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  Articoli della categoria 'Sostenibilità'
2 dicembre 2009
Smart tool per ridurre il nostro impatto sull’ambiente
UX Magazine L’ultimo numero di UX Magazine dell’UPA è dedicato al design sostenibile, ed uno degli articoli è di Experientia.

Nel loro contributo, i collaboratori di Experientia Michele Visciola, Erin O’Loughlin ed Irene Cassarino riflettono sul come gli smart tools possono aiutare a ridurre il nostro impatto di CO2 impact, ed illustrano questo con un caso di studio sulla proposta vincente dell’azienda (assieme ad ARUP e Sauerbruch Hutton) per il design di un distretto urbano sostenibile nell’area di Jätkäsaari a Helsinki, Finlandia.

Scarica l’articolo (versione pre-pubblicazione)

20 novembre 2009
I consumatori connetteranno coi display del consumo energetico?
Display and sensor Dozzine di monitor dell’energia domestica stanno arrivando al mercato, ma nessuno sa ancora se saranno solo i proprietari di ibridi Prius ad usarli. Martin LaMonica scrive su CNet News.

“I gadget variano tra di loro, ma hanno in comune la capacità di catturare un flusso di informazioni sull’energia da un contatore in un determinato momento. Semplicemente mostrando dati in tempo reale, sia da un piccolo dispositivo che da un software in rete, si pensa che il sistema incoraggerà la gente a cambiare le proprie abitudini e ridurre il proprio consumo dal 5 al 15 per cento, secondo gli studi.

Ma persino con l’arrivo sul mercato di prodotti più sofisticati e user-friendly, non è chiaro se i consumatori seguiranno il loro uso di energia regolarmente, specialmente una volta passata la novità”

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16 novembre 2009
Recipes for disaster
India tailor Nel corso degli ultimi mesi la collaboratrice di Experientia Irene Cassarino ha lavorato intensamente nella preparazione del progetto di Experientia Low2No a Helsinki, Finlandia (sito del progetto e sommario della presentazione) — nel quale poniamo l’attenzione specificamente nell’abilitare un cambiamento positivo di coportamento verso degli stili di vita più sostenibili.

Ci sono degli appunti sulle conferenze a cui ha assistito su questo sito ed ora Irene ha anche recensito (in inglese) il documentario finlandese Recipes for Disaster [che, a proposito, assomiglia nel concetto a No Impact Man].

È disponibile anche una recensione in italiano a cura di Camilla Masala dello staff di Experientia:

Decidere di intraprendere una dieta rappresenta sempre una scelta difficile e impegnativa. Ma cosa può succedere se anzichè tenere sotto controllo le calorie si comincia a calcolare la quantità di CO2 prodotta durante le attività quotidiane?

Questa è la grande sfida intrapresa dalla famiglia Webster residente ad Espoo (Finlandia) e protagonista di un esperimento durato un anno e documentato nel film “Recipes for disaster”, prodotto e distribuito da Millenium film.

Il documentario, diretto e interpretato dallo stesso John Webster e dalla sua famiglia, ha come obiettivo quello di testimoniare come sia possibile adottare uno stile di vita a bassa impronta ecologica senza rinunciare alla propria quotidianità e a quanto di piacevole essa possa offrire. La rinuncia a prodotti plastici o all’auto sono scelte indubbiamente difficili da adottare, ma assolutamente fattibili, soprattutto se adottate non dal singolo individuo ma condivise da un gruppo di persone, in questo caso la famiglia.

Proprio la dimensione famigliare riesce ad attribuire maggiore credibilità e fattibilità alle scelte adottate dai protagonisti. Vedere come due bambini riescano ad affrontare la nuova vita plastic-free con energia ed entusiasmo riesce, infatti, a comunicare e a motivare l’adozione di scelte anche drastiche con una spontaneità e naturalezza di linguaggio, creando nel pubblico una sorta di identificazione nei personaggi.

Per una volta, quindi, l’osservazione di persone all’interno della propria abitazione e delle proprie relazioni sociali, può influenzare positivamente i comportamenti di chi osserva.

Pur affrontando una tematica così drammaticamente attuale come quella dei cambiamenti climatici e della responsabilità del singolo in tale processo, il documentario riesce a comunicare e a raccontare l’esperienza della famiglia Webster con un pizzico di amara ironia e comicità.

La scelta di adottare la metafora della “dieta disintossicante” funziona, come funziona la scelta di strutturare la narrazione sia secondo la naturale successione degli eventi sia adottando la suddivisione in capitoli tematici, presentati come differenti ricette.
Funziona anche la dieta in sè. John Webster e la sua famiglia, dopo un anno caratterizzato da sfide, difficoltà, dubbi ma anche soddisfazioni e piccole gioie quotidiane, riescono effettivamente a ridurre drasticamente la produzione “casalinga” di Co2.

Citando le parole del protagonista: “L’esperienza non è stata perfetta. Ma chi aveva detto che sarebbe dovuto esserlo?”.

12 novembre 2009
Progettando per un mondo sostenibile
WUD Per celebrare il World Usability Day 2009, System Concepts ha messo insieme un video podcast esplorando come diversi stakeholder possono migliorare l’esperienza dell’utente dei loro design includendo la sostenibilità come requisito chiave.

Le interviste includono:
- Il professore Ben Shneiderman – guru dell’interfaccia dell’utente dell’University of Maryland
- John Thackara – Direttore, Doors of Perception ed attualmente senior advisor sulla sostenibilità dell’UK Design Council
- Nicolai Peitersen – Fondatore e CEO di Ethical Economy
- Daniel Liden, Senior Designer presso Chris Lefteri Design Ltd, che si specializza in materiali
- Dina Guth – Direttore dell’azienda di design ed innovazione britannica TECAtech
- Liz Edwards, Home Editor dell’Associazione dei Consumatori britannica
- Tom Stewart, Presidente dell’UK Ergonomics Society

Guarda il podcast

4 novembre 2009
I nuovi e veloci modi di mantenerci in contatto ci stanno dividendo ulteriormente
Email, messaggi e Facebook ci permettono di nasconderci dietro agli schermi dei nostri computer anziché parlare tra di noi. Elizabeth Day chiede nell’Observer se dobbiamo incolpare la tirannia della rete o noi stessi?

Secondo John Freeman, che è il nuovo editore della rivista Granta ed ex-presidente del National Book Critics Circle negli USA, i moderni strumenti di comunicazione che dovrebbero connetterci ci stanno invece separando ulteriormente. Anziché portarci più strettamente a contatto con la comunità globale, l’email, i messaggi costanti ed i siti di social networking rafforzano tutti la nozione di quel che il filosofo francese Guy Debord ha definito “la folla solitaria”.

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3 novembre 2009
Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels parla presso Visualizar, Madrid
intheair Venerdì 13 (!) Novembre, il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels sarà uno degli speaker di Visualizar’09, un seminario internazionale sulla visualizzazione di dati pubblici, organizzata da Medialab-Prado a Madrid, Spagna.

La conferenza e workshop verranno condotti da Ben Cerveny di Stamen, San Francisco.

Il discorso di Jan-Christoph, intitolato “Imagining behavioral change – Smart meters and data visualizations of energy consumption” trae dalla riuscita candidatura di Experientia alla compertizione Low2No a Helsinki, Finlandia.

Medialab-Prado fornirà un collegamento video in streaming in diretta dell’evento.

5 ottobre 2009
Come visualizzare il risparmio energetico
kW Kevin Anderson scrive sul Guardian sul come una nuova generazione di monitor possa generare informazioni sul vostro uso dell’energia ed aiutarvi a tagliare le vostre spese ed emissioni di carbone.

“Questi monitor dell’energia non solo vi mostrano informazioni in tempo reale sul vostro consumo energetico, molti di loro registrano anche i dati. L’informazione sull’energia nazionale fornita dal governo è ottima, ma con i vostri dati personali, potete prendere decisioni che vi aiutino a conservare l’energia, risparmiare soldi e tagliare le vostre emissioni di carbone. [...]

Mi concentrerò sui dispositivi che possano facilmente esportare informazioni e non solo mostrarla nelle applicazioni dei monitor.”

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4 ottobre 2009
Lo spostamento nel design dal centrismo dell’uomo al centrismo delle risorse
Shoppers Eric Wilmot scrive su Greener Design sul come progettare per una società post-consumo. Ed è un ottimo articolo.

“L’attuale interpretazione di human-centered è stata ampliata per soddisfare i desideri dell’uomo alle spese di altre considerazioni ugualmente critiche. Questa è un’interpretazione pericolosa che è diventata la base per molte importanti pratiche creative accademiche e professionali. Don Norman spiega la principale preoccupazione dell’adozione assoluta degli approcci human-centered: “Il fulcro sugli individui (o gruppi) potrebbe migliorare le cose per loro a costo di renderle peggiori per altri.”

In realtà, il nostro centrismo sull’uomo ci ha portati sull’orlo di uno stile di vita insostenibile attraverso lo sforzo a cui il nostro super-consumismo sta sottoponendo le risorse naturali, e potrebbe rappresentare il maggior problema che una specie abbia creato a sé stessa.”

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24 settembre 2009
Comunicazione ed sviluppo umano: la connessione della libertà?
Berkman Il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Internazionale del Canada ed il Berkman Center di Hardvard hanno hanno arrangiato una conversazione a Harvard ieri sul futuro della tecnologia dell’informazione e della comunicazione e lo sviluppo (ICT4D).

I premio Nobel Amartya Sen e Michael Spence si sono uniti a agli esperti di Information and Communication Technology (ICT) Yochai Benkler e Clotilde Fonseca in una discussione pubblica del ruolo della comunicazione e le ICT nello sviluppo umano, la crescita e la riduzione della povertà. Michael Best ha moderato la discussione. Cosa è cambiato, è stato imparato o meno, è necessario imparare, bisogna fare con più urgenza?

Global Voices ha partecipato nell’evento come media partner, ed Ethan Zuckerman e Jen Brea hanno scritto in diretta sull’evento tramite twitter e blog.

- Part 1: Notes from the Harvard Forum on ICT4D
- Part 2: Mobiles, Markets and making culture
- Part 3: ICT and gender
- Part 4: Are we settling for too late?
- Part 5: ICT4D and, and, and…
- Part 6: What do we need to know?
- Part 7: Focus and health

18 settembre 2009
Intervista di Worldchanging: Vinay Venkatraman sul design di interazione
Vinay Venkatraman Vinay Venkatraman, un designer di interazione, forma parte di un gruppo in rapida espansione di studenti e professionisti di tutto il mondo che lavorano per definire il modo in cui le nostre cose si comportano, scrive Julia Levitt su Worldchanging.

“Venkatraman è un socio del Copenhagen Institute for Interaction Design (CIID), un’istituzione che ospita un master di un anno in design di interazione così come un centro di ricerca e consulenza. Lui ha aiutato ad avviare l’istituto assieme a Simona Maschi ed i designer Heather Martin e Alie Rose nel 2006. L’anno scolastico pilota è iniziato nel settembre 2008, in associazione con la Danish Design School (DKDS).  Lui dice che gli studenti della venerabile istituzione della porta accanto — una scuola famosa per la produzione di stilosi e funzionali disegni di posate, mobili ed altri beni — hanno iniziato a drizzare le orecchie per quanto riguarda questo approccio interattivo in evoluzione per il loro settore.”

Leggi l’intervista

8 settembre 2009
Josephine Green and Ezio Manzini featured in Philips magazine
Chulha From pyramids to pancakes
L’era dell’elitismo, della gestione top-dow e degli ideali deterministici è finita. Adesso stiamo vivendo in un’era di innovazione sociale e sostenibilità che apre il futuro alla moltitudine, non solo ad una minoranza. Il consumo di massa ha lasciato la strada alla creatività di massa, che sta trasformando il nostro modo di pensare e come interagiamo  col mondo che ci circonda.È una trasformazione che Josephine Green di Philips Design chiama il modello ‘Pyramids to Pancakes’, in cui il gerarchico XX secolo ha dato passo all’appiattito e più co-creativo secolo XXI.

A few words with Ezio Manzini
Ezio Manzini, Professore di Design Industriale al Politecnico di Milano, Direttore dell’Unità di Ricerca sul Design e l’Innovazione per la Sostenibilità e coordina i Master in Design Strategico ed il Dottorato nei programmi di Design Industriale. Lavora sul design strategico e il design per la sostenibilità, con fulcro sulla costruzione di scenari e lo sviluppo di soluzioni. Ha scritto diversi libri sui sistemi prodotto-servizio e la sostenibilità.

On structures and relations, real and virtual
Mentre cambiamo e trasformiamo il mondo, cerchiamo qualcosa in grado di organizzare tutto, qualcosa che configuri tutti i suoi componenti in relazioni significative.
Di Andreas Fruchtl, Director Strategic Futures Design

2 settembre 2009
Come il cellulare sta connettendo la gente a quel che importa
The Progress Project Tramite Dina Mehta, fondatrice e direttrice di Mosoci India, ho scoperto Progress, un nuovo sito molto interessante di Nokia e Lonely Planet:

“Il Progress Project è un’iniziativa di Nokia e Lonely Planet mirata a catturare l’impatto umano dell’innovazione su cellulare; affronta questioni sociali, ambientali o economiche; portando alla vita storie reali di gente attraverso video. Il sito non è ancora completamente attivo – mi è stato detto che sarà pienamente funzionante entro il 3 Settembre – tuttavia, ho pensato di condividere questo ora, in quanto i video dei documentari che sono stati fatti dai team di Lonely Planet e Nokia sulle nostre immersioni nei progetti Nokia Life Tools e Nokia Tej sono già lì!”

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1 settembre 2009
Experientia aiuta Helsinki a ridurre le emissioni di carbonio
Low2No Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato l’annuncio che Experientia, società con base a Torino, è entrata a far parte del team vincente che vedremo impegnato in un progetto a Jätkäsaari, Helsinki. Il progetto aspira a costruire un’area urbana a basse o a zero emissioni di carbonio. La gara di design development dal nome “Low2No” è stata lanciata da SITRA (un Fondo Pubblico indipendente Finlandese per l’Innovazione). SITRA ha rivelato oggi che la squadra vincente è composta da Arup e da Sauerbruch Hutton (entrambe studi di progettazione architettonica) e da Experientia e Galley Eco Capital. La squadra di aziende vincitrici è stata selezionata su altre 74 squadre candidate per C_life (titolo del progetto vincente): City as living factory of ecology (“Una città trasformata in officina dell’ecologia”N.d.T.)

Il team di Experientia apporterà al progetto la propria singolare prospettiva come società innovativa nel design dell’esperienza di prodotti e servizi. Grazie all’attenzione che la società dedica al design incentrato sulle persone, sulle loro reali esigenze, sui loro comportamenti e sulle loro esperienze, Experientia darà equilibrio alla parte finanziaria e architettonica del progetto, e curerà in particolare la parte dedicata alla progettazione e valutazione dell’impatto che la sostenibilità ha sullo stile di vita quotidiano delle persone. Sitra nel comunicato ha annunciato con enfasi che il team multinazionale si è qualificato come vincitore per la proposta particolarmente originale ed innovativa sull’analisi dei comportamenti di consumo e gestione dell’energia. Marco Steinberg, direttore di “strategic design” presso Sitra, nonché presidente della giuria della gara, ha affermato: “Attraverso una proposta olistica ben articolata, la strategia ha messo in evidenza due importanti intuizioni: la creazione di un distretto libero da emissioni di carbonio, che coincida con la pianificazione orientata al cittadino, sostenendo in tal modo l’obiettivo di Sitra di dare voce ai cittadini.”

Mentre gli altri componenti della squadra vincitrice hanno concepito le strategie finanziarie e architettoniche per il progetto, Experientia si è assunta la responsabilità di affrontare il delicato tema di come facilitare il cambiamento dei comportamenti di consumo di energia, per incoraggiare uno stile di vita sostenibile all’interno di questo distretto urbano radicalmente rinnovato. Partendo dal concetto che le persone, il contesto in cui vivono, la loro rete sociale, le loro abitudini e le loro convinzioni rappresentano strumenti cruciali per creare un mutamento sostenibile nel loro comportamento, Experientia ha rivolto la propria attenzione ai modi in cui è possibile offrire alle persone il controllo sui loro consumi e per vedere gli effetti delle proprie azioni sull’ambiente.

Utilizzando la propria competenza nel progettare l’esperienza delle persone in ambienti dotati di tecnologia, le strategie di Experientia atte a facilitare questo cambiamento sono: il rafforzamento dei programmi di partecipazione e di consapevolezza, attraverso servizi mirati a creare azioni sociali e consuetudini fondate su valori ecologici; l’utilizzo della tecnologia a sostegno delle persone nei loro processi decisionali, quali le unità di misura del consumo di energia e i sistemi dinamici per determinare i prezzi; la creazione di circuiti positivi di supporto (con incentivi e vantaggi) per le persone che vivono, lavorano e visitano Jätkäsaari; e l’utilizzo della comunità come rete di conoscenza per la condivisione delle best practices.

Nel corso dei prossimi 6 anni, il distretto di Jätkäsaari sarà progettato, costruito e aperto alla gente. Da lì, gli ideali di sostenibilità che dominano la vita quotidiana fungeranno da esempio a tutta la città di Helsinki, alla Finlandia e al mondo intero. Attraverso Experientia, Torino sarà parte dinamica di questo viaggio.

Per maggiori informazioni sul progetto Low2No, o su Experientia, contattare Michele Visciola, senior partner e Presidente, allo 011 812 9687 o via email: michele dot visciola at experientia dot com

25 agosto 2009
L’arte perduta della lettura
David Ulin David L. Ulin, redattore del Los Angeles Times, sostiene che l’incessante cacofonia che è la vita nel ventunesimo secolo può rendere la lettura di un libro difficile persino per i lettori da una vita e le persone che vengono pagate per farlo.

“Leggere è un atto di contemplazione, forse l’unico atto in cui permettiamo a noi stessi di fonderci con la coscienza di un altro essere umano. Possediamo i libri che leggiamo, animando la quiete in attesa del loro linguaggio, ma anche loro ci possiedono, riempiendoci con riflessioni ed osservazioni, chiedendoci di entrare a far parte di noi. Questo è quello a cui accennava Conroy nel suo racconto sull’adolescenza, il modo in cui i libri ci ampliano dandoci accesso diretto ad esperienze che non sono nostre. Affinché questo funzioni, tuttavia, abbiamo bisnogno di un determinato tipo di silenzio, una capacità di lasciare fuori il silenzio.

Uno stato del genere è sempre più raro nella nostra cultura troppo collegata, in cui si scrivo tweet e blog su ogni voce e frivolità. Oggi, sembra che non cerchiamo più la contemplazione ma uno strano genere di distrazione mascherata da conoscenza. Perché? Per via dell’illusione che l’illuminazione si basi sulla velocità, che è più importante di leggere.”

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23 luglio 2009
Progettare per la sostenibilità
Designing for sustainability In questa serie di video in tre parti, originariamente pubblicata sul sito di Adobe Inspire (una pubblicazione dell’Adobe Experience Design Team), guardate le parti salienti della discussione sponsorizzata da Adobe e moderata dal precendente Direttore di experience design, Josh Ulm, a cui hanno partecipato leader dell’industria del software, del design e del movimento della sostenibilità.

Part 1: Designing for sustainability

Part 2: Towards sustainable design: A discussion
Il direttore di design di esperienza Josh Ulm parla con Brian Dougherty, principale direttore creativo di Celery Design, e Gaby Brink, direttore creativo di Tomorrow Partners, riguardo le sfide e le opportunità comprese nel rendere il design più sostenibile.

Part 3: Building a sustainable design movement
Il direttore di design di esperienza Josh Ulm parla con Valerie Casey, che conduce la pratica di digital experience presso IDEO, riguardo il suo impegno per la costruzione di un movimento di design sostenibileher efforts to build a sustainable design movement, through the Designer’s Accord.

14 luglio 2009
L’era digitale dei diritti
Bill Thompson Anche quelli digitalmente disagiati hanno diritti, dice l’opinionista di BBC News Bill Thompson, che è abbastanza sconvolto riguardo ad una nuova legge francese:

“Se è inaccettabile tagliare fuori dalla rete gente perché le loro azioni sono commercialmente dannose per le case discografiche, perché è accettabile offrire loro poco o nessun accesso alla banda larga e a internet sul cellulare solo perché fornire quel servizio è commercialmente poco attraente agli ISP o agli operatori di rete?

E se fossimo incoraggiati a pensare all’accesso a internet come un diritto umano fondamentale, un prerequisito dell’avere libertà d’espressione, non dovremmo fare causa agli ISP riguardo le aree non coperte dalla rete cellulare o wi-fi, le comunità senza accesso ADSL perché la rete telefonica è stata aggiustata con alluminio anzi che con rame, o le aree evitate dai provider del cavo? “

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9 luglio 2009
Il manifesto della Generazione M
Umair Haque Umair Haque ha un messaggio per il G8:

“Cari Anziani che Governate il Mondo,

La mia generazione vorrebbe rompere con voi.

Ogni giorno vedo un divario sempre più grande tra il come voi e noi intendiamo il mondo — e quel che vogliamo da esso. Credo che abbiamo delle differenze inconciliabili.”

Leggi il manifesto (e date uno sguardo ai link)

2 luglio 2009
Video online della conferenza Compostmodern
Compostmodern 09 Tutti i video della conferenza Compostmodern (San Francisco, febbraio 2009) sono ora online.

Presentetata dalla sezione di San Francisco dell’ AIGA e dal Center for Sustainable Design (CFSD) dell’AIGA, questa conferenza interdisciplinare esplora il raggio di design thinking necessario per creare una società socialmente ed ecologicamente responsabile. Designers, fabbricanti e business leader si sono riuniti per trovare l’ispirazione, condividere conoscenze ed esplorare le opportunità del mondo reale per trasformare prodotti, industrie e vite.

I relatori comprendevano Eames Demetrios di Eames Office, Saul Griffith di Makani Power, Allan Chochinov di Core 77, il presidente del California College of the Arts (CCA) Design MBA Nathan Shedroff, lo stratega sul clima Michel Gelobter, John Bielenberg e Pam Dorr di Project M e del HERO Housing Resource in Alabama, Emily Pilloton di Project H Design, ed il Program Manager di Autodesk Sustainable Design Dawn Danby.

Potete trovare di più sulla conferenza di Allan Chochinov qui, e anche l’eccellente conferenza di Nathan Shedroff è online.

Guarda i video

1 luglio 2009
Quando morirò, come faranno i miei cari a scoprire la mia password?
Jigsaw Cory Doctorow riflette sulla sua rubrica sul Guardian — sottotitolata “Tales from the encrypt” — sul quanto sia importante avere una soluzione sicura e a lungo termine per decifrare i nostri dati se tiriamo le cuoia.

Leggi l’articolo

1 luglio 2009
Strumenti di coinvolgimento: le nuove pratiche del design utente-centrico
Searching for companionship In un breve saggio su Core77, Robert Fabricant non ha paura di affrontare alcuni grandi quesiti: “Quale ruolo ha ricoperto il Design per contribuire nell’attuale crisi globale? Quale ruolo dovrebbero ricoprire i designer per guidarci fuori da questo guaio?” e “Abbiamo bisogno di modificare la nozione convenzionale di User-Centered Design (UCD) e ripensare alle fondamenta stesse della pratica contemporanea del design?”

L’articolo, che descrive anche due pratiche emergenti (design di catalizzatori e design di performance), è una lettura altamente consigliata.

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