counter create hit
Putting people first in italiano
NOTIZIE SULL’EXPERIENCE DESIGN, SUL DESIGN UTENTE-CENTRICO E SULL’INNOVAZIONE

Cultura

Design

Economia

Locations

Media

Metodi

Pubblico

Servizi

Temi sociali

Architettura


Arte


Creatività


Cultura


Identità


Mobilità


Museo


Co-creazione


Design


Design di interazione


Design dei servizi


Experience design


Presence


Ubiquitous computing


Advertising


Branding


Business


Innovazione


Marketing


Meccatronica


Tecnologia


Africa


America


Asia


Australia


Europa


Italia


Torino


Blogging


Conferenze


Giochi


Libri


Media


Mondo virtuale


Telefonia mobile


Esperienza dell'utente


Etnografia


Previsione


Prototipazione


Ricerche sull'utente


Scenari


Usabilità


Anziani


Bambini


Disabili


Giovani


Educazione


Salute


Ricerca


Servizi finanziari


Servizi pubblici


Sviluppo urbano


Turismo


Cambio sociale


Comunicazione


Digital divide


Mercati emergenti


Partecipazione


Sostenibilità


  Articoli della categoria 'Salute'
15 Maggio 2008
EMweekly /2
EMweekly Le iniziative di Sanità che utilizzano i cellulari in maniera innovativa stanno aumentando attraverso l’Africa Sub Sahariana. Innanzitutto, ci sono notizie su un servizio gratuito grazie al quale la gente senza accesso immediato ad un consiglio medico può chiamare e parlare con un dottore in determinate aree remote. A supportare questa iniziativa in Kenya, Tanzania e Uganda c’è la filiale della Zain Celtel in collaborazione con Ericsson, il cui programma include l’addestramento di operatori sanitari per la raccolta di informazioni basiche utilizzando dispositivi gratuiti ricarcabili tramite energia solare e contenenti informazioni sul pronto soccorso, sul parto ed altro. Ericsson ha avviato un programma simile focalizzandosi sulla mortalità infantile in collaborazione con MTN in Rwanda. A Ghana, un studente di medicina della NYU ha avviato un network sociale per medici sul network dei cellulari per poter collaborare tra di loro velocemente e con facilità per scambiarsi seconde opinioni e le ultime informazioni sulla sanità..

La crescita economica del Brasile tra i mercati emergenti del BRIC è stata spesso oscurata da quella della Cina e dell’India ma le ultime notizie la collocano fermamente di nuovo in primo piano. Da un esuberante report del Guardian:

La valuta brasiliana ha recentemente raggiunto un picco di nove anni contro il dollaro, l’inflazione è sotto controllo e milioni di brasiliani sono stati spinti verso una nuova classe media. Settimana scorsa, nel frattempo, il Brasile è stato premiato con lo status di “investment grade” dall’agenzia di valutazione finanziaria Standard & Poor’s, mandando le azioni del paese al loro picco più alto di sempre.

In seguito all’annuncio, il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, ha detto: “Se traduciamo questo in un linguaggio che la gente brasiliana capisca, significa che il Brasile è stato dichiarato un paese serio, che ha politiche serie, che si cura delle sue finanze con serietà e per questo meritiamo fiducia internazionale.”

In molti dei villaggi e delle cittadine dell’Africa, delle fumose lampade di kerosene sono tutto quello che tiene a bada l’oscurità dopo il tramonto. Tuttavia, il kerosene è una fonte di luce pericolosa e costoso per gli africani che non hanno accesso all’elettricità — circa tre quarti degli abitanti del continente, stando alla Banca Mondiale. La conferenza Lighting Africa 2008 ha appena avuto luogo ad Accra, Ghana la scorsa settimana e tra diverse altre soluzioni di energia rinnovabile c’era un’utilizzo innovativo dei rifiuti per generare energia elettrica prposto da un gruppo di studenti africani di Harvard.

Immaginate che il più grande operatore di telefonia mobile indiano si unisse a quello africano. L’Economist suggerisce che Bharti Airtel di Sunil Mittal potrebbe stare avviando dei dialoghi esplorativi con MTN di Sud Africa. Mentre Arun Sarin della Vodafone nega tutti i rumori sul considerare un legame di competenza, tenete a mente che anche Mittal li aveva negati appena settimana scorsa. In ogni caso, sembra indicare ad una convergenza globale che va oltre il semplice apperecchio telefonico.

L’OLPC (One Laptop per Child o il laptop da $100) è stato molto discusso ultimamente in particolare dal momento che potrebbe non essere più ‘open source’. Teemu Leinonen fa un passo indietro dal paradigma PC/software ed esplora approcci alternativi all’educazione mentre Jon Camfield discute un approccio completamente nuovo alla sua distribuzione. Chiamandolo approccio dal fondo della piramide che è meno top down e più focalizzato sugli utenti finali stessi, Camfield pone una domanda interessante,

Tutto questo va bene ed è buono, ma continua una supposizione che sto cercando di aprire per dibattere — il sistema educativo è il miglior modo di distribuire i laptop OLPC XO per creare sviluppo sostenuto?  Cosa diventerebbe il progetto OLPC se passasse ad un approccio di fondo della piramide di distribuzione della tecnologia con l’obiettivo complessivo di migliorare le comunità chiudento il “digital divide”?

EMweekly (edizioni precedenti) è una raccolta di notizie sui Mercati Emergenti curata da  Niti Bhan e David Tait (di Emerging Futures Lab).

EMweekly si focalizza su un’ampia selezione di notizie, link e articoli così come analisi e articoli di approfondimento sul mondo in via di sviluppo. Potete leggerlo su Putting People First, o ricevere EMweekly via rss o email.

Gli aggiornamenti sulle notizie dei mercati emergenti riflettono la estesa ricerca e le capacità di Experientia nei mercati di consumatori emergenti nelle nazioni in via di sviluppo come l’Africa Sud Sahariana, e Asia del Sud/Sud Est ecc.

Questa nuova offerta si fonda su una recente collaborazione strutturale tra Experientia e tre specialisti dei mercati emergenti  — Niti Bhan (base a Singapore), Claude Martin (base in Francia), e David Tait (base in Sud Africa) — e su un ampio progetto di ricerca in Africa che abbiamo appena portato a termine per una grande azienda di tecnologia.

6 Aprile 2008
Interviste alla conferenza CHI 2008
CHI 2008 Luca Chittaro (blog), un professore presso l’Università di Udine, ha seguito la conferenza CHI 2008 a Florence per Novà, il supplemento sull’innovazione de Il Sole 24 Ore.

Lui si trova già ai work-shop pre-conferenza dove sta pubblicando interviste più velocemente di quanto possiamo leggerle:

Playing with brain-computer interfaces
Lavorare con macchine o giocare ad un videogioco semplicemente col pensiero non è più fantascienza. E Anton Nijholt (bio), professore di scienze del computer presso l’Università di Twente, è uno dei ricercatori che lavorano alla costruzione delle cosiddette interfacce cervello-macchina a questo proposito. Al CHI 2008, è uno degli organizzatori del workshop su Brain-Computer Interfaces for HCI and Games che ha avuto luego ieri.

The disappearing desktop
Quante volte avete l’impressione che i computer e i dispositivi mobili non vi stiano aiutando a gestire la vostra informazione personale come dovrebbero (e potrebbero)? Cosa possono fare la ricerca e le nuove applicazioni per migliorare questa situazione? Luca Chittaro ha parlato di questo con due esperti: Jaime Teevan (Microsoft Research) e William Jones (Università di Washington). William e Jaime hanno pubblicato il libro “Personal Information Management“, e William è l’autore del libro “Keeping Found Things Found“. Al CHI 2008, stanno organizzando un workshop intitolato The Disappearing Desktop: Personal Information Management 2008.

Intercultural interaction design
Come dovremmo affrontare il design di interazione quando le applicazioni sono destinate a paesi estranieri? E se quei paesi facessero parte del mondo in via di sviluppo? John Thomas si occupa di queste questioni. Lui fa parte dello Staff di Ricerca presso il Centro di Ricerca T. J. Watson dell’IBM, e lavora nell’area delle Interazioni Uomo-Macchina da 30 anni, pubblicando più di 150 paper. Al CHI 2008, è uno degli organizzatori del workshop HCI for Community and International Development.

Exertion interfaces
Presto faremo attività sportive con i nostri amici anche se non ci troviamo nello stesso luogo fisico. Più in general, i computer verranno utilizzati sempre più spesso per persuaderci ad esercitarci fisicamente e a rendere gli esercizi più divertenti. Al CHI 2008, Florian ‘Floyd’ Mueller e Stefan Agamanolis hanno organizzato il workshop su Exertion Interfaces.

Computers for mental health
I computer saranno mai capaci di aiutarci a farci sentire meglio quando siamo depressi o potranno mai essere utilizzati per aiutare a trattare le numerose malattie mentali esistenti? Presso il CHI 2008, Gavin Doherty (Trinity College Dublin) ha organizzato un workshop specifico su Technology in Mental Health. Chittaro ha parlato con lui per apprendere il perché e il come i computer possono giovare alla nostra saluta mentale.

29 Febbraio 2008
Ricerca etnografica nello svilupo di dispositivi medici
Observation Stephen Wilcox descrive su Medical Device Link come la ricerca etnografica, quando usata correttamente, possa fornire dati concreti per guidare le scelte di business di un’azienda di dispositivi.

L’utilizzo della ricerca etnografica sta diventando sempre più comune nello sviluppo di dispositivi medici. Tuttavia, la sua relativa onnipresenza fa sorgere un importante quesito: Come può acquisire validità la ricerca etnografica? Per validità intendo il grado di precisione che le scoperte della ricerca raggiungono nello esporre i fatti del mondo reale che si propongono descrivere.

Non sempre si applica la questione della validità alla ricerca etnografica, almeno non a tutte le ricerche a cui viene applicato il termine etnografico. Molte delle cosiddette ricerche etnografiche—forse la maggior parte di esse—sono pensate semplicemente per generare idee, cioè, per stimolare la creatività. Inevitabilmente, quando i componenti dei gruppi di progettazione di dispositivi vanno sul campo ed osservano direttamente come i loro dispositivi ed altri dispositivi vengono utilizzati, si generano opinioni e nuove idee. Questo è certamente un obiettivo ragionevole e produttivo per la ricerca sul campo.

Tuttavia, c’è un altro fine, forse più ambizioso, al quale può venire applicato la ricerca etnografica—per guidare le scelte di business riguardanti lo sviluppo di nuovi prodotti, per esempio, per determinare di quali nuovi dispositivi si ha bisogno, quali caratteristiche dovrebbero avere i nuovi dispositivi, e così via. Quello a cui ammontano le “scelte guida di business”, ovviamente, è fornire informazioni per determinare quanti milioni, o decine di milioni, o persino centinaia di milioni di dollari per la ricerca e sviluppo possono essere spesi nel modo più produttivo.

Leggi tutto l’articolo

20 Febbraio 2008
Portare a casa i dispositivi medici
Glucose meter Mentre i dispositivi medici si spostano dagli ospedali alle case, i fabbricanti dei dispositivi devono creare un’esperienza positiva per gli utenti dice Matthew Jordan, direttore di ricerca ed interazione presso l’Insight Product Development, in un lungo articolo su Medical Device Link.

Certe macrotendenze nelle industrie dei dispositivi medici hanno creato un ambiente nel quale è fondamentale che i prodotti facciano un lavoro migliore nel sostenere le necessità dei pazienti. In generale, la popolazione sta invecchiando. La gente vive più a lungo e di conseguenza richiede più cure. Ma gli ospedali e i fisici si sforzano per equilibrare profitto ed eccellenza nei trattamenti. La media della permanenza dei  pazienti è calata considerevolmente durante gli anni ‘90. Le cure si sono spostate dall’ospedale alla casa e dai clinici ai famigliari e ai pazienti stessi.

I progressi nella tecnologia sono stati in grado di sostenere questa tendenza. Con la miniaturizzazione e il rafforzamento dei componenti hardware principali come le pompe, i processorim e i display, i dispositivi sono diventati molto più portatili, e piccoli a sufficienza da poter essere portati a mano, indossati, o trasportati sulla sedia a rotelle.

I pazienti stessi sono cambiati negli ultimi anni. Dato che i pazienti (e la loro famiglia) sono in grado di accedere all’informazione tramite Internet, stanno diventando più informati sulle opzioni di cura - inclusi dispositivi, terapie, e interventi - che possono ricevere per affrontare la loro condizione. I pazienti inoltre partecipano in comunità virtuali o del mondo reale, e quindi sono sempre più potenti ed attivi nelle decisioni che riguardano la loro salute.

Per via di queste macrotendenze nella sanità, i dispositivi medici sono usati sempre più spesso nelle case e sono usati in modo differente rispetto agli ospedali. E’ utile esplorare queste differenze tematiche prima di discutere come i prodotti medici  debbano essere progettati specificamente per l’uso domestico.

Leggi tutto l’articolo

11 Dicembre 2007
Intervista a Hilary Cottam
Hilary Cottam Mi è costato parecchio fissare un’intervista con Hilary Cottam, Designer of the Year 2005 britannica e precedente direttrice di RED [sito archiviato], l’unità d’innovazione del Consiglio del Design del Regno Unito chiusa nel frattempo, e ora uno dei partner fondatori di Participle. Ma ne è valsa la pena.

Nei 30 minuti di intervista abbiamo discusso diverse aree che stanno a cuore a questo, incluse co-creazione con gli utenti finali, il potere del design di trasformare i servizi pubblici e provvedere un nuovo approccio all’affrontare problemi difficili come il diabete, e che ora ha a che fare in modo costruttivo con una popolazione che invecchia. Naturalmente ha anche parlato della sua nuova avventura Participle.

L’intervista è stata pubblicata sul sito di Torino World Design Capital, dove l’autore di questo blog partecipa mensilmente.

Leggi tutto l’articolo

22 Novembre 2007
Progettare l”attenzione’ nell’attenzione medica
Intel's MCA Il Business Week riflette su come migliorare l’esperienza dell’utente potrebbe portare la gente a fare lricorso regolarmente al sistema per supportare le scelte più salutari che potrebbero aiutare ad evitare le malattie più serie.

“Concentrarsi nel migliorare l’esperienza dell’utente potrebbe portare la gente a fare ricorso regolarmente al sistema per supportare le scelte più salutari che potrebbero aiutare ad evitare le malattie più serie. Le innovazioni sono richieste in quanto sono importanti per le necessità della gente ed incoraggiano la conformità, migliorano la comunicazione tra paziente e dottore, ed aiutano alla gente a diventare più salutare.”

Leggi tutto l’articolo

3 Novembre 2007
La semplicità domani
The Simplicity Event Settimana scorsa sono stato al Philips Simplicity Event a Londra. E’ stato un misto di presentazione visuale, esibizione di prototipi, evento di networking, ed opportunità di marketing. I prototipi in mostra erano design concettuali per gli ambienti di interesse sociale proiettati cinque anni nel futuro. Sviluppati da Philips Design, rappresentano la direzione della linea di pensiero dell’azienda nello sviluppo dei prodotti futuri.

Tutto era guidato da una visione messa in parole da Stefano Marzano, Direttore Esecutivo di Philips Design, nel seguente modo: “Non c’è un buon design che non si basi sul capire la gente”.

Comunicato Stampa della Philips

I concetti del design sono stati dimostrati in scenari di vita quotidiana. Una delle tendenze che la Philips sta studiando è quella della crescente prevalenza di coppie che mettono su famiglia tardi nella vita. Nel design concept di “Celebrating Pregnancy” Philips ha mostrato come attraverso una tecnologia avanzata e un approccio creativo nei confronti del design, i futuri genitori possono esperiementare “le meraviglie di una vista all’interno del grembo materno”.

L’Ambient Healing Space offre ai pazienti l’abilità di rendere la loro permanenza in ospedale più confortevole mentre permette allo staff dell’ospedale di coinvolgere i pazienti nei propri trattamenti. “Daylight” è uno scenario di un hotel che suggerisce che il viaggiare a zone con un fuso orario diverso sia rinvigorente più che estenuante.

- Comunicato stampa | Background information
- Ulteriori informazioni sull’insieme dei concetti
- Comunicato stampa: Philips introduce semplicità all’esperienza dell’hotel introduces simplicity to the hotel
- Video: Simplicity Event | Il Making Of | Megawhat.TV coverage

Altri siti hanno scritto sull’evento, tra cui AV Review, Design Taxi, Engadget, Geeks Are Sexy, I4U News, Pocket Lint (Wellness concepts, Hospital concepts, Daylight window, and Megawhat live), Tech.co.uk, and Trusted Reviews (Part One, Part Two, Showcase)

Alcuni concetti più vecchi possono essere visti presso il sito Simplicity Event.

20 Ottobre 2007
Participle, un nuovo tipo di iniziativa sociale
Hilary Cottam Hilary Cottam, Designer Britannica dell’anno 2005 ed ex-direttrice di RED [sito-archivio], l’ormai chiusa unità d’innovazione del Consiglio del Design Britannico, è al giorno d’oggi una dei partner fondatori di Participle, una nuova iniziativa sociale che si occupa del design della prossima generazione di servizi pubblici, con particolare attenzione nei grandi ed apparentemente intrattabili problemi sociali del XXI secolo.

Gli altri due co-fondatori di Participle sono Charles Leadbeater, il pensatore ed innovatore internazionalmente riconosciuto, e l’autore del libro We-Think, e Colin Burns, designer ed ex-direttore esecutivo dell’IDEO London. L’iniziativa è supportata da NESTA, dove Participle ha i suoi uffici.

Participle progetta servizi pubblici che forniscano soluzioni sistemiche non solo per i persistenti problemi di disuguaglianza, povertà e marginalità, ma anche ai ‘nuovi’ problemi risultanti dai cambiamenti demografici, dai nuovi stili di vita e dalla scarsezza dità risorse globali: malattie croniche a lungo termine, studiare culture oltre quelle proposte dalle scuole, nuovi approcci al crimine ed alla sicurezza, nuovi approcci alla collaborazione comunitaria e all’isolazione sociale e nuovi sistemi di energia. Un breve presentazione è disponibile da scaricare (pdf, 560 kb, 3 pagine).

La metodologia di Participle è quella del transformation design (pdf), un’approccio ibrido che combina metodologie centrate sulla gente con il pensiero di politiche sistemiche:

“Cominciamo dall’individuo, sbloccando un set unico di considerazioni e motivazioni, che poi applichiamo sul complesso dei problemi sistemici a cui stiamo cercando una risposta.

Il nostro approccio ibrido comporta anche dei test e delle modalità di misurazione diverse. Noi applichiamo rapidamente i nostri pensieri allo sviluppo di ‘prototipi’. I prototipi sono diversi dai progetti pilota: vengono effettuati modelli di servizi sviluppati in situ, i quali vengono poi sottoposti a test e migliorati in cicli veloci, sempre in situ. Questo approccio riduce il rischio e tende a produrre nuovi servizi che funzionano e anche significative idee per nuove politiche.

Il nostro approccio ibrido e il nostro punto di partenza centrato sulla persona ci permette di lavorare oltre gli esistenti servizi di base, adoperando con efficienza una più vasta gamma di risorse e contribuendo così allo sviluppo di soluzioni per l’intero sistema accessibili.”

In un’intervista che ho condotto settimana scorsa, Hilary ha detto:

“In una situazione in cui un inglese su cinque ha una malattia cronica sarà più importante pensare a come iniziare a progettare nuovi servizi che abbiano a che fare con i comportamenti della gente, le emozioni e gli stili di vita ed aiutarli a prevenire l’insorgenza di una malattia cronica o almeno a gestire al meglio quella malattia nella vita quotidiana. […]

Quello che conta veramente è che possiamo portare davvero velocemente i concetti all’azione attraverso un processo di design. Il modo in cui i designer fanno prototipi ed i modelli dimostrativi molto velocemente in tempo reale, è molto diverso dal tradizionale approccio con progetti pilota nel mondo della politica, dove i modelli sono spesso costruiti in un ambiente artificiale, che in genere non da risultati molto soddisfacenti.”

Una versione completa dell’intervista con Hilary, che ha un passato nelle scienze sociali e che ha lavorato per la Banca mondiale, sarà pubblicato a breve nel sito di Torino World Design Capital.

Dato il grave stato della sanità nel Regno Unito, Participle ha molto lavoro da fare.

13 Ottobre 2007
Creative Conversion Factory
Creative Conversion Factory Giusto quando pensavate che i parchi scientifici erano basati su un paradigmna, una nuova iniziativa di scienze, tecnologia ed affari - la Creative Conversion Factory in Eindhoven, Netherlands - in Endhoven, Olanda - verrà inaugurata il 12 Novembre. Date un’occhiata alle aree d’interesse!

Trasformare idee birllanti in prodotti brillanti
Molte idee innovative brillanti non riescono a diventare nuovi, eccitanti prodotti semplicemente perchè vengono sviluppate nel posto sbagliato o nel momento sbagliato. Per esempio, un’ azienda può decidere di non appoggiare un’idea perchè non si adegua alla propria strategia, oppure un’ idea può non decollare perchè l’inventore non sa dove trovare i partner appropriati. Precisamente per rimediare a tale perdita di buone idee che un gruppo di partner si è unito per fondare la Creative Conversion Factory (CCF).

A cosa mira la CCF?
La CCF mira a facilitare e accelerare l’innovazione dei prodotti nel settore dei sistemi high-tech incoraggiando la collaborazione nel design e ITC (Information and Communications Technology) tra le aziende partecipanti ed i knowledge center. Essa fornisce un posto dove inventori, produttori e investitori posso andarsi incontro con uno spirito di innovazione aperta per rendere le idee promettenti prodotti fattibili.

Cosa offre la CCF?
La CCF accetta la presentazione di qualunque innovazione creativa e tecnologica patentabile come potenziale progetto. Le candidature saranno valutate sulla base di certi criteri, inclusa l’estensione in cui permettono alle organizzazioni partecipanti di raggiungere sinergie e di migliorare le proprie potenzialità. Una volta adottato un progetto, la CCF investiga la possibile esistenza di un mercato basato sull’idea e se il prodotto in questione sia tecnicamente realizzabile o meno. La CCF coordina i contatti tra i diversi partecipanti. In principio, il risultato del progetto è il prototipo di un prodotto.

Quali potenzialità comprende?
Fino ad ora la CCF ha definito tree aree principali di potenzialità che può applicare nei prodotti adottati:

  1. Tecnologia dei sensori, inclusi sensori ed attuatori, piattaforme software e hardware, comunicazioni wireless e soluzioni di programmazioni di alto livello per l’utente finale;
  2. Illuminazione, concentrarsi su soluzioni creative basate sulle nuove tecnologie che permettano di integrare un’ illuminazione altamente controllabile negli ambienti circostanti; e
  3. Psicologia, specialmente tecniche per influenzare positivamente i comportamenti e le attitudini della gente.

Quali sono le attuali aree d’interesse?
I progetti intrapresi dalla CCF si concentrano sull’Esperienza dell’Ambiente, ad esempio,l’inserimento di tecnologie intelligenti nell’ambiente per rendere la vita della gente più gradevole, semplice e produttiva. Durante la fase iniziale, verranno enfatizzati due temi riguardanti questo argomento: Mobilità e Navigazione e Cura e Benessere. I partner coinvolti collaboreranno per sviluppare nuovi concetti negli ambienti di gioco interattivo che facilitano la navigazione in ambienti complessi e nella stimolazione del contatto sociale e l’esercizio fisico.

Chi sono i partner coinvolti??
I partner coinvolti nella CCF comprendono l’Università Tecnica di Endhoven (Facoltà di Design Industriale), Stichting Brainport, l’Accademia di Design di Endhoven, la Philips Research, la Philips Design, il Dutch Polymer Institute, il Holst Centre, gli Hotel NH (Kiningshof) e Living Tomorrow.

Creative Conversion Factory è un iniziativa di Emile Aarts, Manager del Programma Scientifico presso la Philips Research. Il concetto e il business plan sono stati sviluppati presso la Brainport Foundation in congiunzione con la Facoltà di Design Industriale dell’Università di Tecnologia di Endhoven, l’Accademia di Design di Endhoven, il Dutch Polymer Institute, il Holst Centre, la Philips Design, NH Koningshof e Living Tomorrow B.V.

12 Ottobre 2007
La febbre dei fattori umani
Symbiq La rivista dell’Industria Americana dei Dispositivi Medici e della Diagnosi ha pubblicato un lungo articolo sul perchè le compagnie di dispositivi stanno incorporando sempre di più fattori umani nei loro processi di sviluppo dei prodotti.

“Solo qualche anno fa, i fattori umani erano una disciplina virtualmente ignorata nel mondo dei dispositivi medici. Il design dei dispositivi era un settore dominato da ingegneri, e la loro più grande preoccupazione era se il dispositivo sarebbe funzionato bene o meno. Quanto fosse facile da usare, quanto fosse adatto all’andamento del lavoro di un dottore, e se il suo design contenesse il potenziale der provocare errori d’uso erano fattori considerati secondari, sempre che fossero considerati

Ma questo sta cambiando. Sempre più aziende di dispositivi stanno incorporando principi di fattori umani e di ergonomia nei loro design. Alcuni stanno assumendo esperti di fattori umani nei loro staff, mentre altri si rivolgono a consulenti. Sempre più dispositivi passano attraverso test di usabilità prima di essere lanciati sul mercato. E la FDA (Food and Drug Administration) sta cominciando a rifutare “è stato un errore dell’utente, non un problema del design” come scusa per i problemi del settore. […]

Quello che segue è uno sguardo ad alcune delle tendenze che stanno portando i manufattori dei dispositivi medici a cambiare le loro pratiche di design, e che dovrebbero obbligare a chi non l’ha ancora fatto a riconsiderare.”

Leggi tutto l’articolo

2 Ottobre 2007
Intervista al direttore del Programma di Innovazione SPARC presso la Mayo Clinic
Ryan Armbruster In quanto direttore del Programma di Innovazione SPARC della Mayo Clinic, Ryan Armbruster guida la clinica a soluzioni che non si limitano a potenziare l’esperienza dell’utente ma ne migliorano i risultati al livello sanitario.

Brandon Schauer di Adaptive Path ha avuto l’opportunità di parlare con Ryan Armbruster sul Programma di Innovazione SPARC, su come questo venga integrato con la più ampia organizzazione, e sul ruolo dell’emozione nell’esperienza.

“L’approccio adottato dalla Mayo Clinic ai servizi sanitari si sostanzia nel porre le necessità del pazinte al primo posto. […]

“In primo luogo cerchiamo di capire quali siano i bisogni dei pazienti, spesso attraverso l’osservazione e studi etnografici. Dopo cominciamo a formulare soluzioni, o a modellare o modificare soluzioni per andare incontro alle necessità dei pazienti. Aiutiamo i nostri partner attraverso la trasformazione dei risultati delle ricerche in soluzioni concrete che possano fornire un valore maggiore ai nostri pazienti.”

Leggi l’intervista

25 Settembre 2007
Una ricerca etnografica per progettare un migliore dispositivo per l’osteoporosi? Certamente!
Osteoporosis Diagnosis Device Oggi, Cooler Solutions, azienda di innovazione di prodotti operante nel settore dell’healthcare e del benessere, ha annunciato lo sviluppo di componenti per un nuovo dispositivo di test osseo che rivoluzionerà la valutazione del rischio della fraturra di ossa.

In collaborazione con i migliori ricercatori dell’Università Health Network di Toronto (UHN), Cooler Solutions riprogetterà le componenti e implementerà la costruzione di nuovi dispositivi per la misurazione della forza delle ossa nei pazienti affetti da osteoporosi. L’analizzatore medico (MRTA) offrirà una modalità di diagnosi e di prevenzione dell’osteoporosi più accurata ed economica. Il prodotto in questione, MRTA, è portatile e non invasivo progettato per misurare le proprietà meccaniche delle ossa (resistenza ed elasticità) e per quantificare la “durezza” delle ossa.

Lavorando insieme agli stakeholder presso l’UHN, i designere gli ingegneri di Cooler Solutions svilupperanno la tecnologia già esistente dell’MRTA per implementarla in un prodotto user-friendly, economico e commercialmente fattibile. Cooler lavorerà per migliorare le performance e l’accuratezza del prodotto, potenziando l’esperienza dell’utente come dell’operatore. Attraverso una ricerca etnografica orientata all’utente condotta da Cooler, le esperienze di paziente ed operatore con il dispositivo condurranno a doluzioni finali di design.

Leggi la storia

25 Agosto 2007
Charmr, un lodabile progetto di Adaptive Path R&D
Charmr Sfidata da una lettera aperta che una paziente diabetica, Amy Tenderich, ha scitto a Steve Jobs, l’azienda di consulenza sull’experience design Adaptive Path ha sviluppato Charmr, un concept di experience design per la progettare come la pompa di insulina e i tester di glucosio potrebbero funzionare nei prossimi cinque anni da ora.

Come riporta il CNet News, Charmr è “un prototipo più funzionale di un monitor per il glucosio ed una pompa di insulina, che l’utente può applicare sul proprio corpo direttamente come un adesivo.”

Il progetto è il risultato di interviste a diabetici e consultazione di Tenderich, efficace fonte di informazione, e di link per community di diabetici.

Alexa Andrzejewski, interaction designer, sottolinea come Charmr non sia un prodotto, ma la proiezione dell’esperienza che le persone affette da diabete potranno vivere nei prossimi anni grazie all’adozione di una prospettiva utente-centrica.

Come spiegato da Dan Saffer, sono state dedicate ben tre settimane per imparare quanto possibile sul diabete e parlare con pazienti ed esperti, ed un’altra settimana per analizzare ed elaborare tutti i dati raccolti. Altre due settimane sono state dedicate al concepting in modo da generare il più vasto numero di idee possibile in merito al design. Successivamente è stato realizzato il visual ed interaction design per dar forma ai concept, nonchè un filmato per spiegare la vision.

Ovviamente sono stati ricoperti da feedback positivi.

5 Agosto 2007
Social network sulla salute
Social networks Il New York Times approfondisce il tema dei network sociali e la loro influenza su tematiche inerenti la salute.

Uno studio pubblicato recentemente dal New England Journal of Medicine afferma che l’obesità, ad esempio, si diffonde da un amico all’altro più facilmente di un virus.

I network sociali diventano così terreno fertile non solo per la diffusione di influenze o simili, ma anche per comportamenti, negativi o positivi, che possono influenzare la sfera della salute dell’individuo come della comunità.
La ricerca condotta ha investito anche temi come la diffusione all’interno dei network sociali del tabagismo, depressione e suicidio.

Leggi la storia

5 Agosto 2007
Cosa vogliono i pazienti
SPARC Ho già trattato, in passato, all’interno di questo blog del Programma SPARC diretto dalla Mayo Clinic del Minnesota, che impiega tecniche etnografiche, prototipazione, design thinking e integrazione di business, ma adesso ho trovato ulteriore materiale interessante a riguardo.

Primo tra questi l’articolo del Minnesota Medicine che spiega nel dettaglio come dottori e designer della Mayo Clinic stiano adottando un processo creativo preso in prestito dall’economia per migliorare ed arricchire l’esperienza del paziente.

Alan K. Duncan, direttore medico del Laboratorio di Innovazione SPARC della Mayo Clinic, puntualizza alcuni concetti che medici e designer stanno testando. Duncan afferma che ogni concept sviluppato deriva dall’osservazione dell’interazione medico-paziente. Lo scopo, spiega, è riprogettare l’esperienza del paziente per migliorarla, “Tutto ciò che noi facciamo deriva dal punto di vista del paziente”, afferma.

Il laboratorio fu realizzato tramite fondi interni, finanziamenti di filantropi ed una donazione della VHA Health Foundation, la quale pubblicò un post sul proprio sito sul programma SPARC, focalizzandosi sulla dimensione di design del progetto.

Alan K. Duncan ha creato anche una “monografia” (3.1 mb) di 41 slide che illustra la sua esperienza con il Programma di Innovazione SPARC.

All’interno di tale documento il direttore medico del laboratorio, descrive l’approccio pratico adottato per fondere il pensiero di design all’interno della definizione di servizi inerenti il settore dell’healthcare.

Ancora, ho rintracciato un’intervista con Alan K. Duncan, pubblicata in una parte del 2005//T Design Strategy Conference, nel corso della quale egli spiega come il Programma SPARC sia capace di migliorare l’healthcare armonizzando le pratiche di design e medicina insieme.

(via Design for India)

17 Luglio 2007
Rivoluzionare le protesi attraverso il design utente-centrico
Oscar Pistorius Questo weekend ho assistito alla magnifica impresa del sudafricano Oscar Pistorius, privo di entrambe le gambe, il quale ha corso con un corpo abile da atleta per la prima volta in una competizione di alto livello (la Roma Golden League), ed è arrivato secondo. Puoi vederlo qui su YouTube.

Adesso il Business Week riferisce come Ossur, il fornitore di Pistorius, syia impiegando il design utente centrico per offrire delle protesi per i piedi dotate di maggiore stabilità.

“Adottando il design utente centrico, il team di ricerca e sviluppo di Ossur—fornitore del corridore sudafricano Oscar Pistorius—raccoglie regolarmente aneddoti dai pazienti trasmessi dai clinici di diverse nazioni, tra cui Germania, Belgio e Stati Uniti. Janusson, vicepresidente della sezione R&D di Ossur, ricerca dei modelli all’interno dei feedback. Molte persone con arti amputati, affermano Janusson ed il suo team, segnalano cadute mentre indossano protesi che dovrebbero aiutarli a camminare e muoversi.

Mentre i designer di dispositivi medici probabilmente conoscono questo problema, nessuno propone le soluzioni sofisticate di Ossur: per creare un affidabile piede che riesca a reagire in tempo reale ad un movimento della persona. La soluzione di Janusson è stata quella di impiegare una tecnologia mai adottata prima in questo campo: l’intelligenza artificiale.”

- Leggi la storia
- Guarda lo slideshow

16 Luglio 2007
Coinvolgere i medici nella progettazione di dispositivi medici
Motion C5 GovernmentHealth IT ha pubblicato un articolo che mostra un recente campionamento di dispositivi e applicazioni mobili realizzato dai medici.

“Assistenti personali digitali sono ‘vecchi cappelli’ per molti medici. Ma la nuova generazione di tecnologie mobili che integrano i dispositivi portatili con software e servizi affinati per il mind-set medico adesso punta più direttamente ai dottori.

La ragione di questo cambiamento è imputabile al fatto che i dottori sono più attivamente coinvolti nello sviluppo dei prodotti. I produttori li consultano per la progettazione di elementi ed in alcuni casi i i medici diventano imprenditori e sviluppano prodotti per i loro colleghi. L’offerta si compone di un vasto range di prodotti da sistemi di hosted messaging a PC portatili.

Il risultato è un insieme di prodotti e servizi realizzatii per rispondere alle esigenze di medici per quanto concerne sopratutto velocità e mobilità, tra cui il Motion C5 medical tablet PC.

Per molte nuove tecnologie, i tempi di risposta e la convenienza sono criteri centrali. Un medico può impiegare il tempo di raggiungimento dell’ospedale per consultare l’angiogramma cerebrale di un paziente, pr esempio, o per vedere un immagine su dispositivo mobile ovunque si trovi. Spesso si presentano casi che richiedono venga presa una decisione in tre ore dal presentarsi dei sintomi — e questo può essere facilitato se i dottori possono ricevere i risultati di test diagnostici a portata di mano.”

Leggi la storia

10 Luglio 2007
IBM sostiene che il settore sanitario si stia muovendo sotto l’influenza di terribili interfacce
New Paradigms for Using Computers 2007 “La computerizzazione dell’archiviazione nel settore della salute rimane una necessità ed una sfida, afferma l’IT ed i dignitari del settore in occasione della conferenza tenutasi lunedì scorso a San Jose, California, sponsorizzata dall’IBM” riporta InfoWorld.

IIl workshop dell’IBM Nuovi paradigmi per l’Utilizzo dei Computer nel 2007 si è focalizzato sulle interfacce del settore sanitario. I workshop degli scorsi anni sono stati rivolti a vari argomenti come il Web 2.0 ed il mobile computing.

“La salute si sta muovendo nella direzione della computerizzazione, ma persistono numerose difficoltà all’interno delle interfacce impiegate che non sono state risolte,” sostiene John Barton, manager dell’Interaction Science presso l’IBM.

Proprio adesso, il settore sanitario è tormentato da interfacce non adeguate, dice Paul Tang, vicepresidente e capo dell’ufficio medico presso la Palo Alto Medical Foundation in Palo Alto, California.

L’etnografia potrebbe aiutare ad individuare le informazioni realmente rilevanti e necessarie, afferma Tang.

Leggi la storia

4 Luglio 2007
Coinvolgere il consumatore finale nel design dei dispositivi medici
Medical device OEM il dispositivo medico di successo riconosce l’importanza della stretta ed intensa relazione con gli utenti finali potenziali, afferma Bill Evans in Medical Device Link.

Poichè il potenziale della tecnologia entra nei prodotti del settore medico, diviene sempre più importante per la progettazione delle funzionalità del prodotto che esse siano accessibili da parte dell’utente. La diminuzione del costo sia della potenza dei processori che degli schermi ad alta definizione, ad esempio, indica che questi stanno assumendo un ruolo ben definito in molteplici del settore dell’healthcare. Allo stesso tempo, gli utenti dei dispositivi medici sono costantemente esposti a sofisticate interfacce per l’utente (UIs). Prodotti come TiVo, iPods, telefoni cellulari, computer della Apple, e Microsoft Windows hanno contribuito ad innalzare le aspettative dell’utente. I consumatori adesso hanno la consapevolezza di quanto possa essere semplice interagire con una complessa tecnologia.

I dispositivi appena menzionati sono stati progettati per una vasta base d’utenza—dall’età di 8 anni ad 80, con obiettivi comuni. Ma i prodotti medici sono spesso progettati per target ben più ristretti. Come possono i team di designer di prodotto progettare UIs che realmente vengano compresi dai loro particolari clienti? Un UI efficiente consente all’utente di usare più efficacemente tutte le sofisticate funzionalità che il team di design ha sviluppato per attribuire al prodotto un vantaggio competitivo. Un UI intuitivo abbina il modello mentale dell’utente relativo a ciò che deve fare per far funzionare il dispositivo con come il dispositivo realmente funziona.

I produttori, quindi, possono impiegare le ricerche sull’utente per creare migliori UI.

Un primo articolo spiega come condurre la prima ricerca e creare il concept di UI. Il secondo spiega il processo che riconduce questi concetti all’utente. L’articolo inoltre descrive come i team di sviluppo possono porre le fondamenta per far fronte alle richieste della FDA per conseguire una buona progettazione dei fattori umani e del processo di validazione.

(via Usability in the News)

27 Giugno 2007
L’esecutivo dell’Intel esorta ad un design user-centred dell’IT del settore salute
Intel's MCA HIMSS Summit 2007, l’evento principale della Società Healthcare Information and Management Systems, ha proseguito lunedì con una richiesta proveniente dall’esecutivo della Intel Corporation che esorta la community dei venditori di IT nel settore della salute a focalizzare i loro sforzi nella costruzione di dispositivi più “eleganti” che riflettano una reale comprensione di come le persone utilizzano la tecnologia, scrive Richard Pizzi su Healthcare IT News.

Douglas Busch, vice presidente e capo del settore tecnologia presso il Digital Health Group dell’Intel, ha inaugurato l’annuale Summit sull’IT del settore healthcare con un discorso volto a spiegare l’impegno profuso dalla sua azienda nel processo di sviluppo centrato sull’utente, preso quale punto di riferimento per impostare l’interazione tra i fornitori del settore e l’information technology. […]

Busch ha affermato che è stata decisiva e critica l’idea di constatare il comportamento dei fornitori nell’ambiente clinico, piuttosto che basarsi semplicemente sulle dichiarazioni di infermiere e medici sottoposti ad osservazione.”

Leggi la storia