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  Articoli della categoria 'Mobilità'
13 Aprile 2008
I cellulari salveranno il mondo
Jan Chipchase Daniel Lende ha scritto un buon sommario sullo speciale sun Jan Chipchase sul New York Times magazine, sul blog “Neuroanthropology”.

Lui pensa che “il mondo sta per assistere ad una trasformazione per via della convergenza di quattro fattori: processi impulsati dalla gente, cambio per il resto, scienza centrata sull’uomo, e metodi emergenti”.

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11 Aprile 2008
Il sito di The Economist presenta un video di Jan Chipchase
Digital Nomads Il The Economist ha chiesto all’”antropologo dell’utente” della Nokia Jan Chipchase di auto-documentare la sua vita da nomade a Tokyo e Seattle, facendo foto e inviendo messaggi col telefono.

Questo video è parte dello special report di The Economist sulla mobilità e sui “nomadi digitali”.

Guarda il video

10 Aprile 2008
Report speciale dell’Economist sulla mobilità
Nomads Il giornale Economist ha pubblicato un report speciale sulla mobilità, chiedendosi quali ne saranno gli effetti sociali.

Le fonti sono alcune delle persone principali del settore (molti dei quali vengono spesso citati su questo blog).

Our nomadic future [articolo principale]
“Preparatevi a vedere meno il vostro ufficio e più la vostra famiglia—e magari rimanere comunque scontenti” o “il nomadismo promette il paradiso della nuova libertà, ma minaccia anche l’essere sotto la costante sorvglianza della tribù”.

Nomads at last
La comunicazione Wirelss sta cambiando il modo di lavorare, vivere, amare e relazionarsi con i posti della gente, dice Andreas Kluth.

Labour movement
Le gioie e gli svantaggi di poter lavorare ovunque.

The new oases
Il nomadismo cambia gli edifici, le città e il traffico.

Family ties
I parenti si avvicinano, con conseguenze per gli stranei.

Location, location, location
Conta.

A world of witnesses
Quando tutti diventano un monitor nomade.

Homo mobilis
Come il linguaggio va, così fa il pensiero.

10 Aprile 2008
Ultime tre interviste dal CHI 2008
CHI 2008 Luca Chittaro (blog) di Novà de Il Sole 24 Ore ha appena pubblicato le sue ultime tre interviste del CHI 2008:

Talking cars
Una collaborazione tra Toyota e l’Università di Stanford sta esperimentando un’interfaccia di una macchina parlante che non solo fa da navigatore, ma fornisce anche consigli di sicurezza all’autista. Ing-Marie Jonsson è una degli autori del paper che descirve l’esperimento.

Accessibility
Vicki Hanson (IBM) ha ricevuto questa settimana al CHI 2008 il Premio per l’Impatto Sociale, per il suo lavoro di 30 anni riguardante gente con discapacità (per esempio bambini sordi, ragazzi dislessici, e di recente anche adulti più anziani).

GPS and the perception of the world
L’utilizzo diffuso del GPS sta cambiando il nostro modo di percepire il mondo? Un gruppo di ricerca presso l’Università di Cornell ha studiato gli utenti di GPS per rispondere a questa domanda (e altre ancora). Chittaro discute di questo con uno degli autori (Gilly Leshed).

10 Aprile 2008
Un’altra serie di interviste dal CHI 2008
CHI 2008 Luca Chittaro (blog), che segue la conferenza CHI 2008 a Firenze per Novà, il supplemento sull’innovazione de Il Sole 24 Ore, continua col suo ritmo instancabile di interviste. Ecco un’altra serie:

Technology among the homeless
Siamo portati a credere che la tecnologia stia migliorando la vita di tutti, sia nel posto di lavoro che a casa. Ma cosa succede per quelli che non hanno ne un lavoro ne unsa casa? Christopher A. Le Dantec, assieme al suo collega W. Keith Edwards, ha portato a termine uno studio sull’utilizzo della tecnologia tra i senza tetto e presenterà i risultati domani al CHI 2008. Il paper che descrive lo studio è stato uno di quelli che ha ricevuto il premio come miglior paper della conferenza.

Attractiveness on-line
Cosa rende il perfilo di un utente online attrattivo per gli utenti del sesso opposto? Andrew T. Fiore ed i suoi colleghi dell’Università di California presso Berkeley hanno selezionato 50 profili di utenti sul sito Yahoo! Personals hanno studiato la percezione di questi profili su un campione di utenti tra i 19 ed i 25 anni.

On-line friendship
Immaginate di dovervi trasferire ad una città lontana. Cosa succedere alla relazione che avete con i vostri amici? Quali strumenti di telecomunicazione utilizzereste per mantenere la vostra amicizia? Una ricerca di collaborazione tra tre università americane (California Irvine, Carnegie Mellon e Duke) hanno seguito 900 persone che si sono trasferite ad altre città. L’intervista è con Irina Shklovski (Univ. California Irvine).

Friends and enemies in social networks
Chi è sull’elenco dei tuoi amici sui siti di networking sociale? Amici veri? Gente che non conosci molto bene? Completi stranei? Questi siti dovrebbero offrire una via più ricca di descrivere queste relazioni con ognuno di loro? Un gruppo di ricerca presso i laboratori HP ha studiato gli effetti di una più ricca classificazione sugli utenti. Chittaro ha intervistato Michael Brzozowski (HP Labs).

What do people do with Facebook?
Facebook è un sito decisamente popolare, ma cosa sappiamo di come la gente lo utilizza? Adam N. Joinson (University di Bath) sta studiando gli utenti di Facebook per saperne di più.

Interaction with future cars
IL’industria sta lavorando a delle macchine che parleranno sempre di più ai loro guidatori ed alcuni ricercatori stanno persino lavorando a delle interfacce di automobili che si adattino automaticamente all’utente specifico che le sta guidando. David Krum, manager del progetto presso Bosch Research, è uno degli organizzatori del gruppo di interesse speciale “Interaction in the Automobile” al CHI 2008.

Driver distraction
Quali fattori umani dovrebbero tenere in considerazione le future interfacce degli automobili? La necessità di monitorare il guidatore e di mitigare la distrazione e la disattenzione dell’autista è ricorsa più volte parlando con Brian Lathrop (Volkswagen Electronic Research Lab). Brian è uno degli organizzatori del gruppo di interesse speciale “Interaction in the Automobile” al CHI 2008.

Phishing the common user
Come reagisce un utente comene ad un attacco di phishing? Per saperne di più, un gruppo di ricercatori presso la Carnegie Mellon University (tra cui Serge Egelman) ha portato a termine attachi di phishing su un campione di utenti ed ha studiato i loro comportamenti. Essi hanno presentato i loro risultati al CHI 2008, è il quadro che ne è venuto fuori non è rassicurante dal punto di vista della sicurezza. Per esempio il 97% degli utenti ha creduto all’e-mail di phishing ed ha visitato il sito di phishing. A quel punto l’87% degli utenti che ha ricevuto avvertenze passive (e il 21% di quelli che hanno ricevuto avvertenze attive) hanno creduto al sito di phishing ed hanno inserito i loro dati.

Graffiti-covered desktop
Gli utenti aggiornano il loro software per prevenire attacchi alla sicurezza? Cosa dovrebbe fare un’interfaccia per rendere gli utenti più consapevoli della necessità di installare aggiornamenti di sicurezza? A questo proposito un gruppo di ricerca del Georgia Institute of Technology ha proposto una nuova interfaccia al CHI 2008. Quando è disponibile un aggiornamento di sicurezza, appare un graffiti sul vostro desktop. Quanti più aggiornamenti di sicurezza non installate, più il vostro desktop appare graficamente degradato (ed i graffiti coprono anche le finestre aperte, per rendere il lavoro più scocciante). Uno degli autori (Kandha Sankarapandian) spiega la ricerca.

5 Marzo 2008
Nokia sul futuro dei cellulari nei prossimi tre, cinque e otto anni
Nokia Research Center Darren Waters della BBC News ha recentemente intervistato dei scienziati e ricercatori della Nokia scientists and researchers presso il loro laboratorio a Palo Alto per parlare sul futuro dei cellulari nei prossimi tre, cinque e otto anni, e oltre.

La prima cosa che ha evidenziato è il fatto che nessuno alla Nokia chiama più i dispositivi telefoni; ora sono multimedia computer.

Gli sono stati mostrati tre progetti che si stanno sviluppando nei laboratori Nokia in giro per il mondo, due dei quali a Palo Alto.

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26 Gennaio 2008
Pubblicazioni recenti del prof. Paul Dourish
Paul Dourish Putting People First presenta regolarmente il lavoro del professore dell’UC Irvine Paul Dourish, il cui interesse ricade sulle aree di incrocio tra la scienza dei computer, l’antropologia, l’ubiquitous computing, mobilità, design e HCI.

Ecco alcune delle pubblicazioni più recenti di questo prolifico ricercatore:

Brewer, J., Bassoli, A., Martin, K., Dourish, P., e Mainwaring, S. 2007. Underground Aesthetics: Rethinking Urban Computing. IEEE Pervasive Computing, 6(3), Luglio-Settembre, 39-45

Uno studio etnografico e una proposta di design per un’applicazione di scambio di musica suggeriscono come può aiutare a riconsiderare il design dell’urban computing il situare esplicitamente al primo piano le qualità esperienziali della vita urbana.

Dourish, P. 2007. Seeing Like an Interface. Proc. Australasian Computer-Human Interaction Conference OzCHI 2007 (Adelaide, Australia)

I sistemi mobili e di ubiquitous computing stanno diventanto sempre più interessanti per i ricercatori di HCI. Spesso, questo ha significato considerare i modi in cui potremmo trasferire le applicazioni desktop ai dispositivi e contesti mobili. In ogni caso, noi non solo esperimentia le esperienze sul luogo - esperimentiamo anche le ambientazioni quotidiane attraverso le tecnologie a nostra disposizione. Traendo spunto dalla ricerca antropologica, abbozzo un modo alternativo di pensare alla relazione tra tecnologia e “vedere” la vita e gli spazi quotidiani.

Brewer, J., Mainwaring, S., and Dourish, P. 2008. Aesthetic Journeys. Proc. ACM Conf. Designing Interactive Systems DIS 2008 (Cape Town, South Africa)

I ricercatori e i designer stanno creando sempre più tecnologie per supportare la mobilità urbana. Tuttavia, non è ancora chiaro di che mobilità si tratti. I questo scritto useremo la nozione di viaggi estetici per riconsiderare la relazione tra spazi urbani, gente e tecnologie. Il lavoro sul sistema di pullman nell’Orange County e sulla metropolitana a Londra porta ad un dibattito sul come dovremmo iniziare a progettare per molteplici mobilità.

Williams, A., Dourish, P., and Anderson, K. 2008. Anchored Mobilities: Mobile Technology and Transnational Migration. Proc. ACM Conf. Designing Interactive Systems DIS 2008 (Cape Town, South Africa)

Le tecnologie mobili sono sviluppate in diverse ambientazioni sociali, culturali, politiche e geografiche, e incorporate in diverse forme di mobilità personale e collettiva. Presentiamo un’ etnografia sui pensionati tailandesi transnazionali e i loro usi delle tecnologie mobili, evidenziando le forme di mobilità che sono ancorate spazialmente, temporalmente e infrastrutturalmente, e i concetti della casa come una rete tra parenti che può essere distribuita globalmente. Concludiamo segnalando diverse forme in cui le nostre osservazioni e analisi possono influenzare il design.

Troshynski, E., Lee, C., and Dourish, P. 2008. Accountabilities of Presence: Reframing Location-Based Systems. Proc. ACM Conf. Human Factors in Computing Systems CHI 2008 (Firenze, Italia)

Come si presentano la mobilità e la presenza come aspetti della vita sociale? Basandoci sullo studio di un caso di criminali in libertà vigilata seguiti tramite GPS, abbiamo esplorato le forme in cui le tecnologie basate sulla posizione strutturano l’esperienza quotidiana dello spazio della gente. In particolare, ci concentriamo su come vengono negoziati l’accesso e la presenza al di fuori delle concezioni tradizionali di “privacy.” Introduciamo la nozione di responsabilità nei confronti della presenza e suggeriamo che è un concetto più utile di “privacy” per capire la relazione tra presenza e socialità.

(via Pasta&Vinegar)

6 Gennaio 2008
Rilanciata Interactions Magazine
Interactions Qualche settimana fa, ho annunciato la nuova direzione intrapresa da Interactions Magazine sotto i suoi nuovi redattori capo Richard Anderson e Jon Kolko, e ora il primo numero è stato pubblicato.

Il contenuto sembra davvero molto interessante e i redattori capo hanno fatto un ottimo lavoro nel prendere i collaboratoti tra i migliori nel settore.

Colonne

Servizi speciali

In aggiunta, ci sono diverse sezioni di “Forum” e alcune recensioni di libri.

Sfortunatamente, gli editori (ACM) hanno adottato uno strano approccio alla versione online: nonostante il sito abbia tutti i finimenti di una pubblicazione online (un buon design, una buona tabella dei contenuti, commenti e blog sugli articoli), presenta a malapena qualche contenuto! Hanno solo qualche frammento degli articoli online - devi essere un membro ACM per leggere il testo completo. Inoltre non c’è nessuna informazione sugli autori. Non c’è da sorprendersi che il sito riceva pochi commenti.

Spero che la copia stampata arrivi presto in Europa, ma ancora di più spero che Richard e Jon riescano a convincere l’ACM del fatto che questa non sia una buona politica online.

3 Dicembre 2007
Jan Chipchase presso la conferenza TED
Jan Chipchase La conferenza TED ha pubblicato il video dell’intervento dell’ “antropologo dell’utente” della Nokia Jan Chipchase nel Marzo di quest’anno:

Guarda il video

1 Dicembre 2007
La visione della Intel sull’Informatica Essenziale
Informatica Essenziale Dall’Intel Essential Computing website:

La visione generale del futuro, oggetto di ricerca della Intel, si evolve da una di utilizzo attivo del computer a una di Informatica Essenziale. Nel corso degli anni, siamo stati parte di una costante evoluzione che ha portato i computer dalla sala macchine ai posti di lavoro e alla quotidianità delle persone. Con il proseguire di questa trasformazione vedremo come l’informatica passerà dall’essere costituita da un certo numero di dispositivi separati utilizzati ognuno in una certa occasione e si trasformerà in decine di dispositivi che saranno parte integrante della quotidianità.

La visione della Intel dell’Informatica Essenziale include cinque aree d’interesse, o come li chiamiamo, temi di ricerca. Questi cinque temi di ricerca - Consapevolezza personale, Fisicità, Ingegneria d’emergenza, Semplificazione, Intensità comunicativa - sono incentrati sul cercare di rendere la tecnologia più fruibile, utile, personale, più essenziale nella nostra quotidianità. Attraverso queste direttive di ricerca, cerchiamo di semplificare e di arricchire tutti gli aspetti della nostra quotidianità attraverso applicazioni e tecnologie di sistema che collettivamente danno potere ad ognuno di noi come individui, ci connettono l’uno con l’altro e al tessuto della rete della società.

I cinque temi di ricerca dell’Informatica Essenziale

L’Informatica Essenziale è un grande obiettivo. Per venirne a capo, lo abbiamo suddiviso in cinque temi di ricerca.

Semplificazione
Molti dispositivi stanno diventando indispensabili nella nostra quotidianità, e perciò sarà sempre più importante semplificare la loro complessità di utilizzo.

Nuove Possibilità per le Piattaforme di Telefonia Cellulare
Immagina di poter portare con te tuttte le tue applicazioni, i tuoi documenti, foto, file MP3 e video in un dispositivo non più grande di un mazzo di carte da gioco. Questo è il concetto alla base del Personal Media Server.

Consapevolezza personale
In futuro potremmo avere un intero set di dispositivi personali che ci aiutano a perseguire obiettivi a breve e lungo termine.

Fisicità
Quali tipi di nuovi interfaccia, sensori e sistemi di attivazione permetteranno alle persone di interagire invisibilmente con gli aspetti fisici e informatici delle proprie vite?

Comunicazione soddisfacente
I dispositivi informatici vengono sempre più utilizzati come strumenti di comunicazione. C’è quindi la necessità di nuovi modi di convogliare più significati e intenti.

Videos

Ricercatori

Il sito di Informatica Essenziale è collegato con un link a una pagina che presenta alcuni ricercatori chiave della Intel e i progetti su cui stanno lavorando, compresi numerosi del Gruppo di Ricerca delle Persone e delle Pratiche (P&P):

  • Ken Anderson (antropologo, P&P) - Soggetti cosmopoliti e transnazionali che vivono fuori dalla propria patria
  • Richard Beckwith (psicologo ricercatore, P&P) - Adozione comunitaria della tecnologia
  • Maria Bezaitis (direttore, P&P) - Una visione dell’etnografia
  • Sunny Consolvo - Design utente-centrico per l’onnipresente informatica
  • Scott Mainwaring (ricercatore, P&P) - Il rapporto delle persone con la tecnologia
  • Wendy March (interaction designer, P&P) - Le adolescenti e la tecnologia della comunicazione
  • Eric Paulos - Paesaggi urbani digitali e wireless emergenti
  • Allison Woodruff - Come le persone interagiscono con il crescente numero di dispositivi elettronici nelle loro case
27 Ottobre 2007
Il futuro della presenza
Movement Il Dott07 festival, curato da John Thackara, e avente luogo presso la città inglese di NewcastleGateshead, si trova adesso nei suoi ultimi giorni. Uno degli eventi consisteva in una serie di dibattiti su una varietà di argomenti, tra cui energia, cibo salute, movimento e scuole.

Il dibattito sul movimento è partito dal presupposto che il movimento di persone e beni attorno al mondo consumi grandi quantità di materia, energia, spazio e tempo - la maggior parte di questi non rinnovabili. Le domande che ci si pone sono: Dovrebbe quindi concentrarsi lo sviluppo sostenibile sulle città, dove risulta più fattibile dissociare il progresso economico dall’intensità dei mezzi di trasporto? O ci sono forme di assicurare che le comunità rurali abbiano accesso ai servizi utilizzando in modo più intelligente le risorse dei mezzi di trasporto? E ancora, potrebbero abilitarsi nuove forme di turismo sostenibile attraverso l’accesso a beni territoriali e culturali già esistenti?

La sessione è cominciata col discorso di Anthony Townsend, direttore di ricerca presso l’Institute of the Future in Palo Alto, California, il quale ha appena pubblicato l’intera presentazione online.

La conferenza di Townsend è stata seguita da una recensone del progetto Move Me del Dott07, che ha studiato il potenziale per trasformare l’efficenza delle risorse di trasporto in un paesino, Scremerston, in Northumberland, ed attraverso un esame di tre progetti Dott07 - Sustainable Tourism, Welcomes e Mapping the Necklace.

13 Ottobre 2007
Creative Conversion Factory
Creative Conversion Factory Giusto quando pensavate che i parchi scientifici erano basati su un paradigmna, una nuova iniziativa di scienze, tecnologia ed affari - la Creative Conversion Factory in Eindhoven, Netherlands - in Endhoven, Olanda - verrà inaugurata il 12 Novembre. Date un’occhiata alle aree d’interesse!

Trasformare idee birllanti in prodotti brillanti
Molte idee innovative brillanti non riescono a diventare nuovi, eccitanti prodotti semplicemente perchè vengono sviluppate nel posto sbagliato o nel momento sbagliato. Per esempio, un’ azienda può decidere di non appoggiare un’idea perchè non si adegua alla propria strategia, oppure un’ idea può non decollare perchè l’inventore non sa dove trovare i partner appropriati. Precisamente per rimediare a tale perdita di buone idee che un gruppo di partner si è unito per fondare la Creative Conversion Factory (CCF).

A cosa mira la CCF?
La CCF mira a facilitare e accelerare l’innovazione dei prodotti nel settore dei sistemi high-tech incoraggiando la collaborazione nel design e ITC (Information and Communications Technology) tra le aziende partecipanti ed i knowledge center. Essa fornisce un posto dove inventori, produttori e investitori posso andarsi incontro con uno spirito di innovazione aperta per rendere le idee promettenti prodotti fattibili.

Cosa offre la CCF?
La CCF accetta la presentazione di qualunque innovazione creativa e tecnologica patentabile come potenziale progetto. Le candidature saranno valutate sulla base di certi criteri, inclusa l’estensione in cui permettono alle organizzazioni partecipanti di raggiungere sinergie e di migliorare le proprie potenzialità. Una volta adottato un progetto, la CCF investiga la possibile esistenza di un mercato basato sull’idea e se il prodotto in questione sia tecnicamente realizzabile o meno. La CCF coordina i contatti tra i diversi partecipanti. In principio, il risultato del progetto è il prototipo di un prodotto.

Quali potenzialità comprende?
Fino ad ora la CCF ha definito tree aree principali di potenzialità che può applicare nei prodotti adottati:

  1. Tecnologia dei sensori, inclusi sensori ed attuatori, piattaforme software e hardware, comunicazioni wireless e soluzioni di programmazioni di alto livello per l’utente finale;
  2. Illuminazione, concentrarsi su soluzioni creative basate sulle nuove tecnologie che permettano di integrare un’ illuminazione altamente controllabile negli ambienti circostanti; e
  3. Psicologia, specialmente tecniche per influenzare positivamente i comportamenti e le attitudini della gente.

Quali sono le attuali aree d’interesse?
I progetti intrapresi dalla CCF si concentrano sull’Esperienza dell’Ambiente, ad esempio,l’inserimento di tecnologie intelligenti nell’ambiente per rendere la vita della gente più gradevole, semplice e produttiva. Durante la fase iniziale, verranno enfatizzati due temi riguardanti questo argomento: Mobilità e Navigazione e Cura e Benessere. I partner coinvolti collaboreranno per sviluppare nuovi concetti negli ambienti di gioco interattivo che facilitano la navigazione in ambienti complessi e nella stimolazione del contatto sociale e l’esercizio fisico.

Chi sono i partner coinvolti??
I partner coinvolti nella CCF comprendono l’Università Tecnica di Endhoven (Facoltà di Design Industriale), Stichting Brainport, l’Accademia di Design di Endhoven, la Philips Research, la Philips Design, il Dutch Polymer Institute, il Holst Centre, gli Hotel NH (Kiningshof) e Living Tomorrow.

Creative Conversion Factory è un iniziativa di Emile Aarts, Manager del Programma Scientifico presso la Philips Research. Il concetto e il business plan sono stati sviluppati presso la Brainport Foundation in congiunzione con la Facoltà di Design Industriale dell’Università di Tecnologia di Endhoven, l’Accademia di Design di Endhoven, il Dutch Polymer Institute, il Holst Centre, la Philips Design, NH Koningshof e Living Tomorrow B.V.

28 Settembre 2007
Trasformare i viaggi in autobus in un’esperienza più piacevole e produttiva
Smart bus stop “Da Boston al Brazil, urbanisti e guru dei trasporti stanno reinventando le possibilità di realizzare umili motorbus, impiegando la ‘mobilità smart’ high-tech per sfidare la supremazia delle automobili — allo scopo di far rivivere i terreni comunali urbani,” scrive il Boston Globe.

Il pensiero più innovativo si sta oggi concentrando sul miglioramento dell’esperienza dei passeggeri, anzichè sulla più complessa questione relativa alla circolazione più rapida di autobus nell’affollata zona urbana. Ma gli urbanisti, armati di global-positioning poco cari e della tecnologia dei computer, sperano di conseguire questi obiettivi apparentemente modesti in modo da migliorare i viaggi in autobus, trasformandoli in un’esperienza più piacevole e produttiva.

Con i costi del petrolio e con la crescente preoccupazione della popolazione per l’ambiente, alcuni funzionari pubblici del trasporto percepiscono l’occasione di una sfida alla supremazia dell’automobile.

[…]

“Più si accentua la comunicazione tra i cittadini, più forte diviene il giardino urbano,” said Federico Casalegno, an MIT sociologist who led the team that developed the futuristic bus stop prototype.

Al centro del nuovo pensiero vi è il concetto che molti urbanisti chiamano “smart mobility” — che cosiste nell’integrare un flusso di persone con un flusso di informazione. Mentre le aziende di trasporto hanno storicamente interpretato i passeggeri come cifre che altro non chiedono che essere trasportate da un punto all’altro, il futuro del trasporto vede i passeggeri come partecipanti attivi di un gruppo informativo costantemente in evoluzione. Il sistema di trasporto dovrebbe condividere più informazioni possibili con i passeggeri — come scorre l’autobus, quando è atteso l’arrivo del prossimo mezzo di trasporto pubblico. Dovrebbe dare accesso alle informazioni del mondo esterno — dalle news internazionali, alle e-mail, ai dati relativi ai quartieri attraverso cui il mezzo passa. I passeggeri, dal canto loro, dovrebbero essere invogliati a condividere informazioni con il sistema e, se vogliono, con gli altri passeggeri.

“Il concetto generale consiste nell’incrementare le connessioni tra persone, posti, e sistemi di trasporto,” sostiene Casalegno, direttore del Mobile Experience Laboratory presso il MIT. “Non dovrebbe trattarsi solo di spostarsi da un punto A ad un punto B.”

- Leggi la storia
- Presentazione (SlideShare)
- sito web del progetto del MIT | sito web del progetto del corso del MIT (con video)

28 Settembre 2007
Una rivoluzione del settore mobile sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo
Phone use in Africa La mobile platform sta assitendo ad una rivoluzione nei paesi in via di sviluppo — come la vita delle persone — con l’Africa adesso più avanzata rispetto al resto del mondo per quanto concerne il mobile banking. Le sfide dell’esperienza dell’utente stanno cominciando solo ora ad essere indirizzate.

Qualora si desiderasse tenere il passo sullo sviluppo di tale settore, sarebbe utile consultare queste storie risalenti solamente all’ultima settimana:

Un recente reportspeciale sul Business Week tratta di come i telefoni cellulari stiano accendendo speranze e crescita dell’economia nelle nazioni emergenti e non. Il report analizza in particolare l’impatto micro- e macro-economico di questo sviluppo, e cosa questo comporti per gli imprenditori locali ed i maggiori operatori mobili. Il report inoltre mostra un online extra sull’utilizzo del telefono cellulare oda parte di artigiani e commercianti nell’India rurale, una sintesi grafica ed uno slideshow;

Il Reuters dedica spazio ad una storia sul boom del beeping in Africa, quali sono le pratiche sociali, e come questo fenomeno stia spingendo gli operatori mobili ad innovare i propri servizi;

Un post sul blog di Vodafone R&D Betavine relativo al servizio Mukuru Kash che come Paypal immagazzinerà i crediti pagati loro oline per poi fornire un voucher che può essere fornito come pagamento al distributore di benzina;

Il prossimo: colmare il digital divide, un post recente di Niti Bhan, in cui sviluppa un quadro completo sullle attività volte a colmare i digital divide tra coloro che dispongono di tecnologia digitale e coloro che invece non la posseggono, e si chiede cosa accadrebbe se tutte le persone dei paesi in via di sviluppo potessero accedere ad internet dai loro dispositivi mobili;

In un post recente sul mobile banking, Barbara Ballard di Little Springs Design ci guida attraverso tre blog su questo tema: Mobile Banking (news ed analisi di Brandon McGee, VP incaricato di mobile banking), Mobile Money & Banking, e Mobile Banking, il blog di Hannes van Rensburg, CEO di Fundamo, fornitore di mobile banking provider nel Sud-Africa.

Da notare che tutti i lavori di ricerca sull’utente di Jan Chipchase ed altri sembrano avere ripagato: Nokia domina il settore del mobile handset in India con una straordinaria quota di mercato del 74%.

19 Settembre 2007
Ferrari sull’importanza della comprensione del consumatore
Antonio Calvosa l’utente ha un sensore inconscio dell’ambiente“: questo è il titolo del discorso tenuto da Antonio Calvosa (Ferrari S.p.A.) presso la conferenza Ubicomp ad Innsbruck, Austria.

Sintesi:
Il discorso aderisce alla visione che si propone di portare benefici alla quotidiana esperiena dell’utente attraverso prodotti ed ambienti specifici, la cui realizzazione richiede l’adozione di sistemi collaborativi, diffusi e pervasivi che fuggano l’approccio computer-centrico tipico della tecnologia. L’idea dell’utente come sensore inconscio dell’ambiente sarà presentata congiuntamente alle possibilità offerte da sistemi adatti ad una particolare esperienza dell’utente utente, come, ad esempio, guidare veicoli dalle elevate prestazioni. L’esempio del Team di Innovazione della Ferrari sarà presentato come caso di studio di un gruppo multidisciplinare che, rispondendo alle necessità dell’azienda e alle tendenze della ricerca, si propone come attivo nella realizzazione di direzioni della ricerca e nella agevolazione dello sfruttamento del mercato dei nuovi paradigmi e delle nuove conquiste tecnologiche. Tutto questo sarà presentato attraverso una serie di iniziative nell’area dell’adeguamento pervasivo e diffuso.

Antonio Calvosa, incaricato della conduzione del progetto del Team di Innovazione della Ferrari, è incaricato di apportare all’azienda conoscenze su future ed emergenti tecnologie, capaci di giocare un ruolo rilevante nel processo di arricchimento dell’esperienza Ferrari. Ha sviluppato una serie di collaborazioni internazionali con le principali istituzioni, di cui la maggiorparte con la Commissione Europea. In particolare, l’attenzione è stata ripagata con l’identificazione e lo sfruttamento di nuovi concetti per le future interfacce uomo-macchina.

Antonio Calvosa è co-autore di una serie di brevetti della su interfacce uomo-macchina per la Ferrari e di un brevetto per la microscopia elettronica presso Philips Research. Laureato con lode in Ingegneria Elettrica presso il Politecnico di Milano ha anche ricevuto il ‘Diplome d’Ingenieur’ presso l’Ecole Supérieure d’Electricité (Paris, France) tra i Top Manager Industriali per il Programma Europeo. Ha conseguito, anche un master nella Fisica delle nanostrutture presso Paris XI (Orsay, Francia).

Come affermato da Rachel Hinman di Adaptive Path, che ha assistito alla presentazione,

Calvosa ha incoraggiato il pubblico a “…muovere la mente fuori dal laboratorio – e portarla ad immaginare come comunicare la tecnologia all’utente nella vita di ogni giorno.”

Ha anche spiegato come alla fine bisogna sempre pensare all’utente finale e porre le persone al centro di ciò che si fa.. Ha portato a tal proposito l’esempio della doccia Revolution Moen realizzata dalla Design Continuum Inc.

“Moen Revolution è un esempio di ingegneria del prodotto basata sul design. Noi abbiamo lavorato in modo inverso per progettare il funzionamento interno al fine di migliorare l’esperineza della doccia.”

Ha sottolineato che i bisogni dell’utente sono stati la guida del design e dello sviluppo di tale prodotto - non la tecnologia o l’ingegneria.

30 Agosto 2007
Destinazioni direttamente da internet alla tua Mercedes
Mercedes “Dalla prossima settimana, alcuni guidatori di Mercedes-Benz potranno pianificare piccoli viaggi a ristoranti e magazzini attraverso l’utilizzo di Yahoo e Google, ed inviare l’indirizzo direttamente ai propri veicoli.

Il programma, annunciato mercoledì, è chiamato Search & Send.

E’ stato sviluppato congiuntamente da due giganti della Silicon Valley Internet e da DaimlerChrysler’s Research, Engineering and Design North America office di Palo Alto.

I guidatori possono organizzare destinazioni, indirizzi o punti di interesse utilizzando Google Maps o Yahoo Local Maps. Poi possono cliccare sull’icona “Invia all’automobile”. L’informazione viene così inviata al sistema di navigazione GPS del veicolo e può essere recuperata premendo un pulsante del sistema telematico Tele Aid sul cruscotto dell’automobile .”

- Leggi la storia [San Jose Mercury News]
- Sito web di Search & Send with video
- Leggi il comunicato stampa

25 Agosto 2007
Kitchen Budapest, il laboratorio di innovazione di Magyar Telekom
Kitchen Il nuovo laboratorio media di Magyar Telekom Kitchen Budapest (KiBu), ha aperto lo scorso giugno: si tratta di un nuovo media lab per giovani ricercatori interessati alla convergenza della comunicazione mobile, delle comunità online e dello spazio urbano, appassionati alla realizzazione di progetti sperimentali con team interdisciplinari.

Promettenti generatori di idee sono agevolati da condizioni di lavoro indisturbate e borse di studio pagate.

Uno degli obiettivi perseguiti da Magyar Telekom con questo progetto, è quello di promuovere nuove iniziative ed idee creative che possano essere competitive sul mercato.

I campi di ricerca

Cosa accade alla rete quando incontra l’ambiente urbano? Come si relaziona lo spazio privato con i sempre più affollati network wireless? Dove il contenuto generato dall’utente guadagna autorità? Cosa rende una casa intelligente? Street-smart?

Noi vorremmo ripensare e ricomporre le possibilità di nuovi media nella vita di ogni giorno ed aumentare i punti di contatto tra nuove tecnologie e la nostra società.

Laboratorio

KIBU offre un laboratorio di ricerca nel centro di Budapest, una borsa di studio di base per dodici ricercatori, equipaggiamento, un andamento di lavoro in cui condividere e aiutarsi è essenziale, e la possibilità di capitalizzare ogni buona idea.

Arte e tecnologia

Kitchen Budapest organizza regolarmente mostre per presentare i propri prototipi, così come lavori o progetti di istituzioni e professionisti con cui collabora.

(via Future Now di IFTF )

25 Agosto 2007
La mobilità è culturale, non solo funzionale
Walking Il professore dell’UC Irvine, Paul Dourish ed i ricercatori di Intel Ken Anderson e Dawn Nafus sostengono in “Cultural Mobilities: Diversity and Agency in Urban Computing” che il computing urbano, come quello mobile nella città, necessita di una definizione più vasta.

“Sul versante applicativo molti sistemi di design tendono ad evidenziare maggiormente l’aspetto della città quale luogo di consumo e ambiente con problematiche cui la tecnologia può porre rimedio. Dal lato dell’utente, molti sistemi di design tendono a focalizzarsi principalmente sui giovani residenti della città con entrate disponibili e discrezionale mobilità.

Ciò significa che il computing mobile e quello urbano si sono sviluppati sulla base di due principali considerazioni: come “mobilitare” le applicazioni pratiche in modo da consentire agli utenti di accedere alle informazioni e utilizzare i tradizionali strumenti del desktop nel corso dei loro spostamenti; come fornire alle persone in grado di connettersi alle risorse in un ambiente non familiare, l’approccio “dove mi trovo” che consente all’utente di accedere ad informazioni che gli consentono di ‘navigare’ lo spazio delle risorse, così come quello dei servizi o delle persone.

Pur andando incontro alle necessità degli utenti, queste applicazioni falliscono nel momento in cui considerano l’ambiente urbano prevalentemente problematico rispetto allo scenario del desktop tradizionale computing scenario. Inoltre non riescono a trarre gli aspetti positivi dalle pratiche di vita urbana, la sua diversità e le diverse esperienze urbane di gruppi differenti. Si focalizzano eccessivamente sui comportamenti astratti che su quelli concreti, sul consumo individuale anzichè sulla socialità collettiva. Tale prospettiva limitata e superficiale taglia fuori da tale quadro numerose altre tipologie di persone, di comportamenti e di esperienze.”

Gli autori, invece, “cercano di capire attraverso le scienze sociali le relazioni esistenti tra significati, identità, movimento e spazio”.

Scarica il paper (pdf, 248 kb, 14 pagine)

(via Pasta & Vinegar di Nicolas Nova)

7 Agosto 2007
Fing: la prossima generazione di fondazioni internet dalla Francia
Fing Qualche volta ho seguito il blog francese di innovazione ACTU, ma solo recentemente ho saputo che questo rientra in una più grande iniziativa chiamata “Fing“. Fing (Fondation Internet Nouvelle Generation) mira a stimolare e promuovere la ricerca e sviluppo e l’innovazione nell’uso e nei servizi dell’ICT.

La presentazione di Fing è molto centrata non tanto sull’aspetto dell’innovazione tecnologica, quanto sull’obiettivo del loro progetto, ovvero quello di realizzare ed apportare miglioramenti sull’utilizzo di internet e sui servizi da questo forniti, che siano capaci di rispondere realmente alle necessità degli utenti, al loro stile di vita ed ai loro desideri.

Fing intende aiutare le corporazioni, le agenzie pubbliche, le organizzazioni educative e di ricerca a proporsi come pionieri di tale nuovo approccio all’internet del futuro.
Attraverso la collaborazione, la creatività e la sperimentazione Fing cerca, infatti, di migliorare l’efficienza del processo innovativo e, al tempo stesso, di ridurre i rischi delle parti coivolte.

Fing collabora con altre simili iniziative avviate in Europa e nel mondo. Il CEO di Fing, Daniel Kaplan, è membro dello eEurope Advisory Group della Commissione Europea.

Attualmente Fing conta più di 165 membri, tra cui: BNP Paribas, EDF, Ericsson, Eutelsat, France Telecom/Orange, Galeries Lafayette, HP, INRIA, Microsoft, i Ministeri di Educazione e Ricerca, Toshiba, etc.

Ricercando ancora informazioni su argomenti simili ho scoperto l’esistenza di altre interessanti iniziative come:

  • Villes 2.0 (Città 2.0), che mira ad aiutare stakeholder tradizionali dell’ambiente cittadino (aziende, istituzioni, enti sociali) e “attori digitali” a progettare e realizzare trasformazioni urbane e mobili attraverso la collaborazione.
     
  • Active Identities, focalizzato sull’identificazione e stimolazione delle azioni necessarie per rendere la gestione attiva delle identità digitali parte di una risorsa capace di consentire agli utenti il controllo della loro vita e realizzare progetti, divenendo fonte di innovazione e di creazione del valore.
     
  • Innovative Interfaces, progetto che mira a sviluppare interazioni dirette o indirettecon macchine o servizi digitali capaci di soddisfare le necessità di persone con “difficoltà”.
     

Sono disponibili anche numerosi video della presentazione tenuta dal Ceo di Fing, Daniel Kaplan, nel corso della conferenza LIFT07.

4 Agosto 2007
Peter Morvile sulla “Rintracciabilità dell’Ambiente e la Ricerca nel Futuro”
Ambient_findability Peter Morville, riconosciuto come padre fondatore dell’architettura dell’informazione, ha trattato nel corso del Google TechTalks il tema di “Ambient Findability and The Future of Search” (video online).

Morville sostiene che al giorno d’oggi la rintracciabilità è divenuta un punto cruciale. La funzione di ricerca è costituisce la nuova interfaccia della cultura e del commercio. Come le aziende passano dalla strategia push a quella pull, cosìla rintracciabilità influenza ciò che noi crediamo, ciò che noi impariamo, dove andiamo, e cosa compriamo. Peter Morville esplora il futuro dei dispositivi mobili, degli algoritmi di ricerca e molto altro, invitando a pensare ai concetti di rintracciabilità e di ricerca in modo differente

Peter Morville è coautore del testo , Information Architecture for the World Wide Web, ed ha lavorato come consulente per molte organizzazioni tra cui Harvard, IBM, l’International Monetary Found, MIcrosoft, il National Cancer Institute e Yahoo!
Peter è presidente del Semantic Studios, cofondatore dell’Information Architecture Institute, ed è lettore universitario presso l’Università della Michigan’s School of Information. Il suo lavoro è stato presentato in numerose pubblicazioni nel Business Week, nel The Economist, in Fortune e nel Wall Street Journal. Il suo ultimo libro, Ambient Findability, è stato pubblicato nel 2005. Partecipa, inoltre, al blog findability.org.