counter create hit
Putting people first in italiano
NOTIZIE SULL’EXPERIENCE DESIGN, SUL DESIGN UTENTE-CENTRICO E SULL’INNOVAZIONE

Cultura

Design

Economia

Locations

Media

Metodi

Pubblico

Servizi

Temi sociali

Architettura


Arte


Creatività


Cultura


Identità


Mobilità


Museo


Co-creazione


Design


Design di interazione


Design dei servizi


Experience design


Presence


Ubiquitous computing


Advertising


Branding


Business


Innovazione


Marketing


Meccatronica


Tecnologia


Africa


America


Asia


Australia


Europa


Italia


Torino


Blogging


Conferenze


Giochi


Libri


Media


Mondo virtuale


Telefonia mobile


Esperienza dell'utente


Etnografia


Previsione


Prototipazione


Ricerche sull'utente


Scenari


Usabilità


Anziani


Bambini


Disabili


Giovani


Educazione


Salute


Ricerca


Servizi finanziari


Servizi pubblici


Sviluppo urbano


Turismo


Cambio sociale


Comunicazione


Digital divide


Mercati emergenti


Partecipazione


Sostenibilità


  Articoli della categoria 'Sostenibilità'
13 Maggio 2008
La conferenza Changing the Change sembra molto promettente
Changing the Change La conferenza di tre giorni Changing the Change, la quale tratterà sul ruolo della ricerca del design nel cambio sostenibile ed è prevista per i giorni 10-12 Luglio a Torino, promette essere veramente interessante.

L’elenco dei relatori invitati e dei dibattenti include Bill Moggridge (IDEO); Geetha Narayanan (Srishti School of Art, Design and Technology, India); Lou Yongqi (Tongji University, China); Mugendi M. Rithaa (Cape Peninsula University of Technology, South Africa); Aguinaldo dos Santos (Universidade Federal do Paraná, Brazil); Fumi Masuda (designer, Japan), Chris Ryan (University of Melbourne, Australia); Luisa Collina (Polytechnic University of Milan, Italy); Josephine Green (Philips Design); Roberto Bartholo (Federal University of Rio de Janeiro, Brazil), Anna Meroni (Polytechnic University of Milan, Italy), Luigi Bistagnino (Polytechnic University of Turin, Italy); Nigel Cross (The Open University, UK); Victor Margolin (University of Illinois at Chicago, USA); e Ken Friedman (Danmarks Designskole, Denmark)

Niente meno che 163 sommari sono stati accettati, tra cui anche il nostro. date un’occhiata ai titoli e ai presentatori per farvi un’idea della varietà offertam tutto all’interno del tema più ampio del design per la sostenibilità, o leggete una riflessione sulla selezione del presidente della conferenza Ezio Manzini.

Gli argomenti sembrano ottimi e mi piacerà essere presente, ma devo segnalare che la maggior parte dei paper provengono da istituzioni accademiche. Infatti, sono coinvolte poche grosse aziende (Intel e Philips) e consulenti di design (come Experientia).

Questo sarà diverso in un’altra grossa conferenza internazionale che avrà luogo a Torino, la conferenza UPA Europe 2008, prevista per Dicembre. Il co-presidente della conferenza (e mio partner di affari) Michele Visciola mi ha detto che molte grosse aziende internazionali hanno sottoposto paper per questa conferenza col tema”usabilità e design: coltivando la diversità”. Presto avremo ulteriori informazioni.

12 Maggio 2008
Strategie di design per un comportamento sostenibile dell’utente
sustainable use ‘User-centred Design for Sustainable Behaviour’ è un paper di Renee Wever (TU Delft), Jasper van Kuijk (TU Delft) e Casper Boks (NTNU Norvergia) che esplora come coinvolgere gli utenti in un utilizzo più sostenibile dei prodotti.

Il paper è stato pubblicato sul primo numero del nuovo International Journal of Sustainable Engineering, edito da Taylor and Francis.

Riassunto

L’eco-design tradizionale si focalizza fortemente sulle risorse. Anche quando si concentra sulla fase dell’utilizzo dei prodotti, impatta ancora direttamente sotto il controllo del dominio del fabbricante. Tuttavia, il modo in cui gli utenti interagiscono con un prodotto può influenzare fortemente l’impatto ambientale di un prodotto. I designer posono provare ad influenzare questo comportamento attraverso i prodotti che essi progettano. Sono state proposte diverse strategie nella letteratura, come l’eco-feedback e la scenggiatura. La letteratura esistente di questo settore ha le sue limitazioni. Le pubblicazioni si concentrano o su una singola strategia, o non considerano il punto di vista del design, o mancano di dati empirici. Questo paper presenterà una tipologia sulle diverse strategie a disposizione dei designer. Questa tipologia verrà illustrata con esempi ed esperimenti riguardanti due problemi di sostenibilità, cioè il comportamento nel buttare i rifiuti ed i prodotti che consumano energia. Inoltre verrà presentata una metodologia per applicare queste strategie. Questo verrà dimostrato in uno studio di casistica sul tema dell’energia.

- Più background di Jasper van Kuijk

- Scarica il paper (versione preprint)

30 Aprile 2008
Homegrown - il nuovo design thinking sulla sostenibilità della Nokia
People First Comunicato stampa Nokia (29 Aprile 2008):

L’advanced design team della Nokia oggi ha condiviso “Homegrown”, un progetto di ricerca a lungo termine che mira a capire come Nokia può aiutare la gente ad effettuare scelte più sostenibili. Il team sta esplorando tematiche ambientali e sociali specifiche tra cui il riciclaggio, l’energia e come rendere disponibili i benefici della tecnologia mobile a più gente.

Il progetto è condotto dallo stesso team che ha creato Remade – un concetto mostrato per la prima volta al Mobile World Congress di quest’anno e che esplora come utilizzare materiali riciclati per fare dispositivi mobili in futuro. All’evento di oggi nello studio di design della Nokia presso Londra il team ha mostrato per la prima volta alcuni degli altri concetti a cui stanno lavorando. Questi sono:

  • Zero Waste Charger concept - questo esplora le forme di ridurre lo spreco di energia quando i carica batterie vengono staccati da un dispositivo mobile ma restano ataccati alla presa della corrente.
  • People First concept – questo concetto prende tre idee universali del modo di concepire la comunicazione della gente – tempo, elenchi, e gente – per ispirare ed esaminare nuove idee di interfacce di utente.
  • Wears in, not out concept – mentre sempre più servizi diventano disponibili sui nostri dispositivi mobili questo concetto esplora come in un futuro la gente potrebbe potenzialmente aggiornare i propri dispositivi digitalmente e non fisicamente, dando alla gente un ulteriore scelta sul come utilizzare e aggiornare il proprio cellulare.

Il design team che sta sviluppando questi concetti lavora su un arco di tempo che va dai tre ai cinque anni nel futuro. Condividendo alcune di queste idee e stimolando il dibattito sperano di sviluppare nuove idee innovative che possano essere utilizzate sia all’interno dei business della Nokia ma anche più ampiamente per impulsare miglioramenti ambientali.

- Foto dei concetti

- Una bella presentazione di Rhys Newman (pdf)

- Ulteriore background da parte dei componenti del team Julian Bleecker e Raphael Grignani e sulle Nokia Conversations

7 Aprile 2008
Nuovo bollettino David Report sulla cultura del consumo
Shop L’ultimo bollettino di David Report, intitolato “I shop therefore I am” (Compro dunque sono), da uno sguardo al mondo della cultura del consumatore da diversi punti di vista; etico, sociale, politico, economico e umanistico.

Fare shopping è diventato uno stile di vita. Noi consumiamo come svago e passatempo. Ma allo stesso tempo molti si stanno accorgendo che il potere del consumo ci sta trattenendo dal trovare la vera e sincera felicità; e quello shopping spesso funziona come sostituto di qualcosa che ci manca nella vita. A che punto l’accumulazione di beni materiali diventa meno appagante e più stressante ed incontenibile?

Il nostro consumo cresce allo stesso rtimo della nostra crescita economica. Studi dimostrano che in cent’anni consumiamo otto volte di più a testa rispetto ad oggi. Il nostro globo può sopportare un tale stress? Il potere del consumo è in discussione e c’è un cambio di attitudine nel modo di vivere. Non vogliamo essere dei babbei consumatori, vogliamo venire considerati attenti e responsabili. Tutto questa riguarda COSA compriamo e in COSA decidiamo di investire, il mondo in cui viviamo sarà il risultato di queste scelte.

Nel futuro il consumo riguarderà più le esperienze ed i servizi che le cose. Magari il dare diventerà più importante dell’avere. Le aziende, che sopravvivono sul nostro consumo, sono pronte per questo transito?

Il bollettino numero 9 di David Report bulletin “I shop therefore I am” offre inoltre delle considerazioni sull’argomento della stratega Kristina Dryza e del Buddista Zen Sante Poromaa. In cima a questo c’è un’intervista con Mathilda Tham, professoressa presso la scuola di Design di Beckmans.

Leggi il report

31 Marzo 2008
La fine della cultura del consumatore?
Toothpaste Hugh Graham si pone alcune importanti domande riguardo il ruolo dei designer nel promuovere la cultura dei consumatori, in un ampio contesto di sostenibilità.

“I designer dovrebbero lavorare verso la fine di una aspirazionale cultura del consumatore? Può la industria del design, ampiamente definita, riposizionarsi e reinventarsi per fornire valore e sostenibilità e nel frattempo creare ancora desiderio?” […]

“Mi viene in mente che c’è bisogno di un nuovo paradigma del consumo, uno che funzioni per i business, la comunità e l’ambiente. Non so che forma avrà questo nuovo paradigma, ma credo che riguarderà l’imparare ad apprezzare il vero valore delle cose ed il luogo che esse occupano nel nostro mondo.

I designer hanno l’opportunità di prendere parte a questo cambio di paradigma. Parte della storia sta nel creare prodotti che abbiano valore intrinseco e duraturo, prodotti che mi piace chiamare artigianali. E parte della storia sta nel comunicare meglio il valore dell’artigianale. Penso che i designer abbiano il dovere etico di lavorare per la fine della cultura dell’usa e getta. Ovviamente, questo non accadrà nel giro di una notte, e non succederà nel vuoto. Ma succederà, che decidiamo di prendere parte al processo o meno. Meglio unirci al futuro che lasciare che si imponga a noi.”

Leggi tutto l’articolo

(via Niti Bhan on Core77)

22 Marzo 2008
Cosa fa il cambiamento climatico alle nostre teste?
Caroona Una delle affermazioni che mi ha colpito al recente Disruptive Thinking di Barcellona, organizzato dall’Art Center College of Design, è stata di Sara Wheeler. Essa ha detto: “Il cambiamento climatico fa ormai parte dell’esperienza umana, di quel che significa essere umano.

Ora Sanjay Khanna ci fornisce qualche informazione in più riguardo a questo su Worldchanging e intervista il filosofo ambientale Glenn Albrecht:

Un corpo di evidenza piccolo ma in crescita afferma che il modo in cui la gente pensa e sente sta essendo fortemente influenzato dalla trasformazione dell’ecosistema riguardante il cambiamento climatico e lo spostamento dalla terra dovuto all’industria. Questi potenti fenomeni stanno accadendo sempre più frequentemente attorno al mondo.

Un esempio: Quando i ricercatori del Centre for Rural and Remote Mental Health dell’Università di Newcastle in Australia ha condotto delle interviste in comunità colpite dalla siccità nel New South Wales nel 2005, le risposte suggerivano che alcuni soggetti potrebbero soffrire di una condizione psicologica descritta di recente chiamata solastalgia.

La solastalgia descrive un palpabile senso di dislocazione e smarrimento che sente la gente quando percepisce i cambiamenti nel proprio ambiente locale come dannosi. E’ un neologismo che Glenn Albrecht, filosofo ambientale presso la School of Environmental and Life Sciences dell’Università di Newcastle, creata nel 2003.

Cosa significa per il settore del design di esperienze, se la natura dell’esperienza umana cambia per via del cambiamento climatico?

Leggi tutto l’articolo

Note too that the same topic was recently also discussed in Wired Magazine.

12 Marzo 2008
L’Art Center College apre un dialogo globale
Global Dialogues Il mondo del design e dell’innovazione è cambiato molto nell’ultima decade. Le sfide sono più complesse, intricate e sistemiche, e di conseguenza richiedono un approccio sempre più olistico e multidisciplinare, specialmente nell’educazione.

O nelle parole di Richard Koshalek, presidente dell’ Art Center College of Design:

“I requisiti educazionali di settori complessi come il design, assieme ai progressi della tecnologia e delle comunicazioni, richiedono che i college e le università distribuiscano conoscenza ed esperienza a livello globale.”

La rinomata Art Center College of Design sta puntando a qualcosa di molto ambizioso - sta uscendo dal suo spazio fisico, e sta creando una serie di quello che definirei “open innovation forums” su scala globale, tutti con l’obiettivo di “sviluppare la gente”.

Settimana scorsa sono stato invitato (grazie, Rudy) a prendere parte ad uno di essi: l’evento Disruptive Thinking a Barcellona.

L’evento di Barcellona, organizzato in collaborazione con la scuola di economia ESADE, è il primo di una serie di dialoghi globali che l’Art Center sta organizzando in diversi continenti e online.

Un impegno sociale

L’Art Center ha un iniziativa che mi piace molto: designmatters. Inaugurata nel Dicembre del 2001, Designmatters presso Art Center esplora i benefici sociali e umanitari del designe e del business responsabile.

Designmatters è una parte cruciale del Progetto Barcellona: le collaborazioni con le istituzioni educative, civiche e culturali specialmente nei temi sociali ed umanitari sono un obiettivo chiave.

Uno dei temi che il progetto Barcellona vuole affrontare in particolare è quello del ruolo del desgin nelle città, che “dev’essere ridefinito d’accordo ai principi della sostenibilità — non solo in relazione con l’ambiente, ma anche in termini di produzione e condumo di energia, prosperità economica, giustizia sociale e sviluppo culturale”. E così dovrebbe essere.

Cercare di pensare in modo dirompente

Gli organizzatori hanno cercato “pensatori e professionisti ‘dirompenti’ che — nonostante comporti diversi rischi — portino energia vitale da incidere a questi argomenti e li spingano in nuove e produttive direzioni per la società.”

L’evento è stato presieduto dal giornalista britannico Richard Addis, che ha selezionato principalmente presentatori britannici per ognuna delle sei sessioni.

Josh Nakaya, uno studente di product design dell’Art Center ha fatto davvero un ottimo laboro nel mettere su blog la conferenza, e poi aggiungendo le risposte. Sono disponibili anche dei video streams. Quindi faro riferimento a questi riassunti e video sui miei commenti in seguito. C’è anche un sito con l’intero schieramento di speakers.

Ecco le sei sessioni:

Cambiamento climatico [riassunto - risposte - video]

In questa prima sessione Harry Eyers del Financial Times ha conversato con Peter Head di ARUP e Sara Wheeler, una scrittice sull’ambiente.

Harry Eyres ha iniziato con la domanda: “La minaccia e la realtà del cambiamento climatico possono essere di ispirazione per riprogettare il modo in cui viviamo?”

Alla fine non è stato detto niente di nuovo o dirompente, ma Sara Wheeler ha fatto una forte dichiarazione che ho apprezzato molto: “Il cambiamento climatico è ormai parte dell’esperienza umana, di quello che è essere umano. Bisogna riflettere veramente su questo.” Ha anche dato il tono giusto per avviare la conferenza con questo tema ambientale.

Geopolitica [riassunto - risposte - video]

Richard Addis ha presieduto la sessione di geoplitica. La sua scelta degli ospiti è stata inusuale ma sicuramente difendibile: Ron Haviv che è un fotografo giornalista di guerra (con un sito degno di nota), e Bernard Tabaire, il coraggioso, considerato ed altamente eloquente redattore del giornale dell Uganda The Monitor, che continua a finire nei guai con le autorità dell’Uganda. Mi è piaciuta l’idea di parlare di geopolitica con gente che vive gli effetti di queste scelte nelle loro vite quotidiane.

Nonostante Richard sia partito con la giusta dichiarazione (”la politica riguarda la leadership”), la discussione è degradata velocemente in idee piuttosto (forse dirompenti ma decisamente) irrealistiche di cambiamento, come abolire gli eserciti o i politici, sottolineate da taglienti critiche sui comportamenti dei governi.

Riflettendoci, sono completamente d’accordo con quello che Josh Nakaya ha scritto nella sua risposta.

Business [riassunto - risposte - video]

Questo è stato il dialogo più breve: Lynda Sale, partner di Sale Owen, consulente di marketing e artista ha discusso di pensiero dirompente nel business con Alfons Sauquet, preside della scuola di economia ESADE.

Sauquet sostiene che le aziende devono riconsiderare se stesse in modo da provvedere un ambiente che attragga la gente migliore in modo di dare luogo all’innovazione.

Scienza [riuassunto - risposte - video]

Questa è stata senz’altro la sezione migliore, se c’è un video che dovete vedere è questo. La sessione è stata presieduta dallo scrittore Robert Matthews che ha portato come ospiti la fisica teoretica Fotini Markopoulou, l’astronomo David Hughes e il matematico David Orell.

A parte alcuni pensieri più dirompenti (perchè non ci dovrebbe essere un conferenza sul pensiero dirompente su un pianeta distante 400 anni luce da noi?), i tre scienziati hanno sottolineato quanto poco sappiano adesso di quello che credevano di sapere agli inizi delle loro carriere. Questo certamente implica, come ha detto l’astronomo David Hughes , un profondo senso di umiltà, una lezione non solo per i scienziati.

Fede [riassunto - risposte - video]

Bigna Pfenninger, redattore fondatore di The Drawbridge, ha invitato lo scienziato accademico Charles Pasternak e la cordiale egittologa Joann Fletcher.

Da questa sessione si sono sviluppate principalmente tre linee di pensiero: la spiritualità non può essere messa da parte semplicemente come illusione; è impossibile capire molte parti del nostro mondo e della nostra storia senza capire o apprezzare i nostri sistemi di credenze; e la fede - che sia considerata un placebo o meno - è così forte da condizionare le circostanze.

Sono d’accordo con i commenti di Josh Nakaya su questa sessione, vorrei aggiungere che la fede qui è stata interpretata in modo piuttosto ristretto esclusivamente come credo religioso o spiritualità. Tuttavia ognuno di noi ha delle credenze, convinzioni, presupposti, che non sono giustificati dai fatti. Costruiamo credenze per gestire il nostro mondo. Ma il nostro mondo spesso cambia più velocemente di queste credenze, il che porta a tutti i tipi di frizioni, con gente che lotta battaglie del passato, o politici che fanno decisioni sul futuro basandosi su sistemi di credenze che sono stati definiti da fatti ed esperienze passati da decine di anni.

Design [riassunto - risposte - video]

Finalmente, Stephen Bayley, il quale è un commentatore di design e fondatore del Design Museum, ha avuto tre ospiti: Blaise Agüera y Arcas, un architetto presso Microsoft Live Labs, architetto di Seadragon, e co-creatore di Photosynth, Chris Lefteri, un esperto di materiali e product designer, e Thom Mayne, architetto e fondatore di Morphosis.

Si è dedicato molto tempo alla discussione di concetti astratti come la bellezza o la permanenza, mentre altr idee — la rilevanza del pensare in termini di ecosistema al design, concetti come il coinvolgimento o il mistero, e come al giorno d’oggi siamo sempre più guidati dall’esperienza dell’interazione — sono stati toccati ma non approfonditi.

In breve

L’andamento dell’evento non è stato l’ideale: alcuni dei presentatori non hanno condotto molto bene le loro sessioni, non tutti avevano idee rilevanti da contribuire, e non sempre c’era un collegamento tra il pensiero dirompente ed l’argomento discusso, e non sempre era chiara la direzione che si voleva seguire.

Ho anche riflettuto su fino a quale punto ho effettivamente sentito dei temi innovativi, o sul fatto che le cose che ho sentito si potessero trovare facilmente su un libro o una buona rivista.

La risposta è probabilmente sì. Ma il libri e le riviste sono monologhi per natura. Questo era nella teoria e nella pratica una serie di dialoghi. All’inizio di questo articolo ho scritto che questo evento di Barcellona fa parte di un’ampia strategia di collaborazioni aperte, comunicazioni aperte e di impegno sociale. Questo non solo è un’approccio lodevole e di valore, ma è anche altemente rilevante e opportuno nella società contemporanea. Abbiamo bisogno di più di queste iniziative. Certo, devono essere messe a punto e migliorate, ma in sostanza abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione tra le discipline, tra le diverse parti della società, tra le diverse parti del mondo. Il mondo è diventato troppo complesso per permettere ad ognuno di noi di capire le cose da soli.

E secondo me questo era il vero significato di queste Conversazioni Globali.

Spero anche che l’Art Center porti a termine il suo impegno di continuare le conversazioni online, per avere un dialogo continuo. Il blog dell’evento per adesso è basicamente morto. Probabilmente questo non è lo strumento giusto - bisogna sviluppare uno nuovo.

E gli Stati Uniti?

L’Art Center è una scuola americana, con base a California. Come posso partecipare alle conversazioni globali? Molti degli eventi si svolgono in California: il recente summit di due giorni su Sistemi, Città e Mobilità Sostenibile e la prossimaconferenza Serious Play.

4 Marzo 2008
Nuova comunità verde online per i giovani, della WWf, IUCN e Nokia
connect2earth Due delle organizzazioni ambientali più grandi del mondo, WWF e IUCN, supportate della Nokia, stanno lanciando oggi connect2earth.org per permettere ai giovani di poter dire al mondo quel che pensano sull’ambiente.

Gland, Svizzera, e Espoo, Finlandia (IUCN, WWF e Nokia) - Una nuova comunità online dove i giovani possono dire la loro sull’ambiente caricando video, immagini e commenti è stato inaugurato oggi.

Il sito, www.connect2earth.org, permetterà anche alla gente di valutare le altre presentazioni , discutere dei temi che stanno loro a cuore, e di condividere idee e soluzioni dalle loro stesse comunità. Ogni mese gli utenti voteranno un vincitore che sarà ricompensato con un cellulare Nokia.

Il vincitore complessivo, selezionato da un pannello di prominenti ambientalisti, otterrà l’occasione di partecipare al IUCN World Conservation Congress a Barcelona questo Ottobre e presentare le proprie idee direttamente ai leader politici, ambientali ed economici di tutto il mondo.

In quanto i cellulari stanno diventando un modo sempre più popolare di accedere alla rete e alle comunità online, il sito connect2earth è ottimizzato per utilizzare i cellulari per creare brevi filmati, foto ed inviare commenti.

Comunicato stampa Nokia | Comunicato stampa WWF

2 Febbraio 2008
Il New York Times sullo Slow Design
Slow Design Da quando abito in Italia, ho sempre visto il movimento Slow Food come una delle innovazioni italiane più interessanti delle ultime decadi. Verso la fine del 2006, hanno cominciato ad sviluppare un Concetto di Slow Design - sul quale ho intervistato un portavoce di Slow Food.

Il New York Times ha approfondito sull’argomento::

“Lo Slow [Design …] si basa sui principi del movimento Slow Food, il quale essenzialmente incentiva ad utilizzare ingredienti locali seminati e raccolti in forma responsabile dal punto di vista sociale e ambientale. Esso enfatizza sopratutto la lentezza nella preparazione e la consumazione dei prodotti come correttivo per il ritmo frenetico della vita del XXI secolo. “Buono, pulito e giusto” è il credo dello Slow Food, e ha cominciato — piuttosto lentamente — ha farsi strada fuori dalla cucina per andare nel resto della casa.”

Leggi tutto l’articolo

16 Gennaio 2008
Blog di Changing the Change
Changing the Change Circa un mese fa ho annunciato la conferenza Changing the Change sul ruolo e i risultati della ricerca di design nella transizione verso la sostenibilità (vedi PPF e Core77).

La conferenza si terrà a Torino, dal 10 al 12 luglio 2008, nel contesto di Torino Capitale Mondiale del Design, 2008.

Il blog della conferenza sta diventando una ricca piattaforma di discussione sull’argomento e vi consiglio di darci uno sguardo.

14 Gennaio 2008
Il pensiero di Rotman sul pensare
Thinking about thinking “Integrative Thinking” è il tema dell’attuale rivista della Rotman School of Management.

Hanno catturato la mia attenzione tre articoli:

The second road of thought: how design offers strategy a new tool kit (pagina 46)
In questo articolo Tony Golsby-Smith torna fino ad Aristotele, e spiega come il design — la strada attraverso cui gli uomini determinano futuri alternativi — si di fatto la versione moderna della retorica di Aristotele, un”arte del pensare’ che è stata soppressa per secoli dalla dipendenza dalla logica del mondo occidentale.

Informing our intuition: design research for radical innovation (pagina 52)
Jane Fulton Suri di IDEO continua il ragionamento di Golsby-Smith sul design e spiega che l’innovazione radicale richiede sia evidenza che intuizione: evidenza per essere informato, e intuizione per ispirarci ad immaginare e creare nuove possibilità.

Strategic ecology: what management can learn from ecology (pagina 58)
La rilevanza gestionale dell’ecologia diventa evidente quando le discussioni ecologiche vengono interpretate con una ‘lente strategica’. Questo è l’argomento presentato da Joel Baum, Stanislav Dobrev e Arjen van Witteloostuijn nel loro libro Advances in Strategic Management, di cui viene presentato un frammento.

Scarica la rivista (pdf, 6 mb, 128 pagine)

8 Gennaio 2008
Eataly, il supermercato esperienziale
Eataly Settimana scorsa ho visitato di nuovo Eataly, un fantastico supermercato “esperienziale”, proprio qui a Torino. Associato col movimento Slow Food, potete soffermarvici per ore sentendovi costantemente stimolati, intellettualmente, sensualmente e visualmente.

Ma non ne ho mai scritto in questi termini. Mea culpa. Mi sono ricordato di di questa mancanza solo quando ho letto lo studio del Guinness Storehouse sul sito del Design Council.

L’Atlantic Monthly lo definisce il “supermercato del futuro” [in questo articolo]

Monocle ha fatto un eccellente video reportage.

E anche il New York Times ne ha parlato, approfittando dell’opportunità per annunciare che una versione più piccola (un decimo di quella di Torino aprirà questa primavera in uno spazio su due piani di 10.000 piedi quadrati nel nuovo edificio Centria alla 18 West 48th Street a New York.

In breve, per esperimentare veramente i prodotti freschi del Piemonte dovete venire a Torino.

6 Gennaio 2008
Rilanciata Interactions Magazine
Interactions Qualche settimana fa, ho annunciato la nuova direzione intrapresa da Interactions Magazine sotto i suoi nuovi redattori capo Richard Anderson e Jon Kolko, e ora il primo numero è stato pubblicato.

Il contenuto sembra davvero molto interessante e i redattori capo hanno fatto un ottimo lavoro nel prendere i collaboratoti tra i migliori nel settore.

Colonne

Servizi speciali

In aggiunta, ci sono diverse sezioni di “Forum” e alcune recensioni di libri.

Sfortunatamente, gli editori (ACM) hanno adottato uno strano approccio alla versione online: nonostante il sito abbia tutti i finimenti di una pubblicazione online (un buon design, una buona tabella dei contenuti, commenti e blog sugli articoli), presenta a malapena qualche contenuto! Hanno solo qualche frammento degli articoli online - devi essere un membro ACM per leggere il testo completo. Inoltre non c’è nessuna informazione sugli autori. Non c’è da sorprendersi che il sito riceva pochi commenti.

Spero che la copia stampata arrivi presto in Europa, ma ancora di più spero che Richard e Jon riescano a convincere l’ACM del fatto che questa non sia una buona politica online.

21 Dicembre 2007
L’esperienza dell’utente del pullman
Bus Da Worldchanging:

Il blog del Sightline Institute, The Daily Score, ha notato recentemente che la gente preferisce sempre i tram ai pullman. Non stanno semplicemente essendo soggettivi, la storia li appoggia. Nel 2001 il Denver Business Journal scrisse su dei nuovi sistemi di ferrovia leggera affollatissimi a Denver, Dallas, Salt Lake City e St. Louis perchè erano molto più popolari del previsto, dicendo “A Dallas, prendere la nuova linea su rotaia era tre volte meglio di andare su un pullman espresso che facesse lo stesso percorso” e citando gli ufficiali del governo che si stavano accorgendo di “come la gente risponda diversamente al tram rispetto a come reagisca al pullman”.

Quindi, perchè questa misteriosa preferenza per i tram? Due parole: miglior design.

Read full story

11 Dicembre 2007
Niti Bhan: design per i mercati emergenti
Phone use in Africa Niti Bhan è una regolare fonte di ispirazione per questo blog col suo sito, su Core77, e altrove. Lei è una pensatrice profonda e ha fatto delle considerazioni di molto valore sul contributo del design ai mercati emergenti.

Per questo motivo le ho chiesto di scrivere un piccolo articolo per il sito di Torino 2008 World Design Capital precisamente sul quell’argomento. Lei ha accettato e ha scritto un gran articolo.

Leggi l’articolo

2 Dicembre 2007
Manuale Dott07: 1
Dott Manual Dott 07 è stato un anno di progetti di design colletivi nel nord est dell’Inghilterra dedicati allo studio di come potrebbe essere la vita in una regione sostenibile - e come il design può aiutarci a raggiungerla. E’ chiamato manuale (piuttosto che libro o catalogo) perchè è sulle maniere pratiche che ha la gente per unirsi ai progetti Dott, o per fare qualcosa di simile dove abitano. In 100 pagine, completamente illustrate a colori con gente vera, il manuale Dott si trova altamente sottoprezzo su Amazon.

Puoi anche leggere il mauale online su Worldchanging.com, che sta pubblicando i suoi contenuti su una serie di installazioni. La prima e la seconda sono già disponibili.

2 Dicembre 2007
Cambiando il cambiamento
Mole Changing the change. Design Visions, Proposals and Tools è una conferenza internazionale, presieduta da Ezio Manzini (blog) del Politecnico di Milano, sul ruolo e i risultati della ricerca in design nella transizione verso la sostenibilità. La conferenza acrà luogo a Torino, Italia, dal 10 al 12 luglio 2008, nel contesto di Torino World Design Capital, 2008.

Changing the Change mira a dare un contributo significativo ad una trasformazione necessaria verso un futuro sostenibile. Con questa conferenza in particolare si intende evidenziare il design d’avanguardia in termini di visioni, proposte e strumenti con cui il design può prendere parte attivamente e positivamente nel processo di apprendimento sociale che dovrà avere luogo.

“E’ una conferenza sulla ricerca in design centratata più sui risultati che sulla metodologia” dice Manzini a John Thackara, “con un’enfasi su quello che la ricerca in design può fare per la sostenibilità.”

Nel cuore della conferenza dei ricercatori in design presenteranno risultati di ricerca concreti e documentabili. Questo sarà complementato dalle presentazioni dello speaker invitato che aiuteranno a creare un quadro più chiaro della situazione generale dal quale prenderà poi piede la conferenza.

Changing the Change è organizzato dal Coordinamento Nazionale dei Dottorati di Ricerca in Design e ha un ampio Comitato di Consulenza Internazionale: Roberto Bartholo (Federal University of Rio de Janeiro), Luigi Bistagnino (Politecnico di Torino), Luisa Collina (Politecnico di Milano), Rachel Cooper (University of Lancaster), Jorge Frascara (University of Alberta), Victor Margolin (University of Illinois at Chicago), Stefano Marzano (Philips Design), Fumi Masuda (Tokyo Zokei University), Bill Moggridge (IDEO), Mugendi M’Rithaa (Cape Peninsula University of Technology), Geetha Narayanan (Srishti School of Art, Design and Technology), Gunter Pauli (Zeri), Yrjö Sotamaa (University of Art and Design Helsinki), Lou Yongqi (Tongji University).

30 Novembre 2007
InterSections 07: un dibattito sul design
Intersections La conferenza sponsorizzata dall’UK Design Council InterSections 07 ha riunito 34 esperti di design per analizzare come il design si stia evolvendo e come questo stia influenzando le sue relazioni con altri settori.

La conferenza, tenutasi a NewcastleGateshead nell’Ottobre 2007, ha analizzato le trasformazioni del design che si adatta a un mondo in transizione. Due giorni di dibattiti stimolanti e vivaci hanno considerato come i designer si stiano adattando al nuovo scenario acquisendo nuovo know-how.

Le registrazioni audio e le trascrizioni sono ora online e propongono una serie di presentazioni chiave:

Ci sono inoltre delle tavole rotonde e delle sessioni con sotto-gruppi:

5 Novembre 2007
Lo sviluppo di un prodotto sostenibile necessita di un design utente-centrico?
Design is the Problem Nathan Shedroff, il presidente del nuovo programma MBA in strategia del design presso il California College of the Arts (guarda anche questo post), ha dato un discorso intitolato “Il design è il problema” presso il recente congresso Connecting ‘07 sul tema della sostenibilità e il design.

La sua presentazione (pdf, 2.7 mb, 81 slide) fornisce una visione d’insieme delle varie strutture della sostenibilità e fa un’analisi su cosa significhi, o possa significare effettivamente lo sviluppo di prodotti sostenibili.

Più avanti nella presentazione, compaiono nuove parole per descrivere il processo del design sostenibile: “design utente-centrico”, “prototipazione iterativa” ed esperienza.”

Nathan specifica: “I prodotti più significativi così come quelli che incontrano meglio le nostre necessità non richiedono che noi compriamo più e più roba (per soddisfare quei bisogni e desideri). Prodotti meno numerosi, più significativi, effettivi e sostenibili saranno più soddisfacenti e più sostenibili. In più, i dispositivi che vanno incontro alle nostre necessità in modo adeguato, specialmente quelli tecnologici, spesso hanno l’effetto non solo di dematerializzare i prodotti competenti, ma anche i prodotti in altre categorie (come stanno facendo gli iPod e gli iPhone).”

Secondo Allan Chochinov di Core77, Nathan sta lavorando ad un nuovo libro avente lo stesso titolo del suo discorso al Connecting ‘07. Già adesso non vedo l’ora della sua pubblicazione.

27 Ottobre 2007
Dott07 diventa globale con Ezio Manzini
Ezio Manzini Sempre facente parte del Dott07 festival di cui ho parlato prima oggi c’è il Creative Communities Award. Il relatore invitato è stato Ezio Manzini, professore di design industriale presso il Politecnico di Milano e autore di Sustainable Everyday.

Leggi la trascrizione del discorso di Manzini (disponibile presso il sito del Dott)