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  Articoli della categoria 'Presence'
21 luglio 2009
Touch me! Un articolo sull’esperienza tattile
TouchMe In questo articolo Jessica Ching, Laura Henneberry e Shally Lee condividono le scoperte di un progetto collaborativo tra l’Ontario College of Art and Design (OCAD) e l’operatore di rete canadese TELUS.

“Il tatto è una necessità umana e una forma di comunicazione profondamente emotiva. Quando interagiamo fisicamente con la gente o le cose che ci piacciono, connettiamo con loro e reagiamo a loro. Ci possono far sentire caldi, calmi, giocosi o eccitati. La sensazione fisica di utilizzare un cellulare, tuttavia, manca di queste reazioni emotive e fisiche. Quando pensiamo ad altri oggetti, possiamo immaginare chiaramente la sensazione della biancheria intima sensuale, delle macchine di lusso o delle scarpe da corsa di qualità. Al contrario, usare un cellulare è un po’ come schiacciare la vostra faccia ad un telecomando.”

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15 giugno 2009
L’antropologa Stefana Broadbent relatrice a TEDGlobal
Oxford Stefana Broadbent, l’acclamata antropologa, sarà relatrice della prossima conferenza TEDGlobal (21-24 Luglio, Oxford, UK).

Stefana sta attualmente visitando un compagno di ricerca nel Dipartimento di  Anthropologia del University College London, ed è stato capo del Customer Observatory a Swisscom.

Il suo lavoro è stato pubblicato su Business Week e The Economist, ed è stata relatrice presso diverse conferenze tra cui LIFT e Picnic.

Date uno sguardo anche al blog UsageWatch in cui osserva l’evoluzione dell’utilizzo della tecnologia.

9 giugno 2009
Efficiencienza o intiità d’ambiente?
Intimacy L’ultimo numero della Receiver Magazine della Vodafone è interamente dedicato alla nuova era dell’interazione umana che è segnata da una continua conversazione e da un perpetuo flusso dell’informazione, permesso dal cordone ombelicale del cellulare.

Due nuovi contributi esplorano il paradosso temporale creato da questo costante flusso delle comunicazioni.

26 maggio 2009
Riflessioni sull’everyware, l’era dell’ubiquitous computing
everyware Joe Lamantia, architetto dell’esperienza e stratega di MediaCatalyst, ha scritto di recente una colonna per UXmatters. Intitolata “Everyware – designing for the ubiquitous experience,” la serie mira a esplorare l’esperienza dell’utente e il design nell’era dell’ubiquitous computing.

First fictions and the parable of the palace
Novembre 2008
Una visione di insieme delle radici dell’everyware nelle prime descrizioni dell’ubiquitous computing di Mark Weiser e altri, una considerazione del ruolo critico dell’esperienza nel prossimo mondo dell’everyware, e una descrizione di alcune delle sfide che affrontiamo nel progettare esperienze dell’utente di everyware / lifeware.

A near-term vision for everyware: synthetic serendipity
Marzo 2009
Uno sguardo in avanti, usando articoli da famosi autori di fantascienza come fonte per la visione o gli scenari dei concetti che descrivano possibili esperienze di vita e lavoro con l’everyware.

Designing post-humanity: everyware in the far future
Maggio 2009
Guardare lontano è importante. Le nostre reazioni alle fizioni più speculative ed esplorative influenzano le nostre decisioni sulla portata e lo scopo del design nel futuro. Le conversazioni dei designer su queste fizioni ci aiutano a solidificare cosa e come progetteremo nel futuro mondo dell’everyware. Come designer, le decisioni che prendiamo oggi aiuteranno a decidere cosa sarà l’umanità domani.

26 maggio 2009
Il lampione su Brick Lane
lamp posts Carl Honoré, autore di In Praise of Slow e Under Pressure e fautore auto-proclamato dello Slow Movement, è lo scrittore dell’ultima collaborazione della rivista Receiver della Vodafone. Nel suo articolo, Honoré sostiene che in un mondo di informazione illimitata e accesso alla gente costante, spesso non sappiamo quando interrompere il nostro desiderio di connettere e comunicare.

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31 gennaio 2009
35 video della conferenza Picnic
PICNIC Su Vimeo potete trovare niente meno che 35 video della conferenza Picnic. Sono bellissimi.

I miei preferiti (sono un bel po’):

Jim Stolze: The virtual happiness project

“Virtual Happiness” è un progetto di ricerca che mira a fornire insight sulla relazione che esiste fra l’uso di internet e la felicità.

- Jim Stolze si specializza su un nuovo concetto di comunicazione digitale.

Matt Hanson: Celebrating Collaborative Creativity

Matt Hanson, un produttore cinematografico che sta lavorando al progetto del film open-source, “Uno sciame di angeli”

Panel Discussion: Celebrating Collaborative Creativity

Nel corso di questa prima, scandita sessione, numerosi esempi di creatività collaborativa, sono in fase di riesame. Quali processi e quali modelli commerciali compaiono? Quali cambiamenti si verificheranno nell’industria cinematografica, musicale, editoriale e pubblicitaria?

Moderatore: Laurent Haug, imprenditore e co-fondatore di Liftlab

Matt Hanson: un produttore cinematografico che sta lavorando al progetto del film open-source, “Uno sciame di angeli”

Ton Roosendaal, fondatore di Blender, una suite di strumenti in piattaforma trasversale, open-source, per la creazione in 3D.

Katarina Skoberne è la co-fondatrice e amministratore delegato di OpenAd.net, “Il più grande reparto creativo”

Ben Cerveny: Can you see what I know?

Artisti, scienziati e designer stanno esplorando un nuovo mondo dell’estetica dei software e sono in corso di approfondimento di nuovi linguaggi per l’espressione interattiva e visuale. Come facciamo sì che l’informazione risulti intuitivamente eloquente?

- Ben Cerveny è è consulente strategico e concettuale presso Stamen, esperti in visualizzazione creativa. E’ un designer di stimata esperienza e uno stratega concettuale.

Stefan Agamanolis: Dueling with Distance

Basato sul suo lavoro al MIT e presso Distance Lab, Stefan Agamanolis fa un resoconto sulle ultimissime tendenze nel campo della comunicazione e della connettività, che si stanno accingendo a combattere con la distanza attraverso modalità inaspettate, che vanno dalle gare sportive giocate a distanza ai telefoni intersecati con vasche galleggianti.

- Stefan Agamanolis è il direttore generale e il direttore della ricerca di Distance

Matt Jones: The Emerging Real-Time Social Web

Matt Jones un direttore creativo e designer dell’esperienza dell’utente, che ha lavorato per Sapient e per la BBC, prima di fondare Dopplr, un servizio di viaggi

Jyri Engestrom: The Emerging Real-Time Social Web

Jyri Engestrom è uno scienziato sociale nonché il fondatore del finlandese Jaiku, un servizio di aggregazione mobile, acquistato da Google nel 2007; la sua successiva mossa è stata il trasferimento nella Silicon Valley, che ha avuto come effetto una rinnovata attenzione per i processi sociali in seno alle nuove piattaforme media.

Conversation the Emerging Real-Time Social Web

Con le onnipresenti connessioni internet e l’incremento dei servizi di connessione mobile, ora pezzetti di realtà che un tempo non si riuscivano a catturare, possono venire memorizzati. Attraverso la memorizzazione e la condivisione della nostra presenza, possiamo avvertire anche la presenza altrui.  Siamo al margine di una realtà con “visione sociale periferica”, all’interno della quale le amicizie circostanti fioriscono e le storie di vita e i dettagli della vita stessa sono immagazzinati, condivisibili e rintracciabili.

- Matt Jones un direttore creativo e designer dell’esperienza dell’utente, che ha lavorato per Sapient e per la BBC, prima di fondare Dopplr, un servizio di viaggi

- Philip Rosedale è il fondatore del mondo online in 3D Second Life, nonché pioniere dei mondi virtuali.

is founder of the 3D online world Second Life and a pioneer in virtual worlds

- Addy Feuerstein è il co-fondatore, nonché AD di AlloofMe, un servizio che permette di creare scadenze digitali personali is the co-founder and CEO of AllofMe, a service that allows you to create digital personal timelines form digital assests such as pictures, videos, and blogs.

- Jyri Engestrom è uno scienziato sociale nonché il fondatore del finlandese Jaiku, un servizio di aggregazione mobile, acquistato da Google nel 2007Younghee Jung: Design as a Collaborative process

Nuove interazioni si trasformano in nuove pratiche di design; nuovi processi generano nuove forme creative. Come possono gli ideatori coinvolgere la gente che vogliono creare per il loro lavoro?

- Younghee Jung, un senior designer presso Nokia, rivela come gli utenti immaginano nuovi prodotti.

Bill Moggridge: Design as a Collaborative Process

Nuove interazioni si trasformano in nuove pratiche di design; nuovi processi generano nuove forme creative. Come possono gli ideatori coinvolgere la gente che vogliono creare per kil loro lavoro?

- Bill Moggridge è il fondatore di IDEO, una delle aziende di design di maggiore successo nel mondo e una delle prime ad aver integrato il design del software e dell’hardware alla pratica del design industriale.

Ethan Zuckerman: Surprising Africa

Una presentazione sui vibranti e veloci sviluppi tecnologici e creativi nelle città e nelle aree rurali in Africa, dalla fabbricazione dei cellulari ai nuovi schemi di comunicazione.

- Ethan Zuckerman, il co-fondatore di Global Voices, un membro ricercatore presso il Berkman Center e un eccezionale blogger, interessato all’impatto della tecnologia sui paesi in via di sviluppo.

Conversation with Ethan Zuckerman, Helen Omwando and Binyavanga Wainaina: Surprising Africa

Un aggiornamento sui vibranti e veloci sviluppi tecnologici e creativi nelle città e nelle aree rurali in Africa, dalla fabbricazione dei cellulari ai nuovi schemi di comunicazione.

- Ethan Zuckerman, il co-fondatore di Global Voices, un membro ricercatore presso il Berkman Center e un eccezionale blogger, interessato all’impatto della tecnologia sui paesi in via di sviluppo.- Helen Omwando, a capo della market intelligence presso Royal Philips Electronics

- Binyavanga Wainaina, autore e giornalista keniota.

Clay Shirky: Here Comes Everybody

Un esame rivelatore di come il diffondersi di nuove forme di interazione sociale, reso possibile dalla tecnologia, sta modificando il modo in cui gli esseri umani formano gruppi ed esistono all’interno di questi stessi gruppi. Le nuove tecnologie della nostra epoca associate la cocial networking si stanno lentamente sviluppando e ci inducono a progredire in nuovi gruppi che fanno nuove cose in nuovi modi.

-Clay Shirky è un pensatore di spicco per quanto riguarda internet; è inoltre autore di Here Comes Everybody, e un acuto analista di nuovi sviluppi di media sociali.

Wolfgang Wagener and Jared Blumenfeld: Eco Map

Cosa possiamo fare con una piattaforma di collaborazione open-source, che consenta ai cittadini e alle attività commerciali di osservare i risultati comuni delle loro azioni?

- Wolfgang Wagener, Direttore, Sustainable Cities Connected Urban Development, CISCO and Jared Blumenfeld, Direttore, Department of the Environment, City and County of San Francisco

Euro Beinat: The Visible City

Cosa accadrebbe se riuscissimo a vedere una città intera dall’alto, come da un aereo, e percepire non solamente gli edifici e le piazze, ma anche gli esseri umani che popolano la città stessa, nelle loro abitazioni e fuori?

- Euro Beinat, professore di percezione dell’ubicazione presso l’Università di Salisburgo, AD di Geodan Mobile Solutions e fondatore di Senseable Future Foundation

Stan Williams: Tracking our World

CeNSE: il Sistema Nervoso Centrale della Terra è basato sulla convinzione che la nanotecnologia abbia il potenziale di rivoluzionare l’interazione umana con la Terra, in modo tanto profondo così come internet ha ricoluzionato l’interazione personale e commerciale.

- Stan Williams, membro senior HP; direttore di  Information and Quantum Systems Lab

Adam Greenfield: The Long Here, the Big Now, and other tales of the networked city

La vita urbana del futuro prospererà con nuove modalità di percezione e di esperienza, basate su dati in tempo reale e sul feedback. Come apparirà la città collegata in rete ai suoi utenti? Come trasformerà tutto ciò la nostra percezione di metropolitano?

- Adam Greenfield , a capo della direzione di design presso Nokia e autore di Everywhere

Charles Leadbeater – We Think: The Power of Mass Creativity

Il conflitto fra la nascente ondata di collaborazione di massa e i tentativi di conservare un controllo che parte dall’alto per arrivare la basso si rivelerà essere una delle battaglie significative del nostro tempo.  Un’indagine sul significato della nostra cultura, del modo cui essa opera, attraverso il governo, la scienza e le attività commercaili.

- Charles Leadbeater, pensatore, rinomato consigliere politico dell’ex primo ministro britannico Tony Blair e autore di We Think, un’analisi innovativa di un mondo in cambiamento.

Charles Leadbeater in conversation with Clay Shirky

Il conflitto fra la nascente ondata di collaborazione di massa e i tentativi di conservare un controllo che parte dall’alto per arrivare la basso si rivelerà essere una delle battaglie significative del nostro tempo.  Un’indagine sul significato della nostra cultura, del modo cui essa opera, attraverso il governo, la scienza e le attività commercaili.

- Charles Leadbeater, pensatore, rinomato consigliere politico dell’ex primo ministro britannico Tony Blair e autore di We Think, un’analisi innovativa di un mondo in cambiamento.

- Clay Shirky, notevole esperto pensatore di internet

(via Laurent Haug)

31 gennaio 2009
Il designer di Dopplr Matt Jones circa l’attenzione bionica
Matt Jones Scrivendo sul Good Ideas Salon di PSFK di ieri a Londra, Jemima Kiss del Guardian evidenzia la presentazione del designer di Dopplr Matt Jones:

Lui vede il cellulare come una sorta di super dispositivo e ha descritto qualcosa che lui chiama “attenzione bionica” – registrare ossessivamente cose curiose che lo circondano, guidato da questo dispositivo multi performante in tasca. [...]. “Dovremmo essere una persona incarnata nel mondo non un dito senza corpo che clicca su uno schermo mentre cammina per la strada. Dobbiamo aprire lo schermo al mondo.”

Leggi tutto l’articolo Foto: adactio/Flickr/Some rights reserved

15 gennaio 2009
Percezioni centrate sulla gente nella città del prossimo futuro
Flickr sensing Ancora sulla percezione centrata sulle persone, questa volta con Fabien Girardin di LIFT, ed è come se lui avesse portato il paper di Nokia di cui ho appena scritto un passo oltre:

“In passato, le reti di sensori nelle città erano limitate ai sensori fissi, collocati in particolari punti, sotto controllo centralizzato. Ora, ci sono nuove applicazioni che usano gli uomini come sensori e le loro informazioni generate volontariamente. Diventa necessario discutere la loro integrazione nella città del ‘prossimo futuro’, la città ‘prodotta’ dall’attività dei suoi attori e abitanti. Nel raggio del mio lavoro di ricerca, ho preso particolarmente in considerazione l’implicazione di questa quantità emergente di dati e i loro effetti sulle pratiche contemporanee delle città.”

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7 dicembre 2008
Intervista audio con Adam Greenfield di Nokia
Adam Greenfield Chris Pinchen di Podcamp Barcelona ha intervistato Adam Greenfield di Nokia presso Visualizar ‘08 (Madrid) il giorno dopo le elezioni Americane.

La loro conversazione ha trattato diversi argomenti tra cui il Situazionismo aziendale, la paura dell’ubicomp, la disparità tecnologia tra la vita quotidiana negli Stati Uniti e nel resto del mondo, e le strane ed occasionalmente scomode libertà permesse a chi vive in una cultura di cui non sono nativi.

Ascolta l’intervista: parte 1 | parte 2

(via Adam Greenfield)

20 ottobre 2008
Come il cellulare sta cambiando la nostra società
Teemu Arina Teemu Arina, il quale parlerà al prossimo Mobile Monday ad Amsterdam, ha pubblicato un lungo saggio sul suo blog riguardo all’argomento “come il cellulare sta cambiando la nostra società.”

“Ho la sensazione che la domanda che ci poniamo oggi sia sbagliata. Non riguarda più il cellulare. Per alcuni, cellulare significa quel dispositivo che ci portiamo appresso quando ci spostiamo, di solito collegato ad una rete cellulare. La verità è, le attività che portiamo a termine online con i nostri computer e quello che facciamo con i nostri cellulari non possono più essere visti come due cose distinte. Questa convergenza significa che il nostro linguaggio ha bisogno di cambiare o la nostra cultura non capirà mai il suo futuro.

Mentre degli oggetti fisici ordinari entrano nello stesso network, non riguarderà più attività virtuali o fisiche. Saranno entrambe facce diverse della stessa medaglia. Non sarà più contesto o non. Il contesto sarà la componente principale di tutto. Il dispositivo principale non sarà più un “cellulare”, ma più qualcosa che interagisce con la rete in un modo altamente contestuale. Le idee, la gente e gli oggetti fisici saranno parte dello stesso network in un senso molto letterale.”

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(via Smart Mobs)

20 ottobre 2008
Vodafone Receiver Magazine sull’ubicazione e il geowebbing
Vodafone_receiver_red_bg L’attuale edizione della Vodafone Receiver Magazine è dedicata all’ubicazione e al geowebbing, o come scrivono loro: “annotare lo spazio reale digitalmente ed usare il mondo stesso come interfaccia”.

Due autori hanno già contribuito sul tema, e sono previsti altri articoli:

A digital geography manifesto

di Jonathan Raper (Professore della City University London)

Creating maps for everyone and network effects for the data driving them

di Sean Gorman

5 settembre 2008
Ambient awareness
Awareness Il prossimo New York Times Magazine contiene un lungo articolo sugli effetti di News Feed, Twitter ed altre forme di contatto online incessante.

“Gli scienziati sociali hanno dato un nome a questo genere di incessante contatto online. L’hanno chiamato “ambient awareness.” È, dicono, molto simile all’essere fisicamente vicino a qualcuno e cogliere il suo stato d’animo ossrvando i suoi piccoli gesti  — linguaggio corporale, sospiri, commenti — dalla coda dell’occhio. Facebook non è più il solo ad offrire questo genere di interazione online. Nel corso dell’ultimo anno, c’è stato un boom degli strumenti per il “microblogging”: pubblicare frequentemente piccoli aggiornamenti su quello che si sta facendo. Il fenomeno è abbastanza diverso da quello che consideriamo blogging, dato che il post di un blog è normalmente un testo scritto, a volte piuttosto lungo: l’affermazione di un opinione, una storia, un’analisi. Ma questi nuovi aggiornamenti sono qualcosa di diverso. Sono molto più brevi, molto più frequenti e molto meno ragionate. Uno degli strumenti più popolari è Twitter, un sito e servizio di messaggistica che permette ai suoi più di due milioni di utenti di trasmettere ai loro amici degli aggiornamenti dalla lunghezza di uno haiku — limitati a 140 caratteri, breve come un SMS — riguardo a quello che stai facendo. Ci sono altri servizi per riferire dove stai viaggiando (Dopplr) o per mettere velocemente online una sfilza delle immagini, video o siti che stai visitando (Tumblr). E ci sono persino strumenti che riferiscono la tua posizione. Quando il nuovo iPhone, con indicatore di posizione incorporato, è stato presentato a Luglio, un miolione di persone hanno iniato ad usare Loopt, un software che automaticamente riferisci ad i vostri amici dove vi trovare.”

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5 settembre 2008
La vita techno-mobile nelle nostre città in rete
LIFT09 Nicolas Nova e Bruno Giussani hanno messo su blog due delle sessioni della conferenza LIFT Asia che ha avuto luogo oggi a Seul.  

Session: Networked city
I nuovi strati digitali forniti dalle ICT stanno trasformando gli ambienti urbani contemporanei. Cosa significa questo per i suoi abitanti? Quali cambiamenti possiamo aspettarci? Come influenzerà lo ubiquitous computing il nostro stile di vita? L’autore di « Everyware » Adam Greenfield (Nokia Design, Finlandia), e gli architetti Jeffrey Huang (EPFL, Svizzera) e Yang Soo-In (The Living, Korea) hanno dato il loro punto di vista su questo futuro non tanto distante,
> Report di Nicolas Nova
> Report di Bruno Giussani

Session: Techno-nomadic life
Le tecnologie mobili ci hanno liberati dalla tirannia del “luogo”, ma hanno introdotto nuove restrizioni? Nuovi modelli di comportamento? La rete mobile attraverserà lo stesso processo della rete nei 90?
Il ricercatore sul design Jan Chipchase (Nokia, Giappone) presenterà alcune opinioni sulle pratiche di vita/lavoro nomadi abilitate dalle tecnologie mobili, mentre il padre dell’i-mode Takeshi Natsuno (Keio University, Giappone) e Christian Lindholm (Fjord, GB) parleranno circa il futuro dei servizi mobile.
> Report di Nicolas Nova
> Report di Bruno Giussani

17 luglio 2008
La città invisibile: il design nell’era delle mappe intelligenti
Intelligent map Le nuove tecnologie per la mappatura stanno cambiando radicalmente il modo in cui esperimentiamo la città. I pianificatori urbani Varnelis e Meisterlin esplorano le  intersezioni del design e la cartografia in un lungo ed eccellente saggio sul Design Center Think Tank di Adobe.

“Le mappe intelligenti del giorno d’oggi non solo rappresentano le relazioni spaziali, rivelano condizioni nella città che erano precedentemente nascoste in fogli di calcolo elettronico e database. E non è solo una nuova rappresentazione della città ad emergere da questi dati; è una nuova città ibrida, in parte tessuto fisico ed uin parte mappa di dati.” [...]

“Per i designer, le implicazioni sono chiare. Mano a mano che le mappe diventano più ricche, più complesse, e meno prevedibili, la cartografia diventa sempre meno un tema di convenzione e più uno di invenzione. La nostra epoca di mappe intelligenti richiede un design delle mappe intelligente Non si sottolineerà mai abbastanza il ruolo del designer nella mappatura contemporanea. L’estetica e la leggibilità hanno implicazioni nel mondo reale per quanto riguarda l’uso ed il significato. La scelta di cosa mostrare e come mostrare non solo influenza l’aspetto, ma può anche rielaborare delle questioni. Le considerazioni grafiche come scontornare, il peso delle linee, e persino il colore o il carattere si traducono in dichiarazioni sul territorio ed il confine, sull’economia e la politica.”

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17 luglio 2008
La posizione potrebbe guidare il futuro della semplice SIM card?
SIM card Andrew Grill, un senior executive delle telecomunicazioni britanniche, discute sul futuro del Subscriber Identity Module, meglio conosciuto come SIM card.

“Come strumento che gestisce in modo sicuro l’identità del cliente, la SIM è l’unico elemento del cellulare che possiede effettivamente l’operatore. Il modo in cui l’operatore sceglie di utilizzare la SIM può offrire grande potenziale per guidare le rendite delle applicazioni mobili di prossima generazione. Per un servizio come il social networking, aggiungendo l’elemento della posizione di una persona, la SIM offre una nuova opportunità di fornire effetiva rilevanza alla navigazione di un utente.” [...]

“Per migliorare il modo in cui una persona fa uso del social networking sul suo cellulare, la tecnologia di ubicazione recapitata sulla SIM potrebbe giocare un ruolo centrale. Introducendo il desiderio di localizzare in tempo reale il cliente, gli operatori potrebbero potenziare i siti di social networking e fornire agli utenti un servizio contestualizzato migliorato che la maggior parte dei PC non potrebbero offrire. Su un cellulare, questo potrebbe includere aggiornamenti sull’ubicazione o la presenza di una persona, inviare una segnale quando un amico è nelle vicinanze o fornire informazioni specifiche sull’ubicazione quando si crea un account.”

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4 luglio 2008
From ubiquitous technology to human context (video)
UIA World Congress of Architecture Mercoledì 2 Luglio Nicolas Nova (LIFT lab) ha gestito una sessione presso il World Congress of Architecture di Torino intitolata “From ubiquitous technology to human context – Technology applied to architecture and design: does it solve problems or create needs?”.

I relatori erano Adam Greenfield (Head of Design Direction, Nokia), Jeffrey Huang (Director, Media and Design Laboratory, EPFL, Svizzera) e Younghee Jung (senior design manager, Nokia).

Video: Dopo dieci minuti di sessione, mi sono accorto che non è stato preso alcun provvedimento da parte degli organizzatori per registrare le presentazioni, quindi ho iniziato a registrare tutto da un piccolo dispositivo Nokia N95. Ovviamente la qualità dell’immagine non è un granché ma il suono è piuttosto buono. Ho caricato tutto su Goggle Video: Adam Greenfield, Jeffrey Huang e Younghee Jung.

Mi devo però scusare: innanzitutto con Nicolas per non aver registrato anche la sua sessione – come ho detto, mi sono accorto troppo tardi che gli organizzatori non lo stavano facendo – fortunatamente Nicolas ha pubblicato un riassunto e le slide sul suo blog personale. In secondo luogo anche con Younghee, la cui presentazione è stata registrata solo per metà, in quanto si esaurì la batteria del N95.

Purtroppo la sessione è finita un po’ nel caos. Essendo iniziata tardi, è anche andata avanti per più tempo del previsto e la gente della sessione successiva ha iniziato ha riempire la sala e ad un certo punto ha iniziato a istigare l’ultima relatrice – Younghee Jung – a finire. Una fragile Younghee – durante la cui conferenza ha condiviso un evento personale col pubblico che era molto vicino a lei emozionalmente – improvvisamente ha dovuto riassumere 30 slide in 2 minuti e questo per fortuna non è su video. Forse può ancora mandarci la sua presentazione.

5 giugno 2008
Un mese per il World Congress of Architecture
UIA World Congress of Architecture Tra un mese Torino ospiterà la XXIII edizione del World Congress of Architecture, promosso dall’UIA (Unione Internazionale Architetti).

Più di 4000 partecipanti si sono già registrati. Ci sono oltre 70 sessioni con più di 360 speaker.

L’argomento scelto per il congresso del 2008 è “Transmettere l’Architettura“, o come dicono gli organizzatori “la forza e l’abilità di espressare e comunicare valori, sentimenti e diverse culture attraverso il tempo che possiede l’architettura”

Per Leopoldo Freyrie, General Speaker del congresso UIA Torino 2008, questo indica anche il desiderio e la volontà di portare l’architettura fuori da una specie di isolamento in cui gli edifici e persino le più belle soluzioni sono progettate senza alcuna reale connessione con la realtà circostante.

Infatti durante la conferenza stamapa di oggi Freyrie è stato piuttosto categorico sul ruolo sociale ed etico del congresso, che secondo lui ha il dovere di confrontare le principali sfide ambientali, sociali, demografiche, economiche e migratorie che sta affrontando il nostro pianeta e che spesso sono concentrate nei suoi ambienti urbani.

Siamo d’accordo.

I tre giorni dedicati ai temi del congresso sono stati programmati per contenere i seguenti contenuti:

  • 30 Giugno 2008, CULTURA, la cultura, il talento e l’apprendimento e la storia del progetto e il Passato, la trasmissione e la protezione del patrimonio architettonico, restauro.
  • 1 Luglio 2008, DEMOCRAZIA, la costruzione di una democrazia urbana nel Presente, participazione, il processo di presa di decisioni, la trasformazione del territorio, comunicazione e mediazione.
  • 2 Luglio 2008, SPERANZA, sostenibilità ambientale e salvaguardia come dovere etico degli architetti, la ricerca di un Futuro con un mondo ancora abitabile, innovazione tecnologica.

Una sessione sarà di particolare interesse per i lettori di questo blog: il 2 Luglio Nicolas Nova (LIFT lab) sarà il moderatore di una sessione intitolata “From ubiquitous technology to human context – Technology applied to architecture and design: does it solve problems or create needs?”. I relatori invitati saranno Adam Greenfield (Nokia), Jeffrey Huang (Media and Design Laboratory, EPFL, Switzerland) e Younghee Jung (Nokia).

Un bel gesto è il basso costo della registrazione: 100 euro per i professionisti e 50 per gli studenti.

- Leggi il comunicato stampa di oggi (documento Word)

- Consulta il programma

5 giugno 2008
Ha inizio ufficialmente la ricerca della Nokia sul “Internet of Things”
Internet of Things Comunicato stampa della Nokia:

LOSANNA, Svizzera – Oggi ha inizio la collaborazione a lungo termine per la ricerca tra il Nokia Research Center ed il Swiss Federal Institutes of Technology, con l’apertura ufficiale delle porte del Pervasive Communications Laboratory a Losanna.

Il fulcro di questa importante collaborazione per la ricerca è di andare sotto la pelle delle nuove tecnologie ed esplorare l’applicazione nella vita reale di quel che è stato definito “Internet of Things” – una visione di interazione mobile consapevole del contesto, utilizzando il tuo dispositivo mobile per memorizzare e condividere informazione sul tuo ambiente e gli oggetti reali nelle tue vicinanze. Certamente fondere tecnologie esistenti come il GPS ed i network ad alta velocità farà parte inevitabilmente dei programmi della ricerca, tuttavia anche lo sviluppo di tecnologie fresche e di sensori intelligenti che possano replicare i sensi umani, come il tatto e persino l’olfatto, per aiutare a raccogliere informazioni andranno sotto il microscopio.

“Il piano iniziale della ricerca in collaborazione si concentrerà sulle comunicazioni pervasive: Esplorare nuove esperienze e tecnologie di interazione utilizzando tutti i sensi umani; Servizi ed applicazioni basati sul contesto dell’utente, come l’ubicazione, e le preferenze personali, per esempio, informazione fornita da sensori all’interno di un dispositivo mobile o nel mondo circostante; Servizi e tecnologie internet – arricchire l’esperienza internet sui cellulari.”

Il Dr. Bob Iannucci, Nokia Chief Technology Officer e capo del Nokia Research Center, sostiene questa visione dicendo:

“Nokia ha già portato a termine una buona parte di ricerca nel settore delle comunicazioni pervasive, e vede la fusione dei mondi digitali e fisici come l’obiettivo principale nella mobilità. Abbiamo scelto di lavorare con i Swiss Institutes of Technology per via della loro abilità in quest’area.”

Il Pervasive Communications Laboratory ha appena lanciato un appello per proposte per raccogliere nuove idee innovative per progetti di ricerca di altà qualità ed impatto.

Sono alla ricerca di proposte nelle seguenti aree:

  • Servizi ed applicazioni consapevoli del contesto
  • Network sociali collegati all’ubicazione ed al contesto
  • Usabilità ed aspetti umani, interfacce di comunicazione pervasiva
  • Networking e consapevolezza del contesto
26 gennaio 2008
Pubblicazioni recenti del prof. Paul Dourish
Paul Dourish Putting People First presenta regolarmente il lavoro del professore dell’UC Irvine Paul Dourish, il cui interesse ricade sulle aree di incrocio tra la scienza dei computer, l’antropologia, l’ubiquitous computing, mobilità, design e HCI.

Ecco alcune delle pubblicazioni più recenti di questo prolifico ricercatore:

Brewer, J., Bassoli, A., Martin, K., Dourish, P., e Mainwaring, S. 2007. Underground Aesthetics: Rethinking Urban Computing. IEEE Pervasive Computing, 6(3), Luglio-Settembre, 39-45

Uno studio etnografico e una proposta di design per un’applicazione di scambio di musica suggeriscono come può aiutare a riconsiderare il design dell’urban computing il situare esplicitamente al primo piano le qualità esperienziali della vita urbana.

Dourish, P. 2007. Seeing Like an Interface. Proc. Australasian Computer-Human Interaction Conference OzCHI 2007 (Adelaide, Australia)

I sistemi mobili e di ubiquitous computing stanno diventanto sempre più interessanti per i ricercatori di HCI. Spesso, questo ha significato considerare i modi in cui potremmo trasferire le applicazioni desktop ai dispositivi e contesti mobili. In ogni caso, noi non solo esperimentia le esperienze sul luogo – esperimentiamo anche le ambientazioni quotidiane attraverso le tecnologie a nostra disposizione. Traendo spunto dalla ricerca antropologica, abbozzo un modo alternativo di pensare alla relazione tra tecnologia e “vedere” la vita e gli spazi quotidiani.

Brewer, J., Mainwaring, S., and Dourish, P. 2008. Aesthetic Journeys. Proc. ACM Conf. Designing Interactive Systems DIS 2008 (Cape Town, South Africa)

I ricercatori e i designer stanno creando sempre più tecnologie per supportare la mobilità urbana. Tuttavia, non è ancora chiaro di che mobilità si tratti. I questo scritto useremo la nozione di viaggi estetici per riconsiderare la relazione tra spazi urbani, gente e tecnologie. Il lavoro sul sistema di pullman nell’Orange County e sulla metropolitana a Londra porta ad un dibattito sul come dovremmo iniziare a progettare per molteplici mobilità.

Williams, A., Dourish, P., and Anderson, K. 2008. Anchored Mobilities: Mobile Technology and Transnational Migration. Proc. ACM Conf. Designing Interactive Systems DIS 2008 (Cape Town, South Africa)

Le tecnologie mobili sono sviluppate in diverse ambientazioni sociali, culturali, politiche e geografiche, e incorporate in diverse forme di mobilità personale e collettiva. Presentiamo un’ etnografia sui pensionati tailandesi transnazionali e i loro usi delle tecnologie mobili, evidenziando le forme di mobilità che sono ancorate spazialmente, temporalmente e infrastrutturalmente, e i concetti della casa come una rete tra parenti che può essere distribuita globalmente. Concludiamo segnalando diverse forme in cui le nostre osservazioni e analisi possono influenzare il design.

Troshynski, E., Lee, C., and Dourish, P. 2008. Accountabilities of Presence: Reframing Location-Based Systems. Proc. ACM Conf. Human Factors in Computing Systems CHI 2008 (Firenze, Italia)

Come si presentano la mobilità e la presenza come aspetti della vita sociale? Basandoci sullo studio di un caso di criminali in libertà vigilata seguiti tramite GPS, abbiamo esplorato le forme in cui le tecnologie basate sulla posizione strutturano l’esperienza quotidiana dello spazio della gente. In particolare, ci concentriamo su come vengono negoziati l’accesso e la presenza al di fuori delle concezioni tradizionali di “privacy.” Introduciamo la nozione di responsabilità nei confronti della presenza e suggeriamo che è un concetto più utile di “privacy” per capire la relazione tra presenza e socialità.

(via Pasta&Vinegar)

1 dicembre 2007
Friending, antico o meno
Friending Il New York Times propone un servizio su come nella struttura collettiva del ‘profile-surfing’, dell’invio di messaggi e del “friending,” ricercatori accademici riscontrano il ritorno di antiche trame tipiche della comunicazione orale.

“La crescente popolarità di siti di social networking come Facebook, MySpace e Second Life ha prioettato molti di noi in un nuovo mondo in cui facciamo ‘amicizia’ con persone che quasi non conosciamo, scarabocchiamo messaggi l’uno sui muri dell’altro e proiettiamo le nostre identità utilizzando simboli visuali a guisa di totem.

Ne decidiamo le regole andando avanti. Ma questo mondo è davvero nuovo come sembra?

I ricercatori accademici stanno iniziando ad analizzare la questione seguendo una pista inusuale, ossia esaminando i parallelismi tra il social network online e le società tribali. Nella struttura collettiva del ‘profile-surfing’, dell’invio di messaggi e del “friending,” essi riscontrano il ritorno di antiche trame tipiche della comunicazione orale.”

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