) nozione di pre-experience design? Quanto sarebbe bello se i dati sparsi per la città fuoriuscissero di nuovo nelle comunicazioni, e se queste comunicazioni aiutassero a spiegare e contestualizzare quei dati.”

Leggi tutto l’articolo

(via AHOi)

17 luglio 2008
La città invisibile: il design nell’era delle mappe intelligenti
Intelligent map Le nuove tecnologie per la mappatura stanno cambiando radicalmente il modo in cui esperimentiamo la città. I pianificatori urbani Varnelis e Meisterlin esplorano le  intersezioni del design e la cartografia in un lungo ed eccellente saggio sul Design Center Think Tank di Adobe.

“Le mappe intelligenti del giorno d’oggi non solo rappresentano le relazioni spaziali, rivelano condizioni nella città che erano precedentemente nascoste in fogli di calcolo elettronico e database. E non è solo una nuova rappresentazione della città ad emergere da questi dati; è una nuova città ibrida, in parte tessuto fisico ed uin parte mappa di dati.” [...]

“Per i designer, le implicazioni sono chiare. Mano a mano che le mappe diventano più ricche, più complesse, e meno prevedibili, la cartografia diventa sempre meno un tema di convenzione e più uno di invenzione. La nostra epoca di mappe intelligenti richiede un design delle mappe intelligente Non si sottolineerà mai abbastanza il ruolo del designer nella mappatura contemporanea. L’estetica e la leggibilità hanno implicazioni nel mondo reale per quanto riguarda l’uso ed il significato. La scelta di cosa mostrare e come mostrare non solo influenza l’aspetto, ma può anche rielaborare delle questioni. Le considerazioni grafiche come scontornare, il peso delle linee, e persino il colore o il carattere si traducono in dichiarazioni sul territorio ed il confine, sull’economia e la politica.”

Leggi tutto l’articolo

4 luglio 2008
From ubiquitous technology to human context (video)
UIA World Congress of Architecture Mercoledì 2 Luglio Nicolas Nova (LIFT lab) ha gestito una sessione presso il World Congress of Architecture di Torino intitolata “From ubiquitous technology to human context – Technology applied to architecture and design: does it solve problems or create needs?”.

I relatori erano Adam Greenfield (Head of Design Direction, Nokia), Jeffrey Huang (Director, Media and Design Laboratory, EPFL, Svizzera) e Younghee Jung (senior design manager, Nokia).

Video: Dopo dieci minuti di sessione, mi sono accorto che non è stato preso alcun provvedimento da parte degli organizzatori per registrare le presentazioni, quindi ho iniziato a registrare tutto da un piccolo dispositivo Nokia N95. Ovviamente la qualità dell’immagine non è un granché ma il suono è piuttosto buono. Ho caricato tutto su Goggle Video: Adam Greenfield, Jeffrey Huang e Younghee Jung.

Mi devo però scusare: innanzitutto con Nicolas per non aver registrato anche la sua sessione – come ho detto, mi sono accorto troppo tardi che gli organizzatori non lo stavano facendo – fortunatamente Nicolas ha pubblicato un riassunto e le slide sul suo blog personale. In secondo luogo anche con Younghee, la cui presentazione è stata registrata solo per metà, in quanto si esaurì la batteria del N95.

Purtroppo la sessione è finita un po’ nel caos. Essendo iniziata tardi, è anche andata avanti per più tempo del previsto e la gente della sessione successiva ha iniziato ha riempire la sala e ad un certo punto ha iniziato a istigare l’ultima relatrice – Younghee Jung – a finire. Una fragile Younghee – durante la cui conferenza ha condiviso un evento personale col pubblico che era molto vicino a lei emozionalmente – improvvisamente ha dovuto riassumere 30 slide in 2 minuti e questo per fortuna non è su video. Forse può ancora mandarci la sua presentazione.

6 giugno 2008
Un ostacolo per le città future: le abitudini umane
Masdar Il Christian Science Monitor ha pubblicato un articolo interessante che esprime scetticismo sul fatto che la città carbon-neutral di Masdar in Abu Dhabi possa effettivamente un modello globale di innovazione urbana sostenibile:

“Il progetto ha fatto poco per impressionare i progettisti di città verdi non connessi con la ventura. Un’utopia creata dai petro-dollars non è una soluzione pratica per i problemi di emissione del mondo reale, dicono. Le città devono affrontare questioni politiche e sociali che sono irrilevanti per l’esperimento UAE.”

Di maggiore importanza per il tema di questo blog, l’articolo sottolinea anche alcuni problemi culturali locali:

“Mentre Masdar ha acceso curiosità oltre i confini nazionali, essa ha riscontrato uno entusiasmo limitato presso un pubblico chiave: i locali. Per molti abitanti di Abu Dhabi,il problemi vanno dall’aria condizionata debole all’accesso limitato alle automobili – la cultura della macchina è molto radicata nell’UAE.” [...]

“La prima cosa fondamentale nel design urbano è la gente. Perchè la gente dovrebbe voler essere qui?“ dice William Mitchell, in professore di architettura e direttore del progetto Smart Cities del Massachusetts Institute of Technology a Cambridge, Mass. “Non si tratta tanto della tecnologia e dell’organizzazione di infrastrutture e sistemi, anche se questi diventano cose molto importanti.”

Leggi tutto l’articolo

5 giugno 2008
Report sui benefici dei cellulari per chi si trova alla base della piramide
Uganda sign Un nuovo report, Perceived economic benefits of telecom access at the Bottom of the Pyramid in emerging Asia, da un nuovo sguardo all’effetto dei cellulari nelle vite della gente della cosiddetta ‘base della piramide’.

Il report, pubblicato da LIRNEasia, dichiara che nonostante l’evidenza mostri che i cellulari siano economicamente beneficiosi per gli utenti della base-della-piramide, c’è poca evidenza a sostenere questa dichiarazione.

Gli autori hanno condotto uno studio sull’utilizzo dei cellulari in cinque paesi asiatici ed hanno usato i risultati per analizzare i benefici — economici ed altri –dei cellulari sugli utenti della base della piramide.

- Leggi la sistesi su MobileActive

- Leggi il report

Se questo argomento vi interessa, sappiate che LIRNEasia ha molti altri progetti e paper, tra Teleuse at the Bottom of the Pyramid e Mobile2.0@BOP.

11 aprile 2008
Il sito di The Economist presenta un video di Jan Chipchase
Digital Nomads Il The Economist ha chiesto all’”antropologo dell’utente” della Nokia Jan Chipchase di auto-documentare la sua vita da nomade a Tokyo e Seattle, facendo foto e inviendo messaggi col telefono.

Questo video è parte dello special report di The Economist sulla mobilità e sui “nomadi digitali”.

Guarda il video

10 aprile 2008
Report speciale dell’Economist sulla mobilità
Nomads Il giornale Economist ha pubblicato un report speciale sulla mobilità, chiedendosi quali ne saranno gli effetti sociali.

Le fonti sono alcune delle persone principali del settore (molti dei quali vengono spesso citati su questo blog).

Our nomadic future [articolo principale]
“Preparatevi a vedere meno il vostro ufficio e più la vostra famiglia—e magari rimanere comunque scontenti” o “il nomadismo promette il paradiso della nuova libertà, ma minaccia anche l’essere sotto la costante sorvglianza della tribù”.

Nomads at last
La comunicazione Wirelss sta cambiando il modo di lavorare, vivere, amare e relazionarsi con i posti della gente, dice Andreas Kluth.

Labour movement
Le gioie e gli svantaggi di poter lavorare ovunque.

The new oases
Il nomadismo cambia gli edifici, le città e il traffico.

Family ties
I parenti si avvicinano, con conseguenze per gli stranei.

Location, location, location
Conta.

A world of witnesses
Quando tutti diventano un monitor nomade.

Homo mobilis
Come il linguaggio va, così fa il pensiero.

1 aprile 2008
Milano ospiterà l’Expo 2015
Expo 2015 Si trova ovunque sulla stampa italiana (usciti vincitori) e quella turca (i perdenti), e su un piccolo numero di pubblicazioni internazionali: Milano ospiterà l’Esposizione Universale del 2015.

In un giorno ed un era in cui le Esposizioni Universali non sono più tra gli eventi internazionali più importanti come erano una volta, Milano è ciò nonostante totalmente eccitata dalla nomination.

Io non lo sono ancora, ma d’altro canto questi eventi tendono a galvanizzare la gente e chi prende le decisioni, e possono far progressare le cose in fretta. Dal momento che gli italiani sono famosi per il loro mettere su i loro atti collaborando all’ultimo secondo — avendo davanti la prospettiva di fare altrimenti una ‘brutta figura’ — non sottovaluterei il potere della Expo 2015.

Le Esposizioni Universali sono diventate nelle ultime decadi piattaforme di branding nazionale:

“Dalla Expo ‘92 di Siviglia in avanti, i paesi hanno iniziato ad usare la Esposizione Universale come piattaforma per migliorare la propria immagine nazionale attraverso i suoi padiglioni. Finlandia, Giappone, Canada, Francia e Spagna sono casi di rilievo. Un ampio studio di Tjaco Walvis intitolato “Expo 2000 Hanover in Numbers” mostra  che migliorare la propria immagine nazionale è l’obiettivo principale nel partecipare per il 73% dei paesi presso l’Expo 2000. In un mondo dove una forte immagine nazionale è un vantaggio chiave, i padiglioni sono diventati delle camagne pubblicitarie, e l’Expo un veicolo per il ‘national branding’. A parte le ragioni culturali e simboliche, le nazioni organizzatrici (e le città e le regioni ospitanti) hanno utilizzato anch’esse l’Esposizione Universale per il loro branding. Stando all’esperto di branding Wally Olins, la Spagna ha utilizzato la Expo ‘92 e le Olimpiadi di Barcellona del 1992 nello stesso anno per sottolineare la sua nuova posizione di paese moderno e democratico e si è presentata come un membro prominente dell’UE e della comunità globale.

Preso da Wikipedia (inglese). L’attuale Expo di Zaragoza, Spagna, ne è un  esempio. Penso che lo stesso fenomeno di branding nazionale accadrà quando Shanghai avrà l’onore in 2010.

L’Expo sarà sicuramente un’opportunità per aiutare fare chiarimento sulla discussione sulla direzione futura dell’Italia (che avrà inizio con il festeggiamento di Italia 150 nel 2011) – e questo in se è una buona cosa.

Ecco alcune righe dall’articolo di Reuters sulla nomination:

La capitale finanziaria e della moda italiana ha visto la gara per ospitare l’Esposizione Universale 2015 lunedì, una vittoria benvenuta per un paese che è stato colpito da uno scandalo alimentare e dalla contesa politica.

Gli ufficiali dell’International Bureau of Exhibitions (BIE) con sede Parigi hanno detto che Milano ha sconfitto la città turca di Izmir per 86 voti contro 65, infrangendo le speranze della Turchia di ospitare per la prima volta la più grande fiera del mondo.

Leggi tutto l’articolo

22 marzo 2008
Cosa dice su di te la tua città?
Cities Katie Paul di Newsweek intervista Richard Florida per scoprire come le nuove ‘classi creative’ stiano trasformando le città in tutto il mondo e cosa ldicono di noi le città che abbiamo scelto.

Ecco l’introduzione:

Il costante piagnucolare delle donne newyorchesi di Sex and the City sulle loro vite sentimentali è da imputare solamente a un espediente artistico? No, secondo l’”esperto urbano” Richard Florida, professore di economia presso l’Università di Toronto, che studia come i luoghi influenzino lo stile di vita. In un nuovo libro in uscita questa settimana, “Who’s Your City?,” Florida sostiene che il mondo è lungi dall’essere piatto, come ha detto l’opinionista del New York Times Thomas L. Friedman. Difatti, è spigoloso, ha soldi, è in continua innovazione e contiene diverse tipologie di persone che si assembrano nelle più grandi metropoli. Utilizzando dati raccolti da satelliti e sondaggi del censo, Florida descrive come una “classe creativa” di gente stia cambiando il panorama economico, aggregandosi su un set sempre più ridotto di città sempre più distanti e sperdute che mai. Inoltre, diversi tipi di questi innovatori creativi restano con i propri simili, influenzando la demografia, il mercato del lavoro e dell’accoppiamento (o il contesto degli appuntamenti) di ogni città. Quindi, nonostante i dispositivi che oggigiorno ci permettono di lavorare ovunque, dice Florida, scegliere dove vivere è più importante che mai. E, per quanto riguarda tutte le frustrazioni espresse in “Sex & the City”? Beh, date la colpa alle 210.820 donne single in più rispetto agli uomini che abitano nell’area metropolitana di New York.

Leggi l’intervista

12 marzo 2008
Creative Britain Il governo britannico mira a rendere il paese un leader globale nelle arti, nei  media e nella pubblicità attraverso iniziative tra cui la crezione di migliaia di nuovi apprendistati e l’inaugurazione di una conferenza di business creativo stile Davos.

Il Primo Ministro Gordon Brown ed il segretario di cultura, Andy Burnham, hanno rivelato il piano d’azione, Creative Britain: New Talents for the New Economy, in quello che il governo ha denominato il primo piano supportato dallo stato per muovere le industrie della creatività dai “margini della corrente del pensiero economico e politico” nel Regno Unto.

Il piano d’azione [che è stato accolto dall'industria del design] delinea  26 impegnii sia per il governo sia per le industrie per alimentare il talento, creare posti di lavoro e guidare la competività internazionale della Gran Bretagna.

Una delle iniziative è quella di sviluppare una nuova annuale World Creative Business Conference che farà da “colonna portante” di una spinta internazionale per fare del Regno Unito il “perno creativo del mondo”.

Leggi tutto l’articolo [The Guardian] – Scarica il piano d’azione (pdf, 1.2 mb, 81 pagine)

(via Richard Florida)

7 marzo 2008
Conversazione su Torino con Bruce Sterling
Bruce Sterling Oggi Torino World Design Capital ha pubblicato un’intervista che ho fatto di recente con Bruce Sterling. Questa volta non sugli spimes, ubiquitous computing o la fabbricazione digitale, ma sulla sua esperienza con la città dove ha passato gli ultimi sei mesi.

A Bruce piace Torino e in questa intervista lui racconta alcuni dei motivi. Lui va nel dettaglio sul perchè “Torino è a pieno titolo una città del XXI secolo” e come “in qualche modo è riuscita ad affrontare problemi con cui moltissime altre città, regioni, culture e nazioni non hanno ancora fatto i conti.”

“Torino,” dice, “è uno di quei posti affini al mio carattere. Se fossi italiano e non texano, sarei probabilmente nato a Torino.”

Lui ha anche condiviso con noi il contenuto di una nuova storia che ha scritto:

“Sì, è una storia fantasy ambientata a Torino. Il protagonista è un direttore FIAT, ma è anche un negromante. Il racconto si svolge in una Torino esoterica, in cui tutte le storie di magia che i seguaci della New Age narrano su Torino sono assunte come dati di fatto.

Torino racchiude un pezzo della Nuova Croce e anche il Sacro Gral. La Sindone è davvero imbevuta del sangue di Gesù Cristo; e tutte queste ley-lines e gli assi dei poteri mistici si intersecano. L’eroe della storia è un investitore del reparto R&D in FIAT, e viene convocato all’inferno alla presenza di Gianni Agnelli, che è morto, eppure ancora infervorato dai problemi di sviluppo urbano di Torino. Quindi l’ex-presidente lo manda a chiamare all’inferno per convocare un consiglio di amministrazione.

L’eroe, il negromante, viene accompagnato dal suo consulente spirituale, una mummia egizia del Museo Egizio, che ha riportato in vita dal mondo dei morti. La mummia lo scorta e svolge il ruolo di saggio consigliere. Lui e la mummia sono un po’ come i protagonisti della serie “Lone Ranger and Tonto”. È un racconto comico, esagerato e satirico, una favola su Torino e sui suoi problemi. Non avrei mai potuto scriverla se non qui.”

Bruce si trova ora negli ultim igiorni di preparazione del Share Festival che sta curando. Venite a vederlo se potete.

L’intervista soffre un pò di un layout povero e non è facile vedere quali siano le mie domande, per esempio. Tutti i link sono magicamente scomparsi. Spero venga aggiustato presto.

Leggi l’intervista

11 febbraio 2008
La strada come piattaforma
The street as platform Dan Hill, precedente capo di tecnologia interattiva e design presso la BBC e attualmente direttore di web e trasmissione presso Monocle, ha pubblicato un lungo artivolo sulle strade del fututo. Ecco l’introduzione:

“Mi hanno chiesto di recente di commentare sulle ‘strade del futuro’; in risposta per il il responsabile dell’organizzazione  quasi non governamentale per l’ambiente costruito e per il responsabile del dipartimento del governo per i trasporti, le strade e così via. Non ho avuto tempo a sufficienza per scrivere qualcosa di corto, così ho buttato giù il seguente, è lo sto pubblicando qui come un appunto personale, più che come un tentativo di discutere in modo approfondito la via  giornaliera dell’informazione attorno al 2008. Nonostante ciò, spero che troviate utile o interessante. Le foto non sono direttamente in relazione ma creano in ogni caso una specie di città illustrativa.

E’ basato deliberatamente sul ‘qui e ora’, più o meno, quindi  sembreranno notizie piuttosto vecchie per alcuni di voi. Che in certo senso sono. E in altro senso, no. Ma in ogni caso, questa era una strategia migliore per il compito che abbiamo tra le mani, e nell’immaginare la scena sottostante, attraverso una specie di narrazione, è ancora degno di nota anche solo il  considerare sommariamente quanti dati si trovino già attorno a noi, e siano quasi invisibili alle perspettive di pianificazione urbana tradizionale. Suggerirei che questi dati stanno cominciando ad avere effetti rilevanti sul modo di sentire la strada. Alcune analisi veloci seguono la narrazione, sollevando una serie di domande per le autorità, la legislazione e le associazioni pubbliche-private che costituiscono la strada contemporanea.”

29 gennaio 2008
Nuovo resoconto NESTA sull’innovazione sociale locale
Transformers “Transformers – how local areas innovate to address changing social needs” è un nuovo resoconto del Dipartimento Nazionale Britannico per Scienze, Tecnologia e Arte (NESTA) che esplora perchè alcuni luoghi innovano in modo più effettivo rispetto ad altri.

Prendendo una serie di studi di casi – presi dal Regno Unito ed internazionalmente (tra cui Lille, Francia; Gouda, Olanda; e Portland, USA) – come punto di partenza, questo resoconto tira fuori alcune fascinanti  conclusioni sui fattori comuni per avere successo. Su tutti, dimostra chiaramente che la capacità innovativa può essere alimentata anche in circostanze poco promettenti.

Nel complesso, sono stati identificati tre fattori critici essenziali per l’innovazione di successo – la voglia di cambiare, capacità interiori forti, e risorse e feedback esterni. Il resoconto crea un forte modello di lavoro basato su questi tre fattori, e mostra come possa essere applicato ad un certo numero di situazioni, dall’organizzazione di comunità ai servizi di prima linea.

- Comunicato stampa
- Punti salienti del resoconto
- Resoconto (pdf, 6 mb, 140 pagine)
- Policy briefing (pdf, 5 pages)
- Video dell’evento di inaugurazione

4 gennaio 2008
La città è qui per essere utilizzata
Adam Greenfield Adam Greenfield sta editando in proprio il suo prossimo libro “The City Is Here For You To Use: Urban form and experience in the age of ubiquitous computing”.

Il libro verrà presentato in versione premium, stampato e rilegato professionalmente, e nella versione gratuita scaricabile in PDF, disponibili simultaneamente probabilmente a inizi del 2009.

Adam Greenfield è l’autore di Everyware: The dawning age of ubiquitous computing. E’ il responsabile della società di consulenza sul design strategico Studies and Observation di New York.

Leggi l’articolo

24 dicembre 2007
Experience design nel turismo delle città
Experience design in city tourism Experience Design in City Tourism‘ è uno studio del Nordic Innovation Centre per avere maggiore comprensione di cosa e come i visitanti vogliono vedere e esperimentare durante il loro soggiorno e cosa possa fare nel lungo periodo l’industria del turismo per soddisfare i loro bisogni.

Lo studio inizia con il capire come i turisti delle città baltiche e del nord progettino le proprie esperienze, e come loro esperienzino queste città. Stanno essendo intervistati un totale di 5.000 turisti. I risultati verranno utilizzati per migliorare il design delle esperienze del turista nelle città — tenendo in considerazione le esistenti caratteristiche di ogni città — e di aiutare alle città ad andare incontro alle aspettative e gli atteggiamenti dei loro turisti.

Altri progetti e studi relazionati sul sito del Nordic Innovation Centre:

5 dicembre 2007
L’informatica urbana e i suoi malcontenti
Urban Computing Una conversazione tra gli scrittori Adam Greenfield e Mark Shepard fornisce una visione di insieme degli argomenti chiave, gli antecedenti storici e gli approcci contemporanei al design di tecnologie situate e l’abitare città popolate da queste.

“Le serie di Situated Technologies Pamphlet esplorano le implicazioni dell’ubiquitous computing per l’architettura e l’urbanistica: Com’è la nostra esperienza di città e come le scelte che effettuiamo all’interno di essa vengono influenzate dalle comunicazioni mobili, i media pervasivi, l’informatica dell’ambiente e altre tecnologie “situate”? Come l’abilità di progettare ambienti sempre più reattivi muterà il modo in cui gli architetti concepiscono lo spazio? Cosa hanno bisogno di sapere gli architetti sull’informatica urbana e cosa devono sapere gli informatici sulle città? Il Situated Technologies Pamphlets verrà pubblicato in nove numeri e verrà editato a rotazione da una serie di esperti ricercatori e professionisti di architettura, arte, filosofia della tecnologia, media comparativi e ingegneria.”

Leggi l’opuscolo

(via Régine Debatty)

1 dicembre 2007
Atmosfere Urbane, un progetto di ricerca della Intel
Urban Atmospheres Le Atmosfere Urbane è un progetto che (video) esplora come le persone che vivono in città possono voler utilizzare la tecnologia, come questa possa aiutarli a sviluppare un senso di appartenenza e di comunità o giocare un ruolo importante nelle loro esperienze emozionali di vita urbana.

“Comprendendo meglio quel che interessa maggiormente alle persone nell’esperienza quotidiana della vita urbana, speriamo di ispirare nuove tecnologie utili per gli abitanti delle città, magari senza precedenti rispetto a quel che si è visto finora. Crediamo che questo sia il momento ideale per la nostra ricerca per via della rapida crescita della popolazione urbana, la rapida espansione di dispositivi mobili e reti a sensori con tecnologia wireless bluetooth, e per via della proliferazione delle tecnologie wireless in genere.

Parte della nostra ricerca riguarda delle indagini urbane. Questi sono interventi provocatori studiati per coinvolgere le persone in discussioni dirette sul loro attuale panorama urbano emergente -e in questo processo rivelare nuove opportunità per la tecnologia negli spazi della città. Ad esempio, come parte del Jetsam, un’indagine urbana sui bidoni dell’immondizia, abbiamo distribuito a san Francisco e dintorni più di cento cartoline preindirizzate e affrancate, con storie individuali su ognuna. Abbiamo annotato dove è stata lasciata ogni cartolina e abbiamo aspettato di vedere come e se ci sarebbero ritornate, che genere di messaggi le persone ci avrebbero scritto sopra e come la gente ci avrebbe interagito.

Dallo studio Jetsam (video) abbiamo scoperto una curiosità attiva nei confronti dei rifiuti e dei loro precedenti possessori. In definitiva, lo studio ha rivelato che un apparentemente banale, ma onnipresente parte dell’infrastruttura urbana, è in realtà un centro di una ricca attività umana, un microcosmo di ecologia sociale. Ha influenzato in nostro design interattivo finale dei bidoni dell’immondizia incentrandolo maggiormente sull’uso delle tecnologie digitali per reinterpretare l’archeologia sociale, la presenza e il movimento delle persone e degli oggetti attraverso la città provocando e agevolando un discorso pubblico appunto su questi flussi e su questo modello.”

Atmosfere Urbane è una collezione di nuovi progetti urbani emergenti condotti attraverso la ricerca della Intel. Questo include non solo i progetti della Intel Research di Berkeley, ma anche progetti collegati della sezione della Intel Persone e Consuetudini (PaPR) che è un gruppo di ricerca in Oregon, e molti altri.

Eric Paulos [sito personale] dirige la ricerca Atmosfere Urbane come scienziato Ricercatore presso il gruppo Intel. Molti tra i progetti e le ricerche condotti nell’ambito di Atmosfere Urbane sono apertamente accessibili al pubblico attraverso questo e altri siti internet del network della Intel di laboratori di ricerca universitari.

7 novembre 2007
Abitare i luoghi: i valori degli utenti nell’ambiente costruito
Places I teorici hanno discusso a lungo sul fatto che ci siano due diversi concetti di valore a guidare la produzione dell’ambiente costruito: valore di scambio e valore d’uso.

In questo articolo Joost Beunderman, un ricercatore presso Demos argomenta che, “se volessimo favorire il valore d’uso dei luoghi per il pubblico risperro al valore finanziario che uno spazio genera, allora non possiamo essere soddisfatti con i nostri modi attuali di pianficare le città. Abitare un posto implica un rapporto attivo, creativo ed in costante cambiamento dell’utente con il suo ambiente – una categoria diversa dallo shopping, o dal comprare una casa. Ci sono ragioni importanti per cui noi dovremmo rendere centrale questo concetto d’uso, e fare passi concreti per arricchire la relazione tra gente e luoghi.”

Leggi tutto l’articolo

22 ottobre 2007
Seul nominata ‘Capitale Mondiale del Design’ per il 2010
World Design Capital Seul è stata designata come la “Capitale Mondiale del Design 2010″ dal Consiglio Internazionale di Società del Design Industriale durante l’ultimo giorno del suo congresso a San Francisco, Sabato, riporta il Times di Corea.

La nomina della capitale è stata proposta dal Presidente del consiglio Peter Zec al fine di “promuovere l’utilizzo del design per incoraggiare lo sviluppo sociale, economico e culturale delle città del mondo.”

Torino è stata nominata la Capitale Mondiale del Design pilota [2008], ma Seul è stata scelta come la prima ufficiale. Seul avrà il ruolo di capitale mondiale del design per un anno.

- Leggi tutto l’articolo
- Links: ICSID | World Design Capital | Torino 2008, World Design Capital