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Ecco i cinque articoli che sono comparsi nello speciale “Digital Cities” nel numero di Novembre di Wired UK.
Words on the street ‘Sense-able’ urban design London after the great 2047 flu outbreak Your neighbourhood is now Facebook Live The transport of tomorrow is already here |
| Articoli della categoria 'Scenari' |
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9 ottobre 2009
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24 settembre 2009
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26 giugno 2009
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L’iniziativa Drivers of Change di Arup è un programma di ricerca che esplora quei temi che più probabilmente hanno un importante impatto sulla società, sugli affari di Arup e su quelli dei loro clienti.
In seguito al successo della pubblicazione drivers of change 2006, Arup Foresight ha pubblicato di recente un aggiornamento. Questo nuovo set di 175 carte investigai profondità i principali elementi che hanno particolare importanza per il lavoro di Arup. Questi comprendono energia, rifiuti, cambiamento climatico, acqua, demografia, urbanizzazione e povertà. Le carte possono essere utilizzate per sviluppare una strategia di business, brainstorming, formazione e per aiutare al lettore ad ottenere una maggiore conoscenza sugli argomenti che stanno guidando il cambiamento globale. La pubblicazione ci incoraggia anche a pensare in modo olistico e creativo. Date uno sguardo anche ai vari blog di Arup Foresight: |
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1 marzo 2009
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Dopo il progetto, il sito di collaborazione, il gioco, ora c’è anche il booklet.
KashKlash è un forum aperto sulle economie alternative in un futuro post-soldi. Che aspetto avrà un mondo del genere? Come verrà misurato il concetto di valore? Quali concetti formeranno le economie formali e informali? Brillanti pensatori di tutto il mondo si sono riuniti per discutere, dibattere e ideare in questo innovativo ed emozionante progetto. KashKlash è un progetto di collaborazione tra Heather Moore di Vodafone, Experientia e un gruppo di visionari indipendenti. Il progetto è iniziato con quattro brillanti e innovativi provocatori, Nicolas Nova, Joshua Klein, Bruce Sterling, e Régine Debatty, e, man mano che il dibattito prendeva vita e si animava, sono giunti contributi, commenti, foto di flickr e stream twitter da più di 50 partecipanti supplementari, per dare forma e visualizzare possibili futuri. Scarica il booklet (pdf) |
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1 marzo 2009
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Ethan Zuckerman, un poliedrico pensatore il cui lavoro si concentra sull’impatto della tecnologia nei paesi in via di sviluppo, e ricercatore presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard Law School, è stato intervistato sull’Ideas Project, il sito della Nokia che esplora “dove potrebbero condurci la tecnologia e le comunicazioni”.
Information will be used as money (transcript) Shedding new light on Kenyan violence (transcript on same page) Mobile reporting deepens global narratives (transcript on same page) Collegamenti: |
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1 marzo 2009
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13 febbraio 2009
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| Hugh Dubberly è il redattore di un forum presso Interactions Magazine, il che significa che scrive o cura l’edizione di articoli per la rivista. Il sito della sua azienda, Dubberly Design Office, contiene tutti questi eccellenti articoli.
Ecco una breve selezione personale: What is interaction? Are there different types? Quando discutiamo dell’interazione uomo-macchina, concordiamo sul significato del termine “interazione”? L’argomento è stato dettagliatamente studiato? La definizione è consolidata? An evolving map of design practice and design research La ricerca sul design si trova in uno stato di flusso. Il panorama della ricerca sul design è stato il punto cruciale di un’enorme quantità di indagine e di crescita, nel corso degli ultimi 5-10 anni. Attualmente è un’accozzaglia di approcci che, pur essendo concorrenziali ma complementari, condividono un obiettivo comune: guidare, ispirare e dare forma al processo di sviluppo del design. Design in the age of biology: shifting from a mechanical-object ethos to an organic-systems ethos Agli albori del XX secolo, la nostra conoscenza della fisica è rapidamente mutata; ora, la nostra conoscenza della biologia sta subendo un analogo rapido cambiamento. [...] Recenti passi avanti in biologia sono stati fatti in gran parte nel campo dell’informazione: si è cercatio di capire come gli organismi la codificano, la immagazzinano, la riproducono, la trasmettono e la esprimono. Sono stati mappati genomi, montate sequenze del DNA, mappati cicli di segnalazione cellulare. [...] Possiamo già vedere il processo che inizia. Così come, un tempo, descrivevamo i computer come menti meccaniche, ora sempre più spesso descriviamo le reti informatiche prendendo a prestito termini appartenenti alla biologia: bug, virus, attacco, comunità, capitale sociale, trust, identità. The experience cycle In quest’articolo, mettiamo a confronto il modello di “ciclo delle vendite” e di “ciclo dell’esperienza”. Il modello di ciclo delle vendite è uno strumento convenzionale nel mondo degli affari. Il ciclo delle vendite delimita il rapporto produttore-consumatore dal punto di vista del produttore e mira a incanalare i clienti verso una transazione commerciale. Il ciclo dell’esperienza è uno strumento nuovo, che sintetizza e da forma a un approccio più vasto e più olistico, che un crescente numero di designer, esperti di brand e addetti al marketing sta seguendo. il ciclo dell’esperienza delimita il rapporto produttore-consumatore dal punto di vista del consumatore e promuove un dialogo assiduo. The analysis-synthesis bridge model Il modo più semplice per descrivere il processo di design consiste nel dividerlo in due fasi: l’analisi e la sintesi. oppure la preparazione e l’ispirazione. Tuttavia, a queste due descrizioni manca un elemento cruciale, la connessione stessa fra le due fasi, il reale movimento da uno stato all’altro, la transazione o trasformazione, che rappresenta il nucleo del design. I designer, come si spostano dalla fase di analisi a quella di sintesi? Dal problema alla soluzione? Dalla situazione attuale al prescelto futuro? Dalla ricerca al concept? Dalle necessità che nascono a una proposta consigliata? Dal contesto alla forma? Cybernetics and service-craft: language for behavior-focused design Sostiene che la pratica del design si è spostata da arte manuale ad arte dei servizi e quest’arte dei servizi si concretizza in una crescente attenzione incentarta sui sistemi entro la pratica di design. Propone la cibernetica come fonte di strutture pratiche che permetteano la comprensione di sistemi dinamici, incluse interazioni specifiche, sistemi più grandi di design, e l’attività del design stesso. Mostra che lo sviluppo di metodi di design di prima e seconda generazione vanno in parallelo con lo sviluppo di prima e seconda generazione di cibernetica, soprattutto collocando il design entro il regno politico e considerando la definizione di sistemi ideata. Propone la cibernetica come un componente di una vasta cultura del design. |
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28 gennaio 2009
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Peter Morville (autore di Ambient Findability) e Jeffery Callender (co-autore di Search Patterns) hanno in programma un nuovo libro sul design per le scoperte ed il futuro della ricerca.
Come parte di questo sforzo, hanno cominciato a raccogliere prodotti di user experience, che sono disponibili sul blog di Peter, con fantastiche illustrazioni e link a risorse ed esempi di rilievo. I venti prodotti — articoli, proverbi, persona, scenari, inventari di contenuti, analisi, sondaggi tra gli utenti, mappe concettuali, mappe di sistemi, flussi di processi, storyboard, design di concetti, prototipi, report narrativi, presentazioni, piani, specificazioni, guide stilistiche, e schemi di design — sono raccolti in una bella (e pronta per la stampa) mappa del tesoro (pdf). |
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24 gennaio 2009
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Worldchanging ha pubblicato un originale brano di fantascienza di Madeline Ashby. La storia inventa una serie di tecnologie futuristiche (tra cui smart tag, prototipazione rapida e memoria grafene) ed esplora i modi in cui la loro applicazione potrebbe incidere sulla società e sulla vista umana.
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15 gennaio 2009
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Ancora sulla percezione centrata sulle persone, questa volta con Fabien Girardin di LIFT, ed è come se lui avesse portato il paper di Nokia di cui ho appena scritto un passo oltre:
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12 dicembre 2008
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Bruce Sterling ha dato un’occhiata ai risultati del questionario di KashKlash e li ha condensati in quattro scenari futuri narrativi.
KashKlash è una vivace piattaforma dove potete discutere scenari futuri sullo scambio economico e culturale. Oltre a Bruce Sterling, i collaboratori iniziali sono Régine Debatty (di we-make-money-not-art), Nicolas Nova (LIFT) e Joshua Klein (scrittore e hacker), che hanno collaborato nell’avvio delle discussioni. Il progetto di dominio pubblico è stato concepito e diretto da Heather Moore del Global User Experience Team di Vodafone e gestito da Experientia, un’azienda di design di esperienza dell’utente con base a Torino. (Tra l’atro, prendete nota del prossimo libro di Bruce, The Caryatids) |
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24 novembre 2008
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L’attuale numero della rivista Receiver di Vodafone — sullo spazio e la posizione — è uno dei migliori fino ad ora. Ogni settimana gli editoi invitano un pensatore a contribuire con un saggio sull’argomento, e questa settimana l’onore è andato a Anne Galloway.
Anne Galloway (blog) ha recentemente concluso un PhD in sociologia e antropologia presso la Carleton University, Ottawa, Canada, che coinvolgeva uno studio etnografico sul design di tecnologie mobili e pervasive (scarica la tesi). Lei è interessata alle connessioni tra le pratiche tecnologiche, spaziali e culturali, e la sua attuale ricerca esplora il design come attività sociale e culturale e si chiede come si progettino le relazioni sociali e culturali. Nel suo contributo (scritto in stile accademico) lei da uno sguardo da vicino ai progetti di mappatura e percezione delle comunità, e indica sia le opportunità che le sfide per l’attivismo rese possibili dalle tecnologie locative. Un paper relazionato è “Mobile Publics and Issues-Based Art and Design.” Apparso in Sampling the Spectrum, redatto da Barbara Crow, Michael Longford e Kim Sawchuck, Toronto: University of Toronto Press, 2008. |
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21 ottobre 2008
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Nicolas Nova ha pubblicato alcune dritte sulle relazioni tra fantascienza e HCI/interaction design sul suo blog:
Personalmente vorrei aggiungere il lavoro di Bruce Sterling in generale, come grande ispirazione diretta e indiretta per i designer di interazione di tutto il mondo. |
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8 settembre 2008
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Digital technology sta cambiando le forme e l’esperienza quotidiana dei soldi. Cheryl Miller scrive sul blog Research@Inte come la ricerca del gruppo People & Practices Research di Intel abbia identificato i temi e le opportunità chiave per l’innvazione tecnologica.
I ricercatori hanno presentato le loro scoperte alla rassegna stampa di Day Zero per la conferenza IDF di autunno. Hanno anche creato Navigating Future Moneyscapes, uno scenario simile ad un fumetto che aiuta ad illustrare le loro scoperte sull’emergente panorama globale della valua digitale.
Il progetto sembra essere abbastanza relazionato ad un’altra iniziativa di Intel, in cui gli studenti del MA nel Design Interactions Department del Royal College of Art esplorano il futureo dei soldi quando scompariranno come valuta fisica. |
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13 luglio 2008
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| Ho appena scritto un lungo articolo su Core77 a proposito della conferenza internazionale di tre giorni Changing the Change sul “ruolo e potenziale del della ricerca sul design nella transizione verso la sostenibilità”, che si è appena conclusa qui a Torino. |
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9 luglio 2008
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“Polite, pertinent and… pretty: designing for the new wave of personal informatics” era il titolo di una conferenza tenuta da Matt Jones (Dopplr) e Tom Coates (Yahoo! Brickhouse) presso la recente Web 2.0 Expo a San Francisco.
Riassumere la loro conferenza non è facile, ma farò un tentativo. In ogni caso le 81 slide con annotazioni dei relatori sono disponibili su SlideShare. Jones e Coates partono dalla premessa che l’informazione stia diventando così pervasiva, onnipresente, localizzata e personalizzata che non solo ci permette di aumentare la nostra consapevolezza, ma anche di utilizzarla costantemente a nostro vantaggio. Questi dati vengono da grossi database, ma anche dai nostri comportamenti. Il nostri dispostivi sentono, registrano e campionano dati, e li condividono con altri dispositivi e con noi ed altra gente. Questo viene chiamato “personal informatics”. Ma questo pone una grossa sfida dell’esperienza dell’utente, che richiede una sofisticata soluzione di design:
Ma concretamente cosa significa questo? Come dovremmo progettare? Jones e Coates propongono “tre pioli su cui appendere alcuni pensieri” e tutti quanti iniziano per P. Nel definire il concetto di politeness (cortesia)(da intendere come il “ying più morbido per il duro yang della ‘privacy’), loro si appoggiano su pensatori come Adam Greenfield (ed in particolare il suo recente libro “Everyware“), Mimi Ito, Leisa Reichelt, Matthew Chalmers, Anne Galloway ed ovviamente la loro personale esperienza. La Pertinence (applicabilità) tratta sul “rivelare informazione che sia opportuna ed il più possibile ‘in context’”. Per definire meglio questo, loro si riferiscono alla metafora del ‘ movimento’ che Matt Webb di Schulze & Webb ha descritto di recente ad una conferenza. Webb sostiene che ci stiamo spostando da una rete di ‘luoghi’ a “qualcosa di più simile ad una rete di organismi o meccanismi connessi che si alimentano a vicenda”. Quindi la questione qui è quella di mostrare piccole parti di informazione nel contesto giusto e al momento giusto, “consegnata in forme sempre più pertinenti, a seconda delle nostre abitudini e contesti”. E finalmente c’è la prettiness (bellezza):
Quindi qual è il futuro dell’informatica personale? Non stiamo creando il nostro proprio “participatory panopticon” (Jamais Cascio)? O ci stiamo muovendo verso un mondo pieno di “spimes” (Bruce Sterling)? Al momento sono spesso gli artisti ad esplorare i limiti di questo futuro ignoto. In un lungo post, Alex Steffen di Worldchanging presenta il suo proprio – eccellente – riassunto della conferenza di Jones/Coates, ma porta le loro analisi un passo più avanti connettendole con la sostenibilità ed aggiungendo una quarta P (“Protezione”):
Steffen continua a sorprendermi con la profondità delle sue idee. |
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5 giugno 2008
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Tra un mese Torino ospiterà la XXIII edizione del World Congress of Architecture, promosso dall’UIA (Unione Internazionale Architetti).
Più di 4000 partecipanti si sono già registrati. Ci sono oltre 70 sessioni con più di 360 speaker. L’argomento scelto per il congresso del 2008 è “Transmettere l’Architettura“, o come dicono gli organizzatori “la forza e l’abilità di espressare e comunicare valori, sentimenti e diverse culture attraverso il tempo che possiede l’architettura” Per Leopoldo Freyrie, General Speaker del congresso UIA Torino 2008, questo indica anche il desiderio e la volontà di portare l’architettura fuori da una specie di isolamento in cui gli edifici e persino le più belle soluzioni sono progettate senza alcuna reale connessione con la realtà circostante. Infatti durante la conferenza stamapa di oggi Freyrie è stato piuttosto categorico sul ruolo sociale ed etico del congresso, che secondo lui ha il dovere di confrontare le principali sfide ambientali, sociali, demografiche, economiche e migratorie che sta affrontando il nostro pianeta e che spesso sono concentrate nei suoi ambienti urbani. Siamo d’accordo. I tre giorni dedicati ai temi del congresso sono stati programmati per contenere i seguenti contenuti:
Una sessione sarà di particolare interesse per i lettori di questo blog: il 2 Luglio Nicolas Nova (LIFT lab) sarà il moderatore di una sessione intitolata “From ubiquitous technology to human context – Technology applied to architecture and design: does it solve problems or create needs?”. I relatori invitati saranno Adam Greenfield (Nokia), Jeffrey Huang (Media and Design Laboratory, EPFL, Switzerland) e Younghee Jung (Nokia). Un bel gesto è il basso costo della registrazione: 100 euro per i professionisti e 50 per gli studenti. - Leggi il comunicato stampa di oggi (documento Word) |
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13 aprile 2008
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| Tutti i video dello Share Festival curato da Bruce Sterling che ha avuto luogo a Torino si trovano online.
A parte Bruce Sterling, i partecipanti al dibattito più entusiasmanti sono stati Massimo Banzi, Julian Bleecker, Donald Norman e Marcos Novak, per nominarne alcuni. Manufacturing: From Digital to Digifab - Bruce Sterling, curatore del Share Festival, scrittore - Stefano Boeri, architetto, capo editore della rivista Abitare Inizio delle conferenze del Share Festival – Sterling e Boeri discutono sulla fabbricazione digitale. Come dice Bruce Sterling “c’è di più sulla mappa che sul territorio”, ma è sicuramente vero che “mi sento più confortevole che mai nella materialità”. Manufacturing Cultural Projects - Montse Arbelo e Joseba Franco, artisti - Katina Sostmann, ricercatrice - Kees de Groot e Viola van Alphen, direzione GogBot Festival Lo sviluppo delle tecnologie digitali ha portato nuove dinamiche nell’arte e nel design. Tre differenti realtà europee presentano i loro processi produttivi nell’ambito dell’arte digitale e del design: ArtTechMedia, progetto di promozione di arte digitale, l’attività di digifab del Dipartimento Design dell’Università der Kunste di Berlino e GogBot Festival, manifestazione olandese improntata sulla creatività applicata ai Robot. - Gianni Corino, ricercatore Plymouth University - Hugo Derijke, artista - Chiara Boeri, artista Come possono contribuire gli artisti alla progettazione dello spazio pubblico e ridefinire la sfera sociale? Integrandosi nella sovrastruttura condivisa dei network sociali, la produzione artistica e la comunicazione digitale sono vettori della trasformazione urbana, in particolare in zone pubbliche come musei, gallerie, piazze e centri commerciali. - Motor, artista - Mauro Lupone, sound designer - Andrea Balzola, teorico dei media e drammaturgo - Anne Nigten, managing director V2_Lab Presentazione di progetti teatrali e di ricerca legati al paradigma post drammatico della narrazione digitale. Il teatro come macchina scenica dove l’attore è performer e le tecnologie assumono ruoli drammaturgici. Patching Zone: Manufacturing Interdisciplinary Collaborations Anne Nigten mostra come l’arte elettronica integri metodologie e processi dalle arti, dall’ingegneria e dalla computer science. Il laboratorio d’arte elettronica come tavolo di incontro per stipulare nuove alleanze tra diverse discipline. - Luigi Pagliarini, artista e neuropsicologo - Franco Torriani, critico - Pier Luigi Capucci, professore universitario Università di Bologna - Gordana Novakovic, artista - Video by Stelarc, artista In quale relazione fisica, intellettiva ed emotiva si trovano uomo e macchina? Una nuova definizione dell’idea di mente che abbandoni definitivamente il pregiudizio per cui l’intelligenza sia una prerogativa unica ed esclusiva dell’uomo, o più in generale del biologico, riconoscendo agli artefatti la capacità di partecipare a questo processo emergente. - Stefano Carabelli, professore Politecnico di Torino - Pietro Terna, professore Università di Torino - Owen Holland, professore University of Essex - Giampiero Masera, Camera di Commercio Torino La sintesi sta nel titolo del panel, con “manufacturing robots”, considerando i robot, da quelli industriali agli androidi, alle applicazione mobili dell’intelligenza artificiale, una espressione massima di industria, creatività, innovazione e arte, come ben dimostra la proposta dell’“Orchestra Meccanica Marinetti”, importante biglietto da visita per il futuro della nostra area. - Roberto Giolito (Advanced Design Fiat) Il designer della 500 Roberto Giolito racconta come è nato il design di questa autovettura simbolo della manifattura industriale italiana. A Manifesto for Networked Objects - Julian Bleecker, professore University of Southern California Ora anche gli oggetti sono in rete, sono arrivati i blogject, gli oggetti che bloggano. Una volta che le “cose” sono connesse a Internet diventano nodi attivi del sistema relazionale, facilitando, collegando e contribuendo all’interscambio dei network sociali, ridefinendo la relazione tra la presenza e la mobilità nel mondo fisico. - Massimo Banzi, co-fondatore Arduino - Fabio Franchino e Giorgio Olivero, artisti Negli anni 90 l’arte digitale richiamava l’immateriale, oggi la società si rapporta alle tecnologie con naturalezza, lasciando che l’immateriale diventi reale, sperimentando sempre nuove interazioni intelligenti tra uomo e macchina, che nel frattempo si è completamente integrata nella vita quotidiana. La manifattura riguarda anche l’arte digitale, dove lo sviluppo di strumenti come la piattaforma Arduino e l’esplosivo avvento di stampanti 3D e di strumentazioni per la fabbricazione digitale ha portato a una integrazione del digitale nel reale– Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, piattaforma hardware open source. - Donald Norman, direttore of the Institute for Cognitive Science - Bruce Sterling, scrittore - Luca De Biase, direttore Nova24 – Sole24Ore - Gino Bistagnino, professore Politecnico di Torino Donal Norman presenta il suo ultimo libro “Design del futuro”, dove gli oggetti, agenti di un macrosistema operativo, sono collegati in una rete pervasiva dove la relazione assume più importanza della funzione. - Janez Jansa, artista - Paolo Cirio, artista - Antonio Caronia, teorico Le recenti vicende storiche nella società contemporanea, accecata dai consumi e dall’inquinamento informativo, testimoniano come l’uomo può subire forme di ipnosi collettive orchestrate da un apparato di comunicazione in grado di costruire macchine culturali che trasformano alienazione e disparità in consenso, attraverso strategie “emozionali” che fanno convergere le coscienze: dove finisce la comunicazione e inizia la propaganda? - Ivana Mulatero, critico - Gianluca Cosmacini, architetto - Franco Torriani, critico Presentazione del libro “From Land Art to Bioart”, pubblicato da Hopefulmonster Press, di Ivana Mulatero. - Franco Torriani, critico - Luis Bec, artista - Nicole C. Karafyllis, biologa e filosofa La vita è entrata pienamente nel processo produttivo manifatturiero, creando realtà ibride che si pongono su un ampio spettro tra due poli: entità viventi naturali e artefatti tecnici. Biofatti, zootecnosemiotica, nanotecnologie: sta nascendo una “biologia parallela”, dove organismi artificiali acquisiscono le proprietà del vivente? Two Architectures: Atoms and Bits - Marcos Novak, architetto - Bruce Sterling, scrittore Il teorico dell’architettura Marcos Novak e Bruce Sterling discutono classici concetti di Novak quali la “transvergenza”, le “transrchitetture”, la “transmodernità”, le “architetture liquide”, la “musica navigabile”, il “cinema abitabile”, l’“archimusica”. Esplorazioni architettoniche nella realtà virtuale, aumentata, mixed e alternativa. La giuria: - Bruce Sterling - Anne Nigten - Stefano Mirti Vincitore: Delicate Boundaries di Christine Sugrue |
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12 marzo 2008
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Il mondo del design e dell’innovazione è cambiato molto nell’ultima decade. Le sfide sono più complesse, intricate e sistemiche, e di conseguenza richiedono un approccio sempre più olistico e multidisciplinare, specialmente nell’educazione.
O nelle parole di Richard Koshalek, presidente dell’ Art Center College of Design:
La rinomata Art Center College of Design sta puntando a qualcosa di molto ambizioso – sta uscendo dal suo spazio fisico, e sta creando una serie di quello che definirei “open innovation forums” su scala globale, tutti con l’obiettivo di “sviluppare la gente”. Settimana scorsa sono stato invitato (grazie, Rudy) a prendere parte ad uno di essi: l’evento Disruptive Thinking a Barcellona. L’evento di Barcellona, organizzato in collaborazione con la scuola di economia ESADE, è il primo di una serie di dialoghi globali che l’Art Center sta organizzando in diversi continenti e online. Un impegno sociale L’Art Center ha un iniziativa che mi piace molto: designmatters. Inaugurata nel Dicembre del 2001, Designmatters presso Art Center esplora i benefici sociali e umanitari del designe e del business responsabile. Designmatters è una parte cruciale del Progetto Barcellona: le collaborazioni con le istituzioni educative, civiche e culturali specialmente nei temi sociali ed umanitari sono un obiettivo chiave. Uno dei temi che il progetto Barcellona vuole affrontare in particolare è quello del ruolo del desgin nelle città, che “dev’essere ridefinito d’accordo ai principi della sostenibilità — non solo in relazione con l’ambiente, ma anche in termini di produzione e condumo di energia, prosperità economica, giustizia sociale e sviluppo culturale”. E così dovrebbe essere. Cercare di pensare in modo dirompente Gli organizzatori hanno cercato “pensatori e professionisti ‘dirompenti’ che — nonostante comporti diversi rischi — portino energia vitale da incidere a questi argomenti e li spingano in nuove e produttive direzioni per la società.” L’evento è stato presieduto dal giornalista britannico Richard Addis, che ha selezionato principalmente presentatori britannici per ognuna delle sei sessioni. Josh Nakaya, uno studente di product design dell’Art Center ha fatto davvero un ottimo laboro nel mettere su blog la conferenza, e poi aggiungendo le risposte. Sono disponibili anche dei video streams. Quindi faro riferimento a questi riassunti e video sui miei commenti in seguito. C’è anche un sito con l’intero schieramento di speakers. Ecco le sei sessioni:
In breve L’andamento dell’evento non è stato l’ideale: alcuni dei presentatori non hanno condotto molto bene le loro sessioni, non tutti avevano idee rilevanti da contribuire, e non sempre c’era un collegamento tra il pensiero dirompente ed l’argomento discusso, e non sempre era chiara la direzione che si voleva seguire. Ho anche riflettuto su fino a quale punto ho effettivamente sentito dei temi innovativi, o sul fatto che le cose che ho sentito si potessero trovare facilmente su un libro o una buona rivista. La risposta è probabilmente sì. Ma il libri e le riviste sono monologhi per natura. Questo era nella teoria e nella pratica una serie di dialoghi. All’inizio di questo articolo ho scritto che questo evento di Barcellona fa parte di un’ampia strategia di collaborazioni aperte, comunicazioni aperte e di impegno sociale. Questo non solo è un’approccio lodevole e di valore, ma è anche altemente rilevante e opportuno nella società contemporanea. Abbiamo bisogno di più di queste iniziative. Certo, devono essere messe a punto e migliorate, ma in sostanza abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione tra le discipline, tra le diverse parti della società, tra le diverse parti del mondo. Il mondo è diventato troppo complesso per permettere ad ognuno di noi di capire le cose da soli. E secondo me questo era il vero significato di queste Conversazioni Globali. Spero anche che l’Art Center porti a termine il suo impegno di continuare le conversazioni online, per avere un dialogo continuo. Il blog dell’evento per adesso è basicamente morto. Probabilmente questo non è lo strumento giusto – bisogna sviluppare uno nuovo. E gli Stati Uniti? L’Art Center è una scuola americana, con base a California. Come posso partecipare alle conversazioni globali? Molti degli eventi si svolgono in California: il recente summit di due giorni su Sistemi, Città e Mobilità Sostenibile e la prossimaconferenza Serious Play. |
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2 dicembre 2007
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Dott 07 è stato un anno di progetti di design colletivi nel nord est dell’Inghilterra dedicati allo studio di come potrebbe essere la vita in una regione sostenibile – e come il design può aiutarci a raggiungerla. E’ chiamato manuale (piuttosto che libro o catalogo) perchè è sulle maniere pratiche che ha la gente per unirsi ai progetti Dott, o per fare qualcosa di simile dove abitano. In 100 pagine, completamente illustrate a colori con gente vera, il manuale Dott si trova altamente sottoprezzo su Amazon.
Puoi anche leggere il mauale online su Worldchanging.com, che sta pubblicando i suoi contenuti su una serie di installazioni. La prima e la seconda sono già disponibili. |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress


















