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  Articoli della categoria 'Marketing'
3 Aprile 2008
Storie di prestigio
Amiens Trendwatching ha pubblicato un post sulle storie che si piegano al prestigio. La loro tesi centrale:

Nel frattempo che più brand diventano di nicchia e di conseguenza raccontano storie che non sono note alle masse, e mentre le esperienze e le spese non relazionate col consume rilevano dagli status symbol fisici (e più visibili), i consumatori devono sempre di più raccontarsi tra di loro storie per ottenere un dividendo dai loro acquisti. Aspettatevi un cambiamento da parte dei brand che hanno una storia, a brand che aiutano i consumatori a raccontare storie ad altri consumatori.

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1 Aprile 2008
Milano ospiterà l’Expo 2015
Expo 2015 Si trova ovunque sulla stampa italiana (usciti vincitori) e quella turca (i perdenti), e su un piccolo numero di pubblicazioni internazionali: Milano ospiterà l’Esposizione Universale del 2015.

In un giorno ed un era in cui le Esposizioni Universali non sono più tra gli eventi internazionali più importanti come erano una volta, Milano è ciò nonostante totalmente eccitata dalla nomination.

Io non lo sono ancora, ma d’altro canto questi eventi tendono a galvanizzare la gente e chi prende le decisioni, e possono far progressare le cose in fretta. Dal momento che gli italiani sono famosi per il loro mettere su i loro atti collaborando all’ultimo secondo — avendo davanti la prospettiva di fare altrimenti una ‘brutta figura’ — non sottovaluterei il potere della Expo 2015.

Le Esposizioni Universali sono diventate nelle ultime decadi piattaforme di branding nazionale:

“Dalla Expo ‘92 di Siviglia in avanti, i paesi hanno iniziato ad usare la Esposizione Universale come piattaforma per migliorare la propria immagine nazionale attraverso i suoi padiglioni. Finlandia, Giappone, Canada, Francia e Spagna sono casi di rilievo. Un ampio studio di Tjaco Walvis intitolato “Expo 2000 Hanover in Numbers” mostra  che migliorare la propria immagine nazionale è l’obiettivo principale nel partecipare per il 73% dei paesi presso l’Expo 2000. In un mondo dove una forte immagine nazionale è un vantaggio chiave, i padiglioni sono diventati delle camagne pubblicitarie, e l’Expo un veicolo per il ‘national branding’. A parte le ragioni culturali e simboliche, le nazioni organizzatrici (e le città e le regioni ospitanti) hanno utilizzato anch’esse l’Esposizione Universale per il loro branding. Stando all’esperto di branding Wally Olins, la Spagna ha utilizzato la Expo ‘92 e le Olimpiadi di Barcellona del 1992 nello stesso anno per sottolineare la sua nuova posizione di paese moderno e democratico e si è presentata come un membro prominente dell’UE e della comunità globale.

Preso da Wikipedia (inglese). L’attuale Expo di Zaragoza, Spagna, ne è un  esempio. Penso che lo stesso fenomeno di branding nazionale accadrà quando Shanghai avrà l’onore in 2010.

L’Expo sarà sicuramente un’opportunità per aiutare fare chiarimento sulla discussione sulla direzione futura dell’Italia (che avrà inizio con il festeggiamento di Italia 150 nel 2011) - e questo in se è una buona cosa.

Ecco alcune righe dall’articolo di Reuters sulla nomination:

La capitale finanziaria e della moda italiana ha visto la gara per ospitare l’Esposizione Universale 2015 lunedì, una vittoria benvenuta per un paese che è stato colpito da uno scandalo alimentare e dalla contesa politica.

Gli ufficiali dell’International Bureau of Exhibitions (BIE) con sede Parigi hanno detto che Milano ha sconfitto la città turca di Izmir per 86 voti contro 65, infrangendo le speranze della Turchia di ospitare per la prima volta la più grande fiera del mondo.

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16 Gennaio 2008
Come la tecnologia immersiva può rivitalizzare l’esperienza shopping
IBM IBM ha appena distribuito un libro bianco intitolato “How immersive technology can revitalize the shopping experience”.

“Le esperienze veramente immersive—che connetono con gli acquirenti a livello emozionale attraverso dialoghi personalizzati e che danno loro un controllo più grande sull’esperienza dello shopping—sono la nuova frontiera nel retailing. L’esperienza del retail immersivo si concentra molto più sul coinvolgere il cliente che sulla mercanzia. Pensa ai negozi all’aperto che forniscono sentieri e ruscelli simulati per provare l’equipaggiamento, o i negozi di elettrodomestici con cucine di prova dove i clienti possono provare effettivamente come funzionano i prodotti. In altre parole, i negozi in molti settori del retail, per distaccare la competenza, avranno bisogno di generare l’eccitazione di un giro in un parco tematico—e diventare una destinazione. […]

Le soluzioni di tecnologia immersiva—che stimola i sensi della gente per connettere con gli acquirenti su un livello emozionale per ceare esperienze di shopping indimenticabili—possono aprire un nuovo mondo di rivitalizzanti esperienze di shopping. Questo, combinato a dei modelli di business flessibili e reattivi, ha il potenziale di trasformare il modo in cui i clienti interagiscono col vostro brand. Questo compendio esplora come le tecnologie immersive e le strategie di business possono creare un brand che generi rinnovato interesse per il vostro negozio. Esamina anche la visione di IBM sulle tecnologie immersive.”

Scarica libro bianco

(via the Experience Economist)

8 Gennaio 2008
Eataly, il supermercato esperienziale
Eataly Settimana scorsa ho visitato di nuovo Eataly, un fantastico supermercato “esperienziale”, proprio qui a Torino. Associato col movimento Slow Food, potete soffermarvici per ore sentendovi costantemente stimolati, intellettualmente, sensualmente e visualmente.

Ma non ne ho mai scritto in questi termini. Mea culpa. Mi sono ricordato di di questa mancanza solo quando ho letto lo studio del Guinness Storehouse sul sito del Design Council.

L’Atlantic Monthly lo definisce il “supermercato del futuro” [in questo articolo]

Monocle ha fatto un eccellente video reportage.

E anche il New York Times ne ha parlato, approfittando dell’opportunità per annunciare che una versione più piccola (un decimo di quella di Torino aprirà questa primavera in uno spazio su due piani di 10.000 piedi quadrati nel nuovo edificio Centria alla 18 West 48th Street a New York.

In breve, per esperimentare veramente i prodotti freschi del Piemonte dovete venire a Torino.

2 Dicembre 2007
Video d’obbligo: “We Think” vs. “The Cult of Amateur”
Marketing 3 Quest’anno la M3, la conferenza di marketing olandese, era dedicata alla co-creazione.

Gli speaker principali sono stati Charles Leadbeater (autore di We-Think) e Andrew Keen (autore di The Cult of the Amateur: How Today’s Internet is Killing Our Culture), discutendo le loro posizioni di “nemici”.

Il Future Lab di Alain Thys ci ha permesso di sapere che i ragazzi di Marketing3 hanno appena caricato i video di entrambi gli interventi e del dibattito che ha seguito i rispettivi discorsi.

Il secondo video contiene la loro vivace partita a scacchi verbale (comincia a 00:22:00).

30 Novembre 2007
Gli operatori di reti telefoniche cellulari falliscono nel soddisfare i bisogni dei clienti aziendali, sostiene Gartner
Business user Secondo Gartner, molti operatori di reti telefoniche cellulari stanno perdendo l’opportunità di capitalizzare su contratti aziendali potenzialmente lucrativi perchè non focalizzano abbastanza l’attenzione sulle necessità lavorative dei loro clienti. Gli analisti di mercato avvisano che gli operatori che non aggiornano le loro strategie di vendita per fornire soluzioni su misura per il mondo del lavoro rischiano di perdere preziosi clienti aziendali e di divenire principalmente fornitori di servizi per gli utenti finali.

“Per gli operatori di reti cellulari questo continua a essere un periodo molto competitivo con il mercato vicino alla saturazione in molte aree,” sostiene Martin Gutberlet, vice-presidente della ricerca a Gartner. “Per competere efficientemente in questo contesto competitivo, gli operatori hanno bisogno di trovare nuovi modi per potenziare la lealtà e il mantenimento del cliente e questi devono includere i contratti aziendali. “La nostra ricerca dimostra che molti operatori di reti telefoniche cellulari attualmente non stanno facendo abbastanza per tenere i loro clienti aziendali nel lungo termine.”

Molti operatori di reti telefoniche cellulari replicherebbero dichiarando di avere già una forza di vendita dedicata alle necessità del mondo del lavoro, ma Gartner ha notato che comunque gli operatori perlopiù non soddisfano queste necessità. La loro attenzione, è invece concentrata sulla vendita di SIM card con tariffari complessi e poco chiari e al fornire sconti sulla spesa totale piuttosto che concepire servizi personalizzati “su misura” per il cliente.

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27 Novembre 2007
Apple sta creando un “luogo d’appartenenza”
Bob In un articolo intitolato “La Apple riorganizza l’esperienza del cliente al dettaglio” MacNN racconta di come la Apple abbia progressivamente cambiato nel corso dell’ultimo anno lo stile dei suoi negozi per la vendita al detaglio, eliminando i registratori di cassa, introducendo nuovi servizi, e aumentando il personale creando un ambiente più personalizzato e accogliente per i clienti.

La Apple intende mantenere un’atmosfera informale nei suoi negozi, che sia riflessa dai suoi clienti mentre curiosano in giro, navigano in internet, o portano i loro bambini a giocare ai piccoli tavolini predisposti. “Cerchiamo di imitare la sensazione di un Hotel a 5 stelle,” sostiene il responsabile delle vendite al dettaglio della Apple, Ron Johnson. “Non si tratta di vendere, ma di creare un luogo che dia una sensazione d’appartenenza.”

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Un approfondimento sull’argomento è stato pubblicato recentemente da AP News.

2 Ottobre 2007
WARC, vasto database online di marketing con molti paper interessanti
WARC Recentemente ho preso visione di un esperimento di sottoscrizione di 7 giorni di un database online, realizzato dal World Advertising Research Center (WARC) - che consente di scaricare 5 paper - ed ho scoperto un tesoro di informazioni.

Due paper in particolare hanno catturato la mia attenzione:

I nuovi vestiti dell’imperatore: la tecnologia è inutile se i consumatori non possono usarla
Simon Silvester, Market Leader, Spring 2007, 36^edizione, pag.20-24
La tecnologia digitale sta sviluppando ad un tasso vacillante, ma c’è il pericolo che collassi s le aziende non cambiano il proprio atteggiamento verso i consumatori. La capacità del consumatore di capire la tecnologia non aumenta; i consumatori (inclusi i giovani) adottano lentamente e con difficoltà i nuovi prodotti. Molte persone utilizzano solo una o due funzioni loro fornite, e le aziende devono capire come diffondere l’innovazione nella popolazione, e come la coprensione decada sempre mentre i consumatori seguono tecnologie inette che proposte per prime. Devono porre il consumatore al primo posto e divenire più essenziali nelle loro operazioni di marketing. Ciò comporta l’individuazione dell’applicazione che realmente è desiderata, invece di aggiungere le funzioni che nessuno userà solo perchè è possibile aggiungerne di nuove. La semplicità è il beneficio primario. L’articolo si conclude con 15 linee guida che consentono di essere sicuri che i prodotti tecnologici divengano user-friendly: tra queste vi è l’osservazione di ciò che fanno attualmente le persone, incluse le donne e le persone facenti parte dei mercati emergenti.

Trasformare il piacere con l’etnografia
Caroline Gibbons-Barry, Scott Moshier e Karen Hofman, ESOMAR, Leisure Conference, Roma, Novembre 2006
Per offrire esperienze soddisfacenti, il settore del lusso deve comprendere quale approccio adottino i consumatori al mondo complesso, caleidoscopico e integrato del leisure. Profondi cambiamenti culturali e valoriali hanno indotto le persone ad costruirsi momenti di piacere nella propria vita quotidiana, campiando gli standard su cui le aziende del settore erano ormai abituate a competere. L’etnografia può guardare oltre le capacità degli approviggionatori per analizzare l’intero contesto che influenza la mentalità e le prospettive del consumatore, e che cosa compone l’essere interno ed i più profondi desideri del consumatore.

Trattandosi di un servizio basato sull’abbonamento, non posso fornire il link ai paper, ma il sito web possiede un buon motore di ricerca interno. Sfortunatamente l’intera sottoscrizione è piuttosto costosa.

27 Settembre 2007
Claritas segmenta la popolazione statunitense
Claritas Challis Hodge afferma che la conclusione di Claritas si sostanzia nell’individuazione di ben 66 tipi di persone che vivono nei sobborghi, nelle città e nelle aree rurali degli USA.

E’ possibile vedere la presentazione sulla presente ricerca qui. Chi vive negli Stati Uniti può vedere il proprio quartiere in base ad uno zip code per trovare quali segmenti vivono vicino alla propria porta di casa.

Per coloro che non avessero tempo di consultare il sito web riportiamo alcuni esempi.

La Cerchia dei Vincitori
I giovani, con genitori benestanti appartenenti a tale segmento di ‘arricchiti’ amano frequentare corsi di golf e boutique sofisticate. Il loro televisore al plasma è sempre sintonizzato su Nickelodeon, ma questo non riesce a trattenere i ragazzi dal viaggiare.
Il reddito familiare si aggira sui $102,213
Si concentrano a Broomfield County, Colorado (Broomfield)
  Il Paese di Dio
Questi rifugiati urbani hanno abbandonato il paese per cercare uno stile di vita più rilassante. Sebbene viaggino frequentemente per lavoro, il piacere è una priorità. Leggono la rivista Skiing, guidano una Toyota Land Cruisers, e si sintonizzano su Outdoor Life Network.
Il reddito medio è di $83,827 circa
Si concentrano a Teton County, Wyoming (Jackson)
  Elite della Seconda Città Second City Elite
Questo popolo di mezza età dalla saggia cultura senza figli si concentra su se stesso con più computer, grandi televisioni, ed un’impressionante collezione di vini. Leggono la rivista Inc., guardano Washington Week, e girano per la città con una Toyota Avalons.
Il reddito medio della famiglia si aggira sui $74,375
Si concentrano a Dallas County, Texas (Dallas)
4 Luglio 2007
Il brand slide show di Nokia “osservare e progettare”
First we observe Keith Pardy e Alastair Curtis di Nokia hanno realizzato uno slideshow sulle priorità del brand e del design, come parte di una presentazione esterna per gli investitori presenti al Nokia Capital Markets Day 2006.

La presentazione riguarda l’approccio umano di Nokia alla tecnologia: per cui dapprima vi è una fase di osservazione cui segue una di progettazione, per poi convertire questo nella filosofia del brand.

Keith Pardy il vicepresidente strategico di Nokia Strategic Marketing, mentre Alastair Curtis è il capo designer di Nokia.

(via Logic & Emotion)

2 Luglio 2007
Timo Veikkola (Nokia) sulla visione del futuro
Timo Veikkola Questo video della durata di 20 minuti della PSFK Conferenza di Londra del 2007 mostra la presentazione di Timo Veikkola, senior future specialist della Nokia, sul tema della della Visione del nostro Futuro. Poichè il design è il riflesso della società, possiamo immaginare il futuro attraverso i trend, le osservazioni e le intuizioni. Quali valori, capacità e comportamenti di oggi daranno forma al nostro futuro?

Juliana Xavier fornisce alcune ulteriori informazioni sul suo blog “mind the gap”.

Timo Veikkola è un antropologo dedito allo studio delle persone all’interno della cultura. Così come molti antropologi, ricopre un ruolo di notevole importanza all’interno dell’azienda. Egli studia la società per comprendere i comportamenti e la cultura che possono ispirare il team di designer. […]

I trend sono manifestazioni di valori e capacità, di comportamenti e reazioni a ciò che sta accadendo nel mondo. Quindi l’innovazione deve essere basata sulla attenta osservazione e sulla corretta intuizione di cosa sta accadendo nel presente affinchè porti ad un’innovazione di prodotto o ad un differente modo di comunicare.

Leggi il report

2 Luglio 2007
Jyske, l’esperienza della banca danese
Jyske Bank Jyske Bank, la terza istituzione finanzaria danese, ha investito l’equivalente di 54 milioni di euro nella riprogettazione dell’esperienza fornita al consumatore e nella propria marca.

Un saggio elaborato dall’Istituto di Copenhagen per gli Studi sul Futuro:

Jyske Bank ha recentemente cambiato radicalmente il proprio concetto di business, in questo modo il consumatore può combinare insieme le proprie soluzioni bancarie. La banca si è focalizzata sull’esperienza del prodotto, in forma virtuale e non. La banca definisce la propria iniziativa “Jyske Difference” [”Jyske Forskelle”] e lo slogan è “Jyske è la banca che fa la differenza.”

Nel breve processo (quattro mesi) in cui è stato sviluppato e parzialmente implementato il nuovo concetto di business, la banca è stata inspirata dalle riflessioni sull’Uomo Creativo e sul trend dell’individualizzazione elaborate dall’Istituto di Copenhagen per gli Studi sul Futuro‘. Come scritto nel FO/futureorientation:

“Molti consumatori vedono le banche ed i relativi prodotti come uniformi - ed un po’ noiosi. Nello stesso tempo, noi notiamo che il consumatore sta cambiando il proprio comportamento. Desidera più influenza, è più fiducioso in se stesso nel momento in cui chiede un serizio personale. Il consumatore creativo, che desidera realizzare le proprie soluzioni, è il prossimo stadio. I consumatori vogliono realizzare ed ottenere prodotti e servizi fatti su misura per le loro specifiche necessità, e questo vale anche per per i prodotti bancari. Con la nuova iniziativa, la banca potrà incontrare più facilmente le richieste del consumatore moderno. Con Jyske Difference, la Jyske Bank vuole far capire che si tratta di molto più di una semplice banca: Jyske Bank è una banca, uno store, una moderna biblioteca. Jyske Bank è il luogo in cui i consumatori possono divenire più astuti, inspirati, e vivere l’esperienza di un’atmosfera chiara e diretta.”

Vedi anche questo video di presentazione del concept (2:49).

Alla fine di agosto Frank Pedersen, direttore di comunicazione e marketing presso la Jyske Bank, spiegherà coa hanno fatto e cosa hanno ottenuto nello scorso anno, in occasione di Motion, la nuova conferenza in tema di economia sulla nuova esperienza del brand che si terrà in Norvegia.

25 Maggio 2007
Le fiere del Design sono efficaci?
London Design Festival Jude Stewart all’interno dell’articolo sulla rivista Print (pubblicata anche del Business Week) riflette sull’efficacia delle fiere del design nel suscitare interesse da parte del business, nell’apportare contributi positivi all’educazioni e promuovere la conoscenza delle future capitali del design.

Le fiere del design fanno promesse di rilievo tanto ai partecipanti quanto ai visitatori: ringiovanimento della creatività, dibattiti inteligenti, incontro tra dipendenti e patner, convenienza per i principali buyer, incentivi all’educazione e divertimento per i turisti. Le fiere di design rappresentano un nuovo canale utilizzato dai designer per promuovere se stessi. Nello scorso triennio l’Europa ha assistito al passaggio dall’egemonia di Londra con il suo 100% Design e Milano con il Salone del Mobile—entrambi sul tema dell’arredamento— ad un fitto calendario di eventi sparsi in numerosi stati membri dell’UE. Poichè governi, università, sponsors, e designer investono molto in questa tipologia di eventi è lecito interrogarsi sulla loro efficacia.

L’articolo conduce la sua analisi su numerosi eventi quali il Festival del Design di Londra, la Settimana del Design Olandese in Rotterdam, la Settimana del Design di Budapest, la Settimana del Design di Istanbul e la Settimana del Design di Belgrado.

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12 Aprile 2007
Nuovi trucchi e old dog
New tricks and old dogs Il terzo episodio di ‘The Business of Innovation’, serie televisiva realizzata dalla CNBC, è stato dedicato al tema della comprensione dei bisogni dei consumatori. In particolare si è cercato di capire come le aziende di successo coinvolgano i propri consumatori nel processo di innovazione, ritrovando in loro un’importante risorsa.

Guarda il programma

3 Aprile 2007
The Vodafone journey
The Vodafone Journey Una delle sezioni del nuovo sito web di Vodafone intitolata The Vodafone Journey [”The Vodafone Journey”]. Il primo item del menu è dedicato ai consumatori di Vodafone ed alle loro storie, raccontate nella loro lingua madre, che spiegano come Vodafone abbia cambiato il modo di lavorare e di tracorrere il tempo: pur trattandosi di storie promozionali, queste non enfatizzano mai l’approccio centrato sul cliente dell’azienda.
18 Marzo 2007
La controversia di Jan Chipchase: l’etnografia dell’azienda è “primitiva”
Nokia Village Phone research in Uganda L’applicazione della etnografia all’interno dell’azienda, come viene fato da Jan Chipchase, lo user-antropologo presso la Nokia Design (spesso nominato all’interno del nostro blog), è stato giudicato “primitiva”, in quanto essa è volta ad indagare il comportamento dell’utente in relazione al prodotto e non l’approccio attraverso il quale il consumatore si relazione ad esso anche prima dell’acquisto. Queste sue dichiarazioni hanno dato ita ad una controversia che ha coinvolto altri esperti del settore.
18 Marzo 2007
I negozi esperienziali, un negozio in cui non si acquista [International Herald Tribune]
Samsung Experience Store L’International Herald Tribune riflette su come il trend dei negozi esperienziali, si sostanzi in un ritorno alle vecchie progettazioni di ambienti dei grandi magazzini, in cui lo shopping veniva trattato come un teatro. Esempi di tale approccio possono essere rinvenuti nella Samsung, ma anche nelle Nike Town. Il punto vendita non è più realizzato al fine di acquistare ma per “bighellonare”.

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12 Febbraio 2007
Principali speakers del Market Research Event Europe a Barcellona
Market Research Event Europe Dopo Londra, sarà Barcellona quest’anno ad ospitare dal 18 al 20 di giugno il Market Research Event, Europe, cui lo scorso anno partecipai come blogger ufficiale. L’evento organizzato da Stefanie McGowan, dell’Istituto Internazionale di Ricerca, sarà molto focalizzato sull’industria e vedrà il contributo di importanti aziende.
8 Febbraio 2007
Il co-direttore del gruppo IDEO Consumer Experience Design Practice spiega come il design possa guidare la crescita
Iain Roberts Nel suo intervento all’Università del Michigan Ross School of Business, Iain Roberts, co-direttore del gruppo IDEO Consumer Experience Design, sostiene che creare una marca di successo richieda molto più di un appeal visivo del prodotto: >strong>i designer dovrebbero considerare l’esperienza olistica ed il contesto d’uso per attrarre il consumatore, nonchè i bisogni del consumatore, i suoi desideri e l’immagine di sè.

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7 Febbraio 2007
Le marche sono inside-out, la user experience è outside-in
Experience Una possibile risposta al quesito posto da Luigi Canali De Rossi su Robin Good su cosa distingua il branding dall’experience design, può essere rintracciata nell’intervento di Peter Merholz in occasione dello UK Design Council: nel primo caso si tratta di un’attività “dall’interno all’esterno”, al contrario della seconda. L’experience design, infatti, non si concentra sul controllo dell’esperienza che si vuole fornire all’utente, ma sullo studio dell’esperienza che questi sta già vivendo.

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