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  Articoli della categoria 'Presence'
26 Gennaio 2008
Pubblicazioni recenti del prof. Paul Dourish
Paul Dourish Putting People First presenta regolarmente il lavoro del professore dell’UC Irvine Paul Dourish, il cui interesse ricade sulle aree di incrocio tra la scienza dei computer, l’antropologia, l’ubiquitous computing, mobilità, design e HCI.

Ecco alcune delle pubblicazioni più recenti di questo prolifico ricercatore:

Brewer, J., Bassoli, A., Martin, K., Dourish, P., e Mainwaring, S. 2007. Underground Aesthetics: Rethinking Urban Computing. IEEE Pervasive Computing, 6(3), Luglio-Settembre, 39-45

Uno studio etnografico e una proposta di design per un’applicazione di scambio di musica suggeriscono come può aiutare a riconsiderare il design dell’urban computing il situare esplicitamente al primo piano le qualità esperienziali della vita urbana.

Dourish, P. 2007. Seeing Like an Interface. Proc. Australasian Computer-Human Interaction Conference OzCHI 2007 (Adelaide, Australia)

I sistemi mobili e di ubiquitous computing stanno diventanto sempre più interessanti per i ricercatori di HCI. Spesso, questo ha significato considerare i modi in cui potremmo trasferire le applicazioni desktop ai dispositivi e contesti mobili. In ogni caso, noi non solo esperimentia le esperienze sul luogo - esperimentiamo anche le ambientazioni quotidiane attraverso le tecnologie a nostra disposizione. Traendo spunto dalla ricerca antropologica, abbozzo un modo alternativo di pensare alla relazione tra tecnologia e “vedere” la vita e gli spazi quotidiani.

Brewer, J., Mainwaring, S., and Dourish, P. 2008. Aesthetic Journeys. Proc. ACM Conf. Designing Interactive Systems DIS 2008 (Cape Town, South Africa)

I ricercatori e i designer stanno creando sempre più tecnologie per supportare la mobilità urbana. Tuttavia, non è ancora chiaro di che mobilità si tratti. I questo scritto useremo la nozione di viaggi estetici per riconsiderare la relazione tra spazi urbani, gente e tecnologie. Il lavoro sul sistema di pullman nell’Orange County e sulla metropolitana a Londra porta ad un dibattito sul come dovremmo iniziare a progettare per molteplici mobilità.

Williams, A., Dourish, P., and Anderson, K. 2008. Anchored Mobilities: Mobile Technology and Transnational Migration. Proc. ACM Conf. Designing Interactive Systems DIS 2008 (Cape Town, South Africa)

Le tecnologie mobili sono sviluppate in diverse ambientazioni sociali, culturali, politiche e geografiche, e incorporate in diverse forme di mobilità personale e collettiva. Presentiamo un’ etnografia sui pensionati tailandesi transnazionali e i loro usi delle tecnologie mobili, evidenziando le forme di mobilità che sono ancorate spazialmente, temporalmente e infrastrutturalmente, e i concetti della casa come una rete tra parenti che può essere distribuita globalmente. Concludiamo segnalando diverse forme in cui le nostre osservazioni e analisi possono influenzare il design.

Troshynski, E., Lee, C., and Dourish, P. 2008. Accountabilities of Presence: Reframing Location-Based Systems. Proc. ACM Conf. Human Factors in Computing Systems CHI 2008 (Firenze, Italia)

Come si presentano la mobilità e la presenza come aspetti della vita sociale? Basandoci sullo studio di un caso di criminali in libertà vigilata seguiti tramite GPS, abbiamo esplorato le forme in cui le tecnologie basate sulla posizione strutturano l’esperienza quotidiana dello spazio della gente. In particolare, ci concentriamo su come vengono negoziati l’accesso e la presenza al di fuori delle concezioni tradizionali di “privacy.” Introduciamo la nozione di responsabilità nei confronti della presenza e suggeriamo che è un concetto più utile di “privacy” per capire la relazione tra presenza e socialità.

(via Pasta&Vinegar)

1 Dicembre 2007
Friending, antico o meno
Friending Il New York Times propone un servizio su come nella struttura collettiva del ‘profile-surfing’, dell’invio di messaggi e del “friending,” ricercatori accademici riscontrano il ritorno di antiche trame tipiche della comunicazione orale.

“La crescente popolarità di siti di social networking come Facebook, MySpace e Second Life ha prioettato molti di noi in un nuovo mondo in cui facciamo ‘amicizia’ con persone che quasi non conosciamo, scarabocchiamo messaggi l’uno sui muri dell’altro e proiettiamo le nostre identità utilizzando simboli visuali a guisa di totem.

Ne decidiamo le regole andando avanti. Ma questo mondo è davvero nuovo come sembra?

I ricercatori accademici stanno iniziando ad analizzare la questione seguendo una pista inusuale, ossia esaminando i parallelismi tra il social network online e le società tribali. Nella struttura collettiva del ‘profile-surfing’, dell’invio di messaggi e del “friending,” essi riscontrano il ritorno di antiche trame tipiche della comunicazione orale.”

Leggi l’articolo

1 Dicembre 2007
Atmosfere Urbane, un progetto di ricerca della Intel
Urban Atmospheres Le Atmosfere Urbane è un progetto che (video) esplora come le persone che vivono in città possono voler utilizzare la tecnologia, come questa possa aiutarli a sviluppare un senso di appartenenza e di comunità o giocare un ruolo importante nelle loro esperienze emozionali di vita urbana.

“Comprendendo meglio quel che interessa maggiormente alle persone nell’esperienza quotidiana della vita urbana, speriamo di ispirare nuove tecnologie utili per gli abitanti delle città, magari senza precedenti rispetto a quel che si è visto finora. Crediamo che questo sia il momento ideale per la nostra ricerca per via della rapida crescita della popolazione urbana, la rapida espansione di dispositivi mobili e reti a sensori con tecnologia wireless bluetooth, e per via della proliferazione delle tecnologie wireless in genere.

Parte della nostra ricerca riguarda delle indagini urbane. Questi sono interventi provocatori studiati per coinvolgere le persone in discussioni dirette sul loro attuale panorama urbano emergente -e in questo processo rivelare nuove opportunità per la tecnologia negli spazi della città. Ad esempio, come parte del Jetsam, un’indagine urbana sui bidoni dell’immondizia, abbiamo distribuito a san Francisco e dintorni più di cento cartoline preindirizzate e affrancate, con storie individuali su ognuna. Abbiamo annotato dove è stata lasciata ogni cartolina e abbiamo aspettato di vedere come e se ci sarebbero ritornate, che genere di messaggi le persone ci avrebbero scritto sopra e come la gente ci avrebbe interagito.

Dallo studio Jetsam (video) abbiamo scoperto una curiosità attiva nei confronti dei rifiuti e dei loro precedenti possessori. In definitiva, lo studio ha rivelato che un apparentemente banale, ma onnipresente parte dell’infrastruttura urbana, è in realtà un centro di una ricca attività umana, un microcosmo di ecologia sociale. Ha influenzato in nostro design interattivo finale dei bidoni dell’immondizia incentrandolo maggiormente sull’uso delle tecnologie digitali per reinterpretare l’archeologia sociale, la presenza e il movimento delle persone e degli oggetti attraverso la città provocando e agevolando un discorso pubblico appunto su questi flussi e su questo modello.”

Atmosfere Urbane è una collezione di nuovi progetti urbani emergenti condotti attraverso la ricerca della Intel. Questo include non solo i progetti della Intel Research di Berkeley, ma anche progetti collegati della sezione della Intel Persone e Consuetudini (PaPR) che è un gruppo di ricerca in Oregon, e molti altri.

Eric Paulos [sito personale] dirige la ricerca Atmosfere Urbane come scienziato Ricercatore presso il gruppo Intel. Molti tra i progetti e le ricerche condotti nell’ambito di Atmosfere Urbane sono apertamente accessibili al pubblico attraverso questo e altri siti internet del network della Intel di laboratori di ricerca universitari.

1 Dicembre 2007
La visione della Intel sull’Informatica Essenziale
Informatica Essenziale Dall’Intel Essential Computing website:

La visione generale del futuro, oggetto di ricerca della Intel, si evolve da una di utilizzo attivo del computer a una di Informatica Essenziale. Nel corso degli anni, siamo stati parte di una costante evoluzione che ha portato i computer dalla sala macchine ai posti di lavoro e alla quotidianità delle persone. Con il proseguire di questa trasformazione vedremo come l’informatica passerà dall’essere costituita da un certo numero di dispositivi separati utilizzati ognuno in una certa occasione e si trasformerà in decine di dispositivi che saranno parte integrante della quotidianità.

La visione della Intel dell’Informatica Essenziale include cinque aree d’interesse, o come li chiamiamo, temi di ricerca. Questi cinque temi di ricerca - Consapevolezza personale, Fisicità, Ingegneria d’emergenza, Semplificazione, Intensità comunicativa - sono incentrati sul cercare di rendere la tecnologia più fruibile, utile, personale, più essenziale nella nostra quotidianità. Attraverso queste direttive di ricerca, cerchiamo di semplificare e di arricchire tutti gli aspetti della nostra quotidianità attraverso applicazioni e tecnologie di sistema che collettivamente danno potere ad ognuno di noi come individui, ci connettono l’uno con l’altro e al tessuto della rete della società.

I cinque temi di ricerca dell’Informatica Essenziale

L’Informatica Essenziale è un grande obiettivo. Per venirne a capo, lo abbiamo suddiviso in cinque temi di ricerca.

Semplificazione
Molti dispositivi stanno diventando indispensabili nella nostra quotidianità, e perciò sarà sempre più importante semplificare la loro complessità di utilizzo.

Nuove Possibilità per le Piattaforme di Telefonia Cellulare
Immagina di poter portare con te tuttte le tue applicazioni, i tuoi documenti, foto, file MP3 e video in un dispositivo non più grande di un mazzo di carte da gioco. Questo è il concetto alla base del Personal Media Server.

Consapevolezza personale
In futuro potremmo avere un intero set di dispositivi personali che ci aiutano a perseguire obiettivi a breve e lungo termine.

Fisicità
Quali tipi di nuovi interfaccia, sensori e sistemi di attivazione permetteranno alle persone di interagire invisibilmente con gli aspetti fisici e informatici delle proprie vite?

Comunicazione soddisfacente
I dispositivi informatici vengono sempre più utilizzati come strumenti di comunicazione. C’è quindi la necessità di nuovi modi di convogliare più significati e intenti.

Videos

Ricercatori

Il sito di Informatica Essenziale è collegato con un link a una pagina che presenta alcuni ricercatori chiave della Intel e i progetti su cui stanno lavorando, compresi numerosi del Gruppo di Ricerca delle Persone e delle Pratiche (P&P):

  • Ken Anderson (antropologo, P&P) - Soggetti cosmopoliti e transnazionali che vivono fuori dalla propria patria
  • Richard Beckwith (psicologo ricercatore, P&P) - Adozione comunitaria della tecnologia
  • Maria Bezaitis (direttore, P&P) - Una visione dell’etnografia
  • Sunny Consolvo - Design utente-centrico per l’onnipresente informatica
  • Scott Mainwaring (ricercatore, P&P) - Il rapporto delle persone con la tecnologia
  • Wendy March (interaction designer, P&P) - Le adolescenti e la tecnologia della comunicazione
  • Eric Paulos - Paesaggi urbani digitali e wireless emergenti
  • Allison Woodruff - Come le persone interagiscono con il crescente numero di dispositivi elettronici nelle loro case
27 Ottobre 2007
Il futuro della presenza
Movement Il Dott07 festival, curato da John Thackara, e avente luogo presso la città inglese di NewcastleGateshead, si trova adesso nei suoi ultimi giorni. Uno degli eventi consisteva in una serie di dibattiti su una varietà di argomenti, tra cui energia, cibo salute, movimento e scuole.

Il dibattito sul movimento è partito dal presupposto che il movimento di persone e beni attorno al mondo consumi grandi quantità di materia, energia, spazio e tempo - la maggior parte di questi non rinnovabili. Le domande che ci si pone sono: Dovrebbe quindi concentrarsi lo sviluppo sostenibile sulle città, dove risulta più fattibile dissociare il progresso economico dall’intensità dei mezzi di trasporto? O ci sono forme di assicurare che le comunità rurali abbiano accesso ai servizi utilizzando in modo più intelligente le risorse dei mezzi di trasporto? E ancora, potrebbero abilitarsi nuove forme di turismo sostenibile attraverso l’accesso a beni territoriali e culturali già esistenti?

La sessione è cominciata col discorso di Anthony Townsend, direttore di ricerca presso l’Institute of the Future in Palo Alto, California, il quale ha appena pubblicato l’intera presentazione online.

La conferenza di Townsend è stata seguita da una recensone del progetto Move Me del Dott07, che ha studiato il potenziale per trasformare l’efficenza delle risorse di trasporto in un paesino, Scremerston, in Northumberland, ed attraverso un esame di tre progetti Dott07 - Sustainable Tourism, Welcomes e Mapping the Necklace.

19 Ottobre 2007
Gates vuole far sentire la sua presenza
Bill Gates La ricerca sulla presenza è una delle applicazioni centrate sulla gente più interessanti per il futuro. In ogni caso non sono del tutto convinto che questo nuovo approccio della Microsoft sia quello giusto:

Chiunque abbia mai usato un programma di messeggi istantanei ha visto l’idea basica di presenza. Quella piccola barra dello status che indica “disponibile”, “assente” o “a pranzo” è la tua presenza-la comprensione del computer di come e sotto quali termini tu sei disponibile.

Al giorno d’oggi, quell’informazione è immagazzinata nel computer, però è per lo più finta dalla gente. Potresti vedere che lo status di una persona è occupato, quindi mandi loro un e-mail chiedendo loro di chiamare anzichè seccargli con un messaggio istantaneo. Oppure, vedi che qualcuno è disponibile sul cellulare, quindi sai che sono fuori dall’ufficio e mandi loro un SMS.

Ma Bill Gates ha spinto la gente all’interno di Microsoft a fare più uso di quell’informazione. I computer dovrebbero essere in grado di intraprendere azioni per conto loro in base alla presenza di un utente. Essenzialmente, dice, il computer come un “agente intelligente”, basicamente l’assistente personale che molti di noi vorrebbero avere. Se il computer riesce a determinare, basandosi su un calendario dell’utente, che lei ha solo un’ora alla scrivania, può fissare le priorità di una serie di compiti, e-mail e voice mail che sembrino essere i più urgenti basandosi su quelle che sa che siano le sue priorità.

Cosa succederebbe se invece la presenza fosse arricchita da cose come informazione sull’ubicazione e se fossero anche rese indipendenti dall’applicazione e dal dispositivo?

Leggi tutto l’articolo

17 Ottobre 2007
La comunicazione è il re e la presenza un principe
Mobile phone presence Un lungo articolo sul blog Telco 2.0 intitolato “Il dilemma della Nokia: amico o nemico dell’operatore?” ha alcuni passaggi interessanti sulla presenza ed i dispositivi mobili. Ecco un passaggio:

“Presso la conferenza interna di direzione del pensiero della Nokia presso Helsinki circa due anni fa c’era stato Andrew Odlyzko, matematico e filosofo di Internet, a spiegare le dinamiche future di Internet e della banda larga. Una parte centrale delle sue tesi è quella che la comunicazione è il re; il contenuto è secondario. Quando faccio una foto ai miei figli nello zoo, e la condivido con i miei parenti, quella è comunicazione, non contenuto.

Douglas Galbi (un economista del FCC (Federal Communications Commission)) porta il modello un passo oltre, con tre modi basici di comunicazione: presenza (la sensazione che un’altra persona è con te, come legame sociale); raccontare storie (che include la narrativa di un gioco, i testi e le emozioni di una canzone, o le scene di un film); e il semplice trasferimento di informazioni (voglio un taxi! com’è il tempo domani?).

La “presenza” (che include anche spettegolare al telefono mentre torni verso casa, non solo le icone smiley) è quello per cui gli utenti si sono dimostrati più disposti a pagare.

Leggi tutto l’articolo (la parte interessata inizia dopo l’intestazione “Content is king”)

(tramite il blog All about Mobile Life)

17 Settembre 2007
Motorola su dispositivi d’ambiente non intrusivi
Motorola Frank Bentley di Motorola ha recentemente pubblicato un post in cui spiega il suo punto di vista sui display dell’ambiente, come dispositivi prossimi alla persona che forniscono informazioni relative ad una certa fonte in modo non invadente.

La sua riflessione si basa sull’attuale campo della ricerca relativa al concetto di presence, anche se stranamente non utilizza questo termine. Io ho apprezzato molto le sfide inserite alla fine del post:

“Nei recenti decennimolti ricercatori hanno realizzato dispositivi che impiegassero luce, colore, suoni, o movimento per veicolare l’informazione su persone, attività o luoghi. Questi apparecchi consentono di ricevere l’informazione con un’occhiata, senza la necessità di utilizzare altri dispositivi o di dover navigare l’interfaccia. Particolarmente nteressante, a mio parere, è sempre stato il meccanismo con cui il nostro ambiente possa renderci maggiormente coscienti su ciò di cui ci preoccupiamo e possa aiutarci a refforzare i legami sociali. […]

Nella nostra ricerca, abbiamo indagato come questi display possano aiutare le persone a saperne di più della vita delle persone appartenti al proprio gruppo sociale. Abbiamo scoperto che queste strumentazioni possono condurre le persone in esperienze molto ricche di interazione con i media sociali, facendo confluire l’informazione sociale nelle case o su un dispositivo frequentemente controllato senza alcuno sforzo. Questo nuovo potente modo di assimilare dati si integra in modo armonioso nella vita delle persone e li aiuta a divenire più consapevoli delle persone facenti parte del proprio gruppo sociale senza la necessità di ricercare un sito web o un’applicazione informatica per poter ottenere quelle informazioni di carattere sociale.

Il potere di tale classe di prodotti è quello di fornire le informazioni di coloro che sono importanti nella nostra vita, in un modo che ci ricorda di queste persone e delle loro attività, quando ne cerchiamo informazione. Se qualche volta può essere piacevole guardare un canale informativo sul tempo, ad esempio, il continuo cambiamento di informazioni sulle persone ci aiuta a conoscerle meglio ed a vivere esperienze sociali che altrimenti non accadrebero. Questi sono aspetti eccitanti dell’argomento degli ambient device che non sarebbero stati possibili solo con la sola esistenza di interfacce basate su computer e televisione. Man mano che le nostre vite si complicano e diventano sempre più occupate, la capacità di realizzare e mantenere legami con altre persone ci aiuta a rimanere socialmente connessi.

Dal punto di vista della ricerca, vi sono due grandi sfide in quest’area. La prima è quella di realizzare display che facciano parte dell’ambiente e non interferiscano con l’ambiente domestico. Vogliamo assicurarci di fornire informazioni agli utenti senza però distrarli dalla loro vita. La seconda sfida consiste nel rintracciare le fonti di informazioni più utili per questi display. Ovviamente le due sono strettamente collegate tra loro e costituiscono una grande parte della nostra ricerca nell’ambiente delle comunicazioni. Stiamo testando alcune congetture e che ci porteranno ad alcuni dati utili per la conferenza del prossimo anno.”

Leggi la storia

8 Agosto 2007
Ripensamenti su Second Life
Second Life Ultimamente molte persone sembrano avere ripensamenti su Second Life.

Recentemente sono stati pubblicati molti articoli su come molti operatori del mercato non stiano avendo i ritorni auspicati e stiano abbandonando il mondo virtuale in questione, su come tutto ruoti attorno alsesso, , e su come i terroristi addirittura lo utilizzino per pianificare attentati.

Uscendo fuori dal dibattito, rimane ovviamente la visione di Second Life come un ambiente sperimentalein cui è possibile testare nuovi paradigmi di comunicazione ed interazione. L’utilizzo di tale ambiente per scopi sperimentali ci può aiutare ad immaginare un futuro in cui il mondo reale e quello virtuale si combinino divenendo sembre più rilevanti.

Io riscontro almeno quattro motivi che rendono interessante per aziende, istituzioni ed experience designer, essere presenti su Second Life.

1. La possibilità di prototipazione di nuovi paradigmi di comunicazione partecipativa spesso coivolgenti comunità molto selezionate.

2. La possibilità di prototipazione di nuovi paradigmi di interazione.

3. L’opportunità di sperimentazione in un ambiente non convenzionale.

4. La capacità di studiare il comportamento delle persone all’interno di un laboratorio virtuale.

7 Agosto 2007
Fing: la prossima generazione di fondazioni internet dalla Francia
Fing Qualche volta ho seguito il blog francese di innovazione ACTU, ma solo recentemente ho saputo che questo rientra in una più grande iniziativa chiamata “Fing“. Fing (Fondation Internet Nouvelle Generation) mira a stimolare e promuovere la ricerca e sviluppo e l’innovazione nell’uso e nei servizi dell’ICT.

La presentazione di Fing è molto centrata non tanto sull’aspetto dell’innovazione tecnologica, quanto sull’obiettivo del loro progetto, ovvero quello di realizzare ed apportare miglioramenti sull’utilizzo di internet e sui servizi da questo forniti, che siano capaci di rispondere realmente alle necessità degli utenti, al loro stile di vita ed ai loro desideri.

Fing intende aiutare le corporazioni, le agenzie pubbliche, le organizzazioni educative e di ricerca a proporsi come pionieri di tale nuovo approccio all’internet del futuro.
Attraverso la collaborazione, la creatività e la sperimentazione Fing cerca, infatti, di migliorare l’efficienza del processo innovativo e, al tempo stesso, di ridurre i rischi delle parti coivolte.

Fing collabora con altre simili iniziative avviate in Europa e nel mondo. Il CEO di Fing, Daniel Kaplan, è membro dello eEurope Advisory Group della Commissione Europea.

Attualmente Fing conta più di 165 membri, tra cui: BNP Paribas, EDF, Ericsson, Eutelsat, France Telecom/Orange, Galeries Lafayette, HP, INRIA, Microsoft, i Ministeri di Educazione e Ricerca, Toshiba, etc.

Ricercando ancora informazioni su argomenti simili ho scoperto l’esistenza di altre interessanti iniziative come:

  • Villes 2.0 (Città 2.0), che mira ad aiutare stakeholder tradizionali dell’ambiente cittadino (aziende, istituzioni, enti sociali) e “attori digitali” a progettare e realizzare trasformazioni urbane e mobili attraverso la collaborazione.
     
  • Active Identities, focalizzato sull’identificazione e stimolazione delle azioni necessarie per rendere la gestione attiva delle identità digitali parte di una risorsa capace di consentire agli utenti il controllo della loro vita e realizzare progetti, divenendo fonte di innovazione e di creazione del valore.
     
  • Innovative Interfaces, progetto che mira a sviluppare interazioni dirette o indirettecon macchine o servizi digitali capaci di soddisfare le necessità di persone con “difficoltà”.
     

Sono disponibili anche numerosi video della presentazione tenuta dal Ceo di Fing, Daniel Kaplan, nel corso della conferenza LIFT07.

16 Luglio 2007
Virtual Families and Friends.com
virtualfamilies Su Virtual Families and Friends.com, genitori, figli, fratelli e sorelle, cugini, amici, nonni e e nipoti condividono l’esperienza di una visita virtuale ed utilizzano le nuove tecnologie per rimanere in contatto seppur fisicamente lontani, divorziati, durante incarichi militari o viaggi a lungo termine.

“Internet, grazie ai bassi costi di conferenze audio e video, può abbattere le barriere che ti separano da chi ami. Benvenuto nel nostro nuovo blog, che si focalizza sull’esperienza delle visita virtuale — come mantenere strette relazioni a dispetto di fattori come distanza, divorzio, incarichi militari, richieste di lavoro, nonni che vivono lontani dai nipoti, o altri ostacoli. Noi esploriamo in che modo le nuove tecnologie stanno cambiando la nostra vita in famiglia, ed esaminiamo i temi legali coinvolti nell’argomento delle visite virtuali.”

Alcuni esempi:

“Lily Yulianti scrive: “Mio marito una volta ha fatto da babysitter al notro bambino di 8 anni dal suo appartamento in Orebro, Svezia. Utilizzando skype ed una Web-cam, ha badato al bambino da Tokio, lontano più di 5000 km. Quel giorno la nostra baby-sitter era malata, ed io ero sulla strada di ritorno a casa dall’ufficio. Fortunatamente noi abbiamo fatto avuto l’idea di badare al bambino in questo modo nei 45 minuti che mi sono occorsi per tornare a casa. Il virtual babysitting ha funzionato bene e quel giorno mi son sentita come se avessi trovato un soluzione utile ad un problema serio in una situazione di emergenza, proprio grazie ad Internet!”

“Ana Sanchez Lobo e suo marito, Ramon Lobo, comunicano abitualmente grazie alla webcam. Loro non si vedono dal gennaio del 2005, riporta la Radio Pubblica Nazionale parland della storia di una famiglia.

“Ogni domenica sera, Michael Gough è solito spendere un’ora del suo tempo o più con sua figlia, Saige, che vive con la sua ex-moglie. Giocano a nascondino, lui le racconta spesso delle storie prima di andare a letto. Saige gli ha mostrato il primo dentino caduto, ed il taglio di capelli fatto da sola. Tutto questo nonostante vivessero 1000 miglia lontani.”

12 Luglio 2007
La tecnologia di Motorola cerca di approfondire le relazioni basate sulla telefonia mobile
Motorola I ricercatori di Motorola stanno lavorando per estendere il collegamento tra tecnologia e community. Utilizzando i concetti di always on, presenza costante del cellulare come un’estensione della persona stessa, le applicazioni che verranno sviluppate miglioreranno non solo le modalità di connessione con persone nuove con simili interessi, ma consentiranno anche la possibilità di vivere esperienze di comunicazione nuove e più eccitanti che permetteranno di arricchire ed ampliare le relazioni che già si conoscono. Queste applicazioni innovative spingeranno gli utenti ad interpretare il telefono non come mero strumento per la comunicazione vocale a distanza, ma come elemento centrale dell’esperienza di connessione con il proprio tessuto sociale: aggiungeranno informazioni sulla situazione dell’utente e sul suo “contesto”, al mix di comunicazione.

Le applicazioni di context-aware permetteranno di raccogliere e condividere automaticamente informazioni sulla persona con il suo gruppo di amici. E’ un approccio molto diverso da quello dei siti web di social networking che sono generati per cercare nuovi amici attraverso particolari campi di ricerca in merito ad aree di interesse e particolari caratteristiche. Il social networking applicato alla telefonia mobile, che impieghi il concetto di context awareness, si focalizza sull’arricchimento delle relazioni che già si hanno, avvisando automaticamente l’utente ed i suoi amici sul contesto attuale dell’utente stesso – dove si trova, cosa sta facendo, che musica sta ascoltando ed altro ancora.

- Leggi la storia
- Leggi il commento di John Strassner di Motorola (bio)

2 Luglio 2007
Motion presence - uno studio sul campo di Motorola sulla condivisione di informazioni sul movimento
Motorola Crysta Metcalf, capo antropologa del Laboratorio di Ricerca sui Media Sociali della Motorola, dopo aver redatto un paper sulle pratiche di condivisione, ha realizzato con la sua collega Frank Bentley, un’ingegnere di ricerca senior presso la Motorola, un post con articolo e presentazione sulla “Motion Presence“.

Sintesi
Noi presentiamo l’applicazione Motion Presence, una applicazione della rubrica del telefonino che consente a familiari ed amici che lo desiderino, di ‘vedere’ lo status di motion degli altri (”moving” o “not moving”) sul proprio cellulare. Abbiamo realizzato una prova sul campo della durata di due settimane con 10 partecipanti allo scopo di osservarne l’utilizzo e di indagare le pratiche di interesse. Abbiamo riscontrato l’importanza attribuita dai partecipanti nell’utilizzo delle motion information per desumere i luoghi e le attività così come per pianificare la comunicazione, per trovare momenti di incontro e per stare connessi gli uni con gli altri. I partecipanti hanno percepito i dati di motion come maggiormente rispondenti alle loro necessità, rispetto ad altri dati di vita privata. Richiedevano frequentemente maggiori informazioni da condividere per rendere l’applicazione più convincente.

In un post sul blog Bentley riflette sul significato di ’semplicità’, che secondo lui consiste in un allineamento tra ciò che pensa l’utente di un sistema ed il modello del sistema stesso. Lui amplia il concetto di tecnologia calma, introdotta dodici anni fa da Mark Weiser e John Seely Brown di Xerox PARC.

“Loro affermano che le persone hanno il bisogno di essere consapevoli del proprio ambiente, senza essere distratti dalle azioni primarie. I dati rilevanti dovrebbero essere mostrati nell’ambiente attraverso il movimento, i suoni, la luce, i colori, e così va. Dietro l’ambientazione naturale di queste informazioni, ritengo che il punto saliente di questo lavoro sia costituito dal fatto che i dati mostrati erano dati grezzi e semplici, relativi ad un network, e non astrazioni di difficile comprensione. Non c’era confusione… si trattava di una semplice informazione che poteva essere utilizzata dalle persone per dar risposta a necessità specifiche del momento: se fosse un buon momento per stampare, controllare le e-mail o scaricare un file grande, ad esempio.

Noi abbiamo adottato questo concetto nella realizzazione dell’applicazione Motion Presence. Abbiamo ripartito i dati semplici di contesto a seconda che una persona si stesse muovendo o meno: le persone hanno capito facilmente il sistema ed erano in grado di utilizzre queste informazioni per dedurre attività, disponibilità, luogo, destinazione, ed altro ancora. Avremmo potuto provare a dedurre la reperibilità dal luogo, dal tempo, e così via, ma sarebbe stato frustrante per l’utente, non in grado di comprendere il complesso sistema adottato. Al secondo errore, le persone avrebbero perso fiducia nell’applicazione, in questo modo invece le persone ricevono informazioni attendibili e precise e decidono come comportasi di conseguenza.

L’esperienza dell’applicazione Motion Presence mostra il potere delle persone delle persone nell’applicare la complessa conoscenza sociale nella risoluzione di problemi, cosa che i computer non sono in grado di fare. Quindi nel creare sistemi sociali bisogna cercare di rendere il sistema semplice e trarre vantaggio dalla capacità delle persone di interpretare i semplici dati di contesto.”

- Scarica l’articolo (pdf, 140 kb, 10 pagine)
- Guarda la presentazione (via Slideshare, 29 slide)

29 Giugno 2007
Alex e Lucie di Alcatel-Lucent sull’esperienza utente-centrica
IMS Il sito web di Alcatel-Lucent, il fornitore di soluzioni di comunicazione globali, contiene un’intera sezione dedicata all’esperienza utente-centrica, che costituisce anche la prima voce del menu.

“Così come l’utente finale richiede in modo sempre crescente un’esperienza di comunicazione più sofisticata che si adatti alle sue personali necessità, porlo al centro del nostro lavoro consente di competere con successo. Con le applicazioni e le soluzioni utente-centriche di Alcatel-Lucent sarà possibile conquistare un ruolo unico nel mettere a disposizione esperienze di comunicazioni ricche per i consumatori come per le aziende — in ogni momento, in ogni luogo, e su qualsiasi dispositivo.”

La sezione contiene molto materiale, incluse:

29 Giugno 2007
Oggetti portatili in tre città “globali”: la personalizzazione degli spazi urbani
In bag Con Daisuke Okabe e Ken Anderson. Bozza del prossimo capitolo in Rich Ling e Scott Campbell Eds., The Mobile Communication Research Annual Volume 1: The Reconstruction of Space & Time through Mobile Communication Practices. Transaction Books.

Mizuko Ito riferisce sul suo blog come pochi anni fa abbia preso parte ad un progetto collaborativo sul campo con colleghi del suo laboratorio di Keio presso il gruppo People and Practices dell’Intel.

In quell’occasione loro si occuparono della rilevazione di dati in tre città — Londra, Los Angeles e Tokyo — ponendo attenzione agli oggetti che i giovani professionisti portavano con sè fuori da casa e dall’ufficio. Gli autori erano particolarmente interessati ai temi di convergenza dei dispositivi e a come i media player portatili ed i differenti aspetti delle transazioni finanziarie si muovessero all’interno dello spazio digitale. Su questo materiale è stata elaborata la bozza di un paper sulle tre città oggetto di studio.

Riassunto

Il telefonino è divenuto il nodo centrale di una serie di oggetti portatili che i cittadini portano con sè per veicolare i propri significati in città ricche di informazioni.

Questo paper descrive l’indagine condotta a Tokyo, Los Angeles, e Londra, luoghi in cui abbiamo seguito e studiato l’uso che i giovani professionisti fanno di oggetti portatili.

Dall’esame di vari elementi quali music player, carte di credito, carte di transito, chiavi, e carte identificative in aggiunta ai telefonini, lo studio ha cercato di comprendere come i dispositivi portatili contribuiscano a costruire ed a supportare l’identità dell’individuo e le sue attività, a mediare le relazioni con le persone, con i posti e con le istituzioni. Gli oggetti informativi portatili danno nuova forma e personalizzano le offerte dello spazio urbano. I laptop trasformano i caffè in uffici personali. Premi e carte fedeltà consentono di osservare l’uso che l’individuo fa dei servizi urbani. Music player e dispositivi di mobilità hanno colonizzato i periodi di tempo dedicati all’attesa oppure allo spostamento con la logica della comunicazione personale e del consumo mediatico.

Il focus di questo nostro paper non riguarda la comunicazione relazionale, come per molti studi condotti per la comunicazione mobile, ma piuttosto i processi tramite i quali i dispositivi portatili fungono da mediatori nelle relazioni con lo spazio urbano e le infrastrutture.

Abbiamo identificato tre generi di presenza nello spazio urbano che coinvolgono una combinazione di molteplici fattori, quali dispositivi portatili di mobilità mediatica, persone, infrastrutture e luoghi: cocooning, camping, e footprinting. Questi processi place-making forniscono suggerimenti sulle modalità attraverso cui i dispositivi portatili siano riusciti a rimodellare l’esperienza dello spazio e del tempo nelle grandi città.

Scarica il paper (pdf, 300 kb, 17 pagine)

Da allora, Daisuke Okabe e Mizuko Ito stanno conducendo uno studio di lungo periodo basandosi su questo lavoro, focalizzato su Tokyo. Stanno seguendo diversi gruppi di partecipanti per due anni, attenzionando i loro “kit portatili” ed i cambiamenti di questi nel tempo. Un breve saggio riporta dove si trovano le cose al momento.

25 Giugno 2007
Jyri Engeström sul futuro dei media di partecipazione
Jaiku Il cofondatore di Jaiku e ricercatore etnografico per Nokia, Jyri Engeström (biografia | sito di Jaiku) ha recentemente tenuto una presentazione sul futuro dei media sociali, intitolata “Microblogging: Piccoli obiettivi sociali” in occasione di Reboot 9.0 e di Lunedì Mobile ad Amsterdam.

Perchè alla gente piace il microblogging? Perchè molte persone non possono scrivere numerosi post per il blog ogni giorno/ settimana, ma vogliono condurre discussioni su particolari tematiche, rimanendo connnessi gli uni agli altri in modo semplice (accessibile da varie interfacce e/o dispositivi), incluso il telefonino ovviamente.

- Slide della presentazione
- Video della presentazione (49:40)

23 Maggio 2007
La rivista Receiver di Vodafone è “a casa”

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Vodafone Receiver magazine L’ultimo numero della rivista Receiver della Vodafone (#18) è intitolato “a casa” ed è introdotto come segue:

I media digitali stanno invadendo il tema della connettività e l’ambiente domestico: la casa (per i giovani la propria stanza) è divenuta il centro del mondo connesso. Mentre, infatti, un tempo le tecnologie di comunicazione erano fornite esclusivamente dal mondo del lavoro- adesso forniscono alle persone i mezzi di socializzazione che per lungo tempo sono stati dati per scontato. La tecnologia è divenuta intuitiva ed onnipresente ed induce i sociologi a parlare di privatizzazione del pubblico attraverso le comunicazioni e la frammentazione e/o espansione del concetto di casa. Come mai?

Alcuni degli articoli contenuti:

Adesso la rivista dispone anche di un proprio blog.

17 Dicembre 2006
I telefonini possono darci la ‘presenza’? [International Herald Tribune]
Mobile phone presence L’International Herald Tribune del 17 dicembre 2006 presenta un’intervista con Jyri Engeström in cui si parla di Jaiku, il software per cellulari che consente di sapere dove sono i propri amici, con chi sono e cosa fanno. L’articolo si concentra in seguito su questioni inerenti la privacy.

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22 Ottobre 2006
La tecnologia ‘Presence’ applicata ai cellulari per anticipare i tuoi pensieri
Presence Technology Telefoni cellulari che sanno dove sei, cosa stai facendo e i tuoi prossimi bisogni. È questa la nuova generazione di telefoni intelligenti in fase di sperimentazione e sviluppo nei laboratori e mercati di tutto il mondo. I designer cercano di ottenere un oggetto che sappia abbastanza del padrone senza seccarlo. A tal fine la tecnologia chiamata “Presence” vuole rendere più usabili e utili i dispositivi portatili.

Leggi la storia (Chicago Tribune)