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  Articoli della categoria 'Etnografia'
18 giugno 2009
Il cieco guida il sordo
Tokyo Un recente articolo di HarvardBusiness.org sull’utilizzo dell’antropologia e l’etnografia nelle strategie di ricerca e sviluppo (di cui ho scritto qui), ha inquietato un po’ Jan Chipchase in quanto considera che “non abbia affatto colto l’aspetto più importante”.

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15 giugno 2009
L’antropologa Stefana Broadbent relatrice a TEDGlobal
Oxford Stefana Broadbent, l’acclamata antropologa, sarà relatrice della prossima conferenza TEDGlobal (21-24 Luglio, Oxford, UK).

Stefana sta attualmente visitando un compagno di ricerca nel Dipartimento di  Anthropologia del University College London, ed è stato capo del Customer Observatory a Swisscom.

Il suo lavoro è stato pubblicato su Business Week e The Economist, ed è stata relatrice presso diverse conferenze tra cui LIFT e Picnic.

Date uno sguardo anche al blog UsageWatch in cui osserva l’evoluzione dell’utilizzo della tecnologia.

13 giugno 2009
Riflessioni sull’etnografia sul nuovo numero della rivista Ambidextrous
Ambidextrous L’ultimo numero di Ambidextrous, il giornale di design della Stanford University, è stato appena pubblicato.

Il numero si trova completamente online. Due dei miei articoli preferiti:

Mind the gap: ethnographers navigate the space between users and designers (pagine 40-42)
Un intervista di Michael Barry e Griff Coleman, principali del Point Foreward, un’azienda della Bay area che utilizza la ricerca etnografica per formare il design dei prodotti da consumo.

Robots in space… and the scientists that mimic them (pagine 36-37)
Un etnografo approfondisce le origini della “Rover Dance” e dei suoi significati.

11 giugno 2009
R&D 2.0: meno ingegneri e più antropologhi
Navi Radjou Navi Radjou sostiene su sul blog Voices di HarvardBusiness.org che la ricerca e lo sviluppo nei mercati emergenti ha bisogno di meno ingegneri e più antropologhi.

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11 giugno 2009
La base della piramide
Anti capitalism pyramid Questa settimana l’Institute for Money, Technology & Financial Inclusion ha ospitato una conferenza sulla “Base della Piramide” ed Elizabeth Losh, autrice di Virtualpolitik e direttrice di scrittura del Humanities Core Course dell’University of California, Irvine, ne ha fatto un ottimo sommario sul suo blog.

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29 maggio 2009
Incollati alla macchina verso la rovina
Going for broke Natasha Schull, professoressa assistente nel Programma in Scienza, Tecnologia, e Società del MIT, dice che le macchine per il gioco d’azzardo di Las Vegas sono progettato per far giocare la gente ‘fino all’estinzione’.

“Dopo più di una decade di ricerca che comprende lunghe osservazioni e interviste sulle macchine per il gioco d’azzardo, Schull sta pubblicando le sue conclusioni sul come degli algoritmi matematici e delle tecnologie immersive ed interattive attentamente custoditi venagno utilizzati per far giocare la gente –nel gergo industriale — ‘fino all’estinzione’”.

“Vedo Las Vegas come una specie di laboratorio in cui avvengono esperimenti tra gli uomini e le macchine,” dice Schull, un’ antropologa culturale  il cui libro sul gioco d’azzardo, “Machine Zone: Technology Design and Gambling Addiction in Las Vegas,” verrà pubblicato dalla Princeton University Press nel 2010.

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20 maggio 2009
La sola scienza non ci salverà
Windmills Un cambio di comportamento sarà vitale quanto le nuove tecnologie nel affrontare il cambio climatico. Quindi dove sono i fondi per i linguisti, antropologhi e sociologhi? Tariq Tahir scrive sul Guardian.

“Il lavoro multidisciplinare aiuta gli ingegneri e scienziati, così come gli assistenti professionisti, ad affrontare gli eventi atmosferici estremi del futuro è mantenere i servizi funzionanti,” dice Curtis. “Hanno anche bisogno di capire dalla gente che riceve questi servizi cos’è importante per loro ed è qui che interviene il punto di vista delle scienze sociali – essere veramente in grado di interpretare gli eventi ed i problemi da diversi punti di vista sociali.

“La prospettiva delle scienze sociali non è solo sul comportamento individuale, ma ci aiuta a pensare al modo in cui la gente lavora ed interagisce insieme. Sostengo che quel che è importante per la gente e come affronta i problemi non riguarda solo le caratteristiche individuali ma anche le circostanze sociali in cui si trovano.”

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(via Nick Marsh)

20 maggio 2009
Portfolios of the Poor: Financial diaries of the bottom billion
Portfolios of the Poor Portfolios of the Poor: How the World’s Poor Live on $2 a Day
di Daryl Collins, Jonathan Morduch, Stuart Rutherford, Orlanda Ruthven
Princeton University Press
Rilegato, Maggio 2009

Recensione del libro del blog Next Billion

12 maggio 2009
Business Innovation Factory lancia lo Student Experience Lab
BIF Il Business Innovation Factory (BIF) non profit ha lanciato ieri un nuovo laboratorio per abilitare l’innovazione nell’educazione superiore. Il laboratorio supporterà il design di soluzioni che aumenteranno i risultati dei college, miglioreranno l’esperienza degli studenti e la qualità e l’effettività del sistema educativo superiore americano. L’inaugurazione del BIF Student Experience Lab è supportata da un sussidio di $280,000 della Fondazione Lumina per l’Educazione.

Il Student Experience Lab è il secondo laboratorio BIF online, preceduto dall’Elder Experience Lab e la sua riuscita iniziativa Nursing Home of the Future del 2008.

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23 aprile 2009
Cosa cavolo fanno gli antropologi giocando con i cellulari
Indiana Jones Cosa cavolo fanno gli antropologi giocando con i cellulari, si chiede Ken Banks, fondatore di kiwanja.net e creatore di FrontlineSMS.

“E’ ampiamente riconosciuto che i progetti possono avere successo o fallire nella realizzazione dei loro relativi impatti sulle comunità obiettivo, e l’antropologia dello sviluppo è vista come un elemento sempre più importante nel determinare questi impatti positivi e negativi. Nel settore delle ICT – in particolare nelle divisioni dei mercati emergenti – non è raro trovare antropologhi che lavorano negli uffici delle aziende hi-tech. Intel, Nokia e Microsoft sono tre esempi. Così come i grandi progetti di sviluppo possono fallire se le aziende non riescono a capire le proprie comunità obiettivo, i prodotti commerciali possono fallire se le aziende non riescono a capire la stessa gente. In questo caso, la gente riceve un nome diverso – clienti.”

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8 aprile 2009
Chipchase esamina la dimensione culturale del design di interazione al CHI
Jan Chipchase at CHI ACM scrive che un “importante ricercatore di Nokia Design ha affrontato la necessità di una ricerca di design inter-culturale effettiva mentre si sviluppano dei design informati e ispirati per il futuro delle tecnologie cellulari. Jan Chipchase, che studia come la gente in giro per il mondo si comporta, comunica e interagisce con gli altri, era relatore alla conferenza Computer-Human Interaction 2009 (CHI 2009) dell’ACM il 6 Aprile, al Hynes Convention Center di Boston. Nel suo blog, Chipchase elenca parte del materiale che ha presentato al CHI durante il suo discorso “Designing for the Global Impact of Mobile Devices”:

1 aprile 2009
Mentire ed il design delle nuove tecnologie
Francoise Bourdonnec Il Wall Street Journal riporta un articolo sul lavoro svolto dal gruppo Digital Home di Intel, che si occupa della tendenza della gente a mentire online e delle conseguenze di quest’abitudine, che si ripercuotono sul design delle nuove tecnologie.

“[L'etnografo Francoise] Bourdonnec, ad esempio, lavora per il gruppo Digital Home di Intel, una società che si occupa di tecnologie che possono riguardare gli utenti di PC e TV. Un concetto sul quale il gruppo sta lavorando riguarda le modalità di offrire agli utenti una programmazione TV personalizzata in base alle loro preferenze. Ma se gli utenti non dicessero la verità riguardo le proprie preferenze? Non è impossibile che vogliano essere considerati gente da “Masterpiece Theatre”, mentre in realtà passano il tempo a guardare wrestling.

E molte di queste consuetudini sono specifiche di particolari paesi o culture. Gli Americani, dice Bourdonnec, sono molto più portati a condividere informazioni personali online di quanto non lo siano, ad esempio, i Coreani. Tuttavia, molti Americani si sentono più a disagio a essere monitorati nei loro movimenti fisici attraverso tecnologie integrate nei loro cellulari.”

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25 marzo 2009
Come le reti di fiducia possono sbloccare l’innovazione
Karen Stephenson I network informali sono i collegamenti e gli scambi che uniscono la gente, spiega la dottoressa Karen Stephenson, un’antropologa aziendale e un’esperta di social network nei business.

Descrive la sfida della creazione di una nuova economia trasparente come un “problema gargantuesco” – e dice che la risposta non si troverà cercando nel passato. “Le organizzazioni sono connesse e interconnesse in forme senza precendenti, nella storia dell’uomo.  La soluzione deve arrivare dalla gente nel settore. Di sicuro non arriverà dagli accademici – non sono neanche ancora state create le discipline per i problemi che stiamo affrontando ora.”

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10 marzo 2009
Un antropologo per la tecnologia
Jukka Jouhki Jukka Jouhki (blog), antropologo e ricercatore post dottorato presso il Dipartimento di Storia ed Etnologia presso l’Università di Jyväskylä, Finlandia, ha un particolare interesse per la tecnologia.

Sta attualmente conducendo una ricerca sulla cultura dei media in Corea del Sud (2006-2009), sull’interazione uomo-tecnologia, sugli aspetti culturali dei nuovi media e sugli scenari di onnipresenti società.

Date un’occhiata a questi due recenti paper:

A Modern Fetish: The Value of the Mobile Phone in South Korean Youth Culture
DRAFT for a paper to be presented at IADIS Multi Conference on Computer Science and Information Systems, 17 – 23 June 2009, Algarve.
Questo saggio cerca di analizzare il significato culturale dei cellulari per i giovani abitanti di Seoul. Si basa sui dati di osservazione ricavati da un gruppo di studenti di comunicazione della Seoul National University. Il saggio descrive le osservazioni degli studenti sull’utilizzo dei cellulari in un contesto pubblico e urbano dell’area di Seoul, nonché le riflessioni personali degli studenti stessi sull’argomento. Il saggio esamina ulteriormente il cellulare come elemento significativo della cultura giovanile coreana e della società moderna contemporanea.

Keeping in Touch: Notes on the Mobile Communication Culture of Korean Youth
DRAFT ONLY for Sonja Kangas (ed.): Communication Acrobatics, forthcoming in 2009
Esamina i giovani coreani e la loro cultura della comunicazione mobile. Sio basa sull’osservazione dei partecipanti e sulle interviste condotte da alcuni studenti universitari coreani.

1 marzo 2009
Cosa potrebbe insegnare Margaret Mead ai tecnici
Genevieve Bell Fortune Magazine descrive Dr Genevieve Bell, un’antropologa ed etnografa Australiana, e Direttrice dell’Esperienza dell’Utente presso il Digital Home Group di Intel.

Parte del lavoro di Bell è di aiutare l’azienda a capire le stranezze del comportamento umano che potrebbero determinare il successo o il fallimento di una strategia.

Con le nuove forme che stanno assumendo i computer ed i nuovi posti in cui stanno comparendo [...], quel lavoro è più difficile che mai.

In questi giorni il panorama tecnologico è una confusione imprevedibile. Un esempio: i consumatori (specialmente in Europa) chiedono PC rimpiccioliti e più limitati chiamati netbook, sorprendendo la maggior parte dei principali fabbricanti di PC.

Il Kindle 2 wireless e-book reader di Amazon è così richiesto da occupare il primo posto nelle cassifiche dei negozi di elettronica — superando l’iPod Touch. (Non male considerando che Steve Jobs ha sminuito le possibilità del Kindle perché “la gente non legge più.”)

I pignoramenti stanno raggiungendo picchi storici — tuttavia nelle profondità della peggior recessione nella memoria recente, i consumatori stanno ancora ordinando film da Netflix, comprando software per l’iPhone, e spendendo per piani di dati wireless.

Avete bisogno di antropologhi per trovare un senso a tutto questo.

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23 febbraio 2009
La ricerca etnografica: una chiave per la strategia
Ken_anderson Ken Anderson, ricercatore senior e antropologo presso Intel, ha scritto un breve articolo per Harvard Business Review sull’importanza dell’etnografia aziendale:

“L’etnografia aziendale non riguarda più esclusivamente l’innovazione. È essenziale per ottenere una piena comprensione dei vostri clienti e del business stesso. Il lavoro etnografico presso la mia azienda, Intel, e presso altre aziende, ora caraterizza funzioni quali la strategia e la pianificazione a lungo termine. [...]

Nel comprendere come vive la gente, i ricercatori scoprono tendenze che sarebbero altrimenti inafferrabili e che danno ora forma alle future strategie dell’azienda. Con gli smartphone, ad esempio, possiamo confrontare le prospettive tecnologiche dei teenager, che usano i cellulari da quando erano alle elementari, con quelle delle generazioni più vecchie, che li hanno adottati quando si sono impratichiti con i computer. Il nostro lavoro come antropologi è quello di capire la prospettiva di una tribù, quella dei consumatori, e comunicarla a un’altra, la gente di Intel.”

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29 dicembre 2008
interactions magazine: tempo di cambiamenti
interactions Il numero di Gennaio-Febbraio 2009 di Interactions Magazine è stato appena pubblicato, il che è in sé e per sé una celebrazione della fantastica trasformazione della rivista sotto l’attenta amministrazione di Jon Kolko e Richard Anderson, l’inizio della quale risale a un anno fa.

Questa trasformazione è certamente in continuo mutamento. Ammiccando ad una recente campagna politica, è anche “tempo di cambiamento” presso Interactions Magazine. Si sono uniti cinque nuovi collaboratori, e sono molto orgoglioso di dire che sono uno di loro. Ecco le presentazioni:

Elaine Ann si è unita a noi dall’Asia. È la fondatrice di Kaizor Innovation, un’azienda di consulenza sull’innovazione strategica unicamente destinata ad aiutare a sviluppare strategie di innovazione, ricerca e progetti adatti al mercato emergente Cinese.

Lauren Serota è una ricercatrice di design presso Lextant a Columbus, in Ohio, dove il suo lavoro unisce un’onnipresente passione per la diversità culturale e per l’oggettività nell’acquisizione e nell’analisi delle considerazioni dei consumatori legate allo sviluppo dei prodotti e servizi.

Mark Vanderbeeken è uno dei partner fondatori della giovane e dinamica società di consulenza di design dell’esperienza, Experientia, con base in Italia. Mark è un esperto di visioning, sviluppo di identità, e comunicazioni strategiche, come viene messo in risalto sul suo fantastico blog, “Putting People First.”

Molly Wright Steenson, sempre “girlwonder,” è una designer di interazione e ricercatrice di design con radici nella Rete, nei cellulari e nel design di servizi. Molly è stata professoressa associata di comunità associate presso l’Istituto di Design di Ivrea.

Marc Rettig, ex-funzionario capo dell’esperienza presso Hanna Hodge, è un co-fondatore di Fit Associates. La carriera pluriventennale di Marc è stata guidata dall’interesse per le persone, i sistemi, cla omunicazione, ed il potere del design. Marc è stato redattore di interactions verso metà degli anni ‘90.

Il numero di Marzo-Aprile conterrà il mio primo contributo come redattore collaboratore, seguito da diversi articoli nei numeri successivi.

Nonostante la maggior parte dei contenuti non abbiano libero accesso, potete iscrivervi alla rivista per 55 USD (meno di 40 euro). Un affare.

Nel frattempo date un’occhiata all’eccellente articolo di prima pagina, che si trova online: The washing machine that ate my sari – mistakes in cross-cultural design.

20 dicembre 2008
Video – Mobile Banking for Poor People: Pioneer Perspectives
cgap Settimana scorsa, il CGAP della Banca Mondiale ha ospitato una conferenza web sull’importante argomento di come il mobile banking possa apportare una gamma di servizi finanziari ai poveri e cambiare le loro vite in meglio (guardate anche questo post).

Se vi siete persi le presentazioni, o se voleste sentirle di nuovo, ora potete accedere alle presentazioni e video archiviate.

Presentations: Building Agent Networks & Creating Regulatory Space

Video: Introduction and Sessions 1 & 2 and Session 3 (requires RealPlayer)

Introduction by Elizabeth Littlefield, CEO of CGAP

Session 1: Driving mass market customer usage
Moderator: Kabir Kumar (CGAP); Panelists: Brian Richardson (WIZZIT, South Africa), Bold Magvan (XacBank, Mongolia)

Session 2: Buildng a viable, motivated network of agents
Moderator: Mark Pickens (CGAP); Panelists: Nick Hughes (Vodafone Group), Sam Kamiti (Equity Bank, Kenya), Carl Johan Rosenquist (c/o Maldives Monetary Authority)

Session 3: Creating and taking advantage of regulatory space
Moderator: Tim Lyman (CGAP); Panelists: Rizza Maniego-Eala (Globe Telecom, Philippines), Abbas Sikander (Tameer Bank, Pakistan)

Qui c’è un’ottima trascrizione delle sessioni di Patrick Philippe Meier di Tufts.

15 dicembre 2008
L’atterraggio del Sogno Americano
Grounding the American Dream Context-Based Research Group e Carton Donofrio Partners hanno condotto uno studio in collaborazione sul futuro del consumismo in un economia in cambiamento ed hanno concluso che un nuovo “consumatore coi piedi per terra” stia emergendo dalle ceneri dello scioglimento economico.

Comunicato stampa

Context-Based Research Group, un’azienda di ricerca etnografica con una rete globale di antropologhi del consumatore, e Carton Donofrio Partners, un azienda di marketing, hanno svelato oggi le principali scoperte del loro report di ricerca, intitolato “Grounding the American Dream: A Cultural Study on the Future of Consumerism in a Changing Economy.” Lo studio ritrae una società sopravvivendo alle prime fasi di un evento traumatico, illustra il panorama del consumatore in cambiamento, e fornisce considerazioni sulla transizione mentre dettaglia le implicazioni finanziarie.

Basato sulla ricerca etnografica condotta ad Ottobre e Novembre a New York; Baltimora; Miami, San Antonio, Texas; e Lexington, Kentucky, il gruppo ha identificato un processo di cinque tappe che stanno attraversando i consumatori mentre lottano attrvaerso un’importante trasformazione culturale. Il processo spiega come stiano resistendo e ricostruendo le loro vite in mezzo ad un barcollante “Sogno Americano”. Il gruppo ha poi sviluppato delle istruzioni oer i business che offrono consigli per le aziende nelle varie industrie che lavorano per navigare in questo nuovo territorio.

- Leggi il comunicato stampa
- Scarica il report

1 dicembre 2008
I numerosi futuri delle nostre vite digitali
Genevieve Bell Tutti noi viviamo in un mondo digitale, anche se questo ha diversi significati per gente diversa. Nella sua lezione pubblica inaugurale come Pensatrice Residente di Adelaide, Genevieve Bell di Intel esplorerà come le tecnlogie digitali stanno dando forma alle nostre vite, alle nostre culture e al nostro futuro.

La Dott.essa Genevieve Bell è un’antropologa ed etnografa con un passato sia accademico che industriale. La sua ricerca ha fornito considerazioni importanti sull’importanza della cultura nell’adozione e l’adattamento della tecnologia. Lei è attualmente la Direttrice dell’esperienza dell’utente nel Digital Home Group di Intel negli Stati Uniti.

Ascolta la lezione (mp3, 48 min, 16.5 mb)