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  Articoli della categoria 'Meccatronica'
1 marzo 2009
Due prossime conferenze Europee
IRealize IRealize
Torino, Italia
9-10 Giugno 2009

Sono ancora i primi giorni per questa conferenza che si presenta come “due giornate dedicate ad individuare problemi irrisolti, proporre possibili soluzioni (tecnologiche?) e stimolare la creazione di nuove start-up “disruptive” in diversi campi”. Il sito ha bisogno di un po’ di TLC e non è ancora stato annunciato molto.

È aperto un appello per i partecipanti.

LIFT France 09 LIFT France 09
Mardiglia, Francia
18-19 Giugno 2009

Il 18 e 19 Giugno, imprenditori, ricercatori, artisti, designer e activisti saranno al LIFT France per esprimere la loro visione di “hands-on future”, un cambiamento futuro fai-da-te:

  • Changing Things: Verso oggetti che non siano solo “smart” e connessi, ma anche personalizzabili, trasformabili, hackabili, completamente riciclabili… Verso la fabbricazione decentralizzata e multiuso, o persino fabbricazione casalinga…
  • Changing Innovation: Verso l’innovazione continua e in rete, emergente dagli utenti così come dagli imprenditori, dai ricercatori agli attivisti…
  • Changing the Planet: Verso un “design verde” che ricolleghi le sfide ambientali globali con la crescita, ma anche col desiderio, il piacere, la bellezza e l’intrattenimento umano…

I relatori confermati sono (per adesso) Usman Haque, Alexandra Deschamps-Sonsino, Philippe Lemoine, Euan Semple, John Thackara, Edith Akerman, Dennis Pamlin, e Jean-Michel Cornu.

22 febbraio 2009
Internet of Things nel 2020
IOT 2020 Nel Febbraio 2008, la Commissione Europea ed un gruppo industriale Europeo (EPoSS) hanno tenuto un workshop sull’Internet delle Cose, coinvolgendo più di 80 esperti dalle università, centri di ricerca ed aziende private come France Telecom, Hitachi, Lufthansa, Philips Research, and Telenor.

Un report, pubblicato nel Settembre 2008, trae le conclusioni del workshop ed incorpora i punti di vista e le opinioni di molti esperti che sono stati consultati nel corso dei sei mesi che hanno seguito il workshop.

Ho scoperto il report solo la scorsa settimana quando uno dei redattori  – Alessandro Bassi di Hitachi Europe – ha presentato le sue considerazioni nel corso dell’Info Day on Internet of Things research della Commissione Europea a cui ho assistito. Ora avendolo letto, posso caldamente raccomandare questo breve e ben scritto documento come una buona introduzione all’attuale condizione degli affari (nonostante siano trascorsi cinque mesi).

Iniziando con una visione di insieme delle questioni tecnologiche, il report segnala immediatamente le barriere (mancanza di autorità, privacy e sicurezza) prima ancora di evindenziare le sue possibili applicazioni. Gli ultimi capitoli sono di nuovi dedicati a questioni sociali, con enfasi nella politica, gente ed aspetti ambientali.

Scarica il report

10 novembre 2008
Design di esperienza dell’utente per ubiquitous computing
Wine rack Mike Kuniavsky di ThingM ha scritto articolo sul design di esperienza dell’utente nell’ubiquitous computing per interactions magazine di ACM.

Il design di esperienza dell’utente dei dispositivi di ubiquitous computing di utilizzo quotidiano—cose che vedete nei blog sui gadget—è solitamente terribile. Questo perché non affrontiamo il design esperienza dell’utente di ubicomp come un ramo distinto del design di interazione, come non abbiamo distinto il design di interazione dal visual design nei primi anni del Web.

Negli ultimi due anni, ho condotto ricerche e progettato diverse esperienze dell’utente di ubicomp. Nel processo, ho visto alcuni dei collegamenti tra industrial design, design di interazione, architettura, e design di esperienza dell’utente nell’ubiquitous computing. In questo articolo, ho cercato di mettere insieme alcuni approcci che sembrano particolarmente preziosi nel mondo dell’esperienza dell’utente di ubiquitous computing. Nessuno appartiene unicamente ad esso: Sono tutti direttive generali di design, ma sembrano applicarsi particolarmente bene alle particolari sfide di design di questo settore.

L’articolo finale è disponibile esclusivamente per gli iscritti, ma ha pubblicato una preprint version nel suo blog.

30 settembre 2008
Verso un Internet-of-Things Europeo
Internet of Things L’Europa potrebbe essere in testa alla prossima generazione di Internet could take the lead in the next generation of the Internet. In un documento intitolato “EU Communication on Future Networks and the Internet”, la Commisione Europea ha tracciato i primi passi che l’Europa deve compiere per rispondere alla prossima ondata dell’Information Revolution che si intensificherà nei prossimi anni a causa delle tendenze come i social networks, lo spostamento decisivo verso i servizi delle aziende online, servizi nomadi basati sul GPS e la TV sul cellulare e la crescita delle smart tag.

Hanno anche inaugurato una consulenza pubblica sulla politica e sulle risposte del settore privato a queste opportunità, per poter preparare una Comunicazione su Internet of Things. Questo documento proporrà un approccio che tratti l’intera gamma di questioni politiche e tecniche relazionate allo spostamento da RFID all’Internet of Things. Si focalizzerà specialmente sulle architetture, il controllo delle infrastrutture critiche, le applicazioni emergenti, sicurezza, privacy e protezione dei dati, normative e standard, aspetti socio-economici più ampi.

Un paper su Internet of Things accompagna la consulenza tracciando le prime sfide di questo importante sviluppo.

E per farvi capire l’importanza di tutto ciò: i Francesi hanno persino organizzato una conferenza ministeriale su tutto questo.

(via Bruce Sterling)

9 luglio 2008
Polite, pertinent and… pretty
Polite, pertinent and... pretty Polite, pertinent and… pretty: designing for the new wave of personal informatics” era il titolo di una conferenza tenuta da Matt Jones (Dopplr) e Tom Coates (Yahoo! Brickhouse) presso la recente Web 2.0 Expo a San Francisco.

Riassumere la loro conferenza non è facile, ma farò un tentativo. In ogni caso le 81 slide con annotazioni dei relatori sono disponibili su SlideShare.

Jones e Coates partono dalla premessa che l’informazione stia diventando così pervasiva, onnipresente, localizzata e personalizzata che non solo ci permette di aumentare la nostra consapevolezza, ma anche di utilizzarla costantemente a nostro vantaggio. Questi dati vengono da grossi database, ma anche dai nostri comportamenti. Il nostri dispostivi sentono, registrano e campionano dati, e li condividono con altri dispositivi e con noi ed altra gente. Questo viene chiamato “personal informatics”. Ma questo pone una grossa sfida dell’esperienza dell’utente, che richiede una sofisticata soluzione di design:

“La disciplina dell’informatica si basa sul riconoscimento del fatto che il design di questa tecnologia non è solo una questione tecnica, ma si deve concentrare sulla relazione tra la tecnologia e l’utilizzo nel mondo reale.”

“Cioè, l’informatica progetta soluzioni in un contesto, e tiene conto degli ambienti sociali, culturali ed organizzativi in cui la tecnologia dell’informazione verrà utilizzata.”

Ma concretamente cosa significa questo? Come dovremmo progettare? Jones e Coates propongono “tre pioli su cui appendere alcuni pensieri” e tutti quanti iniziano per P.

Nel definire il concetto di politeness (cortesia)(da intendere come il “ying più morbido per il duro yang della ‘privacy’), loro si appoggiano su pensatori come Adam Greenfield (ed in particolare il suo recente libro “Everyware“), Mimi Ito, Leisa Reichelt, Matthew Chalmers, Anne Galloway ed ovviamente la loro personale esperienza.

La Pertinence (applicabilità) tratta sul “rivelare informazione che sia opportuna ed il più possibile ‘in context’”. Per definire meglio questo, loro si riferiscono alla metafora del ‘ movimento’ che Matt Webb di Schulze & Webb ha descritto di recente ad una conferenza. Webb sostiene che ci stiamo spostando da una rete di ‘luoghi’ a “qualcosa di più simile ad una rete di organismi o meccanismi connessi che si alimentano a vicenda”.

Quindi la questione qui è quella di mostrare piccole parti di informazione nel contesto giusto e al momento giusto, “consegnata in forme sempre più pertinenti, a seconda delle nostre abitudini e contesti”.

E finalmente c’è la prettiness (bellezza):

“Le grandi quantità di informazioni che l’informatica personale genera non solo deve essere chiara e comprensibile per creare leggibilità ed alfabetizzazione in questo nuovo mondo, ma inserirei in questa prima ondata anche la seduttività, per incoraggiare il gioco, l’esperimentazione e l’adozione”.

Quindi qual è il futuro dell’informatica personale? Non stiamo creando il nostro proprio “participatory panopticon” (Jamais Cascio)? O ci stiamo muovendo verso un mondo pieno di “spimes” (Bruce Sterling)? Al momento sono spesso gli artisti ad esplorare i limiti di questo futuro ignoto.

In un lungo post, Alex Steffen di Worldchanging presenta il suo proprio – eccellente – riassunto della conferenza di Jones/Coates, ma porta le loro analisi un passo più avanti connettendole con la sostenibilità ed aggiungendo una quarta P (“Protezione”):

“L’ubiquità e la sostenibilità potrebbero potenziarsi a vicenda. L’ubiquità abilita le storie rivelate, i flussi osservati ed i servizi condivisi rendendo più facile vivere bene con la minima espesa ed il minore impatto ecologico. La sostenibilità, in particolare nella forma dell’urbanismo compatto con innovazione verde, concentra le interazioni umane tra di loro e tra reti di sistemi, rendendo più facile fornire alla vita quotidiana il genere di intelligenza che permette all’informazione di venire raccolta, condivisa e connessa. La rete e la piazza pubblica, come scrisse Castell, sono simbiotici.” [...]

” Il PSS [product-service systems] offre enormi potenziali di benefici di sostenibilità. Infatti, direi che diventerà impossibile recapitare una prosperità sostenibile senza l’adozione diffusa di sistemi condivisi. Ma essi possono avere anche degli svantaggi, in quanto il PSS si basa su una connessione più intima con i suoi utenti, e dove quell’intimità non è supportata da una relazione protetta, può risultare in un vero disastro.” [...]

“Quindi, aggiungerei una quarta P, “Protection.”

Se dobbiamo interagire in modo intimo con le aziende — in modi che impattano le nostre più profonde scelte di vita — quelle interazioni non solo dovrebbero tenersi in un alto livello di trasparenza e di responsabilità pubblica; devono anche essere salvaguardate in modi formali tramite strutture decisionali che proteggano i diritti di utente della gente coinvolta.”

Steffen continua a sorprendermi con la profondità delle sue idee.

27 febbraio 2008
Donald Norman a Torino il 15 Marzo
Donald Norman Donald Norman è probabilmente uno dei più importanti ospiti del prossimo Piemonte Share Festival, curato da Bruce Sterling.

Norman farà parte di un panello nel pomeriggio di Sabato 15 Marzo intitolato “Manufacturing Future Designs”.

Le diverse conferenze del festival stanno approfondendo su tutti i tipi di variazioni sul tema principale del “manufacturing”: Manufacturing Cultural Projects; Manufacturing the Streets; Dramatic Manufacturing; Manufacturing Intelligence; Manufacturing Robots; A Manifesto for Networked Objects; Manufacturing Digital Art; Manufacturing Future Designs; Manufacturing Consent; e Is Life Manufacturable?

Gli speaker e gli ospiti sono molti, tra cui Montse Arbelo, Andrea Balzola, Massimo Banzi, Luis Bec, Gino Bistagnino, Julian Bleecker, Chiara Boeri, Stefano Boeri, PierLuigi Capucci, Stefano Carabelli, Antonio Caronia, Paolo Cirio, Gianni Corino, Lutz Dammbeck, Luca De Biase, Kees de Groot, Hugo Derijke, Giovanni Ferrero, Fabio Franchino, Joseba Franco, Piero Gilardi, Owen Holland, Janez Jansa, Nicole C. Karafyllis, Maurizo Lorenzati, Mauro Lupone, Giampiero Masera, Motor, Ivana Mulatero, Daniele Nale, Anne Nigten, Donald Norman, Marcos Novak, Gordana Novakovic, Giorgio Olivero, Claudio Paletto, Luigi Pagliarini, Katina Sostmann, Stelarc, Bruce Sterling, Pietro Terna, Franco Torriani, and Viola van Alphen.

15 febbraio 2008
Fattori umani nell’ingegneria meccanica
Mechanical engineering Il numero di febbraio Mechanical Engineering si concertra sul ruolo dei fattori umani nel design.

L’articolo principale, the new point of view, tratta della rinnovata importanza dei fattori umani nel design dei prodotti, con un autentico chi è chi degli esperti IDSA sull’argomento, tra cui Don Norman, Rob Tannen e Bryce Rutter.

L’articolo è un’introduzione utile mirata ad un pubblico di ingegneri, e che  ricopre un’ ampia gamma di aspetti di fattori umani, a partire dal fisico adatto a creare una connessione emotiva con l’utente finale:

“Più che mai, le aziende di successo incorporano ingegneria, psicologia, e teoria cognitiva dei fattori umani nei design. Il loro obiettivo non è altro che quello di creare un’esperienza dell’utente che ci faccia amare il prodotto.”

La pubblicazione contiene altri articoli, tra cui a focus on use – un articolo sull’importanza della collaborazione tra designer, ricercatori e ingegneri nel creare prodotti utilizzabili; Human Factors: To Compete or Cooperate? – sui fattori umani nell’industria dei processi; The Driver’s Only Human … – sulla sicurezza nel traffico; e un video su una discussione sui fattori umani moderata da Don Norman. Per accedere al video bisogna compilare un breve modulo di registrazione.

(via Designing for Humans)

4 gennaio 2008
Computer “ibridi” fonderanno cervelli viventi e tecnologia
Biomorphic Sicuramente Ray Kurzweil (autore di The Singularity is Near: When Humans Transcend Biology) e Bruce Sterling (che ha coniato il termine “Biot” – un’entità che è sia oggetto sia persona – nel suo libro Shaping Things) apprezzeranno questo:

Uno scienziato che è riuscito a connettere con successo il cervello di una falena a un robot, predice che tra 10 o 15 anni potremo usare computer “ibridi” funzionanti a partire da una combinazione di tecnologia e tessuto organico vivente.

Leggi l’articolo

(via UsabilityNews)

11 agosto 2007
Il ruolo del rapid manifacturing nel’industria del futuro
Direct Metal Laser Sintering Due anni fa Bruce Sterling scrisse nel suo libro Shaping Things in merito al cosidetto ‘fabricator’, ovvero un progetto di dispositivo evoluto capace di dar vita a prototipi fisici partendo da piani virtuali attraverso un breve processo.

Tale progetto è stato realizzato recentemente, come afferma un articolo del Design News.

L’azienda creatrice di tale prodotto è la Morris Technologies, specializzata nella produzione di componenti di applicazioni per il settore aerospaziale, medico o industriale. Morris con sei macchine possiede la più alta concentrazione di capacità DMLS (Direct Metal Laser-sintering) al mondo.

Morris utilizza queste apparecchiature non solamente per produrre prototipi ma anche per realizzare parti del prodotto. A questa pratica vengono associate varie terminologie come produzione rapida, produzione digitale diretta e così via. Ogni termine utilizzato rimanda alla capacità di tale processo di impiegare tecnologie di produzione tipiche della prototipazione, nella produzione finale del prodotto. Morris ritiene che il sistema di produzione additivo occuperà velocemente uno spazio sempre più rilevante all’interno dei punti vendita: stiamo assistendo alla rivoluzione nel processo di produzione dei beni.

Questo è il momento adatto per aggiungere una nuova categoria a Putting People First: mechatronica (nell’area “Business”). Questo termine è stato recentemente reintrodotto da Donald Norman, ed intendo dedicarvi una categoria perchè ritengo sia di particolare interesse per la città in cui vivo, (Torino, Italia), dotata di una forte tradizione di ingegneria meccanica e per l’economia focalizzata sull’ingegneria.

9 luglio 2007
Donald Norman sul prossimo passo dell’UI
Donald Norman Donald Norman pensa che il prossimo passo dell’UI sarà un ritorno alle origini (con miglioramenti):

Linguaggio dei comandi
Noi navighiamo internet scrivendo frsi nel nostro browser e utilizzando il motore di ricerca preferito. Ma molto spesso noi digitiamo comandi, non cerchiamo termini. I maggiori motori di ricerca adesso consentono di scrivere comandi bypassando ogni pagina web intermedia giugendo direttamente alla risposta cercata. [...]
Questi linguaggi di comando moderni hanno molte virtù rispetto a quelli del passato. Tollerano variazioni, sono robusti e presentano qualche tratto della flessibilità tipica del linguaggio naturale.

Fisicità
Il ritorno a dispositivi fisici, in cui il controllo delle cose è affidato al movimento fisico; The return to physical devices, where we control things by physical movement; girare, muovere, e manipolare appropriatamente disositivi meccanici.
I dispositivi fisici hanno delle virtù di design immediate, ma richiedono nuove regole di coinvolgimento che differiscono da quelle che siamo ormai abituati a compiere con il movimento del mouse o l’utilizzo della tastiera. I designer devono imparare a tradurre le azioni meccaniche e spontanee in controllo dell’azione.

(via Pasta and Vinegar)

27 settembre 2006
I Fab Labs danno accesso alle conoscenze e agli strumenti [Christian Science Monitor]
Fab Lab I Fab Lab si differenziano dagli altri programmi non profit che lavorano per introdurre la tecnologia nei paesi svantaggiati.

Il principio alla base di questo progetto è la necessità di dare accesso alle persone locali alle conoscenze e agli strumenti necessari per lo sviluppo delle tecnologie.

Leggi l’articolo