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Le iniziative di Sanità che utilizzano i cellulari in maniera innovativa stanno aumentando attraverso l’Africa Sub Sahariana. Innanzitutto, ci sono notizie su un servizio gratuito grazie al quale la gente senza accesso immediato ad un consiglio medico può chiamare e parlare con un dottore in determinate aree remote. A supportare questa iniziativa in Kenya, Tanzania e Uganda c’è la filiale della Zain Celtel in collaborazione con Ericsson, il cui programma include l’addestramento di operatori sanitari per la raccolta di informazioni basiche utilizzando dispositivi gratuiti ricarcabili tramite energia solare e contenenti informazioni sul pronto soccorso, sul parto ed altro. Ericsson ha avviato un programma simile focalizzandosi sulla mortalità infantile in collaborazione con MTN in Rwanda. A Ghana, un studente di medicina della NYU ha avviato un network sociale per medici sul network dei cellulari per poter collaborare tra di loro velocemente e con facilità per scambiarsi seconde opinioni e le ultime informazioni sulla sanità..
La crescita economica del Brasile tra i mercati emergenti del BRIC è stata spesso oscurata da quella della Cina e dell’India ma le ultime notizie la collocano fermamente di nuovo in primo piano. Da un esuberante report del Guardian:
In molti dei villaggi e delle cittadine dell’Africa, delle fumose lampade di kerosene sono tutto quello che tiene a bada l’oscurità dopo il tramonto. Tuttavia, il kerosene è una fonte di luce pericolosa e costoso per gli africani che non hanno accesso all’elettricità — circa tre quarti degli abitanti del continente, stando alla Banca Mondiale. La conferenza Lighting Africa 2008 ha appena avuto luogo ad Accra, Ghana la scorsa settimana e tra diverse altre soluzioni di energia rinnovabile c’era un’utilizzo innovativo dei rifiuti per generare energia elettrica prposto da un gruppo di studenti africani di Harvard. Immaginate che il più grande operatore di telefonia mobile indiano si unisse a quello africano. L’Economist suggerisce che Bharti Airtel di Sunil Mittal potrebbe stare avviando dei dialoghi esplorativi con MTN di Sud Africa. Mentre Arun Sarin della Vodafone nega tutti i rumori sul considerare un legame di competenza, tenete a mente che anche Mittal li aveva negati appena settimana scorsa. In ogni caso, sembra indicare ad una convergenza globale che va oltre il semplice apperecchio telefonico. L’OLPC (One Laptop per Child o il laptop da $100) è stato molto discusso ultimamente in particolare dal momento che potrebbe non essere più ‘open source’. Teemu Leinonen fa un passo indietro dal paradigma PC/software ed esplora approcci alternativi all’educazione mentre Jon Camfield discute un approccio completamente nuovo alla sua distribuzione. Chiamandolo approccio dal fondo della piramide che è meno top down e più focalizzato sugli utenti finali stessi, Camfield pone una domanda interessante,
EMweekly (edizioni precedenti) è una raccolta di notizie sui Mercati Emergenti curata da Niti Bhan e David Tait (di Emerging Futures Lab). EMweekly si focalizza su un’ampia selezione di notizie, link e articoli così come analisi e articoli di approfondimento sul mondo in via di sviluppo. Potete leggerlo su Putting People First, o ricevere EMweekly via rss o email. Gli aggiornamenti sulle notizie dei mercati emergenti riflettono la estesa ricerca e le capacità di Experientia nei mercati di consumatori emergenti nelle nazioni in via di sviluppo come l’Africa Sud Sahariana, e Asia del Sud/Sud Est ecc. Questa nuova offerta si fonda su una recente collaborazione strutturale tra Experientia e tre specialisti dei mercati emergenti — Niti Bhan (base a Singapore), Claude Martin (base in Francia), e David Tait (base in Sud Africa) — e su un ampio progetto di ricerca in Africa che abbiamo appena portato a termine per una grande azienda di tecnologia. |
| Articoli della categoria 'Servizi pubblici' |
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15 Maggio 2008
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13 Maggio 2008
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Il gruppo di esperti britannico Demos ha lanciato una nuova pubblicazione, The Politics of Public Behaviour, la quale esplora il ruolo del governo nell’influenzare gli stili di vita e le scelte quotidiane della gente.
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5 Maggio 2008
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| A inizi di Marzo, il Copenhagen Institute of Interaction Design (CIID | blog) ha tenuto un simposio sul design di servizi.
Il simposio presentava relatori che sono pionieri nella teoria e nella pratica del design di servizi provenienti da diversi paesi, tra cui Andrea Koerselman (IDEO), Andrew Mcgrath (Orange Global), Bill Hollins (Direction Consultants), Bill Moggridge (IDEO), Ezio Manzini (Milan Polytechnic), Jørgen Rosted (FORA), Lavrans Løvlie (Live|Work), Magnus Christensson (Social Square), Mikkel Rasmussen (ReD Associates), Oliver King (Engine), Shelley Evenson (Carnegie Mellon) e Toke Barter (Radarstation). Con argomenti che andavano dal capire il design di servizi, le esplorazioni accademiche e i casi di studio delle industrie, alle pratiche più giovani e esperimentali, il simposio doveva servire come piattaforma per una compresione più profonda di come indirizzare il design thinking come strategia ed adottare best practices nel settore pubblico. I video di tre delle presentazioni sono online:
(via InfoDesign) |
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23 Marzo 2008
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Il Budget della scorsa settimana e due documenti di politica hanno messo il design fermamente al cuore della strategia di innovazione del governo britannico, scrive Emily Pacey su mad.co.uk.
Un articolo su Science|Business fornisce ulteriori dettagli:
(via Niti Bhan su Core77) |
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10 Febbraio 2008
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Il governo fiammingo (le Fiandre sono una regione del Belgio) sta optando per la diplomazia partecipatoria come corso promettente per lo sviluppo della politica estera.
La regione, che ha del personale delle ambasciate estere ma nessuna ambasciata, è nel processo di cambiare da “gerarchia centrata sullo stato o modello di relazioni estere guidato dalla politica verso una rete più centrata sul dialogo e sulle relazioni” (come descritto da una ricerca sull’argomento). Ora i funzionari del governo fiammingo stanno cominciando a coinvolgere gente come me, cioè gente fiamminga che si è spostata all’estero. Ho tradotto da un sondaggio online che mi hanno chiesto di compilare:
Ma “Flanders fits me” (trad. le Fiandre sono adatte a me) come il loro nuovo slogan mi dice che dovrebbero esserlo? Resta ancora da vedere fino a che punto noi siamo quello che quei funzionari pensano o vogliono che noi siamo. Innanzitutto, non condivido il piano piuttosto radicale che il partito politico del ministro Bourgeois promuove. Infatti, la maggior parte della gente che si trasferisce all’estero dopo un pò tende a sentirsi più belga che fiamminga, in quanto le (poche) differenze culturali tra le comunità spesso sembrano particolarmente minute in confronto alle molte similitudini, una volta che cominci ad osservarle dall’estero. Non vivo in Belgio dal 1994, e sono cambiate molte cose di cui non sono del tutto consapevole. Se gli italiani mi chiedono di spiegare loro le difficoltà di formare un governo o di descrivere il perchè ci sia così tanta animosità tra le comunità che parlano olandese e francese, spesso mi trovo sperduto perchè io stesso non lo capisco. Tutto questo ovviamente riguarda una questione culturale più profonda: dopo anni abitanto all’estero uno assume molteplici indentità che si sovrappongo, e diventa sempre più difficili atternersi ad una sola. Tra l’altro questo si applica anche alle comunità di immigrati. In sostanza, sono diventato un po’ belga, un po’ americano, un pochino danese e un pò italiano, in quanto sono vissuto in tutti questi paesi, e alla fine dico semplicemente di essere Mark, non la nazionalità. Il problema è che la popolazione originale non ti vede allo stesso modo: sono considerato molto belga o fiammingo quando visito il mio paese, e anche la gente qui in Italia mi vede come un belga, e non come qualcuno con un identità più ibrida. Una cosa nella quale sono diventato bravo è nel capire come gli altri vedono i belga, e perchè, e come i fiamminghi o i belga possono usare quello a proprio vantaggio. Quindi forse il mio ruolo in questa iniziativa non consiste tanto nel “creare consapevolezza della politica estera e dell’immagine delle Fiandre tra la popolazione estera” ma nel creare consapevolezza tra i responsabili delle decisioni fiamminghi su cosa la popolazione estera pensi di loro e come questo possa essere impiegato in modo utile. Se vi interessa cosa accade nelle Fiandre, date uno sguardo a questo nuovo sito plurilingue (inglese, francese e tedesco), e se vi piace leggere esercitazioni di previsione regionale, questo sommario dell’iniziativa del 2020 delle Fiandre (pdf, 4 mb) vi interesserà. |
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29 Gennaio 2008
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“Transformers – how local areas innovate to address changing social needs” è un nuovo resoconto del Dipartimento Nazionale Britannico per Scienze, Tecnologia e Arte (NESTA) che esplora perchè alcuni luoghi innovano in modo più effettivo rispetto ad altri.
Prendendo una serie di studi di casi - presi dal Regno Unito ed internazionalmente (tra cui Lille, Francia; Gouda, Olanda; e Portland, USA) - come punto di partenza, questo resoconto tira fuori alcune fascinanti conclusioni sui fattori comuni per avere successo. Su tutti, dimostra chiaramente che la capacità innovativa può essere alimentata anche in circostanze poco promettenti. Nel complesso, sono stati identificati tre fattori critici essenziali per l’innovazione di successo - la voglia di cambiare, capacità interiori forti, e risorse e feedback esterni. Il resoconto crea un forte modello di lavoro basato su questi tre fattori, e mostra come possa essere applicato ad un certo numero di situazioni, dall’organizzazione di comunità ai servizi di prima linea. - Comunicato stampa |
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18 Gennaio 2008
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Demos, il gruppo di esperti sulla “democrazia quotidiana”, ha pubblicato un nuovo resoconto sui “servizi pubblici autogestiti”, intitolato “Making It Personal“.
Charles Leadbeater è un associato di Demos, autore di We-Think, un socio temporaneo presso NESTA, the National Endowment for Science Technology and the Arts, e partner nel nuovo Participle (gli altri partner sono Hilary Cottam e Colin Burns). Gli altri due autori, Jamie Bartlett e Niamh Gallagher, sono ricercatori presso Demos. Scarica la pubblicazione (pdf, 56 pagine) |
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10 Gennaio 2008
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Steven Bell del blog Designing Better Libraries ha scritto un articolo per il numero di gennaio-febbraio 2008 di American Libraries su come un approccio di design thinking può aiutare i bibliotecari.
- Scarica l’articolo (pdf, 1.13 mb, 6 pagine) |
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21 Dicembre 2007
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Da Worldchanging:
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14 Dicembre 2007
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Demos, il gruppo di esperti britannico che si occupa della democrazia giornaliera, ha dato il via ad un progetto si co-design e servizi pubblici.
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11 Dicembre 2007
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Mi è costato parecchio fissare un’intervista con Hilary Cottam, Designer of the Year 2005 britannica e precedente direttrice di RED [sito archiviato], l’unità d’innovazione del Consiglio del Design del Regno Unito chiusa nel frattempo, e ora uno dei partner fondatori di Participle. Ma ne è valsa la pena.
Nei 30 minuti di intervista abbiamo discusso diverse aree che stanno a cuore a questo, incluse co-creazione con gli utenti finali, il potere del design di trasformare i servizi pubblici e provvedere un nuovo approccio all’affrontare problemi difficili come il diabete, e che ora ha a che fare in modo costruttivo con una popolazione che invecchia. Naturalmente ha anche parlato della sua nuova avventura Participle. L’intervista è stata pubblicata sul sito di Torino World Design Capital, dove l’autore di questo blog partecipa mensilmente. |
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2 Dicembre 2007
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Dott 07 è stato un anno di progetti di design colletivi nel nord est dell’Inghilterra dedicati allo studio di come potrebbe essere la vita in una regione sostenibile - e come il design può aiutarci a raggiungerla. E’ chiamato manuale (piuttosto che libro o catalogo) perchè è sulle maniere pratiche che ha la gente per unirsi ai progetti Dott, o per fare qualcosa di simile dove abitano. In 100 pagine, completamente illustrate a colori con gente vera, il manuale Dott si trova altamente sottoprezzo su Amazon.
Puoi anche leggere il mauale online su Worldchanging.com, che sta pubblicando i suoi contenuti su una serie di installazioni. La prima e la seconda sono già disponibili. |
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30 Novembre 2007
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| La conferenza sponsorizzata dall’UK Design Council InterSections 07 ha riunito 34 esperti di design per analizzare come il design si stia evolvendo e come questo stia influenzando le sue relazioni con altri settori.
La conferenza, tenutasi a NewcastleGateshead nell’Ottobre 2007, ha analizzato le trasformazioni del design che si adatta a un mondo in transizione. Due giorni di dibattiti stimolanti e vivaci hanno considerato come i designer si stiano adattando al nuovo scenario acquisendo nuovo know-how. Le registrazioni audio e le trascrizioni sono ora online e propongono una serie di presentazioni chiave:
Ci sono inoltre delle tavole rotonde e delle sessioni con sotto-gruppi: |
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20 Ottobre 2007
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Hilary Cottam, Designer Britannica dell’anno 2005 ed ex-direttrice di RED [sito-archivio], l’ormai chiusa unità d’innovazione del Consiglio del Design Britannico, è al giorno d’oggi una dei partner fondatori di Participle, una nuova iniziativa sociale che si occupa del design della prossima generazione di servizi pubblici, con particolare attenzione nei grandi ed apparentemente intrattabili problemi sociali del XXI secolo.
Gli altri due co-fondatori di Participle sono Charles Leadbeater, il pensatore ed innovatore internazionalmente riconosciuto, e l’autore del libro We-Think, e Colin Burns, designer ed ex-direttore esecutivo dell’IDEO London. L’iniziativa è supportata da NESTA, dove Participle ha i suoi uffici. Participle progetta servizi pubblici che forniscano soluzioni sistemiche non solo per i persistenti problemi di disuguaglianza, povertà e marginalità, ma anche ai ‘nuovi’ problemi risultanti dai cambiamenti demografici, dai nuovi stili di vita e dalla scarsezza dità risorse globali: malattie croniche a lungo termine, studiare culture oltre quelle proposte dalle scuole, nuovi approcci al crimine ed alla sicurezza, nuovi approcci alla collaborazione comunitaria e all’isolazione sociale e nuovi sistemi di energia. Un breve presentazione è disponibile da scaricare (pdf, 560 kb, 3 pagine). La metodologia di Participle è quella del transformation design (pdf), un’approccio ibrido che combina metodologie centrate sulla gente con il pensiero di politiche sistemiche:
In un’intervista che ho condotto settimana scorsa, Hilary ha detto:
Una versione completa dell’intervista con Hilary, che ha un passato nelle scienze sociali e che ha lavorato per la Banca mondiale, sarà pubblicato a breve nel sito di Torino World Design Capital. Dato il grave stato della sanità nel Regno Unito, Participle ha molto lavoro da fare. |
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28 Settembre 2007
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“Da Boston al Brazil, urbanisti e guru dei trasporti stanno reinventando le possibilità di realizzare umili motorbus, impiegando la ‘mobilità smart’ high-tech per sfidare la supremazia delle automobili — allo scopo di far rivivere i terreni comunali urbani,” scrive il Boston Globe.
- Leggi la storia |
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24 Settembre 2007
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Ogni anno, l’Indagine di Benchmark dell’UE valuta la qualità dei servizi pubblici in Europa. Per la prima volta, l’indagine guarda anche all’esperienza dell’utente nell’accesso a servizi pubblici online, riconoscendo il ruolo sempre più rilevante del tema, ed ha trovati vari risultati.
Dal comunicato stampa:
Comunque lo steso report pone qualche appunto (a pagina 27) sulla valutazione ottimistica dell’esperienza dell’utente di portali nazionali:
L’indagine, condotta per conto della Commissione Europea dai consulenti Capgemini, ha esaminato ben 14.000 siti web relativi a 20 servizi pubblici di base nei 27 Stati Membri dell’Unione Europea più Norvegia, Islanda, Svizzera e Turchia. Nel 2007 la sofisticazione oline dell’offerta di servizi pubblici ha raggiunto il 76%, mentre il 58% dei servizi pubblici analizzati sono interamente fruibili online. L’Austria si posiziona per prima sia per fruibilità interamente online che per sofisticazione, cn un punteggio di, rispettivamente 100% e 99%. Il Portogallo ha fatto i maggiori progressi dal 2006, mentre Malta e Slovenia sono tra i migliori paesi ad aver accolto l’eGovernment e l’offerta di servizi pubblici online e quindi sono al top dei paesi in tale ambito nel 2007. - Leggi il comunicato stampa |
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25 Agosto 2007
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5 Agosto 2007
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Il New York Times approfondisce il tema dei network sociali e la loro influenza su tematiche inerenti la salute.
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5 Agosto 2007
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Ho già trattato, in passato, all’interno di questo blog del Programma SPARC diretto dalla Mayo Clinic del Minnesota, che impiega tecniche etnografiche, prototipazione, design thinking e integrazione di business, ma adesso ho trovato ulteriore materiale interessante a riguardo.
Primo tra questi l’articolo del Minnesota Medicine che spiega nel dettaglio come dottori e designer della Mayo Clinic stiano adottando un processo creativo preso in prestito dall’economia per migliorare ed arricchire l’esperienza del paziente.
Il laboratorio fu realizzato tramite fondi interni, finanziamenti di filantropi ed una donazione della VHA Health Foundation, la quale pubblicò un post sul proprio sito sul programma SPARC, focalizzandosi sulla dimensione di design del progetto. Alan K. Duncan ha creato anche una “monografia” (3.1 mb) di 41 slide che illustra la sua esperienza con il Programma di Innovazione SPARC.
Ancora, ho rintracciato un’intervista con Alan K. Duncan, pubblicata in una parte del 2005//T Design Strategy Conference, nel corso della quale egli spiega come il Programma SPARC sia capace di migliorare l’healthcare armonizzando le pratiche di design e medicina insieme. (via Design for India) |
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2 Agosto 2007
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Il Centre for Design Innovation, fondato da Enterprise Ireland, un’agenzia del Department for Enterprise, Trade and Employment irlandese, vuole ricercare e promuovere la filosofia del design come mezzo che induce ad un’innovazione di successo; l’obiettivo è realizzare operazioni di business più competitive e servizi pubblici più efficaci.
Il Centro, gestito da Toby Scott, in passato direttore del Consiglio di Design Britannico e prima advisor per il Governo Britannico su temi inerenti la creatività, il design e l’innovazione, adotta un forte approccio user-centred all’innovazione: “L’innovazione di design si presenta solo in seguito alla compresione ed all’anticipazione dei bisogni dell’utente, da cui deriva la creazione di prodotti e servizi che ne soddisfano i desideri. Questo consente di realizzare un vantaggio competitivo per l’organizzazione.” Nel maggio 2007 il Centro ha lanciato il programma l’Innovazione dal design della durata di 15 mesi, durante i quali aziende selezionate utilizzano gli strumenti di ricerca di design per comprendere più in profondità le necessità dei propri consumatori finali, per poi impiegare gli insight raccolti per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
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Notizie di Experientia
L'UPA (Usability Professionals' Association) è orgogliosa di
Experientia ha appena risolto il problema di posta elettronica con il
Il prossimo 8 novembre avrà luogo la Giornata Mondiale dell'Usabilità
La prima conferenza regionale europea dell'Usability Professionals'
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