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Prototyping A Practitioner’s Guide to Prototyping di Todd Zaki Warfel Rosenfeld Media, Novembre 2009 Disponibile in edizione rilegata e pacchetto digitale (1-933820-21-7), digital (PDF) editions (ISBN 1-933820-22-5) La prototipazione è un ottimo modo di comunicare l’intenzione di un design in modo chiaro ed effettivo. I prototipi vi aiutano ad approfondire le idee di design, le supposizioni dei test, e raccogliere feedback in tempo reale dagli utenti. Con questo libro, Todd Zaki Warfel mostra come i prototipi siano più di un semplice strumento di design dimostrando come come possono aiutarvi a commercializzare un prodotto, ottenere consenso interno , e praticabilità dei test nel vostro team di sviluppo. |
| Articoli della categoria 'Prototipazione' |
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18 novembre 2009
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13 ottobre 2009
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4 ottobre 2009
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16 settembre 2009
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| Questa settimana la Mayo Clinic Center for Innovation ha ospitato Transform, un simposio collaborativo sulle innovazioni nell’esperienza e nel servizio sanitario.
Il simposio, che presentava più di trenta presentatori, era strutturato in sei sessioni — Redefining Roles, Policy Perspectives, Enabling Technologies, Alternative Models and How We Pay for Them, Content – Community – Commerce – Care and Choices, e Designing for Social Change. I video di tutte le conferenze sono già online. L’ultima sessione Designing for Social Change era centrata sul “Design Thinking — un approccio che produce innovazioni dalla ricerca esperienziale e partecipativa. Innovare in risposta alla necessità umana è quel che i designer hanno fatto per secoli. Recentemente, questri maestri innovatori stanno prestando i loro talenti al design dell’assistenza sanitaria; questo segmento ha dato alcuni esempi di quel che ha e non ha funzionato e di quel che si trova ora sulle tavole di progettazione.” Tra i relatori c’erano Maggie Breslin (SPARC Design Group / Mayo Clinic), Tim Brown (IDEO), Larry Keeley (Doblin, Inc.), Karl Ronn (Procter & Gamble), e Christi Dining Zuber (Kaiser Permanente). |
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30 agosto 2009
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21 luglio 2009
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Secondo un comunicato stampa di Elsevier, il nuovo prototipo di articolo presenta una struttura non lineare, navigazione grafica migliorata, e multimedia integrati.
>> Leggete anche questa riflessione del ReadWriteWeb sulla questione |
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21 luglio 2009
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In questo articolo Jessica Ching, Laura Henneberry e Shally Lee condividono le scoperte di un progetto collaborativo tra l’Ontario College of Art and Design (OCAD) e l’operatore di rete canadese TELUS.
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14 luglio 2009
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18 giugno 2009
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Continuando a esplorare il tema “ora siamo tutti hacker” (che è anche il titolo di una conferenza che terrò il 29 giugno a Bruxelles), ancora una volta ho trovato una grande quantità di materiale pubblicato di recente.
We build the parts, you build the product Neil Gershenfeld (MIT) on the future of invention Future of Open Source: Collaborative Culture and Hardware Hacking The Repair Manifesto Ora pensate a quel che potrebbe significare questo nei mercati emergenti: UN and HP bring technology training to youth in Africa and Middle East E finalmente ecco l’imbattibile video Arduino the Cat, Breadboard the Mouse and Cutter the Elephant, che ho pubblicato circa un mese fa su Core77. |
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30 maggio 2009
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29 maggio 2009
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Alex Soojung-Kim Pang, direttore di ricerca presso l’Institute for the Future, sta lavorando ad un libro sul cyberspazio – il quale secondo lui arriverà quando internet si sposterà da desktop e schermi e si radicherà sulle cose, spazi e menti. Dunque cosa c’è oltre il cyberspazio, domanda in un saggio che ha scritto per la rivista Receiver di Vodafone. (In breve, ora siamo tutti hacker). |
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19 maggio 2009
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I nostri amici di Adaptive Path hanno pubblicato alcune informazioni su un progetto di design e ricerca che mira a capire come la tecnologia cellulare possa funzionare in modo più effettivo nei mercati emergenti.
L’azienda è andata nell’India rurale per investigare l’impatto delle tecnologie cellulari e dei concetti sviluppati per i nuovi dispositivi cellulari per questo mercato. Basandosi sulla ricerca condotta là, hanno sviluppato una serie di principi e concetti di design per i dispositivi cellulari per andare incontro alle necessità della gente dei mercati emergenti. Potete trovare ulteriori informazioni in una nuova sezione dedicata sul loro sito. Altre informazioni si trovano anche sul loro blog: |
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26 aprile 2009
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Da mesi, ho questa tesi in testa: “Ora siamo tutti hacker”, e ne ho avuto la conferma più, più e più volte.
L’ultima conferma giunge dal Institute for the Future, che nel corso degli ultimi sei mesi ha fatto ricerche sul “futuro del fare,” esplorando come le cose del nostro mond possono essere ricercate, inventate, progettate, fabbricate, e distribuite nel coso dei prossimi dieci anni. Al Maker Faire dello scroso weekend, hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sotto forma di mappa di conoscenza visuale, riassumendo driver, tendenze, e implicazioni. Scarica la Future of Making Map (via Boing Boing) |
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15 aprile 2009
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| Carla Diana scrive su Core77 a proposito della presentazione fortemente concettuale “Eek! A Mouse! Organic User Interfaces: Tangible, Transitive Materials and Programmable Reality” del CHI, dove sono state presentate visioni sul modo in cui i dispositivi computerizzati si allontaneranno da tastiere e mouse e si manifesteranno sotto forme inaspettate.
“Questo gruppo di esperti era composto da ricercatori la cui passione è la manifestazione tangibile di dati dinamici. Secondo questi esperti, fra cui i famosi ricercatori Hiroshi Ishii e Pattie Maes del MIT Media Lab e Seth Goldstein della Carnegie Mellon University, Jun Rekimoto della Sony e l’artista di media Sachico Kodama, i dispositivi carichi di dati, senzienti, computazionali, verranno integrati nel tessuto stesso degli oggetti di uso quotidiano.” [...] “Nonostante questo gruppo di esperti si sia mostrato estremamente ispiratore, non abbiamo potuto fare a meno di chiederci quando i prodotti mostrati saranno destinati a uscire dal laboratorio per finire nelle mani dei consumatori. Seth Goldstein ha audacemente proclamato il 2015 l’anno ottimisticamente previsto, mentre Hiroshi Ishii ha ripetuto che, per trasformare quella tecnologia in realtà, è necessario un tempo di esecuzione pari a cento o duecento anni. Tutto ciò pare molto promettente e presciente, ma nessuno fra il gruppo di esperti è stato in grado di fornire una chiara visione della gestione dell’energia (con tutti questi passi avanti, continueremo a trascinarci dietro batterie e cavi?), ammettendo che si tratta di un problema di difficile soluzione che i fisici loro “vicini di casa” stanno affrontando. Riguardo la tempistica, ogni esperto ha espresso fiducia nell’abilità a costruire il futuro come descritto, dicendo che la tecnologia sta essenzialmente nei loro rispettivi laboratori. Sebbene i ricercatori si immaginino un affascinante futuro di possibilità, è chiaro che i designer saranno più che mai necessari per fungere da mediatori, stabilendo modalità significative e adatte ad accogliere questi nuovi modi di relazionarsi al nostro mondo sintetico” |
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11 marzo 2009
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Jennifer Bove, una ex-studentessa dell’Interaction-Ivrea, mi ha mandato il link di uno studio condotto su un centro di intrattenimento gestuale che lei, assieme a un gruppo del Kicker Studio, hanno sviuppato per il produttore di telecamere Canesta:
Questo brillante progetto è stato accuratamente descritto in uno studio corredato di tante foto e video. È una lettura consigliata. |
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3 marzo 2009
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2 marzo 2009
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Microsoft Office Labs è un gruppo all’interno di Microsoft che prova le idee costruendo prototipi e raccogliendo dati di utilizzo per informare la ricerca attuale e futura e lo sviluppo nello spazio produttivo a casa e al lavoro.
I Labs hanno appena lanciato Canvas for OneNote, a un prototipo concepito dall’ex-studente di Interaction-Ivrea Ruth Kikin-Gil. “All’interno di Office Labs, abbiamo esaminato interazioni alternate con un software che approfitta della naturale capacità umana di ricognizione spaziale, per aiutare gli utenti a strutturare i propri possedimenti digitali, pressapoco allo stesso modo di come organizzano i propri possedimenti materiali. Canvas for OneNote analizza il modo in cui si può navigare, organizzare, modificare e creare contenuto di OneNote usando una tela. Come può una tela migliorare le cose? Provate a pensare a una scrivania, con pile di carta in un angolo e oggetti sistemati in determinati spazi. Avete molta libertà di suddividere e sistemare le cose come lo desiderate. Sapete dove si trovano determinati oggetti, e potete facilmente e velocemente andare in quegli spazi per ritrovarli. Avete la sensazione che questo approccio legato all’analogia con la tela e teso a organizzare il contenuto digitale sia veramente promettente e, per mezzo di questo prototipo, potete aiutarci a cercare di scoprire la concretezza di questa sensazione attraverso l’attuale uso che ne facciamo, le interazioni, e il fluire del lavoro. Canvas for OneNote è stato progettato per permettere agli utenti di OneNote di navigare coi loro computer portatili in modo più efficiente, utilizzando un sistema di alto livello di presentazione di documenti, fotografie, e di tutto ciò che hanno immagazzinato nei loro portatili. Gli utenti potranno in tal modo vedere, con un solo colpo d’occhio, tutte le pagine e le sezioni dei loro portatili, e zummare il contenuto che desiderano osservare nel dettaglio o rielaborare. Questo nuovo strumento permetterà inoltre agli utenti di organizzare sezioni e pagine, per mezzo del collocamento spaziale, navigando agevolmente e trovando il contenuto impostato in base a dimensione e colore, aggiungere nuove sezioni o pagine, semplicemente facendo doppio click sulla tela o usando la barra degli strumenti. Doterà inoltre l’utente di un’Activity View, che localizzerà con facilitàle pagine modificate secondo la data. Riteniamo che questa tela possa aiutare gli utenti a organizzare e accedere al lavoro che stanno portando avanti, e anche a esserne maggiormente coinvolti. Canvas for OneNote è in particolar modo utile per ottenere un’anteprima di più contenuto allo stesso tempo. Peraltro, ci rendiamo conto che non è il migliore. Sappiamo che esistono diversi modi in cui l’interfaccia può intralciare la produttività o può essere migliorata in modo significativo. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno del vostro feedback. Dalla nostra ricerca abbiamo riscontrato che il “valore” (o momento Ah-Ha) non viene pienamente avvertito sino al momento in cui le persone mettono alla prova un’interfaccia canvas per se stessi, usando i propri dati (è arduo riconoscere visualmente contenuto che non abbiamo creato!). Pertanto, speriamo che molti fra voi scarichino questo prototipo e ci diano il feedback di cui abbiamo bisogno per migliorare le soluzioni di resa del futuro. |
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1 marzo 2009
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Sono appena tornato dalla conferenza LIFT e c’è molto da scrivere. La mia esperienza al LIFT è iniziata col gioco di KashKlash, un workshop che ha esplorato metodi alternativi di scambio [e che ho aiutato a preparare].
Ecco come Bruce Sterling, il coordinatore dei giochi per eccellenza, ha presentato il gioco:
Il gioco è stato vinto dalle Pragmatic Communities, che – pragmaticamente – si sono uniti ai High-tech Progressives. Potete vedere il video del workshop di KashKlash (e molti altri workshop) sul sito Klewel. Su Flickr potete vedere 75 photos del workshop. |
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1 marzo 2009
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1 marzo 2009
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Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
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