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  Articoli della categoria 'Museo'
28 Settembre 2007
Il museo si trasforma in luogo di interazione delle persone
Local Projects Il Print Magazine approfondisce l’attività di Local Projects, un’azienda che sta trasformando il museo in un luogo in cui la gente possa interagire con l’informazione e con altre persone.

Quando Jake Barton, presidente 34enne dell’azienda in questione dedita al design d’interazione, pensa a ciò che una mostra può fare, lui considera sempre il District Six Museum della Città del Capo, in Sud Africa. Il museo documenta lesportazione forzata di più di 60.000 residenti di un quartiere di persone di razza mista dichiarato appartenente a soli bianchi nel 1966, e racconta la storia di quelle rimozioni. Nei primi anni ‘90, quando reclamare la terra non era un’opzione, il museo portò il tema pubblicamente agli occhi della gente attraverso mostre e dibattiti; di conseguenza, l’organizzazione del museo ha aiutato i residenti ad applicarsi per far loro restituire la terra. Trasformare e sanare una comunità attraverso lo storytelling inclusivo è , agli occhi di Barton, l’obiettivo dei musei del XXI secolo. In questi giorni, ha avuto molti motivi per ragionare su questo: in aprile ha ricevuto insieme ad altre sei persone sue dipendenti la commissione di copregettazione della mostra permanente del World Trade Center Memorial Museum.”

Scegliendo Local Projects, il direttore ha investito in un nuovo genere di museo che pone al primo posto l’interattività, abbandonando la presentazione di informazioni secondo una logica top-down. Local Projects insiste sulla popolarità delle voci—le mostre fungono da una sorta di conversazione piuttosto che da depositarie di fatti autoritari. “Il museo sta cominciando ad evolversi in agente di cambiamento sociale,” afferma Barton. “E questo si riscontra nel numero di persone che frequentano il museo e nella modo di operare dei musei stessi come spazi per il dialogo della comunità. Noi stiamo tentando di rendere visibili persone diverse ad altre attraverso lo storytelling space.”

Local Projects progetta installazioni high-tech ed interattive e mostre che creano un’esperienza di connessione all’ambiente circostante per clienti vari, siano essi nonprofit o commerciali.

Leggi la storia

25 Agosto 2007
La stupenda presentazione cinematografica di Torino, Italia
Turin Persino per coloro che non conoscono l’italiano, questa è proprio una spettacolare introduzione di Torino, Italia, e della sua regione.

I video hanno un’alta qualità di risoluzione grazie al lavoro del direttore di filmati Luciano De Simone mentre la voce narrativa che accompagna òle immagini appartiene a Carlo Massarini (responsabile anche dei video di intrattenimento del lodevole Museo delle Montagne).

Alla fine il sito, realizzato per il Ministero della Cultura italiano, introdurrà molteplici città italiane, anche se al momento l’unica online è Torino, la città in cui vivo.

Strutturato in nove capitoli, accessibile da menu orizzontale in basso, la serie include:
- una introduzione generale alla città;
- Piazza Carignano, che introduce il centro storico, il primo parlamento italiano (Torino è stata la prima capitale d’Italia dal 1861 al 1864), il Museo Egiziano, il ruolo del teatro nella città, il cibo piemontese, la regione delle Langhe e la cultura dell’aperitivo di Torino;
- Torino e il cinema, centrato ovviamente sulla Mole Antonelliana, che ospita il museo del cinema;
- Torino dal Balôn ai Murazzi, che introduce il centro della città, come il Balôn, un’area in cui ha luogo il mercato;
- Lingotto, la precedente fabbrica della FIAT, che adesso funge da centro conferenze, museo, hotel e cinema;
- Italia ‘61, uno dei luoghi che ha ospitato le Olimpiadi Invernali del 2006;
- Dalla Dora ai Docks, che apprfondisce nuovi usi attribuiti a vecchi palazzi industriali;
- Il cuore della città, introduce il centro storico e vivo;
- Torino e la notte.

L’interfaccia è semplice: il segno “+” consente di ingrandire l’immagine, “link utili” fornisce link a siti collegati al tema che si sta guardando, e “mobile” consente di scaricare i file video.

Il sito non è per nulla interattivo: l’unica cosa che si può fare è guardare. Inoltre mancano l’opzione di poter visualizzare sottotitoli in inglese, che non dovrebbero esere difficili da realizzare. Graficamente, il significato dell’elemento di design del codice a barre non mi è chiaro.

But it is beautiful. Enjoy.

4 Luglio 2007
Peter Greenaway e l’esperienza dei Savoia
First we observe Venaria Reale è uno stupendo palazzo tra il XVII ed il XVIII secolo proprio appena fuori Torino, in Italia. Fu costruito come tenuta da caccia per il re di Savoia - e si dice che le prede fossero non solo animali ma anche le donne.

Quando i reali furono deposti appena dopo la Seconda Guerra Mondiale, la popolazione torinese saccheggio il palazzo portando via con se il possibile. Esso funse anche da caserma e casa d’accoglienza per gli immigrati. Come è facile immaginare, ciò che rimase fu solo un bellisimo involucro. Fortunatamente le autorità locali hanno poi deciso di preservarlo e adesso il costoso restauro è giunto a termine.

Nella fase di ponderazione su cosa fare con questo enorme palazzo (più grande di Buckingham Palace), la Regione Piemonte ha optato per Peter Greenaway. Il suo progetto, chiamato “Popolamento dei Palazzi”, sarà caratterizzato da cinque proiezioni giganti sulle pareti ormai spoglie del palazzo (sia pannelli che dipinti originali sono andati perduti), raffiguranti la vita di corte nel Seicento e nel Settecento.

Dall’articolo de La Stampa di oggi:
“Il visitatore sarà accolto da personaggi, reali e virtuali allo stempo, che lo introdurranno a palazzo, pi entrerà negli appartamenti privati del Duca, nelle cucine, andrà a caccia, sarà presentato alla corte, verrà introdotto nello “squadrone volante” di casa Savoia, una formazione inventata da Caterina de’ Medici e poi copiata, quaranta damigelle di lusso sempre pronte a offrire i loro servigi in cambio di alleanze, informazioni, segreti. Greenaway si è maniacalmente documentato sul perodo, ha scritto i dialoghi, poi tradottie recitati in italiano. Si tratta di dialoghi storicamente corretti, ma assolutamente non convenzionali. Così, pure la proiezione che sta per realizzarsi non sarà convenzionale.”

Guarda il video di Peter Greenaway che spiega il progetto

11 Giugno 2007
Telling story negli spazi pubblici, musei, e oltre internet - spesso simultaneamente
Miners Jake Barton gestisce un marchio di design nella città di New York, Progetti Locali. Loro si definiscono ‘media designer’, in quanto lavorano sulla connessione di broadcast media, media interattivi, architettura e spazi fisici, esplorando interfacce innovative, e realizzando prodotti ibridi a metà starda tra interfacce fisiche ed online. Loro sono, inoltre, particolarmente coinvolti nei progetti di storytelling collaborativi.

Barton è stato uno dei principali speaker in occasione del Postopolis!, un evento della durata di cinque giorni sui temi dell’architettura, dello sviluppo urbano, del pasaggio, e del design, presso lo Storefront for Art and Architecture di New York. Postopolis! è stato organizzato da: BLDDBLOG, City of Sound, Inhabitat, Subtopia e Storefront for Art and Architecture di New York. L’evento si è svolto dal 20 Maggio al 2 Giugno del 2007.

Dan Hill, già capo della tecnologia interattiva e del design presso la BBC ed attualmente direttore del web e broadcast presso Monocle, ha realizzato uno straordinario report sulle presentazioni di Postopolis! (tutti i post) all’interno del suo blog City of Sound.

Nel suo discorso, Barton descrive vari concetti dei suoi recenti progetti guidati dal consumatore che mi sembra importante approfondire all’interno di questo blog di experience design:

  • Miners Story Project - per preservare e condividere le storie relative a vite condotte in miniera e delle comunità del sud-ovest americano;
  • Storycorps - un progetto nazionale statunitense volto ad istruire e incentivare le persone a registrare altre storie in sound;
  • Timescapes - uno schermo gigante composto da tre parti che consente alle persone di approcciare la città di New York da diverse angolazioni simultaneamente;
  • Public Information Exchange - un’iniziativa del New York Chapter dell’Istituto Americano di Architettura volto a incoraggiare il dialogo proattivo tra tutti coloro che siano interessati all’architettura pubblica.

Nel commento finale, Hill descrive l’approccio di Progetti Locali come senza radici, aperto, elegante, e specifico per il problema proposto, capace di fornire un’ illustrazione immaginativa e tuttavia pragmatica del potenziale nella sovrapposizione fra gli spazi fisici e digitali.

Leggi la storia

28 Maggio 2007
Report britannico sulla cultura, sulla partecipazione e sul web
Logging On Il gruppo di esperti britannico Demos ha appena pubblicato un nuovo report inerente la cultura e la partecipazione al web. Basandosi su casi di studio inglesi, il report, fornisce insight ed esperienze su come la nuova ed emergente tecnologia web possa incrementare la partecipazione pubblica alla cultura e sulle modalità di organizzazione del coinvolgimento online.

“Il report approfondisce la convergenza di tre tendenze:

  • il cambiamento tecnologico
  • le modalità di coinvolgimento delle persone nella sfera culturale
  • l’obiettivo di incrementare la partecipazione democratica alla cultura, con particolare attenzione al target ‘difficilmente raggiungibile’.

I tre trend appena descritti sono accomunati dallo spostamento da una posizione passiva del consumatore ad un suo maggiore coinvolgimento, dal carattere unidirezionale dell’offerta all’interattività, dalla selettività del pubblico ad un suo ampliamento.

La digitalizzazione ha cambiato ogni cosa. Ha creato delle aspettative nel pubblico in merito ad un accesso ai prodotti on demad, costantemente disponibile, ed individualizzato. Ha contribuito anche al cambiamento delle assunzioni base dei professionisti del settore culturale in merito al fatto che il loro ruolo consista nel supervisionare l’accesso pubblico alla cultura e che agiscono quali ‘portinai’ che vegliano su ciò che viene prodotto, su cosa viene mostrato o su come viene interpretato. Adesso ciò che ci si prospetta è un mondo in cui il pubblico viene maggiormente coinvolto nel mondo della cultura attraverso vari strumenti appositamente curati ed adattati dai professionisti del settore: contenuto, prezzo, format e tempestica un tempo stabiliti solo dal produttore, ora vengono definiti sul consumatore di beni culturali.

Nella breve storia di internet, il settore culturale ha seguito due differenti percorsi: da un lato, la digitalizzazione dei contenuti e la fornitura di informazioni, e dall’altro, interattività e opportunità di espressione. Spesso queste caratteristiche sono state interpretate come inconciliabili, appartenenti a due binari opposti.

Ma in realtà si stanno fondendo inesorabilmente. Restano numerosi interrogativi in merito a cosa accadrà in seguito? In che modo si può ottimizzare l’incontro tra intervento politico e tecnologia al fine di conseguire una cultura più democratica? E quale sarà il ruolo, le opportunità e le limitazioni della cultura on line in un mondo in continuo cambiamento? “

Scarica il report (pdf, 719 kb, 93 pagine)

31 Marzo 2007
Mike Kuniavsky sulla progettazione esperienziale del museo
Museum experience design Il co-fondatore di Adaptive Path, Mike Kuniavsky, ha tenuto un discorso sulla possibilità della tecnologia di apportare un valido contributo alla funzione comuncativa dei musei storici. In particolare l’impiego delle nuove tecnologie digitali comporterebbe l’opportunità di enfatizzare la caratteristica principale di questi musei: l’autenticità. Nella sua analisi egli classifica i casi di studio in quattro categorie: spiegare, esplorare, estendere, provocare.
17 Dicembre 2006
La conferenza olandese sul patrimonio culturale evidenzia l’assenza di un pubblico comprensivo
Dutch heritage conference Jos Taekema, direttore del Digital Heritage Netherlands, difende gli sforzi delle istituzioni culturali olandesi nel tentativo di attrarre pubblico online. Sicuramente esse possono fare di più, ma già ora le più grandi istituzioni conducono ricerche online e studi di usabilità. Taekema afferma comunque la necessità di più studi qualitativi.
21 Novembre 2006
Arts Management newsletter, un’orribile esperienza con grandi contenuti
Arts Management newsletter Ricchi contenuti e una terribile esperienza d’uso. Così si presenta l’Arts Management Newsletter, sviluppato per i manager dell’arte. Newsletter quasi impossibili da leggere, Pdf usato a sproposito e un navigazione pessima. Comunque, i contenuti meritano davvero un’occhiata.
8 Novembre 2006
Experientia presenta un’interfaccia che riconosce i gesti ad una fiera di arte
Artissima Ad Artissima, la fiera internazionale d’arte contemporanea di Torino, i visitatori potranno sfogliare un catalogo visivo delle recenti opere esposte alla Fondazione Sandretto Rebaudengo, tramite semplici gesti di mani e braccia.

La tecnologia si basa su di un sofisticato riconoscimento dei movimenti, mentre il risultato per l’utilizzatore finale - il visitatore - è un sistema di navigazione dei contenuti semplicissimo, in cui le immagini sono proiettate su di un grande schermo; l’interazione è possibile grazie a nient’altro che una superficie luminosa piatta.

Il progetto è stato sviluppato da Jan-Christoph Zoels, Yaniv Steiner e Ofer Luft di Experientia, la2 società di consulenza di experience design con sede a Torino.

Un prototipo dell’interfaccia basata sul riconoscimento dei gesti era stato precedentemente usato per navigare su Google Earth, e per guidare i movimenti di un ballo rave. Le varie interfacce sono basate sulla tecnologia smartRetina™, che fornisce al designer un “occhio programmabile”, permettondogli di progettare nuove esperienze ed interazioni che non richiedono l’uso di interfacce tangibili.

Video su YouTube

6 Novembre 2006
La gente sarà ascoltata: la tecnologia interattiva negli spazi pubblici
AllOfUs kiosk I musei vogliono imparare ad ascoltare i loro visitatori, nello sforzo di competere con altri “fornitori” di informazione e intrattenimento. Si sta studiando come rendere il visitatore un soggetto attivo, che interagisce e arricchisce le mostre con i suoi commenti e opinioni.

Leggi la storia

2 Novembre 2006
User-centred design alla Young Tate
Young Tate La Tate Gallery ha realizzato un sito per i ragazzi dai 13 ai 25 anni, e fin dall’inizio ha coinvolto i suoi giovani utenti nella progettazione. Sul sito i ragazzi dispongono di vari strumenti e funzioni per poter personalizzare la loro fruizione dei contenuti artistici.

Leggi il caso di studio

8 Ottobre 2006
Fabrica al Centro Pompidou, Parigi
Fabrica Fabrica è un centro di ricerca fondato da Luciano Benetton e Oliviero Toscani che si occupa della comunicazione. Il Centre Pompidou organizza una mostra in cui è possibile conoscere i lavori di Fabrica, ai confini tra arte e comunicazione.

(via Osservatore del Design)

16 Gennaio 2005
Progettare esperienze in spazi pubblici
Holon Il Centro di Design di Israele, primo museo di Israele dedicato al design, verrà inaugurato in Holon dal 2008. Sono state pianificate una serie di conferenze volte ad esplorare il ruolo del design nella società e la nascente consapevolezza del nuovo museo.

La prima conferenza, organizzata dal Prof. Erzi Tarazi dell’Accademia Bezalel e Amnon Silber del Centro di Design di Israele, sarà centrata sulla Progettazione di Esperienze negli Spazi Pubblici. La conferenza avrà luogo il 2 Novembre presso la Mediateca di Holon.

Tra gli speaker principali: l’internazionalmente celebrato designer ed architetto del progetto del museo Ron Arad, il partner di a href=”http://www.experientia.com/”>Experientia e specialista di esperienza dell’utente Jan-Christoph Zoels, e lo scrittore di architettura recentemente nominato Preside della Facoltà di Arte, Design & Architettura all’Università di Kingston, Deyan Sudjic.

Vedi il programma (scorri sotto per il testo in Inglese)