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  Articoli della categoria 'Media'
12 Maggio 2008
Numero di Maggio/Giugno di Interactions Magazine
Interactions Il numero di Maggio/Giugno di Interactions Magazine è appena uscito e alcuni dei contenuti sono disponibili online (e presto ne seguiranno altri).

Il numero è tutto dedicato ai “mondi in collisione” con “le discipline dell’interazione” diventando “pià appropriatamente integrati in altre discipline creative (per esempio l’architettura e la musica), nei business, e nei nuovi modelli di business che daranno forma ai secoli XXI e XXII”, come descritto dai redattori Richard Anderson e Jon Kolko nell’editoriale.

Presenta anche contributi di Allison Arieff (Sunset), Eli Blevis (Indiana University a Bloomington), Shunying Blevis (Indiana University a Bloomington), Benjamin H. Bratton, Valerie Casey (IDEO), Elizabeth Churchill (Yahoo! Research), Dave Cronin (Cooper), Allison Druin (Human-Computer Interaction Lab), Hugh Dubberly, Shelley Evenson (Carnegie Mellon University), Jonathan Grudin (Microsoft Adaptive Systems e Interaction group), Zhiwei Guo (Adobe Systems Inc.), John Hopson (Microsoft’s Games User Research group), Steve Howard (University of Melbourne), Tuck Leong (University of Melbourne), Zhengjie Liu Dalian Marine University), Bob Moore, Donald Norman, Steve Portigal, Scott Palmer (University of Leeds), Sita Popat (University of Leeds), Kai Qian, Laura Seargeant Richardson (M3 Design Inc.), Richard Seymour (Seymourpowell), Frank Vetere (University of Melbourne), Huiling Wei, e Ning Zhang (Dalian Marine University)

Interactions Magazine è la pubblicazione bimensile dell’ACM [Association of Computing Machinery] ed è distribuita a tutti i membri del SIGCHI [Special Interest Group on Computer-Human Interaction].

Recentemente si è sottoposta ad un restauro completo sotto la ispirata e volontaria (!) guida di Richard Anderson e Jon Kolko che l’hanno resa una pubblicazione piena di articoli, storie e contenuti attuali e riguardanti le interazioni tra esperienze, gente e tecnologia — una rivista d’obbligo per la comunità dell’esperienza d’utente!

1 Maggio 2008
Il discorso di Clay Shirky sul surplus cognitivo
Clay Shirky Clay Shirky, autore del libro Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations (vedi anche questi post), è stato uno dei presentatori alla conferenza Web 2.0:

Mark Ury, chief experience architect di Blast Radius, è stato presente e ne ha scritto sul suo blog “The Restless Mind”:

“La sua tesi è che per cimentarsi in un periodo di tempo particolarmente stressante, la società si impegna in una qualche attività che anestetizza la mente che, di conseguenza, crea un surplus cognitivo. Eventualmente, questo surplus straripa e si creano nuove forme di valore. Lui cita i Londinensi post rivoluzione industriale che bevevano gin fino alla perdita della coscienza, solo per poi costruire molte delle moderne istituzioni che teniamo in grande considerazione al giorno d’oggi, e gli americani del secondo dopo guerra poltrendo a guardare I Love Lucy e Gilligan’s Island, ma che ora utilizzano Internet per produrre Wikipedia e, di minore importanza, i lolcats.” […]

“Tuttavia, quello che ho trovato intrigante in tutto qusto non è stato il nostro surplus cognitivo. E’ stato il nostro surplus di interazione.” […]

“Il surplus di interazione è nuovo. DAgli RSS all’email, da flickr a FunWalls, dai post ai pingbacks—non abbiamo mai avuto a che fare con un’abbondanza simile di interazione a doppio senso. E diversamente dal subdolo effetto dell’intereste composto, attirare più gente crea una forma personalizzata della legge di Metcalfe, un segnale per un raggio di rumore molto intenso e, nel tempo, stordente. Guardare “i consumatori connessi” IM, tag, caricare, scaricare e prendere virus non è molto diverso da un rave del Sabato sera: una mischia di consapevolezza, cose effimere, e neanche un po’ di capogiri.”

Guarda la presentazione

10 Aprile 2008
Video online della conferenza di Potsdam sul design di interazione
Videos La conferenza dello scorso anno “Innovation Forum Interaction Design” aveva come temi gli aspetti del design di interfacce e dell’interazione: interfacce di cellulari e media, soluzione di problemi e visioni di prodotti, pagine web e mondi virtuali, arte e commercio, affari e scienza.

Tra i relatori ci sono stati Gillian Crampton Smith, Anthony Dunne, Tim Edler, Frank Jacob, Gesche Joost, Bernard Kerr, Patrick Kochlik, Kristjan Kristjansson, Bill Moggridge, Dennis Paul, Mike Richter e Bruce Sterling.

I video sono ora disponibili online.

(via Bruce Sterling)

1 Marzo 2008
Sempre più americani si rivolgono alla rete per le notizie
Webnews Circa il 70% degli americani crede che il giornalismo tradizionale non sia al passo con i tempi, e circa la metà si rivolge a Internet per ricevere le notizie, stando ad un nuovo sondaggio, riferisce Reuters.

Mentre la maggior parte della gente pensa che il giornalismo sia importante per la qualità di vità, il 64% è insoddisfatto  con la qualità del giornalismo nelle loro comunità, mostra un sondaggio online di We Media/Zogby Interactive.

Più della metà delle 1,979 persone che ha risposto al sondaggio ha dichiarato che la propria sorgente principale di notizie ed informazione sia Internet, rispetto al 40% dell’ano scorso. Meno di un terzo usa la televisione per ottenere notizie , mentre l’11% si rivolge alla radio e il 10% ai giornali.

Ma non sono questi i risultati che ci si aspetterebbe da un sondaggio online?

- Leggi tutto l’articolo
- Leggi il comunicato stampa di Zogby | Leggi il comunicato stampa di iFocos

7 Febbraio 2008
Sedici ore di video da gustarsi
bbc Durante le ultime settimane, ho guardato cinque serie di documentari. Ognuna di esse molto provocativa e nessuna collegata direttamente col tema di questo blog (anche se tre di esse trattavano di psicologia e del comportamento della gente - le altre due si concentravano sul futuro della tecnologia). Penso che meriti la pena di dedicare loro un po’ del vostro tempo e si possono tutte trovare su Google video.

Tre delle serie sono di Adam Curtis, un brillante realizzatore di documentari britannico che lavora per BBC Current Affairs. Lui è noto per aver creato dei programmi che espressano una chiara (e qualche volta controversa) opinione sul soggetto di cui trattano e per narrare lui stesso i programmi.

The Century of the Self consiste di un filmato di quattro ore che esamina “come chi si trova al potere abbia utilizzato le teorie di Freud per cercare di controllare le folle pericolose in un era di democrazia di massa”. Racconta la storia qualche volta controversa della crescita della società di massa in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Come, da chi, e per quali interessi è stata creata la persona del consumatore smodato? [Google Video]

The Power of Nightmares consiste di tre filmati di un’ora che esplorano come l’idea che noi siamo minacciati da una rete terrorista nascosta ed organizzata sia un’illusione. Il filmati confrontano il sorgere del movimento americano Neo-Conservatore e il movimento radicale Islamico, paragonando le loro origini e notando forti similitudini tra i due. In modo ancora più controverso, sostiene che la minaccia dei fondamentalisti Islamici come sinistra forza di destruzione organizzata, specialmente sotto la forma di al-Qaeda, sia in realtà un mito perpetrato dai politici di molti paesi - in particolare i Neo-Conservatori americani - in un tentativo di unire ed ispirare i loro popoli a seguito del fallimento di ideologie più utopistiche in precedenza. [Google Video]

The Trap consiste di nuovo di tre programmi di un’ora che esplorano il concetto e la definizione di libertà, nello specifico “come un modello semplicistico di essere umano come creature egoistiche, quasi robotiche, abbia portato all’attuale idea di libertà”. [Google Video]

Gli altri due programmi sono condotti da Michio Kaku, un fisico teoretico americano, specializzato nella teoria delle stringhe, e futurista.

Visions of the Future è una serie di tre parti della BBC, che esplora l’avanguardia della scienza di oggi, domani e ancora oltre. La prima parte è dedicata alla rivoluzione dell’intelligenza, la seconda alla rivoluzione biotecnica, e la terza alla rivoluzione quantica. [Google Video]

2057 è l’unico programma che non è della BBC. E’ stato realizzato da Discovery Channel e tenta di prevedere come sarà il mondo tra 50 anni basandosi sulle tendenze attuali. Il programma si svolge come un docu-dramma con tre puntate separate, ognuna delle quali ha delle storie informative radicate nella trama. [Google Video]

2 Febbraio 2008
Interactions Magazine completamente disponibile online
Interactions In un post precedente ho scritto che sarebbe una buona idea che gli editori di Interactions Magazine rendessero il contenuto della rivista disponibili anche online. E’ appena successo.

Ecco l’annuncio di Scott Delman, editore dell’ ACM Group:

ACM è lieta di annunciare una nuova innovazione per gli abbonati a interactions, la pubblicazione principale per la comunità delle Interazioni Uomo Computer. Dal numero di Gennaio-Febbraio 2008, ACM offrirà un edizione digitale di ogni numero della rivista come beneficio in più per gli abbonati. Questa nuova offerta è fornita in aggiunta all’attuale edizione cartacea della rivista e agli articoli pubblicati nella Biblioteca Digitale della ACM. La nuova edizione digitale della rivista serviràcome servizio aggiuntivoche permetterà ai membri di vedere unavera rappresentazione dell’intera rivista cartacea da copertina a copertina in un formato digitale facile da usare.

Le edizioni digitali stanno diventanto sempre più disponibili perchè forniscono al lettore la maggiore usabilità del contenuto digitale, tra cui le funzioni di ricerca, link, esplorazione. Le nostre edizioni digitali daranno agli utenti la sensazione di sfogliare le pagine di interaction, e l’abilità di zumare su paragrafi particolari, controllare istantaneamente particolari riferimenti o annunci, o ricercare determinati contenuti all’interno di un articolo, e poi immagazzinare queste edizioni nei propri PC o laptop per archiviarli nel lungo periodo o condividere gli articoli interessanti con amici e colleghi.

Le funzioni specifiche dell’edizione digitale di interactions includono la capacità per:

  • sfogliare gli articoli online o scaricare il numero sui vostri computer
  • cliccare sui link per accesso diretto alle risorse di materiale online, siti di pubblicità o gli indirizzi e-mail degli autori
  • eseguire ricerche di parole chiave all’interno del numero attuale o degli altri contenuti nell’archivio digitale
  • stampare articoli o inoltrarli ai colleghi
  • utilizzare le edizioni online senza dover scaricare dei plug-in

Anche se l’annuncio soprastante è indirizzato agli abbonati, la versione online dell’edizione di Gennaio-Febbraio è disponibile per tutti - e spero sinceramente che non sia un caso unico. Anche Communications, il fiore all’occhiello della ACM per quanto riguarda la ricerca informatica, sta andando online (comunicato stampa).

18 Gennaio 2008
Interactions Magazine - prime impressioni
Interactions Questa mattina ho ricevuto una copia stampata dell’Interactions Magazine con la posta.

Wow.

Appare, si percepisce, e si fa leggere esattamente come una rivista per la nostra professione dovrebbe fare. Perchè nessuno ha mai pensato a questo prima? Contiene molti articoli approfonditi di gente che rispetto o per cui provo curiosità. Questa è la rivista ideale da portarsi appresso in viaggio o da leggere sul divano.

Un’altra prima impressione è che Richard Anderson e Jon Kolko, i redattori capo, siano usciti dalla perspettiva americana della professione: dalla britannica Elizabeth Churchill, al centro di Telecomunicazioni austriaco, e da Stefana Broadbent e Valerie Bauwens di Swisscom Innovations, al sudafricano Gary Marsden e Gabriel White situato a Beijing. Apprezzo molto questo impegno, specialmente dal momento che molti blog e pubblicazioni americani non hanno questa visione globale, o assumono - erroneamente - che la visione americana corrisponde a quella globale.

Quindi complimenti ai due capo redattori per la direzione intrapresa, e complimenti a ACM, gli editori, per concedere loro questa opportunità.

Il dipartimento di pubblicità dell’ ACM ha ora un’occasione d’oro: il nuovo approccio “Interactions” è là fuori, ma la pubblicità non è alla pari. E’ ancora molto vecchio stile. Alcuni approcci freschi e creativi potrebbero fare di Interactions Magazine una pubblicazione realmente sostenibile.

Quando avrò finito di leggere tutta la rivista, scriverò sicuramente qualcosa di più dettagliato. Nel frattempo, Richard e Jon, continuate così. Spero che ACM dia il conseguente passo logico: rendere gli articoli disponibili online. Sono anche curioso di sentire dove l’ACM (che sta per Association for Computing Machinery) come associazione voglia arrivare con questo, e come vuole posizionarsi nel nuovo panorama dell’esperienza dell’utente. La rivista non si esprime su quell’argomento. Magari il redattore esecutivo dell’ACM potrebbe venire stimolato per fare un articolo su di questo sul numero di Marzo-Aprile o sul sito.

In ogni caso, consiglio caldamente ai lettori di questo blog di abbonarsi alla rivista se non l’avete già fatto. Costa solo 50 dollari americani.

4 Gennaio 2008
I contenuti generati dagli utenti vengono messi a rischio dallo zelo di proteggere i copyright
Center for Social Media L’aumentato zelo tra i detentori dei copyright di porre freno a qualsiasi indizio di pirateria tra i siti di video mette a repentaglio la nozione di contenuto generato dagli utenti, secondo uno studio del Center for Social Media dell’American University, che viene descritto dal New York Times.

Anche se entrambi l’articolo e il resoconto sono validi, e l’American University è una rispettata istituzione privata affiliata ai metodisti, trovo inquietante che il New York Times stia pubblicando contenuti dove i confini tra il commento e la pubblicità stanno cominciando a svanire.

“L’articolo” infatti non è stato scritto dal New York Times, anche se è segnato nella sezione di tecnologia come contenuto editoriale, ma è attribuito a qualcuno che lavora per “PaidContent.org”, che è una pubblicazione del ContentNext Media network. Difatti, una copia dell’articolo si può trovare sul sito di PaidContent.org.

Leggi l’articolo

17 Dicembre 2007
Un designer all’intersezione tra architettura fisica e i sistemi di informazione
Jeffrey Huang Bruno Giussani ha pubblicato i suoi appunti sulla lezione inaugurale di Jeffrey Huang presso EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna.

“L’architettura e il design, dice il mio amico Jeffrey Huang (photo), stanno diventando l’interfaccia tra la vita fisica e virtuale. E quello è il suo campo di studi: come possono incorporare le strutture (edifici, città e paesaggi) sistemi di comunicazione digitale? Quali sono gli effetti della digitalizzazione sulle tipologie delle città al giorno d’oggi?

Settimana scorsa, il professor Huang — che tra le altre cose ha avuto un ruolo importante nella creazione della Swiss House a Boston, chiamata adesso Swissnex — ha tenuto la sua lezione inaugurale presso l’EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna, dove lui conduce il Media and Design Lab (lui era precedentemente alla Harvard School of Design). Ecco i miei appunti.”

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14 Dicembre 2007
Una piccola verniciata alla homepage della BBC
BBC homepage beta Richard Titus, a capo dell’esperienza dell’utente della BBC ha annunciato ieri il lancio della nuova homepage beta della BBC.

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17 Settembre 2007
Motorola su dispositivi d’ambiente non intrusivi
Motorola Frank Bentley di Motorola ha recentemente pubblicato un post in cui spiega il suo punto di vista sui display dell’ambiente, come dispositivi prossimi alla persona che forniscono informazioni relative ad una certa fonte in modo non invadente.

La sua riflessione si basa sull’attuale campo della ricerca relativa al concetto di presence, anche se stranamente non utilizza questo termine. Io ho apprezzato molto le sfide inserite alla fine del post:

“Nei recenti decennimolti ricercatori hanno realizzato dispositivi che impiegassero luce, colore, suoni, o movimento per veicolare l’informazione su persone, attività o luoghi. Questi apparecchi consentono di ricevere l’informazione con un’occhiata, senza la necessità di utilizzare altri dispositivi o di dover navigare l’interfaccia. Particolarmente nteressante, a mio parere, è sempre stato il meccanismo con cui il nostro ambiente possa renderci maggiormente coscienti su ciò di cui ci preoccupiamo e possa aiutarci a refforzare i legami sociali. […]

Nella nostra ricerca, abbiamo indagato come questi display possano aiutare le persone a saperne di più della vita delle persone appartenti al proprio gruppo sociale. Abbiamo scoperto che queste strumentazioni possono condurre le persone in esperienze molto ricche di interazione con i media sociali, facendo confluire l’informazione sociale nelle case o su un dispositivo frequentemente controllato senza alcuno sforzo. Questo nuovo potente modo di assimilare dati si integra in modo armonioso nella vita delle persone e li aiuta a divenire più consapevoli delle persone facenti parte del proprio gruppo sociale senza la necessità di ricercare un sito web o un’applicazione informatica per poter ottenere quelle informazioni di carattere sociale.

Il potere di tale classe di prodotti è quello di fornire le informazioni di coloro che sono importanti nella nostra vita, in un modo che ci ricorda di queste persone e delle loro attività, quando ne cerchiamo informazione. Se qualche volta può essere piacevole guardare un canale informativo sul tempo, ad esempio, il continuo cambiamento di informazioni sulle persone ci aiuta a conoscerle meglio ed a vivere esperienze sociali che altrimenti non accadrebero. Questi sono aspetti eccitanti dell’argomento degli ambient device che non sarebbero stati possibili solo con la sola esistenza di interfacce basate su computer e televisione. Man mano che le nostre vite si complicano e diventano sempre più occupate, la capacità di realizzare e mantenere legami con altre persone ci aiuta a rimanere socialmente connessi.

Dal punto di vista della ricerca, vi sono due grandi sfide in quest’area. La prima è quella di realizzare display che facciano parte dell’ambiente e non interferiscano con l’ambiente domestico. Vogliamo assicurarci di fornire informazioni agli utenti senza però distrarli dalla loro vita. La seconda sfida consiste nel rintracciare le fonti di informazioni più utili per questi display. Ovviamente le due sono strettamente collegate tra loro e costituiscono una grande parte della nostra ricerca nell’ambiente delle comunicazioni. Stiamo testando alcune congetture e che ci porteranno ad alcuni dati utili per la conferenza del prossimo anno.”

Leggi la storia

13 Settembre 2007
La consapevolezza di UX nelle riviste di business
UX consciousness in business magazines Un mese fa Rosenfeld Media ha fornito una visione dettagliata delle sei maggiori firme di analisti (Aberdeen, AMR, Forrester, Gartner, IDC, e Yankee) per capire se questi stiano prestando la dovuta attenzione all’esperienza dell’utente.

Adesso hanno adottato lo stesso metodo per valutare la coscienza di UX delle pubblicazioni di business principali.

Quindi, qual’era il grado di accordo delle pubblicazioni di business sul tema della “UX consciousness”?

  • La Harvard Business Review è molto interessata al knowledge management e alla gestione dell’informazione
  • The Economist is quite focused—at the expense of all other UX topics—on branding
  • la rivista Business Week sembra adottare un trattamento più bilanciato, con una contabilità di sei termini per almeno il 5% dei risultati per ciascuno (branding, content management, design industriale, gestione dell’informazione, knowledge management, ed esperienza utente)
  • Fast Company è il leader del design industriale focalizzato sul branding, secondo solo al The Economist in questa categoria
  • Business 2.0 sembra predominare in molteplici aree che hanno cominciato a catturare l’ettenzione solo recentemente: experience design, design dell’informazione, design di interazione, design di interfacce, ricerche analitiche, comunicazione tecnica, usability engineering, ed esperienza dell’utente (9.9%). E’ anche il più equilibrato nella sua trattazione, dopo il Business Week.
  • Inc. si caratterizza per un forte focus sull’informazione: content management e knowledge management sono di gran lunga le più grandi all’interno della categoria.
  • Entrepreneur si focalizza eccezionalmente sul design grafico e sull’ergonomia
  • Strategy + Business supera le medie generali, mostrando un focus più deciso sul branding, mentre è più debole in termini di content management.

Guarda i risultati

30 Agosto 2007
Il redesign utente-centrico di Penguin
Penguin Books La casa editrice Penguin e Dorling Kindersley, entrambi facenti parte del Penguin Group, hanno recenteemente portato a termine un progetto per il rilancio dei loro siti web che ha previsto un potenziamento dell’interazione e della navigazione degli utenti.

Il rinnovo era di vasta portata - il team ha adottato un approccio utente-centrico, con attività di testing e planning approfondite, al fine di rinvenire nuove modalità di concezione del marketing relativo ai libri all’interno del sito web.

Il gruppo di lavoro ha lavorato anche sul lancio di nuovi siti per incrementare il livello di coinvolgimento dei consumatori - uno orientato ai giovani chiamato spinebreakers.co.uk, che coinvolge gli adolescenti nel suo stesso sviluppo.

E-Consultancy, la casa editrice britannica online, ha pubblicato sul web un’intervista al manager dello sviluppo di Penguin e DK, Jeanette Angell, che ha parlato delle motivazioni sottostanti il progetto e le tecniche impiegate nel suo sviluppo.

Leggi l’intervista

25 Agosto 2007
Share Award: premio 2008 per l’arte digitale
Share Festival Il Piemonte Share Festival annuncia la seconda edizione di Share Prize 2008 per l’arte digitale.

La giuria della competizione, presieduta da Bruce Sterling, conferirà un premio di 2.500 Euro al lavoro (pubblicato o meno) che meglio rappresenterà la sperimentazione tra arte e nuove tecnologie.

Il premio è aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri. Il requisito fondamentale per partecipare al concorso è creare un’opera in cui la tecnologia digitale è applicata come linguaggio di espressione creativa, in ogni forma e formati ed in combinazione con tecnologie analogiche e/o altri materiali (ad esempio animazioni al computer/effetti visivi, musica digitale, arte interattiva, ecc.).

(via Viridian Design di Bruce Sterling, abbellito con commenti personali di Bruce)

25 Agosto 2007
Kitchen Budapest, il laboratorio di innovazione di Magyar Telekom
Kitchen Il nuovo laboratorio media di Magyar Telekom Kitchen Budapest (KiBu), ha aperto lo scorso giugno: si tratta di un nuovo media lab per giovani ricercatori interessati alla convergenza della comunicazione mobile, delle comunità online e dello spazio urbano, appassionati alla realizzazione di progetti sperimentali con team interdisciplinari.

Promettenti generatori di idee sono agevolati da condizioni di lavoro indisturbate e borse di studio pagate.

Uno degli obiettivi perseguiti da Magyar Telekom con questo progetto, è quello di promuovere nuove iniziative ed idee creative che possano essere competitive sul mercato.

I campi di ricerca

Cosa accade alla rete quando incontra l’ambiente urbano? Come si relaziona lo spazio privato con i sempre più affollati network wireless? Dove il contenuto generato dall’utente guadagna autorità? Cosa rende una casa intelligente? Street-smart?

Noi vorremmo ripensare e ricomporre le possibilità di nuovi media nella vita di ogni giorno ed aumentare i punti di contatto tra nuove tecnologie e la nostra società.

Laboratorio

KIBU offre un laboratorio di ricerca nel centro di Budapest, una borsa di studio di base per dodici ricercatori, equipaggiamento, un andamento di lavoro in cui condividere e aiutarsi è essenziale, e la possibilità di capitalizzare ogni buona idea.

Arte e tecnologia

Kitchen Budapest organizza regolarmente mostre per presentare i propri prototipi, così come lavori o progetti di istituzioni e professionisti con cui collabora.

(via Future Now di IFTF )

25 Agosto 2007
Una ricerca britannica mostra che i vecchi utenti del web trascorrono più tempo degli altri online
UK elderly I vecchi utenti del web sono coloro che trascorrono più tempo online di altri gruppi di utenti, secondo quanto affermato dal report annuale dell’Office of Communications britannico.

Il report di 330 pagine fornisce un’ampia visione di come gli inglesi utilizzino i vecchi ed i nuovi media, e scopre una nazione che ama i propri media, i propri gadget ed i propri ingranaggi hi-tech.

Il 16% degli inglesi oltre i 65 anni spendono circa 42 ore al mese online - più di qualsiasi altra fascia d’età.

Un altro risultato sorprendente, specialmente per i managere dei media tradizionali che guardano al futuro con i propri consumatori, consiste nel fatto che i ragazzi stiano abbandonando i vecchi media per i nuovi. Mentre fino due anni fa i ragazzi tra gli 8 ed i 15 anni guardavano i video, ora solo il 38% lo fa. Fino a due anni fa il 61% giocava abitualmente con i video game, ed oggi solo il 53%. I media che oggi riscuotno maggior successo sono internet ed in particolare i siti web di social-networking. Questo trend sembra assumere un’accellerazione quando i ragazzi entrano nell’adolescenza. Circa i due terzi dei ragazzi tra i 12 ed i 15 anni usa internet, mentre i bambini che navigano sul web tra gli 8 e gli 11 anni sono solo il 41%.”

- Leggi l’articolo della BBC
- Leggi l’articolo dell’Economist

11 Agosto 2007
Nuovo MFA in experience design in Svezia
EDG Konstfack, la più grande università svedese di arti e mestieri e design, ha dato vita ad un programma di master di due anni in experience design con un forte focus sull’arte.

L’Experience Design Group ritiene che l’arte, i media ed il design abbiano conseguenze quantificabilisul nostro approcio ai problemi delle persone. I membri dell’Experience Design Group combinano due o tre media dimensionali nel loro lavoro, e progettano esperienze di immersione influenzando il mondo dei significati e modificando il comportamento umano.

I componenti di tale gruppo mirano alla formazione di una nuova forma di conoscenza attraverso metodologie di ricerca interdisciplinari e transdisciplinari. La disciplina dell’Experience Design si propone l’obiettivo di esplorare e investigare l’interazione tra significati e sensazioni all’interno dell’esperienza di immersione. A tal scopo l’Experience Design Group vuole sviluppare pratiche ibride di sintesi di design ed arte, paradigmi emergenti di conoscenza esperienziale e pratica, storia, teoria ed economia dell’esperienza.

Il sito web dell’Experience Design Group Il sito web dell’Experience Design Group presenta i tre focus del programma:

  • Experienza Persuasiva, area che indaga come arte e design possano influenzare il comportamento;
  • Esperienza Umanitaria, area in cui si studia e si cerca di quantificare l’influenza del deisgn, dell’arte e dei media sui problemi umanitari di base;
  • Esperienza Ambientale, area in cui si cerca di capire come come gestire l’esperienza dell’individuo in un ambiente specifico.

Il programma. che avrà inizio a settembre, è guidato da Ronald Jones, artista, critico e professore di Studi Interdisciplinari.

Cinque blog sono collegati/promossi dal programma:

Per ulteriori informazioni, scarica queste 16 pagine in pdf..

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7 Agosto 2007
Fing: la prossima generazione di fondazioni internet dalla Francia
Fing Qualche volta ho seguito il blog francese di innovazione ACTU, ma solo recentemente ho saputo che questo rientra in una più grande iniziativa chiamata “Fing“. Fing (Fondation Internet Nouvelle Generation) mira a stimolare e promuovere la ricerca e sviluppo e l’innovazione nell’uso e nei servizi dell’ICT.

La presentazione di Fing è molto centrata non tanto sull’aspetto dell’innovazione tecnologica, quanto sull’obiettivo del loro progetto, ovvero quello di realizzare ed apportare miglioramenti sull’utilizzo di internet e sui servizi da questo forniti, che siano capaci di rispondere realmente alle necessità degli utenti, al loro stile di vita ed ai loro desideri.

Fing intende aiutare le corporazioni, le agenzie pubbliche, le organizzazioni educative e di ricerca a proporsi come pionieri di tale nuovo approccio all’internet del futuro.
Attraverso la collaborazione, la creatività e la sperimentazione Fing cerca, infatti, di migliorare l’efficienza del processo innovativo e, al tempo stesso, di ridurre i rischi delle parti coivolte.

Fing collabora con altre simili iniziative avviate in Europa e nel mondo. Il CEO di Fing, Daniel Kaplan, è membro dello eEurope Advisory Group della Commissione Europea.

Attualmente Fing conta più di 165 membri, tra cui: BNP Paribas, EDF, Ericsson, Eutelsat, France Telecom/Orange, Galeries Lafayette, HP, INRIA, Microsoft, i Ministeri di Educazione e Ricerca, Toshiba, etc.

Ricercando ancora informazioni su argomenti simili ho scoperto l’esistenza di altre interessanti iniziative come:

  • Villes 2.0 (Città 2.0), che mira ad aiutare stakeholder tradizionali dell’ambiente cittadino (aziende, istituzioni, enti sociali) e “attori digitali” a progettare e realizzare trasformazioni urbane e mobili attraverso la collaborazione.
     
  • Active Identities, focalizzato sull’identificazione e stimolazione delle azioni necessarie per rendere la gestione attiva delle identità digitali parte di una risorsa capace di consentire agli utenti il controllo della loro vita e realizzare progetti, divenendo fonte di innovazione e di creazione del valore.
     
  • Innovative Interfaces, progetto che mira a sviluppare interazioni dirette o indirettecon macchine o servizi digitali capaci di soddisfare le necessità di persone con “difficoltà”.
     

Sono disponibili anche numerosi video della presentazione tenuta dal Ceo di Fing, Daniel Kaplan, nel corso della conferenza LIFT07.

27 Luglio 2007
Cartografia di massa, online
Horse trails “Con l’aiuto di semplici strumenti forniti da aziende di Internet, milioni di ersone stanno rimodellando la cartografia e creando nuove tipologie di atlande,” scrive Miguel Helft nell’International Herald Tribune.

“Sul Web, chiunque può realizzare mappe.

Con semplici strumenti introdotti da aziende di Internet, milioni di persone si stanno applicando alla cartografia, disegnando su mappe digitali ed annotandovi testi, immagini, suoni e video.

In tale processo, loro stanno rimodellando il mondo della cartografia e stanno creando congiuntamente nuovi atlanti che si presentano al tempo stesso i più ricchi e più confusionari mai realizzati.

Stanno trasformando il Web in un mezzo in cui le mappe giocano un ruolo centrale sulle modalità di ricerca ed organizzazione dell’informazione.

Molte mappe raffigurano eventi attuali, come le deviazioni attorno all’area crollata dell’autostrada di San Francisco Bay, o come il percorso delle due balene che hanno nuotato sul delta del fiume Sacramento nel mese di maggio.”

Leggi la storia

23 Luglio 2007
“E adesso qualcosa di completamente diverso…”
16 Words Ho deciso di inserire dei post che non rientrano esattamente nell’ambito delle tematiche solitamente trattate in questo blog.

Il primo è 16 parole (download - review), una divertente protesta politica attraverso video musicale di Margo Guryan.

Poi c’è il Daily Show di Jon Stewart. Il suo “teatro critico” John Oliver critica brillantemente il fallimento dei Democratici sulla faccenda della guerra in Iraq. Un commento: “E’ la solita vecchia storia: l’America incontra la guerra. L’America ottiene la guerra. La guerra risulta essere in qualche modo diversa da ciò che l’America aveva pensato quando se ne era innamorata. Ma adesso la guerra non vuole lasciare l’America da sola.”

Infine vi è la più seria ed eloquente denunicia di George Bush e di Dick Cheney da parte di Keith Olbermann, conduttrice di MSNBC news.

A parte il messaggio politico (con cui si può essere o meno d’accordo), c’è da chiedersi come mai tutti e tre questi video sono così convingenti.