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  Articoli della categoria 'Giovani'
3 dicembre 2009
Video interviste di Danah Boyd e Sherry Turkle
Digital revolution Danah Boyd, una ricercatrice sui social media presso Microsoft Research, e Sherry Turkle, professore del MIT dei Social Studies of Science and Technology, sono stati intervistati per Digital Revolution (titolo provvisorio), un documentario open source, previsto per la BBC nel 2010, che prenderà in considerazione i 20 anni di cambiamento portato dalla World Wide Web.

Intervista a Danah Boyd – USA
Danah Boyd è una ricercatrice di social media presso Microsoft Research. Si è riunita con Aleks Krotoski per discutere sui cambiamenti nel comportamento dei giovani quando sono online, le loro attitudini nei confronti della privacy e l’importanza che si potrebbe dare alla costruzione delle loro identità online.

Sherry Turkle interview – USA
Sherry Turkle è Abby Rockefeller Mauxe Professor di Social Studies of Science and Technology presso il MIT. Si è incontrata con Aleks Krotoski per discutere delle tematiche della privacy, comunicazione ed identità nel mondo connesso dalla rete.

Sono state pubblicate questa settimana anche le interviste con Doug Rushkoff (autore, docente, opinionista e teorico dei media), che discutono sulle realtà dei contenuti e servizi ‘gratuiti’ sulla rete, e Gina Bianchini (CEO e co-fondatrice di Ning), che parla dei social network online e della natura mutevole delle relazioni e delle interazioni degli uomini nel mondo connesso della rete.

Digital Revolution (titolo provvisorio) è un documentario open source, previsto per la BBC nel 2010, che prenderà in considerazione i 20 anni di cambiamento portato dalla World Wide Web.

10 novembre 2009
Libro: Hanging Out, Messing Around, and Geeking Out: Kids Living and Learning with New Media
Hanging out Hanging Out, Messing Around, and Geeking Out
Kids Living and Learning with New Media
(John D. and Catherine T. MacArthur Foundation Series on Digital Media and Learning)
Un analisi delle pratiche dei giovani sui nuovi media—tra cui videogiochi, messaggi di testo, produzione di media digitale, ed usa dei media sociali.

Autori: Mizuko Ito, Sonja Baumer, Matteo Bittanti, danah boyd, Rachel Cody, Becky Herr-Stephenson, Heather A. Horst, Patricia G. Lange, Dilan Mahendran, Katynka Z. Martinez, C. J. Pascoe, Dan Perkel, Laura Robinson, Christo Sims e Lisa Tripp
MIT Press, novembre 2009, 432 pagine
Tabella dei contenuti e campioni dei capitolilink di Amazon

(via danah boyd)

9 luglio 2009
Il manifesto della Generazione M
Umair Haque Umair Haque ha un messaggio per il G8:

“Cari Anziani che Governate il Mondo,

La mia generazione vorrebbe rompere con voi.

Ogni giorno vedo un divario sempre più grande tra il come voi e noi intendiamo il mondo — e quel che vogliamo da esso. Credo che abbiamo delle differenze inconciliabili.”

Leggi il manifesto (e date uno sguardo ai link)

19 maggio 2009
Pratiche dei nuovi media in Cina, Corea, India, Brasile, Giappone e Ghana
La serie di blog sulle Nuove Pratiche di Media in Contesti Internazionali, che ho annunciato a Gennaio, è ora completa. Copre le caratteristiche uniche dei comportamenti degli utenti in contesti socio-culturali molto diversi della Cina, Corea, India, Brasile, Giappone e Ghana, con un particolare interesse nell’intersezione tra giovani, nuovi media e apprendimento.

Gli autori, un gruppo di gente attorno a Mimi Ito, crede che esaminare le nuove pratiche di nuovi media da un punto di vista internazionale (e, in alcuni casi, transnazionale) migliorerà i loro sforzi di teorizzare i giovani, i nuovi media e l’apprendimento, un’ampia iniziativa di MacArthur Foundation Digital Media and Learning Initiative.

Cina (di Cara Wallis): introduzionecellularegiochiinternetproduzione di nuovi media conclusione
Corea (di HyeRyoung Ok): introduzione internetgiochicellulareproduzione di nuovi media conclusione
India (di Anke Schwittay): introduzione cellularegiochiinternetproduzione di nuovi media conclusione
Brasile (di Heather Horst): introduzione internetproduzione di nuovi mediagiochicellulare conclusione
Giappone (di Mimi Ito and Daisuke Okabe): introduzione internetcellulareproduzione di nuovi mediagiochi conclusione
Ghana (di Araba Sey): introduzione cellulareinternetproduzione di nuovi mediagiochiconclusione

Ogni studio si concentra sul panorama delle telecmunicazioni, le pratiche di internet e cellulare, giochi, e la produzione di nuovi media, e fornisce un punto di vista unico sui modi in cui infrastrutture, istituzioni e cultura (tra gli altri fattori) danno forma alle pratiche contemporanee dei nuovi media.

12 maggio 2009
Business Innovation Factory lancia lo Student Experience Lab
BIF Il Business Innovation Factory (BIF) non profit ha lanciato ieri un nuovo laboratorio per abilitare l’innovazione nell’educazione superiore. Il laboratorio supporterà il design di soluzioni che aumenteranno i risultati dei college, miglioreranno l’esperienza degli studenti e la qualità e l’effettività del sistema educativo superiore americano. L’inaugurazione del BIF Student Experience Lab è supportata da un sussidio di $280,000 della Fondazione Lumina per l’Educazione.

Il Student Experience Lab è il secondo laboratorio BIF online, preceduto dall’Elder Experience Lab e la sua riuscita iniziativa Nursing Home of the Future del 2008.

Leggi tutto il comunicato stampa

29 aprile 2009
Ricerca sul modo utilizzato dai giovani per servirsi dei siti di notizie
Teens Know Newspaper Association of America (NAA) ha pubblicato un report di uno studio sul modo in cui i giovani usano i siti di notizie.
- Sommario esecutivo
- Report completo
- Presentazione alla NAA Annual Convention ad Aprile 2009

“La NAA Foundation e il Media Management Center alla Northwestern University si sono unite per esaminare e testare metodi migliori che incontrino le preferenze dei teenagers.

Abbiamo sviluppato prototipi di home page e pagine di livello di storia, poi le abbiamo testate in focus group negli Stati Uniti. La risposta dei teenager è stata notevolmente e straordinariamente coerente, indipendentemente dalle dimensioni del mercato o dalla posizione.

Abbiamo scoperto che esistono modalità migliori per fornire ai teenager notizie online. La soluzione non sta nel diluire le notizie, ma nell’essere più audaci.

Il termine ” Website di notizie per un pubblico giovane” evoca l’immagine di un sito carico di contenuti  sullo stile di vita e sull’intrattenimento, con a lato un piccolo spazio dedicato alle notizie. Tuttavia, ciò che i teenager interpellati dicono di dsiderare, sono nuovi siti che trasmettano notizie bene, non abbassando il livello culturale o atteggiandosi a esperti della cultura adolescenziale.

Siccome queste risposte si sono rivelate essere del tutto simili a quelle date da adulti con una moderata propensione alla lettura, consigliamo di creare un nuovo tipo di sito, rivolto non solamente agli adolescenti, ma anche a coloro che possiedono una scarsa esperienza in fatto di notizie e hanno poco tempo per occuparsene.”

10 marzo 2009
Un antropologo per la tecnologia
Jukka Jouhki Jukka Jouhki (blog), antropologo e ricercatore post dottorato presso il Dipartimento di Storia ed Etnologia presso l’Università di Jyväskylä, Finlandia, ha un particolare interesse per la tecnologia.

Sta attualmente conducendo una ricerca sulla cultura dei media in Corea del Sud (2006-2009), sull’interazione uomo-tecnologia, sugli aspetti culturali dei nuovi media e sugli scenari di onnipresenti società.

Date un’occhiata a questi due recenti paper:

A Modern Fetish: The Value of the Mobile Phone in South Korean Youth Culture
DRAFT for a paper to be presented at IADIS Multi Conference on Computer Science and Information Systems, 17 – 23 June 2009, Algarve.
Questo saggio cerca di analizzare il significato culturale dei cellulari per i giovani abitanti di Seoul. Si basa sui dati di osservazione ricavati da un gruppo di studenti di comunicazione della Seoul National University. Il saggio descrive le osservazioni degli studenti sull’utilizzo dei cellulari in un contesto pubblico e urbano dell’area di Seoul, nonché le riflessioni personali degli studenti stessi sull’argomento. Il saggio esamina ulteriormente il cellulare come elemento significativo della cultura giovanile coreana e della società moderna contemporanea.

Keeping in Touch: Notes on the Mobile Communication Culture of Korean Youth
DRAFT ONLY for Sonja Kangas (ed.): Communication Acrobatics, forthcoming in 2009
Esamina i giovani coreani e la loro cultura della comunicazione mobile. Sio basa sull’osservazione dei partecipanti e sulle interviste condotte da alcuni studenti universitari coreani.

13 febbraio 2009
Oggetti più giocosi
Touch Touch è un progetto di ricerca, condotto da Timo Arnall, che esamina la Near Field Communication (NFC), una tecnologia che abilita connessioni tra cellulari e oggetti fisici. Lo scopo del progetto è lo sviluppo di applicazioni e servizi che permettano alla gente di interagire con oggetti e situazioni quotidiane attraverso i propri dispositivi cellulari.

Il progetto, che mette insieme un gruppo interdisciplinare coinvolto nell’investigazione sociale e culturale, nel design di interazione/industriale, nella prototipazione, software, in test ed esibizioni, durerà fino al 2009 e s terrà presso il dipartimento di Interaction Design della Oslo School of Architecture and Design, in Norvegia. È stato istituito dal Norwegian Research Council.

La settimana scorsa gli studenti della Oslo School of Architecture & Design hanno partecipato a un workshop Touch, in cui le indicazioni erano di progettare un’interfaccia di RFID giocosa, esplorativa o caratteristica. Questo workshop poneva l’enfasi sull’esplorazione della relazione tra l’interazione digitale attraverso RFID e le proprietà materiali degli oggeti fisici.

Timo Arnall ha appena pubblicato tre recenti progetti Touch che propongono diversi sensi come metafore per l’interazione RFID

Ramesh Srinivasa

3 febbraio 2009
Libro: Mobile Technologies – From Telecommunications to Media
Mobile Technologies Mobile Technologies – From Telecommunications to Media
Redattori: Gerard Goggin; Larissa Hjorth
ISBN: 978-0-415-98986-2 (rilegato) 978-0-203-88431-7 (elettronico)
Serie: Routledge Research in Cultural and Media Studies
Anteprima di Google

Sommario

Alla luce delle nuove forme di software, interfacce, usi delle culture, e pratiche associate col media cellulare, questa collezione investiga i diversi modi in cui i media del cellulare si stanno sviluppando in diversi ambienti culturali, linguistici, sociali e nazionali. Consideriamo le promesse e le politiche del cellulare ed il suo ruolo nelle relazioni dinamiche sociali e di genere configurate nei confini tra le sfere pubbliche e private. In cambio, il contributori rivedono le politiche culturali e tecnologiche del cellulare. La collezione è genuinamente interdisciplinare, così come di raggio internazionale, con contributori e studi dalla Cina, Giappone, Corea, Italia, Norvegia, Francia, Belgio, Gran Bretagna ed Australia.

Tabella dei Contenuti

Part I: Reprising Mobile Theory
1. “The Question of Mobile Media”- Gerard Goggin and Larissa Hjorth
2. “Intimate Connections: The Impact of the Mobile Phone on Work Life Boundaries” – Judy Wajcman, Michael Bittman and Jude Brown
3. “Gender and the Mobile Phone” – Leopoldina Fortunati

Part II: Youth, Families, and the Politics of Generations
4. “Children’s Broadening Use of Mobile Phones” – Leslie Haddon and Jane Vincent
5. “Mobile Communication and Teen Emancipation” – Rich Ling
6. “Mobile Media and the Transformation of Family” – Misa Matsuda
7. “Purikura as a Social Management Tool” – Daisuke Okabe, Mizuko Ito, Aico Shimizu and Jan Chipchase

Part III: Mobiles in the Field of Media
8. “Mobile Media on Low-Cost Handsets: The Resiliency of Text Messaging among Small Enterprises in India (and Beyond)” – Jonathan Donner
9. “Innovations at the Edge: The Impact of Mobile Technologies on the Character of the Internet” – Harmeet Sawnhey
10. “Media Contents in Mobiles: Comparing Video, Audio and Text” – Virpi Oksman
11. “New Economics for the New Media” – Stuart Cunningham and Jason Potts
12. “Domesticating New Media: A Discussion on Locating Mobile Media” – Larissa Hjorth

Part IV: Renewing Media Forms
13. “Back to the Future: The Past and Present of Mobile TV” – Gabriele Balbi and Benedetta Prario
14. “Net_Dérive: Conceiving and Producing a Locative Media Artwork” – Atau Tanaka and Petra Gemeinboeck
15. “Mobile News in Chinese Newspaper Groups: A Case Study of Yunnan Daily Press Group” – Liu Cheng and Axel Bruns
16. “Re-inventing Newspapers in a Digital Era: The Mobile E-Paper” – Wendy Van den Broeck, Bram Lievens and Jo Pierson

Part V: Mobile Imaginings
17. “Face to Face: Avatars and Mobile Identities” – Kathy Cleland
18. “Re-imagining Urban Space: Mobility, Connectivity, and a Sense of Place” – Dong-Hoo Lee
19. “These Foolish Things: On Intimacy and Insignificance in Mobile Media” – Kate Crawford
20. “Mobility, Memory and Identity” – Nicola Green

(via Jonathan Donner)

Notate il capitolo 7.

28 gennaio 2009
Nuova serie di blog sulle pratiche media in contesti internazionali
China Una nuova serie di blog, New Media Practices in International Contexts, tratta dell’intersezione tra giovani, new media e apprendimento in una serie di paesi fuori dall’America del Nord e l’Europa dell’Ovest.

Gli autori, un gruppo di gente che gira attorno a Mimi Ito, pensano che esaminare le pratiche dei nuovi media da una prospettiva internazionale (e in alcuni casi transnazionale) migliorerà i loro attuali sforzi di teorizzare i giovani, i new media e l’apprendimento authors, a group of people around Mimi Ito, believe that examining new media practices from an international (and, in some cases, transnational) perspective will enhance their current efforts to theorise youth, new media and learning, un’iniziativa della MacArthur Foundation Digital Media and Learning.

Nel corso dei prossimi tre o quattro mesi loro presenteranno tre casi di studio – Brasile, Cina, Corea, Ghana, Giappone ed India.

Cina (di Cara Wallis): introductionmobile phonesgaminginternetnew media productionconclusion
Corea (di HyeRyoung Ok): introductioninternetgamingmobile phonesnew media productionconclusion
India (di Anke Schwittay): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion
Brasile (di Heather Horst): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion
Giappone (di Mimi Ito e Daisuke Okabe): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion
Ghana (di Araba Sey): introduction – mobile phones – gaming – internet – new media production – conclusion

Ognuno di questi studi di casi si concentrerà sul panorama delle telecomunicazioni, le pratiche di internet e cellulari, giochi, e la produzione di nuovi media, e forniranno una prospettiva unica sui modi in cui infrastrutture, istituzioni e cultura (tra gli altri fattori) modellano le pratiche di nuovi media contemporanei.

(via Mimi Ito)

19 gennaio 2009
Taken Out of Context: American teen sociality in networked publics
danah boyd Danah Boyd è una candidata PhD presso la School of Information dell’Università di California (Berkeley) e socia del Berkman Center for Internet and Society dell Harvard Law School.

Lei ha appena pubblicato la sua tesi intitolata “Taken Out of Context: American Teen Sociality in Networked Publics“. Essa esamina come i giovani Americani socializzano in reti pubbliche come MySpace, Facebook, LiveJournal, Xanga e YouTube, e come le differenze architettoniche tra pubblici coperti e non da media influenzino la socialità, identità e cultura.

Scarica la tesi

14 gennaio 2009
Non fidatevi di nessuno al di sotto dei 30 anni?
Trovo gli articoli con questo genere di titoli difficili da digerire. Cosa succede se hai meno di 30 anni?

Specialmente se l’articolo è pieno di banalità – in parte messe in bocca all’autorevole professore Mark Bauerlein – come:

Il lato negativo di [Facebook] è che offre uno spazio a chiunque abbia un’opinione.

Adolescenti, liceali ed universitari [...] passano così tanto tempo occupati in attività digitali che stanno perdendo la capacità di stare seduti in silenzio da soli a leggere un libro.

Stiamo per mettere il nostro Paese nelle mani di una generazione che non legge molto e neppure pensa molto.

I messaggi di testo non richiedono la scrittura di paragrafi coerenti ed eleganti che contengano argomenti sostenuti e presentazioni di evidenze. È soltanto un altro modo attraverso il quale i ragazzi si trasmettono cattive abitudini.

L’autore è Richard Bernstein, un critico di libri del York Times book e opinionista dell’International Herald Tribune. È nato nel 1944 e lo dimostra pienamente in questo articolo (purtroppo, in quanto c’è molta gente della sua età mentalmente più giovane).

Scusa Bernstein, ma ti stai comportando come un vecchio.

Perché mai l’International Herald Tribune ha pubblicato questa schifezza?

Leggi tutto l’articolo

29 novembre 2008
I social media nelle società chiuse
closed societies Ethan Zuckerman, un ricercatore sull’impatto delle tecnologie dell’informazione nei paesi in via di sviluppo, scrive sul suo blog circa una recente discussione tra esperti, organizzata dall’Open Society Institute, sui nuovi media nelle società autoritarie.

La discussione è inizata dalla premessa che la nostra comprensione degli effetti dei media online sulla società “si basino ampiamente sulla ricerca nelle società aperte, specialmente negli Stati Uniti. Ma ci sono molti meno lavori sugli effetti dei nuovi media in altre parti del mondo, specialmente nelle società chiuse, e gran parte del lavoro svolto è incompleto e qualche volta impreciso.”

A parte Zuckerman, tra gli esperti c’erano John Kelly, fondatore di Morningside Analytics, che ha parlato della sfera pubblica emergente nella rete e ha presentato le sue mappe dei social network online in Iran, Egitto, Russia e China; Evgeny Morozov, che sta scrivendo un libro su Internet nei paesi autoritari; e Porochista Khakpour, uno scrittore Iraniano-Americano che ha discusso su come la diaspora Iraniana usi Internet.

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(via Worldchanging)

20 novembre 2008
Pubblicato report su una ricerca triennale sui giovani
Digital youth Un progetto di ricerca di tre anni che esplora come i ragazzi usino media digitale nelle loro vite quotidiane ha appena pubblicato il suo report.

Kids’ Informal Learning with Digital Media: An Ethnographic Investigation of Innovative Knowledge Cultures” è un progetto di collaborazione fondato dalla John D. and Catherine T. MacArthur Foundation, e svolto dai ricercatori della University of Southern California e University of California, Berkeley.

Lo studio ha utilizzato diversi team di ricercatori per intervistare più di 800 giovani ed i loro genitori e per osservare i teenager online per più di 5000 ore.

Potete trovare le principali considerazioni sotto, ma Mizuko Ito, unricercatore del dipartimento di informatica dell’Università di California, Irvine, che è stato anche il principale ricercatore dello studio, ha anche fornito il suo background personale.

- Report: Sommario| White paper | Report completo | Comunicato stampa e video

- Recensioni: The New York Times | Mercury News

8 ottobre 2008
Carphone Warehouse pubblica l’ultimo Mobile Life Report
Mobile Life Carphone Warehouse, la catena di retail di telefonia mobile, in congiunzione con la London School of Economics, ha pubblicato il suo quinto Mobile Life report, uno studio esaustivo sulle abitudini nell’utilizzo della tecnologia dei bambini e gli adulti in GB e US.

Mentre il comunicato stampa mette l’accento sulla sicurezza dei bambini in rete, con una significativa differenza tra la comprensione dei genitori dell’attività online dei propri figli e la realtà dei contenuti a cui si accede, il report in sé è di raggio molto più ampio.

Ecco alcune delle scoperte chiave:

  • Il cellulare sostituisce la TV come tecnologià più essenziale
  • Le vacanze sono incomplete senza qualche interazione online
  • Internet gioca un ruolo centrale nella pianificazione del tempo libero
  • Quai un giovane su tre preferisce chattare con i suoi amici online piuttosto che faccia a faccia
  • Un ragazzo britannico su tre e uno americano su quattro discute con i propri genitori riguardo il tempo che passano online
  • Internet è cruciale per mantenere le reti della famiglia e le amicizie
  • Un terzo degli adulti ammete di controllare la posta del proprio partner
  • Il 14% dei ragazzi si sono trovati in una situazione che li ha fatti sentire a disagio
  • Solo il 2% degli adulti britannici usa ancora lettere per mantenersi in contatto con gli amici
8 ottobre 2008
Giovani, videogiochi e civica
PEW_logo Questa indagine Americana di Pew Internet col supporto della MacArthur Foundation trova che le esperienze di gioco dei giovani siano diverse e comprendano un significato sociale e coinvolgimento civico.

Le princiali conclusioni:

  • Il gioco è universale, quasi tutti i giovani giocano e almeno la metà gioca in un giorno dato. Le esperienze di gioco sono diverse, i giochi più popolari quelli di guida, puzzle, sport, azione ed avventura.
  • Giocare è anche sociale, la maggior parte dei giovani giocano con altri almeno una parte del tempo e possono incorporare molti aspetti della vita civica e politica.
  • Un’altra importante scoperta è che il gioco a volte comprende l’esposizione a dei contenuti per adulti, quasi un terzo dei giovani giocano a giochi che sono indicati  solo per gente più vecchia di loro.

- Leggi di più

- Download report

4 ottobre 2008
Mobile Revolutions
Mobile revolutions Mobile Revolutions è un bel blog riguardante i cellulari, i giovani e il cambiamento sociale di Lisa Campbell, che ho scoperto tramite Mobile Active. Oltretutto, lei si è presa il tempo per scrivere un lungo, serio e approfondito paper per trattare di questi argomenti che le stanno a cuore (e che sono importanti per noi).

“In questo paper descrivo il potere di trasformazione delle nuove tecnologie mediatiche nei contesti latino americani come strumenti di cambiamento sociale, comparando esempi di attivismo digitale dei giovani della Costa Rica e Panama. Focalizzando su due tipi di Media Sociale, i Social Network e la Comunicazione tramite cellulare vengono esaminati come strumenti per i giovani attivisti dell’America Centrale. Nella mia conclusione sommarizzo gli effetti deile politiche nazionali sui media nella democrazia mediatica. La potente natura di Citizen Media illustra come il superamento del digital divide possa produrre un accesso democratico ai media ed alle maggiori isituzioni per il cambiamento sociale.”

Puoi leggerlo in un blocco unico, o diviso in quattro capitoli:

5 settembre 2008
Ambient awareness
Awareness Il prossimo New York Times Magazine contiene un lungo articolo sugli effetti di News Feed, Twitter ed altre forme di contatto online incessante.

“Gli scienziati sociali hanno dato un nome a questo genere di incessante contatto online. L’hanno chiamato “ambient awareness.” È, dicono, molto simile all’essere fisicamente vicino a qualcuno e cogliere il suo stato d’animo ossrvando i suoi piccoli gesti  — linguaggio corporale, sospiri, commenti — dalla coda dell’occhio. Facebook non è più il solo ad offrire questo genere di interazione online. Nel corso dell’ultimo anno, c’è stato un boom degli strumenti per il “microblogging”: pubblicare frequentemente piccoli aggiornamenti su quello che si sta facendo. Il fenomeno è abbastanza diverso da quello che consideriamo blogging, dato che il post di un blog è normalmente un testo scritto, a volte piuttosto lungo: l’affermazione di un opinione, una storia, un’analisi. Ma questi nuovi aggiornamenti sono qualcosa di diverso. Sono molto più brevi, molto più frequenti e molto meno ragionate. Uno degli strumenti più popolari è Twitter, un sito e servizio di messaggistica che permette ai suoi più di due milioni di utenti di trasmettere ai loro amici degli aggiornamenti dalla lunghezza di uno haiku — limitati a 140 caratteri, breve come un SMS — riguardo a quello che stai facendo. Ci sono altri servizi per riferire dove stai viaggiando (Dopplr) o per mettere velocemente online una sfilza delle immagini, video o siti che stai visitando (Tumblr). E ci sono persino strumenti che riferiscono la tua posizione. Quando il nuovo iPhone, con indicatore di posizione incorporato, è stato presentato a Luglio, un miolione di persone hanno iniato ad usare Loopt, un software che automaticamente riferisci ad i vostri amici dove vi trovare.”

Leggi tutto l’articolo

27 agosto 2008
Libro – Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives
Born Digital Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives 

di John Palfrey e Urs Gasser

Basic Books, 2008

Rilegato, 288 pagine

Questo nuovo libro, nato dal progetto digital natives presso il Berkman Center dell’università di Harvard, investiga “cosa significhi crescere nella cultura dei media ed i modi in cui la tecnologia influenzi temi come la privacy, la sicurezza, la proprietà intellettuale, la creazione dei media e lo studio”, (come presentato da Danah Boyd). Ecco il riassunto ufficiale:

Il cambiamento più duraturo apportato dalla rivoluzione digitale non sono ne i nuovi modelli di business ne i nuovi algoritmi di ricerca, ma piuttosto il gigantesco gap generazionale tra quelli nati digitali e non. La prima generazione di “nativi digitali” – bambini che sono nati e cresciuti nel mondo digitale –

sta ora diventando maggiorenni, e presto il nostro mondo verrà rimodellato a loro immagine. La nostra economia, la nostra vita culturale, persino la forma della nostra vita famigliare verano trasformate per sempre. Ma chi sono questi nativi digitali? Quanto sono differenti dalle generazioni precedenti, e che aspetto avrà il mondo che stano creando?

In Born Digital, gli esperti di Internet e tecnologia John Palfrey e Urs Gasser offrono un ritratto sociologico di questa esotica tribù di giovani che possono sembrare, persino per quelli più Vecchio di una sola generazione, sia straordinariamente sofisticati che stranamente ristretti di mentalità. Basandosi sulla recerca originale ed avanzando nuove teorie Born Digital esploa un’ampia gamma di tematiche, da quelle altamente filosofiche a quelle puramente pratiche: cosa significa l’identità per i giovani che hanno dozzine di profili ed avatar online? Dovremmo preoccuparci di questioni di privacy? O addirittura, la privacy per loro è un valore importante? Come si traduce il concetto di sicurezza in un mondo sempre più virtuale? “Stranger-danger” è un vero problema, o un falso allarme?

John Palfrey è Professore Clinico di Giurisprudenza e Direttore Esecutivo del Berkman Center for Internet & Society presso la Harvard Law School. E’ un commentatore abituale nei telegiornali ,CNN, MSNBC, CNBC, Fox News, NPR e BBC. Abita a Cambridge, Massachusetts.

Urs Gasser è un Professore di Giurisprudenza presso l’università di St. Gallen, dove è anche Direttore del Research Center for Information Law, così come un membro del Berkman Center for Internet & Society presso la Harvard Law School. Ha pubblicato e redatto, rispettivamente, sei libri e ha scritto più di cinquanta articoli su libri, leggi, e riviste specializzate. Abita a St. Gallen, Svizzera.

24 luglio 2008
Video recenti su Fora TV
Fora TV Fora TV (cioè “YouTube dell’uomo che pensa”) ha alcuni video che meritano di venire guardati:  

Clay Shirky: Here Comes Everybody

Aspen Institute – 06 Luglio 2008

Clay Shirky parla del suo ultimo libro Here Comes Everybody, sul modo in cui la gente si organizza senza strutture formali in risposta ad eventi catalizzanti.

Clay Shirky on social networks and the Obama campaign

Aspen Institute – 06 Luglio 2008

Clay Shirky parla del software sociale, tra cui il sistema utilizzato durante la campagna presidenziale di Barack Obama, Egli nota il modo in cui i membri della comunità si sono organizzati in risposta al supporto di Obama per la legislazione del 2008 Foreign Intelligence Surveillance Act.

Clay Shirky on Social Networks like Facebook and MySpace

Aspen Institute – 06 Luglio 2008

Il professore della NYU Clay Shirky parla di Facebook, Friendster ed altro software di socializzazione.

Danah Boyd on social networks and immersive environments

Aspen Institute 04 Luglio 2008

L’antropologa delle comunità online parla dei modi in cui i giovani usano i siti di social networking per contattare i loro amici e presentarsi online. Boyd confronta i social network come MySpace agli ambienti immersivi come Second Like. Parla anche della trasportabilità.

Danah Boyd on how teens interact online

Aspen Institute – 04 Luglio 2008

Danah Boyd parla dei modi in cui i giovani usano i siti di social networking per contattare i loro amici e presentarsi online. Ella parla delle varie tecniche che gli adolescenti utilizzano per parlare ed interagire online.

Craig Barrett: Technology the Human Impact

Aspen Institute – 30 Giugno 2008

In un’intervista con l’amministratore dell’Aspen Institute e capitalista imprenditoriale John Doerr, Craig Barrett, presidente di Intel, discute sull’intersezione di tecnologia e società.