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Secondo NewMediaAge, il Technology Strategy Board (TSB), il corpo del governo per l’innovazione dei business nella tecnologia, e NESTA, collaboreranno su dei progetti di prova utente-centrici, come parte dell’iniziativa Digital Britain, per sviluppare e provare modelli di business, modelli operativi di network e piattaforme di servizi.
Secondo un comunicato stampa del TSB, i banchi di prova digitali dove noi creeremo un ambiente dovele aziende e gli utenti possono esplorare gli effetti di modelli operativi e di business alternativi. In particolare, gli studi dei comportamenti degli utenti permetterà investigazioni come:
Ulteriori informazioni: |
| Articoli della categoria 'Europa' |
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18 giugno 2009
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15 giugno 2009
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| Designer di interazione, gli strateghi dei business e gli esperti di usabilità si sono riuniti la scorsa settimana a Malmö, Svezia per la terza edizione della conferenza “From Business to Buttons“.
I video (link alternativo) delle presentazioni sono online. Ecco una selezione: The Zen of presentation design & delivery: Why it matters now more than ever “What’s going on” to “We’re not gonna take it” Designing personal informatics Designing humanity into your products Designing beyond the screen: the convergence of products, interactions and services “Every 3 Seconds, a User Dies Somewhere”. Making analytics matter in your design process Why designers fail and what to do about it |
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15 giugno 2009
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Stefana Broadbent, l’acclamata antropologa, sarà relatrice della prossima conferenza TEDGlobal (21-24 Luglio, Oxford, UK).
Stefana sta attualmente visitando un compagno di ricerca nel Dipartimento di Anthropologia del University College London, ed è stato capo del Customer Observatory a Swisscom. Il suo lavoro è stato pubblicato su Business Week e The Economist, ed è stata relatrice presso diverse conferenze tra cui LIFT e Picnic. Date uno sguardo anche al blog UsageWatch in cui osserva l’evoluzione dell’utilizzo della tecnologia. |
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14 giugno 2009
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La Stampa scrive oggi sul fenomeno in crescita del noleggio di prodotti a scapito del loro acquisto:
L’articolo fornisce diversi esmpi, con prodotti mirati alle aziende ed ai privati: dalla costruzioni di gru a ombrelli, e dai Ferrari alle fotocamere digitali. Potete persino affittare orti e lavoratori che si prenderanno cura di un piccolo pezzo di terra per un paio di euro al giorno, e vi consegneranno i vostri vegetali a casa. Niente meno che cinque siti sono specializzati in questo fenomeno culturale: NoleggioTutto, Noleggiando, Italnolo, ItaliaNoleggio e Noleggio.it. |
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31 maggio 2009
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Nokia Siemens Networks hanno creato un ottimo sito e delle serie di video, intitolate “Round. The World. Connected.” con l’obiettivo di capire quel che significa la connettività per la gente e le culture diverse attorno all’Europa, Asia e ke Americhe. Il prgetto si concentra specificamente sul come le ultime tecnologie di comunicazione stiano toccando le vite della gente e sull’impatto socio-economico della connettività..
Attualmente il sito ha cinque video da 10 minuti sull’ Europa, Africa, Latino America, USA e India (e tra poco seguiranno Cina e Jakarta/Tokyo). Ogni episodio ha dei filmati addizionali e interviste ai clienti di Nokia Siemens Networks di quelle aree. Mira Slavova dell’eccellente blog mmd4d che tratta dei servizi per cellulari nei mercati emergenti, scrive ampiamente sull’episodio Africano ed i filmati addizionali. |
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25 maggio 2009
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Alice Rawsthorn del New York Times ha pubblicato un articolo sul design sociale e l’innovazione dei servizi. |
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13 maggio 2009
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Guardate questo ottimo documentario sul potere della collaborazione di massa, il governo e internet.
COLLABORATORI: Don Tapscott, Ed Miliband, William Heath, Martin Sticksl, Lee Bryant, Tom Steinberg, Charles Leadbeater, George Osborne, Saul Albert, Mikey Weinkove, Sunny Hundal, Sophia Parker, JP Rangaswami, Paul Miller, Becky Hogge, Matthew Taylor, MT Rainy, Giles Andrews, Clay Shirky, Paul Miller, Sane Kelly, Liam Daish - sito del progetto Us Now |
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11 aprile 2009
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Uno sudio Europeo sulle tecologie emergenti condotto dalla De Montfort University di Leicester mira ad allertare i policy maker su qualsiasi potenziale problema sociale ed etico.
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9 aprile 2009
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Microsoft ha appena pubblicato un report piuttosto ponderato sui futuri sviluppi di internet in Europa. Nel report, Microsoft analizza le differenze tra i livelli di penetrazione della banda larga attraverso l’Europa, esamina la causa che alimenta la crescita della scelta di Internet, valuta l’impatto del comportamento degli utenti online in espansione, e prevede le tendenze online del futuro.
Alain Thys evidenzia alcune delle scoperte:
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8 aprile 2009
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ACM scrive che un “importante ricercatore di Nokia Design ha affrontato la necessità di una ricerca di design inter-culturale effettiva mentre si sviluppano dei design informati e ispirati per il futuro delle tecnologie cellulari. Jan Chipchase, che studia come la gente in giro per il mondo si comporta, comunica e interagisce con gli altri, era relatore alla conferenza Computer-Human Interaction 2009 (CHI 2009) dell’ACM il 6 Aprile, al Hynes Convention Center di Boston. Nel suo blog, Chipchase elenca parte del materiale che ha presentato al CHI durante il suo discorso “Designing for the Global Impact of Mobile Devices”:
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13 marzo 2009
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NESTA, il Dipatimento Nazionale Britannico per le Scienze, la Tecnologia e le Arti, ha The Lab, una nuova struttura Britannica per l’innovazione che raggrupperà tutti i partecipanti del settore pubblico per “approdare a idee fresche e radicali, volte a trasmettere servizi pubblici migliori a un costo significativamente inferiore”.
Age Unlimited, il primo grande programma del Lab, mira a valorizzare le agenzie dedicate a portare risposte creative all’invecchiamento. Il programma, che verrà inaugurato il 21 aprile, si concentrerà sugli esperimenti pratici volti ad aiutare gli impiegati ad andare incontro in modo più efficace alle necessità e agli interessi dei lavoratori più anziani, per trattare una nuova gamma di servizi che aiuti gli individui a prepararsi alla loro vita in età avanzata, per transizoni più semplici dalla vita lavorativa alle possibili alternative, e per riproporre l’invecchiamento in forme più avvincenti. |
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8 marzo 2009
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Una di quelle cose difficili da ottenere nelle conferenze è una buona atmosfera.
Alla recente conferenza LIFT a Ginevra, Svizzera, la logistica è stata curata così bene che a malapena si notava (la parte tecnica ha funzionato, il WiFi era sempre attivo, il cibo e le bibite erano sempre puntuali, la segnaletica era efficiente, e gli orari generalmente venivano rispettati), e gli organizzatori sfoggiavano un atteggiamento rilassato e aperto, che ha influenzato positivamente sia i relatori sia il pubblico. Tutto ciò ha determinato un senso generale di informalità, una forte attenzione sul contenuto delle presentazioni, e una voglia di condividere, tutto a un livello che si di rado si verifica alle conferenze. Eccellente anche il fatto che i video dei workshop e delle conferenze erano disponibili in meno di un giorno dalla conferenza stessa. Ciò che resta una sfida per LIFT e altre conferenze, è come far incontrare la gente. La maggior parte delle persone presenti non conosce gli altri. LIFT ha cercato di facilitare gli incontri attraverso i workshops del primo giorno (ha funzionato), e fino ad un certo punto con il gadget di social networking Poken (che purtroppo era solo un RFID attivo, senza alcun feedback visivo, e quindi ha funzionato meno). È una sfida non ancora del tutto vinta. Alla fine, i contenuti sono ciò che ha avuto l’importanza maggiore. Nonostante non tutti i relatori fossero ugualmente capaci, gli eccellenti non mancavano, per renderlo un evento meritevole. Non vedo l’ora che arrivi l’edizione di Marsiglia (Giugno 2009). Grazie Laurent e Nicolas (e tutti gli altri) per il vostro lavoro nell’organizzare questa fantastica conferenza. |
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2 marzo 2009
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Daniel Kaplan, CEO di Fing Foundation, ha presentato una modalità piuttosto singolare — un gioco – di condurre un sondaggio online durante una breve conferenza al LIFT conference.
Io credo che la tendenza della gente a rispondere in direzioni socialmente favorevoli si riduca molto usando questa tecnica. |
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1 marzo 2009
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Una delle migliori sessioni dell’intera conferenza LIFT ha avuto luogo giovedì pomeriggio. Ora che la metà del mondo abita nelle città, è innegabile che una ricombinazione del nostro ambiente fisico attraverso le innovazioni tecnologiche porterà a dei cambiamenti, a problemi e anche a nuove opportunità inattese. Carlo Ratti, Dan Hill e Anne Galloway hanno discusso sul modo in cui la nostra relazione con lo spazio cambierà attraverso varie nuove tecnologie edhanno esaminato le principali sfide di questo settore.. Carlo Ratti Un architetto, ingegnere e agit-prop, Carlo Ratti (wikipedia) lavora a Torino, e insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT), negli Stati Uniti, dove dirige il SENSEable City Laboratory. Lo strato digitale non ha veramente ucciso quello fisico. Si sono mescolati. I bit e i dati si stanno unendo per costituire nuovi tipi di esperienze nello spazio urbano. La sfida è di fornire nuovi modi di rendere significati, liberandoci di tutta l’informazione che non ci serve. Per illustrare il punto della visualizzazione dell’informazione, Carlo ha mostrato molti lavori svolti presso il SENSEable City Lab. – Cellphone activity during the World Cup Final in Rome – Real Time Rome – The world’s eyes (basato sui dati di posizione di Flickr) – globe encounters – the world inside new york – Digital Water Pavilion for Zaragoza 2008 Dan Hill (Il video sopra è in Inglese e non in Francese). Dan Hill (blog) ha lavorato all’avanguardia delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (ICT) dai primi anni ‘90. È stato uno degli architetti chiave dela riprogettazione dela BBC per l’era dei media on demand, ha lanciato la rivista Monocle, ha organizzato la conferenza di architettura ed urbanismo Postopolis a New York, e gestisce City of Sound, universalmente acclamato come uno dei migliori siti di architettura ed urbanismo. Per Arup, Dan sta aiutando i clienti a esplorare le possibilità delle ICT dal punto di vista creativo e del design, ripensando a come l’informazione cambia le strade e le città, i quartieri e le organizzazioni, la mobilità e il lavoro, lo spazio pubblico e di gioco. Dan ha cominciato la sua conferenza “soft infrastructure” con un esempio particolarmente intenso di attacco a un’infrastruttura debole, per esempio quando non si comporta come dovrebbe, in quanto ci ha messo quattro giorni ad arrivare dall’Australia a Zurigo. Può anche non importare quanto buona sia l’infrastruttura fisica, è l’infrastruttura soft che influenza come vi sentite, l’esperienza. Ad ARUP, un’azienda di ingegneria, Dan ha a che fare con design di interazione, design di software, IA, design di servizi, organizzazione in un contesto più ampio, sistemi e gente, design urbano, informatica urbana. E non solo. Soft infrastructure riguarda anche modelli di business, il contesto legale e politico, i sistemi di credo e il tessuto sociale e culturale. Dan fa un passo indietro e mostra il film “The City”, l’appello del Regional Planning Association of America alle città caotiche e allo sviluppo urbano incontrollato (guardatelo qui parte 1 e parte 2). Un altro esempio di questo pensiero è il libro New Movement in Cities (1966, con diversi diagrammi pre-Archigram di Warren Chalk, Ron Herron e Dennis Crompton) che mostrano una città di arterie e metropolitane ed un clip dal film del 1963 Hands Over the City, diretto da Francesco Rosi. Che cosa è successo? le persone capiatno a caso, non la tecnologia. Perché queste visioni del futuro non si sono sviluppate diversamente? I sistemi sociali, culturali e politici sono cambiati. Le industrie si sono spostate dalle città ed è entrata la finanza. E la società agiata non si è proprio vista. La città è valorizzata dalle calcolatrici (qualcosa da suddividere). L’infrastruttura soft ci da qualche opportunità, e una di queste è la possibilità di piegare la città fisica, per esempio attraverso approcci informativi al transito (alcuni esempi sono il progetto City Car del MIT ed il progetto Volkswagen 2028). Entrambi questi progetti si basano sulla libertà e la disponibilità, ma non sulla proprietà. La città del futuro è la città in cui camminare, da girare in bici – con un urbanismo fatto a misura d’uomo, un urbanismo che cammina e che è intensificato dall’informatica. Questi interventi – per esempio il bikesharing – cambiano la sensazione di città senza cambiarne l’infrastruttura fisica. Un altro modo di fare questo è fornire alla gente informazione sulla città in tempo reale. Questo vi fa sentire come se foste in controllo della rete di transito e non viceversa, e ricolloca la rete di transito a livello della gente. Un altro cambiamento che sta introducendo l’informatica è il carattere invisibiel che sta assumendo il lavoro. Non sapete più a cosa stanno lavorando gli addetti all’informazione. Come possiamo rendere questo lavoro invisibile nuovamente visibile? La promessa latente dell’informatica è che le cose possano cambiare veramente in risposta all’informazione, e abbiamo bisogno di utilizzare le tecniche di design incentrato sull’utente in questo contesto. Leggete anche questa riflessione post-conferenza di Dan, che contiene diversi video fra quelli presentati. Anne Galloway Non c’è (ancora) un video della conferenza di Anne Galloway, il che è un peccato, perché lei è una relatrice molto coinvolgente e i miei appunti non sono eccezionali. Anne Galloway (sito | blog), che insegna design e arti informatiche presso la Concordia University a Montreal, Canada, ha recentemente completato un PhD in sociologia e antropologia alla Carleton University, Ottawa, Canada, che comprendeva uno studio etnografico del design di tecnologie cellulari e pervasive per gli ambienti urbani. Interessata alle connessioni tra le pratiche tecnologiche, spaziali e culturali, l’attuale ricerca di Anne esplora come la teoria dell’attore-rete e le critiche della vita quotidiana possano aiutare la gente a comprendere e a formare le tecnologie emergenti. Quando visualizziamo la città futura, dobbiamo anche indirizzarci alle aspettative, le promesse e le speranze della gente. Queste tuttavia non sono nostre qualità, ma azioni. Noi abbiamo aspettative. Noi promettiamo. Noi speriamo. Loro realizzano alcuni futuri e non altri. Loro guidano le nostre attività e ci forniscono strutture e legittimità. Loro attraggono interesse e incoraggiano l’investimento. Loro definiscono i ruoli e chiariscono i doveri. Loro offrono visioni di come prepararsi per le opportunità ed i rischi. Loro mobilitano risorse a livello globale, nazionale, istituzionale e individuale. Loro garantiscono la produzione di misure, calcoli e modelli. Loro mediano le relazioni tra gente e gruppi diversi. Loro creano un legame reciproco, obblighi e gruppi. E se immaginassimo il futuro come un regalo per la gente? I regali sono potenti, ma fare regali è una questione delicata. Il regalo – qual è la relazione tra il donatore e il ricevente? – cosa possiamo aspettarci dall’altro? – come sappiamo se l’altro desidera il vostro regalo? Regalare – come sappiamo che apprezza il vostro regalo? – cosa farete se non apprezza il vostro regalo? – come vi comporterete se fa cattivo utilizzo del vostro regalo? Avete mai ricevuto un bel regalo e non l’avete mai usato? Ora pensiamo di nuovo alle città regalate. Città che ci forniscono ‘informazione interessante’ e feedback gratuiti per il nostro uso. Ma cosa me ne faccio di quello? Cosa faremo con questi regali? I cittadini possono usare questi dati per intraprendere un’azione politica, per mappare meglio l’ambiente circostante. Ma questo richiede prima di tutto che noi desideriamo diventare dei raccoglitori di informazioni e che abbiamo la capacità di dare un senso ai dati che raccogliamo. Il nuovo cittadino urbano in altre parole crea dei “rischi regalo” – quando la cittadinanza attiva richiede accesso alla tecnologia, la gente senza accesso diventa effettivamente non-cittadina. – quando i dati scientifici sono i generi di evidenza più appropriati che un cittadino possa raccogliere, l’azione politica viene affidata alla conformità della struttura esistente di conoscenza e potere. In conclusione, quando state costruendo la nuova città, – che tipo di futuro sperate di trasmettere? – che genere di città sperate ricevere? |
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1 marzo 2009
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La solidarietà è stata il primo tema del pomeriggio presso la conferenza LIFT.
Uno dei piccoli cambiamenti negli ultimi quindici anni gira intorno a come l’azione collettiva e la solidarietà siano cambiati. Ramesh Srinivasan e Juliana Rotich, due speaker da diverse parti del mondo, mostrano come le tecnologie come i dispositivi cellulari rifromano le regole della convivenza. Ramesh Srinivasan Ramesh Srinivasan (pagina personale) è un Professore presso il dipartimento di Studi sull’informazione e Design|Media Arts presso l’Università di California Los Angeles. Gli interessi della sua ricerca e i suoi seminari si basano sul suo passato interdisciplinare come ingegnere, design, scienziato sociale, ed etnografo. La sua ricerca colloca l’attenzione sulle questioni convergenti tra le tecnologie dei nuovi media e le comunità e culture globali; l’uso del design e dei punti di vista sociologici per analizzare l’impatto della tecnologia dell’informazione. Ramesh ha cominciato con alcune domande di base: Dopo ha continuano con diversi racconti ed osservazioni che illustrano l’appropiazione culturale, e il potere dell’innovazione della gente – la gente è capace ad adattare le tecnologie agli usi che la beneficiano, basandosi sulle proprie ontologie. Per fare in modo che la tecnologia importi davvero, dobbiamo riflettere su come i policy maker vedono il mondo. Qual è la loro ontologia in confronto a quella dell’abitante di un villaggio? E come si può riempire questo vuoto? Juliana Rotich Juliana Rotich (blog | profilo) è proveniente dal Kenya ed è un’autrice, blogger, ed attivista digitale con Global Voices Online. Lei pone particolare attenzione all’ambiente. Lei è anche la direttrice del programma di Ushahidi, una piattaforma online non-profit con una mappatura dell’informazione sulla crisi. Di recente è stata anche selezionata come una dei soci TED. La conferenza di Juliana è stata intitolata “Globalism, Mobiles and The Cloud”, ed è iniziata con l’evidenziamento del lavoro svolto da Global Voices, che da spazio agli eventi che non sono seguiti dai media globali. Uno dei problemi più importanti in Africa è la traduzione. Questo è il motivo per cui Global Voices ha avviato il progetto Lingua, con traduzioni in più di 18 lingue, grazie all’aiuto di traduttori volontari. Il cellulare è diventato ora la piattaforma di sviluppo in Africa. Buoni esempi di applicazioni per cellulare che sono importanti in Africa sono Mobinfo (sviluppato da un Keniota per i Kenioti), Google SMS Search (lanciato in Kenya), MXit instant messaging su cellulare, LiveQuotes (informazione sulla borsa di Nairobi), m-Pesa (trasferenze di soldi tramite cellulare), ed informazione sulla salute messaggi “please call me”. Lei ha concluso la sua conferenza con informazioni sui siti di Sokwanele.com (mashups di mappe e notizie politiche) e Ushahidi.com (che aggrega e localizza). |
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1 marzo 2009
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L’intera mattina del primo giorno della conferenza LIFT era dedicata al cambiamento. Ho selezionato le presentazioni che personalmente ho trovato più stimolanti.
Nota: questo post contiene dei video che potreste non essere in grado di visualizzare nel vostro rss feed. Nicolas Nova Nicolas Nova (blog) è un ricercatore sull’esperienza dell’utente che ha studiato presso l’EPFL e che ora lavora per il LIFTlab come ricercatore, blogger e consulente, ed è anche il manager editoriale della conferenza. Nella sua conferenza intitolata “The Recurring Failure of Holy Grails“, Nicolas pone l’attenzione sul prodotto fallito del futuro per capire meglio possibili design futuri. Gli esempi che ha evidenziato sono il video-telefono (lanciato nel 1969), il frigorifico intelligente (1996), i servizi basati sulla posizione (1983), – prodotti che non hanno mai sfondato quando sono stati lanciati. Tutti questi esempi condividono un eccessivo ottimismo, una reinvenzione ricorrente della ruota con poche conoscenze di tentativi simili, una sincera convinzione che il prodotto sia il sacro graal, e una grande attenzione da parte della stampa. Ma allora perché non riescono a sfondare? Spesso questi prodotti sono bloccati in un particolare modo di pensare che limita la visione di quel che è possibile. Non sono realmente dirompenti e tendono a estrapolare il breve termine al lungo termine. I designer tendono a concentrarsi sull”uomo medio’ e non hanno una reale comprensione delle necessità e le differenze why do they then not break through? Often these products are stuck in a particular frame of thinking that limits the vision of what is possible. They are not really disruptive and tend to extrapolate the short term to the long term. The designers tend to focus on the ‘average human’ and have no real understanding of human needs and differences, and tend to have a slanted view of what constitutes ‘natural interaction’. These failed products are weak signals of possible futures (as they often contain good ideas) and can provide inspiration for design. David Rose David Rose (pagina personale) è un desiger di prodotti, visionario, ed imprenditore sociale. Attualmente David è il Direttore Esecutivo di Vitality, un’azienda che sta re-inventando l’imballaggio dei medicinali con la tecnologia wireless. Rose ha fondato ed era CEO di Ambient Devices dove è stato pioniere della tecnologia ‘visibile’: applicare l’informazione di Internet agli oggetti quotidiani come lampadine, specchi, frigorifici, ombrelli per rendere l’ambiente fisico un’interfaccia per l’informazione digitale. Nella sua conferenza intitolata “Enchanted Objects – how fiction foreshadows innovation”, David elabora sui temi precedentemente presentati da Nicolas Nova e cerca di capire quali oggetti magini possono insegnarci sulla ‘rete delle cose’. (Notate che non usa il termine ‘Internet delle cose’). La sua ipotesi è che ci siano circa una dozzina di necessità, desideri o fantasie persistenti, che sembrano trascinarsi per millenni, e continuano a re-inventarsi i modi diversi. Mostra per esempio come la fantasia sia l’oggetto della chiaroveggenza che è stata l’ispirazione del single pixel browser di Ambient Devices, che vi rende consapevoli in anticipo. L’elaborazione pre-attentive può essere attivata anche dallo spostamento angolare, e questo è stato utilizzato in un cruscotto sviluppato da Ambient Devices. Un’altra promessa di informazione ‘visibile’ è diventata un display per l’informazione sul meteo ed ha venduto centinaia di migliaia di copie. Non ha bottoni e non è navigabile. Potete solo leggerlo. È stato applicato persino ad un frigorifico. Nella fantasia ci sono diversi generi di rappresentazioni che richiedono diverso tempo per essere conosciute. Spesso un’informazione più visibile ha più valore, perché si legge più velocemente. David ha anche collaborato con Orange nel design di un display con un sensore di prossimità che adatti la risoluzione dell’informazione alla distanza della gente. Vi da informazione più granulare quando vi avvicinate, ma solo un grande numero generale quando lo vedete la lontano. Un’altra fantasia ha a che fare con la socializzazione e la comunicazione. La grande opportunità secondo David sta nelle applicazioni sulla presenza, senza esigere alcun input intenzionale. Poi c’è la fantasia della guarigione, esemplificata dalle pozioni magiche e dalla fontana della giovinezza. Questa è stata l’ispirazione per i dispositivi di feedback sulla salute, per esempio un barattolo di pillole luminono che avverte i pazienti quando devono assumere la medicazione, o uno specchio che vi da informazioni sulle vostre condizioni di salute. Finalmente David evidenzia la fantasia di protezione, per esempio la spada magica, che certamente è stata l’ispirazione per l’ombrello ambientale che sa quando sta per giungere la pioggia. Evidenzia un approccio che abbraccia l’intelligenza negli oggetti o negli ambienti che sono importanti per voi in quel particolare momento. |
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1 marzo 2009
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L’altro workshop a cui ho assistito mercoledì al LIFT è stato Lifestream – Visualizing my data.
Il workshop, che era al completo, è stato condotto da Willem Boijens, Vodafone, e il mio partner aziendale Jan-Christoph Zoels, Experientia, e aveva come obiettivo l’esplorazione la visualizzazione di grandi quantità di informazione. Boijens e Zoels hanno cominciato con la presentazione di considerazioni, sfide ed esempi di visualizzazione di informazione. In seguito c’è stata una sessione iniziale in cui i partecipanti hanno preso parte in uno scenario sull’accesso e la visualizzazione dell’informazione nel 2020, e la sessione di è conclusa con la presentazione di ognuno dei gruppi, ed un video di un prototipo di visualizzazione dell’informazione sviluppato da Experientia. Potete trovare un video del workshop Lifestream (e di tanti altri) sul sito Klewel.Su Flickr potete vedere circa 40 foto del workshop. Il file della presentazione e il video del prototipo saranno presto caricati sul sito di Experientia ed annunciati qui. |
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1 marzo 2009
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Sono appena tornato dalla conferenza LIFT e c’è molto da scrivere. La mia esperienza al LIFT è iniziata col gioco di KashKlash, un workshop che ha esplorato metodi alternativi di scambio [e che ho aiutato a preparare].
Ecco come Bruce Sterling, il coordinatore dei giochi per eccellenza, ha presentato il gioco:
Il gioco è stato vinto dalle Pragmatic Communities, che – pragmaticamente – si sono uniti ai High-tech Progressives. Potete vedere il video del workshop di KashKlash (e molti altri workshop) sul sito Klewel. Su Flickr potete vedere 75 photos del workshop. |
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1 marzo 2009
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IRealize Torino, Italia 9-10 Giugno 2009 Sono ancora i primi giorni per questa conferenza che si presenta come “due giornate dedicate ad individuare problemi irrisolti, proporre possibili soluzioni (tecnologiche?) e stimolare la creazione di nuove start-up “disruptive” in diversi campi”. Il sito ha bisogno di un po’ di TLC e non è ancora stato annunciato molto. È aperto un appello per i partecipanti. |
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LIFT France 09 Mardiglia, Francia 18-19 Giugno 2009 Il 18 e 19 Giugno, imprenditori, ricercatori, artisti, designer e activisti saranno al LIFT France per esprimere la loro visione di “hands-on future”, un cambiamento futuro fai-da-te:
I relatori confermati sono (per adesso) Usman Haque, Alexandra Deschamps-Sonsino, Philippe Lemoine, Euan Semple, John Thackara, Edith Akerman, Dennis Pamlin, e Jean-Michel Cornu. |
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22 febbraio 2009
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Nel Febbraio 2008, la Commissione Europea ed un gruppo industriale Europeo (EPoSS) hanno tenuto un workshop sull’Internet delle Cose, coinvolgendo più di 80 esperti dalle università, centri di ricerca ed aziende private come France Telecom, Hitachi, Lufthansa, Philips Research, and Telenor.
Un report, pubblicato nel Settembre 2008, trae le conclusioni del workshop ed incorpora i punti di vista e le opinioni di molti esperti che sono stati consultati nel corso dei sei mesi che hanno seguito il workshop. Ho scoperto il report solo la scorsa settimana quando uno dei redattori – Alessandro Bassi di Hitachi Europe – ha presentato le sue considerazioni nel corso dell’Info Day on Internet of Things research della Commissione Europea a cui ho assistito. Ora avendolo letto, posso caldamente raccomandare questo breve e ben scritto documento come una buona introduzione all’attuale condizione degli affari (nonostante siano trascorsi cinque mesi). Iniziando con una visione di insieme delle questioni tecnologiche, il report segnala immediatamente le barriere (mancanza di autorità, privacy e sicurezza) prima ancora di evindenziare le sue possibili applicazioni. Gli ultimi capitoli sono di nuovi dedicati a questioni sociali, con enfasi nella politica, gente ed aspetti ambientali. |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress

















