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  Articoli della categoria 'Mercati emergenti'
15 Maggio 2008
EMweekly /2
EMweekly Le iniziative di Sanità che utilizzano i cellulari in maniera innovativa stanno aumentando attraverso l’Africa Sub Sahariana. Innanzitutto, ci sono notizie su un servizio gratuito grazie al quale la gente senza accesso immediato ad un consiglio medico può chiamare e parlare con un dottore in determinate aree remote. A supportare questa iniziativa in Kenya, Tanzania e Uganda c’è la filiale della Zain Celtel in collaborazione con Ericsson, il cui programma include l’addestramento di operatori sanitari per la raccolta di informazioni basiche utilizzando dispositivi gratuiti ricarcabili tramite energia solare e contenenti informazioni sul pronto soccorso, sul parto ed altro. Ericsson ha avviato un programma simile focalizzandosi sulla mortalità infantile in collaborazione con MTN in Rwanda. A Ghana, un studente di medicina della NYU ha avviato un network sociale per medici sul network dei cellulari per poter collaborare tra di loro velocemente e con facilità per scambiarsi seconde opinioni e le ultime informazioni sulla sanità..

La crescita economica del Brasile tra i mercati emergenti del BRIC è stata spesso oscurata da quella della Cina e dell’India ma le ultime notizie la collocano fermamente di nuovo in primo piano. Da un esuberante report del Guardian:

La valuta brasiliana ha recentemente raggiunto un picco di nove anni contro il dollaro, l’inflazione è sotto controllo e milioni di brasiliani sono stati spinti verso una nuova classe media. Settimana scorsa, nel frattempo, il Brasile è stato premiato con lo status di “investment grade” dall’agenzia di valutazione finanziaria Standard & Poor’s, mandando le azioni del paese al loro picco più alto di sempre.

In seguito all’annuncio, il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, ha detto: “Se traduciamo questo in un linguaggio che la gente brasiliana capisca, significa che il Brasile è stato dichiarato un paese serio, che ha politiche serie, che si cura delle sue finanze con serietà e per questo meritiamo fiducia internazionale.”

In molti dei villaggi e delle cittadine dell’Africa, delle fumose lampade di kerosene sono tutto quello che tiene a bada l’oscurità dopo il tramonto. Tuttavia, il kerosene è una fonte di luce pericolosa e costoso per gli africani che non hanno accesso all’elettricità — circa tre quarti degli abitanti del continente, stando alla Banca Mondiale. La conferenza Lighting Africa 2008 ha appena avuto luogo ad Accra, Ghana la scorsa settimana e tra diverse altre soluzioni di energia rinnovabile c’era un’utilizzo innovativo dei rifiuti per generare energia elettrica prposto da un gruppo di studenti africani di Harvard.

Immaginate che il più grande operatore di telefonia mobile indiano si unisse a quello africano. L’Economist suggerisce che Bharti Airtel di Sunil Mittal potrebbe stare avviando dei dialoghi esplorativi con MTN di Sud Africa. Mentre Arun Sarin della Vodafone nega tutti i rumori sul considerare un legame di competenza, tenete a mente che anche Mittal li aveva negati appena settimana scorsa. In ogni caso, sembra indicare ad una convergenza globale che va oltre il semplice apperecchio telefonico.

L’OLPC (One Laptop per Child o il laptop da $100) è stato molto discusso ultimamente in particolare dal momento che potrebbe non essere più ‘open source’. Teemu Leinonen fa un passo indietro dal paradigma PC/software ed esplora approcci alternativi all’educazione mentre Jon Camfield discute un approccio completamente nuovo alla sua distribuzione. Chiamandolo approccio dal fondo della piramide che è meno top down e più focalizzato sugli utenti finali stessi, Camfield pone una domanda interessante,

Tutto questo va bene ed è buono, ma continua una supposizione che sto cercando di aprire per dibattere — il sistema educativo è il miglior modo di distribuire i laptop OLPC XO per creare sviluppo sostenuto?  Cosa diventerebbe il progetto OLPC se passasse ad un approccio di fondo della piramide di distribuzione della tecnologia con l’obiettivo complessivo di migliorare le comunità chiudento il “digital divide”?

EMweekly (edizioni precedenti) è una raccolta di notizie sui Mercati Emergenti curata da  Niti Bhan e David Tait (di Emerging Futures Lab).

EMweekly si focalizza su un’ampia selezione di notizie, link e articoli così come analisi e articoli di approfondimento sul mondo in via di sviluppo. Potete leggerlo su Putting People First, o ricevere EMweekly via rss o email.

Gli aggiornamenti sulle notizie dei mercati emergenti riflettono la estesa ricerca e le capacità di Experientia nei mercati di consumatori emergenti nelle nazioni in via di sviluppo come l’Africa Sud Sahariana, e Asia del Sud/Sud Est ecc.

Questa nuova offerta si fonda su una recente collaborazione strutturale tra Experientia e tre specialisti dei mercati emergenti  — Niti Bhan (base a Singapore), Claude Martin (base in Francia), e David Tait (base in Sud Africa) — e su un ampio progetto di ricerca in Africa che abbiamo appena portato a termine per una grande azienda di tecnologia.

14 Maggio 2008
Core77 Broadcast: Nokia Design
Nokia Design Nokia ha più di 300 designer in tutto il mondo e spedisce più di 1,2 milioni di prodotti ogni giorno.

Quindi Allan Chochinov di Core77 era ansioso di seguire il recente evento di design della Nokia a Londra, il quale offriva una sbirciata sul loro processo di design, i loro ragionamenti etnografici, le loro iniziative di sostenibilità, e i loro piani per il futuro.

Ascoltate la sua chiacchierata con Younghee Jung del gruppo di design di servizi e UI, Rhys Newman del Homegrown Project, e Anton Fallgren e Aki Layneh, due designer industriali dello studio di Copenhagen — tutti i quali condividono un entusiasmo per il potere del design e un apprezzamento per le responsabilità inerenti nel creare la prossima generazione di artefatti per la connettività.

- Ascolta l’intervista

- Accedi all’electronic press kit o scarica le immagini dell’evento

- Leggi di più sul Nokia Conversations blog (post 1, 2, 3, 4 e 5)

13 Maggio 2008
La conferenza Changing the Change sembra molto promettente
Changing the Change La conferenza di tre giorni Changing the Change, la quale tratterà sul ruolo della ricerca del design nel cambio sostenibile ed è prevista per i giorni 10-12 Luglio a Torino, promette essere veramente interessante.

L’elenco dei relatori invitati e dei dibattenti include Bill Moggridge (IDEO); Geetha Narayanan (Srishti School of Art, Design and Technology, India); Lou Yongqi (Tongji University, China); Mugendi M. Rithaa (Cape Peninsula University of Technology, South Africa); Aguinaldo dos Santos (Universidade Federal do Paraná, Brazil); Fumi Masuda (designer, Japan), Chris Ryan (University of Melbourne, Australia); Luisa Collina (Polytechnic University of Milan, Italy); Josephine Green (Philips Design); Roberto Bartholo (Federal University of Rio de Janeiro, Brazil), Anna Meroni (Polytechnic University of Milan, Italy), Luigi Bistagnino (Polytechnic University of Turin, Italy); Nigel Cross (The Open University, UK); Victor Margolin (University of Illinois at Chicago, USA); e Ken Friedman (Danmarks Designskole, Denmark)

Niente meno che 163 sommari sono stati accettati, tra cui anche il nostro. date un’occhiata ai titoli e ai presentatori per farvi un’idea della varietà offertam tutto all’interno del tema più ampio del design per la sostenibilità, o leggete una riflessione sulla selezione del presidente della conferenza Ezio Manzini.

Gli argomenti sembrano ottimi e mi piacerà essere presente, ma devo segnalare che la maggior parte dei paper provengono da istituzioni accademiche. Infatti, sono coinvolte poche grosse aziende (Intel e Philips) e consulenti di design (come Experientia).

Questo sarà diverso in un’altra grossa conferenza internazionale che avrà luogo a Torino, la conferenza UPA Europe 2008, prevista per Dicembre. Il co-presidente della conferenza (e mio partner di affari) Michele Visciola mi ha detto che molte grosse aziende internazionali hanno sottoposto paper per questa conferenza col tema”usabilità e design: coltivando la diversità”. Presto avremo ulteriori informazioni.

1 Maggio 2008
Come gli utenti della Nokia impulsano l’innovazione
Nokia Beta Labs Business Week scrive su come le applicazioni online come Sports Tracker e Nokia Beta Lab, permettano al gigante Finlandese della telefonia di raccogliere idee degli utenti di tutto il mondo, e virtualmente gratis.

“Sports Tracker è un esempio di come Nokia abbia iniziato a esperimentare con l’innovazione generata dall’utente. Questa è la premessa dietro a Nokia Beta Labs, un sito dove il produttore di telefoni Finlandese permette agli utenti di testare gli ultimi software smartphone. Anziché avere gente che registri video sciocchi per YouTube o che inventi frivoli gruppi di pressione su Facebook, possono aiutare a rendere l’Internet mobile più utile.

“Beta Labs è parte di una più ampia spinta da parte della Nokia per collaborare con i clienti e i partner al servizio dell’innovazione. Su Nokia.com l’azienda permette agli utenti di condividere e valutare le applicazioni che hanno creato comer screen-saver e giochi. E lungo lo scorso anno, i designer Nokia sono andati nel mondo in via di sviluppo per chiedere agli utenti di abbozzare i loro cellulari ideali. Entro la fine dell’anno, ci si aspetta che più della metà della popolazione mondiale abiti in aree urbane, quindi per sfruttare questa mega-tendenza i ricercatori della Nokia hanno visitato le bidonville a Mumbai, Rio de Janeiro, e Accra a Ghana.”

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30 Aprile 2008
Homegrown - il nuovo design thinking sulla sostenibilità della Nokia
People First Comunicato stampa Nokia (29 Aprile 2008):

L’advanced design team della Nokia oggi ha condiviso “Homegrown”, un progetto di ricerca a lungo termine che mira a capire come Nokia può aiutare la gente ad effettuare scelte più sostenibili. Il team sta esplorando tematiche ambientali e sociali specifiche tra cui il riciclaggio, l’energia e come rendere disponibili i benefici della tecnologia mobile a più gente.

Il progetto è condotto dallo stesso team che ha creato Remade – un concetto mostrato per la prima volta al Mobile World Congress di quest’anno e che esplora come utilizzare materiali riciclati per fare dispositivi mobili in futuro. All’evento di oggi nello studio di design della Nokia presso Londra il team ha mostrato per la prima volta alcuni degli altri concetti a cui stanno lavorando. Questi sono:

  • Zero Waste Charger concept - questo esplora le forme di ridurre lo spreco di energia quando i carica batterie vengono staccati da un dispositivo mobile ma restano ataccati alla presa della corrente.
  • People First concept – questo concetto prende tre idee universali del modo di concepire la comunicazione della gente – tempo, elenchi, e gente – per ispirare ed esaminare nuove idee di interfacce di utente.
  • Wears in, not out concept – mentre sempre più servizi diventano disponibili sui nostri dispositivi mobili questo concetto esplora come in un futuro la gente potrebbe potenzialmente aggiornare i propri dispositivi digitalmente e non fisicamente, dando alla gente un ulteriore scelta sul come utilizzare e aggiornare il proprio cellulare.

Il design team che sta sviluppando questi concetti lavora su un arco di tempo che va dai tre ai cinque anni nel futuro. Condividendo alcune di queste idee e stimolando il dibattito sperano di sviluppare nuove idee innovative che possano essere utilizzate sia all’interno dei business della Nokia ma anche più ampiamente per impulsare miglioramenti ambientali.

- Foto dei concetti

- Una bella presentazione di Rhys Newman (pdf)

- Ulteriore background da parte dei componenti del team Julian Bleecker e Raphael Grignani e sulle Nokia Conversations

23 Aprile 2008
IBM lancia un’iniziativa di web per cellulari mirata ai mercati emergenti
IBM Comunicato stampa IBM:

Alla commemorazione del decimo anniversario dell’India Research Lab dell’IBM, questa settimana l’azienda ha svelato una nuova iniziativa per apportare ancora più caretteristiche e funzioni ai dispositivi mobili mentre questi continuano a rivaleggiare il PC come strumento principale per i business, l’educazione, la comunicazione e l’intrattenimento basati sul Web.

Il nuovo programma di ricerca dell’IBM comporta un numero di tentativi di portare servizi semplici e facili da usare ai milioni di persone al mondo hanno sorpassato l’utilizzo del personal computer come metodo principale per accedere alla tecnologia,  e stanno utilizzando invece i loro cellulari per accedere al web, codurre transazioni finanziarie, intrattenersi, fare shopping, ecc.

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13 Aprile 2008
I cellulari salveranno il mondo
Jan Chipchase Daniel Lende ha scritto un buon sommario sullo speciale sun Jan Chipchase sul New York Times magazine, sul blog “Neuroanthropology”.

Lui pensa che “il mondo sta per assistere ad una trasformazione per via della convergenza di quattro fattori: processi impulsati dalla gente, cambio per il resto, scienza centrata sull’uomo, e metodi emergenti”.

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12 Aprile 2008
Jan Chipchase sul New York Times Magazine
Jan Chipchase Chipchase sbarca sulle pagine del New York Times Magazine.

L’antropologo dell’utente della Nokia Jan Chipchase sta diventando molto popolare. Un giorno dopo il The Economist, uno dei più grandi quotidiani al mondo ha appena pubblicato uno speciale di 6.000 parole su du lui, nella sua rinomata Magazine.

“Chipchase ha 38 anni, uno slanciato nativo della Gran Bretagna la cui ampia fronte e le sue alte sopracciglie si combinano per dargli l’aria di qualcuno che si sorprende facilmente, il che nel suo lavoro è di certo vantaggio. Negli ultimi sette anni, ha lavorato per l’azienda di telefonia finlandese Nokia come “ricercatore sul comportamento umano”. Viene anche definito “antropologo dell’utente”. Per uno straneo, il lavoro può sembrare decisamente obliquo. La sua missione, definita a grandi linee, è quella di osservare la vita di altra gente, accumulare tutta l’informazione possibile sul comportamento umano per poter fornire informazioni utili all’azienda — alle squadre di designer e tecnologi e gente che si occupa di marketing che potrebbero non aver mai messo piede da un barbiere Vietnamita ma che apprezzerebbero immensamente che quel barbiere un giorno comprasse un Nokia.”

Jan, complimenti!

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7 Aprile 2008
Boom di servizi per i cellulari in India
India mobile phone resale Business Week scrive su come gli Indiani stiano impiegando i loro cellulari come “one-stop shop” per fare tutto dalla gestione della posta elettronica a quella della banca.

Un numero crescente di consumatori Indiani desidera più che semplicemente parlare dal proprio cellulare. […] Lo scorso anno gli Indiani hanno speso circa 250 milioni di dollari in servizi extra per i loro cellulari—tra cui SMS, musica, sfondi personalizzati, risultati di cricket, videogiochi, e navigazione sulla rete—e ci si aspetta che quel numero diventi 1,7 miliardi di dollari entro il 2010.

Perché la domanda di tali servizi è particolarmente grande in India? Per cominciare, ci sono solo 30 milioni di PC nel paese, quindi il commercio elettronico su Internet ha ancora molta strada da fare. I cellulari, d’altro canto, stanno diventando pervasivi. Circa 300 milioni di Indiani hanno un cellulare—rendendo questo il secondo mercato di telefonia mobile al mondo—e ci sono circa 8 milioni di nuovi iscritti al mese.

Questi giovani esperti di cellulari hanno grandi aspirazioni ma sono mal serviti in tutto dalla gestione delle operazioni bancarie all’intrattenimento. Raggiungerli attraverso i loro cellulari è il miglior modo di fornire i richiesti e pregiati servizi.

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6 Aprile 2008
Progettare per il prossimo miliardo di consumatori
Next billion Niti Bhan e David Tait, che sono specializzati in ricerca e strategia per i mercati emergenti, hanno collaborato recentemente con Experientia su un’approfondita ricerca etnografica in Africa.

Anche se non possiamo rivelare il nome del cliente ne il tipo di ricerca, Niti e Dave hanno condensato le loro considerazioni su quello che significa progettare per i mercati emergenti su un lungo articolo per Core77.

“Recenti osservazioni sul settore dello stile di vita e del comportamento degli acquirenti dei gruppi socio-economici più poveri dell’Africa ci hanno portato alla conclusione che i loro criteri nella scelta dei prodotti e nelle decisioni si basano  su un set di valori completamente diverso da quello che influenzano il design della maggior parte dei prodotti per il consumo di oggi. Una combinazione di fattori come la cultura e la storia locale, così come l’esperienza quotidiana di  fare i conti con una vita di avversità, portano ad un punto di vista diverso nel fare acquisti.” […]

“Semplicemente adattare tecniche e strumenti provenienti dai mercati esistenti non servirà; devi costruire da zero e aggiornare tutte le tue supposizioni. Cominciare dall’inizio significa progettare prodotti ed strategie che siano rilevanti ed enfatizzino i valori importanti per il tuo nuovo cliente.”

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Non vediamo l’ora di collaborare di nuovo con loro in futuro.

12 Marzo 2008
Il Cellulare della Gente
People's Phone L’International Herald Tribune scrive di un nuovo cellulare per i mercati emergenti molto economico:

Sembra un po’ un giocattolo per bambini, un walkie-talkie del ‘75, It looks a bit like a child’s toy, a walkie-talkie circa 1975, un regresso di plastica ai buoni vecchi tempi nei quali i telefoni servivano per parlare.

Ma per Spice Ltd., un’azienda di telecomunicazioni nel mercato di telefonia dalla crescità più veloce al mondo, questo nuovo prodotto personifica l’ultima, più grande innovazione nella tecnologia del giorno d’oggi: un cellulare che costa meno di 20$.

Spice, che ha base a Noida, India, ha svelato cos’è marchiare “il Telefono della Gente” i una conferenza dell’industria wireless il mese scorso a Barcellona. Il telefono è un’anomalia tra i cellulari di oggi: i tasti dei numeri sono grandi e in grassetto. E’ grosso e non ha uno schermo a colori - difatti, non ha proprio schermo. Non c’è niente che si sfogli, scorra o si pieghi. E’, come l’ha descritto il presidente di Spice, Bhupendra Kumar Modi, “semplicemente un telefono” […]

E Spice, che è elencata nel Bombay Stock Exchange, non è l’unica azienda che pensa a dei cellulari economici. A Barcellona, anche Nokia ha presentato dei nuovi modelli per i mercati emergenti, e anche LG Electronics e Samsung si stanno muovendo in quella direzione. Molti analisti sostengono che le più feroci battaglie del mercato di quest’anno non avranno luogo nella categoria degli “smart phone” ma giù nei dispositivi di livello basico.

Nessuno schermo? Commenta Niti Bhan: “Quindi i poveri non vogliono mandare SMS o controllare il tempo?”.

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24 Febbraio 2008
I nostri cellulari, noi
Disruptive Thinking Il Washington Post riflette sul cosa significhi che attualmente ci siano un cellulare per ogni due persone sulla Terra.

“Da essenzialmente zero, siamo passati allo spartiacque di più di 3.3 miliardi di cellulari attivi su un pianeta di circa 6.6 miliardi di abitanti in 26 anni. Questa è la più veloce diffusione globale di qualsiasi tecnologia nella storia dell’uomo — persino più veloce del vaccino antipolio.” […]

“Il cellulare è la maniera in cui sta avendo luogo la coesione sociale. Esso stringe i legami tra noi”, dice Ling, un americano che fa ricerca sulle conseguenze sociali della telefonia mobile per la Telenor, l’azienda di telefonia globale di Oslo. […]

“Il cellulare ci permette di creare quella sfera locale” che era il marchio di fabbrica dei villaggi pre-industriali, dice Ling. Le cerchie del cellulare tendono ad essere piccole e piene di gente che “sanno che cosa fai, chi sei, cosa c’è nel tuo frigo. Questa è una forma di essere unito alla società. Ha un effetto socializzante.”

Read full story

5 Febbraio 2008
Dove la tecnologia incontra l’antropologia, la conservazione e lo sviluppo
kiwanja.net Kiwanja.net è un’iniziativa molto interessante, condotta dall’antropologo Ken Banks, che aiuta le organizzazioni non-profit locali, nazionali e internazionali  nei paesi in via di sviluppo (principalmente in Africa) a fare un uso migliore dell’informazione e delle tecnologie di comunicazione nel loro lavoro.

Il sito di Kiwanja contiene anche un’ottima galleria di foto e un blog che raccomando caldamente.

(via textually.org)

4 Febbraio 2008
Il portale Internet africano
Cell phones keep Kenyans in touch Nicole Ferraro investiga in un lungo articolo per Information Week se i cellulari e altri dispositivi wireless economici possono chiudere la divisione digitale nei paesi più poveri del mondo.

“Per il mondo in via di sviluppo, l’esperienza Internet sarà wireless”, dice Susan Schorr, alla testa del International Telecommunication Union’s Regulatory and Market Environment Division. Il 61% dei 2.7 miliardi di utenti del cellulare si trovano nei paesi in via di sviluppo, rispetto al 10% del miliardo di utenti di Internet, dice Schorr.

Le comunità e i mercati online stanno emergendo in Africa, che conta con più della metà dei paesi più poveri al mondo, con gente che usa cellulari low-cost anzichè PC per connettersi. Loro stanno fornendo informazioni essenziali per i lavoratori basati nella comunità, connettendo i contadini con le reti di scambio per i loro raccolti e merci, e più in generale, provvedendo accesso ad informazioni politiche e sociali che stanno cambiando la vita della gente.

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L’articolo sembra essere la sistesi di un articolo più lungo, “The Internet and the Developing World“, pubblicato su InternetEvolution, come parte di una serie di otto articoli riguardanti il futuro di Internet.

2 Febbraio 2008
Interactions Magazine completamente disponibile online
Interactions In un post precedente ho scritto che sarebbe una buona idea che gli editori di Interactions Magazine rendessero il contenuto della rivista disponibili anche online. E’ appena successo.

Ecco l’annuncio di Scott Delman, editore dell’ ACM Group:

ACM è lieta di annunciare una nuova innovazione per gli abbonati a interactions, la pubblicazione principale per la comunità delle Interazioni Uomo Computer. Dal numero di Gennaio-Febbraio 2008, ACM offrirà un edizione digitale di ogni numero della rivista come beneficio in più per gli abbonati. Questa nuova offerta è fornita in aggiunta all’attuale edizione cartacea della rivista e agli articoli pubblicati nella Biblioteca Digitale della ACM. La nuova edizione digitale della rivista serviràcome servizio aggiuntivoche permetterà ai membri di vedere unavera rappresentazione dell’intera rivista cartacea da copertina a copertina in un formato digitale facile da usare.

Le edizioni digitali stanno diventanto sempre più disponibili perchè forniscono al lettore la maggiore usabilità del contenuto digitale, tra cui le funzioni di ricerca, link, esplorazione. Le nostre edizioni digitali daranno agli utenti la sensazione di sfogliare le pagine di interaction, e l’abilità di zumare su paragrafi particolari, controllare istantaneamente particolari riferimenti o annunci, o ricercare determinati contenuti all’interno di un articolo, e poi immagazzinare queste edizioni nei propri PC o laptop per archiviarli nel lungo periodo o condividere gli articoli interessanti con amici e colleghi.

Le funzioni specifiche dell’edizione digitale di interactions includono la capacità per:

  • sfogliare gli articoli online o scaricare il numero sui vostri computer
  • cliccare sui link per accesso diretto alle risorse di materiale online, siti di pubblicità o gli indirizzi e-mail degli autori
  • eseguire ricerche di parole chiave all’interno del numero attuale o degli altri contenuti nell’archivio digitale
  • stampare articoli o inoltrarli ai colleghi
  • utilizzare le edizioni online senza dover scaricare dei plug-in

Anche se l’annuncio soprastante è indirizzato agli abbonati, la versione online dell’edizione di Gennaio-Febbraio è disponibile per tutti - e spero sinceramente che non sia un caso unico. Anche Communications, il fiore all’occhiello della ACM per quanto riguarda la ricerca informatica, sta andando online (comunicato stampa).

2 Febbraio 2008
Jan Chipchase della Nokia sulla condivisione di cellulari
Shared phone practices Jan Chipchase, il noto antropologo della Nokia, ha appena pubblicato un post sul suo blog, un sommario esecutivo, e un elaborato (ppt, 7 mb, 70 pagine) che esplora la condivisione dei cellulari nei mercati emergenti ed il suo funzionamento.

“Gran parte della crescita nell’industria delle telecomunicazioni viene dai mercati emergenti - posti come l’India e l’Africa - e per molti dei nuovi consumatori la prima esperienza di telefonia mobile avviene per mezzo di un cellulare condiviso. Questo articolo usa il termine condiviso nel senso di utilizzo di base orientato sul prendere e prestare piuttosto che sul ‘guarda le foto che ho scattato alla festa dell’altra sera’. La condivisione di cellulari non si limita solo all’uso personale - dalle strade del Cairo a Kampala stanno sorgendo chioschi con poco più di un cellurare e un’insegna che pubblicizza tariffe di chiamata. Cosa succede quando la gente condivide un oggetto che è stato inerentemente progettato per l’uso personale? E basandosi sul come e il perchè la gente condivide, in che modo possono essere riprogettati i dispositivi e i servizi per ottimizzare l’esperienza dell’utente? Davvero, dovrebbero essere riprogettati?”

22 Gennaio 2008
Resoconti di ricerca sull’utente della Nokia per i mercati emergenti
Phone in Kenya Nokia ha annunciato oggi il lancio di due cellulari che offrono una gamma di funzioni e colori mirati ai consumatori dei mercati emergenti. E’ interessante come loro siano stati progettati dietro ad una estesa ricerca sugli utenti.

Nokia 2600 classic per la personalizzazione

Il Nokia 2600 classic permette ai consumatori di caratterizzare il loro cellulari con cover colorate e Xpress-on completamente variabili e con suonerie MP3, e presenta anche un buon numero di funzioni per l’intrattenimento, incluse una radio FM e una camera VGA.

“Mentre la sensibilità ai costi e un elemento importante nella creazione di dispositivi mobili per i mercati emergenti, la risposta travolgente che riceviamo dai consumatori di questi mercati è che loro vogliono che i loro cellulari complementino la loro personalità e che offrano una certa varietà di colori e di funzioni di intrattenimento”, dice Alex Lambeek, Vice Presidentw, Entry Devices, Nokia.

Nokia 1209 per la condivisione del telefono

Stando a una recente inchiesta della Nokia tra i consumatori dei mercati emergenti [portata a termine in India, Cina, Brasile, Pakistan, Vietnam, Russia ed Egitto], sta emergendo una nuova tendenza: la condivisione di telefoni. Più del 50% degli intervistati in India, Pakistan e circa il 30% in Vietnam ha risposto che condivide o condividerebbe il proprio cellulare con la famiglia o gli amici - una cifra che contrasta col comportamento di consumatori dei mercati più maturi.

“La condivisione del telefono è una tendenza logica - sempre più famiglie stanno comprando un cellulare da condividere e non solo per il capo famiglia. In più, le fotocamere digitali stanno velocemente diventanto popolari in questi mercati, e fare e condividere immagini digitali sta diventando comune”, aggiunge Lambeek. “In risposta, Nokia ha sviluppato diverse qualità innovative come la rubrica multipla per supportare la condivisione di cellulari, e abbiamo aggiunto tecnologie come il Bluetooth ad alcuni modelli per rendere il trasferimento delle immagini e delle suonerie facile e accessibile.”

Il secondo modello introdotto oggi, il Nokia 1209, offre una funzione di gestione delle spese per rendere la condivisione facile e conveniente. Le innovazioni includono un idicatore prepagato, un’applicazione che segue le spese e la rubrica multipla - che permette la creazione elenchi di contatti personali di duecento numeri per un massimo di cinque persone.

Leggi tutto l’articolo

Nokia adesso ha anche un apposito sito dedicato alla ricerca sull’utente e al design di cellulari per i mercati emergenti, con PDF da scaricare e materiale video.

14 Gennaio 2008
I cellulari portano il :-) nell’Africa remota
Namibia Stephanie Hanes, una corrispondente del Christian Science Monitor, scrive su come la determinata industria della Namibia riesca a gestire qualsiasi disastro col cellulare.

“I cellulari si trovano nelle più profonde aree rurali dell’Africa”, dice Saadhna Panday, del South Africa’s Human Sciences Research Council. “Più gente ha maggiore accesso al cellulare piuttosto che alla linea fissa.”

Il modo in cui la gente usa e si preoccupa dei suoi cellulari è diversa da quella del facoltoso occidente BlackBerry-dipendente. Qui, la gente manda sms ai suoi amici, ma usa anche i cellulari per effettuare operazioni bancarie e organizzare manifestazioni politiche. Nelle aree in cui non c’è la TV, gli agricoltori usano i telefoni per ottenere notizie sull’agricoltura e sul meteo. (Il Kenya Agricultural Commodity Exchange, per esempio, manda messaggi con gli aggiornamenti dei prezzi sul mercato). Nelle cittadine, gli imprenditori monteranno cabine per telefoni cellulari, dove i passanti potranno utilizzare il servizio per un prezzo un pò più elevato.

In tutti questi modi, dice Panday, i cellulari hanno aumentato il networking tra gli africani e hanno abbassato “la divisione digitale” globale tra i più e meno abbienti.”

Leggi l’articolo

27 Dicembre 2007
Progettare le tecnologie appropriate per il mondo in sviluppo rurale
Tapan Parikh Sul questo video dell’University of Washington Tapan Parikh descrive le sue esperienze nello sviluppo di CAM - un kit di strumenti per la reccolta di dati sul cellulare - nel mondo in sviluppo rurale.

Guarda il video

(via Niti Bhan)

11 Dicembre 2007
Cosa succede ad un laptop di 100$ quando viene veramente utilizzato?
The face of the $100 laptop A quanto pare ogni genere di cose, come viene descritto su questo articolo rivelatore sulla BBC, commentato poi da Bruce Nussbaum di Business Week:

- Leggi l’articolo della BBC
- Leggi il commento di Nussbaum

Il progetto chiaramente soffre di un approccio top-dow, dove “progettare per” è il paradigma piuttosto che “progettare con” o “progettare da”. Per quanto ne so non c’è stato nessun analisi dei bisogni strutturati, nessuno studio contestuale, niente etnografia ne ricerca qualitativa. Un apporccio del genere non può che portare a conseguenze inattese e potrebbe potenzialmente mettere a repentaglio il progetto stesso. Ci sono molte lezioni da imparare qui HERE, dal team OLPC (”un laptop per bambino”), ma anche da qualunque azienda che cerchi di portare soluzioni progettate per “utenti finali” che poi risultano avere bisogni diversi.

Ma certamente, possiamo sempre dare la colpa a quegli “utenti finali” anzichè imparare alcune importanti lezioni, e ho paura che questo farà parte sicuramente del dibattito che seguirà.