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Touch è un progetto di ricerca, condotto da Timo Arnall, che esamina la Near Field Communication (NFC), una tecnologia che abilita connessioni tra cellulari e oggetti fisici. Lo scopo del progetto è lo sviluppo di applicazioni e servizi che permettano alla gente di interagire con oggetti e situazioni quotidiane attraverso i propri dispositivi cellulari.
Il progetto, che mette insieme un gruppo interdisciplinare coinvolto nell’investigazione sociale e culturale, nel design di interazione/industriale, nella prototipazione, software, in test ed esibizioni, durerà fino al 2009 e s terrà presso il dipartimento di Interaction Design della Oslo School of Architecture and Design, in Norvegia. È stato istituito dal Norwegian Research Council. La settimana scorsa gli studenti della Oslo School of Architecture & Design hanno partecipato a un workshop Touch, in cui le indicazioni erano di progettare un’interfaccia di RFID giocosa, esplorativa o caratteristica. Questo workshop poneva l’enfasi sull’esplorazione della relazione tra l’interazione digitale attraverso RFID e le proprietà materiali degli oggeti fisici. Timo Arnall ha appena pubblicato tre recenti progetti Touch che propongono diversi sensi come metafore per l’interazione RFID |
| Articoli della categoria 'Prototipazione' |
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13 febbraio 2009
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5 febbraio 2009
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Matt Jones scrive su un breve progetto al quale ha lavorato lo scorso novembre con gli studenti del corso di Design Interactions presso la RCA,in collaborazione con il gruppo di User Experience della Vodafone.
potete trovere un breve riepilogo del lavoro sul blog di Matt Magical Nihilism. Tutti i progetti si possono trovare su http://beta.interaction.rca.ac.uk/ft/ ed hanno tenuto il blog de progetto usato per la ricerca e il work-in-progress (con i commenti disabilitati) su http://beta.interaction.rca.ac.uk/futuretribes/ per mostrare alcuni dei processi, lungo il percorso. |
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29 gennaio 2009
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| Pachube è un servizio web che permette di connettersi, mettere tag e condividere dati in tempo reale da oggetti, dispositivi, edifici e ambienti in tutto il mondo.
Lo scopo chiave è di facilitare l’interazione fra ambienti remoti, siano essi fisici o virtuali. Oltre a consentire connessioni dirette fra qualsiasi di questi due ambienti, può anche essere utilizzato per facilitare connessioni many-to-many, proprio come un patch bay fisico (o un centralino telefonico). Pachube consente a qualsiasi progetto attivo di connettersi a qualsiasi altro progetto attivo in tempo reale, ad esempio costruzioni, installazioni interattive o blog che possono “parlare” o “rispondere” fra di loro. Pachube è in qualche modo simile a YouTube, con un’eccezione: invece che condividere video, Pachube permette alle persone di controllare e di condividere dati ambientali in tempo reale, da sensori collegati a internet. Pachube agisce fra due ambienti, entrambi capaci di catturare dati di input (da sensori remoti) e fornire dati di output (a sensori remoti). Le connessioni possono essere stabilite fra qualsiasi coppia di ambienti, agevolando persino connessioni spontanee o non precedentemente programmate. Oltre a esser utilizzato in ambienti fisici, permette inoltre alle persone di integrare questi dati in pagine web, in effetti per bloggare i dati sensoriali. Tish Shute di Ugotrade ha condotto una lunga intervista col fondatore di Pachube, Usman Haque, che è stata appena pubblicata. L’intervista descrive come Haque sia stato influenzato dall’architetto Olandese Constant Nieuwenhuys e da pensatori come Adam Greenfield e Bruce Sterling, come Pachube sia stato fondato in risposta all’attuale situazione nel campo dell’ubiquitous computing e come un “modello di business guidato eticamente, permetterà a uno svariato gruppo di aziende e di individui di transire verso l’internet delle cose”. Le integrazioni del sensore/attuatore sono una parte dell’essenza di Pachube, e l’interesse per l’automazione domestica e la gestione dell’energia stanno dando molto allo slancio iniziale di Pachube. Tuttavia, Usman mette in chiaro che Pachube riguarda l’”ambiente” più che i “sensori”. “Un “ambiente” possiede strutture dinamiche di riferimento, tutte escluse quando l’attenzione è posta semplicemente sui dispositivi, sugli oggetti o sui meri sensori”. Un ruolo centrale svolto da pachube è lo sviluppo dell’Extended Environments Markup Language. Pachube esiste per facilitare lo sviluppo di una vasta gamma di nuovi prodotti e servizi, che nasceranno dalla connettività estrema. E’ relativamente semplice per grandi società di tecnologia quali Nokia o Apple transire verso l’Internet delle Cose, ma Pachube sarà utile soprattutto per l’enorme parte di attori dell’industria su piccola scala che *vogliono* diventare parte di esso, ma che solamente ora stanno muovendo i primi passi verso il potenziale di internet; designer su piccola e media scala, produttori e imprenditori, molto bravi a sviluppare i loro prodotti ma privi delle risorse necessarie per sviluppare in seno alla propria azienda un’enorme infrastruttura per le loro offerte abilitate dalla rete. Fondamentalmente, avendo costruito una mediazione di dati di fondo generalizzata per connettere entità fisiche (e virtuali) alla rete, ora altri possono cominciare a costruire applicazioni che rendano le connessioni veramente utili. Ed ecco la frase che considero più importante:
(via Bruce Sterling) |
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24 gennaio 2009
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Ho appena pubblicato un articolo su Core77 riguardante la mia visita di ieri a Kitchen Budapest.
KiBu presenterà tre progetti presso la prossima conferenza Lift09. Date un’occhiata anche a KiBu’s One Year book (pdf -28 mb), che comprende tutti i suoi progetti: espressioni del cellulare, cose intelligenti e incantevoli, interfaccia media dinamici, tecnologie di comunità e workshop. Potete trovare qualche foto della mia visita qui. |
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22 gennaio 2009
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IDEO ha appena annunciato un veloce progetto di esplorazione di interfaccia d’utente con Bug Labs, che andrà avanti per poco più di una settimana su il nuovo blog pubblico BUG+IDEO.
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17 gennaio 2009
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Qualche mese fa ho scritto su Core77 a proposito di Itsme, una nuova forma “guidata dal design” di organizzare i contenuti di un PC, che riguarda sia l’hardware sia il software della postazione di lavoro.
Il progetto è stato condotto da un gruppo di ricercatori italiani, guidati da Giorgio de Michelis. Questi ricercatori hanno appena pubblicato i risultati di una valutazione di un esperto, che consiste di 117 interviste e 201 questionari compilati.
Nella presentazione potete vedere le loro scoperte e le analisi fatte a partire dalla valutazione. Notate che la presentazione potrebbe risultare più semplice da capire se prima date uno sguardo a questa precendente presentazione generale. Sono utili anche questi video e paper scientifici. |
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17 gennaio 2009
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Experience design for interactive products: designing technology augmented urban playgrounds for girls (pdf) è il lungo titolo di un interessate paper di Aadjan van der Helm, Walter Aprile e David Keyson della Delft University of Technology.
Uno degi autori, Walter Aprile (nella foto), era un ex-membro della facoltà di Interazione di Ivrea presso l’Istituto di Design di Interazione di Ivrea. |
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2 novembre 2008
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29 ottobre 2008
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Alex Soojung-Kim Pang ha scritto una lunga riflessione sul tinkering come modo di conoscere, in seguito a una recente conferenza sullo stesso argomento. ne raccomando vivamente la lettura:
Alex Soojung-Kim Pang è direttore di ricerca presso l’Institute for the Future, un gruppo di esperti nella Silicon Valley. E’ inoltre Associate Fellow presso la Saïd Business School della Oxford University, e Senior Research Scholar presso il programma Science Technology and Society della Stanford University. (via IdeaFestival) |
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22 settembre 2008
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| A Marzo, il Copenhagen Institute of Interaction Design (blog) ha organizzato un simposio sul design di servizi.
Un po’ di tempo fa, ho scritto che i video di tre delle presentazioni (Bill Hollins, Bill Moggridge, e Jørgen Rosted) sono online. Nel frattempo puoi anche vedere i video e leggere i riassunti dei discorsi di Lavrans Løvlie (co-fondatore della consulenza di design Londinese live|work), Ezio Manzini (Politecnico di Milan), e Mikkel Rasmussen (ReD Associates). |
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8 settembre 2008
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Due delle tre presentazioni della Nokia presso la conferenza LIFT Asia si trovano ora online.
Raphael Grignani (Nokia Design, USA) ha parlato sul come Nokia Design affronti le questioni ambientali e sociali come il riciclaggio, l’energia ed il rendere i vantaggi della tecnologia cellulare disponibili per più gente, come esemplificato dal progetto Homegrown. Presentazione (con audio) Jan Chipchase (Nokia, Giappone) spiega le tendenze che daranno forma al futuro sociale, quando dovremo evolvere nuove pratiche d’uso e mettere una maggiore enfasi nel comunicare i nostri usi intesi alla gente in proddimità. Ora manca Adam Greenfield (Nokia Design, Finlandia). |
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7 settembre 2008
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The Adaptive City è il titolo di un eccellente saggio di Dan Hill sulle ultime idee riguardo l’informatica urbana e l’urban information design, l’impatto delle informazioni in tempo reale e della pianificazione collaborativa, e sopratutto il ruolo in continuo cambiamento e la nuova responsabilizzazione degli abitanti di queste città. Nella parole di Hill: le città come interfaccia dell’utente per il governo, nel quale [i cittadini] giocano un ruolo intrinseco.
Dan Hill è un senior consultant presso la rinomata ed innovativa azienda di ingegneria Arup. In precedenza, è stato direttore di rete e trasmissione presso Monocle e capo della tecnologia e design interattivi presso la BBC. Il saggio verrà pubblivato nel catalogo per la mostra di Urban Play, un progetto concepito da Scott Burnham e sviluppato con Droog Design. |
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24 agosto 2008
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3 giugno 2008
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Il numero di Primavera di Ambidextrous, la rivista di design della Stanford d.school, contiene un’intervista piuttosto lunha con Joy Mountford.
Joy progetta e gestisce interfacce da più di 20 anni. Di recente è stata vice presidente in carica del gruppo di esperienza dell’utente e design di Yahoo (dal quale è stata recentemente “mandata via in malo modo“). Joy ha anche lavorato presso la Interval Research Corporation ed è stata la fondatrice dell’acclamato Human Interface Group della Apple. Nell’intervista lei parla sul futuro del design di interfacce, la questione della privacy e molto sulla prototipazione. (via InfoDesign) |
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7 marzo 2008
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Oggi Torino World Design Capital ha pubblicato un’intervista che ho fatto di recente con Bruce Sterling. Questa volta non sugli spimes, ubiquitous computing o la fabbricazione digitale, ma sulla sua esperienza con la città dove ha passato gli ultimi sei mesi.
A Bruce piace Torino e in questa intervista lui racconta alcuni dei motivi. Lui va nel dettaglio sul perchè “Torino è a pieno titolo una città del XXI secolo” e come “in qualche modo è riuscita ad affrontare problemi con cui moltissime altre città, regioni, culture e nazioni non hanno ancora fatto i conti.” “Torino,” dice, “è uno di quei posti affini al mio carattere. Se fossi italiano e non texano, sarei probabilmente nato a Torino.” Lui ha anche condiviso con noi il contenuto di una nuova storia che ha scritto:
Bruce si trova ora negli ultim igiorni di preparazione del Share Festival che sta curando. Venite a vederlo se potete. L’intervista soffre un pò di un layout povero e non è facile vedere quali siano le mie domande, per esempio. Tutti i link sono magicamente scomparsi. Spero venga aggiustato presto. |
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27 febbraio 2008
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Donald Norman è probabilmente uno dei più importanti ospiti del prossimo Piemonte Share Festival, curato da Bruce Sterling.
Norman farà parte di un panello nel pomeriggio di Sabato 15 Marzo intitolato “Manufacturing Future Designs”. Le diverse conferenze del festival stanno approfondendo su tutti i tipi di variazioni sul tema principale del “manufacturing”: Manufacturing Cultural Projects; Manufacturing the Streets; Dramatic Manufacturing; Manufacturing Intelligence; Manufacturing Robots; A Manifesto for Networked Objects; Manufacturing Digital Art; Manufacturing Future Designs; Manufacturing Consent; e Is Life Manufacturable? Gli speaker e gli ospiti sono molti, tra cui Montse Arbelo, Andrea Balzola, Massimo Banzi, Luis Bec, Gino Bistagnino, Julian Bleecker, Chiara Boeri, Stefano Boeri, PierLuigi Capucci, Stefano Carabelli, Antonio Caronia, Paolo Cirio, Gianni Corino, Lutz Dammbeck, Luca De Biase, Kees de Groot, Hugo Derijke, Giovanni Ferrero, Fabio Franchino, Joseba Franco, Piero Gilardi, Owen Holland, Janez Jansa, Nicole C. Karafyllis, Maurizo Lorenzati, Mauro Lupone, Giampiero Masera, Motor, Ivana Mulatero, Daniele Nale, Anne Nigten, Donald Norman, Marcos Novak, Gordana Novakovic, Giorgio Olivero, Claudio Paletto, Luigi Pagliarini, Katina Sostmann, Stelarc, Bruce Sterling, Pietro Terna, Franco Torriani, and Viola van Alphen. |
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27 febbraio 2008
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Ho recentemente intervistato il Prof. Yrjö Sotamaa, Presidente dell’University of Art and Design Helsinki.
Sotamaa è l’uomo dietro all’iniziativa di avviare una nuova Innovation University in Finlandia, riunendo tre importanti università finlandesi: l’University of Art and Design Helsinki (TAIK), la Helsinki University of Technology (TKK), e la Helsinki School of Economics (HSE). L’obiettivo della nuova università, la cui inaugurazione è prevista per Agosto del 2009, è quello di essere una delle principali istituzioni nel mondo in termini di ricerca e di educazione nei settori della tecnologia, gli studi economici e arte e design. L’iniziativa è una versione più grossa ed ambiziosa del generale approccio multidisciplinario che viene attualmente applicato in alcuni altri importanti centri di educazione. Design-London presso RCA-Imperial creerà un ‘triangolo dell’innovazione’ tra design (rappresentato dal Royal College of Art), ingegneria e tecnologia (rappresentato dall’Imperial College Faculty of Engineering), e business dell’innovazione (rappresentato dall’Imperial’s Tanaka Business School). La Carnegie Mellon University mette gli studenti di design, ingegneria e business in gruppi per lavorare a progetti. E la Rotman School of Management dell’Università di Toronto accopia MBA con gli studenti di design nelle lezioni di sviluppo dei prodotti. Le lezioni per i 22,000 students saranno in inglese, per attrarre studenti da tutte le parti del mondo (molti dei quali potrebbero finire a lavorare per quella famosa multinazionale finlandese, Nokia, che è uno degli sponsor dell’iniziativa). Un’altra cosa interessante è la loro scelta radicale per un approccio centrato sull’uomo, multidisciplinare e di prototipazione. |
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27 febbraio 2008
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4 gennaio 2008
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Sicuramente Ray Kurzweil (autore di The Singularity is Near: When Humans Transcend Biology) e Bruce Sterling (che ha coniato il termine “Biot” – un’entità che è sia oggetto sia persona – nel suo libro Shaping Things) apprezzeranno questo:
(via UsabilityNews) |
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17 dicembre 2007
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Bruno Giussani ha pubblicato i suoi appunti sulla lezione inaugurale di Jeffrey Huang presso EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna.
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Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress



















