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  Articoli della categoria 'Esperienza dell'utente'
14 Maggio 2008
Core77 Broadcast: Nokia Design
Nokia Design Nokia ha più di 300 designer in tutto il mondo e spedisce più di 1,2 milioni di prodotti ogni giorno.

Quindi Allan Chochinov di Core77 era ansioso di seguire il recente evento di design della Nokia a Londra, il quale offriva una sbirciata sul loro processo di design, i loro ragionamenti etnografici, le loro iniziative di sostenibilità, e i loro piani per il futuro.

Ascoltate la sua chiacchierata con Younghee Jung del gruppo di design di servizi e UI, Rhys Newman del Homegrown Project, e Anton Fallgren e Aki Layneh, due designer industriali dello studio di Copenhagen — tutti i quali condividono un entusiasmo per il potere del design e un apprezzamento per le responsabilità inerenti nel creare la prossima generazione di artefatti per la connettività.

- Ascolta l’intervista

- Accedi all’electronic press kit o scarica le immagini dell’evento

- Leggi di più sul Nokia Conversations blog (post 1, 2, 3, 4 e 5)

13 Maggio 2008
La conferenza Changing the Change sembra molto promettente
Changing the Change La conferenza di tre giorni Changing the Change, la quale tratterà sul ruolo della ricerca del design nel cambio sostenibile ed è prevista per i giorni 10-12 Luglio a Torino, promette essere veramente interessante.

L’elenco dei relatori invitati e dei dibattenti include Bill Moggridge (IDEO); Geetha Narayanan (Srishti School of Art, Design and Technology, India); Lou Yongqi (Tongji University, China); Mugendi M. Rithaa (Cape Peninsula University of Technology, South Africa); Aguinaldo dos Santos (Universidade Federal do Paraná, Brazil); Fumi Masuda (designer, Japan), Chris Ryan (University of Melbourne, Australia); Luisa Collina (Polytechnic University of Milan, Italy); Josephine Green (Philips Design); Roberto Bartholo (Federal University of Rio de Janeiro, Brazil), Anna Meroni (Polytechnic University of Milan, Italy), Luigi Bistagnino (Polytechnic University of Turin, Italy); Nigel Cross (The Open University, UK); Victor Margolin (University of Illinois at Chicago, USA); e Ken Friedman (Danmarks Designskole, Denmark)

Niente meno che 163 sommari sono stati accettati, tra cui anche il nostro. date un’occhiata ai titoli e ai presentatori per farvi un’idea della varietà offertam tutto all’interno del tema più ampio del design per la sostenibilità, o leggete una riflessione sulla selezione del presidente della conferenza Ezio Manzini.

Gli argomenti sembrano ottimi e mi piacerà essere presente, ma devo segnalare che la maggior parte dei paper provengono da istituzioni accademiche. Infatti, sono coinvolte poche grosse aziende (Intel e Philips) e consulenti di design (come Experientia).

Questo sarà diverso in un’altra grossa conferenza internazionale che avrà luogo a Torino, la conferenza UPA Europe 2008, prevista per Dicembre. Il co-presidente della conferenza (e mio partner di affari) Michele Visciola mi ha detto che molte grosse aziende internazionali hanno sottoposto paper per questa conferenza col tema”usabilità e design: coltivando la diversità”. Presto avremo ulteriori informazioni.

12 Maggio 2008
Numero di Maggio/Giugno di Interactions Magazine
Interactions Il numero di Maggio/Giugno di Interactions Magazine è appena uscito e alcuni dei contenuti sono disponibili online (e presto ne seguiranno altri).

Il numero è tutto dedicato ai “mondi in collisione” con “le discipline dell’interazione” diventando “pià appropriatamente integrati in altre discipline creative (per esempio l’architettura e la musica), nei business, e nei nuovi modelli di business che daranno forma ai secoli XXI e XXII”, come descritto dai redattori Richard Anderson e Jon Kolko nell’editoriale.

Presenta anche contributi di Allison Arieff (Sunset), Eli Blevis (Indiana University a Bloomington), Shunying Blevis (Indiana University a Bloomington), Benjamin H. Bratton, Valerie Casey (IDEO), Elizabeth Churchill (Yahoo! Research), Dave Cronin (Cooper), Allison Druin (Human-Computer Interaction Lab), Hugh Dubberly, Shelley Evenson (Carnegie Mellon University), Jonathan Grudin (Microsoft Adaptive Systems e Interaction group), Zhiwei Guo (Adobe Systems Inc.), John Hopson (Microsoft’s Games User Research group), Steve Howard (University of Melbourne), Tuck Leong (University of Melbourne), Zhengjie Liu Dalian Marine University), Bob Moore, Donald Norman, Steve Portigal, Scott Palmer (University of Leeds), Sita Popat (University of Leeds), Kai Qian, Laura Seargeant Richardson (M3 Design Inc.), Richard Seymour (Seymourpowell), Frank Vetere (University of Melbourne), Huiling Wei, e Ning Zhang (Dalian Marine University)

Interactions Magazine è la pubblicazione bimensile dell’ACM [Association of Computing Machinery] ed è distribuita a tutti i membri del SIGCHI [Special Interest Group on Computer-Human Interaction].

Recentemente si è sottoposta ad un restauro completo sotto la ispirata e volontaria (!) guida di Richard Anderson e Jon Kolko che l’hanno resa una pubblicazione piena di articoli, storie e contenuti attuali e riguardanti le interazioni tra esperienze, gente e tecnologia — una rivista d’obbligo per la comunità dell’esperienza d’utente!

12 Maggio 2008
Strategie di design per un comportamento sostenibile dell’utente
sustainable use ‘User-centred Design for Sustainable Behaviour’ è un paper di Renee Wever (TU Delft), Jasper van Kuijk (TU Delft) e Casper Boks (NTNU Norvergia) che esplora come coinvolgere gli utenti in un utilizzo più sostenibile dei prodotti.

Il paper è stato pubblicato sul primo numero del nuovo International Journal of Sustainable Engineering, edito da Taylor and Francis.

Riassunto

L’eco-design tradizionale si focalizza fortemente sulle risorse. Anche quando si concentra sulla fase dell’utilizzo dei prodotti, impatta ancora direttamente sotto il controllo del dominio del fabbricante. Tuttavia, il modo in cui gli utenti interagiscono con un prodotto può influenzare fortemente l’impatto ambientale di un prodotto. I designer posono provare ad influenzare questo comportamento attraverso i prodotti che essi progettano. Sono state proposte diverse strategie nella letteratura, come l’eco-feedback e la scenggiatura. La letteratura esistente di questo settore ha le sue limitazioni. Le pubblicazioni si concentrano o su una singola strategia, o non considerano il punto di vista del design, o mancano di dati empirici. Questo paper presenterà una tipologia sulle diverse strategie a disposizione dei designer. Questa tipologia verrà illustrata con esempi ed esperimenti riguardanti due problemi di sostenibilità, cioè il comportamento nel buttare i rifiuti ed i prodotti che consumano energia. Inoltre verrà presentata una metodologia per applicare queste strategie. Questo verrà dimostrato in uno studio di casistica sul tema dell’energia.

- Più background di Jasper van Kuijk

- Scarica il paper (versione preprint)

10 Maggio 2008
Patient Journey Demonstrator di Microsoft
Gifticon Il Microsoft Health Common User Interface (CUI) è un sito concepito da Microsoft che fornisce orientamento per il design di interfaccia di utente e per i controlli Toolkit che affrontano una vasta gamma di questioni sulla sicurezza dei pazienti  per organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. Microsoft l’ha creato con lo scopo di  permettere ad una nuova generazione di applicazioni sanitarie più sicure, usabili e  convincenti di essere create più velocemente e facilmente.

Il sito MS CUI è mirato ai designer di interfaccia d’utente, gli sviluppatori di applicazioni ed esperti di sanità dei pazienti che vogliono saperne di più sui benefici di un approccio standardizzato al design di interfaccia d’utente.

Kirsten Disse, che lavora al MS CUI come consulente di esperienza dell’utente, mi ha appena avvertito del lancio del Patient Journey Demonstrator, di cui lei è responsabile. E’ un dimostratore di tecnologia che punta al futuro delle applicazioni software cliniche.

Il Patient Journey Demonstrator concettualizza un viaggio dall’inizio alla fine dove uno specifico scenario clinico viene utilizzato per illustrare come un registro di cura integrato e paziente-centrico possa transitare in modo scorrevole tra le configurazioni della cura. Dimostra come si possa accedere ed inserire dati da diverse delle sorgenti di cura esperiementate lungo il transito del paziente.

In questo scenario, un uomo con una supposta malattia del cuore viene esaminato dal suo medico di famiglia. Utilizzando strumenti di supporto, il dottore decide che il miglior provvedimento è di indirizzarlo per ulteriori test. Lo scenario quindi traccia le attività che hanno luogo dalla consultazione iniziale attraverso le cure secondario per un’Angiografia.

9 Maggio 2008
La carta è passata per i tecnologici Sud Coreani
Gifticon Reuters scrive sui coupon e regali su cellulare in Corea del Sud:

I tecnologici giovani Sud Coreani stanno facendo della raccolta di coupon una cosa del passato e stanno passando invece ai loro cellulari.

Alcuni dei servizi per cellulari in rapida crescita nel paese stanno permettendo ai retailer di vendere coupon di offerte e agli utenti di mandare certificati di regalo per qualsiasi attraverso i loro cellulari.

I voucher di merchandise hanno un codice a barre incluso nel messaggio. Gli utenti mostrano il coupon nello schermo e i retailer scansionano il codice per applicare lo sconto. […]

SK Telecom ha lanciato un servizio poco più di un anno fa chiamato “gifticon” che permette agli utenti di mandare voucher di regalo per oggetti come cibi semipronti e pizza. Al mittente viene addebitato il costo dei beni.

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9 Maggio 2008
La nostra società di sorveglianza va online
Phone The Guardian recensisce un libro che sostiene che la nostra provacy sia minacciata dall’aumento della sorveglianza digitale.

Essere in grado di effettuare le proprie decisioni e mantenere le proprie opinioni senza interferenze; controllare l’informazione che vi riguarda; ed occuparsi del proprio spazio personale - questi elementi basici della privacy sono sotto minaccia, secondo un nuovo libro, The Spy in the Coffee Machine: The End of Privacy As We Know It, di Kieron O’Hara e Nigel Shadbolt, due scienziati dei computer presso l’University of Southampton.

Mentre le nosre attività offline vengono seguite dalle camere CCTV,  dalle Oyster card e dagli RFID tag, i dettagli delle nostre ricerche e dei nostri acquisti online si accumulano in dei database che sanno più di noi di quanto diremmo ai nostri più cari amici. Molti di noi inoltre trasmettono le proprie vite attraverso blog o siti di social networking. “Quando l’io di una persona come entità sociale, con storia, con transazioni, è tutta lì fuori, allora la privacy non è più la nozione di una volta”, dice Shadbolt, che è professore di intelligenza artificiale a Southampton e uno dei principali scienziati nel dare forma ai protocolli all’internet futuro.

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8 Maggio 2008
France Telecom: da 1000 idee ad 1 prodotto
Orange Una serie di pagine sul sito di France Telecom/Orange forniscono insight sul come l’azienda si muove dalle diverse idee che vengono fuori da R&D, ad un prodotto o servizio pronto per il mercato.

Nel 2005-2006, France Telecom ha creato due strutture, l’Explocentre il Technocentre, che lavorano in stretta collaborazione con i laboratori R&D installati in giro per il mondo, ma sono gestiti dal Strategic Marketing Department, che fornisce al gruppo orientamento e conoscenza sul mercato.

L’ Explocentre è un’”incubatrice di progetti R&D” e “si concentra sull’alimentare concetti altamente innovativi con forti potenziali, ma che potrebbero considerarsi troppo rischiosi da essere lanciati direttamente sul mercato”. L’Explocentre determina la loro flessibilità e il potenziale, e testa nuovi utilizzi e scoperte tecnologiche prima del lancio sul mercato. In modo interessante, il centro lavora con “nuovi metodi basati sulla co-creazione con i clienti ed i partner, utilizzando il design per impulsare l’innovazione. Le idee per i servizi vengono investigate, testate e rielavorate assieme ai clienti per trovare potenziale di vero valore.”

Una volta esplorati, i concetti più promettenti vengono spediti al Technocentre, che si occupa della realizzazione di questi progetti “maturi”. Il Technocentre è responsabile di renderli prodotti pronti per il mercato, industrializzandoli per un lancio commerciale o trasferendoli ad uno spin-off o joint venture per lo sviluppo. Il centro mette insieme circa 30 gruppi consistenti di uno specialista di marketing, un ricercatore e un ingegnere di rete.

Quindi ad uno dei capi della catena dell’innovazione di France Telecom ci sono idee dal R&D, e dai partner industriali e gli impiegati dell’azienda. Queste idee dall’alto potenziale vanno all’exploration centre, dove vengono analizzate e testate. Il marketing strategico integrato e la catena dell’innovazione si prende cura del marketing del prodotto presso il technocentre. Finalmente, i progetti approvati vengono integrati nel Product Roadmap e nel piano triennale del Gruppo, che è l’altro capo del processo di innovazione.

8 Maggio 2008
Interview con Lou Rosenfeld e Liz Danzico
UXmatters Il numero di Maggio di UX matters contiene un’intervista con Lou Rosenfeld e Liz Danzico della casa editrice Rosenfeld Media, un editrice di libri di design di esperienze dell’utente.

Dopo aver lavorato a cinque libri come editore e co-autore, Lou Rosenfeld è rimasto disincantato col tradizionale modello di pubblicazione di un libro. Quindi, a fine 2005, ha fondato Rosenfeld Media, una nuova casa editrice che sviluppa libri brevi, pratici ed utili sul design di esperienza dell’utente. Rosenberg Media ha pubblicato il loro primo libro, Mental Models: Aligning Design Strategy with Human Behavior, a inizi 2008. Recentemente ho avuto l’opportunità di intervistare Lou—assieme a Liz Danzico, Senior Development Editor presso Rosenfeld Media—sull’avviare una nuova casa editrice e “mangiare il proprio cibo per cani.”

Lou è anche un membro attivo del consiglio di direttori di UXnet, il network di esperienza dell’utente.

Leggi l’intervista

7 Maggio 2008
Studio etnografico su come i bambini interagiscono col web
Parenting 2.0 Consumer Reports WebWatch ha pubblicato i risultati di uno studio etnografico su come i bambiniinteragiscono con gli ambienti online.

Lo studio, “Like Taking Candy from a Baby: How Young Children Interact with Online Environments,” ha utilizzato metodi etnografici e si è focalizzato sui bambini più piccoli, dai 2½ agli 8 anni.

Per lo studio, i genitori di 10 famiglie hanno utilizzato telecamere per fornire insight sul modo in cui i bambini utilizzano siti come Club Penguin, Webkinz, Nick Jr., Barbie.com ed altri. I filmati, che possono essere visti su www.youtube.com/cwwkids, illustrano come i bambini reagiscono alla pubblicità e alle tattiche di marketing online.

Il mondo digitale offre ai bambini un mondo di opportunità di giocare e imparare. Ma persino in questo piccolo campione di 10 famiglie lo studio ha trovato—troppo facilmente, in diverse cirscostanze—ripetuti esempi di tentativi di manipolazione dei bambini con fini commerciali.

Le principali scoperte dello studio:

  • Anche i più giovani vanno online.
  • Internet è un mezzo altamente commerciale.
  • I siti web spesso stuzzicano i bambini, presentando opzioni attraenti e persino minacce di perdere le loro crezioni online a meno che non facciano un acquisto.
  • La maggior parte dei siti osservati promuovono l’idea del consumismo.
  • I loghi e i nomi dei brand sono onnipresenti.
  • Vengono utilizzate frequentemente subdole tattiche di branding.
  • I giochi osservati variano ampiamente in qualità, valore educativo, e nell’adeguatezza alle capacità dei bambini.

Il sommario esecutivo dello studio (contenuto al riterno del report da scaricare), contiene anche una serie di raccomandazioni per i genitori, editori e policy maker.

Il report è stato scritto da Warren Buckleitner, Ph.D., un consulente di Consumer Reports WebWatch. Buckleitner è un redattore di Children’s Technology Review, un periodico sul media interattivo per bambini. Lui è anche il fondatore di Mediatech Foundation, un centro comunitario di tecnologia pubblico nonprofit a Flemington, N.J.

Comunicato stampa
Scarica il report (pdf, 58 pagine)

7 Maggio 2008
Intervista di Chronic’Art con Adam Greenfield
Chronic Art La rivista francese Chronic’Art ha intervistato di recente Adam Greenfield (il nuovo capo di design direction della Nokia) a proposito del suo recente libro Everyware e sull’ubiquitous computing in generale.

Si può trovare una versione inglese dell’intervista sul blog di Greenfield.

Leggi l’intervista

5 Maggio 2008
Video online di un simposio sul service design
Service Design Symposium A inizi di Marzo, il Copenhagen Institute of Interaction Design (CIID | blog) ha tenuto un simposio sul design di servizi.

Il simposio presentava relatori che sono pionieri nella teoria e nella pratica del design di servizi provenienti da diversi paesi, tra cui Andrea Koerselman (IDEO), Andrew Mcgrath (Orange Global), Bill Hollins (Direction Consultants), Bill Moggridge (IDEO), Ezio Manzini (Milan Polytechnic), Jørgen Rosted (FORA), Lavrans Løvlie (Live|Work), Magnus Christensson (Social Square), Mikkel Rasmussen (ReD Associates), Oliver King (Engine), Shelley Evenson (Carnegie Mellon) e Toke Barter (Radarstation).

Con argomenti che andavano dal capire il design di servizi, le esplorazioni accademiche e i casi di studio delle industrie, alle pratiche più giovani e esperimentali, il simposio doveva servire come piattaforma per una compresione più profonda di come indirizzare il design thinking come strategia ed adottare best practices nel settore pubblico.

I video di tre delle presentazioni sono online:

(via InfoDesign)

5 Maggio 2008
CHI 2008: valutazione dell’esperienza dell’utente presso la Nokia
CHI 2008 proceedings Virpi Roto, Pekka Ketola e Susan Huotari hanno presentato un paper descrivendo la valutazione dell’esperienza dell’utente presso la Nokia al recente CHI 2008:

Sommario

Nokia ha una lunga storia nel progettare per le esperienze, in quanto i cellulari sono dispositivi molto personali ed empirici. Abbiamo stabilito processi che tengono in considerazione le necessità e le richieste degli utenti al momento di progettare nuovi concetti , e facciamo diversi tipi di valutazioni con veri utenti durante il processo di sviluppo. Le valutazioni di esperienze sono, tuttavia, un’area che vogliamo migliorare. In questo paper, descriviamo le pratiche di valutazione dell’esperienza dell’utente nelle diverse fasi del processo di sviluppo di un prodotto della Nokia.

Scarica il paper

(via InfoDesign)

4 Maggio 2008
Joshua Porter sulla semplicità come obiettivo del design
Joshua Porter Joshua Porter, un designer di interfaccia per utente, si chiede se la semplicità sia un obiettivo negativo del design, ed esprime le sue idee in un meditato post.

La maggior parte dei designer colloca la semplicità su tutto. Apprezziamo le cose semplici perchè fanno le cose di cui abbiamo bisogno facilmente e nessuna delle cose che non necessitiamo. La semplicità è armoniosa. Persino Leonardo Da Vinci ha detto “la semplicità è l’ultima sofisticazione”. Questa è una delle mie citazioni preferite, e gioca sull’idea che essere semplici non sia banale, ma elegante.

Don Norman ha accesso di recente una discussione sulla semplicità nel suo articolo Simplicity is Highly Overrated. Lui osserva che nonostante alcuni designer trattino la semplicità come obiettivo finale, molti consumatori, quando si trovano davanti alla scelta di acquisto, optano invece per la complessità. Lui utilizza esempi di shopping in Korea del Sud: la gente sceglie prodotti elettronici e SUV complessi e futuristici invece di quelli più semplici. Norman dice che la gente opta per la complessita perchè assume che un prodotto complesso sia più capace.

Porter ripensa alla discussione non in chiave di semplicità, ma di psicologia dei compromessi:

Gli utenti affrontano un compromesso quando devono fare una scelta tra un prodotto semplice ed uno complesso con molte più funzioni. Se scelgono un prodotto con meno capacità ed hanno bisogno di una delle funzioni mancanti, hanno fatto una cattiva scelta. Tuttavia, quando un utente sceglie il prodotto complesso con più funzioni, non deve giungere a questo compromesso. E’ più probabile che il prodotto complesso abbia la funzione di cui l’utente potrebbe aver bisogno nel futuro.

La gente è riluttante a scendere a compromessi perché non possono predire di quale funzione avranno bisogno nel futuro. Scegliere un prodotto con meno funzioni è un compromesso che potrebbe nuocerla in futuro. Quando gli utenti non capiscono i vantaggi di ogni funzione, come quando un utente compra la prima fotocamera digitale, sono molto più propensi ad evitare di giungere ad un compromesso nel scegliere il prodotto futuristico.

Quando gli utenti scelgono un prodotto futuristico, potrebbero non dimostrare un desiderio di complessità. Invece, gli utenti sono ansiosi di predire i loro bisogni futuri. La distinzione netta nel “segliere la complessità sulla semplicità” sembra un modo troppo brusco di descrivere il comportamento che osserviamo negli utenti. La teoria di Schwartz suggerisce che la gente in questo tipo di situazione non sa abbastanza delle funzioni del prodotto o delle proprie necessità. Il risultato è che gli utenti evitano di arrivare ad un compromesso scegliendo quello che sembra avere più funzioni.

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4 Maggio 2008
Recensione libro: Groundswell
Groundswell Oggi ho letto Groundswell: winning a world transformed by social technologies (sito alternativo - pagina di amazon) di Charlene Li e Josh Bernoff (analisti presso Forrester). [Mi è stata mandata una copia da recensire].

E’ un libro mirato ai senior manager che si occupano di marketing, pr, assistenza del cliente e (fino ad un certo punto) sviluppo dei prodotti presso grandi aziende internazionali, che stanno cercando di capire cosa fare di tutto questo contenuto user-generated (UGC) e che tendono a considerarlo una minaccia al potere istituzionale.

La premessa del libro è che questa gente, che è immersa nelle comunicazioni unilaterali e nella cultura del marketing, debba ora affrontare un mondo diverso che non sanno come gestire. Sono ‘immigranti digitali’ più che ‘nativi digitali’.

Questo libro di business strategy, che contiene molte storie pratiche su ‘come loro ce l’hanno fatta’, è disposto per aiutare quella gente che vede gli UGC non come una minaccia, ma come un’opportunità, a comunicare, raggiungere, ascoltare ed imparare, e mette molta enfasi sulla gente e le relazioni, su tutto il resto (e in quel senso, sono certamente lieto).

Ciò nonostante non è un libro mirato a me, ne ai lettori di questo blog: il primo capitolo per esempio contiene descrizioni sul funzionamento di blog, social network, mondi virtuali, wiki, forum, tag, e rss, che non sono cose su cui i lettori di Putting People First/UXnet abbiano bisogno di un input.

Tuttavia, la gente come me otterrà indubbiamente delle buone idee su come parlare meglio con i nostri clienti/senior manager, relazioni media o pubblico.

Detto questo, non è un libro che da qualcosa di valore a tutti: però potrebbe essere prezioso per il suo target group, mi ha in qualche modo irritato il fatto che il libro non contenesse alcun insight profondo e rivelatore. Speravo in un ondata di idee, una nuova maniera concettuale di vedere le cose, qualcosa che mi facesse guardare il mio mondo professionale in un mondo diverso, ma manca di una tale profondità.

Il libro è quello indicato nel sottotitolo: un manuale fai-da-te sull’”avere successo in un mondo trasformato dalle tecnologie sociali”. L’enfasi è sulla parte dell”avere successo’. Non vi aspettate di imparare molto sulle tecnologie sociali.

Ecco alcuni paragrafi sul comunicato stampa aziendale:

Using technologies like blogs and wikis, YouTube and Facebook, discussion forums and online reviews, today’s customers are taking charge of their own experience and getting what they need — information, support, ideas, products, and bargaining power — from eadch other. This phenomenon, or groundswell, has created a permanent shift in the way the world works. Most companies see it as a threat — but the authors of a new book see the groundswell as an opportunity. So where should company strategists start?

In GROUNDSWELL: Winning in a World Transformed by Social Technologies, Charlene li and Josh Bernoff, two of Forrester Research’s top analyst, show executives, marketers and general managers how to turn the force of customers connecting to their own advantage.

Based on real customer data and over ten years of research analyzing the effects of tecnology on business, the authors provide real stories of the people who make the groundswell and amazing place — and shed light into the psychology what’s happening. Li and Bernoff provide the following information for managers, executives — anyone looking to understand this social phenomenon:

  • Applications for every kind of manager, from marketing to research to customer support to product development
  • A focus on clear objectives and examples with ROI laid out in detail
  • Data from Forrester’s Technographics, a collection of global technology surveys
  • Management examples that show how the groundswell can supercharge employee productivity
  • A clear look at the future of the groundswell and tips for groundswell thinking

The groundswell phenomenon is not a flash in the pan. The technologies that make it work are evolving at an ever-increasing pace, but the phenomenon itself is based on people acting on their external desire to connect. GROUNDSWELL helps executives in all industries from media and retail to financial services and health care understand this trend.

Ed ecco alcuni link per altre recensioni:

- di Jacob Morgan

- di Elizabeth Albrycht

4 Maggio 2008
I recenti immigranti in testa all’utilizzo avanzato dei cellulari, sia in Europe che negli USA
Latino boy on mobile phone Lo scorso anno, il The Economist ha pubblicato un articolo sulla ricerca etnografica presso Swisscom. Una delle scoperte che sottolineava era che i lavoratori immigranti sono gli utenti di tecnologie della comunicazione più avanzati:

“Sono i migratori, piuttosto i secchioni, ad emergere come gli adottanti ‘più aggressivi’ dei nuovi strumenti di comunicazione, dice [l’antropologa della Swisscom Stefana] Broadbent. Le famiglie separate con forti legami e risorse limitate sono ricorse ai servizi voice-over-internet, IM e webcam, i quali sono tutti economici o gratuiti. Vanno online anche per ricevere notizie o scaricare musica da casa.”

La stessa tendenza è presente negli Stati Uniti, con i Latini che contano sul cellulare per ottenere servizi più di altri [grandi] gruppi etnici, ricorrendo ad esso per messaggi, scaricare musica, navigare in internet e gestione della posta elettronica, come scritto dal San Francisco Chronicle.

“Stando a [un sondaggio del Pew Internet & American Life Project rilasciato lo scorso mese], in un giorno qualunque, i Latini sono i più propensi ad usare il cellulare per mandare e ricevere messaggi, giocare, mandare o ricevere e-mail, accedere ad Internet, sentire musica, o scaricare una mappa. Il cinquantasei per cento dei Latini ha dichiarato di fare almeno una di queste azioni, in confronto al 50 per cento degli Afroamericani ed il 38 per cento dei bianchi.

I numeri sono sostenuti da un sondaggio Forrester Research dello scorso anno che ha scoperto che i Latini sono più propensi degli altri utenti a mandare messaggi di testo, con immagini o e-mail, controllare il meteo, ricevere notizie, ricercare intrattenimento, gestire i conti e ricevere aggiornamenti sulle azioni attraverso i propri cellulari.”

In modo interessante, “il cellulare in alcuni casi si usa come computer principale per i Latini, nel processo di costruzione di un ponte per il cosiddetto digital divide che esiste ancora per alcuni gruppi di minoranze e disavvantaggiati.”

L’articolo menziona molte ragioni per questo: economiche (reddito medio famigliare più basso, quindi minore accesso alla banda larga da casa), demografiche (famiglia ed amici sono sparsi per gli Stati Uniti e oltre il confine), e culturali (si da maggior valore al restare in contatto con famiglia ed amici).

Ma anche se queste minoranze etniche sono utenti avanzati, le aziende di marketing di cellulare li considera interessati solo alle offerte più economiche: “Hendrik Schouten, direttore di marketing per il segmento Latino presso AT&T, ha detto che gli utenti Latini cercavano i cellulari più economici ed erano più propensi ad utilizzare piani prepagati per via dei budget limitati.” Sembra che ora questo stia cambiando.

3 Maggio 2008
Recensione della conferenza CHI 2008
CHI 2008 Qualche settimana fa sono andato alla conferenza CHI a Firenze.

Sono stato lì solo un giorno e mezzo, ed essendo questa la mia prima conferenza CHI, non sono nella posizione di darle una recensione solida.

Una cosa che è certamente emersa è il suo punto di vista fortemente accademico, che può rendere alcune delle presentazioni e discussioni abbastanza irrilevanti per i professionisti come me. D’altro canto, c’era molta enfasi nel termine “user experience”, che appariva in titoli, astratti, presentazioni e paper.

Esplorando il DVD della conferenza (non compatibile con Mac), ho trovato alcuni tesori, e ho selezionato 40 paper su un totale di 556, che presenterò in dieci post separati, coi titoli: mercati emergenti, mobile banking, mobilità, product design, sicurezza, applicazioni sociali, contesto sociale, tematiche di strategia, sostenibilità, e usabilità (in Inglese).

La conferenza non è disposta per aiutarti a conoscere nuova gente, e questo è un vero peccato. Si tende a incontrare chi già conosci , o quelli di cui hai seguito le presentazioni. (A meno che tu non sia abbastanza fortunato da essere uno speaker di una sessione ben seguita, quindi tutti gli altri ti conoscono.)

Nel corso del CHI, ho condotto interviste con Bill Buxton (Microsoft), Elizabeth Churchill (Yahoo!) e Mike Kuniavsky (ThingM), sulle quali scriverò nelle settimane a seguire. Inoltre durante le prossime settimane pubblicherò recensioni dei libri: Sketching the User Experience di Bill Buxton e Keeping Found Things Found di William Jones.

Per via di questo blog, ed in particolare di questo post di lode, ho fatto parte di un pannello (assieme a Elizabeth Churchill, Richard Anderson e Jon Kolko) sul rilancio di Interactions Magazine, ora sotto la ispirata e volontaria (!) guida degli ultimi due. Date un’occhiata alla rivista!

3 Maggio 2008
Robert Scoble sul sistemare la rete
Web Robert Scoble, managing director di FastCompany.TV, pensa che il mondo online non sia sempre user-friendly, e sostiene quanto potrebbe essere facile.

“Internet, che è “interconnected network” in stenografia è una delle più grandi conquiste nella storia delle comunicazioni, è spesso debole perché le applicazioni non interagiscono. Passiamo il nostro tempo a saltare da un’isola di informazione ad un’altra, ripetendo sempre le stesse azioni, spendendo tempo e soldi nostri e delle nostre aziende. Le buone notizie sono che, mentre mi lamento, ci sono dei tentativi in corso di migliorare la situazione.”

Leggi tutto l’articolo

2 Maggio 2008
Vodafone, China Mobile e Softbank lanciano il Joint Innovation Lab per migliorare l’interfaccia dell’utente di cellulare
Vodafone Receiver 16 Da un comunicato stampa aziendale:

“China Mobile, Softbank e Vodafone sono giunte ad un accordo per stabilire un Joint Innovation Lab (JIL) per promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie, applicazioni e servizi mobili. Le tre aziende si aspettano che l’iniziativa aiuterà ad accelerare la distribuzione dei servizi di internet su cellulare.

Le tre aziende useranno il JIL come piattaforma per sviluppare servizi per cellulare ed impulsare l’innovazione e la sinergia nell’industria per il beneficio della loro base clienti globale combinata. Il JIL lancerà progetti basati su tecnologie emergenti e sulla domanda di mercato.

Il JIL si concentrerà sulle aree di crescita veloce dei servizi di internet per cellulare, come i congegni mobili. Inizialmente, il JIL ha in progetto di sviluppare una piattaforma per congegni mobili per incoraggiare lo sviluppo di servizi innovativi che possano influenzare le capacità uniche degli operatori mobili.

Con questa mossa si spera di abilitare diversi congegni ed applicazioni affinché funzionino fluidamente su diversi dispositivi e sistemi operativi attraverso diversi operatori mobili, e nel frattempo salvaguardare la sicurezza del cliente, la privacy dei dati e i sistemi di fatturazione. Ci si aspetto che lo sviluppo della piattaforma benefici sia gli sviluppatori che gli utenti. Il JIL gradisce anche la collaborazione dei commercianti e degli sviluppatori nella creazione di nuove applicazioni e servizi.”

Marc Laperrouza (di LIFT) commenta:

“Questo è quindi il segnale che i due operatori stanno finalmente uscendo allo scoperto e sono pronti ad utilizzare la loro gigantesca base di iscritti per impulsare il futuro dell’industria mobile? Sicuramente la cooperazione sarà utile per velocizzare il lancio dei servizi di Internet su cellulare. Inoltre permetterà loro di affrontare meglio la prossima battaglia con Google e Yahoo - anche loro desiderosi di occupare lo spazio su cellulare. E’ anche interessante per China Mobile - e per la Cina in generale - dal momento che sarà tra i primi ad affrontare la standardizzazione in una tendenza bottom-up - dal mercato - piuttosto che top-down - dal governo. Potremmo stare assistendo ai primi passi della Cina nel diventare un operatore mobile globale…”

1 Maggio 2008
Il discorso di Clay Shirky sul surplus cognitivo
Clay Shirky Clay Shirky, autore del libro Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations (vedi anche questi post), è stato uno dei presentatori alla conferenza Web 2.0:

Mark Ury, chief experience architect di Blast Radius, è stato presente e ne ha scritto sul suo blog “The Restless Mind”:

“La sua tesi è che per cimentarsi in un periodo di tempo particolarmente stressante, la società si impegna in una qualche attività che anestetizza la mente che, di conseguenza, crea un surplus cognitivo. Eventualmente, questo surplus straripa e si creano nuove forme di valore. Lui cita i Londinensi post rivoluzione industriale che bevevano gin fino alla perdita della coscienza, solo per poi costruire molte delle moderne istituzioni che teniamo in grande considerazione al giorno d’oggi, e gli americani del secondo dopo guerra poltrendo a guardare I Love Lucy e Gilligan’s Island, ma che ora utilizzano Internet per produrre Wikipedia e, di minore importanza, i lolcats.” […]

“Tuttavia, quello che ho trovato intrigante in tutto qusto non è stato il nostro surplus cognitivo. E’ stato il nostro surplus di interazione.” […]

“Il surplus di interazione è nuovo. DAgli RSS all’email, da flickr a FunWalls, dai post ai pingbacks—non abbiamo mai avuto a che fare con un’abbondanza simile di interazione a doppio senso. E diversamente dal subdolo effetto dell’intereste composto, attirare più gente crea una forma personalizzata della legge di Metcalfe, un segnale per un raggio di rumore molto intenso e, nel tempo, stordente. Guardare “i consumatori connessi” IM, tag, caricare, scaricare e prendere virus non è molto diverso da un rave del Sabato sera: una mischia di consapevolezza, cose effimere, e neanche un po’ di capogiri.”

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