![]() |
Il fatto che i giovani siano più adatti ad utilizzare le utime tecnologie ha poco a che vedere con l’abilità, l’esperienza o l’accessibilità, e più con la loro relazione “non-drammatica” con queste tecnologie, come viene evidenziato dal modo in cui hanno a che fare con piccoli fallimenti e problemi tecnologici.
Questo è uno dei risultati di un recente studio tecnografico condotto dal French Interdisciplinary Group on Information and Communication Process (Gripic) per conto dell’Associazione Francese di Operatori di Telefonia Mobile, e trascritto per intero su InternetActu (sito in Francese). Riassumendo in altre parole, Gripic dice:
I ricercatori hanno anche osservato la praticca della condivisione di cellulari:
Gripic vede l’uso del cellulare degli adolescenti non più come “emblema di una società individualistica”, ma piuttosto come “riflesso di atteggiamenti collettivi e collaborativi”. Sempre nello studio, molte considerazioni sul come i cellulari vengano utilizzati nelle scuole e nelle relazioni tra genitori e figli. Se leggete il francese, dovreste leggere l’intero post di InternetActu, ma anche sare un’occhiata ai vari downloads disponibili nel sito della French Association of Mobile Operators (ASOM). |
| Articoli della categoria 'Giovani' |
|
10 giugno 2008
|
|
2 giugno 2008
|
![]() |
Lo scorso anno, Associated Press ha commissionato al Context-Based Research Group di Baltimora di condurre uno studio etnografico focalizzandosi sugli abiti di fruizione delle notizie tra i giovani consumatori digitali in sei città attorno al mondo.
L’impulso per questa ricerca deriva dal riconoscere che sta avvenendo un cambiamento significativo nel modi di fruire delle notizie tra le generazioni più giovani. La principale scoperta dello studio è stata che i soggetti sono stati sovraccaricati di fatti ed aggiornamenti e hanno avuto difficoltà ad approfondire sul passato e la risoluzione delle vicende. Il report, che verrà presentato oggi presso il World Editors Forum di Goteborg, Svezia, struttura le scoperte dello studio in una serie di titoli con brevi descrizioni di una pagina:
Queste considerazioni di ricerca hanno aiutato AP a progettare un nuovo modello affinché la distribuzione delle notizie vada incontro alle necessità dei giovani adulti, che stanno impulsando il cambiamento dai media tradizionali alle notizie digitali. In essenza, AP ha capito che il modo in cui si consumano le notizie nello spazio digitale da parte dei giovani coincide col come essi stiano migliorando nel raccogliere notizie e nello sviluppo dei progetti, e che essi possono costruire su questo flusso di lavoro per sviluppare nuovi modelli di distribuzione che incontrino le necessità della gente.
Questo ha portato ad un nuovo ‘Top Stories Desk‘ presso la sede di AP a New York, dove “i redattori su quella scrivania sono portati a considerare il significato complessivo di un determinato numero di articoli ogni giorno e di fornira la prospettiva e una visione proiettata nel futuro che possa migliorare il loro svilupo attraverso tutte le piattaforme media. AP ha anche lanciato dei grandi progetti di sviluppo di nuovi contenuti nell’informazione riguardante intrattenimento, sport e finanze per creare più punti di ingresso per i consumatori che desiderano contenuti più ampi e profondi in quelle categoriem così come un esaustivo servizio di notizie per cellulare “per distribuire notizie, di qualsiasi categoria, su una piattaforma frequentemente utilizzata dal pubblico giovanile.” Finalmente, AP ha perseguito attivamente la creazione di contenuti con più “valuta sociale” per consumatori attraverso nuovi servizi come Ask AP, aggiungendo spiegazioni interattive, concependo modalità di articoli alternativi, o fornendo ulteriore contesti come è stato fatto in “Measure of a Nation”.
I redattori del Telegraph a Londra stanno seguendo un approccio simile e hanno assistito ad un grande salto nel traffico del sito del quotidiano. Lo studio si conclude con una casistica che descrive come il Telegraph abbia adottato l’assetto di un’operazione di trasmissione di notizie per passare velocemente da titolari a brevi articoli a pacchetti multimediali completi online per aumentare i lettori. - Scarica il report (pdf, 3.6 mb, 71 pagine) |
|
1 giugno 2008
|
![]() |
Il John W. Kluge Center presso la Biblioteca del Congresso sta organizzando una serie di lezioni divisa in quattro parti sui “Digital Natives,” riferendosi alla generazione che è cresciuta avendo il computer come parte naturale della sua vita, specialmente i giovani che si trovano attualmente nella scuola e nell’università.
La serie cerca di comprendere le pratiche e la cultura dei nativi digitali, le implicazioni culturali del fenomeno e l’implicazione per l’educazione nelle scuole, università e biblioteche. Un articolo del Washington Times di oggi e alcuni comunicati stampa della Biblioteca del Congresso forniscono ulteriori considerazioni: [La serie] è iniziata il 7 Aprile con l’esperto in sviluppo dei bambini Edith K. Ackermann (sito) sul tema “The Anthropology of Digital Natives” (video).
Il 12 Maggio, è stata presentata una vivace difesa della generazione digitale da parte dello scrittore Steven Berlin Johnson (sito) basata sul suo best-seller, “Everything Bad is Good for You” (wikipedia). [Il video non è ancora disponibile].
Michael Wesch (site), professore assistente di antropologia culturale presso la Kansas State University, è l’uomo dietro al video “The Machine Is Us/ing Us“, che con più di di 600.000 visualizzazioni è diventato una sorta di fenomeno. Welsch parlerà del sito di condivisione di video di tre anni in una lezione intitolata “The Anthropology of YouTube” il 23 Giugno.
Douglas Rushkoff (sito), un professore di teoria dei media presso l’Università di New York che ha scritto di recente un dossier per il think tank britannico Demos, chiuderà la serie con una lezione intitolata “Open Source Reality” il 30 Giugno. Le serie saranno eventualmente disponibili su webcast video. L’articolo del Washington Times fa inoltre riferimento ad alcune altre risorse, tra cui Digital Native, un progetto di ricerca accademica internazionale online che esplora il “panorama dei media digitali” e le sue implicazioni. (Date un’occhiata ai link a fine pagina). A proposito, date un’occhiata anche alla bellissima illustrazione che Linas Garsys ha fatto per il Washington Times. Cliccate sull’immagine a sinistra per vederla per intero. |
|
27 aprile 2008
|
![]() |
Un gruppo di ricercatori dall’University of Southern California e l’University of California a Berkeley hanno presentato le loro prime scoperte di uno dei maggiori studi etnografici sui bambini negli ambienti digitali.
Kids’ Informal Learning with Digital Media: An Ethnographic Investigation of Innovative Knowledge Cultures è un progetto collaborativo di tre anni fondato dalla Fondazione John D. and Catherine T. MacArthur. Portato avanti da ricercatori all’University of Southern California e University of California, Berkeley, il progetto sulla gioventù digitale esplora come i bambini usano i media nelle loro vite quotidiane. Lo studio mostra una nuova generazione che sta “auto-pubblicando, programmando, e spostando i limiti di quello che si può fare online”, il che da loro “un senso di competenza, autonomia, auto-determinazione e connettività”. Ma – mostra la ricerca – non stanno imparando a fare questo a scuola. L’intera ricerca verrà pubblicata più avanti quest’anno. - Leggi di più: news.com | UC Berkeley News |
|
24 aprile 2008
|
![]() |
The International Herald Tribune scrive sull’ultimo studio del Pew Internet and American Life Project sull’impatto della tecnologia sul modo di scrivere degli adolescenti americani.
|
|
6 aprile 2008
|
![]() |
Il Dipartimento Britannico per i Bambini, Scuole e Famiglie ha inaugurato settimana scorsa il suo Byron Review into Children and New Technology.
Esso contiene un esaustivo pacchetto di misure per aiutare i bambini ed i giovani a fare la maggior parte di internet ed i videogiochi, e nel frattempo proteggerli da materiali inappropriati, e stabilisce un ambizioso piano d’azione per far lavorare insieme i Governo, l’industria e le famiglie per sostenere la sicurezza dei bambini online e per ridurre l’accesso ai videogiochi per adulti. Questo report ha portato ad una estesa copertura da parte dei mezzi della comunicazione e al dibattito. BBC News sommarizza il report e fornisce una visione di insieme delle reazioni. DK di MediaSnackers è piuttosto tiepido nella sua reazione ed identifica tre aree che il report non copre:
|
|
22 marzo 2008
|
![]() |
Robert X. Cringely, è lo pseudonimo del giornalista di tecnologia Mark Stephens, che è il presentatore e lo scrittore della miniserie di successo “Electric Money”, ha firmato un polemico articolo sulla cultura e la tecnologia:
Un po’ più avanti nell’articolo c’è la sua dichiarazione chiave:
|
|
26 gennaio 2008
|
![]() |
Un nuovo studio capovolge la supposizione generale che la ‘Google Generation’ – i giovani nati o cresciuti nell’era di Internet – è la più colta per quanto riguarda la rete.
Il primo studio virtuale longitudinale portato a termine dal gruppo di ricerca CIBER dell’University College London dichiara che, nonostante i giovani dimostrino un apparente facilità e familiarità con i computer, essi fanno molto affidamento sui motori di ricerca, danno uno sguardo anzichè leggere e non possiedono le capacità critiche e analitiche per valutare l’informazione che trovano sulla rete. Il resoconto Information Behaviour of the Researcher of the Future (pdf, 1.7 mb) mostra anche che i tratti del carattere che sono comunemente associati agli utenti più giovani – impazienza nella ricerca e nella navigazione, e nessuna tolleranza per qualsiasi ritardo nel soddisfare le loro necessità di informazione – stanno diventando la norma per ogni fascia di età, dai giovani pupilli ai professori. Commissionato dalla British Library e il JISC (Joint Information Systems Committee), lo studio fa appello alle biblioteche affinchè rispondano con urgenza alle necessità in cambiamento dei ricercatori e degli altri utenti. Puntare al virtuale è essenziale e imparare quello che vogliono i ricercatori è cruciale se le biblioteche non vogliono diventare obsolete. “Le biblioteche in generale non stanno al passo con le richieste di servizi che siano integrati e consistenti con la loro più ampia esperienza di internet”, dice il dottor Ian Rowlands, principale autore del resoconto. I risultati mandano anche un forte messaggio al governo. Se il Regno Unito vuole restare una grande economia della conoscenza con una prossima generazione di ricercatori ben preparata.. |
|
11 gennaio 2008
|
In un post di un blog, Danah Boyd (una studentessa presso la Berkeley Ph.D e ricercatrice di Harvard) racconta la storia di una madre che descrive come l’approccio di sua figlia allo shopping sia completamente diverso al suo.
Boyd analizza ulteriormente questo:
(via FutureLab) |
|
3 dicembre 2007
|
|
27 ottobre 2007
|
![]() |
Bruno Giussani scrive su una recente conferenza tenuta dall’antropologa di Swisscom Stefana Broadbent su come la gente utilizzi realmente la tecnologia. Il discorso è stato tenuto in occasione della conferenza 6th Communication Days presso Bienne, Svizzera. |
|
19 settembre 2007
|
![]() |
Pochi giorni fa, ho tradotto un articolo dal giornale francese Le Monde su una ricerca francese in merito all’ “uso collettivo del cellulare”.
L’Associazione Francese di Operatori Mobili ha adesso pubblicato l’intero studio (pdf, 630 kb, 156 pagine), assieme a un comunicato stampa/sintesi di tre pagine. Per vari motivi ho deciso di dedicare il tempo necessario alla traduzione dell’intera sintesi: - Lo studio è molto interessante e i risultati significativi, nuovi e altamente innovativi; - Si conosce ben poco della ricerca antropologica francese sulla tecnologia mobile; - Persite un bombardamento del mondo anglosassone e solo piccoli tentativi realizzati da altri paesi. Purtroppo, tradurre lo studio stesso va ben oltre le mie capacità, quindi spero che la stessa Associazione Francese di Operatori Mobili si occuperà di rendere lo studio disponibile in lingua inglese – potete fare la medesima richiesta alla stessa associazione contattandola tramite e-mail all’indirizzo info@afomobiles.org.
I nostri amici diInternetActu, che pure scrivono di questo studio, sottolineano la conclusione degli autori della ricerca “il cellulare del 2007 non è proprio come il cellulare nel 2007:
|
|
30 agosto 2007
|
![]() |
La casa editrice Penguin e Dorling Kindersley, entrambi facenti parte del Penguin Group, hanno recenteemente portato a termine un progetto per il rilancio dei loro siti web che ha previsto un potenziamento dell’interazione e della navigazione degli utenti.
Il rinnovo era di vasta portata – il team ha adottato un approccio utente-centrico, con attività di testing e planning approfondite, al fine di rinvenire nuove modalità di concezione del marketing relativo ai libri all’interno del sito web. Il gruppo di lavoro ha lavorato anche sul lancio di nuovi siti per incrementare il livello di coinvolgimento dei consumatori – uno orientato ai giovani chiamato spinebreakers.co.uk, che coinvolge gli adolescenti nel suo stesso sviluppo. E-Consultancy, la casa editrice britannica online, ha pubblicato sul web un’intervista al manager dello sviluppo di Penguin e DK, Jeanette Angell, che ha parlato delle motivazioni sottostanti il progetto e le tecniche impiegate nel suo sviluppo. |
|
26 luglio 2007
|
![]() |
Il Nokia Trends Lab è il nuovo perno centrale virtuale e fisico al tempo dell’esperienza di mobilità dell’azienda. Si presenta come un’iniziativa di co-creazione, tramite il quale Nokia vuole consentire ai cretivi di spingere i confini dell’impiego della mobilità come parte del processo creativo.
Numerosi esperimenti hanno preso forma all’interno di questo nuovo laboratorio, inerenti varie discipline creative, dalla musica, alla fotografia, ai film, al design. Laboratorio di Musica Laboratorio di Fotografia Laboratorio di Design Laboratorio Film Inoltre, c’è il Nokia Trends Lab Live, con performance dal vivvo che hanno luogo in numerose città europee. I Nokia Trends Labs sono presenti in molti paesi, tra cui Francia, Germania, Italia e Lituania. Il European Nokia Trends Lab sembra essere la seconda versione di un precedente progetto, Nokia Trends, con fori radici Latino-Americane. I Nokia trends sono presenti in Argentina, Austria, Brasile, Colombia, Europa, Messico e Svizzera, e sono stati introdotti come segue:
|
|
24 luglio 2007
|
|
16 luglio 2007
|
![]() |
The Guardian riferisce di un nuovo report che mostra come i ragazzi stiano mettendo sempre più da parte la vita in famiglia a causa della tecnologia.
- Leggi l’articolo |
|
29 giugno 2007
|
![]() |
Il sito web di Alcatel-Lucent, il fornitore di soluzioni di comunicazione globali, contiene un’intera sezione dedicata all’esperienza utente-centrica, che costituisce anche la prima voce del menu.
La sezione contiene molto materiale, incluse:
|
|
29 giugno 2007
|
![]() |
Il retailer britannico Carphone Warehouse ha pubblicato le ultime scoperte di Mobile Life che rivelano il forte attaccamento delle persone ai loro telefoni, ormai divenuti parte integrante della vita moderna.
Lo studio, che fu realizzatoin collaborazione con la London School of Economics (LSE) e Lord Philip Gould, include anche i risultati di un esperimento etnografico che ha privato 24 persone dei loro cellulari per una settimana, per comprendere come questi dispositivi influenzino il comportamento dell’individuo. Risultati
- Leggi il comunicato stampa |
|
23 maggio 2007
|
![]() |
L’ultimo numero della rivista Receiver della Vodafone (#18) è intitolato “a casa” ed è introdotto come segue:
Alcuni degli articoli contenuti:
Adesso la rivista dispone anche di un proprio blog. |
|
17 maggio 2007
|
![]() |
La BBC rileva come da una ricerca condotta dalla Nielsen/NetRatings, sia emerso che le giovani donne rappresentano, al momento, il più rilevante gruppo online dello stato britannico.
Il terzo sito web più frequentato dalle giovani donne risulta essere The Full Experience Company, basato sul concetto di regalo:
- Leggi la storia |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress




















