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Il John W. Kluge Center presso la Biblioteca del Congresso sta organizzando una serie di lezioni divisa in quattro parti sui “Digital Natives,” riferendosi alla generazione che è cresciuta avendo il computer come parte naturale della sua vita, specialmente i giovani che si trovano attualmente nella scuola e nell’università.
La serie cerca di comprendere le pratiche e la cultura dei nativi digitali, le implicazioni culturali del fenomeno e l’implicazione per l’educazione nelle scuole, università e biblioteche. Un articolo del Washington Times di oggi e alcuni comunicati stampa della Biblioteca del Congresso forniscono ulteriori considerazioni: [La serie] è iniziata il 7 Aprile con l’esperto in sviluppo dei bambini Edith K. Ackermann (sito) sul tema “The Anthropology of Digital Natives” (video).
Il 12 Maggio, è stata presentata una vivace difesa della generazione digitale da parte dello scrittore Steven Berlin Johnson (sito) basata sul suo best-seller, “Everything Bad is Good for You” (wikipedia). [Il video non è ancora disponibile].
Michael Wesch (site), professore assistente di antropologia culturale presso la Kansas State University, è l’uomo dietro al video “The Machine Is Us/ing Us“, che con più di di 600.000 visualizzazioni è diventato una sorta di fenomeno. Welsch parlerà del sito di condivisione di video di tre anni in una lezione intitolata “The Anthropology of YouTube” il 23 Giugno.
Douglas Rushkoff (sito), un professore di teoria dei media presso l’Università di New York che ha scritto di recente un dossier per il think tank britannico Demos, chiuderà la serie con una lezione intitolata “Open Source Reality” il 30 Giugno. Le serie saranno eventualmente disponibili su webcast video. L’articolo del Washington Times fa inoltre riferimento ad alcune altre risorse, tra cui Digital Native, un progetto di ricerca accademica internazionale online che esplora il “panorama dei media digitali” e le sue implicazioni. (Date un’occhiata ai link a fine pagina). A proposito, date un’occhiata anche alla bellissima illustrazione che Linas Garsys ha fatto per il Washington Times. Cliccate sull’immagine a sinistra per vederla per intero. |
| Articoli della categoria 'Libri' |
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1 giugno 2008
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31 maggio 2008
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HCI Remixed – Reflections on Works That Have Influenced the HCI Community Redatto da Thomas Erickson e David W. McDonald MIT Press, 2008 Rilegato, 344 pagine > Tabella dei Contenuti
O nelle parole di John Thackara:
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27 maggio 2008
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Product Experience
Redatto da Hendrik N. J. Schifferstein e Paul Hekkert (Dipartimento di Design Industriale, Delft University of Technology, Olanda) Rilegato L’esperienza del prodotto riassume la ricerca sull’esperienza emotiva e cognitiva del fare uso di un prodotto. Il libro esplora l’esperienza del prodotto in termini di estetica e design, ergonomia e usabilità, facilitazione delle capacità ed abilità umane del prodotto, valore di intrattenimento, e come l’esperienza del prodotto si estenda oltre il prodotto in sé verso l’associazione col brand, l’esperienza dell’acquisto e l’imballaggio del prodotto. Il libro contiene prospettive da una varietà di discipline in psicologia, business, arte, e ingegneria per capire pienamente i diversi componenti importanti nell’esperienza del prodotto. L’esperienza del prodotto inizia con i giudizi estetici e del valore che sono mitigati dall’ambiente e dall’uso, e poi ulteriormente alterati dalla memoria, l’associazione col brand e la relazione che uno sviluppa col prodotto. In contrasto con altri libri, il libro in considerazione assume un punto di vista molto ampio, possibilmente all-inclusive, sul come la gente esperimenta i prodotti. Di conseguenza esso colma i vuoti tra le diverse aree all’interno della psicologia (per esempio percezione, cognizione ed emozione) e collega queste aree ad altre aree applicate della scienza, come il design del prodotto, l’interazione uomo-macchina ed il marketing. Concepito per ricercatori con interesse nelle interazioni uomo-prodotto, il libro piacerà a psicologi, ingegneri, e professionisti negli affari interessati a capire pienamente l’esperienza del prodotto. Con copertura dei fattori umani, affetti, percezione, design industriale, ingegneria, processo delle informazioni, ergonomia, psicologia industriale-organizzativa, psicologia ambientale, business e marketing, comunicazione, ed innovazione del prodotto, il libro contiene una grande quantità di informazioni su un tema troppo ampio da comprendere facilmente attraverso la ricerca primaria in una sola disciplina. Dalla mira internazionale , il libro include ricerche dagli US, Canada, GB, Olanda, Svezia, Finlandia, Giappone, e Germania. Contenuti Preliminary, TOC, Preface, Introduction (H.N.J. Schifferstein & P. Hekkert) Part I: From the human perspective
Part II: From the interaction perspective
Part III: From the product perspective
Closing reflections (H.N.J. Schifferstein and P. Hekkert) |
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27 maggio 2008
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Handbook of Mobile Communication Studies
Redatto da James E. Katz Postfazione di Manuel Castells MIT Press, 2008 Rilegato, 486 pagine
Il libro contiene più di 30 partecipazioni, tra cui capitoli scritti da Jan Chipchase (Nokia Research), Jonathan Donner (Microsoft Research India), Howard Rheingold, e Carolyn Wei (Google). |
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20 maggio 2008
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| Qualche setimana fa siamo stati contattati da Marco Bevolo di Philips Design il quale cercava qualche opinione anticipata sul libro che sta scrivendo assiame a Stefano Marzano (anche lui di Philips Design), Dr. Howard R. Moskowitz e Alex Gofman (presidente e vice-presidente di Moscowitz Jacobs Inc.). Ci hanno spedito una copia della bozza per una prima reazione.
Il libro, che ha il titolo provvisorio di “Future High Tide of High End” e verrà pubblicato da Wharton School Publishing, fornisce una comprensione socio-culturale e centrata sulla gente del concetto di lusso — più nello specifico prodotti di prestigio per le masse (che loro chiamano “High End”) — con l’obiettivo di fornire insight e guida per lo sviluppo dei business futuri in questo settore. Reso possibile da circa settanta conversazioni, contributi ed interviste con esperti dell’industria, leader di pensiero d opinionisti, il libro è piuttosto unico nel suo approccio, e destinato a diventare d’obbligo per chiunque concepisca, sviluppi e metta in commercio prodotti e servizi ‘High End’. Un fulcro sull’interazione delle tendenze sociali, visioni di design, e profonda comprensione della gente, permette agli autori di proporre una serie di considerazioni interessanti, tra cui un nuovo concetto per il futuro dell’industria basato sull’esperienza, così come una serie di strumenti con cui creare e capire nuove offerte di prodotti e servizi ‘High End’. Per capire quale sarà l’anima del High End nel futuro prossimo, gli autori introducono anche un metodo esperimentale, il Rule Developing Experimentation (RDE) — con gente che deve valutare coppie di scenari futuri, e l’analisi statistica successiva dei dati ottenuti per capire quali idee sottostanti sono i veri elementi motori. I risultati vengono poi presentati su un originale studio basato su questo metodo, che è stato condotto in quattro nazioni (US, GB, Cina e Italia) con più di 500 utenti finali, tutti appartenenti a fasce di reddito moderatamente alte. Il libro, che attualmente è in fase di redazione avanzata (in parte sulle basi del nostro feedback), verrà pubblicato prima della fine dell’anno. Gli autori ci hanno detto che presto pubblicheranno dell’altro materiale sul loro sito (come un sommario, una tabella dei contenuti, un campione di un capitolo, ecc.), in modo che anche i lettori possano contribuire con le loro considerazioni e suggerimenti. Una piccola nota di chiusura è di orgoglio: questo è il primo articolo pubblicato sul libro in uscita. Marco ha detto che sarebbe felice se venisse dalla sua città natale (Torino) e lo stesso vale per noi. |
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9 maggio 2008
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The Guardian recensisce un libro che sostiene che la nostra provacy sia minacciata dall’aumento della sorveglianza digitale.
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8 maggio 2008
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Il numero di Maggio di UX matters contiene un’intervista con Lou Rosenfeld e Liz Danzico della casa editrice Rosenfeld Media, una casa editrice di libri di design di esperienze dell’utente.
Lou è anche un membro attivo del consiglio di direttori di UXnet, il network di esperienza dell’utente. |
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7 maggio 2008
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La rivista francese Chronic’Art ha intervistato di recente Adam Greenfield (il nuovo capo di design direction della Nokia) a proposito del suo recente libro Everyware e sull’ubiquitous computing in generale.
Si può trovare una versione inglese dell’intervista sul blog di Greenfield. |
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4 maggio 2008
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Oggi ho letto Groundswell: winning a world transformed by social technologies (sito alternativo – pagina di amazon) di Charlene Li e Josh Bernoff (analisti presso Forrester). [Mi è stata mandata una copia da recensire].
E’ un libro mirato ai senior manager che si occupano di marketing, pr, assistenza del cliente e (fino ad un certo punto) sviluppo dei prodotti presso grandi aziende internazionali, che stanno cercando di capire cosa fare di tutto questo contenuto user-generated (UGC) e che tendono a considerarlo una minaccia al potere istituzionale. La premessa del libro è che questa gente, che è immersa nelle comunicazioni unilaterali e nella cultura del marketing, debba ora affrontare un mondo diverso che non sanno come gestire. Sono ‘immigranti digitali’ più che ‘nativi digitali’. Questo libro di business strategy, che contiene molte storie pratiche su ‘come loro ce l’hanno fatta’, è disposto per aiutare quella gente che vede gli UGC non come una minaccia, ma come un’opportunità, a comunicare, raggiungere, ascoltare ed imparare, e mette molta enfasi sulla gente e le relazioni, su tutto il resto (e in quel senso, sono certamente lieto). Ciò nonostante non è un libro mirato a me, ne ai lettori di questo blog: il primo capitolo per esempio contiene descrizioni sul funzionamento di blog, social network, mondi virtuali, wiki, forum, tag, e rss, che non sono cose su cui i lettori di Putting People First/UXnet abbiano bisogno di un input. Tuttavia, la gente come me otterrà indubbiamente delle buone idee su come parlare meglio con i nostri clienti/senior manager, relazioni media o pubblico. Detto questo, non è un libro che da qualcosa di valore a tutti: però potrebbe essere prezioso per il suo target group, mi ha in qualche modo irritato il fatto che il libro non contenesse alcun insight profondo e rivelatore. Speravo in un ondata di idee, una nuova maniera concettuale di vedere le cose, qualcosa che mi facesse guardare il mio mondo professionale in un mondo diverso, ma manca di una tale profondità. Il libro è quello indicato nel sottotitolo: un manuale fai-da-te sull’”avere successo in un mondo trasformato dalle tecnologie sociali”. L’enfasi è sulla parte dell”avere successo’. Non vi aspettate di imparare molto sulle tecnologie sociali. Ecco alcuni paragrafi sul comunicato stampa aziendale:
Ed ecco alcuni link per altre recensioni: - di Jacob Morgan - di Elizabeth Albrycht |
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3 maggio 2008
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Qualche settimana fa sono andato alla conferenza CHI a Firenze.
Sono stato lì solo un giorno e mezzo, ed essendo questa la mia prima conferenza CHI, non sono nella posizione di darle una recensione solida. Una cosa che è certamente emersa è il suo punto di vista fortemente accademico, che può rendere alcune delle presentazioni e discussioni abbastanza irrilevanti per i professionisti come me. D’altro canto, c’era molta enfasi nel termine “user experience”, che appariva in titoli, astratti, presentazioni e paper. Esplorando il DVD della conferenza (non compatibile con Mac), ho trovato alcuni tesori, e ho selezionato 40 paper su un totale di 556, che presenterò in dieci post separati, coi titoli: mercati emergenti, mobile banking, mobilità, product design, sicurezza, applicazioni sociali, contesto sociale, tematiche di strategia, sostenibilità, e usabilità (in Inglese). La conferenza non è disposta per aiutarti a conoscere nuova gente, e questo è un vero peccato. Si tende a incontrare chi già conosci , o quelli di cui hai seguito le presentazioni. (A meno che tu non sia abbastanza fortunato da essere uno speaker di una sessione ben seguita, quindi tutti gli altri ti conoscono.) Nel corso del CHI, ho condotto interviste con Bill Buxton (Microsoft), Elizabeth Churchill (Yahoo!) e Mike Kuniavsky (ThingM), sulle quali scriverò nelle settimane a seguire. Inoltre durante le prossime settimane pubblicherò recensioni dei libri: Sketching the User Experience di Bill Buxton e Keeping Found Things Found di William Jones. Per via di questo blog, ed in particolare di questo post di lode, ho fatto parte di un pannello (assieme a Elizabeth Churchill, Richard Anderson e Jon Kolko) sul rilancio di Interactions Magazine, ora sotto la ispirata e volontaria (!) guida degli ultimi due. Date un’occhiata alla rivista! |
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25 aprile 2008
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The Future of the Internet–And How to Stop It
Yale University Press Aprile 2008, 352 pagine
Jonathan L. Zittrain è Professore di Internet Governance and Regulation presso l’Università di Oxford e co-fondatore del Berkman Center for Internet & Society della Harvard Law School. Abita a Oxford, UK, e Cambridge, MA. - Pagina del libro sul sito della Yale University Press - Domande e Risposte con l’autore |
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23 aprile 2008
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Questa settimana una conferenza di due giorni radunerà studiosi, svuluppatori e partecipanti di mondi virtuali per discutere sulle culture emergenti che si stanno creando a partire dalle diverse comunità online.
Gli organizzatori dell’evento teorizzano che i mondi virtuali possono essere studiati dai ricercatori nei settori umanistici e delle scienze sociali. L’antropologo culturale Mimi Ito, l’antropologa Intel Genevieve Bell, i professori di informatica dell’UCI Paul Dourish e Bonnie Nardi, la ricercatrice Intel Maria Bezaitis e l’antropologo dell’UCI Tom Boellstorff guideranno le discussioni. Lìevento è sponsorizzato da Intel Research e dal Department of Anthropology e il Center for Ethnography dell’UCI. Tom Boellstorff, uno degli organizzatori della conferenza, è l’autore di Coming of Age in Second Life: An Anthropologist Explores the Virtually Human. Il suo è il primo libro a dare uno sguardo a Second Life da un punto di vista puramente antropologico. |
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2 aprile 2008
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“Entro il 2020 i termini ‘interfaccia’ e ‘utente’ saranno obsoleti in quanto i computer si fondono semre di più con gli uomini”, è la prima frase di un breve articolo sul sito di BBC News.
Secondo la BBC, “è una delle previsioni di un report sostenuto dalla Microsoft tratto dalla discussione di 45 accademici nei settori dell’informatica, la scienza, la sociologia e la psicologia.”
Leggi tutto l’articolo Il report a cui fa riferimento la BBC sono i procedimenti del HCI 2020, un forum organizzato da Microsoft Research, che raduna i principali esponenti nell’informatica, il design, la filosofia della scienza, la sociologia, l’antropologia e la psicologia, per dibattere, dare un contributo, ed aiutare a formulare l’agenda per le Interazioni Uomo-Computer (HCI) nella prossima decade e oltre. Può essere scaricata qui (pdf, 3 mb, 100 pagine).
I relatori di questo evento che ha avuto luogo a Siviglia, Spagna, sono stati Barry Brown (Glasgow University), Matthew Chalmers (University of Glasgow), Thomas Erickson (IBM, T.J Watson Research Centre), David Frohlich (Digital World Research Centre), Bill Gaver (Goldsmiths College), Adam Greenfield (New York University, Interactive Telecommunication Program), Lars Erik Holmquist (Swedish Institute of Computer Science), Kristina Höök (Stockholm University), Steve Howard (Melbourne University), Scott Jenson (Google), Matt Jones (Swansea University), Sergi Jorda (University of Barcelona), Rui José (University of Minho), Joseph Kaye (Cornell University), Wendy Kellogg (IBM, T.J Watson Research Centre), Boriana Koleva (University of Nottingham), Steven Kyffin (Philips), Paul Luff (Kings College), Gary Marsden (University of Cape Town), Tom Moher (University of Illinois), Kenton O’Hara (HP Labs), Jun Rekimoto (Sony, Interaction Lab), Tom Rodden (University of Nottingham), Yvonne Rogers (Open University), Mark Rouncefield (Lancaster University), Wes Sharrock (University of Manchester), John Thomas (IBM, T.J Watson Research Centre), Michael Twidale (University of Illinois), Alessandro Valli (iO), Geoff Walsham (Judge Business School, University of Cambridge), Steve Whittaker (Sheffield University), Adrian Woolard (BBC Future Media & Technology), Peter Wright (Sheffield Hallam University), e Oren Zuckerman (MIT), e anche Christopher Bishop, A.J. Brush, Jonathan Grudin, Richard Harper, Andrew Herbert, Shahram Izadi, Abigail Sellen, Alex Taylor, Jian Wang, e Ken Wood di Microsoft Research. Sul sito di Microsoft Research Cambridge puoi leggere una buona intervsta con Richard Harper, l’organizzatore della conferenza. Ecco alcune citazioni:
(anche via Adam Greenfield) |
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1 aprile 2008
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Settimana scorso ho scritto sul nuovo libro di Clay Shirky Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations. Ora WorldChanging ha pubblicato una lunga intervista che Jon Lebkowski ha fatto con lui:
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22 marzo 2008
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20 marzo 2008
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Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations di Clay Shirky è un “esame di come la diffusione a macchia d’olio delle nuove forme di interazione sociale abilitate dalla tecnologia stiano cambiando il modo in cui gli uomini formano gruppi ed esistono all’interno di essi, con profondo effetti economici e sociali a lungo termine-nel bene e nel male.”
- Pagina del libro (Penguin) |
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27 febbraio 2008
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“We Think”, il nuovo libro di Charles Leadbeater, un pensatore sull’innovazione e portavoce della creatività collettiva, è stato appena pubblicato.
Il libro è stato parzialmente scritto online ed incorpora i commenti dei lettori su una bozza pubblicata sul web a fine 2006. - Pagina dell’editore |
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25 febbraio 2008
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E’ stato pubblicato un nuovo libro (ed è disponibile gratuitamente online) su cosa potrebbe stare accadendo alla nostra privacy e in sostanza alla nostra reputazione in un’era di informazioni personali onnipresenti.
The Future of Reputation: Gossip, Rumor, and Privacy on the Internet
(via Demos) |
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15 febbraio 2008
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Rosenfeld Media ha appena pubblicato il suo primo libro Mental Models: Aligning Design Strategy With Human Behavior di Indi Young.
E’ stata appena pubblicata un’intervista con l’autore su Boxes and Arrows. Questa copre le origini e l’evoluzione del modello mentale, come il modello sia un modo di visualizzare quasi qualunque dato di ricerca, quali scorciatoie puoi prendere per avviarti nel modello mentale con un investimento minimo di tempo, perchè portare a termine un intervista è come andare in bici, e come Webvan è andata in fallimento per aver ignorato il modello mentale dei suoi clienti. |
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5 febbraio 2008
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Subject To Change: Creating Great Products & Services for an Uncertain World Adaptive Path on Design Di Peter Merholz, Todd Wilkens, Brandon Schauer, David Verba Prima edizione Febbraio 2008 (est.) Paperback, 184 pagine O’Reilly Media, Inc
Pagina dell’editore | Pagina di Amazon (via Adaptive Path) |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress



















