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  Articoli della categoria 'Sviluppo urbano'
11 Aprile 2008
Il sito di The Economist presenta un video di Jan Chipchase
Digital Nomads Il The Economist ha chiesto all’”antropologo dell’utente” della Nokia Jan Chipchase di auto-documentare la sua vita da nomade a Tokyo e Seattle, facendo foto e inviendo messaggi col telefono.

Questo video è parte dello special report di The Economist sulla mobilità e sui “nomadi digitali”.

Guarda il video

10 Aprile 2008
Report speciale dell’Economist sulla mobilità
Nomads Il giornale Economist ha pubblicato un report speciale sulla mobilità, chiedendosi quali ne saranno gli effetti sociali.

Le fonti sono alcune delle persone principali del settore (molti dei quali vengono spesso citati su questo blog).

Our nomadic future [articolo principale]
“Preparatevi a vedere meno il vostro ufficio e più la vostra famiglia—e magari rimanere comunque scontenti” o “il nomadismo promette il paradiso della nuova libertà, ma minaccia anche l’essere sotto la costante sorvglianza della tribù”.

Nomads at last
La comunicazione Wirelss sta cambiando il modo di lavorare, vivere, amare e relazionarsi con i posti della gente, dice Andreas Kluth.

Labour movement
Le gioie e gli svantaggi di poter lavorare ovunque.

The new oases
Il nomadismo cambia gli edifici, le città e il traffico.

Family ties
I parenti si avvicinano, con conseguenze per gli stranei.

Location, location, location
Conta.

A world of witnesses
Quando tutti diventano un monitor nomade.

Homo mobilis
Come il linguaggio va, così fa il pensiero.

1 Aprile 2008
Milano ospiterà l’Expo 2015
Expo 2015 Si trova ovunque sulla stampa italiana (usciti vincitori) e quella turca (i perdenti), e su un piccolo numero di pubblicazioni internazionali: Milano ospiterà l’Esposizione Universale del 2015.

In un giorno ed un era in cui le Esposizioni Universali non sono più tra gli eventi internazionali più importanti come erano una volta, Milano è ciò nonostante totalmente eccitata dalla nomination.

Io non lo sono ancora, ma d’altro canto questi eventi tendono a galvanizzare la gente e chi prende le decisioni, e possono far progressare le cose in fretta. Dal momento che gli italiani sono famosi per il loro mettere su i loro atti collaborando all’ultimo secondo — avendo davanti la prospettiva di fare altrimenti una ‘brutta figura’ — non sottovaluterei il potere della Expo 2015.

Le Esposizioni Universali sono diventate nelle ultime decadi piattaforme di branding nazionale:

“Dalla Expo ‘92 di Siviglia in avanti, i paesi hanno iniziato ad usare la Esposizione Universale come piattaforma per migliorare la propria immagine nazionale attraverso i suoi padiglioni. Finlandia, Giappone, Canada, Francia e Spagna sono casi di rilievo. Un ampio studio di Tjaco Walvis intitolato “Expo 2000 Hanover in Numbers” mostra  che migliorare la propria immagine nazionale è l’obiettivo principale nel partecipare per il 73% dei paesi presso l’Expo 2000. In un mondo dove una forte immagine nazionale è un vantaggio chiave, i padiglioni sono diventati delle camagne pubblicitarie, e l’Expo un veicolo per il ‘national branding’. A parte le ragioni culturali e simboliche, le nazioni organizzatrici (e le città e le regioni ospitanti) hanno utilizzato anch’esse l’Esposizione Universale per il loro branding. Stando all’esperto di branding Wally Olins, la Spagna ha utilizzato la Expo ‘92 e le Olimpiadi di Barcellona del 1992 nello stesso anno per sottolineare la sua nuova posizione di paese moderno e democratico e si è presentata come un membro prominente dell’UE e della comunità globale.

Preso da Wikipedia (inglese). L’attuale Expo di Zaragoza, Spagna, ne è un  esempio. Penso che lo stesso fenomeno di branding nazionale accadrà quando Shanghai avrà l’onore in 2010.

L’Expo sarà sicuramente un’opportunità per aiutare fare chiarimento sulla discussione sulla direzione futura dell’Italia (che avrà inizio con il festeggiamento di Italia 150 nel 2011) - e questo in se è una buona cosa.

Ecco alcune righe dall’articolo di Reuters sulla nomination:

La capitale finanziaria e della moda italiana ha visto la gara per ospitare l’Esposizione Universale 2015 lunedì, una vittoria benvenuta per un paese che è stato colpito da uno scandalo alimentare e dalla contesa politica.

Gli ufficiali dell’International Bureau of Exhibitions (BIE) con sede Parigi hanno detto che Milano ha sconfitto la città turca di Izmir per 86 voti contro 65, infrangendo le speranze della Turchia di ospitare per la prima volta la più grande fiera del mondo.

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22 Marzo 2008
Cosa dice su di te la tua città?
Cities Katie Paul di Newsweek intervista Richard Florida per scoprire come le nuove ‘classi creative’ stiano cambiando le città in giro per il mondo e cosa le nostre città di scelta dicono su di noi.

Ecco l’introduzione:

Si tratta di un semplice cavillo culturale il fatto che le donne newyorchesi di “Sex and the City” piagnucolino costantemente sulle loro vite sentimentali? No, secondo l’”esperto urbano” Richard Florida, un professoreare di economia presso l’Università di Toronto che studia come le località influenzino lo stile di vita. In un nuovo libro in uscita questa settimana, “Who’s Your City?,” Florida sostiene che il mondo è lungi dall’essere piatto, come ha detto l’opinionista del New York Times Thomas L. Friedman. Infatti, è scontroso, con soldi, innovazione e diversi tipi di personalità che si raggruppano nelle più grandi metropoli. Utilizzando dati raccolti da satelliti e sondaggi del censo, Florida descrive come una “classe creativa” di gente stia cambiando il panorama economico congregandosi in un set sempre più ridotto di città localizzate più distanti e sperdute che mai. Inoltre, diversi tipi di questi innovatori creativi restano con quelli del proprio genere, dando forma alla demografia, mercati di lavoro e dell’accoppiamento (o le scene degli appuntamenti) di ogni città. Quindi malgrado i gadget che ci permettono di lavorare ovunque, dice Florida, scegliere dove vivere è più importante che mai. E per quanto riguarda tutte le frustrazioni espresse a “Sex & the City”? Beh, date la colpa alle 210.820 single donne in più rispetto agli uomini che abitano nell’area metropolitana di New York.

Leggi l’intervista

12 Marzo 2008
Creative Britain Il governo britannico mira a rendere il paese un leader globale nelle arti, nei  media e nella pubblicità attraverso iniziative tra cui la crezione di migliaia di nuovi apprendistati e l’inaugurazione di una conferenza di business creativo stile Davos.

Il Primo Ministro Gordon Brown ed il segretario di cultura, Andy Burnham, hanno rivelato il piano d’azione, Creative Britain: New Talents for the New Economy, in quello che il governo ha denominato il primo piano supportato dallo stato per muovere le industrie della creatività dai “margini della corrente del pensiero economico e politico” nel Regno Unto.

Il piano d’azione [che è stato accolto dall’industria del design] delinea  26 impegnii sia per il governo sia per le industrie per alimentare il talento, creare posti di lavoro e guidare la competività internazionale della Gran Bretagna.

Una delle iniziative è quella di sviluppare una nuova annuale World Creative Business Conference che farà da “colonna portante” di una spinta internazionale per fare del Regno Unito il “perno creativo del mondo”.

- Leggi tutto l’articolo [The Guardian] - Scarica il piano d’azione (pdf, 1.2 mb, 81 pagine)

(via Richard Florida)

7 Marzo 2008
Conversazione su Torino con Bruce Sterling
Bruce Sterling Oggi Torino World Design Capital ha pubblicato un’intervista che ho fatto di recente con Bruce Sterling. Questa volta non sugli spimes, ubiquitous computing o la fabbricazione digitale, ma sulla sua esperienza con la città dove ha passato gli ultimi sei mesi.

A Bruce piace Torino e in questa intervista lui racconta alcuni dei motivi. Lui va nel dettaglio sul perchè “Torino è a pieno titolo una città del XXI secolo” e come “in qualche modo è riuscita ad affrontare problemi con cui moltissime altre città, regioni, culture e nazioni non hanno ancora fatto i conti.”

“Torino,” dice, “è uno di quei posti affini al mio carattere. Se fossi italiano e non texano, sarei probabilmente nato a Torino.”

Lui ha anche condiviso con noi il contenuto di una nuova storia che ha scritto:

“Sì, è una storia fantasy ambientata a Torino. Il protagonista è un direttore FIAT, ma è anche un negromante. Il racconto si svolge in una Torino esoterica, in cui tutte le storie di magia che i seguaci della New Age narrano su Torino sono assunte come dati di fatto.

Torino racchiude un pezzo della Nuova Croce e anche il Sacro Gral. La Sindone è davvero imbevuta del sangue di Gesù Cristo; e tutte queste ley-lines e gli assi dei poteri mistici si intersecano. L’eroe della storia è un investitore del reparto R&D in FIAT, e viene convocato all’inferno alla presenza di Gianni Agnelli, che è morto, eppure ancora infervorato dai problemi di sviluppo urbano di Torino. Quindi l’ex-presidente lo manda a chiamare all’inferno per convocare un consiglio di amministrazione.

L’eroe, il negromante, viene accompagnato dal suo consulente spirituale, una mummia egizia del Museo Egizio, che ha riportato in vita dal mondo dei morti. La mummia lo scorta e svolge il ruolo di saggio consigliere. Lui e la mummia sono un po’ come i protagonisti della serie “Lone Ranger and Tonto”. È un racconto comico, esagerato e satirico, una favola su Torino e sui suoi problemi. Non avrei mai potuto scriverla se non qui.”

Bruce si trova ora negli ultim igiorni di preparazione del Share Festival che sta curando. Venite a vederlo se potete.

L’intervista soffre un pò di un layout povero e non è facile vedere quali siano le mie domande, per esempio. Tutti i link sono magicamente scomparsi. Spero venga aggiustato presto.

Leggi l’intervista

11 Febbraio 2008
La strada come piattaforma
The street as platform Dan Hill, precedente capo di tecnologia interattiva e design presso la BBC e attualmente direttore di web e trasmissione presso Monocle, ha pubblicato un lungo artivolo sulle strade del fututo. Ecco l’introduzione:

“Mi hanno chiesto di recente di commentare sulle ‘strade del futuro’; in risposta per il il responsabile dell’organizzazione  quasi non governamentale per l’ambiente costruito e per il responsabile del dipartimento del governo per i trasporti, le strade e così via. Non ho avuto tempo a sufficienza per scrivere qualcosa di corto, così ho buttato giù il seguente, è lo sto pubblicando qui come un appunto personale, più che come un tentativo di discutere in modo approfondito la via  giornaliera dell’informazione attorno al 2008. Nonostante ciò, spero che troviate utile o interessante. Le foto non sono direttamente in relazione ma creano in ogni caso una specie di città illustrativa.

E’ basato deliberatamente sul ‘qui e ora’, più o meno, quindi  sembreranno notizie piuttosto vecchie per alcuni di voi. Che in certo senso sono. E in altro senso, no. Ma in ogni caso, questa era una strategia migliore per il compito che abbiamo tra le mani, e nell’immaginare la scena sottostante, attraverso una specie di narrazione, è ancora degno di nota anche solo il  considerare sommariamente quanti dati si trovino già attorno a noi, e siano quasi invisibili alle perspettive di pianificazione urbana tradizionale. Suggerirei che questi dati stanno cominciando ad avere effetti rilevanti sul modo di sentire la strada. Alcune analisi veloci seguono la narrazione, sollevando una serie di domande per le autorità, la legislazione e le associazioni pubbliche-private che costituiscono la strada contemporanea.”

29 Gennaio 2008
Nuovo resoconto NESTA sull’innovazione sociale locale
Transformers “Transformers – how local areas innovate to address changing social needs” è un nuovo resoconto del Dipartimento Nazionale Britannico per Scienze, Tecnologia e Arte (NESTA) che esplora perchè alcuni luoghi innovano in modo più effettivo rispetto ad altri.

Prendendo una serie di studi di casi - presi dal Regno Unito ed internazionalmente (tra cui Lille, Francia; Gouda, Olanda; e Portland, USA) - come punto di partenza, questo resoconto tira fuori alcune fascinanti  conclusioni sui fattori comuni per avere successo. Su tutti, dimostra chiaramente che la capacità innovativa può essere alimentata anche in circostanze poco promettenti.

Nel complesso, sono stati identificati tre fattori critici essenziali per l’innovazione di successo - la voglia di cambiare, capacità interiori forti, e risorse e feedback esterni. Il resoconto crea un forte modello di lavoro basato su questi tre fattori, e mostra come possa essere applicato ad un certo numero di situazioni, dall’organizzazione di comunità ai servizi di prima linea.

- Comunicato stampa
- Punti salienti del resoconto
- Resoconto (pdf, 6 mb, 140 pagine)
- Policy briefing (pdf, 5 pages)
- Video dell’evento di inaugurazione

4 Gennaio 2008
La città è qui per essere utilizzata
Adam Greenfield Adam Greenfield sta editando in proprio il suo prossimo libro “The City Is Here For You To Use: Urban form and experience in the age of ubiquitous computing”.

Il libro verrà presentato in versione premium, stampato e rilegato professionalmente, e nella versione gratuita scaricabile in PDF, disponibili simultaneamente probabilmente a inizi del 2009.

Adam Greenfield è l’autore di Everyware: The dawning age of ubiquitous computing. E’ il responsabile della società di consulenza sul design strategico Studies and Observation di New York.

Leggi l’articolo

24 Dicembre 2007
Experience design nel turismo delle città
Experience design in city tourism Experience Design in City Tourism‘ è uno studio del Nordic Innovation Centre per avere maggiore comprensione di cosa e come i visitanti vogliono vedere e esperimentare durante il loro soggiorno e cosa possa fare nel lungo periodo l’industria del turismo per soddisfare i loro bisogni.

Lo studio inizia con il capire come i turisti delle città baltiche e del nord progettino le proprie esperienze, e come loro esperienzino queste città. Stanno essendo intervistati un totale di 5.000 turisti. I risultati verranno utilizzati per migliorare il design delle esperienze del turista nelle città — tenendo in considerazione le esistenti caratteristiche di ogni città — e di aiutare alle città ad andare incontro alle aspettative e gli atteggiamenti dei loro turisti.

Altri progetti e studi relazionati sul sito del Nordic Innovation Centre:

5 Dicembre 2007
L’informatica urbana e i suoi malcontenti
Urban Computing Una conversazione tra gli scrittori Adam Greenfield e Mark Shepard fornisce una visione di insieme degli argomenti chiave, gli antecedenti storici e gli approcci contemporanei al design di tecnologie situate e l’abitare città popolate da queste.

“Le serie di Situated Technologies Pamphlet esplorano le implicazioni dell’ubiquitous computing per l’architettura e l’urbanistica: Com’è la nostra esperienza di città e come le scelte che effettuiamo all’interno di essa vengono influenzate dalle comunicazioni mobili, i media pervasivi, l’informatica dell’ambiente e altre tecnologie “situate”? Come l’abilità di progettare ambienti sempre più reattivi muterà il modo in cui gli architetti concepiscono lo spazio? Cosa hanno bisogno di sapere gli architetti sull’informatica urbana e cosa devono sapere gli informatici sulle città? Il Situated Technologies Pamphlets verrà pubblicato in nove numeri e verrà editato a rotazione da una serie di esperti ricercatori e professionisti di architettura, arte, filosofia della tecnologia, media comparativi e ingegneria.”

Leggi l’opuscolo

(via Régine Debatty)

1 Dicembre 2007
Atmosfere Urbane, un progetto di ricerca della Intel
Urban Atmospheres Le Atmosfere Urbane è un progetto che (video) esplora come le persone che vivono in città possono voler utilizzare la tecnologia, come questa possa aiutarli a sviluppare un senso di appartenenza e di comunità o giocare un ruolo importante nelle loro esperienze emozionali di vita urbana.

“Comprendendo meglio quel che interessa maggiormente alle persone nell’esperienza quotidiana della vita urbana, speriamo di ispirare nuove tecnologie utili per gli abitanti delle città, magari senza precedenti rispetto a quel che si è visto finora. Crediamo che questo sia il momento ideale per la nostra ricerca per via della rapida crescita della popolazione urbana, la rapida espansione di dispositivi mobili e reti a sensori con tecnologia wireless bluetooth, e per via della proliferazione delle tecnologie wireless in genere.

Parte della nostra ricerca riguarda delle indagini urbane. Questi sono interventi provocatori studiati per coinvolgere le persone in discussioni dirette sul loro attuale panorama urbano emergente -e in questo processo rivelare nuove opportunità per la tecnologia negli spazi della città. Ad esempio, come parte del Jetsam, un’indagine urbana sui bidoni dell’immondizia, abbiamo distribuito a san Francisco e dintorni più di cento cartoline preindirizzate e affrancate, con storie individuali su ognuna. Abbiamo annotato dove è stata lasciata ogni cartolina e abbiamo aspettato di vedere come e se ci sarebbero ritornate, che genere di messaggi le persone ci avrebbero scritto sopra e come la gente ci avrebbe interagito.

Dallo studio Jetsam (video) abbiamo scoperto una curiosità attiva nei confronti dei rifiuti e dei loro precedenti possessori. In definitiva, lo studio ha rivelato che un apparentemente banale, ma onnipresente parte dell’infrastruttura urbana, è in realtà un centro di una ricca attività umana, un microcosmo di ecologia sociale. Ha influenzato in nostro design interattivo finale dei bidoni dell’immondizia incentrandolo maggiormente sull’uso delle tecnologie digitali per reinterpretare l’archeologia sociale, la presenza e il movimento delle persone e degli oggetti attraverso la città provocando e agevolando un discorso pubblico appunto su questi flussi e su questo modello.”

Atmosfere Urbane è una collezione di nuovi progetti urbani emergenti condotti attraverso la ricerca della Intel. Questo include non solo i progetti della Intel Research di Berkeley, ma anche progetti collegati della sezione della Intel Persone e Consuetudini (PaPR) che è un gruppo di ricerca in Oregon, e molti altri.

Eric Paulos [sito personale] dirige la ricerca Atmosfere Urbane come scienziato Ricercatore presso il gruppo Intel. Molti tra i progetti e le ricerche condotti nell’ambito di Atmosfere Urbane sono apertamente accessibili al pubblico attraverso questo e altri siti internet del network della Intel di laboratori di ricerca universitari.

7 Novembre 2007
Abitare i luoghi: i valori degli utenti nell’ambiente costruito
Places I teorici hanno discusso a lungo sul fatto che ci siano due diversi concetti di valore a guidare la produzione dell’ambiente costruito: valore di scambio e valore d’uso.

In questo articolo Joost Beunderman, un ricercatore presso Demos argomenta che, “se volessimo favorire il valore d’uso dei luoghi per il pubblico risperro al valore finanziario che uno spazio genera, allora non possiamo essere soddisfatti con i nostri modi attuali di pianficare le città. Abitare un posto implica un rapporto attivo, creativo ed in costante cambiamento dell’utente con il suo ambiente - una categoria diversa dallo shopping, o dal comprare una casa. Ci sono ragioni importanti per cui noi dovremmo rendere centrale questo concetto d’uso, e fare passi concreti per arricchire la relazione tra gente e luoghi.”

Leggi tutto l’articolo

22 Ottobre 2007
Seul nominata ‘Capitale Mondiale del Design’ per il 2010
World Design Capital Seul è stata designata come la “Capitale Mondiale del Design 2010″ dal Consiglio Internazionale di Società del Design Industriale durante l’ultimo giorno del suo congresso a San Francisco, Sabato, riporta il Times di Corea.

La nomina della capitale è stata proposta dal Presidente del consiglio Peter Zec al fine di “promuovere l’utilizzo del design per incoraggiare lo sviluppo sociale, economico e culturale delle città del mondo.”

Torino è stata nominata la Capitale Mondiale del Design pilota [2008], ma Seul è stata scelta come la prima ufficiale. Seul avrà il ruolo di capitale mondiale del design per un anno.

- Leggi tutto l’articolo
- Links: ICSID | World Design Capital | Torino 2008, World Design Capital

7 Ottobre 2007
WikiCity, un progetto MIT
WikiCity Come può una città operare come un sistema open-source in tempo reale.

Sebbene sembri che l’approccio di questo progetto sia principalmente guidato da una perspettiva culturale, ci sono alcuni elementi centrati sulla gente interessanti:

Nei decenni passati, sono stati sviluppati sistemi di controllo in tempo reale in una certa varietà di applicazioni di ingegneria. Così facendo, è aumentata drasticamente l’efficienza dei sistemi attraverso il risparmio dell’energia, la regolazione delle dinamiche, la maggiore resistenza e tolleranza dei disturbi.

Adesso: può esserci una città che si comporti come un sistema di controllo in tempo reale? Questo è l’obiettivo del progetto WikiCity al MIT. Esaminiamo i quattro componenti chiave di un sistema di controllo in tempo reale:

  1. entità da controllare in un ambiente caratterizzato dall’incertezza;
  2. sensori capaci di ottenere informazioni sullo stato dell’entità in tempo reale;
  3. intelligenza capace di valutare la performance del sistema contro esiti indesiderati;
  4. attuatori fisici in grado di operare sul sistema per realizzare la strategia di controllo.

Una città rientra certamente nella definizione del punto 1, e il punto 2 non sembra porre particolari problemi, Per esempio, il progetto di Roma in Tempo Reale usava cellulari e dispositivi GPS per raccogliere gli schemi di movimento della gente e dei mezzi di trasporto, e il loro utilizzo spaziale e sociale delle strade e i quartieri. Ma come mettere in atto la città? Anche se la città contiene di per sè diversi tipi di attuatori come i semafori e la segnaletica stradale aggiornata a distanza, un attuatore ben più flessibile sarebbe i suoi stessi abitanti.

Di conseguenza, noi stiamo creando una nuova piattaforma per archiviare e scambiare informazioni che siano sensibili a luoghi e tempo , rendendoli accessibili agli utenti attraverso i dispositivi mobili, le interfacce web e fisiche. Queste piattaforme permettono alle persone di diventare attuatori intelligenti distribuiti, che perseguitano i propri interessi individuali in cooperazione e competizione con gli altri, diventanto così loro stessi attori principali nel migliorare l’efficienza dei sistemi urbani.

La visione del progetto, portata avanti dal SENSEable City Lab di Carlo Ratti, sta attualmente essendo applicata su Roma, Italia.

Visita il sito del progetto

5 Ottobre 2007
Transformation Design: la riemergenza della ingegneria sociale nel design di servizi pubblici
Transformation Design Designer e i politici si mettono a pensare assieme, stiamo assistendo all’alba di un mondo nuovo o semplicemente alla rinascita del grande fratello? Kevin McCullagh investiga in un articolo, pubblicato nell’edizione di ottobre di Blueprint.

“Il ritmo di cambiamento spesso viene esagerato, ma qualche anno fa è cominciato ad accadere al design qualcosa di genuinamente nuovo. Sono iniziati ad arrivare ai designer inviti dai gruppi di esperti politici e studiosi di politica hanno iniziato a frequentare creativi. Un evidente esito di questa intersezione tra design e politica è l’emergente disciplina di design di servizi pubblici.”

Il design di servizi pubblici è stato il benvenuto tra alcuni mentre ha sollevato qualche perplessità tra altri. Il suo piccolo, ma sonoro gruppo di sostenitori spesso presentano quello che loro chiamano ‘Transformation Design’ come una sfida per l’arroganza ‘top down’ dei designer onniscenti.”

Leggi la storia

(via Core77)

14 Settembre 2007
Un gruppo di esperti virtuale sull’innovazione della regione del Belgio
C-Mine Experientia sta lavorando da luglio con la Cttà Belga di Genk e con la Provincia Belga di Limburgo per aiutarle a definire in che modo realizzare il futuro centro di design collocato all’interno dello spettacolare C-Mine in precedenza zona mineraria, e come si potrebbe integrare questo con altri siti (come, ad esempio, l’Accademia di Media & Design ed la Fabbrica dell’Esperienza JAGA).

[Vedi anche questi post precedenti su C-Mine e Genk]

Noi stiamo curando il progetto, come un tipico progetto di design utente-centrico, partendo con una valutazione estensiva dei bisogni e delle richieste degli utenti e degli stakeholder. Gli insight così rilevati condurranno ad una serie di idee di prototipi che verranno testate nuovamente, prima di giungere ad una finale costellazione che sarà approvata al termine del processo e formalizzata.

A questo punto del processo è troppo prematuro su cosa si focalizzerà il nuovo centro di design, la nell’attuale fase di ricerca stiamo indagando molteplici opzioni: in termini di design - dal design di prodotto a quello dei servizi a quello strategico; in termini di stakeholder; in termini di settori con cui dovremmo lavorare - ad esempio business e industrie, servizi socilai, strutture pubbliche; ed in termini di territorio - bisogna decidere se considerare la provincia o anche i territori adiacenti (Maastricht, Leuven, Aachen, Eindhoven). In questa fase esplorativa vogliamo mantenere una mente aperta prima di cominciare a dover selezionare le opportunità e assegnare le priorità.

Io sono nato proprio nella Provincia di Limburgo. Non ho vissuto lì per moltissimi anni, sono andato via dal Belgio nel 1994. Non sorprendentemente, molte cose sono cambiate. C’è più dinamismo, una convinzione diffusa che le cose stiano cambiando in positivo, che Limburgo possa avere un futuro promettente. C’è anche una leadership istituzionale di alta qualità. Le mie impressioni sono ancora limitate ma piene di entusiasmo.

Da ciò la nostra idea di riunire persone di Limburgo o del Belgio, che abbiano vissuto o meno all’estero, che fossero attivi nell’area del design e dell’innovazione di design, per occuparsi della loro terra di origine, e che volessero partecipare al gruppo di esperti on line sull’innovazione regionale dell’area. Anche molte persone non belga hanno partecipato, persone che magari conoscono la zona o provenienti da paesi limitrofi.

Non sono ancora del tutto sicuro su come decideremo di strutturare il processo, ma per cominciare ho realizzato un Facebook per il gruppo chiamato C-Mine ed un Gruppo di Yahoo cui è possibile partecipare. Una volta generato un piccolo gruppo per il board, questi sapranno di più sul progetto e su come apportare il loro contributo.

7 Agosto 2007
Fing: la prossima generazione di fondazioni internet dalla Francia
Fing Qualche volta ho seguito il blog francese di innovazione ACTU, ma solo recentemente ho saputo che questo rientra in una più grande iniziativa chiamata “Fing“. Fing (Fondation Internet Nouvelle Generation) mira a stimolare e promuovere la ricerca e sviluppo e l’innovazione nell’uso e nei servizi dell’ICT.

La presentazione di Fing è molto centrata non tanto sull’aspetto dell’innovazione tecnologica, quanto sull’obiettivo del loro progetto, ovvero quello di realizzare ed apportare miglioramenti sull’utilizzo di internet e sui servizi da questo forniti, che siano capaci di rispondere realmente alle necessità degli utenti, al loro stile di vita ed ai loro desideri.

Fing intende aiutare le corporazioni, le agenzie pubbliche, le organizzazioni educative e di ricerca a proporsi come pionieri di tale nuovo approccio all’internet del futuro.
Attraverso la collaborazione, la creatività e la sperimentazione Fing cerca, infatti, di migliorare l’efficienza del processo innovativo e, al tempo stesso, di ridurre i rischi delle parti coivolte.

Fing collabora con altre simili iniziative avviate in Europa e nel mondo. Il CEO di Fing, Daniel Kaplan, è membro dello eEurope Advisory Group della Commissione Europea.

Attualmente Fing conta più di 165 membri, tra cui: BNP Paribas, EDF, Ericsson, Eutelsat, France Telecom/Orange, Galeries Lafayette, HP, INRIA, Microsoft, i Ministeri di Educazione e Ricerca, Toshiba, etc.

Ricercando ancora informazioni su argomenti simili ho scoperto l’esistenza di altre interessanti iniziative come:

  • Villes 2.0 (Città 2.0), che mira ad aiutare stakeholder tradizionali dell’ambiente cittadino (aziende, istituzioni, enti sociali) e “attori digitali” a progettare e realizzare trasformazioni urbane e mobili attraverso la collaborazione.
     
  • Active Identities, focalizzato sull’identificazione e stimolazione delle azioni necessarie per rendere la gestione attiva delle identità digitali parte di una risorsa capace di consentire agli utenti il controllo della loro vita e realizzare progetti, divenendo fonte di innovazione e di creazione del valore.
     
  • Innovative Interfaces, progetto che mira a sviluppare interazioni dirette o indirettecon macchine o servizi digitali capaci di soddisfare le necessità di persone con “difficoltà”.
     

Sono disponibili anche numerosi video della presentazione tenuta dal Ceo di Fing, Daniel Kaplan, nel corso della conferenza LIFT07.

31 Luglio 2007
Speciale web sui fattori che rendono una città perfetta
Urban Manifesto Gran parte dell’ultimo tema della rivista Monocle inerente la classifica delle 20 città maggiormente vivibili nel mondo, è disponibile attraverso l’International Herald Tribune.

Tutto il contenuto è collegato all’articolo introduttivo “Manifesto Urbano: Fattori che rendono grande la città” di Tyler Brûlé, caporedattore di Monocle.

“La nostra missione con questa edizione è semplicemente quella di migliorare l’esperienza urbana. Si tratta di un compito abbastanza delicato da affrontare per gli enti pubblici locali così come per i media brand, ma noi abbiamo pensato a questa tematica sin dal nostro lancio ed abbiamo deciso di coinvolgere i politici, gli architetti, i developer, gli operatori finanziari e chiunque esercitasse influenze o volesse esprimere un’opinione sulla vita di città mentre erano rilassati, a prendere il sole, o focalizzati interamente sulla loro qualità della vita.

Il nostro focus è diretto all’identificazione delle componenti e delle forze che rendono la città non semplicemente piacevole ed attraente ma realmente vivibile. La ricerca si è protratta per un periodo di tre mesi, la nostra indagine sulla qualità della vita è per il 50% scientifica e per il 50% soggettiva.”

Gli speciali del Web includono:

Qualora non fosse sufficiente, c’è anche una sezione dedicata ai commenti.

20 Luglio 2007
Il discorso di Nicolas Nova adesso su Google Video
Nicolas Nova video Il video della conferenza tenuta la scorsa settimana da Nicolas Nova a Torino è ora disponibile su Google Video. Le slide sono disponili qui (pdf, 1.36mb, 90 slide).

Nicolas Nova è un ricercatore del Media and Design Lab dell’Istituo Svizzero di Tecnologie di Losanna ed uno degli organizzatori della conferenza LIFT.

Il suo discorso “Progettare una nuova ecologia mista di ambienti digitali e fisici” ha costituito una riflessione critica sull’ubiquitous computing basata sulla attuale ricerca sul campo (mostrando ciò di cui discutono Paul Dourish, Genevieve Bell o Stephen Graham), arte/start-up/progetti di ricerca e prospettive alternative come quella che Nicolas sta realizzando con Julian Bleecker.

Il discorso è stato organizzato da Experientia e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino.

(Ringraziamo il collaboratore di Experientia Haraldur Már Unnarsson per aver reso tutto questo possibile).