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  Articoli della categoria 'Scenari'
9 ottobre 2009
Speciale sulle città digitali di Wired UK
Wired UK Ecco i cinque articoli che sono comparsi nello speciale “Digital Cities” nel numero di Novembre di Wired UK.

Words on the street
di Adam Greenfield
L’informazione in rete onnipresente, riformerà le nostre città.

‘Sense-able’ urban design
di Carlo Ratti
Gli elementi digitali avvolgono il nostro ambiente: trasformando le nostre città, informando i loro cittadini e migliorando la sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

London after the great 2047 flu outbreak
di Geoff Manaugh
Dopo che lo scoppio di influenza olandese del 2047 decimò Londra, la politica della città inzio a cambiare: tutto diventò medico.

Your neighbourhood is now Facebook Live
di Andrew Blum
Quando si tratta di tecnologia e città, la novità più elettrificante del giorno d’oggi è che il social networking sta abbracciando i luoghi urbani [e questo] è significativo per le nostre città.

The transport of tomorrow is already here
di Joe Simpson
Il principale impatto sulla pianificazione della nostra città potrebbe essere mediato attraverso le infrastrutture del trasporto, liberando spazio stradale nel frattempo.

24 settembre 2009
Sovraccarico di informazione
Anna Wintour Troppi email, messaggi e tweet possono portare ad aumentare l’ansietà, abbassare l’intelligenza – e ad una generazione di orfani del BlackBerry. Scrive Paul Hemp su The Guardian.

“Con le porte dell’informazione spalancate, i contenuti precipitano verso di noi in formati innumerevoli: messaggi e tweet sui nostri cellulari. Gli amici di Facebook ci avvisano o ci mandano messaggi vocali sui nostri BlackBerry. Messaggi istantanei e i livelli delle vendite di marketing  diretto (non più limitati dai costi della posta) sui nostri desktop. Per non parlare della applicazione assassina definitiva: l’email. (io, per primo, sono quasi deceduto nell’inutile sforzo di stargli dietro.) [...]

I ricercatori dicono che lo stress di non essere in grado di processare l’informazione alla velocità in cui arriva – combinata con l’aspettativa personale e sociale che, per esempio, voi rispondiate ad ogni email – può esaurirvi e demoralizzarvi.”

Leggi tutto l’articolo

26 giugno 2009
Arup Foresight – Drivers of Change
Arup Drivers of Change L’iniziativa Drivers of Change di Arup è un programma di ricerca che esplora quei temi che più probabilmente hanno un importante impatto sulla società, sugli affari di Arup e su quelli dei loro clienti.

In seguito al successo della pubblicazione drivers of change 2006,  Arup Foresight ha pubblicato di recente un aggiornamento.

Questo nuovo set di 175 carte investigai profondità i principali elementi che hanno particolare importanza per il lavoro di Arup. Questi comprendono energia, rifiuti, cambiamento climatico, acqua, demografia, urbanizzazione e povertà.

Le carte possono essere utilizzate per sviluppare una strategia di business, brainstorming, formazione e per aiutare al lettore ad ottenere una maggiore conoscenza sugli argomenti che stanno guidando il cambiamento globale. La pubblicazione ci incoraggia anche a pensare in modo olistico e creativo.

Date uno sguardo anche ai vari blog di Arup Foresight:
* future frequency
* emtech primer (di Duncan Wilson)
* global village
* foresight podcasts
* city of sound (di Dan Hill)

1 marzo 2009
KashKlash booklet online
KashKlash Dopo il progetto, il sito di collaborazione, il gioco, ora c’è anche il booklet.

KashKlash è un forum aperto sulle economie alternative in un futuro post-soldi. Che aspetto avrà un mondo del genere? Come verrà misurato il concetto di valore? Quali concetti formeranno le economie formali e informali? Brillanti pensatori di tutto il mondo si sono riuniti per discutere, dibattere e ideare in questo innovativo ed emozionante progetto.

KashKlash è un progetto di collaborazione tra Heather Moore di Vodafone, Experientia e un gruppo di visionari indipendenti. Il progetto è iniziato con quattro brillanti e innovativi provocatori, Nicolas Nova, Joshua Klein, Bruce Sterling, e Régine Debatty, e, man mano che il dibattito prendeva vita e si animava, sono giunti contributi, commenti, foto di flickr e stream twitter da più di 50 partecipanti supplementari, per dare forma e visualizzare possibili futuri.

Scarica il booklet (pdf)

1 marzo 2009
Ethan Zuckerman sulle novità in telefonia mobile e mobile currency in Africa
Ethan Zuckerman Ethan Zuckerman, un poliedrico pensatore il cui lavoro si concentra sull’impatto della tecnologia nei paesi in via di sviluppo, e ricercatore presso il Berkman Center for Internet and Society della Harvard Law School, è stato intervistato sull’Ideas Project, il sito della Nokia che esplora “dove potrebbero condurci la tecnologia e le comunicazioni”.

Information will be used as money (transcript)
Ethan Zuckerman, che è specializzato nell’applicazione di innovazioni tecnologiche trasformative nei paesi in via di sviluppo, osserva come un sistema per trasferire soldi in Uganda ha anticipato una tendenza nell’informazione dell’utilizzo, come i crediti del cellulare utlizzati come valuta per le transazioni quotidiane. Questi sistemi di pagamento alternativi verranno mediati dalle aziende di telefonia cellulare e da chiunque si occupi di trasformare i soldi in informazione.

Shedding new light on Kenyan violence (transcript on same page)
Ethan Zuckerman descrive un progetto chiamato Ushahidi, un progetto che è emerso durante le elezioni in Kenya e che permette a chiunque in giro per il mondo di raccogliere report tramite cellulare, mail e la rete – e di organizzarli.

Mobile reporting deepens global narratives (transcript on same page)
Se non abbiamo giornalisti a Gomah, ma abbiamo diversi cittadini collegati a Gomah, come possiamo  trarre beneficio da ciò? Come possiamo approfittare della loro capacità di osservare e raccontare, e come uniamo tutto questo in narrazioni che ci raccontino qualcosa che non sapevamo?

Collegamenti:
- Servizio di trasferimento di denaro in Kenya
- Articolo di Ethan Zuckerman sul m-banking in Africa
- Report industriale sul futuro del mobile banking

1 marzo 2009
Un’occhiata al futuro della Microsoft
Microsoft future Un video di Microdoft mostra in modo elegante e utopico, come potrebbe essere se tutti quei gadget funzionassero insieme da qui a qualche anno.

Ina Fried di CNet News non era del tutto impressionata:

“La cosa più difficile da immaginare per me non era che tra qualche anno tutte le nostre pareti saranno display, ma piuttosto che Microsoft diventerà così efficientene far lavorare insieme tutti i suoi prodotti.”

- Leggi l’articolo con video relativo
- Leggi l’intervista

13 febbraio 2009
Articoli di Dubberly Design
Dubberly Design Office Hugh Dubberly è il redattore di un forum presso Interactions Magazine, il che significa che scrive o cura l’edizione di articoli per la rivista. Il sito della sua azienda, Dubberly Design Office, contiene tutti questi eccellenti articoli.

Ecco una breve selezione personale:

What is interaction? Are there different types?
Scritto per Interactions magazine da Hugh Dubberly, Usman Haque e Paul Pangaro – 1 Gennaio 2009

Quando discutiamo dell’interazione uomo-macchina, concordiamo sul significato del termine “interazione”? L’argomento è stato dettagliatamente studiato? La definizione è consolidata?

An evolving map of design practice and design research
Scritto per Interactions magazine da Liz Sanders. Editato da Hugh Dubberly – 1 Novembre 2008

La ricerca sul design si trova in uno stato di flusso. Il panorama della ricerca sul design è stato il punto cruciale di un’enorme quantità di indagine e di crescita, nel corso degli ultimi 5-10 anni. Attualmente è un’accozzaglia di approcci che, pur essendo concorrenziali ma complementari, condividono un obiettivo comune: guidare, ispirare e dare forma al processo di sviluppo del design.

Design in the age of biology: shifting from a mechanical-object ethos to an organic-systems ethos
Scritto per Interactions magazine da Hugh Dubberly – 1 Settembre 2008

Agli albori del XX secolo, la nostra conoscenza della fisica è rapidamente mutata; ora, la nostra conoscenza della biologia sta subendo un analogo rapido cambiamento. [...] Recenti passi avanti in biologia sono stati fatti in gran parte nel campo dell’informazione: si è cercatio di capire come gli organismi la codificano, la immagazzinano, la riproducono, la trasmettono e la esprimono. Sono stati mappati genomi, montate sequenze del DNA, mappati cicli di segnalazione cellulare. [...] Possiamo già vedere il processo che inizia. Così come, un tempo, descrivevamo i computer come menti meccaniche, ora sempre più spesso descriviamo le reti informatiche prendendo a prestito termini appartenenti alla biologia: bug, virus, attacco, comunità, capitale sociale, trust, identità.

The experience cycle
Scritto per Interactions magazine da Hugh Dubberly and Shelley Evenson – 1 Maggio 2008

In quest’articolo, mettiamo a confronto il modello di “ciclo delle vendite” e di “ciclo dell’esperienza”. Il modello di ciclo delle vendite è uno strumento convenzionale nel mondo degli affari. Il ciclo delle vendite delimita il rapporto produttore-consumatore dal punto di vista del produttore e mira a incanalare i clienti verso una transazione commerciale. Il ciclo dell’esperienza è uno strumento nuovo, che sintetizza e da forma a un approccio più vasto e più olistico, che un crescente numero di designer, esperti di brand e addetti al marketing sta seguendo. il ciclo dell’esperienza delimita il rapporto produttore-consumatore dal punto di vista del consumatore e promuove un dialogo assiduo.

The analysis-synthesis bridge model
Scritto per Interactions magazine da Hugh Dubberly, Shelley Evenson, e Rick Robinson – 1 Marzo 2008

Il modo più semplice per descrivere il processo di design consiste nel dividerlo in due fasi: l’analisi e la sintesi. oppure la preparazione e l’ispirazione. Tuttavia, a queste due descrizioni manca un elemento cruciale, la connessione stessa fra le due fasi, il reale movimento da uno stato all’altro, la transazione o trasformazione, che rappresenta il nucleo del design. I designer, come si spostano dalla fase di analisi a quella di sintesi? Dal problema alla soluzione? Dalla situazione attuale al prescelto futuro? Dalla ricerca al concept? Dalle necessità che nascono a una proposta consigliata? Dal contesto alla forma?

Cybernetics and service-craft: language for behavior-focused design
Scritto per Kybernetes da Hugh Dubberly e Paul Pangaro – 19 Gennaio 2007

Sostiene che la pratica del design si è spostata da arte manuale ad arte dei servizi e quest’arte dei servizi si concretizza in una crescente attenzione incentarta sui sistemi entro la pratica di design. Propone la cibernetica come fonte di strutture pratiche che permetteano la comprensione di sistemi dinamici, incluse interazioni specifiche, sistemi più grandi di design, e l’attività del design stesso. Mostra che lo sviluppo di metodi di design di prima e seconda generazione vanno in parallelo con lo sviluppo di prima e seconda generazione di cibernetica, soprattutto collocando il design entro il regno politico e considerando la definizione di sistemi ideata.

Propone la cibernetica come un componente di una vasta cultura del design.

28 gennaio 2009
User experience deliverables
UX treasure map Peter Morville (autore di Ambient Findability) e Jeffery Callender (co-autore di Search Patterns) hanno in programma un nuovo libro sul design per le scoperte ed il futuro della ricerca.

Come parte di questo sforzo, hanno cominciato a raccogliere prodotti di user experience, che sono disponibili sul blog di Peter, con fantastiche illustrazioni e link a risorse ed esempi di rilievo.

I venti prodotti — articoli, proverbi, persona, scenari, inventari di contenuti, analisi, sondaggi tra gli utenti, mappe concettuali, mappe di sistemi, flussi di processi, storyboard, design di concetti, prototipi, report narrativi, presentazioni, piani, specificazioni, guide stilistiche, e schemi di design — sono raccolti in una bella (e pronta per la stampa) mappa del tesoro (pdf).

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24 gennaio 2009
βoyfriend
Boyfriend Worldchanging ha pubblicato un originale brano di fantascienza di Madeline Ashby. La storia inventa una serie di tecnologie futuristiche (tra cui smart tag, prototipazione rapida e memoria grafene) ed esplora i modi in cui la loro applicazione potrebbe incidere sulla società e sulla vista umana.

“La storia è unica per la sua capacità di raccontare una storia avvincente mentre fonde tecnologie che stiamo solo cominciando ad immaginare, ma che un giorno potrebbe divenire parte della nostra vita quotidiana.”

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15 gennaio 2009
Percezioni centrate sulla gente nella città del prossimo futuro
Flickr sensing Ancora sulla percezione centrata sulle persone, questa volta con Fabien Girardin di LIFT, ed è come se lui avesse portato il paper di Nokia di cui ho appena scritto un passo oltre:

“In passato, le reti di sensori nelle città erano limitate ai sensori fissi, collocati in particolari punti, sotto controllo centralizzato. Ora, ci sono nuove applicazioni che usano gli uomini come sensori e le loro informazioni generate volontariamente. Diventa necessario discutere la loro integrazione nella città del ‘prossimo futuro’, la città ‘prodotta’ dall’attività dei suoi attori e abitanti. Nel raggio del mio lavoro di ricerca, ho preso particolarmente in considerazione l’implicazione di questa quantità emergente di dati e i loro effetti sulle pratiche contemporanee delle città.”

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12 dicembre 2008
I brixel di Bruce Sterling
KashKlash Bruce Sterling ha dato un’occhiata ai risultati del questionario di KashKlash e li ha condensati in quattro scenari futuri narrativi.

KashKlash è una vivace piattaforma dove potete discutere scenari futuri sullo scambio economico e culturale. Oltre a Bruce Sterling, i collaboratori iniziali sono Régine Debatty (di we-make-money-not-art), Nicolas Nova (LIFT) e Joshua Klein (scrittore e hacker), che hanno collaborato nell’avvio delle discussioni. Il progetto di dominio pubblico è stato concepito e diretto da Heather Moore del Global User Experience Team di Vodafone e gestito da Experientia, un’azienda di design di esperienza dell’utente con base a Torino.

(Tra l’atro, prendete nota del prossimo libro di Bruce, The Caryatids)

24 novembre 2008
La nascita del cittadino sensore
Citizen Science L’attuale numero della rivista Receiver di Vodafone — sullo spazio e la posizione — è uno dei migliori fino ad ora. Ogni settimana gli editoi invitano un pensatore a contribuire con un saggio sull’argomento, e questa settimana l’onore è andato a Anne Galloway.

Anne Galloway (blog) ha recentemente concluso un PhD in sociologia e antropologia presso la Carleton University, Ottawa, Canada, che coinvolgeva uno studio etnografico sul design di tecnologie mobili e pervasive (scarica la tesi). Lei è interessata alle connessioni tra le pratiche tecnologiche, spaziali e culturali, e la sua attuale ricerca esplora il design come attività sociale e culturale e si chiede come si progettino le relazioni sociali e culturali.

Nel suo contributo (scritto in stile accademico) lei da uno sguardo da vicino ai progetti di mappatura e percezione delle comunità, e indica sia le opportunità che le sfide per l’attivismo rese possibili dalle tecnologie locative.

Leggi l’articolo

Un paper relazionato è “Mobile Publics and Issues-Based Art and Design.” Apparso in Sampling the Spectrum, redatto da Barbara Crow, Michael Longford e Kim Sawchuck, Toronto: University of Toronto Press, 2008.

21 ottobre 2008
Fantascienza e HCI/interaction design
Star Wars Nicolas Nova ha pubblicato alcune dritte sulle relazioni tra fantascienza e HCI/interaction design sul suo blog:

Human Computer Interaction in Science Fiction Movies di Michael Schmitz investiga i diversi tipi di interaction design raffigurati nei film nel corso dell’ultima decade. Descrive anche in modo interessante come i tecnici dei film hanno reso possibili e legibili i prototipi.

Make It So: What Interaction Designers can Learn from Science Fiction Interfaces di Nathan Shedroff e Chris Noessel è una bella presentazione dal SxSW08 che da uno sguardo al materiale sci-fi e al futuro dell’industria cinematografica per mostrare come il design influenzi il sci-fi e viceversa.

Il prossimo paper di Paul Dourish e Genevieve Bell intitolato ““Resistance is Futile”: Reading Science Fiction Alongside Ubiquitous Computing che investiga come viene immaginato ed allineato l’ubiquitous computing con la cultura della fantascienza.

Anche la presentazione di Julian Bleecker da Design Engaged e SHiFt 2008 trattava quel tema.

Personalmente vorrei aggiungere il lavoro di Bruce Sterling in generale, come grande ispirazione diretta e indiretta per i designer di interazione di tutto il mondo.

8 settembre 2008
Intel esplora i futuri panorami monetari
Jo Digital technology sta cambiando le forme e l’esperienza quotidiana dei soldi. Cheryl Miller scrive sul blog Research@Inte come la ricerca del gruppo People & Practices Research di Intel abbia identificato i temi e le opportunità chiave per l’innvazione tecnologica.  

I ricercatori hanno presentato le loro scoperte alla rassegna stampa di Day Zero per la conferenza IDF di autunno.

Hanno anche creato Navigating Future Moneyscapes, uno scenario simile ad un fumetto che aiuta ad illustrare le loro scoperte sull’emergente panorama globale della valua digitale.

One size does not fit all

  • Monetary literacies: Non c’è un singolo o miglior modo di situare i soldi nella vita quotidiana, ed il panorama finanziario sempre in cambiamento richiede una continua revisione e sviluppo delle capacità. 
  • Currency wrangling: La gente gioca con le forme pubbliche e private dei soldi (contanti, carte di credito, punti fedeltà, miglie delle compagnie aeree, ecc.) e creano le loro proprie suddivisioni.

People use money socially

  • Relational banking: La gente consuma servizi finanziarim ma li produce anche sotto forma di prestiti, donazioni, e associazioni di famigliari, amici ed altri gruppi di valore.
  • Expressive consumption: Non solo quello che compriamo, ma anche come lo compriamo, è una parte importante nel costruire le nostre identità individuali, culturali, regionali e politiche.

Il progetto sembra essere abbastanza relazionato ad un’altra iniziativa di Intel, in cui gli studenti del MA nel Design Interactions Department del Royal College of Art esplorano il futureo dei soldi quando scompariranno come valuta fisica.

13 luglio 2008
Changing the Change – un invito all’azione
Changing the Change Ho appena scritto un lungo articolo su Core77 a proposito della conferenza internazionale di tre giorni Changing the Change sul “ruolo e potenziale del della ricerca sul design nella transizione verso la sostenibilità”, che si è appena conclusa qui a Torino.
9 luglio 2008
Polite, pertinent and… pretty
Polite, pertinent and... pretty Polite, pertinent and… pretty: designing for the new wave of personal informatics” era il titolo di una conferenza tenuta da Matt Jones (Dopplr) e Tom Coates (Yahoo! Brickhouse) presso la recente Web 2.0 Expo a San Francisco.

Riassumere la loro conferenza non è facile, ma farò un tentativo. In ogni caso le 81 slide con annotazioni dei relatori sono disponibili su SlideShare.

Jones e Coates partono dalla premessa che l’informazione stia diventando così pervasiva, onnipresente, localizzata e personalizzata che non solo ci permette di aumentare la nostra consapevolezza, ma anche di utilizzarla costantemente a nostro vantaggio. Questi dati vengono da grossi database, ma anche dai nostri comportamenti. Il nostri dispostivi sentono, registrano e campionano dati, e li condividono con altri dispositivi e con noi ed altra gente. Questo viene chiamato “personal informatics”. Ma questo pone una grossa sfida dell’esperienza dell’utente, che richiede una sofisticata soluzione di design:

“La disciplina dell’informatica si basa sul riconoscimento del fatto che il design di questa tecnologia non è solo una questione tecnica, ma si deve concentrare sulla relazione tra la tecnologia e l’utilizzo nel mondo reale.”

“Cioè, l’informatica progetta soluzioni in un contesto, e tiene conto degli ambienti sociali, culturali ed organizzativi in cui la tecnologia dell’informazione verrà utilizzata.”

Ma concretamente cosa significa questo? Come dovremmo progettare? Jones e Coates propongono “tre pioli su cui appendere alcuni pensieri” e tutti quanti iniziano per P.

Nel definire il concetto di politeness (cortesia)(da intendere come il “ying più morbido per il duro yang della ‘privacy’), loro si appoggiano su pensatori come Adam Greenfield (ed in particolare il suo recente libro “Everyware“), Mimi Ito, Leisa Reichelt, Matthew Chalmers, Anne Galloway ed ovviamente la loro personale esperienza.

La Pertinence (applicabilità) tratta sul “rivelare informazione che sia opportuna ed il più possibile ‘in context’”. Per definire meglio questo, loro si riferiscono alla metafora del ‘ movimento’ che Matt Webb di Schulze & Webb ha descritto di recente ad una conferenza. Webb sostiene che ci stiamo spostando da una rete di ‘luoghi’ a “qualcosa di più simile ad una rete di organismi o meccanismi connessi che si alimentano a vicenda”.

Quindi la questione qui è quella di mostrare piccole parti di informazione nel contesto giusto e al momento giusto, “consegnata in forme sempre più pertinenti, a seconda delle nostre abitudini e contesti”.

E finalmente c’è la prettiness (bellezza):

“Le grandi quantità di informazioni che l’informatica personale genera non solo deve essere chiara e comprensibile per creare leggibilità ed alfabetizzazione in questo nuovo mondo, ma inserirei in questa prima ondata anche la seduttività, per incoraggiare il gioco, l’esperimentazione e l’adozione”.

Quindi qual è il futuro dell’informatica personale? Non stiamo creando il nostro proprio “participatory panopticon” (Jamais Cascio)? O ci stiamo muovendo verso un mondo pieno di “spimes” (Bruce Sterling)? Al momento sono spesso gli artisti ad esplorare i limiti di questo futuro ignoto.

In un lungo post, Alex Steffen di Worldchanging presenta il suo proprio – eccellente – riassunto della conferenza di Jones/Coates, ma porta le loro analisi un passo più avanti connettendole con la sostenibilità ed aggiungendo una quarta P (“Protezione”):

“L’ubiquità e la sostenibilità potrebbero potenziarsi a vicenda. L’ubiquità abilita le storie rivelate, i flussi osservati ed i servizi condivisi rendendo più facile vivere bene con la minima espesa ed il minore impatto ecologico. La sostenibilità, in particolare nella forma dell’urbanismo compatto con innovazione verde, concentra le interazioni umane tra di loro e tra reti di sistemi, rendendo più facile fornire alla vita quotidiana il genere di intelligenza che permette all’informazione di venire raccolta, condivisa e connessa. La rete e la piazza pubblica, come scrisse Castell, sono simbiotici.” [...]

” Il PSS [product-service systems] offre enormi potenziali di benefici di sostenibilità. Infatti, direi che diventerà impossibile recapitare una prosperità sostenibile senza l’adozione diffusa di sistemi condivisi. Ma essi possono avere anche degli svantaggi, in quanto il PSS si basa su una connessione più intima con i suoi utenti, e dove quell’intimità non è supportata da una relazione protetta, può risultare in un vero disastro.” [...]

“Quindi, aggiungerei una quarta P, “Protection.”

Se dobbiamo interagire in modo intimo con le aziende — in modi che impattano le nostre più profonde scelte di vita — quelle interazioni non solo dovrebbero tenersi in un alto livello di trasparenza e di responsabilità pubblica; devono anche essere salvaguardate in modi formali tramite strutture decisionali che proteggano i diritti di utente della gente coinvolta.”

Steffen continua a sorprendermi con la profondità delle sue idee.

5 giugno 2008
Un mese per il World Congress of Architecture
UIA World Congress of Architecture Tra un mese Torino ospiterà la XXIII edizione del World Congress of Architecture, promosso dall’UIA (Unione Internazionale Architetti).

Più di 4000 partecipanti si sono già registrati. Ci sono oltre 70 sessioni con più di 360 speaker.

L’argomento scelto per il congresso del 2008 è “Transmettere l’Architettura“, o come dicono gli organizzatori “la forza e l’abilità di espressare e comunicare valori, sentimenti e diverse culture attraverso il tempo che possiede l’architettura”

Per Leopoldo Freyrie, General Speaker del congresso UIA Torino 2008, questo indica anche il desiderio e la volontà di portare l’architettura fuori da una specie di isolamento in cui gli edifici e persino le più belle soluzioni sono progettate senza alcuna reale connessione con la realtà circostante.

Infatti durante la conferenza stamapa di oggi Freyrie è stato piuttosto categorico sul ruolo sociale ed etico del congresso, che secondo lui ha il dovere di confrontare le principali sfide ambientali, sociali, demografiche, economiche e migratorie che sta affrontando il nostro pianeta e che spesso sono concentrate nei suoi ambienti urbani.

Siamo d’accordo.

I tre giorni dedicati ai temi del congresso sono stati programmati per contenere i seguenti contenuti:

  • 30 Giugno 2008, CULTURA, la cultura, il talento e l’apprendimento e la storia del progetto e il Passato, la trasmissione e la protezione del patrimonio architettonico, restauro.
  • 1 Luglio 2008, DEMOCRAZIA, la costruzione di una democrazia urbana nel Presente, participazione, il processo di presa di decisioni, la trasformazione del territorio, comunicazione e mediazione.
  • 2 Luglio 2008, SPERANZA, sostenibilità ambientale e salvaguardia come dovere etico degli architetti, la ricerca di un Futuro con un mondo ancora abitabile, innovazione tecnologica.

Una sessione sarà di particolare interesse per i lettori di questo blog: il 2 Luglio Nicolas Nova (LIFT lab) sarà il moderatore di una sessione intitolata “From ubiquitous technology to human context – Technology applied to architecture and design: does it solve problems or create needs?”. I relatori invitati saranno Adam Greenfield (Nokia), Jeffrey Huang (Media and Design Laboratory, EPFL, Switzerland) e Younghee Jung (Nokia).

Un bel gesto è il basso costo della registrazione: 100 euro per i professionisti e 50 per gli studenti.

- Leggi il comunicato stampa di oggi (documento Word)

- Consulta il programma

13 aprile 2008
Video online delle conferenze del Share Festival 2008
Share Festival Tutti i video dello Share Festival curato da Bruce Sterling che ha avuto luogo a Torino si trovano online.

A parte Bruce Sterling, i partecipanti al dibattito più entusiasmanti sono stati Massimo Banzi, Julian Bleecker, Donald Norman e Marcos Novak, per nominarne alcuni.

Manufacturing: From Digital to Digifab

- Bruce Sterling, curatore del Share Festival, scrittore

- Stefano Boeri, architetto, capo editore della rivista Abitare

Inizio delle conferenze del Share Festival – Sterling e Boeri discutono sulla fabbricazione digitale. Come dice Bruce Sterling “c’è di più sulla mappa che sul territorio”, ma è sicuramente vero che “mi sento più confortevole che mai nella materialità”.

Manufacturing Cultural Projects

- Montse Arbelo e Joseba Franco, artisti

- Katina Sostmann, ricercatrice

- Kees de Groot e Viola van Alphen, direzione GogBot Festival

Lo sviluppo delle tecnologie digitali ha portato nuove dinamiche nell’arte e nel design. Tre differenti realtà europee presentano i loro processi produttivi nell’ambito dell’arte digitale e del design: ArtTechMedia, progetto di promozione di arte digitale, l’attività di digifab del Dipartimento Design dell’Università der Kunste di Berlino e GogBot Festival, manifestazione olandese improntata sulla creatività applicata ai Robot.

Manufacturing the Streets

- Gianni Corino, ricercatore Plymouth University

- Hugo Derijke, artista

- Chiara Boeri, artista

Come possono contribuire gli artisti alla progettazione dello spazio pubblico e ridefinire la sfera sociale? Integrandosi nella sovrastruttura condivisa dei network sociali, la produzione artistica e la comunicazione digitale sono vettori della trasformazione urbana, in particolare in zone pubbliche come musei, gallerie, piazze e centri commerciali.

Dramatic Manufacturing

- Motor, artista

- Mauro Lupone, sound designer

- Andrea Balzola, teorico dei media e drammaturgo

- Anne Nigten, managing director V2_Lab

Presentazione di progetti teatrali e di ricerca legati al paradigma post drammatico della narrazione digitale. Il teatro come macchina scenica dove l’attore è performer e le tecnologie assumono ruoli drammaturgici.

Patching Zone: Manufacturing Interdisciplinary Collaborations

Anne Nigten mostra come l’arte elettronica integri metodologie e processi dalle arti, dall’ingegneria e dalla computer science. Il laboratorio d’arte elettronica come tavolo di incontro per stipulare nuove alleanze tra diverse discipline.

Manufacturing Intelligence

- Luigi Pagliarini, artista e neuropsicologo

- Franco Torriani, critico

- Pier Luigi Capucci, professore universitario Università di Bologna

- Gordana Novakovic, artista

- Video by Stelarc, artista

In quale relazione fisica, intellettiva ed emotiva si trovano uomo e macchina? Una nuova definizione dell’idea di mente che abbandoni definitivamente il pregiudizio per cui l’intelligenza sia una prerogativa unica ed esclusiva dell’uomo, o più in generale del biologico, riconoscendo agli artefatti la capacità di partecipare a questo processo emergente.

Manufacturing Robots

- Stefano Carabelli, professore Politecnico di Torino

- Pietro Terna, professore Università di Torino

- Owen Holland, professore University of Essex

- Giampiero Masera, Camera di Commercio Torino

La sintesi sta nel titolo del panel, con “manufacturing robots”, considerando i robot, da quelli industriali agli androidi, alle applicazione mobili dell’intelligenza artificiale, una espressione massima di industria, creatività, innovazione e arte, come ben dimostra la proposta dell’“Orchestra Meccanica Marinetti”, importante biglietto da visita per il futuro della nostra area.

Manufacturing FIAT 500

- Roberto Giolito (Advanced Design Fiat)

Il designer della 500 Roberto Giolito racconta come è nato il design di questa autovettura simbolo della manifattura industriale italiana.

A Manifesto for Networked Objects

- Julian Bleecker, professore University of Southern California

Ora anche gli oggetti sono in rete, sono arrivati i blogject, gli oggetti che bloggano. Una volta che le “cose” sono connesse a Internet diventano nodi attivi del sistema relazionale, facilitando, collegando e contribuendo all’interscambio dei network sociali, ridefinendo la relazione tra la presenza e la mobilità nel mondo fisico.

Manufacturing Digital Art

- Massimo Banzi, co-fondatore Arduino

- Fabio Franchino e Giorgio Olivero, artisti

Negli anni 90 l’arte digitale richiamava l’immateriale, oggi la società si rapporta alle tecnologie con naturalezza, lasciando che l’immateriale diventi reale, sperimentando sempre nuove interazioni intelligenti tra uomo e macchina, che nel frattempo si è completamente integrata nella vita quotidiana. La manifattura riguarda anche l’arte digitale, dove lo sviluppo di strumenti come la piattaforma Arduino e l’esplosivo avvento di stampanti 3D e di strumentazioni per la fabbricazione digitale ha portato a una integrazione del digitale nel reale– Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, piattaforma hardware open source.

Manufacturing Future Designs

- Donald Norman, direttore of the Institute for Cognitive Science

- Bruce Sterling, scrittore

- Luca De Biase, direttore Nova24 – Sole24Ore

- Gino Bistagnino, professore Politecnico di Torino

Donal Norman presenta il suo ultimo libro “Design del futuro”, dove gli oggetti, agenti di un macrosistema operativo, sono collegati in una rete pervasiva dove la relazione assume più importanza della funzione.
Relazione che include un discorso sulla sostenibilità, in quanto la nocività di un elemento può contagiare il sistema intero.

Manufacturing Consent

- Janez Jansa, artista

- Paolo Cirio, artista

- Antonio Caronia, teorico

Le recenti vicende storiche nella società contemporanea, accecata dai consumi e dall’inquinamento informativo, testimoniano come l’uomo può subire forme di ipnosi collettive orchestrate da un apparato di comunicazione in grado di costruire macchine culturali che trasformano alienazione e disparità in consenso, attraverso strategie “emozionali” che fanno convergere le coscienze: dove finisce la comunicazione e inizia la propaganda?

From Land Art to Bioart

- Ivana Mulatero, critico

- Gianluca Cosmacini, architetto

- Franco Torriani, critico

Presentazione del libro “From Land Art to Bioart”, pubblicato da Hopefulmonster Press, di Ivana Mulatero.

Is Life Manufacturable?

- Franco Torriani, critico

- Luis Bec, artista

- Nicole C. Karafyllis, biologa e filosofa

La vita è entrata pienamente nel processo produttivo manifatturiero, creando realtà ibride che si pongono su un ampio spettro tra due poli: entità viventi naturali e artefatti tecnici. Biofatti, zootecnosemiotica, nanotecnologie: sta nascendo una “biologia parallela”, dove organismi artificiali acquisiscono le proprietà del vivente?

Two Architectures: Atoms and Bits

- Marcos Novak, architetto

- Bruce Sterling, scrittore

Il teorico dell’architettura Marcos Novak e Bruce Sterling discutono classici concetti di Novak quali la “transvergenza”, le “transrchitetture”, la “transmodernità”, le “architetture liquide”, la “musica navigabile”, il “cinema abitabile”, l’“archimusica”. Esplorazioni architettoniche nella realtà virtuale, aumentata, mixed e alternativa.

Cerimonia Share Prize

La giuria:

- Bruce Sterling

- Anne Nigten

- Stefano Mirti

Vincitore: Delicate Boundaries di Christine Sugrue

12 marzo 2008
L’Art Center College apre un dialogo globale
Global Dialogues Il mondo del design e dell’innovazione è cambiato molto nell’ultima decade. Le sfide sono più complesse, intricate e sistemiche, e di conseguenza richiedono un approccio sempre più olistico e multidisciplinare, specialmente nell’educazione.

O nelle parole di Richard Koshalek, presidente dell’ Art Center College of Design:

“I requisiti educazionali di settori complessi come il design, assieme ai progressi della tecnologia e delle comunicazioni, richiedono che i college e le università distribuiscano conoscenza ed esperienza a livello globale.”

La rinomata Art Center College of Design sta puntando a qualcosa di molto ambizioso – sta uscendo dal suo spazio fisico, e sta creando una serie di quello che definirei “open innovation forums” su scala globale, tutti con l’obiettivo di “sviluppare la gente”.

Settimana scorsa sono stato invitato (grazie, Rudy) a prendere parte ad uno di essi: l’evento Disruptive Thinking a Barcellona.

L’evento di Barcellona, organizzato in collaborazione con la scuola di economia ESADE, è il primo di una serie di dialoghi globali che l’Art Center sta organizzando in diversi continenti e online.

Un impegno sociale

L’Art Center ha un iniziativa che mi piace molto: designmatters. Inaugurata nel Dicembre del 2001, Designmatters presso Art Center esplora i benefici sociali e umanitari del designe e del business responsabile.

Designmatters è una parte cruciale del Progetto Barcellona: le collaborazioni con le istituzioni educative, civiche e culturali specialmente nei temi sociali ed umanitari sono un obiettivo chiave.

Uno dei temi che il progetto Barcellona vuole affrontare in particolare è quello del ruolo del desgin nelle città, che “dev’essere ridefinito d’accordo ai principi della sostenibilità — non solo in relazione con l’ambiente, ma anche in termini di produzione e condumo di energia, prosperità economica, giustizia sociale e sviluppo culturale”. E così dovrebbe essere.

Cercare di pensare in modo dirompente

Gli organizzatori hanno cercato “pensatori e professionisti ‘dirompenti’ che — nonostante comporti diversi rischi — portino energia vitale da incidere a questi argomenti e li spingano in nuove e produttive direzioni per la società.”

L’evento è stato presieduto dal giornalista britannico Richard Addis, che ha selezionato principalmente presentatori britannici per ognuna delle sei sessioni.

Josh Nakaya, uno studente di product design dell’Art Center ha fatto davvero un ottimo laboro nel mettere su blog la conferenza, e poi aggiungendo le risposte. Sono disponibili anche dei video streams. Quindi faro riferimento a questi riassunti e video sui miei commenti in seguito. C’è anche un sito con l’intero schieramento di speakers.

Ecco le sei sessioni:

Cambiamento climatico [riassunto - risposte - video]

In questa prima sessione Harry Eyers del Financial Times ha conversato con Peter Head di ARUP e Sara Wheeler, una scrittice sull’ambiente.

Harry Eyres ha iniziato con la domanda: “La minaccia e la realtà del cambiamento climatico possono essere di ispirazione per riprogettare il modo in cui viviamo?”

Alla fine non è stato detto niente di nuovo o dirompente, ma Sara Wheeler ha fatto una forte dichiarazione che ho apprezzato molto: “Il cambiamento climatico è ormai parte dell’esperienza umana, di quello che è essere umano. Bisogna riflettere veramente su questo.” Ha anche dato il tono giusto per avviare la conferenza con questo tema ambientale.

Geopolitica [riassunto - risposte - video]

Richard Addis ha presieduto la sessione di geoplitica. La sua scelta degli ospiti è stata inusuale ma sicuramente difendibile: Ron Haviv che è un fotografo giornalista di guerra (con un sito degno di nota), e Bernard Tabaire, il coraggioso, considerato ed altamente eloquente redattore del giornale dell Uganda The Monitor, che continua a finire nei guai con le autorità dell’Uganda. Mi è piaciuta l’idea di parlare di geopolitica con gente che vive gli effetti di queste scelte nelle loro vite quotidiane.

Nonostante Richard sia partito con la giusta dichiarazione (“la politica riguarda la leadership”), la discussione è degradata velocemente in idee piuttosto (forse dirompenti ma decisamente) irrealistiche di cambiamento, come abolire gli eserciti o i politici, sottolineate da taglienti critiche sui comportamenti dei governi.

Riflettendoci, sono completamente d’accordo con quello che Josh Nakaya ha scritto nella sua risposta.

Business [riassunto - risposte - video]

Questo è stato il dialogo più breve: Lynda Sale, partner di Sale Owen, consulente di marketing e artista ha discusso di pensiero dirompente nel business con Alfons Sauquet, preside della scuola di economia ESADE.

Sauquet sostiene che le aziende devono riconsiderare se stesse in modo da provvedere un ambiente che attragga la gente migliore in modo di dare luogo all’innovazione.

Scienza [riuassunto - risposte - video]

Questa è stata senz’altro la sezione migliore, se c’è un video che dovete vedere è questo. La sessione è stata presieduta dallo scrittore Robert Matthews che ha portato come ospiti la fisica teoretica Fotini Markopoulou, l’astronomo David Hughes e il matematico David Orell.

A parte alcuni pensieri più dirompenti (perchè non ci dovrebbe essere un conferenza sul pensiero dirompente su un pianeta distante 400 anni luce da noi?), i tre scienziati hanno sottolineato quanto poco sappiano adesso di quello che credevano di sapere agli inizi delle loro carriere. Questo certamente implica, come ha detto l’astronomo David Hughes , un profondo senso di umiltà, una lezione non solo per i scienziati.

Fede [riassunto - risposte - video]

Bigna Pfenninger, redattore fondatore di The Drawbridge, ha invitato lo scienziato accademico Charles Pasternak e la cordiale egittologa Joann Fletcher.

Da questa sessione si sono sviluppate principalmente tre linee di pensiero: la spiritualità non può essere messa da parte semplicemente come illusione; è impossibile capire molte parti del nostro mondo e della nostra storia senza capire o apprezzare i nostri sistemi di credenze; e la fede – che sia considerata un placebo o meno – è così forte da condizionare le circostanze.

Sono d’accordo con i commenti di Josh Nakaya su questa sessione, vorrei aggiungere che la fede qui è stata interpretata in modo piuttosto ristretto esclusivamente come credo religioso o spiritualità. Tuttavia ognuno di noi ha delle credenze, convinzioni, presupposti, che non sono giustificati dai fatti. Costruiamo credenze per gestire il nostro mondo. Ma il nostro mondo spesso cambia più velocemente di queste credenze, il che porta a tutti i tipi di frizioni, con gente che lotta battaglie del passato, o politici che fanno decisioni sul futuro basandosi su sistemi di credenze che sono stati definiti da fatti ed esperienze passati da decine di anni.

Design [riassunto - risposte - video]

Finalmente, Stephen Bayley, il quale è un commentatore di design e fondatore del Design Museum, ha avuto tre ospiti: Blaise Agüera y Arcas, un architetto presso Microsoft Live Labs, architetto di Seadragon, e co-creatore di Photosynth, Chris Lefteri, un esperto di materiali e product designer, e Thom Mayne, architetto e fondatore di Morphosis.

Si è dedicato molto tempo alla discussione di concetti astratti come la bellezza o la permanenza, mentre altr idee — la rilevanza del pensare in termini di ecosistema al design, concetti come il coinvolgimento o il mistero, e come al giorno d’oggi siamo sempre più guidati dall’esperienza dell’interazione — sono stati toccati ma non approfonditi.

In breve

L’andamento dell’evento non è stato l’ideale: alcuni dei presentatori non hanno condotto molto bene le loro sessioni, non tutti avevano idee rilevanti da contribuire, e non sempre c’era un collegamento tra il pensiero dirompente ed l’argomento discusso, e non sempre era chiara la direzione che si voleva seguire.

Ho anche riflettuto su fino a quale punto ho effettivamente sentito dei temi innovativi, o sul fatto che le cose che ho sentito si potessero trovare facilmente su un libro o una buona rivista.

La risposta è probabilmente sì. Ma il libri e le riviste sono monologhi per natura. Questo era nella teoria e nella pratica una serie di dialoghi. All’inizio di questo articolo ho scritto che questo evento di Barcellona fa parte di un’ampia strategia di collaborazioni aperte, comunicazioni aperte e di impegno sociale. Questo non solo è un’approccio lodevole e di valore, ma è anche altemente rilevante e opportuno nella società contemporanea. Abbiamo bisogno di più di queste iniziative. Certo, devono essere messe a punto e migliorate, ma in sostanza abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione tra le discipline, tra le diverse parti della società, tra le diverse parti del mondo. Il mondo è diventato troppo complesso per permettere ad ognuno di noi di capire le cose da soli.

E secondo me questo era il vero significato di queste Conversazioni Globali.

Spero anche che l’Art Center porti a termine il suo impegno di continuare le conversazioni online, per avere un dialogo continuo. Il blog dell’evento per adesso è basicamente morto. Probabilmente questo non è lo strumento giusto – bisogna sviluppare uno nuovo.

E gli Stati Uniti?

L’Art Center è una scuola americana, con base a California. Come posso partecipare alle conversazioni globali? Molti degli eventi si svolgono in California: il recente summit di due giorni su Sistemi, Città e Mobilità Sostenibile e la prossimaconferenza Serious Play.

2 dicembre 2007
Manuale Dott07: 1
Dott Manual Dott 07 è stato un anno di progetti di design colletivi nel nord est dell’Inghilterra dedicati allo studio di come potrebbe essere la vita in una regione sostenibile – e come il design può aiutarci a raggiungerla. E’ chiamato manuale (piuttosto che libro o catalogo) perchè è sulle maniere pratiche che ha la gente per unirsi ai progetti Dott, o per fare qualcosa di simile dove abitano. In 100 pagine, completamente illustrate a colori con gente vera, il manuale Dott si trova altamente sottoprezzo su Amazon.

Puoi anche leggere il mauale online su Worldchanging.com, che sta pubblicando i suoi contenuti su una serie di installazioni. La prima e la seconda sono già disponibili.