counter create hit
Putting people first in italiano
NOTIZIE SULL’EXPERIENCE DESIGN, SUL DESIGN UTENTE-CENTRICO E SULL’INNOVAZIONE

Cultura

Design

Economia

Locations

Media

Metodi

Pubblico

Servizi

Temi sociali

Architettura


Arte


Creatività


Cultura


Identità


Mobilità


Museo


Co-creazione


Design


Design di interazione


Design dei servizi


Experience design


Presence


Ubiquitous computing


Advertising


Branding


Business


Innovazione


Marketing


Meccatronica


Tecnologia


Africa


America


Asia


Australia


Europa


Italia


Torino


Blogging


Conferenze


Giochi


Libri


Media


Mondo virtuale


Telefonia mobile


Esperienza dell'utente


Etnografia


Previsione


Prototipazione


Ricerche sull'utente


Scenari


Usabilità


Anziani


Bambini


Disabili


Giovani


Educazione


Salute


Ricerca


Servizi finanziari


Servizi pubblici


Sviluppo urbano


Turismo


Cambio sociale


Comunicazione


Digital divide


Mercati emergenti


Partecipazione


Sostenibilità


  Articoli della categoria 'Experience design'
3 dicembre 2009
Roger Martin sul design thinking (video)
Make/Think In questo video di Make/Think, la recente AIGA Design Conference, Roger Martin, decano della Joseph L. Rotman School of Management presso l’Università di Toronto, sostiene con buoni argomenti che le aziende possono fare un miglior lavoro di innovazione se abbracciano il design thinking. Lui esamina come le aziende possono combinare analisi ed intuito per trasformare loro stesse in organizzazioni di design thinking di successo, integrando il futuro col passato in modo costruttivo.

Guarda il video [28:41]

Sono disponibili anche video delle conferenze di Stefan Sagmeister e Stefan G. Bucher.

(via Dexigner)

2 dicembre 2009
Smart tool per ridurre il nostro impatto sull’ambiente
UX Magazine L’ultimo numero di UX Magazine dell’UPA è dedicato al design sostenibile, ed uno degli articoli è di Experientia.

Nel loro contributo, i collaboratori di Experientia Michele Visciola, Erin O’Loughlin ed Irene Cassarino riflettono sul come gli smart tools possono aiutare a ridurre il nostro impatto di CO2 impact, ed illustrano questo con un caso di studio sulla proposta vincente dell’azienda (assieme ad ARUP e Sauerbruch Hutton) per il design di un distretto urbano sostenibile nell’area di Jätkäsaari a Helsinki, Finlandia.

Scarica l’articolo (versione pre-pubblicazione)

1 dicembre 2009
Quattro principi chiave del design dell’esperienza dell’utente su cellulare
Mobile keys In un lungo articolo su Boxes and Arrows, Dakota Reese Brown propone una visione alternativa dello spazio mobile basata su principi piuttosto che su tattiche isolate.

“Prima di diventare un senior UX designer su Popular Front Interactive, ho passato due anni come ricercatore di UX del cellulare all’interno del Mobile Technologies Group del Georgia Institute of Technology – un laboratorio col compito di prevedere e poi prototipare immediatamente esperienze del cellulare innovative.

Col transito dall’accademia all’industria, ho scoperto che mentre si discuteva di Ux su cellulare, non se ne parlava con la stessa ampiezza di riferimento a cui ero abituato all’interno dei confini di un’istituzione basata sulla ricerca. Nonostante trovi che le recenti discussioni sull’UX si siano beneficiate dalla corrente revoluzione dello smart phone, nel complesso considero ancora che queste conversazioni siano inutilmente guidate dall’adorazione tattica e manchino di un consenso cosciente riguardante i principi fondamentali dell’esperienza dell’utente del cellulare.

Non pretendo che i seguenti principi siano all-inclusive o definitivamente autorevoli; piuttosto, spero che vengano ricevuti come una somma aneddotica delle mie scoperte che potrebbe poi dare luogo ad una scintilla e contribuire ad una più ampia conversazione ed al processo di costruzione di consensi.”

Ecco i principi che propone:

  1. C’è una relazione intima tra un utente ed il suo cellulare.
  2. La grandezza dello schermo implica uno stato dell’utente. Lo stato dell’utente infierisce sulla loro dedicazione a quello che si trova sullo schermo.
  3. Le interfacce su cellulare sono troncate. Altre interfacce non lo sono.
  4. Progettare per le piattaforme mobili — quelle vere.

Leggi tutto l’articolo

1 dicembre 2009
IDEA 2009: Social and experience design
IDEA 2009 La conferenza IDEA ha avuto luogo a Toronto il 15-16 settembre, e aveva come tema centrale il design di esperienze sociali. Boxes and Arrows, in collaborazione col IA Institute, ci porta le registrazioni della maggior parte delle conferenze.

Primo giorno
- The impact of social models – Luke Wroblewski
- Social spaces online: lessons from radical architects – Christina Wodtke
- Making virtual worlds: games and the human for a digital age – Thomas Malaby
- User experience as a crucial driver of social business design – Jeff Dachis
- Bare naked design: reflections on designing with an open source community – Leisa Reichelt
- Does designing a social experience affect how we party? Of course it does! – Maya Kalman
- The information superhighway: urban renewal or neighborhood destruction? – Mary Newsom

Secondo giorno
- Innovation parkour – Matthew Milan
- The art and science of seductive interactions – Stephen Anderson
- Social design patterns mini-workshop – Christian Crumlish & Erin Malone
- If you build it (using social media), they will come – Mari Luangrath
- The bawn of perfect products – Tim Queenan

1 dicembre 2009
Progettare l’esperienza di shopping online
Mind the gap Due articoli nella UX Magazine osservano i modi di migliorare l’esperienza dell’utente del retail online:

Mind the gap
Che generi di brand hanno la maggiore opportunità di migliorare l’UX? Uno sguardo su video allo spazio tra le esperienze online–offline.
di Dave Maren

Designing superior shopping experiences
Lo shopping online dovrebbe essere un’esperienza fluida, visualmente entusiasmante ed immersiva. Progettando grandi esperienze di shopping libere dalle restrizioni del HTML, possiamo sfruttare completamente le ricche capacità di audio, video, animazione ed interfaccia d’utente dei computer moderni.
di George Plesko

20 novembre 2009
Innovazione guidata dall’utente in Danimarca – un aggiornamento
Denmark Alcuni siti, blog, articoli e pubblicazioni in inglese con aggiornamenti su quel che la Danimarca sta facendo sull’innovazione guidata dall’utente:

Is Denmark a lead user of user driven innovation?
Potreste anche pensarlo in quanto il primo programma del modo di innovazione guidata dall’utente si trova in Danimarca. Il programma mira a rafforzare la diffusione dei metodi per l’innovazione guidata dall’utente e a contribuire alla crescita delle aziende partecipanti. Mira anche ad aumentare la soddisfazione degli utenti e/o l’efficienza delle istituzioni pubbliche partecipanti. Søren Tegen Pedersen è il Deputy Director presso l’autorità amministrativa del programma.

NFBi – Network for Research-based Userdriven Innovation
La rete NFBi è stata stabilita con l’obiettivo di trasmettere la conoscenza dell’innovazione guidata dall’utente. NFBi gioca un ruolo attivo nel facilitare la condivisione della conoscenza e l’organizzazione di incontri tra le aziende e gli ambienti di conoscenza con esperienza nel campo.

NFBi Case Study – new Product development in online communities (pdf)
Coinvolgendo gli utenti-designer e le comunità online nel processo di sviluppo di nuovi prodotti, le aziende possono offrire nuove proposte di valore, tagliare i costi NPD e ridurre i rischi di fallimento di mercato. Questo progetto ha identificato le necessità, sfide e opportunità centrali per le aziende ed ha proposto uno schema per un modello collaboratico, basato sulla ricerca della Copenhagen Business School, esperienze di Microsoft Dynamics e LEGO, ed interviste con designer.

NFBi Case Study – Userdriven Innovation with the Base of the Pyramid (pdf)
Qual è la differenza tra innovazione guidata dall’utente nei paesi industrializzati ed in quelle in via di sviluppo, e come lavorare con l’innovazione guidata dall’utente assieme alla Base della Piramide?

Social responsibility is visible on the bottom-line (pdf)
Un nuovo studio mostra che le aziende aumenteranno la crescita ed i profitti quando svilupperanno prodotti che abbiano come obiettivo sfide sociali ed ambientali. Nuovi metodi collaborativi ed innovazione portano risultati positivi per le aziende danesi ed internazionali.
> Scarica i casi di studio (pdf)

Project blog on user-driven innovation
Siete interessati al come le aziende coinvolgono gli utenti nel processo di innovazione? FORA è nel processo di analizzare come le aziende scandinave applicano metodi diversi nell’area dell’innovazione guidata dall’utente. Questo è stato condotto all’interno del progetto: Concept Innovation with Users, che è stato commissionato dal Nordic Innovation Center.

16 novembre 2009
Recipes for disaster
India tailor Nel corso degli ultimi mesi la collaboratrice di Experientia Irene Cassarino ha lavorato intensamente nella preparazione del progetto di Experientia Low2No a Helsinki, Finlandia (sito del progetto e sommario della presentazione) — nel quale poniamo l’attenzione specificamente nell’abilitare un cambiamento positivo di coportamento verso degli stili di vita più sostenibili.

Ci sono degli appunti sulle conferenze a cui ha assistito su questo sito ed ora Irene ha anche recensito (in inglese) il documentario finlandese Recipes for Disaster [che, a proposito, assomiglia nel concetto a No Impact Man].

È disponibile anche una recensione in italiano a cura di Camilla Masala dello staff di Experientia:

Decidere di intraprendere una dieta rappresenta sempre una scelta difficile e impegnativa. Ma cosa può succedere se anzichè tenere sotto controllo le calorie si comincia a calcolare la quantità di CO2 prodotta durante le attività quotidiane?

Questa è la grande sfida intrapresa dalla famiglia Webster residente ad Espoo (Finlandia) e protagonista di un esperimento durato un anno e documentato nel film “Recipes for disaster”, prodotto e distribuito da Millenium film.

Il documentario, diretto e interpretato dallo stesso John Webster e dalla sua famiglia, ha come obiettivo quello di testimoniare come sia possibile adottare uno stile di vita a bassa impronta ecologica senza rinunciare alla propria quotidianità e a quanto di piacevole essa possa offrire. La rinuncia a prodotti plastici o all’auto sono scelte indubbiamente difficili da adottare, ma assolutamente fattibili, soprattutto se adottate non dal singolo individuo ma condivise da un gruppo di persone, in questo caso la famiglia.

Proprio la dimensione famigliare riesce ad attribuire maggiore credibilità e fattibilità alle scelte adottate dai protagonisti. Vedere come due bambini riescano ad affrontare la nuova vita plastic-free con energia ed entusiasmo riesce, infatti, a comunicare e a motivare l’adozione di scelte anche drastiche con una spontaneità e naturalezza di linguaggio, creando nel pubblico una sorta di identificazione nei personaggi.

Per una volta, quindi, l’osservazione di persone all’interno della propria abitazione e delle proprie relazioni sociali, può influenzare positivamente i comportamenti di chi osserva.

Pur affrontando una tematica così drammaticamente attuale come quella dei cambiamenti climatici e della responsabilità del singolo in tale processo, il documentario riesce a comunicare e a raccontare l’esperienza della famiglia Webster con un pizzico di amara ironia e comicità.

La scelta di adottare la metafora della “dieta disintossicante” funziona, come funziona la scelta di strutturare la narrazione sia secondo la naturale successione degli eventi sia adottando la suddivisione in capitoli tematici, presentati come differenti ricette.
Funziona anche la dieta in sè. John Webster e la sua famiglia, dopo un anno caratterizzato da sfide, difficoltà, dubbi ma anche soddisfazioni e piccole gioie quotidiane, riescono effettivamente a ridurre drasticamente la produzione “casalinga” di Co2.

Citando le parole del protagonista: “L’esperienza non è stata perfetta. Ma chi aveva detto che sarebbe dovuto esserlo?”.

13 novembre 2009
Nokia ha design sull’India
India tailor Gli specialisti del design della Nokia stanno girando l’India per scoprire come gli indiani usano il cellulare. Leslie D’Monte scrive per il Business Standard di Nuova Delhi.

Jhanvi Madan (uno pseudonimo), che abita a Mumbai, parlava al cellulare. A sua insaputa, uno straniero sull’altro lato della strada stava osservandola con attenzione e prendendo numerosi appunti.

Tuttavia, non c’è motivo per allarmarsi. La persona che prende questi appunti pe uno dei 320 designer del maggiore produttore di cellulari, Nokia. Il suo nome è Younghee Jung, e lei è una specialista nel design che ha viaggiato dal London Design Studio per passare circa un paio di settimane a Mumbai e qualche area periferica per capire come gli indiani utilizzino i cellulari.

“Questa è una pratica molto comune tra di noi,” dice Nikki Barton, Capo di Digital Design, Nokia Design Studio. La gente ed i suoi comportamenti “sono la principale preoccupazione della Nokia”. “Tutti noi abbiamo punti di vista differenti su quale aspetto dovrebbe avere un cellulare e quel che dovrebbe fare,” ammette Barton, aggiungendo: “Nokia deve provvedere a migliaia di utenti e dobbiamo assicurarci che tutti loro siano felici.”

Leggi tutto l’articolo

(via Dexigner)

12 novembre 2009
Singapore sulle possibilità di design per il domani
Design 2050 Il Singapore Design Festival, in corso dal 20-30 novembre  dal tema “Design 2050: Possibilities for Tomorrow,” , sta continuando la sua ricerca per migliorare l’ambiente circostante della gente attraverso il buon design per una migliore qualità di vita.

Come è già stato scritto su questo blog quasi tre anni fa, 10TouchPoints è un progetto del Design Singapore Council, che ha reclutato gente per identificare cose del loro spazio publico quotidiano che risultano irritanti a causa del loro design scadente.

Ancora una volta, la gente è stata invitata ad identificare opportunità per un miglioramento nel design, votare sulle principali idee, e poi partecipare nel processo di re-design.

Leggi tutto l’articolo

11 novembre 2009
Usare l’etnografia per migliorare l’esperienza dell’utente
People shopping Bonny Colville-Hyde di CX Partners ha scritto un buon articolo introduttico sul valore della ricerca etnografica.

Come potete assicuravi che il vostro servizio spicchi sulla competenza nel mercato come quello che la gente voglia usare?

Un modo è scoprire come interagiscono con voi i vostri utenti e trovare nuovi modi per supportare i loro comportamenti.

La ricerca sull’usabilità può mostrarvi come i vostri utenti interagiscono col vostro sito e come potete migliorarlo per adattarsi meglio alle necessità dell’utente, ma la ricerca etnografica può raccontarvi sulle circostanze in cui si trovano i vostri utenti prima di interagire con voi online, e vi dicono delle necessità dei vostri utenti di cui non eravate consapevoli.

Capire le motivazioni dell’utente è la chiave per sviluppare il vostro sito in un servizio che la gente voglia usare attivamente.

Leggi tutto l’articolo

11 novembre 2009
Accenture says tech-driven approach to CE innovation outdated
Accenture Le aziende di elettronica per computer devono riconsiderare il vecchio approccio all’innovazione impulsato dalla tecnologia perché la convergenza dell’industria ha reso obsoleto questo modello, dichiara uno studio di Accenture.

Oggi le aziende di CE convergono con “media, tecnologie di IT, giochi, internet [e] cellulari… nello stesso mercato e competono tra di loro.” Come risultato, “l’ecosistema tradizionale si è trasformato. Le relazioni della tecnologia, le licenze, ed i provider di contenuti non determinano più chi detta le regole del gioco,” Accenture ha detto. “La standardizzazione tradizionale ed i processi di alleanze stanno diventando meno effettivi a causa della competenza di interessi, modelli di business e strategie di sempre più partecipanti ed industrie.”

“Con così tante industrie competendo per l’attenzione del consumatore, il consumatore è diventato il nuovo fulcro,” dichiara lo studio.

Leggi tutto l’articolo

11 novembre 2009
Come creare un’esperienza dell’utente sulla cosa lunga
Andrew Maier Andrew Maier di UXBooth riflette sul come coltivare (o dissolvere) una comunità, o in altre parole come creare un’esperienza dell’utente sulla coda lunga.

I siti sono creature sociali. O piuttosto, lo sono i loro utenti. In cambio, i siti che visitate sono temperati dagli utenti che interagiscono con loro. La vostra esperienza con un sito, mettete facebook.com, è direttamente collegata alla gente con cui interagite su quel sito. Ma questo presenta un’interessante sfida per un designer di esperienza dell’utente: progetta per l’esperienza iniziale o l’esperienza risultante?

Leggi tutto l’articolo

11 novembre 2009
Racconti degli utenti: uno strumento di design strategico
User stories I metodi di design collaborativo giocano un ruolo fondamentale nello schieramento dei membri di un gruppo verso una visione del progetto condivisa e strategica.

In questo articolo Penny Hagen e Michelle Gilmore descrivono come le storie dell’utente stimolano e facilitano la discussione e la presa di decisioni con i clienti nello sviluppo di una Strategia di Esperienza dell’Utente. Nel nostro contesto (lo sviluppo di prgetti online) la Strategia dell’Esperienza dell’Utente diventa un ‘accordo generale’ sulla forma del progetto (cosa), il suo proposito (perché), e fornisce un migioramento potenziale delle strategie di miglioramento (come). Prende in considerazione tutte le prospettive (per esempio aziendali, tecniche, di marketing e del brand) ma privilegia l’esperienza dell’utente desiderata.

Un approccio collaborativo permette ai clienti di partecipare attivamente al processo, aumentando le possibilità di ottenere una visione collettiva per il progetto. Questo articolo si sofferma sul primo passo nel viaggio verso lo sviluppo collaborativo di una Strategia di Esperienza dell’Utente e si preoccupa in particolare sul come si generano, argomentano e fissano le priorità le storie degli utenti.

Leggi tutto l’articolo

3 novembre 2009
Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels parla presso Visualizar, Madrid
intheair Venerdì 13 (!) Novembre, il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels sarà uno degli speaker di Visualizar’09, un seminario internazionale sulla visualizzazione di dati pubblici, organizzata da Medialab-Prado a Madrid, Spagna.

La conferenza e workshop verranno condotti da Ben Cerveny di Stamen, San Francisco.

Il discorso di Jan-Christoph, intitolato “Imagining behavioral change – Smart meters and data visualizations of energy consumption” trae dalla riuscita candidatura di Experientia alla compertizione Low2No a Helsinki, Finlandia.

Medialab-Prado fornirà un collegamento video in streaming in diretta dell’evento.

2 novembre 2009
La Realtà Aumentata è presuntuosa
AR Chris Dannen scrive su Fast Company che la Realtà Aumentata è presuntuosa, e non si aspetta che applicazioni come Layar cambino drasticamente le nostre vite quotidiane.

“Parlate con la gente che fa ricerca sull’AR, e loro sembrano pensare che la scomodità di usare l’AR — tenere il vostro cellulare davanti a voi; tenere il vostro Esquire davanti al vostro computer — si risolverà da sola. Ma potrebbero stare sottovalutando il potere dell’abitudine umana. Abbiamo ingerito informazioni nel modo classico per centinaia di anni: osservando un’immagine statica ed utilizzando il nostro cervello, non le videocamere dei nostri smartphone, per fonderla con la realtà. Mappe, giornali, libri, computer — sono “tecnologie” molto diverse, ma funzionano essenzialmente allo stesso modo; il nostro cervello fornisce il milieu. L’AR vuole deragliare quella relazione. Quello sarà duro da vendere.”

Leggi tutto l’articolo

2 novembre 2009
Mano a mano che i prodotti diventano più interattivi, il fuoco si sposta verso la psicologia
Hierarchy “Mano a mano che i prodotti diventano più interattivi, il fuoco si sposta verso la psicologia,” sostiene Gentry Underwood, che si centra sui media sociali ed il software collaborativo presso IDEO, in un articolo ospite per Core77.

“Gli approcci centrati sulla gente al design industriale e d’interazione hanno spesso avuto come fuoco lo studio del comportamento umano per creare design informati ed appropriati. Un designer di interazione sociale non deve considerare solo la gente, l’ambiente, e gli strumenti esistenti, ma anche gli elementi non visti come le relazioni sociali, le dinamiche di potere e le regole culturali.”

Leggi tutto l’articolo

31 ottobre 2009
Applicare la TV digitale in Italia: l’altra faccia della rivoluzione digitale
Decoder L’Italia è nel processo di spostamento verso la TV digitale, e la sua applicazione è piuttosto disastrosa, per quel che posso dire dalle reazioni nella regione in cui vivo (Piemonte). Molti dei problemi sono tecnologici, ma non tutti. Una forza di ‘angeli’ volontari sta facendo quel che può.

Ne parla oggi un articolo di Repubblica.

30 ottobre 2009
È online l’edizione di nov-dic 2009 di Interactions magazine
Interactions È online l’edizione di novembre-dicembre di Interactions Magazine e alcuni articoli sono disponibili senza iscrizione.

Purtroppo, la pagina del menu principale non dice quali articoli sono disponibili pubblicamente (anche se senza immagini) e quali no, quindi ho selezionato i sei che lo sono:

interactions: social, authentic, and interdisciplinary
Jon Kolko

Catalyzing a perfect storm: mobile phone-based HIV-prevention behavioral interventions
Woodrow W. Winchester, III

Implications of user choice: the cultural logic of “MySpace or Facebook?”
danah boyd

On authenticity
Steve Portigal, Stokes Jones

When security gets in the way
Don Norman

The authenticity problem
John Kolko

Un settimo, del mio partner aziendale Michele Visciola, può scaricarsi nella versione pre-pubblicazione da questo blog.

30 ottobre 2009
Il partner di Experientia Michele Visciola sull’innovazione centrata sulla gente come evoluzione della cultura
Michele Visciola Il mio partner aziendale Michele Visciola, che è anche il presidente di Experientia, ha scritto un articolo intitolato “People-centered innovation or culture evolution?” che stato pubblicato nell’edizione di Novembre-Dicembre di Interactions magazine.

Ecco l’astratto:

“La teoria biologica dell’evoluzione e la sua applicazione all’antropologia culturale (Cavalli Sforza, 2006) creano una struttura interessante con cui affrontare le pratiche di ricerca sull’utente e le strategie di innovazione. La mutazione (cioè un brusco cambiamento significativo in un dato sistema di valori) è un evento raro ma può accadere in qualsiasi cultura. La selezione naturale è la pressione che opera su un dato sistema di valori e credenze col fine di selezionare quei comportamenti che sono adeguati alle condizioni d’uso ambientali. La migrazione è l’intreccio di comportamenti ed atteggiamenti che può portare ad un cambiamento di valori. Finalmente, il cambiamento è la barriera all’ingresso dei nuovi valori in un dato sistema culturale. Una profonda comprensione di queste forme di evoluzione culturale permetterà alle aziende di inquadrare meglio i modelli di innovazione. Che si basi sugli spostamenti partecipatori e volontari nelle condizioni d’uso (cioè la mutazione) o nell’integrazione di nuovi servizi e caratteristiche nei prodotti esistenti (creando condizioni per la migrazione ed il cambiamento), l’innovazione dovrebbe favorire la selezione naturale della selezione delle idee della gente in modo che resista e perduri.”

L’articolo completo è disponibile solo per gli iscritti, ma potete scaricare la versione pre-pubblicazione qui.

30 ottobre 2009
Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels parlerà presso il IxD Fall Summit
IxD Fall Summit Il 6 Novembre il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels parlerà presso il IxD Fall Summit 2009 organizzato dall’Umeå Institute of Design.

Gli altri relatori saranno German Leon (Vodafone User Experience, Germania), David Rose (Vitality, USA), Karsten Schmidt (PostSpectacular, GB), Reto Wettach & André Knörig (Potsdam, Interaction Design Lab and Fritzing, Germania) e Clive Van Heerden (Philips Design, Olanda).