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  Articoli della categoria 'Identità'
9 Maggio 2008
La nostra società di sorveglianza va online
Phone The Guardian recensisce un libro che sostiene che la nostra provacy sia minacciata dall’aumento della sorveglianza digitale.

Essere in grado di effettuare le proprie decisioni e mantenere le proprie opinioni senza interferenze; controllare l’informazione che vi riguarda; ed occuparsi del proprio spazio personale - questi elementi basici della privacy sono sotto minaccia, secondo un nuovo libro, The Spy in the Coffee Machine: The End of Privacy As We Know It, di Kieron O’Hara e Nigel Shadbolt, due scienziati dei computer presso l’University of Southampton.

Mentre le nosre attività offline vengono seguite dalle camere CCTV,  dalle Oyster card e dagli RFID tag, i dettagli delle nostre ricerche e dei nostri acquisti online si accumulano in dei database che sanno più di noi di quanto diremmo ai nostri più cari amici. Molti di noi inoltre trasmettono le proprie vite attraverso blog o siti di social networking. “Quando l’io di una persona come entità sociale, con storia, con transazioni, è tutta lì fuori, allora la privacy non è più la nozione di una volta”, dice Shadbolt, che è professore di intelligenza artificiale a Southampton e uno dei principali scienziati nel dare forma ai protocolli all’internet futuro.

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10 Aprile 2008
Experience design e autenticità - c’è una connessione?
Authenticity Idris Mootee, uno stratega del business e dell’innovazione, esplora in un post scritto con molta nonchalance l’importanza dell’autenticità del design di esperienze.

Cosa mi dite sulle esperienze quotidiane? Spesso queste piccole esperienze (del mondo digitale o reale) non sono studiate per essere grandiose, ma in qualche modo trovano il modo di raggiungerci e ci sentiamo comodi con ciò. Non sembrano essere grandiose all’inizio e in qualche modo ci abituiamo a questo. Possono non essere posti per occosiani speciali ma rappresentano il terzo posto dove passare il nostro tempo. La gente non è amichevole perchè è stata allenata ad esserlo ma perchè semplicemente è se stessa. Si chiama autenticità. Possiamo tollerare quelle lunghe attese o qualsiase errore umano perchè sappiamo che loro sono come noi - uomini. Le questioni per cui noi tolleriamo questi singhiozziin quei posti e ci arrabbiamo se invece accade per un crollo di un servizio di una grossa azienda, che sia un hotel, una compagnia aerea o una catena diretail? Credo che abbia a che fare con l’autenticità.

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10 Aprile 2008
Il futuro dell’Europa risiede nell’email
Clay Shirky Clay Shirky, autore del libro Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations (vedi anche questi posts), sostiene in un breve testo che il futuro dell’Europa risiede nell’email:

“L’UE è il metodo di prova per gli effetti di Internet sul governo. Nessun altra regione multi-nazionale del mondo è andata così lontano nello smantellare il confini nazionali. All’interno dell’UE non ci sono controlli dei passaporti, non ci sono controlli alla dogana nei confini interni, e non ci sono barriere per il lavoro - qualunque cittadino di qualsiasi dei 12 paesi dell’UE può lavorare in qualsiasi altro paese dell’UE senza necessitare di un visto. Cose che gli Americani danno per scontato, come il potersi spostare di 3000 miglia per un lavoro, sono disponibili per i cittadini dell’UE per la prima volta. In altre parole, l’UE possiede la maggior parte delle insegne per un paese eccetto i cittadini, e i cittadini vengono prodotti in posti come easyQualcosa. La gente che manda lì i suoi email sono la prima generazione post-nazionale dell’Europa, la sua prima generazione Internet, il primo gruppo di persone che si può muovere  da un posto all’altro se sentono che la vita è migliore altrove. Il desiderio di questa generazione di ignorare l’identità nazionale confonderà i suoi anziani, la gente che è cresciuta convinta che sentimenti come ‘I tedeschi sono efficienti e senza senso dell’umore, mentre gli italiani sono indisciplinati e amanti del divertimento’ ha quasi una componente genetica. La nazionalità importa meno dell’economia - la generazione Internet si comporterà più da cliente che da cittadino.”

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18 Marzo 2008
Una breve intervista sull’identità
Trendbuero La società di consulenza tedesca Trendbüro ha pubblicato una breve intervista con me sul tema dell’identità.

E’ parte della loro strategia per pubblicizzare il loro prossimo Trend Day, dal tema: “Identity Management – Recognition replaces attention”.

Sono in ottima compagnia: hanno anche pubblicato interviste con Richard Florida, Willem Velthoven di Mediamatic, Hartmut Esslinger di frog design, e Dick Hardt di identity 2.0.

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15 Febbraio 2008
Perchè l’immigrazione è vitale per l’innovazione
The Difference Dividend Come qualsiasi altra azienda innovativa in Europa, Experientia a volte si trova ad affrontare dure leggi sull’immigrazione. Assumere qualcuno da fuori l’UE è una sfida e a volte si finisce col perdere l’opportunità di attirare gente molto capace.

Quindi sono molto lieto di vedere qualche dibattito sull’argomento. NESTA, il Dipartimento Nationale per le Scienze, Tecnologie e le Arti Britannico, ha appena pubblicato una “provocazione” scritta da Charles Leadbeater (autore di We-Think) sul perchè l’immigrazione sia vitale per l’innovazione.

Intitolato “The Difference Dividend“, il saggio esordisce con un abbozzo sulle tre connessioni critiche tra immigrazione, innovazione e creatività, argomenta (con ragione) che il dibattito sull’immigrazione è condotto in mezzo ad una spessa nebbia di pregiudizi, aneddoti, e rumori, e descrive nel dettaglio i contributi fondamentali che l’immigrazione apporta alla nostra capacità di innovare.

Leadbeater avverte che la diversità non è sufficiente per dare luogo all’innovazione (”I costi della diversità hanno bisogno di essere ben gestiti per assicurarcene i benefici”), evidenzia come la gente abbia bisogno di confidare l’uno nell’altro per condividere le idee e costruire l’uno sui contributi dell’altro per far emergere l’innovazione, e conclude con le quattro principali implicazioni per i policymaker desiderosi di massimizzare l’impatto dell’immigrazione sull’innovazione.

Molto opportuno, in quanto il multiculturalismo è di nuovo sotto attacco in Gran Bretagna (vedi The Guardian e The Times).

8 Gennaio 2008
Eataly, il supermercato esperienziale
Eataly Settimana scorsa ho visitato di nuovo Eataly, un fantastico supermercato “esperienziale”, proprio qui a Torino. Associato col movimento Slow Food, potete soffermarvici per ore sentendovi costantemente stimolati, intellettualmente, sensualmente e visualmente.

Ma non ne ho mai scritto in questi termini. Mea culpa. Mi sono ricordato di di questa mancanza solo quando ho letto lo studio del Guinness Storehouse sul sito del Design Council.

L’Atlantic Monthly lo definisce il “supermercato del futuro” [in questo articolo]

Monocle ha fatto un eccellente video reportage.

E anche il New York Times ne ha parlato, approfittando dell’opportunità per annunciare che una versione più piccola (un decimo di quella di Torino aprirà questa primavera in uno spazio su due piani di 10.000 piedi quadrati nel nuovo edificio Centria alla 18 West 48th Street a New York.

In breve, per esperimentare veramente i prodotti freschi del Piemonte dovete venire a Torino.

17 Dicembre 2007
Identità rimpiazza esperienza
About “Identity” replaces “experience” come il prossimo grande concetto nel design e nel media thinking, dichiara Business Week come parte delle sue predizioni di innovazione per il 2008.

“La gente crea le sue proprie identità interagendo con prodotti e servizi. La nozione di un’esperienza dell’utente e una forma di pensare più passiva. E’ troppo del XX secolo. L’identità sarà quello che andrà nel ‘08.”

In ogni caso, il cliente resta ancora il re (e rimpiazza la competizione) e “longevità” rimpiazza “sostenibilità” (cosa di cui dubito personalmente).

4 Ottobre 2007
Newsletter di Frog Design Mind sull’identità e sul significato nel mondo del design
Frog Design Mind L’ultima edizione di Frog Design Mind (permalink), la newsletter bimensile di Frog Design Inc., è dedicata all’identità e contiene un nutrito gruppo di articoli su “la sfida per trovare un nuovo senso nel crescente panorama del design”. Ecco una selezione (la prima in particolare, di Mark Rolston, è altamente raccomandata - in quanto è un eccellente articolo):
Defining The New Singularity<br /> Definire la Nuova Singolarità

Esplorando il seguente livello di convergenza: tra hardware e software, informazione ed oggetto, uomo e tecnologia.

“Come lo proponone lo scrittore Bruce Sterling, prendendo un pò in prestito da Baudrillard e applicandolo al design, noi ci stiamo avvicinando ad un era di innovazione tecnologica dove ‘c’è di più depositato sulla mappa di quanto ci sia sul territorio’. Più semplicemente, la storia riguardante una certa ‘cosa’, un prodotto o servizio che noi usiamo, eccede velocemente il valore della cosa in sè. L’identità di un prodotto non può più essere facilmente definita attraverso il fattore della sua forma, ma piuttosto per l’informazione che la racchiude, l’attraversa e che essa accumula durante il corso della sua esistenza.”

Change Agency Agenzie di Cambio e Trasformologie
Capire il potere del design per agevolare un cambio positivo nell’utente finale.

“Può lo sviluppo personale essere modellato meglio dalle tecnologie che, noi designer, creiamo? Cosa succederebbe se i prodotti e gli ambienti fossero disegnati per riconoscere le aspirazioni individuali ed agevolassero la realizzazione del potenziale dell’utente? E’ possibile che i nostri prodotti non solo cambino l’atteggiamento degli utenti, ma addirittura incoraggino al loro interno le qualità cui aspirano?”

Parenting 2.0 Genitori 2.0
I principi chiave per la creazione e la cura dell’identità online di tuo figlio.

“Il proposito di questo articolo è di fornire a te, genitore, alcuni principi basici per la navigazione nel fantastico mondo del networking sociale e del Web 2.0 con i tuoi figli - il tutto mantenendoli sicuri, socializzati ed impegnati. Non ci sono regole, guide o una filosofia del curare i figli. Ci sono solo dei principi base che ricordardano a te, e ai tuoi figli, di pensare prima di premere il tasto Invio.”

Is this how your kids see you? Il Tuo Disco Rigido Vale Più Della Tua Vita?
L’influenza della tecnologia nella esperienza collettiva delle famiglie di oggi.

“Prima della presenza di fotocamere e simile, gli uomini tramandavano le conoscenze attraverso la narrazione, intrecciando esperienze personali con un senso del luogo e del tempo. Crearono dei panorami visuali attraverso le parole, l’arte, e gli oggetti circondati. Queste narrazioni codificarono un senso di esperienza condiviso, portando il pubblico ad una comprensione collettiva della propria cultura ed ambiente. Mano a mano che le narrazioni venivano tramandate, ogni narratore diventava parte della storia - rendendola soggettiva. Nella nostra foga per salvaguardare le nostre memorie nel mondo online, abbiamo perso l’intimità della narrazione. Abbiamo fatto della rete, e non degli uni e gli altri, la più grande sorgente di esperienze, conoscenze ed opinioni condivise (spesso non sono nemmeno le nostre).”

Ravi Chhatpar Harvard Business Review: Mescolando Design e Strategia
Nell’edizione di Settembre del 2007 del Harvard Business Review, il Direttore di Strategia di Frog Ravi Chhatpar ha pubblicato il seguente articolo, delineando i benefici di un processo di design interattivo, nel quale design e strategia di business impattano direttamente tra di loro.

“Dal concetto attraverso lo sviluppo, i designer dovrebbero lavorare in parallelo con i responsabili delle decisioni delle aziende, creando prototipi per un certo numero di variazioni di un prodotto e poi testandoli con gli utenti e, se appropriato, con i partner.
Seguire come evolvono nel tempo i modi di utilizzo di un prodotto da parte dell’utente rende possibile per i designer l’individuare nuove caratteristiche desiderabili e, in alcuni casi, di creare nuove funzionalità in concomitanza con gli utenti.”

28 Settembre 2007
Arrivano gli spime
Bruce Sterling Bruce Sterling si trova a Torino, città in cui abiterà fino al marzo 2008 con la moglie Jasmina Tesanovic, autrice e produttrice cinematografica.

Lui si trova qui su invito della Regione Piemonte per assolvere il ruolo di curatore del Piemonte Share Festival (marzo 2008).

La scorsa notte ha presentato la versione italiana del suo libro “Shaping Things” con una lettura ed una discussione pubblica.

Ha mostrato al pubblico intervenuto alla lettura un video molto appassionante su come sarà il mondo degli “spime”.

Tra coloro che sono intervenuti alla discussione vi sono Andrea Bairati (Assessore della Regione Piemonte), Luca De Biase (caporedattore di Nòva 24 /Il Sole 24Ore) e Claudio Germak (Politecnico di Torino - Word Design Capital Torino 2008) . La conferenza è stata moderata da Simona Lodi e Chiara Garibaldi (Share Festival).

Sebbene gli argomenti trattati siano stati molteplici, penso che il più interessante sia stato quello relativo alla sfida — per noi, per questa regione ed anche per Bruce: se Bruce abbia ragione in merito alla sua previsine circa gli spime e l’intero cambiamento di pensiero e cosa comporterà questo, e quale potrà essere la posizione italiana nel nuovo paradigma sociale, economico e culturale.

Spero che nei prossimi sei mesi, le persone di Torino, grazie agli input ed alle idee di Bruce, possano cominciare ad identficare alcune risposte al quesito.

Continua.

18 Settembre 2007
Suicidio di Facebook: la fine della vita virtuale
Facebook Il Times, giornale britannico, ha dedicato un lungo articolo sul perchè gli utenti del popolare sito online di networking Facebook stiano cominciando ad eliminare il loro profilo online.

Vorrei aggiungere che l’articolo si focalizza su un utilizzo altamente personale di Facebook, e non si occupa del fatto che adesso il social networking dei professionisti è sempre più utile. Anche io ho un profilo Facebook, che uso solo per motivi professionali, e devo ammettere che non sono completamente convinto del suo valore.

“Inaugurato nel 2004 da Mark Zuckerberg, studente di Harvard, Facebook è adesso il tredicesimo motore di ricerca più utilizzato al mondo, con due milioni di membri in Gran Bretagna e 150.000 nuovi iscritti al giorno. L’offuscamento della popolarità dei Friends Reunited a causa dei media, passa a mala pena un giorno senza che la stampa parli del sito e dei suoi problemi di sicurezza relativi ai profili ed alla loro accessibilità da motori di ricerca come Google, o della restrizione mossa a Facebook da parte del 70% di aziende britanniche, tra cui British Gas e Lloyds TSB.

Considerato più popolare presso la classe media e tra gente più adulta di molti altri siti di social networking, come ad esempio MySpace e Bebo, Facebook ha recentemente effettuato un passaggio da una strategia di nicchia verso una più orientata alla massa. Allora perchè le persone decidono di realizzare trappole virtuali per i loro colli online?”

Nell’articolo The Times fornisce una serie di possibili risposte:

E’ facile essere fraintesi: ci sono molteplici spunti su siti come questo. Non è possibile cogliere il tono di voce, le espressioni facciali o il linguaggio del corpo, quindi l’interpretazione del messaggio può essere fraintesa e rendersi complicata.

I profili online non sono molto significativi: Realizzare il proprio profilo su Facebook è un modo attraverso cui gli individui si identificano, rendendoli importanti e caricandoli di significato. Ma questo atteggiamento pò indurre a disappunto quando ci si rende conto che la loro esistenza su internet è veramente insignificante. Si possono creare amicizie fittizie o conoscere gente che non si vorrebbe conoscere.

“Raramente trascorro del tempo con altre persone di presenza”: in genere le persone hanno una ristretta cerchia di amici veri. Se senti il bisogno di entrare in contatto con qualcuno del passato, devi chiederti perchè lo fai. Potrebbe essere indicativo di un problema o di infelicità o di voler ristabilire il ricordo di te più giovane. Ma molti realizzano che questa non è una soluzione, così proveranno a vivere e risolvere da soli i propri problemi.

Ritornare alla vita reale: Altri utenti dicono di aver concluso la loro vita nel mondo virtuale per molteplici motivazioni e di aver ricominciato la vita reale.

Quando le cose diventano personali si diventa vulnerabili: Il fatto che non sia possibile vedere o sentire le persone rende più semplice rivelare se stessi.

L’articolo si conlude con una guida all’uso di Facebook.

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10 Agosto 2007
Differenze culturali nell’esperienza emozionale
Ilkone mobile phone Marco van Hout chiede in un lungo articolo per uiGarden.net se esiste qualcosa simile alla comune ‘esperienza emozionale’.

A suo parere la risposta alla domanda è duplice. Prima di tutto le persone condividono le reazioni emozionali di base e le necessità umane di base. Questo ci rende tutti parte della stessa specie, anche se contesti culturali specifici possono indurre un asiatico a valutare lo stesso stimolo in modo differente da come farebbe un europeo. L’autore dell’articolo chiede se questa considerazione abbia rilevanza per tutti i prodotti e progetti.

Marco van Hout prova a spiegare come agiscono le differenze culturali all’interno di un’esperienza emozionale, ponendo particolare attenzione al contesto ed alla sua influenza sui bisogni delle persone, sui significatie sul processo di informazione.

L’autore conclude affermando che a dispetto di un ‘mercato globale’, non è possibile parlare di una ‘esperienza globale’, la quale si può verificare solo in presenza di un ambiente comune condiviso, come nel caso di internet, non presente nel mondo reale. Da ciò l’importanza per i designr di studiare le differenze culturali.

Marco van Hout (Paesi Bassi) è socio fondatore di Monito Design & Internet, azienda specializzata in soluzioni innovative per applicazioni internet; è un mebro attivo della Design & Emotion Society in cui fa parte del consiglio di amministrazione occupandosi delle Pubbliche Relazioni; è inoltre editor del sito web “design & emotion” all’interno del quale pubblica interviste con professionisti del campo del design appartenenti alle principali firme e tratta argomenti inrenti l’impatto emozionale del dsign, della marca e dei servizi.

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7 Agosto 2007
Fing: la prossima generazione di fondazioni internet dalla Francia
Fing Qualche volta ho seguito il blog francese di innovazione ACTU, ma solo recentemente ho saputo che questo rientra in una più grande iniziativa chiamata “Fing“. Fing (Fondation Internet Nouvelle Generation) mira a stimolare e promuovere la ricerca e sviluppo e l’innovazione nell’uso e nei servizi dell’ICT.

La presentazione di Fing è molto centrata non tanto sull’aspetto dell’innovazione tecnologica, quanto sull’obiettivo del loro progetto, ovvero quello di realizzare ed apportare miglioramenti sull’utilizzo di internet e sui servizi da questo forniti, che siano capaci di rispondere realmente alle necessità degli utenti, al loro stile di vita ed ai loro desideri.

Fing intende aiutare le corporazioni, le agenzie pubbliche, le organizzazioni educative e di ricerca a proporsi come pionieri di tale nuovo approccio all’internet del futuro.
Attraverso la collaborazione, la creatività e la sperimentazione Fing cerca, infatti, di migliorare l’efficienza del processo innovativo e, al tempo stesso, di ridurre i rischi delle parti coivolte.

Fing collabora con altre simili iniziative avviate in Europa e nel mondo. Il CEO di Fing, Daniel Kaplan, è membro dello eEurope Advisory Group della Commissione Europea.

Attualmente Fing conta più di 165 membri, tra cui: BNP Paribas, EDF, Ericsson, Eutelsat, France Telecom/Orange, Galeries Lafayette, HP, INRIA, Microsoft, i Ministeri di Educazione e Ricerca, Toshiba, etc.

Ricercando ancora informazioni su argomenti simili ho scoperto l’esistenza di altre interessanti iniziative come:

  • Villes 2.0 (Città 2.0), che mira ad aiutare stakeholder tradizionali dell’ambiente cittadino (aziende, istituzioni, enti sociali) e “attori digitali” a progettare e realizzare trasformazioni urbane e mobili attraverso la collaborazione.
     
  • Active Identities, focalizzato sull’identificazione e stimolazione delle azioni necessarie per rendere la gestione attiva delle identità digitali parte di una risorsa capace di consentire agli utenti il controllo della loro vita e realizzare progetti, divenendo fonte di innovazione e di creazione del valore.
     
  • Innovative Interfaces, progetto che mira a sviluppare interazioni dirette o indirettecon macchine o servizi digitali capaci di soddisfare le necessità di persone con “difficoltà”.
     

Sono disponibili anche numerosi video della presentazione tenuta dal Ceo di Fing, Daniel Kaplan, nel corso della conferenza LIFT07.

25 Luglio 2007
BMW svela la vita segreta delle auto
The Secret Life of Cars Il blog sull’architettura ed il design dezeen riferisce che il produttore di automobili BMW ha pubblicato i risultati di uno studio britannico volto a studiare come le persone si comportano e come si sentono durante i viaggi in auto, siano essi i guidatori od i passeggeri.

I risultati emersi sono stati raccolti in un report intitolato La Vita Segrata delle Automobili e Cosa Loro Rivelano di Noi – uno “studio antropologico sul comportamento umano e sull’automobilismo”, commissionato dalla BMW al fine di comprendere i bisogni attuali e futuri dei guidatori.

Il report esplora tematiche come il linguaggio simbolico si sia evoluto al punto da permettere ai guidatori di comunicare tra loro - da notare non è emerso alcun segno significativo per “scusa”. E’ stato inoltre riscontrato che, con l’emergere dell’abitudine di bere e mangiare all’interno dell’automobile, la mancanza di supporti adeguati nell’abitacolo costituisce la maggiore fonte di malcontento.

Tra le altre tematiche approfondite nel report- che ha richiesto la realizzazione di ricerche, focus groups, interviste ed osservazioni per un periodo di 4 mesi - sono le emissioni dei veicoli ed il cambiamento climatico, comportamenti di comunicazione nell’abitacolo e le relazioni che le persone instaurano con il proprio veicolo.

Il report esplora anche i rituali di salire e scendere dall’auto (gli uomini vi impiegano in media 8 secondi a scendere, le donne 10 e le famiglie più di 10 minuti) ed identifica nuovi trend emergenti tra i proprietari d’auto come la personalizzazione, preferenze regionali di colore e il voler essere sempre in vantaggio sugli altri per quanto concerne il rispetto per l’ambiente - “c’è la tendenza a preoccuparsi se la propria auto sembra non ecologica.

Il report riferisce inoltre che le famiglie adesso apprezzano maggiormente trascorrere del tempo insieme in auto che in altri posti e che i viaggi in auto della famiglia si sono trasformati nel principale momento di esperienza comune dei suoi componenti, prendendo il posto dei momenti della giornata dedicati ai pasti.

Lo studio è stato condotto dal Social Issues Research Centre (SIRC) di Oxford ed il report è stato realizzato da Not Actual Size.

- Scarica il report (pdf, 3.3mb, 89 pagine)
- Altri articoli: The Times (UK), Design Week (UK)

(via Core77)

18 Luglio 2007
Barcellona_Londra: confronto, contrasti e sfide della storia del successo delle due città
BCN_LDN 2020 Oggi il gruppo di esperti britannico Demos ha lanciato una nuova collezione di saggi prodotta in collaborazione con la commissione catalana di esperti Fundació Ramon Trias Fargas che confronta le due storie del successo urbano delle città di Londra e Barcellona.

Il report, intitolato BCN_LDN 2020, indaga come le due città possono rinvenire nel loro passato le radici delle più rilevanti sfide e politiche urbane.

Sintesi

Negli ultimi quindici anni hanno ottimizzato la storia delle ‘città rinascenti’. Adesso affrontano una serie di sfide senza semplici risposte - come, ad esempio comportamenti pubblici, spazi pubblicimigrazione ed identità, governo ed immaginazione collettiva. La raccolta BCN_LDN 2020 riunisce temi procatori che indagano attuali problematiche politiche e storie alternative.

La collaborazione tra Demos e Fundació Ramon Triasha abuto inizio con un Work Party nell’estate 2006, che ha cercato di rintracciare nella storia degli ultimi decenni le premesse delle decisioni politiche e delle sfide oggi affrontate dalle due città.

La pubblicazione BCN_LDN 2020 riunisce tematiche che riconoscono la riuscita di recenti politiche, ma forniscono anche una riflessione critica sulle storie del successo delle due città.

La raccolta contiene saggi di Antoni Vives (Fundació Ramon Trias Fargas), Dr Fran Tonkiss (London School of Economics), Indy Johar (Zero Zero Architects), Anwar Akhtar (Cultural Industries Development Agency), Chris Murray (Core Cities Group), e Lise Autogena (artista indipendente / NESTA).

Scarica la pubblicazione (pdf, 1.7 mb, 102 pagine)

13 Luglio 2007
Eventi principali di Torino 2008 Capitale Mondiale del Design
Torino 2008 World Design Capital Torino 2008 Capitale Mondiale del Design ha appena pubblicato brevi sintesi dei sui punti culminanti dell’evento.

Tra questi vi sono Geodesign ed esibizioni sul tema della Flessibilità, rispettivamente di Stefano Boeri (Italia) e Guta Moura Guedes (Portogalllo) in primavera; una Summer School internazionale ed una esibizione concettuale della Olivetti nell’estate; ed una settimana densa di eventi organizzati dalla International Houses of Design ed una esibizione sulla creatività nella progettazione di automobili in autunno.

La Icograda Design Week avrà luogo a Torino - dopo Havana, Seattle ed Istanbul - con alcune esibizioni, conferenze e workshop. L’anno sarà inaugurato con uno spettacolare evento per la Viglia di Capodanno.

29 Giugno 2007
Carphone Warehouse studia il ruolo del telefono cellulare nella nostra vita quotidiana
Carphone Warehouse Il retailer britannico Carphone Warehouse ha pubblicato le ultime scoperte di Mobile Life che rivelano il forte attaccamento delle persone ai loro telefoni, ormai divenuti parte integrante della vita moderna.

Lo studio, che fu realizzatoin collaborazione con la London School of Economics (LSE) e Lord Philip Gould, include anche i risultati di un esperimento etnografico che ha privato 24 persone dei loro cellulari per una settimana, per comprendere come questi dispositivi influenzino il comportamento dell’individuo.

Risultati

  • Una persona su tre non rinuncerebbe al suo cellulare per un milione di sterline e più, con le donne più decise in tal senso.
  • 76% delle persone ritiene che disporre del telefonino costituisca una necessità sociale.
  • 85% delle persone pensa che avere un telefono cellulare sia condizione vitale per mantenere la qualità della vita.
  • Un ragazzo su 5 tra i 16 ed i 24 anni ritiene che il cellulare peggiori la qualità della loro vita.
  • Molti giovani adulti che hanno preso parte all’esperimento percepiscono i telefonini non come semplici strumenti ma piuttosto come elemento importante della vita per sentirsi parte di un gruppo di amici.
  • Molti giovani tra i 16 ed i 24 anni preferirebbero rinunciare all’alcohol, alla cioccolata, al sesso, al te ed al caffè piuttosto che vivere senza cellulare per un mese.

- Leggi il comunicato stampa
- Vai al sito Mobile Life (con download di report e video)

25 Maggio 2007
Le fiere del Design sono efficaci?
London Design Festival Jude Stewart all’interno dell’articolo sulla rivista Print (pubblicata anche del Business Week) riflette sull’efficacia delle fiere del design nel suscitare interesse da parte del business, nell’apportare contributi positivi all’educazioni e promuovere la conoscenza delle future capitali del design.

Le fiere del design fanno promesse di rilievo tanto ai partecipanti quanto ai visitatori: ringiovanimento della creatività, dibattiti inteligenti, incontro tra dipendenti e patner, convenienza per i principali buyer, incentivi all’educazione e divertimento per i turisti. Le fiere di design rappresentano un nuovo canale utilizzato dai designer per promuovere se stessi. Nello scorso triennio l’Europa ha assistito al passaggio dall’egemonia di Londra con il suo 100% Design e Milano con il Salone del Mobile—entrambi sul tema dell’arredamento— ad un fitto calendario di eventi sparsi in numerosi stati membri dell’UE. Poichè governi, università, sponsors, e designer investono molto in questa tipologia di eventi è lecito interrogarsi sulla loro efficacia.

L’articolo conduce la sua analisi su numerosi eventi quali il Festival del Design di Londra, la Settimana del Design Olandese in Rotterdam, la Settimana del Design di Budapest, la Settimana del Design di Istanbul e la Settimana del Design di Belgrado.

Leggi la storia

4 Maggio 2007
MyThings – il Social Networking incontra l’Internet delle Cose
MyThings Joanna Bawa tratta su Usability News il nuovo servizio online MyThings, che, come suggerisce lo stesso nome, è un registro online che raccoglie le proprietà dei membri, dai gioielli a beni elettronici ad automobili.

L’iscrizione al sito consente l’accesso ad una serie di servizi tra cui la valutazione, il recupero dopo il furto e l’assicurazione. Anche il retail sta prendendo parte a questo sito, così ogni nuovo acquisto di un membro viene automaticamente aggiunto al portafoglio di MyThings.

MyThings, tuttavia, pur basandosi sul conceto di proprietà, è una comunità i cui membri possono scambiarsi racconti di storie, condividere interessi o offrire suggerimenti.

“Ogni portafoglio è una significativa espressione dello status e della personalità di un individuo” come afferma Benny Arbel, CEO di MyThings. “La nostra sfida di usabilità è semplificare il ciclo di vita della proprietà di un oggetto per i nostri membri, creando connessioni tra loro e fornendo servizi di valutazione. Lo potremmo definire un social networking con uno scopo.”

19 Aprile 2007
Carlo Ratti e Régine Debatty descritti nella rivista Ventiquattro
Régine Debatty Il 14 aprile Carlo Ratti del ‘Senseable City Lab‘ del MIT e Régine Debatty del ‘we-make-money-not-art.com‘ sono stati descritti in sei pagine su Ventiquattro, la rivista del Sole 24 Ore. Si tratta di un verso e proprio doppio autoritratto dei due personaggi che descrivono le loro singolari vite.

Scarica la scansione dell’articolo (pdf, 1.1 mb, 6 pagine)

21 Febbraio 2007
Immaginare l’intera persona digitale [UX Matters]
Ux_matters Jonathan Follett concentra il suo articolo di UX Matters sulla possibilità da parte di designer di esperienze dell’utente per prodotti e servizi digitali di rendere più significativa e meno confusionaria la vita “digitale” delle persone. Per fare questo si rende necessaria l’adozione di una prospettiva olistica dell’utente digitale, il quale va compreso nella sua interezza.

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