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  Articoli della categoria 'Marketing'
3 novembre 2009
L’Innovation Portfolio del Times
Bubbles Il gruppo interattivo del New York Times ha creato un enciclopedia online di tutte le loro invenzioni sbalorditive, scrive Cliff Kuang su Fast Company.

“Il gruppo interattivo del Times ha creato interactive team ha creato degli esperimenti d’avanguardia nel design di infografici ed interazione. I quali sono tutti contenuti in questo fantastico Innovation Portfolio.

Gli articolo contenuti sul sito — ognuno dei quali è rappresentato da una bolla — variano dagli infografici sul sentimento pubblico (“What on word describes your mood”) agli articoli ultra-raffinati, che riassumono elegantemente enormi articoli di giornale.”

Ed apparentemente, il sito è stato progettato per ispirare conversazioni sul come applicare tecniche di narrazione immersiva al… processo pubblicitario.

Leggi tuttp l’articolo

24 settembre 2009
O2 inaugura una rete “potenziata dalla gente” network
giffgaff O2 sta inaugurando una nuova rete di telefonia cellulare che ha soprannominato il primo servizio “potenziato dalla gente” nel settore, scrive mad.co.uk.

“L’offerta online esclusivamente per SIM chiamata giffgaff mirerà a capitalizzare sulla tendenza verso la creazione dei contenuti online. L’azienda dice che quanto più viene coinvolto un cliente, tanto più verrà ricompensato con chiamate e messaggi più economici.

Per esempio, i membri verranno ricompensati per parlare del servizio a un amico o parente, creando un marketing generato dall’utente, o votando su decisioni di business.”

Leggi tutto l’articolo

(via textually.org)

5 aprile 2009
Demistificare i miti sulle necessità dei clienti
Debunking myths about customer needs Marketing Management è una rivista bimensile sul marketing strategico pubblicata dalla American Marketing Association.

Il numero di Gennaio-Febbraio contiene un articolo molto forte di Lance A. Bettencourt sul dare ai clinti il giusto ruolo nel processo di innovazione creando considerazioni corrette sulle loro necessità.

Leggi tutto l’articolo (pdf)

(via Ralf Beuker)

6 gennaio 2009
Le 5 D del marketing BoP
BoP marketing Niti Bhan ha scritto un lungo articolo su Core77 sul marketing alla base della piramide (BoP)

“La premessa della fortuna alla base della Piramide (BoP) si basa sulla nozione di come fare affari in modo redditizio con i poveri. Ma pochi di questi tentativi sono diventati business sostenibili, cadendo prede di cattive supposizioni, marketing mal consigliato, o scarsa ricerca.” [...]

“Usare le ‘5 D’—development, design, distribution, demand e dignity—può fornire una mappa per una strategia centrata sull’essere umano e coesa per prodotti ben progettati che vendono, servizi di successo, e programmi con bassi tassi di ritiro. L’osservazione e la ricerca sull’utente condotta per capire il vostro nuovo target di pubblico è cruciale per stabilire le proposte di valore rilevanti.”

Read full story

15 dicembre 2008
L’atterraggio del Sogno Americano
Grounding the American Dream Context-Based Research Group e Carton Donofrio Partners hanno condotto uno studio in collaborazione sul futuro del consumismo in un economia in cambiamento ed hanno concluso che un nuovo “consumatore coi piedi per terra” stia emergendo dalle ceneri dello scioglimento economico.

Comunicato stampa

Context-Based Research Group, un’azienda di ricerca etnografica con una rete globale di antropologhi del consumatore, e Carton Donofrio Partners, un azienda di marketing, hanno svelato oggi le principali scoperte del loro report di ricerca, intitolato “Grounding the American Dream: A Cultural Study on the Future of Consumerism in a Changing Economy.” Lo studio ritrae una società sopravvivendo alle prime fasi di un evento traumatico, illustra il panorama del consumatore in cambiamento, e fornisce considerazioni sulla transizione mentre dettaglia le implicazioni finanziarie.

Basato sulla ricerca etnografica condotta ad Ottobre e Novembre a New York; Baltimora; Miami, San Antonio, Texas; e Lexington, Kentucky, il gruppo ha identificato un processo di cinque tappe che stanno attraversando i consumatori mentre lottano attrvaerso un’importante trasformazione culturale. Il processo spiega come stiano resistendo e ricostruendo le loro vite in mezzo ad un barcollante “Sogno Americano”. Il gruppo ha poi sviluppato delle istruzioni oer i business che offrono consigli per le aziende nelle varie industrie che lavorano per navigare in questo nuovo territorio.

- Leggi il comunicato stampa
- Scarica il report

30 settembre 2008
La visione del design utente centrico del marketing
Darts User-centred design diventa user-driven innovation quando hai a che fare con aziende in Europa centrale e del nord, e customer-centric marketing quando invece tratti con gente che lavora in marketing e branding.

Tuttavia questi concetti non sono tutti uguali, e condividono solo somiglianze supericiali.

Ne è un esempio questo articolo da Marketing Daily. Ecco alcuni astratti:

Combinare la ricerca [qualitativa ed etnografica], le analisi di dati e le informazioni sulle vendite è un approccio che costruisce personae che informano hyper-targeting e hyper-messaging per risultati di campagna optimali. [...]

I migliori esperti di marketing ascoltano quello che il pubblico pensa e sente nei riguardi dei prodotti e servizi del brand. I brand più intelligenti raccolgono ed utilizzano questi insegnamenti per costruire le promesse del brand che siano diverse da quelle della competenza e rilevanti per i consumatori che vogliono attirare. [...]

Un approccio radicalmente centrato sul cliente aiuta ad identificare i più probabili canali di produzione attraverso una migliore comprensione di come i clienti raccolgono l’informazione sui prodotti e servizi competitivi. [...]

I migliori esperti di marketing di tecnologia capiscono una radicale centricità del cliente risulta in campagne di marketing più efficienti, effettive, redditizie.

È un articolo desolante che non contiene una parola circa il valore dei prodotti e dei servizi in sè.

Francamente mi sconvolge che questa vecchia e superata premessa – prima sviluppi un prodotto, poi lo metti sul mercato – sia ancora così viva.

Il design utente-centrico riguarda l’esatto opposto: prima capisci il “mercato”, poi sviluppi il prodotto o il servizio basato su questa comprensione. Facendo in questo modo , il “marketing” attuale diventa una passeggiata, in quanto i prodotti e servizi sono concepiti dalle necessità dell’utente finale.

AGGIORNAMENTO: A quanto pare, ho dato inizio ad una controversia.

18 settembre 2008
Libro: Whiff! The revolution of scent communication in the information age
Whiff Whiff! The Revolution of Scent Communication in the Information Age

di C. Russell Brumfield

Quimby Press, Hardcover, Giugno 2008

In segreto, decine di aziende Fortune 500, come Proctor & Gamble, Disney, Bloomingdales, Lexus, Reebok, Sony, Samsung, e Starwood Hotels, hanno usato l’aroma per superare la loro competizione.

Queste aziende all’avanguardia stanno usando l’odore per innescare e miglioraew le emozioni, percezioni e fedeltà al brand dei clienti, risultando in un incremento delle vendite e dei clienti soddisfatti.

Whiff! mette opportunamente da parte il velo per il resto dei 3,9 trilioni di dollari dello scambio del mercato del retail americano, in modo che i piccoli e medi business innovativativi possano condividere il vantaggio dei grandi.

Tuttavia questa è solo la prima fase della rivoluzione dei profumi. Questa ondata globale sta cambiando il modo di comunicare degli esperti di branding e marketing con i lori clienti in qualsiasi livello di tutte le industrie.

Whiff! rivela come le scoperte di nuovi interessanti profumi vengano applicati alla sicurezza, sanità, navigazione, diagnosi, product design e persino sul campo di battaglia. Con una esaustiva visione di questo fenomeno globale, Brumfield ed il suo team offrono una annusata mozzafiato del futuro.

- Pagina di Amazon

- Recensione del libro su Neuroscience Marketing

(via FutureLab)

16 luglio 2008
I consumatori utilizzano i prodotti come credono opportuno
Products I consumatori hanno sempre usato — o abusato — i prodotti nel modo in cui ritenavano opportuno. Adweek scrive sul perché alcune ora seguano la guida dei consumatori che hanno delle idee proprie sull’utilizzo dei prodotti.

“I consumatori hanno sempre usato — o abusato — i prodotti nel modo in cui ritenavano opportuno. E loro hanno sempre condiviso le loro scoperte (per esempio che la maionese Hellmann funziona come balsamo per capelli), benché in modi limitati. Ma quanto si tratta dei prodotti dei giorni d’oggi, l’ubiquità dei blog e gli studi online significa che la gente sta andando sempre di più sul pubblico con gli usi alternativi.” [...]

“La domanda per i marketer è se promuovere o meno questi usi — e se li promuovi, come non mettere a rischio i punti di forza stabiliti del prodotto.”

Leggi tutto l’articolo

(via Fallon Planning)

13 luglio 2008
L’user-friendliness è una scommessa di mercato sicura?
Yann Gourvennec Yann Gourvennec, capo di internet e media digitale presso Orange Business Services, si chiede se il rendere la vita più facile agli utenti sia una scelta di mercato sostenibile per lo sviluppo di un business.

La premessa dell’articolo mi ha incuriosito ma è stata una lettura deludente. Gourvennec ha semplicemente presentato il tipico ed abusato argomento che dice che l’user-friendliness p soggettiva e personale [davvero?], quindi non puoi realmente misurarla [no?], e di conseguenza non puoi studiare il suo impatto sulle vendite e sulla rendita.

In ogni caso, lui dice, ci sono diversi esempi di prodotti difficili da usare che sono diventati grandi successi commerciali.

Per un sito che ha a che fare con il “marketing visionario”, sarebbe utile un po’ più di visione.

Leggi tutto l’articolo

(via FutureLab)

22 maggio 2008
EMweekly /3
EMweekly Erik Simanis e Stuart Hart hanno appena reso disponibile il Base of the Pyramid Protocol – Toward Next Generation BoP Strategy(PDF) edizione 2008 che fornisce l’ultima descrizione di un nuovo approccio ai business di co-creazione con partner nelle comunità di basso reddito. Include anche esperienze sul campo col Protocol in Africa ed India che coinvolgono aziende come SC Johnson and DuPont. Il BoP Protocol™ è un processo di incubazione di business pionieristico che permette alle corporazioni multinazionali (MNCs) di generare nuove opportunità di business alla Base della Piramide. Potrebbe essere di interesse anche un articolo di Stuart Hart e Clayten Christensen che dimostra come il BoP costituisce il laboratorio ideale per incubare nuove, dirompenti tecnologie pulite.

Il ricercatore ethnographic Stuart Henshall ha recentemente passato una settimana a Mumbai, India con il collega Dina Mehta, studiando la cultura del cellulare in India. Dina ha raccolto una selezione di osservazioni di Stuart durante la sua permanenza. In particolare, l’Emerging Indian Middle Class e l’influenza del China phone meritano di essere letti. Sempre tra le novità, la casa di ricerca etnografica Indiana CKS ha appena rilasciato l’Emerging Economies report ricoprendo non solo l’India ma anche altri mercati emergenti in via di sviluppo come Indonesia e Sud Africa.

I cellulari e la loro influenza sullo sviluppo sociale ed economico nella base della piramide nei mercati emergenti sono globalmente noti. Questa settimana è stato rilasciato un report dalle NU e la Vodafone Foundation intitolato Wireless Technology for Social Change: Trends in NGO Mobile Use che ricopre 11 studi di casi di utilizzo innovativo della tecnologia mobile effettuati da gruppi che lavorano per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Questa settimana è stato pubblicato anche Going wireless: Dialing for development (PDF) di David Lehr. A differenza del report precedente, questo si concentra più su modelli di business sostenibili per l’utilizzo del cellulare e mira a “imprenditori sociali; innovatori tecnologici, agenzie di sviluppo economico; provider di servizi e venture commerciali emergenti.”

Micro è l’argomento del giorno nei mercati emergenti. Un eccellente articolo di opinone su NextBillion.net cita l’ultimo libro di CK Prahalad, The New Age of Innovation (recensione),

“oggi, anziché un piccolo gruppo di gente seduta a pensare all’innovazione, potete avere tre miliardi di persone che non solo sono micro-produttori e micro-consumatori, ma anche micro-innovatori…chiunque ha l’opportunità di contribuire all’innovazione.”

nel frattempo la Banca Mondiale prevede che il mobile banking trasformerà la microfinanza, provocando l’eccitazione tra gli imprenditori mentre i dibattiti sull’argomento spingono il The Economist a chiederci “E’ accettabile trarre profitto dai poveri?

I modelli di business intesi per i mercati di consumatori emergenti vengono progettati per le condizioni e i vincoli inerenti la regione o modellati su quelli che sono emersi organicamente. Nel 2007, Nokia Siemens Networks ha lanciato Village Connection, un sistema di network che consente un modello di business innovativo attraverso il quale gli operatori possono portare servizi di telefonia mobile a basso costo in aree remote – il quale è stato appena premiato con un premio “Excellence in Innovation” – con due programmi pilota, uno nel sud dell’India e un altro in Tanzania. Vodafone Tanzania ha appena annunciato che collegheranno il rurale col suburnano per la prima volta attraverso la griglia GSM dei villaggi di prova.

Altri modelli di business emergenti notati questa settimana includono una cooperativa di burro di shea di grande profitto a Ghana, un chiosco di cellulari alimentato a pedali nell’America Latina, cibo economico ed igienico nelle strade di Calcutta e per concludere su questo argomento, una lettura d’obbligo è la serie di cinque parti di Al Hammond sul tema dell’ordinare i modelli di business nella BoP.

Social networking asiatico? Trascurati dalle voci che girano, questi siti hanno creato scalpore nei loro paesi con le loro caretteristiche innovative, dice Norman Lewis, mentre la BBC ci indica le opportunità di lucro in India. Nel frattempo, China Mobile sta cercando aiuto nell’esperienza dell’utente da Nokia Siemens Network per poter rimanere competitiva nell’esplosione del mercato wireless in Cina. Una citazione dall’articolo di Norman Lewis ne sottolinea la necessità,

E’ importante riconoscere che gli imprenditori Asiatici sono giunti a queste opportunità attraverso la necessità piuttosto che attraverso una pianificazione conscia. Gli operatori Asiatici hanno molto in comune con le loro controparti Occidentali. Così come gli operatori di telefonia mobile in Occidente non avevano previsto che i messaggi di testo sarebbero diventati un servizi in grado di generare profitto, ma hanno imparato a trovare il modo di trarne il massimo vantaggio, gli operatori Asiatici sono stati costretti ad inventarsi soluzioni che richiedessero qualche innovazione.

La chiave è stata lo sviluppo di piattaforme per micro-pagamenti. La necessità è stata la madre dell’invenzione. Gli impulsi radicati nel coinvolgimento dei giovani con i media digitali in Asia sono stati catturati e monetizzati in modi che pochi immaginarono avessero funzionato. Il fatto che un’azienda di istant messaging Cinese possa mostrare profitti di 245 milioni di $ all’anno in un paese dove il 75 per cento degli utenti di internet guadagna meno di 2.000 RMB/mese (meno di 300 $ al mese) mostra quanto sia forte questo desidero di espressione di sé, riconoscimento, status e comunicazione in Asia.

Se c’è una lezione da imparare qui è che se le necessità degli utenti sono collocate al centro dei servizi, e questo resta il fulcro dell’innovazione, si possono costruire possibili business per il futuro.
[...]
Ma anche se i provider di servizi Asiatici fossero capitati per caso sui loro modelli di business, le loro esperienze sono importanti per la futura evoluzione di questi servizi intorno al mondo.

Un’altro esempio interessante di sito di social networking, questa volta la piattarforma è il cellulare, che ha catturato l’occhio è la Buzzcity di Singapore col loro myGamma. Nuovi siti emergenti di social networking sono visti come sfide serie per i simili di MySpace e Facebook. Ovviamente, dovranno pianificare le loro strategie iPhone presto! Date un’occhiata alla provenienza della crescita di myGamma – solo gli USA spiccano come mercato NON emergente nei dieci paesi principali!

Nel complesso, i principali dieci mercati hanno procurato due miliardi di ad, che hanno rappresentato una crescita annuale del 800 per cento. Ecco dove sono collocati gli USA nel mercato mondiale di BuzzCity:

1. Indonesia : 654 milioni (+ 13328%)
2. India : 577 milioni (+ 1522%)
3. Sud Africa : 426 milioni (+ 418%)
4. USA : 132 milioni (+ 917%)
5. Kenya : 79 milioni (+ 424%)
6. Romania : 57 milioni (+ 446%)
7. Bangladesh : 53 milioni (+ 305%)
8. Cina : 37 milioni (+ 6053%)
9. Brunei : 35 milioni (+ 221%)
10. Pakistan : 35 milioni (+ 814%)

EMweekly (edizioni precedenti) è una raccolta di notizie sui Mercati Emergenti curata da Niti Bhan e David Tait (di Emerging Futures Lab).

EMweekly si focalizza su un’ampia selezione di notizie, link e articoli così come analisi e articoli di approfondimento sul mondo in via di sviluppo. Potete leggerlo su Putting People First, o ricevere EMweekly via rss o email.

Gli aggiornamenti sulle notizie dei mercati emergenti riflettono la estesa ricerca e le capacità di Experientia nei mercati di consumatori emergenti nelle nazioni in via di sviluppo come l’Africa Sud Sahariana, e Asia del Sud/Sud Est ecc.

Questa nuova offerta si fonda su una recente collaborazione strutturale tra Experientia e tre specialisti dei mercati emergenti — Niti Bhan (base a Singapore), Claude Martin (base in Francia), e David Tait (base in Sud Africa) — e su un ampio progetto di ricerca in Africa che abbiamo appena portato a termine per una grande azienda di tecnologia.

20 maggio 2008
Libro in uscita sull’”high end”
Future High Tide of High End Qualche setimana fa siamo stati contattati da Marco Bevolo di Philips Design il quale cercava qualche opinione anticipata sul libro che sta scrivendo assiame a Stefano Marzano (anche lui di Philips Design), Dr. Howard R. Moskowitz e Alex Gofman (presidente e vice-presidente di Moscowitz Jacobs Inc.). Ci hanno spedito una copia della bozza per una prima reazione.

Il libro, che ha il titolo provvisorio di “Future High Tide of High End” e verrà pubblicato da Wharton School Publishing, fornisce una comprensione socio-culturale e centrata sulla gente del concetto di lusso — più nello specifico prodotti di prestigio per le masse (che loro chiamano “High End”) — con l’obiettivo di fornire insight e guida per lo sviluppo dei business futuri in questo settore.

Reso possibile da circa settanta conversazioni, contributi ed interviste con esperti dell’industria, leader di pensiero d opinionisti, il libro è piuttosto unico nel suo approccio, e destinato a diventare d’obbligo per chiunque concepisca, sviluppi e metta in commercio prodotti e servizi ‘High End’.

Un fulcro sull’interazione delle tendenze sociali, visioni di design, e profonda comprensione della gente, permette agli autori di proporre una serie di considerazioni interessanti, tra cui un nuovo concetto per il futuro dell’industria basato sull’esperienza, così come una serie di strumenti con cui creare e capire nuove offerte di prodotti e servizi ‘High End’.

Per capire quale sarà l’anima del High End nel futuro prossimo, gli autori introducono anche un metodo esperimentale, il Rule Developing Experimentation (RDE) — con gente che deve valutare coppie di scenari futuri, e l’analisi statistica successiva dei dati ottenuti per capire quali idee sottostanti sono i veri elementi motori. I risultati vengono poi presentati su un originale studio basato su questo metodo, che è stato condotto in quattro nazioni (US, GB, Cina e Italia) con più di 500 utenti finali, tutti appartenenti a fasce di reddito moderatamente alte.

Il libro, che attualmente è in fase di redazione avanzata (in parte sulle basi del nostro feedback), verrà pubblicato prima della fine dell’anno. Gli autori ci hanno detto che presto pubblicheranno dell’altro materiale sul loro sito (come un sommario, una tabella dei contenuti, un campione di un capitolo, ecc.), in modo che anche i lettori possano contribuire con le loro considerazioni e suggerimenti.

Una piccola nota di chiusura è di orgoglio: questo è il primo articolo pubblicato sul libro in uscita. Marco ha detto che sarebbe felice se venisse dalla sua città natale (Torino) e lo stesso vale per noi.

3 aprile 2008
Storie di prestigio
Amiens Trendwatching ha pubblicato un post sulle storie che si piegano al prestigio. La loro tesi centrale:

Nel frattempo che più brand diventano di nicchia e di conseguenza raccontano storie che non sono note alle masse, e mentre le esperienze e le spese non relazionate col consume rilevano dagli status symbol fisici (e più visibili), i consumatori devono sempre di più raccontarsi tra di loro storie per ottenere un dividendo dai loro acquisti. Aspettatevi un cambiamento da parte dei brand che hanno una storia, a brand che aiutano i consumatori a raccontare storie ad altri consumatori.

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1 aprile 2008
Milano ospiterà l’Expo 2015
Expo 2015 Si trova ovunque sulla stampa italiana (usciti vincitori) e quella turca (i perdenti), e su un piccolo numero di pubblicazioni internazionali: Milano ospiterà l’Esposizione Universale del 2015.

In un giorno ed un era in cui le Esposizioni Universali non sono più tra gli eventi internazionali più importanti come erano una volta, Milano è ciò nonostante totalmente eccitata dalla nomination.

Io non lo sono ancora, ma d’altro canto questi eventi tendono a galvanizzare la gente e chi prende le decisioni, e possono far progressare le cose in fretta. Dal momento che gli italiani sono famosi per il loro mettere su i loro atti collaborando all’ultimo secondo — avendo davanti la prospettiva di fare altrimenti una ‘brutta figura’ — non sottovaluterei il potere della Expo 2015.

Le Esposizioni Universali sono diventate nelle ultime decadi piattaforme di branding nazionale:

“Dalla Expo ‘92 di Siviglia in avanti, i paesi hanno iniziato ad usare la Esposizione Universale come piattaforma per migliorare la propria immagine nazionale attraverso i suoi padiglioni. Finlandia, Giappone, Canada, Francia e Spagna sono casi di rilievo. Un ampio studio di Tjaco Walvis intitolato “Expo 2000 Hanover in Numbers” mostra  che migliorare la propria immagine nazionale è l’obiettivo principale nel partecipare per il 73% dei paesi presso l’Expo 2000. In un mondo dove una forte immagine nazionale è un vantaggio chiave, i padiglioni sono diventati delle camagne pubblicitarie, e l’Expo un veicolo per il ‘national branding’. A parte le ragioni culturali e simboliche, le nazioni organizzatrici (e le città e le regioni ospitanti) hanno utilizzato anch’esse l’Esposizione Universale per il loro branding. Stando all’esperto di branding Wally Olins, la Spagna ha utilizzato la Expo ‘92 e le Olimpiadi di Barcellona del 1992 nello stesso anno per sottolineare la sua nuova posizione di paese moderno e democratico e si è presentata come un membro prominente dell’UE e della comunità globale.

Preso da Wikipedia (inglese). L’attuale Expo di Zaragoza, Spagna, ne è un  esempio. Penso che lo stesso fenomeno di branding nazionale accadrà quando Shanghai avrà l’onore in 2010.

L’Expo sarà sicuramente un’opportunità per aiutare fare chiarimento sulla discussione sulla direzione futura dell’Italia (che avrà inizio con il festeggiamento di Italia 150 nel 2011) – e questo in se è una buona cosa.

Ecco alcune righe dall’articolo di Reuters sulla nomination:

La capitale finanziaria e della moda italiana ha visto la gara per ospitare l’Esposizione Universale 2015 lunedì, una vittoria benvenuta per un paese che è stato colpito da uno scandalo alimentare e dalla contesa politica.

Gli ufficiali dell’International Bureau of Exhibitions (BIE) con sede Parigi hanno detto che Milano ha sconfitto la città turca di Izmir per 86 voti contro 65, infrangendo le speranze della Turchia di ospitare per la prima volta la più grande fiera del mondo.

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16 gennaio 2008
Come la tecnologia immersiva può rivitalizzare l’esperienza shopping
IBM IBM ha appena fatto uscire un libro bianco intitolato “How immersive technology can revitalize the shopping experience”.

“Le esperienze veramente immersive—che connetono con gli acquirenti a livello emozionale attraverso dialoghi personalizzati e che danno loro un controllo più grande sull’esperienza dello shopping—sono la nuova frontiera nel retailing. L’esperienza del retail immersivo si concentra molto più sul coinvolgere il cliente che sulla mercanzia. Pensa ai negozi all’aperto che forniscono sentieri e ruscelli simulati per provare l’equipaggiamento, o i negozi di elettrodomestici con cucine di prova dove i clienti possono provare effettivamente come funzionano i prodotti. In altre parole, i negozi in molti settori del retail, per distaccare la competenza, avranno bisogno di generare l’eccitazione di un giro in un parco tematico—e diventare una destinazione. [...]

Le soluzioni di tecnologia immersiva—che stimola i sensi della gente per connettere con gli acquirenti su un livello emozionale per ceare esperienze di shopping indimenticabili—possono aprire un nuovo mondo di rivitalizzanti esperienze di shopping. Questo, combinato a dei modelli di business flessibili e reattivi, ha il potenziale di trasformare il modo in cui i clienti interagiscono col vostro brand. Questo compendio esplora come le tecnologie immersive e le strategie di business possono creare un brand che generi rinnovato interesse per il vostro negozio. Esamina anche la visione di IBM sulle tecnologie immersive.”

Scarica libro bianco

(via the Experience Economist)

8 gennaio 2008
Eataly, il supermercato esperienziale
Eataly Settimana scorsa ho visitato di nuovo Eataly, un fantastico supermercato “esperienziale”, proprio qui a Torino. Associato col movimento Slow Food, potete soffermarvici per ore sentendovi costantemente stimolati, intellettualmente, sensualmente e visualmente.

Ma non ne ho mai scritto in questi termini. Mea culpa. Mi sono ricordato di di questa mancanza solo quando ho letto lo studio del Guinness Storehouse sul sito del Design Council.

L’Atlantic Monthly lo definisce il “supermercato del futuro” [in questo articolo]

Monocle ha fatto un eccellente video reportage.

E anche il New York Times ne ha parlato, approfittando dell’opportunità per annunciare che una versione più piccola (un decimo di quella di Torino aprirà questa primavera in uno spazio su due piani di 10.000 piedi quadrati nel nuovo edificio Centria alla 18 West 48th Street a New York.

In breve, per esperimentare veramente i prodotti freschi del Piemonte dovete venire a Torino.

2 dicembre 2007
Video d’obbligo: “We Think” vs. “The Cult of Amateur”
Marketing 3 Quest’anno la M3, la conferenza di marketing olandese, era dedicata alla co-creazione.

Gli speaker principali sono stati Charles Leadbeater (autore di We-Think) e Andrew Keen (autore di The Cult of the Amateur: How Today’s Internet is Killing Our Culture), discutendo le loro posizioni di “nemici”.

Il Future Lab di Alain Thys ci ha permesso di sapere che i ragazzi di Marketing3 hanno appena caricato i video di entrambi gli interventi e del dibattito che ha seguito i rispettivi discorsi.

Il secondo video contiene la loro vivace partita a scacchi verbale (comincia a 00:22:00).

30 novembre 2007
Gli operatori di reti telefoniche cellulari falliscono nel soddisfare i bisogni dei clienti aziendali, sostiene Gartner
Business user Secondo Gartner, molti operatori di reti telefoniche cellulari stanno perdendo l’opportunità di capitalizzare su contratti aziendali potenzialmente lucrativi perchè non focalizzano abbastanza l’attenzione sulle necessità lavorative dei loro clienti. Gli analisti di mercato avvisano che gli operatori che non aggiornano le loro strategie di vendita per fornire soluzioni su misura per il mondo del lavoro rischiano di perdere preziosi clienti aziendali e di divenire principalmente fornitori di servizi per gli utenti finali.

“Per gli operatori di reti cellulari questo continua a essere un periodo molto competitivo con il mercato vicino alla saturazione in molte aree,” sostiene Martin Gutberlet, vice-presidente della ricerca a Gartner. “Per competere efficientemente in questo contesto competitivo, gli operatori hanno bisogno di trovare nuovi modi per potenziare la lealtà e il mantenimento del cliente e questi devono includere i contratti aziendali. “La nostra ricerca dimostra che molti operatori di reti telefoniche cellulari attualmente non stanno facendo abbastanza per tenere i loro clienti aziendali nel lungo termine.”

Molti operatori di reti telefoniche cellulari replicherebbero dichiarando di avere già una forza di vendita dedicata alle necessità del mondo del lavoro, ma Gartner ha notato che comunque gli operatori perlopiù non soddisfano queste necessità. La loro attenzione, è invece concentrata sulla vendita di SIM card con tariffari complessi e poco chiari e al fornire sconti sulla spesa totale piuttosto che concepire servizi personalizzati “su misura” per il cliente.

Leggi l’articolo

27 novembre 2007
Apple sta creando un “luogo d’appartenenza”
Bob In un articolo intitolato “La Apple riorganizza l’esperienza del cliente al dettaglio” MacNN racconta di come la Apple abbia progressivamente cambiato nel corso dell’ultimo anno lo stile dei suoi negozi per la vendita al detaglio, eliminando i registratori di cassa, introducendo nuovi servizi, e aumentando il personale creando un ambiente più personalizzato e accogliente per i clienti.

La Apple intende mantenere un’atmosfera informale nei suoi negozi, che sia riflessa dai suoi clienti mentre curiosano in giro, navigano in internet, o portano i loro bambini a giocare ai piccoli tavolini predisposti. “Cerchiamo di imitare la sensazione di un Hotel a 5 stelle,” sostiene il responsabile delle vendite al dettaglio della Apple, Ron Johnson. “Non si tratta di vendere, ma di creare un luogo che dia una sensazione d’appartenenza.”

Leggi l’articolo

Un approfondimento sull’argomento è stato pubblicato recentemente da AP News.

2 ottobre 2007
WARC, vasto database online di marketing con molti paper interessanti
WARC Recentemente ho preso visione di un esperimento di sottoscrizione di 7 giorni di un database online, realizzato dal World Advertising Research Center (WARC) – che consente di scaricare 5 paper – ed ho scoperto un tesoro di informazioni.

Due paper in particolare hanno catturato la mia attenzione:

I nuovi vestiti dell’imperatore: la tecnologia è inutile se i consumatori non possono usarla
Simon Silvester, Market Leader, Spring 2007, 36^edizione, pag.20-24
La tecnologia digitale sta sviluppando ad un tasso vacillante, ma c’è il pericolo che collassi s le aziende non cambiano il proprio atteggiamento verso i consumatori. La capacità del consumatore di capire la tecnologia non aumenta; i consumatori (inclusi i giovani) adottano lentamente e con difficoltà i nuovi prodotti. Molte persone utilizzano solo una o due funzioni loro fornite, e le aziende devono capire come diffondere l’innovazione nella popolazione, e come la coprensione decada sempre mentre i consumatori seguono tecnologie inette che proposte per prime. Devono porre il consumatore al primo posto e divenire più essenziali nelle loro operazioni di marketing. Ciò comporta l’individuazione dell’applicazione che realmente è desiderata, invece di aggiungere le funzioni che nessuno userà solo perchè è possibile aggiungerne di nuove. La semplicità è il beneficio primario. L’articolo si conclude con 15 linee guida che consentono di essere sicuri che i prodotti tecnologici divengano user-friendly: tra queste vi è l’osservazione di ciò che fanno attualmente le persone, incluse le donne e le persone facenti parte dei mercati emergenti.

Trasformare il piacere con l’etnografia
Caroline Gibbons-Barry, Scott Moshier e Karen Hofman, ESOMAR, Leisure Conference, Roma, Novembre 2006
Per offrire esperienze soddisfacenti, il settore del lusso deve comprendere quale approccio adottino i consumatori al mondo complesso, caleidoscopico e integrato del leisure. Profondi cambiamenti culturali e valoriali hanno indotto le persone ad costruirsi momenti di piacere nella propria vita quotidiana, campiando gli standard su cui le aziende del settore erano ormai abituate a competere. L’etnografia può guardare oltre le capacità degli approviggionatori per analizzare l’intero contesto che influenza la mentalità e le prospettive del consumatore, e che cosa compone l’essere interno ed i più profondi desideri del consumatore.

Trattandosi di un servizio basato sull’abbonamento, non posso fornire il link ai paper, ma il sito web possiede un buon motore di ricerca interno. Sfortunatamente l’intera sottoscrizione è piuttosto costosa.

27 settembre 2007
Claritas segmenta la popolazione statunitense
Claritas Challis Hodge afferma che la conclusione di Claritas si sostanzia nell’individuazione di ben 66 tipi di persone che vivono nei sobborghi, nelle città e nelle aree rurali degli USA.

E’ possibile vedere la presentazione sulla presente ricerca qui. Chi vive negli Stati Uniti può vedere il proprio quartiere in base ad uno zip code per trovare quali segmenti vivono vicino alla propria porta di casa.

Per coloro che non avessero tempo di consultare il sito web riportiamo alcuni esempi.

La Cerchia dei Vincitori
I giovani, con genitori benestanti appartenenti a tale segmento di ‘arricchiti’ amano frequentare corsi di golf e boutique sofisticate. Il loro televisore al plasma è sempre sintonizzato su Nickelodeon, ma questo non riesce a trattenere i ragazzi dal viaggiare.
Il reddito familiare si aggira sui $102,213
Si concentrano a Broomfield County, Colorado (Broomfield)
  Il Paese di Dio
Questi rifugiati urbani hanno abbandonato il paese per cercare uno stile di vita più rilassante. Sebbene viaggino frequentemente per lavoro, il piacere è una priorità. Leggono la rivista Skiing, guidano una Toyota Land Cruisers, e si sintonizzano su Outdoor Life Network.
Il reddito medio è di $83,827 circa
Si concentrano a Teton County, Wyoming (Jackson)
  Elite della Seconda Città Second City Elite
Questo popolo di mezza età dalla saggia cultura senza figli si concentra su se stesso con più computer, grandi televisioni, ed un’impressionante collezione di vini. Leggono la rivista Inc., guardano Washington Week, e girano per la città con una Toyota Avalons.
Il reddito medio della famiglia si aggira sui $74,375
Si concentrano a Dallas County, Texas (Dallas)