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  Articoli della categoria 'Innovazione'
8 Maggio 2008
France Telecom: da 1000 idee ad 1 prodotto
Orange Una serie di pagine sul sito di France Telecom/Orange forniscono insight sul come l’azienda si muove dalle diverse idee che vengono fuori da R&D, ad un prodotto o servizio pronto per il mercato.

Nel 2005-2006, France Telecom ha creato due strutture, l’Explocentre il Technocentre, che lavorano in stretta collaborazione con i laboratori R&D installati in giro per il mondo, ma sono gestiti dal Strategic Marketing Department, che fornisce al gruppo orientamento e conoscenza sul mercato.

L’ Explocentre è un’”incubatrice di progetti R&D” e “si concentra sull’alimentare concetti altamente innovativi con forti potenziali, ma che potrebbero considerarsi troppo rischiosi da essere lanciati direttamente sul mercato”. L’Explocentre determina la loro flessibilità e il potenziale, e testa nuovi utilizzi e scoperte tecnologiche prima del lancio sul mercato. In modo interessante, il centro lavora con “nuovi metodi basati sulla co-creazione con i clienti ed i partner, utilizzando il design per impulsare l’innovazione. Le idee per i servizi vengono investigate, testate e rielavorate assieme ai clienti per trovare potenziale di vero valore.”

Una volta esplorati, i concetti più promettenti vengono spediti al Technocentre, che si occupa della realizzazione di questi progetti “maturi”. Il Technocentre è responsabile di renderli prodotti pronti per il mercato, industrializzandoli per un lancio commerciale o trasferendoli ad uno spin-off o joint venture per lo sviluppo. Il centro mette insieme circa 30 gruppi consistenti di uno specialista di marketing, un ricercatore e un ingegnere di rete.

Quindi ad uno dei capi della catena dell’innovazione di France Telecom ci sono idee dal R&D, e dai partner industriali e gli impiegati dell’azienda. Queste idee dall’alto potenziale vanno all’exploration centre, dove vengono analizzate e testate. Il marketing strategico integrato e la catena dell’innovazione si prende cura del marketing del prodotto presso il technocentre. Finalmente, i progetti approvati vengono integrati nel Product Roadmap e nel piano triennale del Gruppo, che è l’altro capo del processo di innovazione.

3 Maggio 2008
Recensione della conferenza CHI 2008
CHI 2008 Qualche settimana fa sono andato alla conferenza CHI a Firenze.

Sono stato lì solo un giorno e mezzo, ed essendo questa la mia prima conferenza CHI, non sono nella posizione di darle una recensione solida.

Una cosa che è certamente emersa è il suo punto di vista fortemente accademico, che può rendere alcune delle presentazioni e discussioni abbastanza irrilevanti per i professionisti come me. D’altro canto, c’era molta enfasi nel termine “user experience”, che appariva in titoli, astratti, presentazioni e paper.

Esplorando il DVD della conferenza (non compatibile con Mac), ho trovato alcuni tesori, e ho selezionato 40 paper su un totale di 556, che presenterò in dieci post separati, coi titoli: mercati emergenti, mobile banking, mobilità, product design, sicurezza, applicazioni sociali, contesto sociale, tematiche di strategia, sostenibilità, e usabilità (in Inglese).

La conferenza non è disposta per aiutarti a conoscere nuova gente, e questo è un vero peccato. Si tende a incontrare chi già conosci , o quelli di cui hai seguito le presentazioni. (A meno che tu non sia abbastanza fortunato da essere uno speaker di una sessione ben seguita, quindi tutti gli altri ti conoscono.)

Nel corso del CHI, ho condotto interviste con Bill Buxton (Microsoft), Elizabeth Churchill (Yahoo!) e Mike Kuniavsky (ThingM), sulle quali scriverò nelle settimane a seguire. Inoltre durante le prossime settimane pubblicherò recensioni dei libri: Sketching the User Experience di Bill Buxton e Keeping Found Things Found di William Jones.

Per via di questo blog, ed in particolare di questo post di lode, ho fatto parte di un pannello (assieme a Elizabeth Churchill, Richard Anderson e Jon Kolko) sul rilancio di Interactions Magazine, ora sotto la ispirata e volontaria (!) guida degli ultimi due. Date un’occhiata alla rivista!

2 Maggio 2008
Vodafone, China Mobile e Softbank lanciano il Joint Innovation Lab per migliorare l’interfaccia dell’utente di cellulare
Vodafone Receiver 16 Da un comunicato stampa aziendale:

“China Mobile, Softbank e Vodafone sono giunte ad un accordo per stabilire un Joint Innovation Lab (JIL) per promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie, applicazioni e servizi mobili. Le tre aziende si aspettano che l’iniziativa aiuterà ad accelerare la distribuzione dei servizi di internet su cellulare.

Le tre aziende useranno il JIL come piattaforma per sviluppare servizi per cellulare ed impulsare l’innovazione e la sinergia nell’industria per il beneficio della loro base clienti globale combinata. Il JIL lancerà progetti basati su tecnologie emergenti e sulla domanda di mercato.

Il JIL si concentrerà sulle aree di crescita veloce dei servizi di internet per cellulare, come i congegni mobili. Inizialmente, il JIL ha in progetto di sviluppare una piattaforma per congegni mobili per incoraggiare lo sviluppo di servizi innovativi che possano influenzare le capacità uniche degli operatori mobili.

Con questa mossa si spera di abilitare diversi congegni ed applicazioni affinché funzionino fluidamente su diversi dispositivi e sistemi operativi attraverso diversi operatori mobili, e nel frattempo salvaguardare la sicurezza del cliente, la privacy dei dati e i sistemi di fatturazione. Ci si aspetto che lo sviluppo della piattaforma benefici sia gli sviluppatori che gli utenti. Il JIL gradisce anche la collaborazione dei commercianti e degli sviluppatori nella creazione di nuove applicazioni e servizi.”

Marc Laperrouza (di LIFT) commenta:

“Questo è quindi il segnale che i due operatori stanno finalmente uscendo allo scoperto e sono pronti ad utilizzare la loro gigantesca base di iscritti per impulsare il futuro dell’industria mobile? Sicuramente la cooperazione sarà utile per velocizzare il lancio dei servizi di Internet su cellulare. Inoltre permetterà loro di affrontare meglio la prossima battaglia con Google e Yahoo - anche loro desiderosi di occupare lo spazio su cellulare. E’ anche interessante per China Mobile - e per la Cina in generale - dal momento che sarà tra i primi ad affrontare la standardizzazione in una tendenza bottom-up - dal mercato - piuttosto che top-down - dal governo. Potremmo stare assistendo ai primi passi della Cina nel diventare un operatore mobile globale…”

1 Maggio 2008
Come gli utenti della Nokia impulsano l’innovazione
Nokia Beta Labs Business Week scrive su come le applicazioni online come Sports Tracker e Nokia Beta Lab, permettano al gigante Finlandese della telefonia di raccogliere idee degli utenti di tutto il mondo, e virtualmente gratis.

“Sports Tracker è un esempio di come Nokia abbia iniziato a esperimentare con l’innovazione generata dall’utente. Questa è la premessa dietro a Nokia Beta Labs, un sito dove il produttore di telefoni Finlandese permette agli utenti di testare gli ultimi software smartphone. Anziché avere gente che registri video sciocchi per YouTube o che inventi frivoli gruppi di pressione su Facebook, possono aiutare a rendere l’Internet mobile più utile.

“Beta Labs è parte di una più ampia spinta da parte della Nokia per collaborare con i clienti e i partner al servizio dell’innovazione. Su Nokia.com l’azienda permette agli utenti di condividere e valutare le applicazioni che hanno creato comer screen-saver e giochi. E lungo lo scorso anno, i designer Nokia sono andati nel mondo in via di sviluppo per chiedere agli utenti di abbozzare i loro cellulari ideali. Entro la fine dell’anno, ci si aspetta che più della metà della popolazione mondiale abiti in aree urbane, quindi per sfruttare questa mega-tendenza i ricercatori della Nokia hanno visitato le bidonville a Mumbai, Rio de Janeiro, e Accra a Ghana.”

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30 Aprile 2008
Homegrown - il nuovo design thinking sulla sostenibilità della Nokia
People First Comunicato stampa Nokia (29 Aprile 2008):

L’advanced design team della Nokia oggi ha condiviso “Homegrown”, un progetto di ricerca a lungo termine che mira a capire come Nokia può aiutare la gente ad effettuare scelte più sostenibili. Il team sta esplorando tematiche ambientali e sociali specifiche tra cui il riciclaggio, l’energia e come rendere disponibili i benefici della tecnologia mobile a più gente.

Il progetto è condotto dallo stesso team che ha creato Remade – un concetto mostrato per la prima volta al Mobile World Congress di quest’anno e che esplora come utilizzare materiali riciclati per fare dispositivi mobili in futuro. All’evento di oggi nello studio di design della Nokia presso Londra il team ha mostrato per la prima volta alcuni degli altri concetti a cui stanno lavorando. Questi sono:

  • Zero Waste Charger concept - questo esplora le forme di ridurre lo spreco di energia quando i carica batterie vengono staccati da un dispositivo mobile ma restano ataccati alla presa della corrente.
  • People First concept – questo concetto prende tre idee universali del modo di concepire la comunicazione della gente – tempo, elenchi, e gente – per ispirare ed esaminare nuove idee di interfacce di utente.
  • Wears in, not out concept – mentre sempre più servizi diventano disponibili sui nostri dispositivi mobili questo concetto esplora come in un futuro la gente potrebbe potenzialmente aggiornare i propri dispositivi digitalmente e non fisicamente, dando alla gente un ulteriore scelta sul come utilizzare e aggiornare il proprio cellulare.

Il design team che sta sviluppando questi concetti lavora su un arco di tempo che va dai tre ai cinque anni nel futuro. Condividendo alcune di queste idee e stimolando il dibattito sperano di sviluppare nuove idee innovative che possano essere utilizzate sia all’interno dei business della Nokia ma anche più ampiamente per impulsare miglioramenti ambientali.

- Foto dei concetti

- Una bella presentazione di Rhys Newman (pdf)

- Ulteriore background da parte dei componenti del team Julian Bleecker e Raphael Grignani e sulle Nokia Conversations

25 Aprile 2008
Sotto con l’innovazione
Down with innovation Rick Poynor, cscrittore e critico con base a Londra e specializzato nella cultura visuale, ha scritto un saggio provocativo (pubblicato si I.D. magazine), affrontando l’indulgenza contemporanea design thinking e l’innovazione :

Il design ora è molto importante, sembra, che non lo si possa più affidare ai designer, e per rendere assolutamente chiaro che il controllo si è spostato sulle mani di qualcun’altro, c’è bisogno di dare un nome completamente nuovo al design. Chiamatelo design thinking. Chiamatelo innovazione. “Tutti amano il design ma nessuno vuole chiamarlo design”, ha detto lo scorso anno ai lettori di Design Observer Bruce Nussbaum del BusinessWeek. “I maggiori esecutivi e manager vogliono chiamarlo design qualcos’altro—innovazione. Innovazione: con cui loro si sentono comodi. Design, ecco, è troppo selvaggio e pazzo per loro.” Roger Martin, rettore della Rotman School of Management presso l’Università di Toronto, offre questa ricetta: “La gente di affari non ha bisogno di capire meglio i designer—devono diventare designer.”[…]

Cos’è più condiscendente: creare qualcosa in cui credi perchè pensi che potrebbe piacere anche ad altra gente, e semplicemente esporlo? (La vecchia maniera del design.) O studiare ogni aspetto del comportamento dei consumatori con l’intenzione di riempirli di sentimenti di “lealtà folle” per i prodotti del vostro cliente? (La nuova maniera dell’innovazione.)

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24 Aprile 2008
La Germania vuole diventare leader mondiale nel design per gli anziani
Stanford iTunes U Il governo Tedesco ha appena annunciato un’iniziativa di alto livello affinché il design universale e transgenerazionale raggiunga la leadership mondiale nella produzione di prodotti innovativi per gli anziani tra cui prodotti innovativi per gli anziani tra cui strategie di innovazione, sviluppo di prodotti e servizi, progetti di scuole di design, e un network di design universale.

Come indicato sul sito del Ministero Tedesco della Famiglia, gli Anziani, le Donne e i Giovani, l’obiettivo è quello di ampliare il potenziale che gli anziani possono fornire all’economia, sviluppando nuovi prodotti e servizi per gli anziani, che in cambio possono garantire lavori esistenti e creare dei nuovi, e rendendo le aziende (in costruzione, design di interni, tecnologia, design dell’informazione, turismo, ecc.) consapevoli delle enormi opportunità di questa tendenza futura e di supportarle con nuove idee.

Un comunicato stampa del 23 Aprile 2008, fornisce più dettagli sulle iniziative in programma:

Le aziende, gli esperti e le organizzazioni per i cittadini e consumatori più anziani saranno in grado di scambiarsi continuamente esperienze e idee su una nuova piattaforma nazionale, con l’obiettivo di creare una più forte integrazione dell’esperienza degli anziani, e di conseguenza prodotti migliori, che saranno utili e piacevoli per tutte le generazioni.

  • Le aziende di piccole-medie dimensioni verranno rese consapevoli delle opportunità del mercato dei cittadini più anziani attraverso workshop e forum regionali;
  • Per aumentare in numero di nuove aziende fondate da cittadini anziani, essi offriranno informazioni personalizzate e opportunità di addrestramento in collaborazione con le Camere di Commercio e le istituzioni pubbliche;
  • Una collezione di esempi “best practice” di idee di business promettenti fornirà buone idee e incoraggiamento agli anziani per aiutarli a fare il salto verso l’indipendenza.

La Germania diventerà leader nel design “trans-generational”.

  • Un network di competenze sul “design universale” raccoglie informazione e compentenze riguardanti lo sviluppo dei prodotti;
  • Le competizioni di design nelle istituzioni di istruzione forniranno ispirazione per il tipo di prodotti e di imballaggio che sono attrattivi ed utilizzabili da gente di ogni fascia d’età;
  • Una mostra itinerante mirata al grande pubblico mostrerà nel particolare esempi di prodotti ed idee di successo che sono andati oltre le generazioni.

I consumatori più anziani troveranno più facilmente prodotti e servizi che si basino sui loro bisogni e requisiti.

  • Il Governo Tedesco sta investigando se un’azienda di qualità di prodotti inclusivi per l’età possa fornire supporto agli anziani durante gli acquisti, e se possa stimolare lo svilupopo di questi tipi di prodotti;
  • Materiali di informazione, come le checklist, renderanno più facile per i consumatori più anziani il trovare i prdotti e i servizi utili all’interno dell’offerta di mercato.

L’iniziativa inizialmente andrà avanti fino al 2010.

Ecco alcuni altri link in Tedesco: - Wirtschaftskraft Alter (sito del progetto) - Project backgrounder (pdf, 12 pagine) - Design competition “Von Kopf bis Fuß” [Da capo a piedi]

17 Aprile 2008
The restless mind
The restless mind Mark Ury mi ha contattato l’altro giorno. Lui è il principale architetto di esperienza di Blast Radius ed ha un ottimo blog, intitolato “The Restless Mind“, che contiene quel genere di scrittura “lenta” e perspicace che mi piace.

Date un’ occhiata ad alcuni dei suoi ultimi post:

  • The design of everyday relationships
    Il professore del MIT Donald Schön [ha osservato] che il design è una “conversazione con i materiali.” Gli utenti sono diventati in molti modi “materiali” quanto i partecipanti. Non solo li coinvolgiamo esplicitamente attraverso il design di interazione per creare caratteristiche discrete, ma anche in aggregati, come sistemi e piattaforme sociali, amplificano le loro azione implicite per creare valore.
  • The siren call of the system
    I sistemi ben progettati non sono in realtà progettati. Sono prodotti dell’evoluzione. […] I sistemi, come le narrazioni, richiedono tempo per rivelarsi ad i loro autori. I cambiamenti nella tecnologia, le preferenze dei consumatori, e i mercati ci mettono degli anni per venire interpretati. Non è chiaro dal primo giorno dove vada un sistema o come si adatterà. […] I sistemi si producono raramente perchè richiedo tempo e il tempo è una risorsa di cui le aziende no ndispongono. Molte muoiono prima che il sistema venga rivelato.
  • Apple and the enigma of innovation
    Quello che rende speciale Apple non è il design. O il processo. O il talento. E’ la paura. Paura dell’uomo che è un indovinello, avvolto nel mistero, dentro ad un enigma. (E foderato di titanio.)
    Un ingegnere che sgobba sull’iPhone SDK non si preoccupa dell’industria, i suoi colleghi, o del suo capo. La sua inflessibile ricerca dell’”eleganza del sistema” è semplicemente un istinto animale per evitare il dolore, manifestato ampiamente durante la revisione del senior management.
10 Aprile 2008
Il futuro dell’Europa risiede nell’email
Clay Shirky Clay Shirky, autore del libro Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations (vedi anche questi posts), sostiene in un breve testo che il futuro dell’Europa risiede nell’email:

“L’UE è il metodo di prova per gli effetti di Internet sul governo. Nessun altra regione multi-nazionale del mondo è andata così lontano nello smantellare il confini nazionali. All’interno dell’UE non ci sono controlli dei passaporti, non ci sono controlli alla dogana nei confini interni, e non ci sono barriere per il lavoro - qualunque cittadino di qualsiasi dei 12 paesi dell’UE può lavorare in qualsiasi altro paese dell’UE senza necessitare di un visto. Cose che gli Americani danno per scontato, come il potersi spostare di 3000 miglia per un lavoro, sono disponibili per i cittadini dell’UE per la prima volta. In altre parole, l’UE possiede la maggior parte delle insegne per un paese eccetto i cittadini, e i cittadini vengono prodotti in posti come easyQualcosa. La gente che manda lì i suoi email sono la prima generazione post-nazionale dell’Europa, la sua prima generazione Internet, il primo gruppo di persone che si può muovere  da un posto all’altro se sentono che la vita è migliore altrove. Il desiderio di questa generazione di ignorare l’identità nazionale confonderà i suoi anziani, la gente che è cresciuta convinta che sentimenti come ‘I tedeschi sono efficienti e senza senso dell’umore, mentre gli italiani sono indisciplinati e amanti del divertimento’ ha quasi una componente genetica. La nazionalità importa meno dell’economia - la generazione Internet si comporterà più da cliente che da cittadino.”

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10 Aprile 2008
MIT Media Lab e Bank of America annunciano la creazione del Center for Future Banking
Future of banking Il Media Laboratory del MIT e la Bank of America hanno annunciato oggi la crezione del Center for Future Banking, una collaborazione di cinque anni sulla quale la Bank of America ha impegnato 3-5 milioni di dollari all’anno.

Il nuovo centro di ricerca, che sarà ubicato al Media Lab presso il campus MIT, […] esplorerà nuove idee di banking inventando tecnologie che rivelino ed influenzino le considerazioni attraverso una vasta gamma di scale fisiche e sociali, dalle interazioni faccia a faccia con i clienti alle transazioni globali. I ricercatori si porranno domande come : “Come può ogni cliente essere fornito della conoscenza e gli strumenti per avere miglior controllo del futuro delle proprie finanze?”, “Come si svolgeranno le interazioni bancarie mentre i mondi fisici e virtuali del cliente si intrecciano sempre di più?” e ” Come trasformeranno i network sociale e piattaforme mobili le esperienze di banking dei clienti, rendendole più semplici , convenienti, e integrato meglio con le loro vite quotidiane?”. […]

Il professore Deb Roy, Presidente del programma accademico del MIT sulle Scienze e le Arti Media e pioniere nel modellaggio cognitivo, teoria della comunicazione, ed interazioni uomo-macchina, farà da Founding Director e Principale Investigatore del Centro. “Il Centro prepara il campo per una ricerca senza precedenti che attingerà nelle potenzialità del Media Lab e le amplificherà in eccitanti, nuove direzioni”, dice Roy. “Creeremo un centro di energia intellettuale che radunerà ricercatori con perspettive radicalmente differenti, tra cui economisti del comportamento, scienziati sociali, scienziati dei computer, psicologi, designer, ed altri che condividono una passione per il pensiero innovativo. Questa è’ una ricetta per produrre nuove idee inaspettate che innescheranno innovazioni significative nel mondo del banking.”

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(via a thousand tomorrows)

7 Aprile 2008
Conferenza: L’innovazione attraverso il design inclusivo
Inclusive design Il Consiglio del Design Norvegese sta organizzando una Conferenza Europea di Business sul Design Inclusivo, i giorni 5-6 di Maggio a Oslo, Norvegia.

Vi piacerebbe sapere come il design inclusivo può aiutarvi a creare nuovi prodotti e servizi? Come i metodi di design possono avvicinarvi al cliente e darvi un tocco innovativo? Impara come i brand più importanti creano nuovi prodotti e servizi attraverso l’innovazione centrata sull’utente.

I relatori includono Maria Benktzon, Professore/Industrial Designer, Ergonomidesign, Svezia; Julia Cassim, Senior Research Fellow, Royal College of Art Helen Hamlyn Centre, GB; Jeremy Myerson, Direttore/Professore, Royal College of Art Helen Hamlyn Centre (discorso principale: “Discovery Through Design: How design methods take you closer to the customer at the front end of innovation”); Akihiro Nagaya, General Manager Design Development Division, TOYOTA, Giappone (discorso principale: “Aiming at a sustainable society”); Rama Gheerawo, Innovation Manager e Research Fellow, Royal College of Art Helen Hamlyn Centre, Londra; Alison Wright, Managing Director, Easy Living Home Ltd, GB (sul creare e commercializzare cucine e bagni progettate in modo inclusivo); Matthew White, Design Manager, B&Q, GB (sull’innovazione dei prodotti inclusivi); Jarmo Lehtonen, Design Research Manager, Design for All, Nokia, Finlandia (sul design per tutti); Clive Grinyer, Cisco Systems/Orange, GB (sul design di servizi inclusivi); e Toshimitsu Sadamura, Presidente/Direttore GA-TAP, Giappone (sul progetto di design inclusivo della linea metropolitana Nanakuma della città di Fukuoka).

(via il product usability weblog)

23 Marzo 2008
Il governo britannico rivela una strategia di innovazione impulsata dal design
Innovation nation Il Budget della scorsa settimana e due documenti di politica hanno messo il design fermamente al cuore della strategia di innovazione del governo britannico, scrive Emily Pacey su mad.co.uk.

“In uno sforzo orchestrato per incoraggiare l’innovazione nei servizi pubblici, due dipartimenti del governo settimana scorsa hanno pubblicato dei paper che includono il design - normalmente la riserva di cultura e scambio - nei loro piani. L’impegno dichiarato del Budget di sostenere le piccole aziende innovative nasce dal White Paper Innovation Nation [pdf, 923 kb, 101 pages] del Department for Innovation, Universities & Skills e dalla nuova strategia Enterprise: Unlocking the UK’s Talent [pdf, 4.7 mb, 105 pages] del Department for Business Enterprise & Regulatory Reform”.

“Il report di BERR - considerato il punto più saliente del Budget del presidente della Confederation of British Industry Richard Lambert - nota la forza dell’industria del design e riconosce che le connessioni tra design e business sono deboli. Tuttavia, è Innovation Nation a mettere il design al proprio cuore, descrivendo tre progetti sostenuti dal governo condotti, o comprendenti, il Design Council.” […]

“Il Ministro per l’Innovazione Ian Pearson crede che il design sia centrale per l’innovazione e che l’innovazione sia la chiave per il miglioramento dei servizi pubblici. ‘Sviluppare il design all’interno dei servizi delle autorità locali e dei dipartimenti del governo sarà importante per il futuro,’ dice a Design Week. ‘Il contributo del design all’innovazione non è stato enfatizzato a sufficenza fino ad adesso, ma l’innovazione guifata dall’utente ha sempre dimostrato chiaramente l’importanza del design enllo sviluppo di nuovi prodotti, processi e forme di lavorare.”

Un articolo su Science|Business fornisce ulteriori dettagli:

“L’innovazione sta cambiando, e la politica del governo ha bisogno aggiornamenti per riflettere questo, dice il governo britannico su un White Paper pubblicato questa settimana, che promette di collocare l’approvvigionamento pubblico al centro della politica dell’innovazione per la prima volta.

“Questo avrà una dimensione internazionale, col governo che si impegna ad allineare la propria politica all’iniziativa dei mercati guida della Comissione Europea.” […]

“Ogni dipartimento del governo traccierà un piano di approvvigionamento di innovazione come parte della propria strategia commerciale, per guidare l’innovazione attraverso l’approvvigionamento e fare uso di pratiche di approvvigionamento innovative.” […]

“L’iniziativa del mercato guida dell’UE ha scelto i sistemi di sanità elettronici, i tessili protettivi, gli edifici sostenibili, il reciclaggio, i prodotti biologici ed l’energia rinnovabile, come aree dove il potere d’acquisto dell’Europa può guidare l’innovazione. Essa pianifica di aiutare migliorando la legislazione, applicando l’approvvigionamento pubblico e sviluppando gli standard.” […]

“Il governo britannico ha abbandonato la visione semplicistica dell’innovazione come processo disimpegnato di investimento nella ricerca fondamentale indirizzata alla commercializzazione dall’industria. Adesso riconosce che l’innovazione attinge da un’ampia varietà di sorgenti ed è guidata dalla domanda così come dall’offerta.” […]

“Spostando l’attenzione al lato della domanda spingerà l’innovazione incoraggiando gli innovatori ad incontrare nuovi, avanzati bisogni. “I primi utenti, che siano individui, business o il governo stesso, danno forma alle innovazioni nelle loro fasi di sviluppo più importanti e forniscono una prima entrata  fondamentale,” dice il White Paper.”

(via Niti Bhan su Core77)

12 Marzo 2008
L’Art Center College apre un dialogo globale
Global Dialogues Il mondo del design e dell’innovazione è cambiato molto nell’ultima decade. Le sfide sono più complesse, intricate e sistemiche, e di conseguenza richiedono un approccio sempre più olistico e multidisciplinare, specialmente nell’educazione.

O nelle parole di Richard Koshalek, presidente dell’ Art Center College of Design:

“I requisiti educazionali di settori complessi come il design, assieme ai progressi della tecnologia e delle comunicazioni, richiedono che i college e le università distribuiscano conoscenza ed esperienza a livello globale.”

La rinomata Art Center College of Design sta puntando a qualcosa di molto ambizioso - sta uscendo dal suo spazio fisico, e sta creando una serie di quello che definirei “open innovation forums” su scala globale, tutti con l’obiettivo di “sviluppare la gente”.

Settimana scorsa sono stato invitato (grazie, Rudy) a prendere parte ad uno di essi: l’evento Disruptive Thinking a Barcellona.

L’evento di Barcellona, organizzato in collaborazione con la scuola di economia ESADE, è il primo di una serie di dialoghi globali che l’Art Center sta organizzando in diversi continenti e online.

Un impegno sociale

L’Art Center ha un iniziativa che mi piace molto: designmatters. Inaugurata nel Dicembre del 2001, Designmatters presso Art Center esplora i benefici sociali e umanitari del designe e del business responsabile.

Designmatters è una parte cruciale del Progetto Barcellona: le collaborazioni con le istituzioni educative, civiche e culturali specialmente nei temi sociali ed umanitari sono un obiettivo chiave.

Uno dei temi che il progetto Barcellona vuole affrontare in particolare è quello del ruolo del desgin nelle città, che “dev’essere ridefinito d’accordo ai principi della sostenibilità — non solo in relazione con l’ambiente, ma anche in termini di produzione e condumo di energia, prosperità economica, giustizia sociale e sviluppo culturale”. E così dovrebbe essere.

Cercare di pensare in modo dirompente

Gli organizzatori hanno cercato “pensatori e professionisti ‘dirompenti’ che — nonostante comporti diversi rischi — portino energia vitale da incidere a questi argomenti e li spingano in nuove e produttive direzioni per la società.”

L’evento è stato presieduto dal giornalista britannico Richard Addis, che ha selezionato principalmente presentatori britannici per ognuna delle sei sessioni.

Josh Nakaya, uno studente di product design dell’Art Center ha fatto davvero un ottimo laboro nel mettere su blog la conferenza, e poi aggiungendo le risposte. Sono disponibili anche dei video streams. Quindi faro riferimento a questi riassunti e video sui miei commenti in seguito. C’è anche un sito con l’intero schieramento di speakers.

Ecco le sei sessioni:

Cambiamento climatico [riassunto - risposte - video]

In questa prima sessione Harry Eyers del Financial Times ha conversato con Peter Head di ARUP e Sara Wheeler, una scrittice sull’ambiente.

Harry Eyres ha iniziato con la domanda: “La minaccia e la realtà del cambiamento climatico possono essere di ispirazione per riprogettare il modo in cui viviamo?”

Alla fine non è stato detto niente di nuovo o dirompente, ma Sara Wheeler ha fatto una forte dichiarazione che ho apprezzato molto: “Il cambiamento climatico è ormai parte dell’esperienza umana, di quello che è essere umano. Bisogna riflettere veramente su questo.” Ha anche dato il tono giusto per avviare la conferenza con questo tema ambientale.

Geopolitica [riassunto - risposte - video]

Richard Addis ha presieduto la sessione di geoplitica. La sua scelta degli ospiti è stata inusuale ma sicuramente difendibile: Ron Haviv che è un fotografo giornalista di guerra (con un sito degno di nota), e Bernard Tabaire, il coraggioso, considerato ed altamente eloquente redattore del giornale dell Uganda The Monitor, che continua a finire nei guai con le autorità dell’Uganda. Mi è piaciuta l’idea di parlare di geopolitica con gente che vive gli effetti di queste scelte nelle loro vite quotidiane.

Nonostante Richard sia partito con la giusta dichiarazione (”la politica riguarda la leadership”), la discussione è degradata velocemente in idee piuttosto (forse dirompenti ma decisamente) irrealistiche di cambiamento, come abolire gli eserciti o i politici, sottolineate da taglienti critiche sui comportamenti dei governi.

Riflettendoci, sono completamente d’accordo con quello che Josh Nakaya ha scritto nella sua risposta.

Business [riassunto - risposte - video]

Questo è stato il dialogo più breve: Lynda Sale, partner di Sale Owen, consulente di marketing e artista ha discusso di pensiero dirompente nel business con Alfons Sauquet, preside della scuola di economia ESADE.

Sauquet sostiene che le aziende devono riconsiderare se stesse in modo da provvedere un ambiente che attragga la gente migliore in modo di dare luogo all’innovazione.

Scienza [riuassunto - risposte - video]

Questa è stata senz’altro la sezione migliore, se c’è un video che dovete vedere è questo. La sessione è stata presieduta dallo scrittore Robert Matthews che ha portato come ospiti la fisica teoretica Fotini Markopoulou, l’astronomo David Hughes e il matematico David Orell.

A parte alcuni pensieri più dirompenti (perchè non ci dovrebbe essere un conferenza sul pensiero dirompente su un pianeta distante 400 anni luce da noi?), i tre scienziati hanno sottolineato quanto poco sappiano adesso di quello che credevano di sapere agli inizi delle loro carriere. Questo certamente implica, come ha detto l’astronomo David Hughes , un profondo senso di umiltà, una lezione non solo per i scienziati.

Fede [riassunto - risposte - video]

Bigna Pfenninger, redattore fondatore di The Drawbridge, ha invitato lo scienziato accademico Charles Pasternak e la cordiale egittologa Joann Fletcher.

Da questa sessione si sono sviluppate principalmente tre linee di pensiero: la spiritualità non può essere messa da parte semplicemente come illusione; è impossibile capire molte parti del nostro mondo e della nostra storia senza capire o apprezzare i nostri sistemi di credenze; e la fede - che sia considerata un placebo o meno - è così forte da condizionare le circostanze.

Sono d’accordo con i commenti di Josh Nakaya su questa sessione, vorrei aggiungere che la fede qui è stata interpretata in modo piuttosto ristretto esclusivamente come credo religioso o spiritualità. Tuttavia ognuno di noi ha delle credenze, convinzioni, presupposti, che non sono giustificati dai fatti. Costruiamo credenze per gestire il nostro mondo. Ma il nostro mondo spesso cambia più velocemente di queste credenze, il che porta a tutti i tipi di frizioni, con gente che lotta battaglie del passato, o politici che fanno decisioni sul futuro basandosi su sistemi di credenze che sono stati definiti da fatti ed esperienze passati da decine di anni.

Design [riassunto - risposte - video]

Finalmente, Stephen Bayley, il quale è un commentatore di design e fondatore del Design Museum, ha avuto tre ospiti: Blaise Agüera y Arcas, un architetto presso Microsoft Live Labs, architetto di Seadragon, e co-creatore di Photosynth, Chris Lefteri, un esperto di materiali e product designer, e Thom Mayne, architetto e fondatore di Morphosis.

Si è dedicato molto tempo alla discussione di concetti astratti come la bellezza o la permanenza, mentre altr idee — la rilevanza del pensare in termini di ecosistema al design, concetti come il coinvolgimento o il mistero, e come al giorno d’oggi siamo sempre più guidati dall’esperienza dell’interazione — sono stati toccati ma non approfonditi.

In breve

L’andamento dell’evento non è stato l’ideale: alcuni dei presentatori non hanno condotto molto bene le loro sessioni, non tutti avevano idee rilevanti da contribuire, e non sempre c’era un collegamento tra il pensiero dirompente ed l’argomento discusso, e non sempre era chiara la direzione che si voleva seguire.

Ho anche riflettuto su fino a quale punto ho effettivamente sentito dei temi innovativi, o sul fatto che le cose che ho sentito si potessero trovare facilmente su un libro o una buona rivista.

La risposta è probabilmente sì. Ma il libri e le riviste sono monologhi per natura. Questo era nella teoria e nella pratica una serie di dialoghi. All’inizio di questo articolo ho scritto che questo evento di Barcellona fa parte di un’ampia strategia di collaborazioni aperte, comunicazioni aperte e di impegno sociale. Questo non solo è un’approccio lodevole e di valore, ma è anche altemente rilevante e opportuno nella società contemporanea. Abbiamo bisogno di più di queste iniziative. Certo, devono essere messe a punto e migliorate, ma in sostanza abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione tra le discipline, tra le diverse parti della società, tra le diverse parti del mondo. Il mondo è diventato troppo complesso per permettere ad ognuno di noi di capire le cose da soli.

E secondo me questo era il vero significato di queste Conversazioni Globali.

Spero anche che l’Art Center porti a termine il suo impegno di continuare le conversazioni online, per avere un dialogo continuo. Il blog dell’evento per adesso è basicamente morto. Probabilmente questo non è lo strumento giusto - bisogna sviluppare uno nuovo.

E gli Stati Uniti?

L’Art Center è una scuola americana, con base a California. Come posso partecipare alle conversazioni globali? Molti degli eventi si svolgono in California: il recente summit di due giorni su Sistemi, Città e Mobilità Sostenibile e la prossimaconferenza Serious Play.

7 Marzo 2008
Oggi a Barcellona
Disruptive Thinking Oggi mi trovo a Barcellona per seguire l’evento Art Center Global Dialogues: Disruptive Thinking.

La conferenza di un giorno è configurata come “una serie di conversazioni on-stage con pensatori di diversi settori rinomati internazionalmente le cui idee e azioni “dirompenti” sfidano le convenzioni, spezzano gli attuali paradigmi, e ispirano cambiamenti positivi nel mondo. Al contrario delle conferenze tradizionali, gli Art Center Global Dialogues accopiano a questi speaker delle influenti figure dei media—tra cui redattori, editori, e giornalisti tenuti in gran considerazione—in degli scambi vitali che incoraggino lo sviluppo di nuove idee.”

Invitati dallo stratega dei servizi di telefonia mobile e collega belga Rudy Dewaele e incuriosito dalla reputazione degli organizzatori (The Art Center College of Design e la ESADE Business School), ho deciso di assitere all’evento, curioso di sentire cosa hanno da dire i partecipanti a proposito di sei aree di influenza delle nostre vite quotidiane: il cambiamento climatico, la geopolitica, gli affari, la scienza, la fede e il design.

Per rendere questo evento una gonversazione veramente globale, gli organizzatori hanno allestito un live video stream (con la possibilità di interagire con il pubblico attraverso una chat); un twitter stream per le domande in diretta e il micro blogging in diretta dalla conferenza; e un gruppo Flickr al quale la gente può mandare le proprie foto durantte (e dopo) l’evento.

3 Marzo 2008
Mettere l’innovazione nelle mani della gente
Kluster Se i dirigenti hanno intenzione di affidarsi alla saggezza delle masse per ottenere aiuto nei business, probabilmente è ora che le masse ottengano un piccolo compenso in cambio.

Questa è la teoria dietro Kluster, il nuovo schieramento di aziende che utilizzano la rete per canalizzare la saggezza collettiva di stranei in strategie di business significative. Con un sistema di ricompensazione per i contribuenti ed un gran inizio alla conferenza TED settimana scorsa a Monterey, California, Kluster spera di attirare abbastanza visitatori con sufficienti capacità di business per ottenere presto momentum.

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27 Febbraio 2008
Donald Norman a Torino il 15 Marzo
Donald Norman Donald Norman è probabilmente uno dei più importanti ospiti del prossimo Piemonte Share Festival, curato da Bruce Sterling.

Norman farà parte di un panello nel pomeriggio di Sabato 15 Marzo intitolato “Manufacturing Future Designs”.

Le diverse conferenze del festival stanno approfondendo su tutti i tipi di variazioni sul tema principale del “manufacturing”: Manufacturing Cultural Projects; Manufacturing the Streets; Dramatic Manufacturing; Manufacturing Intelligence; Manufacturing Robots; A Manifesto for Networked Objects; Manufacturing Digital Art; Manufacturing Future Designs; Manufacturing Consent; e Is Life Manufacturable?

Gli speaker e gli ospiti sono molti, tra cui Montse Arbelo, Andrea Balzola, Massimo Banzi, Luis Bec, Gino Bistagnino, Julian Bleecker, Chiara Boeri, Stefano Boeri, PierLuigi Capucci, Stefano Carabelli, Antonio Caronia, Paolo Cirio, Gianni Corino, Lutz Dammbeck, Luca De Biase, Kees de Groot, Hugo Derijke, Giovanni Ferrero, Fabio Franchino, Joseba Franco, Piero Gilardi, Owen Holland, Janez Jansa, Nicole C. Karafyllis, Maurizo Lorenzati, Mauro Lupone, Giampiero Masera, Motor, Ivana Mulatero, Daniele Nale, Anne Nigten, Donald Norman, Marcos Novak, Gordana Novakovic, Giorgio Olivero, Claudio Paletto, Luigi Pagliarini, Katina Sostmann, Stelarc, Bruce Sterling, Pietro Terna, Franco Torriani, and Viola van Alphen.

27 Febbraio 2008
Libro: We Think - innovazione di massa non produzione di massa
We Think “We Think”, il nuovo libro di Charles Leadbeater, un pensatore sull’innovazione e portavoce della creatività collettiva, è stato appena pubblicato.

Al giorno d’oggi la società non si basa più sul consumo di massa, ma sulla partecipazione innovativa di massa - come risulta chiaro nei fenomeni da Wikipedia, Youtube e Craigslist alle nuove forme di ricerca scientifica e di campagna politica. Questo nuovo modo di ‘We-think’ sta riformando il modo in cui lavoriamo, giochiamo e comunichiamo.

“We-think” tratta su cosa la nascita di questi fenomeni (non tutti hanno a che vedere con internet) significhi per il modo in cui ci organizziamo - non solo nei business digitali ma anche nelle scuole e negli ospedali, nelle città e nelle corporazioni principali. Per il punto dell’economia dell’era industriale era produzione di massa per il consumo di massa, la formula creata da Henry Ford; ma queste nuove forme di collaborazione creativa di massa annunciano l’avvento di un nuovo tipo di società, nella quale la gente vuole essere i giocatori, non gli spettatori.

Questo è un grosso cambio culturale, in quanto in questa nuova economia la gente non vuole beni e i servizi, che vengono loro recapitati, ma gli strumenti che gli permettano di prendervi parte. In “We-think” Charles Leadbeater non solo analizza questi cambiamenti, ma anche come questi ci condizioneranno e come possiamo portarne a termine la maggior parte.

Proprio come, negli ‘80, il suo “In Search of Work” ha predetto l’aumento dell’occupazione più flessibile, qui lui delinea un cambiamento cruciale che ha già degli effetti su tutti noi.

Il libro è stato parzialmente scritto online ed incorpora i commenti dei lettori su una bozza pubblicata sul web a fine 2006.

- Pagina dell’editore
- Pagina di Amazon
- Breve video di animazione

27 Febbraio 2008
Yrjö Sotamaa sulla nuova Innovation University di Helsinki
Yrjö Sotamaa Ho recentemente intervistato il Prof. Yrjö Sotamaa, Presidente dell’University of Art and Design Helsinki.

Sotamaa è l’uomo dietro all’iniziativa di avviare una nuova Innovation University in Finlandia, riunendo tre importanti università finlandesi: l’University of Art and Design Helsinki (TAIK), la Helsinki University of Technology (TKK), e la Helsinki School of Economics (HSE).

L’obiettivo della nuova università, la cui inaugurazione è prevista per Agosto del 2009, è quello di essere una delle principali istituzioni nel mondo in termini di ricerca e di educazione nei settori della tecnologia, gli studi economici e arte e design.

L’iniziativa è una versione più grossa ed ambiziosa del generale approccio multidisciplinario che viene attualmente applicato in alcuni altri importanti centri di educazione. Design-London presso RCA-Imperial creerà un ‘triangolo dell’innovazione’ tra design (rappresentato dal Royal College of Art), ingegneria e tecnologia (rappresentato dall’Imperial College Faculty of Engineering), e business dell’innovazione (rappresentato dall’Imperial’s Tanaka Business School). La Carnegie Mellon University mette gli studenti di design, ingegneria e business in gruppi per lavorare a progetti. E la Rotman School of Management dell’Università di Toronto accopia MBA con gli studenti di design nelle lezioni di sviluppo dei prodotti.

Le lezioni per i 22,000 students saranno in inglese, per attrarre studenti da tutte le parti del mondo (molti dei quali potrebbero finire a lavorare per quella famosa multinazionale finlandese, Nokia, che è uno degli sponsor dell’iniziativa).

Un’altra cosa interessante è la loro scelta radicale per un approccio centrato sull’uomo, multidisciplinare e di prototipazione.

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27 Febbraio 2008
Nokia si trasforma dall’interno
Nokia Morph Articolo molto interessante sul sito di BBC news su come Nokia si stia trasformando da fabbricante di dispositivi a azienda di software e servizi che monetizza le sue conoscenze di software attraverso la vendita di dispositivi, e il ruolo strategico della ricerca in questa impresa. Ecco alcune citazioni relazionate col UX:

Dr John Shen, capo del laboratorio Palo Alto Research ha detto che il suo team ha aiutato lo sviluppo della Nokia come azienda di servizi.

“Vediamo l’intersezione tra Internet e mobilità. Nokia è stata un’azienda di dispositivi e quello resterà un business lucrativo per i prossimi anni, però anzichè aspettare a quando si dovrà cambaire, Nokia guarda avanti e stà già cambiando adesso.”

Ha detto che l’obiettivo dell’azienda era una “soluzione totale”  che comprenda hardware e software, ma concentrandosi su un’ “esperienza dell’utente convincente”.

“L’azienda che comprende l’esperienza dell’utente finale avrà un vantaggio”, ha aggiunto. […]

Dr Shen aggiunge: “Quando la tecnologia è sotto i requisiti dell’utente, la tecnologia guida l’industria.

“Ma una volta che passi dall’altra parte verso la corrente principale devi guardare i servizi e l’esperienza dell’utente.

“Il vero obiettivo ora sono le esperienze dell’utente convincenti. Dev’essere guidato dall’esperienza dell’utente invece che dalla tecnologia”.

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26 Febbraio 2008
Chris Anderson sulle “freeconomics”
Free! Scrittore per l’Economist, autore di “Long Tail” e attualmente capo redattore di Wired Chris Anderson, è alle prese con un’altra delle sue dirompenti idee di business e si prepara a pubblicare il suo nuovo libro.

“Grazie a Gillette, l’idea di poter fare soldi regalando qualcosa non è più radicale. Ma fino a poco tempo fa, praticamente qualunque cosa “gratuita” era in realtà il risultato di quello che gli economisti chiamerebbero un cross-subsidy: ricevi uno gratis se ne compri un’altro, o ricevi un prodotto gratuitamente se paghi un servizio.

Lungo la decade passata è emerso un nuovo tipo di gratuito. Il nuovo modello non si basa sui cross-subsidies — lo spostare il costo di un prodotto su un altro — ma sul fatto che il costo dei prodotti stessi stiano cadendo velocemente. E’ come se il prezzo dell’acciaio fosse caduto così vicino allo zero da permettere a King Gillette di regalare sia rasoio che lametta, e fare soldi su qualcos’altro. (Crema da barba?)”

Però resta una supposizione dubbia: Google non fornisce gratuitamente il suo spazio per la pubblicità, i prodotti e i servizi pubblicizzati non sono gratuiti, i costi marginali non sono gratuiti (come l’impatto sull’ambiente), e l’”economia” in se implica un qualche tipo di scambio di valore. AdLab lo chiama il manifesto comunista di Chris Anderson.

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