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  Articoli della categoria 'Experience design'
29 ottobre 2009
Computerworld New Zealand sul web design utente-centrico
Computerworld Computerworld New Zealand presenta il web design utente-centrico.

Introducing user-centred web design
Il primo articolo di questa serie presenta l’idea di User-Centred Design (UCD) — un processo di design che si concentra sulla progettazione di siti per la gente che gli userà; piuttosto che rappresentare le ultime tendenze di tecnologia del web, o semplicemente soddisfare la gestione dell’azienda.

User experience: What it is and how to get some
Il secondo articolo della serie osserva il concetto di esperienza dell’utente. Oltre allo spiegare in dettaglio l’esperienza dell’utente, l’articolo definisce quali capacità sono richieste per incorporarlo in un buon web design.

User experience in action
Questo articolo riguarda alcuni dei metodi che possono essere utilizzati per applicare l’UCD nei siti reali. Considerà alcuni studi di casi tratti dall’esperienza del Wired Internet Group, un’azienda ubicata a Christchurch che si impegna nella promozione dei principi dell’UCD all’interno dell’industria del web locale. Questi studi di casi riveleranno alcuni dei problemi di usabilità del “mondo reale” che si possono incontrare, ed i passi, talvolta semplici, che potete seguire per porvi rimedio, per dare al vostro sito l’esperieza dell’utente che meritano i vostri clienti.

27 ottobre 2009
Tim Berners-Lee ed Einar Kvaran sulla rivoluzione digitale
Digital revolution Altri frammenti di video sul sito Digital Revolution (titolo provvisorio), un documentario open source, previsto per la BBC Two nel 2010, che prenderà in considerazione i 20 anni di cambiamento apportati dalla World Wide Web.

Tim Berners-Lee interview – Ghana
Tim Berners-Lee è conosciuto meglio come l’inventore della World Wide Web. Ha viaggiato a Ghana con l’équipe del programma Digital Revolution ed il presentatore Aleks Krotoski per vedere i progressi online in corso in Ghana, ed i modi in cui la gente ghanese stanno utilizzando le connessioni fornite dalla rete. Durante questa visita, Tim ha discusso sul suo passato e le avventure nel CERN che l’hanno portato a creare la rete.

Einar Kvaran – Wikipedian interview – USA
Einar Kvaran è uno scrupoloso scrittore di Wikipedia che contribuisce con articoli su Wikipedia (principalmente) sul tema dell’arte della scultura Americana. Aleks Krotoski e l’équipe di Digital Revolution hanno incontrato ed intervistato Einar per discutere sulle sue considerazioni su Wikipedia, la democrazia in un ambiente collaborativo online, e l’emergenza delle gerarchie nelle comunità online.

Con Digital Revolution, la BBC ha intenzione di raccontare la storia della rete in quattro programmi di un’ora. Il primo programma — Power on the web — illustrerà l’esplosione dei contenuti generati dagli utenti nel web dai primi alla metà dei 2000. Il secondo programma — The fate of nations — analizza la relazione tra la rete e lo stato-nazione. The cost of free è il titolo del terzo programma che chiede se stiamo scambiando la nostra privacy per una rete ‘libera’. Finalmente il quarto programma — The web and us — esplora l’impatto della rete su chi siamo.

22 ottobre 2009
Comportamento umano: la chiave per lo sviluppo tecnlogico futuro
Ka-torchi Come esperti osservatori di come vive la gente in una società, gli etnografi possono aiutare le aziende a capire di cosa ha bisogno la gente e poi lavorare con i designer per andare incontro a queste necessità con nuovi (o più spesso modificato) prodotti e servizi. Scrive la CNN.

“Microsoft e molte altre aziende si sono accorte che dal momento che, dopotutto, è la gente ad usare la tecnologia, è vitale per l’azienda capire come la gente si adatta alla tecnologia,” nota Kentaro Toyama, che è a capo del gruppo di ricerca Technology for Emerging Markets presso Microsoft Research India.

Questo aiuta a spiegare perché, come nota il professore [Michael] Wesch [, un antropologo culturale della Kansas State University], l’etnografia digitale sta diventato sempre più integrata in altre discipline alle università.

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22 ottobre 2009
Sulla sicurezza, la programmazione, privacy, e… gente
Communications Tre articoli sull’ultimo numero di Communications dell’ACM sono parecchio importanti per i lettori di questo blog:

Usable security: how to get it
Perché il vostro computer vi fa preoccupare così tanto riguardo la sicurezza, ma non è ancora sicuro? È perché gli utenti non hanno un modello di sicurezza o un modo semplice di mantenere le cose importanti al sicuro.

Scratch: programming for all
“La fluidità digitale” dovrebbe significare progettare, creare e rimixare, non solo navigare, chattare ed interagire.

Four billion Little Brothers?: privacy, mobile phones, and ubiquitous data collection
Le tecnolgie di percezione partecipatorie possono migliorare le nostre vite e le nostre comunità, ma a che prezzo per la nostra privacy?

19 ottobre 2009
Un punto di vista australiano sul design utente-centrico
Outside in Damian Kernahan (di cui ho parlato qualche giorno fa) ha appena pubblicato il suo secondo articolo su Fast Thinking, una pubblicazione trimestrale australiana — questa volta sul design utente-centrico.

“I web designer si sono concentrati sul design utente-centrico e l’hanno utilizzato con successo per molti anni e qualunque ricerca intraprendiate su Google verrà ingombrata da riferimenti a siti e digitali. Quindi cos’è il ‘design utente-centrico’ e perché non è diventato popolare tra i business austrliani? Perché i business australiani non hanno abbracciato una metodologia che li permetta di avvicinarsi  ai loro clienti e di capire vermante quali siano le loro necessitpa e desideri per quanto riguarda i prodotti e servizi? “

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13 ottobre 2009
Sulla differenza tra personalisation e customisation
Eggs Qual è la differenza tra personalization e customization? I clienti sono veramente al controllo? I brand (ed i designer) vogliono che lo siano? Nick de la Mare di Creativity considera il mito e la realtà del controllo.

“Qualche settimana fa mi sono sentito dire, “vogliamo che gli utenti si sentano come se controllassero l’esperienza” e ho ripensato all’implicazione del concetto. Stiamo facendo credere alla gente di avere più potere di quel che hanno? In quanto designer di esperienze dell’utente da che parte siamo? “

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13 ottobre 2009
Philips Design e ABN AMRO creano un sistema che rispecchia le emozioni per i commercianti online
Rationalizer Philips Design e Dialogues Incubator di ABN AMRO cooperano per creare il concetto di ‘Rationalizer’, un sistema in grdo di percepire le emozioni e mirato agli investitori che fanno scambi online.

Esso agisce come uno ’specchio delle emozioni’ su cui viene riflessa l’intensità delle emozioni dell’utente.

La ricerca mostra che gli investitori da casa non si comportano in modo puramente razionale: il loro comportamento viene influenzato da emozioni, specialmente la paura e l’avidità, che possono compromettere la loro capacità di assumere una posizione oggettiva e basata sui fatti.

Questo studio ha portato al concetto di Rationalizer in cui i commercianti vengono avvertiti quando sarebbe saggio prendersi una pausa, calmarsi e riconsiderare le proprie azioni.

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9 ottobre 2009
All’interno della ricerca sull’utente di YouTube
YouTube Il ricercatore di esperienza dell’utente Sasha Lubomirsky parla sul suo lavoro presso YouTube:

“Se pensate al guardare un video online, potrebbe sembrare parecchio facile. Un riproduttore, un bottone play/pausa e qualche contenuto. Fatto. E se il video viene riprodotto su un cellulare? O su uno schermo grande? Cosa succede se viene visto a Nairobi? O Shanghai? Ora mettete che venga visualizzato da qualcuno che voglia condividere le sue considerazioni sul video e da qualcuno che non voglia fare altro che guardare altri video. Prima che ve ne rendiate conto, guardare un video diventa più complicato di quanto crediate.

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(via Usability News)

9 ottobre 2009
Verso un approccio integrato per la strategia ed il design del prodotto
Standard product strategy and design process L’azienda di consulenza sull’esperienza dell’utente di San Francisco Montparnas ha iniziato una serie in tre parti sulla relazione tra sviluppo del prodotto e design dell’esperienza dell’utente.

“Lo sviluppo del prodotto e il design dell’esperienza dell’utente sono due campi che dovrebbero, ma raramente lo fanno, collaborare efficacemente per progettare e definire prodotti che i consumatori trovino piacevole utilizzare. Esistono molte sinergie naturali tra le due discipline, ed i punti di forza di ogni campo complementano le debolezze dell’altro. Nonostante questo, i team dello sviluppo del prodotto e del design dell’esperienza dell’utente spesso lavorano in circostanze separate con insufficiente comunicazione e collaborazione. L’attuale modus operandi porta ad una perdita di produttività, tempi maggiori prima della commercializzazione, costi più alti, e prodotti che non raggiungono il loro pieno potenziale.

Il design dell’esperienza dell’utente è un campo relativamente nuovo che ha ricevuto un ampio riconoscimento nella scorsa decade, e di conseguenza, non c’è stato molto tempo per stabilire best practice affinché lo sviluppo del prodotto ed il design dell’esperienza dell’utente lavorino al meglio insieme. La cosa buona è che non ci vuole un grande cambio di paradigma ma piuttosto un’evoluzione dell’attuale modello per raggiungere un approccio più integrato alla strategia ed il design del prodotto.”

(Nella nostra personale esperienza nel lavorare con grandi aziende internazionali, il processo non è sempre stato così tradizionale.)

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4 ottobre 2009
È nuovo, ma fatelo sembrare familiare
Horseless carriage Quando le aziende sviluppano prodotti innovativi che evidentemente non rientrano nelle categorie esistenti, i dirigenti devono aiutare la gente a capire cosa siano. Tuttavia la categoria in cui collocate qualcosa ha una grande influenza sul come vedete le sue proprietà di base. Mary Tripsas ne parla sul New York Times.

“A seconda dei segnali che vengono emessi, la gente collocherà lo stesso oggetto in diverse categorie.

Nella gestione, questi tratti implicano che le aziende possono beneficiarsi usando paragoni per creare aspettative che si addicano al meglio ai punti di forza dell’innovazione. [...]

Scoprire l’etichetta giusta è solo una delle diverse forme in cui le organizzazioni possono influenzare il modo in cui i consumatori inseriscono in una categoria un prodotto. Essi possono anche esperimentare con la forma del prodotto, la confenzione, il prezzo e la posizione nel negozio.”

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2 ottobre 2009
Donald Norman sulla co-creazione come sfida “transmediatica” per il design
21 CTIS Donald Norman ha tenuto un discorso presso il “21st Century Transmedia Innovation Symposium” a Seul, Korea.

“I dizionari normali non hanno la parola ‘transmedia,’” dice, “ma Wikipedia sì. Quella definizione mi ha portato a molte altre paeole che né io né i miei dizionari avevamo sentito in precedenza (per esempio, narratologico). A parte lo strano gergo, credo che ci sia un’idea importante, che verrà approfondita in questa colonna.”

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2 ottobre 2009
Secondo numero di Touchpoint “Health and Service Design”
Touchpoint 2 È uscito il secondo numero di Touchpoint, il Service Design Journal.

Intitolato “Health and Service Design”, questo nuovo numero presenta articoli di esperti del design di servizi e/o del campo della sanità come Julia Schaeper, Lynne Maher e Helen Baxter (NHS), Lavrans Løvlie (liveIwork), Ben Reason (live|work), Mark Mugglestone (NHS) e John-Arne Røttingen (Norwegian Knowledge Centre for the Health Services), Tine Park (Designit) e Christine Janae-Leoniak (Mayo Clinic) così come interviste con rappresentanti di queste aree.

Per ulteriori informazioni

29 settembre 2009
Herkko Hietanen: Il futuro sociale della televisione
Herkko Hietanen Herkko Hietanen del Helsinki Institute for Information Technology racconta al suo pubblico del Berkman Center che “la televisione è veramente rovinata,” scrive Ethan Zuckerman.

Il mezzo non sta avanzando verso il suo pieno potenziale, non sta fornendo ai consumatori i programmi quando e dove li vogliono. Per fissare un programma di quel che volete vedere, dovete essere davanti alla vostra televisione. E ci sono restrizioni geografiche frustranti sulla programmazione – Herkko si chiede perché sia difficile guardare la TV finlandese negli Stati Uniti. La televisione è stata creata per il consumo – manca l’interattività con i giornalisti ed altri spettatori, Obbliga i consumatori a sopportare pubblicità irrilevanti.

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28 settembre 2009
Esplorando piccoli mondi con Nokia
Little World Il Copenhagen Institute of Interaction Design is on a roll. Dopo un workshop intensivo con Intel (presentato su Worldchanging), ora si sono imbarcati in un’esplorazione con Nokia (presentata su Fast Company). E ovviamente sono tutte online. Un lavoro eccellente e comunicazioni ecellenti. Godeteveli.

1. Mobile Playfulness
Video sul come incorporare il gioco nell’UI dei cellulari. Noi pensiamo che la gente giochi naturalmente con le cose e che possiamo incorporare naturalmente e passivamente questo nell’UI piuttosto che in modo attivo come i giochi.

2. Staying Connected
La gente tratta i propri cellulari come se fossero da usare e gettare. Come possiamo fare in modo che la gente abbia una connessione più emotiva con il proprio cellulare in modo che lo valorino di più, e di conseguenza rendano un brand più desiderabile e meno usa e getta.

3. Little World (presentato su Fast Company)
I cellulari si basano molto sulle funzioni. Sono focalizzati su quel che vogliamo fare, non su chi vogliamo contattare. Cosa succederebbe se metteste la gente al centro di un interfaccia? Qui abbiamo esplorato tale interfaccia e abbiamo visto come concetti come raggruppare, mandare messaggi o aggiungere amici potrebbero funzionare.

26 settembre 2009
Design e genere: andare oltre al rendere piccolo e rosa
Gender Femme Den è una piccola cellula di designer interna a Smart Design — l’azienda responsabile degli strumenti da cucina OXO Good Grips e la Flip Mini Digital Camcorder — che è dedicata al ragionamento sulle differenze tra i generi e quel che significano per lo sviluppo di prodotti.

Una serie di articoli su Fast Company può fornire ulteriori informazioni sul loro lavoro:

Forget “shrink it and pink it”: the Femme Den unleashed
di Kate Rockwood – dal numero 139 | ottobre 2009

Femme Den’s five tenets of designing for women
di Kate Rockwood – dal numero 139 | ottobre 2009

Design in action
di Kate Rockwood – dal numero 139 | ottobre 2009

Examining design values: warm, cold, or just right
di Erica Eden – 25 settembre, 2009

Designing for gender, when one or both parties reap the rewards
di Yvonne Lin – 24 settembre, 2009

How companies can woo women with design
di Agnete Enga – 23 settembre, 2009

Hunter vs. gatherer: gender differences on the mind
di Whitney Hopkins – 23 settembre, 2009

Why designers need to talk about sex
di Femme Den – 22 settembre, 2009

Introducing the Femme Den: going beyond “shrink it and pink it”
di Linda Tischler – 21 settembre, 2009

Sex and electronics – Part 1: women and smart design
di Linda Tischler – 13 gennaio, 2009

Sex and electronics – Part 2: Femme Den’s favorite gadgets from CES
di Linda Tischler – 13 gennaio, 2009

26 settembre 2009
Intel descrive l’azienda del futuro
TV Il maggior produttore di chip del mondo prevede che per il 2015 ci saranno 12 miliardi di dispositivi in grado di connettersi a 500 miliardi di ore di TV e contenuti video.

Il pubblico ha saputo da diversi relatori quel che promette essere un nuovo genere di esperienza TV in quanto i contenuti trasmessi, i contenuti video, i contenuti internet ed i contenuti personali sono tutti mescolati insieme.

- Leggi tutto l’articolo (BBC)
- Leggi tutto l’articolo (CNet)

Apparentemente, il CTO di Intel Rattner ha anche dichiarato che “Intel sapeva di fatto che la TV era quel che le masse desiderano, perché Intel ha ingaggiato un esercito di scienziati sociali per dirlo. Infatti, tale è il potere dell’etnografia presso l’azienda che gli hippie di Intel sembrano aver convinto l’azienda a buttarsi completamente su qualcosa che definisce “TV informativa, onnipresente, personale e sociale”, qualunque cosa questo significhi.”

26 settembre 2009
Volete che quello resti nel vostro registro permanente?
Gordon Bell Nella sua rubrica De Gustibus sul Wall Street Journal, Eric Felten descrive Total Recall, un progetto Microsoft che archivierà ogni dettaglio delle nostre vite quotidiane.

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(C’è anche un articolo/intervista della CNN sullo stesso argomento)

26 settembre 2009
Changing Behaviour
Changing Behaviour Changing Behaviour è un progetto che punta a sostenere il cambiamento nell’utilizzo dell’energia e nei servizi energetici. Lo fanno applicando praticamente la ricerca sociale sul cambio tecnologico. Il fulcro è nell’interazione tra gli esperti dell’energia e gli utenti dell’energia: come possono imparare a capirsi meglio questi gruppi diversi?

Changing Behaviour è un progetto di ricerca attivo. Ricercatori e professionisti lavorano insieme per sviluppare, testare e raffinare strumenti per migliorare l’interazione che siano sensibili al contesto, al tempo e alle necessità dei diversi utenti e stakeholder.

Changing Behaviour è un progetto europeo in corso fondato dal tema EU 7th Framework Programme Energy. I partner del progetto sono dall’Estonia, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Lettonia, Lituania, Olanda e Ungheria.

Questo progetto punta a sostenere lo spostamento verso i servizi per l’utente finale nella politica energetica europea. Esso

  • svilupperà un modello di comportamento sofisticato ma pratico dell’interazione tra l’utente finale e lo stakeholder
  • integrerà la conoscenza del contesto (per esempio la cultura nazionale e le istituzioni), tempo e attori nella pratica della gestione della domanda di energia
  • piloterà il trasferimento dei programmi di domanda adattata al contesto da un paese europeo ad un altro
  • creerà gli strumenti affinché i professionisti gestiscano il cambiamento sociale e tecnico corrispondente ai programmi di gestione della domanda (per esempio, efficienza energetica e generazione rinnovabile dell’utente finale).

Scarica
- brochure
- presentazione del progetto
- studi di casi
- articoli e paper di conferenze

26 settembre 2009
Il ruolo dell’utente nei processi d’innovazione dell’industria della strumentazione sportiva
Users‘ role in innovation processes in the sports equipment industry Il Nordic Innovation Centre ha appena pubblicato un report sul ruolo dell’innovazione guidata dall’utente nella crescente industria della strumentazione sportiva Nordic. Non solo su come gli utenti aiutino le aziende a sviluppare migliori prodotti tecnici, ma anche sul come prendere sul serio gli utenti aiuti le aziende a costruire e commercializzare brand migliori e più competitive.

Scarica il report

26 settembre 2009
Yahoo cerca di migliorare l’esperienza di ricerca
Elizabeth Churchill Il Mercury News scrive su come Yahoo creda di poter costruire il suo pubblico facendo fulcro sulla “esperienza” dell’utente, piuttosto che vedere la ricerca come una semplice ricerca di dati.

“‘Quel che è notevole su molti della squadra di ricercatori di Yahoo che sostengono quell’impegno è che molti di loro [...] non sono neanche informatici.

Sono parte di un gruppo di scienziati sociali — psicologi cognitivi, sociologi, economi ed etnografi— che Yahoo spera aiuteranno a colmare il divario nella con il dominante Google. [...]

Il piano di ampliare i Yahoo Labs in un team multidisciplinare dove gli scienziati sociali lavorano direttamente con gli informatici è un elemento della strategia di Yahoo per far rimanere la gente sulle sue proprietà Web, dopo che la sua campagna di branding la attrae alla porta.”

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