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  Articoli della categoria 'Servizi pubblici'
25 maggio 2009
Concentrando le soluzioni di design sui problemi sociali
Frederik Wiedermann Alice Rawsthorn del New York Times ha pubblicato un articolo sul design sociale e l’innovazione dei servizi.

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13 maggio 2009
Us Now
Us Now Guardate questo ottimo documentario sul potere della collaborazione di massa, il governo e internet.

COLLABORATORI: Don Tapscott, Ed Miliband, William Heath, Martin Sticksl, Lee Bryant, Tom Steinberg, Charles Leadbeater, George Osborne, Saul Albert, Mikey Weinkove, Sunny Hundal, Sophia Parker, JP Rangaswami, Paul Miller, Becky Hogge, Matthew Taylor, MT Rainy, Giles Andrews, Clay Shirky, Paul Miller, Sane Kelly, Liam Daish

- sito del progetto Us Now
- blog di Us Now
- video di Us Now (Vimeo)

7 maggio 2009
Nel cellulare, India rivela un’essenza
Anand Anand Giridharadas, corrispondente del Sud Asia dell’International Herald Tribune, descrive quello che rende il cellulare speciale in India, e quel che significa per la democrazia.

“Il cellulare ha un grande attrattivo per la psicologia Indiana, per il desiderio di spazio e voce personale, non per sfida alla famiglia e tribu ma in mezzo al suo caos.

Immaginate come doveva essere, nell’era Pre-cellulare, essere giovani in una famiglia tradizionale. La gente è ovunque. Le porte aperte. I giudizi volano. Le camere da letto sono condivise. I telefoni collocati centralmente.

I cellulari servono, quindi, come una tecnologia dell’individuazione. Sul cellulare, sei te stesso. Nessuno rispponde alle tue chiamate o legge i tuoi messaggi. Il tuo numero è solo tuo.”

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31 marzo 2009
Co-creazione nel service design
Sunderland Ben Fullerton ha scritto un articolo sul numero di marzo/aprile di Interactions magazine, sulla Co-creazione nel Service Design. Fullerton pone particolare attenzione al progetto “Make It Work” per il consiglio comunale di Sunderland e al tentativo di live|work di collaborare al design di un programma per i disoccupati a lungo termine.

Genius design potrebbe funzionare bene per qualcosa che verrà costruito — sia esso software, hardware, arredamento, un ambiente, o altre forme tangibili che il nostro design può assumere. Ma, quanto efficacemente funziona quando progettiamo per esperienze meno tangibili? Se non c’è niente da vedere, toccare, o usare che rappresenti chiaramente la fantasia del designer, come cambia il ruolo del designer stesso?

La pratica del service design (relativamente) sviluppata mira ad affrontare esattamente questo genere di problemi, occupandsi di applicare i ragionamenti appresi dal creare esperienze ben considerate e tangibili a quelle che non finiscono con un singolo prodotto in un singolo attimo di tempo, ad esempio l’esperienza di interagire con il nostro provider di telefonia cellulare, usare il nostro conto in banca, o quando visitiamo un ospedale.

Ex-designer presso live|work, Ben è stato attivo nell’insegnare  il service design negli Stati Uniti, parlando alla Berkeley iSchool e Adaptive Path, facilitando workshop e registrando un podcast con Jennifer Bove.

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(via Design for Service)

17 marzo 2009
Un sito web di partecipazione, che aiuta le famiglie con figli diversamente abili
Di.To Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie con figli diversamente abili, lancerà un nuovo sito web, sviluppato a cura di Experientia.

Il sito, chiamato DiTo (Disabilità a Torino), propone informazioni e indicazioni alle famiglie con figli diversamente abili, in età compresa fra 0 e 10 anni.

Experientia Srl ha sostenuto un ruolo chiave nel progetto, con attività di ricerca volte a indagare i valori determinanti delle famiglie e comunità di riferimento e a valorizzare le indicazioni di tutti i soggetti coinvolti (le famiglie con figli diversamente abili, i servizi sociali, ecc.). In particolare, l’architettura dell’informazione e il design sono stati realizzati con le tecniche della progettazione centrata sulle persone.

Area è un’associazione regionale di volontariato che è attiva in Piemonte, nel campo della disabilità, da più di venticinque anni. Il sito web DiTo si basa sulla popolare guida Che Fare, il servizio di assistenza offerto da Area.

Il sito web offre ventiquattr’ore di accesso a informazioni pratiche, senza costi o code; è interattivo, piacevole da vedere e facile da usare; inoltre, è centrato su Torino.

Oltre a soddisfare il compito di dare indicazioni e supporto, il sito è aperto alla partecipazione di quanti vorranno liberamente offrire il proprio contributo creativo. All’interno della sezione “Sogni, segni e disegni”, la collaborazione con famosi autori e artisti propone alle famiglie uno spazio creativo per leggere e disegnare con i propri figli. La sezione “Comunità” offre uno spazio mediato e agevolato alle famiglie, per scambiarsi idee, esperienze e obiettivi.

La presentazione del sito web avrà luogo il 19 marzo 2009, presso il Salone d’onore Fondazione CRT, via XX Settembre 31, Torino.

13 marzo 2009
NESTA inaugura un laboratorio d’innovazione mer migliorare i servizi pubblici britannici
The Lab NESTA, il Dipatimento Nazionale Britannico per le Scienze, la Tecnologia e le Arti, ha  The Lab, una nuova struttura Britannica per l’innovazione che raggrupperà tutti i partecipanti del settore pubblico per “approdare a idee fresche e radicali, volte a trasmettere servizi pubblici migliori a un costo significativamente inferiore”.

Age Unlimited, il primo grande programma del Lab, mira a valorizzare le agenzie dedicate a portare risposte creative all’invecchiamento. Il programma, che verrà inaugurato il 21 aprile, si concentrerà sugli esperimenti pratici volti ad aiutare gli impiegati ad andare incontro in modo più efficace alle necessità e agli interessi dei lavoratori più anziani, per trattare una nuova gamma di servizi che aiuti gli individui a prepararsi alla loro vita in età avanzata, per transizoni più semplici dalla vita lavorativa alle possibili alternative, e per riproporre l’invecchiamento in forme più avvincenti.

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1 marzo 2009
Ethan Zuckerman sulle novità in telefonia mobile e mobile currency in Africa
Ethan Zuckerman Ethan Zuckerman, un poliedrico pensatore il cui lavoro si concentra sull’impatto della tecnologia nei paesi in via di sviluppo, e ricercatore presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard Law School, è stato intervistato sull’Ideas Project, il sito della Nokia che esplora “dove potrebbero condurci la tecnologia e le comunicazioni”.

Information will be used as money (transcript)
Ethan Zuckerman, che è specializzato nell’applicazione di innovazioni tecnologiche trasformative nei paesi in via di sviluppo, osserva come un sistema per trasferire soldi in Uganda ha anticipato una tendenza nell’informazione dell’utilizzo, come i crediti del cellulare utlizzati come valuta per le transazioni quotidiane. Questi sistemi di pagamento alternativi verranno mediati dalle aziende di telefonia cellulare e da chiunque si occupi di trasformare i soldi in informazione.

Shedding new light on Kenyan violence (transcript on same page)
Ethan Zuckerman descrive un progetto chiamato Ushahidi, un progetto che è emerso durante le elezioni in Kenya e che permette a chiunque in giro per il mondo di raccogliere report tramite cellulare, mail e la rete – e di organizzarli.

Mobile reporting deepens global narratives (transcript on same page)
Se non abbiamo giornalisti a Gomah, ma abbiamo diversi cittadini collegati a Gomah, come possiamo  trarre beneficio da ciò? Come possiamo approfittare della loro capacità di osservare e raccontare, e come uniamo tutto questo in narrazioni che ci raccontino qualcosa che non sapevamo?

Collegamenti:
- Servizio di trasferimento di denaro in Kenya
- Articolo di Ethan Zuckerman sul m-banking in Africa
- Report industriale sul futuro del mobile banking

11 febbraio 2009
Progettare politiche centrate sulla gente: come può il design utente centrico aiutare i servizi pubblici?
Ampersand Nick Marsh di Engine Service Design osserva come il design centrato sull’utente può aiutare i servizi pubblici.

Come possiamo far sì che i pazienti in condizioni croniche riescano a prendersi cura di se stessi in modo migliore? Come inseriamo partner di altri settori, come le associazioni di beneficenza e persino le famiglie, nel nostro sistema di trasmissione dei servizi? Come appoggiamo la responsabilità individuale dell’esito del servizio? Quali strutture politiche supporteranno al meglio le pratiche innovative? Come possiamo fare di più con meno?

Man mano che ci avviciniamo alla seconda decade del XXI secolo, le sfide si fanno significative e urgenti. Le nostre autorità locali tradizionali e le strutture dei servizi pubblici nazionali – focalizzati sulla distribuzione predisposta centralmente e progettata più di 60 anni fa per uno scenario diverso di problematiche sociali – non sono stati costruiti per far fronte a questi problemi. Abbiamo bisogno di nuovi approcci per capire la gente e i suoi bisogni e successivamente tradurre queste scoperte in servizi operativi e politiche di sostegno.

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27 gennaio 2009
Due workshop di Experientia/Vodafone nella prossima conferenza LIFT
LIFT 2009 Experientia, in collaborazione con il Vodafone User Experience team, sta condurrà due workshop il 25 Febbraio alla prossima conferenza LIFT per presentare i risultati di due progetti recenti ed esplorare il loro impatto.

KashKlash: exchanging the future

Unitevi a noi in un workshop volto a esplorare metodi di scambio alternativi. L’attenzione di questo workshop è volta a un eventuale ecosistema futuro – in un mondo nuovo, dove il presente invecchia, i sistemi finanziari meno utili e addirittura pericolosi vengono rimpiazzati da (o combinati con) innovazioni e scambi più travolgenti. Immaginate di essere privati di tutte le attuali risorse finanziarie. Supponete di essere rifugiati o apolidi. Ciononostante, possedete ancora il vostro cellulare, un laptop, Internet e una connessione cellulare a banda larga….

Questa è una delle provocazioni di KashKlash, un forum aperto e un progetto web che si focalizza sulle economie alternative in un futuro senza denaro. Che apetto avrà tale mondo? Come verrà misurato il concetto di valore? Quali concetti foggeranno le economie formali e informali? Brillanti pensatori di tutto il mondo si sono radunati per discutere, dibattere e ideare questo progetto innovativo e appassionante.

KashKlash è un progetto di collaborazione tra Heather Moore di Vodafone, Irene Cassarino, Mark Vanderbeeken e Michele Visciola di Experientia e un gruppo di visionari indipendenti. Il progetto è iniziato attraverso l’intervento di quattro provocatori brillanti e innovativi: Nicolas Nova, Joshua Klein, Bruce Sterling, e Régine Debatty, e, mano a mano che il dibattito proseguiva, raccoglieva contributi, commenti, foto su flickr e stream di twitter aggiunti da più di 50 partecipanti supplementari, per dare forma e immaginare eventuali scenari futuri.

Incuriositi? Non vediamo l’ora di scambiare idee con voi. Ci vediamo al workshop!

Lifestream – Visualizing my data

Explorations of large quantity information visualization

Le odierne tecnologie permettono alla gente di catturare, immagazzinare e recuperare enormi quantità di informazioni; più informazioni di quante come individui riusciamo a comprendere, più di quante ne avremmo effettivamente mai bisogno. Col trascorrere dei giorni, generando messaggi di testo, telefonate, foto, documenti, e connessi metadata, non ci rendiamo conto della nuvola di informazioni che creiamo e che ci portiamo appresso.

In un mondo in cui veniamo costantemente bombardati da più informazioni di quante siamo in grado di gestire, si fa viva la tentazione di affidare questo carico di informazioni ai computer, affinché le custodiscano e le organizzino per noi. Viene la tentazione di pensare che più immagazziniamo, più riusciamo a mettere al sicuro i nostri ricordi e le nostre idee importanti. Lasciamo che i paradigmi logici per i computer governino il modo in cui i nostri dati personali vengono organizzati e valutati, a scapito di forme di interazione più umane.

Questo workshop esplora i nuovi paradigmi atti a superare i difetti degli attuali metodi di visualizzazione. In che modo le interfacce possono supportare i modi tradizionali di affrontare grandi quantità di informazione? Come possiamo facilitare al meglio tali processi cognitivi, quali i processi di dimenticare o costruire ricordi ? In che modo possono esserci presentati i nostri dati, affinché essi possano maturare strati di significato, potenziare la nostalgia del nostro passato, mantenerci in contatto con il presente, e al contempo proiettati verso il futuro? Come possiamo progettare schemi di informazione che rendano visibili le connessioni, gli schemi e le coincidenze delle nostre vite, richiamare alla memoria i nostri ricordi e momenti prediletti e permettere a tutto ciò che non è più importante di svanire come polvere?

Il workshop di Willem Boijens, Vodafone, e Jan-Christoph Zoels, Experientia introdurrà considerazioni ed esempi di visualizzazione dell’ informazione, coinvolgerà i partecipanti in esercizi interattivi e in discussioni di gruppo.

Vorrei aggiungere che i concetti originali di entrambi i progetti sono opera di Willem Boijens (Vodafone), che ha anche fatto sì che questi progetti venissero presentati alla conferenza LIFT.

Potrebbe esserci un terzo workshop.

19 gennaio 2009
Creare soluzioni sociali per i pazienti affetti da sclerosi multipla
Service design for MS patients La gente di Live|Work, una società britannica di design, mi ha ispirato dal momento in cui li ho conosciuti all’ormai in disuso Interaction Design Institute Ivrea, circa otto anni fa.

Anche Alice Rawsthorn, il critico di design dell’International Herald Tribune, ne è stata ispirata e ha dedicato un articolo a loro e alla nascente disciplina del service design, e in particolare al suo ruolo nei servizi pubblici:

Di quale genere d’aiuto avreste bisogno se vi venisse diagnosticata la sclerosi multipla? Cure mediche, certamente, ma potreste avere dubbi che un dottore o un’infermiera non sono in grado di affrontare. Dovrete smettere di lavorare? Usare una sedia a rotelle? Scegliere una badante? E come potete mettervi in contatto con altre persone affette da sclerosi multipla?

Si tratta di domande di un certo peso, ma come potrebbe gestirle un centro sanitario locale? Questo è stato il dilemma affrontato due anni fa dalla Ealing Primary Care Trust, che gestisce il Servizio Sanitario Nazionale, finanziato dal governo per i 315.000 residenti di Ealing, nella Londra occidentale. La clinica locale per il trattamento della sclerosi multipla è stata chiusa, e l’associazione è stata messa sotto accusa dalla Società Sclerosi Multipla, che fa campagna per le persone affette da questa malattia. L’associazione aveva bisogno di trovare una soluzione, ma non era sicura di come scegliere quella corretta.

Essa ha ottenuto finanziamenti dall’Istituto per l’Innovazione e la Crescita del Servizio Sanitario Nazionale, per affidare all’azienda di consulenza sul design di servizi Live|Work di suggerire di come prendersi cura nel miglior modo del circa 400 pazienti della zona affetti da sclerosi multipla. Il risultato dimostra come la giovane e sempre più in voga disciplina del design di servizi possa funzionare anche nella pratica, affrontando un’importante problema sociale.

È un bell’articolo e sono contento per Lavrans, Ben e Chris di Live|Work per questa bella esposizione.

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15 gennaio 2009
Experientia ed i progetti di ricerca Europei
FET Experientia sta attualmente pianificando di partecipare a diversi progetti europei di ricerca, e sta cercando interessanti opportunità di collaborazione, attraverso le quali poter mettere a disposizione la nostra ricerca e metodologia di design centrata sull’uomo.

La prossima settimana i partner di Experientia Michele Visciola e io (Mark Vanderbeeken) parteciperemo all’ICT Proposers’ Day a Budapest, Ungheria, dove presenteremo anche un’idea di progetto (TWINKLE). Fateci sapere se ci sarete anche voi.

Nel frattempo ecco alcune buone letture:
- Future and Emerging Technologies brochure
- ICT for Governance and Policy Modelling leaflet

13 dicembre 2008
Public services by design
Cognitive Drawing Il Design Council Britanni ha appena inaugurato un nuvo programma chiamato Public Services by Design.

Il successo dei servizi pubblici viene misurato sempre più spesso dalla loro capacità di fornire risposte personalizzate per un set di sfide in continuo cambiamento – mentre si opera tra forti limiti di budget.

Raggiungere il successo alla faccia di queste richieste richiede al settore pubblico di prendere approcci innovativi alla creazione e lo sviluppo dei suoi servizi, Il design ha un chiaro ruolo qui come processo per trasformare le idee in risultati che siano efficienti e trasmettano la giusta esperienza al pubblico.

Public Services by Design è stato impostato in rispsta al White Paper ‘Innovation Nation’, il quale ha sfidato il Design Council ad aiutare il governo a creare servizi che non solo siano effettivi in termini di costi, ma che connettano il pubblico al cuore della politica.

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- Leggi il briefing della ricerca | Comunicato stampa
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9 dicembre 2008
Cosa fanno i designer di servizi?
What do service designers do? Designing for Services in Science and Technology-Based Enterprises è stato un progetto di ricerca interdisciplinare (2006-2007) aviato da Saïd Business School (SBS) presso la University of Oxford.

Lo studio ha esplorato come gli accademici, i designer di servizi, e gli imprenditori di scienze e tecnologia capiscono il design dei servizi nelle aziende basate sulle scienze e la tecnologia, e ha presentato tre progetti di studi di casi, nei quali i service designer hanno aiutato delle aziende di scienza e tecnologia nelle prime fasi di (ri)progettazione dei loro servizi.

Le aziende coinvolte erano:

Il sito del progetto è stato appena aggiornato con alcuni download di valore:

un breve film che segue il design di servizi e la consulenza sull’innovazione live|work al lavoro con l’azienda di medicina personalizzata g-Nostics.
Il filmato segue i designer mentre attraversano alcuni dei loro processi, e trova che i service designer fanno tre cose che che distinguono il loro lavoro dagli altri. Innanzitutto, i designer guardano all’esperienza umana nel complesso e in dettaglio. In secondo luogo, loro rendono i servizi tangibili e visibili. Finalmente, creano concetti di servizi.

una pubblicazione che raduna considerazioni da diversi punti di vista disciplinari;

Un’attenzione particolare è dedicata alle pratiche della disciplina emergente del design di servizi nel settore artistico e umanistico. Vengono discussi tre studi di casi nei quali aziende di design di servizi hanno lavorato con imprese scientifiche e tecnologiche.

(via Lucy Kimbell)

25 novembre 2008
Le migliori politiche di design sono locali
Shaping the Global Design Agenda Una recensione della conferenza Shaping the Global Design Agenda di Mark Vanderbeeken (Experientia) e Marcia Caines (Cluster)

I giorni che seguono le elezioni Americane sono chiaramente un periodo di riflessione. I giornali e le riviste sono piene di articoli di riflessione, e le conferenze cercano di definire le nuove agende e direzioni verso cui indirizzare il nostro mondo.

Il World Economic Forum ha radunato circa 700 leader del pensiero globali a Dubai per un summit su alcuni dei temi più importanti dell’agenda globale.

La scorsa settimana una conferenza internazionale a Torino aveva un obiettivo molto più ristretto, e ha cercato di definire quello che costituisce una buona politica di design.

L’evento, organizzato da Torino 2008 World Design Capital in collaborazione con Michael Thomson, direttore di Design Connect (Londra), giunge in un periodo in cui sta emergendo a livello internazionale un’importante discussione sulla politica del design e l’innovazione.

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24 novembre 2008
La nascita del cittadino sensore
Citizen Science L’attuale numero della rivista Receiver di Vodafone — sullo spazio e la posizione — è uno dei migliori fino ad ora. Ogni settimana gli editoi invitano un pensatore a contribuire con un saggio sull’argomento, e questa settimana l’onore è andato a Anne Galloway.

Anne Galloway (blog) ha recentemente concluso un PhD in sociologia e antropologia presso la Carleton University, Ottawa, Canada, che coinvolgeva uno studio etnografico sul design di tecnologie mobili e pervasive (scarica la tesi). Lei è interessata alle connessioni tra le pratiche tecnologiche, spaziali e culturali, e la sua attuale ricerca esplora il design come attività sociale e culturale e si chiede come si progettino le relazioni sociali e culturali.

Nel suo contributo (scritto in stile accademico) lei da uno sguardo da vicino ai progetti di mappatura e percezione delle comunità, e indica sia le opportunità che le sfide per l’attivismo rese possibili dalle tecnologie locative.

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Un paper relazionato è “Mobile Publics and Issues-Based Art and Design.” Apparso in Sampling the Spectrum, redatto da Barbara Crow, Michael Longford e Kim Sawchuck, Toronto: University of Toronto Press, 2008.

12 novembre 2008
Usare il design per affrontare i problemi della società
Hilary Cottam Hilary Cottam è la Designer of the Year britannica del 2005 ed ex-direttrice di RED [sito di archivio], la ormai chiusa unità di innovazione del Design Council britannico. L’ho intervistata l’anno scorso per il sito di Torino World Design Capital. E ora lei è improvvisamente popolare.

Settimana scorsa ce l’ha fatta nell’International Herald Tribune, e ora potete leggere un altro articolo su di lei e la sua azienda PArticiple sulla rivista Fast Company magazine. Entrambi gli articoli sono scritti dalla stessa autrice, Alice Rawsthorn, ma hanno diversi punti di vista.

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22 settembre 2008
Altri video del simposio del design di servizi online
Service Design Symposium A Marzo, il Copenhagen Institute of Interaction Design (blog) ha organizzato un simposio sul design di servizi.

Un po’ di tempo fa, ho scritto che i video di tre delle presentazioni (Bill Hollins, Bill Moggridge, e Jørgen Rosted) sono online.

Nel frattempo puoi anche vedere i video e leggere i riassunti dei discorsi di Lavrans Løvlie (co-fondatore della consulenza di design Londinese live|work), Ezio Manzini (Politecnico di Milan), e Mikkel Rasmussen (ReD Associates).

7 settembre 2008
The Adaptive City, un saggio di Dan Hill
Men watching data The Adaptive City è il titolo di un eccellente saggio di Dan Hill sulle ultime idee riguardo l’informatica urbana e l’urban information design, l’impatto delle informazioni in tempo reale e della pianificazione collaborativa, e sopratutto il ruolo in continuo cambiamento e la nuova responsabilizzazione degli abitanti di queste città. Nella parole di Hill: le città come interfaccia dell’utente per il governo, nel quale [i cittadini] giocano un ruolo intrinseco.

Dan Hill è un senior consultant presso la rinomata ed innovativa azienda di ingegneria Arup. In precedenza, è stato direttore di rete e trasmissione presso Monocle e capo della tecnologia e design interattivi presso la BBC.

Il saggio verrà pubblivato nel catalogo per la mostra di Urban Play, un progetto concepito da Scott Burnham e sviluppato con Droog Design.

17 luglio 2008
Invecchiare in Gran Bretagna
Ageing Se siete interessati agli anziani, questa settimana sono stati pubblicati due studi interessanti in Gran Bretagna. 

Il primo report, “Living in the 21st century: older people in England” (comunicato stampascarica lo studio) presenta un importante studio longitudinale (316 pagine) sulla realtà dell’invecchiare in Gran Bretagna. Esso tratta dell’occupazione, il benessere materiale e la povertà, la salute la qualità di vita e l’indipendenza.

(via FutureLab)

Il secondo studio, intitolato “Don’t stop me now – Preparing for an ageing population“, (comunicato stampa - scarica lo studio) illustrare quanto siano impreparate le amministrazioni comunali britanniche nei confronti della popolazione che invecchia.

“Il report ha chiesto a degli anziani ‘acquirenti misteriosi’ di identificare le sfide quotidiane che devono affrontare nell’accedere ai servizi comunali. Essi si sono rivolti a 49 consigli chidendo una serie di domandeed hanno trovato che la maggior parte dei consigli hanno bisogo di migliorare il modo in cui forniscono informazione a proposito di aree chiave come il volontariato, tempo libero, opportunità di apprendimento e trasporto.”

30 giugno 2008
Demos presenta un’indagine internazionale sul co-design nei servizi pubblici
Co-design Oggi Demos, il gruppo di esperti britannico sulla democrazia quotidiana, ha lanciato un nuovo paper di discussione Making the most of collaboration: an international survey of co-design, prodotto in associazione con il Public Sector Research Centre del PricewaterhouseCoopers.

Nel 2006 Demos ha pubblicato Journey to the Interface – un’appassionata difesa del valore dei principi di design collaborativo nei servizi pubblici. Nel frattempo, il co-design ha guadagnato posizione come ideale per trasformare i servizi – promettendo di renderli più reattivi, adatti ed efficienti. Più in generale, il co-design fornisce una via per la costruzione di capitale sociale, ed affrontare una mancanzadi coinvolgimento nella politica e la democrazia.

Il loro nuovo paper di discussione fa il bilancio dei progressi del co-design. Si basa su un innovativo sondaggio internazionale tra 446 professionisti dei servizi pubblici. L’indagine conferma che il co-design è un movimento internazionale, che ottiene supporto entusiasta in tutto il mondo. Tuttavia, mentre questo entusiasmo è evidente, allo stesso modo lo so le sfide che devono affrontare i responsabili di migliorare il co-design.

La loro scoperta chiave è che noi non dovremmo semplicemente chiederci: ‘Come possiamo fare più co-design’. Piuttosto, dobbiamo affrontare argomenti più complessi. Quali generi di co-design funzionano, ed in quali contesti? Quali generi di culture organizzative supportano un maggiore, co-design di successo?

Scarica l’indagine (pdf, 53 pagine)