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Un gruppo di ricercatori dall’University of Southern California e l’University of California a Berkeley hanno presentato le loro prime scoperte di uno dei maggiori studi etnografici sui bambini negli ambienti digitali.
Kids’ Informal Learning with Digital Media: An Ethnographic Investigation of Innovative Knowledge Cultures è un progetto collaborativo di tre anni fondato dalla Fondazione John D. and Catherine T. MacArthur. Portato avanti da ricercatori all’University of Southern California e University of California, Berkeley, il progetto sulla gioventù digitale esplora come i bambini usano i media nelle loro vite quotidiane. Lo studio mostra una nuova generazione che sta “auto-pubblicando, programmando, e spostando i limiti di quello che si può fare online”, il che da loro “un senso di competenza, autonomia, auto-determinazione e connettività”. Ma - mostra la ricerca - non stanno imparando a fare questo a scuola. L’intera ricerca verrà pubblicata più avanti quest’anno. - Leggi di più: news.com | UC Berkeley News |
| Articoli della categoria 'Educazione' |
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27 Aprile 2008
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23 Aprile 2008
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iTunes U è un’area di che permette agli studenti negli Stati Uniti di condividere - gratuitamente! - audio e video delle loro lezioni, lettorati ed eventi. I contenuti sono accessibili a livello globale.
Cliccando su Power Search, puoi limitare facilmente la ricerca regolare di iTunes a iTunes U. Di interesse particolare per i lettori di questo blog è il Human-Computer Interaction Seminar dell’Università di Stanford, il quale consiste di niente meno di 36 lezioni di gente come Bill Moggridge, Bill Buxton, Elizabeth Churchill, Paul Dourish e Donald Norman. |
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22 Marzo 2008
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Robert X. Cringely, è lo pseudonimo del giornalista di tecnologia Mark Stephens, che è il presentatore e lo scrittore della miniserie di successo “Electric Money”, ha firmato un polemico articolo sulla cultura e la tecnologia:
Un po’ più avanti nell’articolo c’è la sua dichiarazione chiave:
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19 Marzo 2008
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12 Marzo 2008
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Il mondo del design e dell’innovazione è cambiato molto nell’ultima decade. Le sfide sono più complesse, intricate e sistemiche, e di conseguenza richiedono un approccio sempre più olistico e multidisciplinare, specialmente nell’educazione.
O nelle parole di Richard Koshalek, presidente dell’ Art Center College of Design:
La rinomata Art Center College of Design sta puntando a qualcosa di molto ambizioso - sta uscendo dal suo spazio fisico, e sta creando una serie di quello che definirei “open innovation forums” su scala globale, tutti con l’obiettivo di “sviluppare la gente”. Settimana scorsa sono stato invitato (grazie, Rudy) a prendere parte ad uno di essi: l’evento Disruptive Thinking a Barcellona. L’evento di Barcellona, organizzato in collaborazione con la scuola di economia ESADE, è il primo di una serie di dialoghi globali che l’Art Center sta organizzando in diversi continenti e online. Un impegno sociale L’Art Center ha un iniziativa che mi piace molto: designmatters. Inaugurata nel Dicembre del 2001, Designmatters presso Art Center esplora i benefici sociali e umanitari del designe e del business responsabile. Designmatters è una parte cruciale del Progetto Barcellona: le collaborazioni con le istituzioni educative, civiche e culturali specialmente nei temi sociali ed umanitari sono un obiettivo chiave. Uno dei temi che il progetto Barcellona vuole affrontare in particolare è quello del ruolo del desgin nelle città, che “dev’essere ridefinito d’accordo ai principi della sostenibilità — non solo in relazione con l’ambiente, ma anche in termini di produzione e condumo di energia, prosperità economica, giustizia sociale e sviluppo culturale”. E così dovrebbe essere. Cercare di pensare in modo dirompente Gli organizzatori hanno cercato “pensatori e professionisti ‘dirompenti’ che — nonostante comporti diversi rischi — portino energia vitale da incidere a questi argomenti e li spingano in nuove e produttive direzioni per la società.” L’evento è stato presieduto dal giornalista britannico Richard Addis, che ha selezionato principalmente presentatori britannici per ognuna delle sei sessioni. Josh Nakaya, uno studente di product design dell’Art Center ha fatto davvero un ottimo laboro nel mettere su blog la conferenza, e poi aggiungendo le risposte. Sono disponibili anche dei video streams. Quindi faro riferimento a questi riassunti e video sui miei commenti in seguito. C’è anche un sito con l’intero schieramento di speakers. Ecco le sei sessioni:
In breve L’andamento dell’evento non è stato l’ideale: alcuni dei presentatori non hanno condotto molto bene le loro sessioni, non tutti avevano idee rilevanti da contribuire, e non sempre c’era un collegamento tra il pensiero dirompente ed l’argomento discusso, e non sempre era chiara la direzione che si voleva seguire. Ho anche riflettuto su fino a quale punto ho effettivamente sentito dei temi innovativi, o sul fatto che le cose che ho sentito si potessero trovare facilmente su un libro o una buona rivista. La risposta è probabilmente sì. Ma il libri e le riviste sono monologhi per natura. Questo era nella teoria e nella pratica una serie di dialoghi. All’inizio di questo articolo ho scritto che questo evento di Barcellona fa parte di un’ampia strategia di collaborazioni aperte, comunicazioni aperte e di impegno sociale. Questo non solo è un’approccio lodevole e di valore, ma è anche altemente rilevante e opportuno nella società contemporanea. Abbiamo bisogno di più di queste iniziative. Certo, devono essere messe a punto e migliorate, ma in sostanza abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione tra le discipline, tra le diverse parti della società, tra le diverse parti del mondo. Il mondo è diventato troppo complesso per permettere ad ognuno di noi di capire le cose da soli. E secondo me questo era il vero significato di queste Conversazioni Globali. Spero anche che l’Art Center porti a termine il suo impegno di continuare le conversazioni online, per avere un dialogo continuo. Il blog dell’evento per adesso è basicamente morto. Probabilmente questo non è lo strumento giusto - bisogna sviluppare uno nuovo. E gli Stati Uniti? L’Art Center è una scuola americana, con base a California. Come posso partecipare alle conversazioni globali? Molti degli eventi si svolgono in California: il recente summit di due giorni su Sistemi, Città e Mobilità Sostenibile e la prossimaconferenza Serious Play. |
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28 Febbraio 2008
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Il Design Council ha pubblicato il resoconto di un tour alla ricerca di fatti per l’Olanda, Danimarca e Finlandia che ha esplorato come l’insegnamento e l’istruzione inter-disciplinare stiano cambiando la natura del design.
I componenti del tour, accademici e policy maker tra cui il consulente di design ed specialista sui mercati emergenti Niti Bhan, hanno visitato istituzioni accademiche (Technical University Delft, Design Academy Eindhoven, Technical University Eindhoven, KaosPilots, Aarhus School of Architecture, Workcamp07, University of Art and Design Helsinki, Helsinki School of Creative Entrepreneurship, e Helsinki University of Technology) ed aziende (Philips Design, Designit, Zentropa Workz, Nokia, Kone, e Desigence). |
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27 Febbraio 2008
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Ho recentemente intervistato il Prof. Yrjö Sotamaa, Presidente dell’University of Art and Design Helsinki.
Sotamaa è l’uomo dietro all’iniziativa di avviare una nuova Innovation University in Finlandia, riunendo tre importanti università finlandesi: l’University of Art and Design Helsinki (TAIK), la Helsinki University of Technology (TKK), e la Helsinki School of Economics (HSE). L’obiettivo della nuova università, la cui inaugurazione è prevista per Agosto del 2009, è quello di essere una delle principali istituzioni nel mondo in termini di ricerca e di educazione nei settori della tecnologia, gli studi economici e arte e design. L’iniziativa è una versione più grossa ed ambiziosa del generale approccio multidisciplinario che viene attualmente applicato in alcuni altri importanti centri di educazione. Design-London presso RCA-Imperial creerà un ‘triangolo dell’innovazione’ tra design (rappresentato dal Royal College of Art), ingegneria e tecnologia (rappresentato dall’Imperial College Faculty of Engineering), e business dell’innovazione (rappresentato dall’Imperial’s Tanaka Business School). La Carnegie Mellon University mette gli studenti di design, ingegneria e business in gruppi per lavorare a progetti. E la Rotman School of Management dell’Università di Toronto accopia MBA con gli studenti di design nelle lezioni di sviluppo dei prodotti. Le lezioni per i 22,000 students saranno in inglese, per attrarre studenti da tutte le parti del mondo (molti dei quali potrebbero finire a lavorare per quella famosa multinazionale finlandese, Nokia, che è uno degli sponsor dell’iniziativa). Un’altra cosa interessante è la loro scelta radicale per un approccio centrato sull’uomo, multidisciplinare e di prototipazione. |
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29 Gennaio 2008
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Jean-Marc Manach ha scritto un lungo articolo sulla scuola del futuro– la Scuola 2.0 — sul mio sito francese preferito InternetActu.
Manach copre gli sviluppi internazionali in quest’area (principalmente in USA e Germania) e da una visione di insieme su cosa stia accadendo in Francia. TL’articolo, scritto in Francese, merita la pena se conoscete la lingua. Altrimenti date un’occhiata ai link: molti di loro portano a siti in inglese. |
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26 Gennaio 2008
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Un nuovo studio capovolge la supposizione generale che la ‘Google Generation’ – i giovani nati o cresciuti nell’era di Internet - è la più colta per quanto riguarda la rete.
Il primo studio virtuale longitudinale portato a termine dal gruppo di ricerca CIBER dell’University College London dichiara che, nonostante i giovani dimostrino un apparente facilità e familiarità con i computer, essi fanno molto affidamento sui motori di ricerca, danno uno sguardo anzichè leggere e non possiedono le capacità critiche e analitiche per valutare l’informazione che trovano sulla rete. Il resoconto Information Behaviour of the Researcher of the Future (pdf, 1.7 mb) mostra anche che i tratti del carattere che sono comunemente associati agli utenti più giovani - impazienza nella ricerca e nella navigazione, e nessuna tolleranza per qualsiasi ritardo nel soddisfare le loro necessità di informazione - stanno diventando la norma per ogni fascia di età, dai giovani pupilli ai professori. Commissionato dalla British Library e il JISC (Joint Information Systems Committee), lo studio fa appello alle biblioteche affinchè rispondano con urgenza alle necessità in cambiamento dei ricercatori e degli altri utenti. Puntare al virtuale è essenziale e imparare quello che vogliono i ricercatori è cruciale se le biblioteche non vogliono diventare obsolete. “Le biblioteche in generale non stanno al passo con le richieste di servizi che siano integrati e consistenti con la loro più ampia esperienza di internet”, dice il dottor Ian Rowlands, principale autore del resoconto. I risultati mandano anche un forte messaggio al governo. Se il Regno Unito vuole restare una grande economia della conoscenza con una prossima generazione di ricercatori ben preparata.. |
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6 Gennaio 2008
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Jon Kolko, uno specialista di design di interazione, è passato dalla consulenza (2000-2002) all’accademia (Savannah College of Art & Design, 2002-2007) e poi di nuovo alla consulenza (frog design, 2007-). Cosa ha imparato da queste transizioni? Beh, non quello che si potrebbe pensare. |
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17 Dicembre 2007
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Bruno Giussani ha pubblicato i suoi appunti sulla lezione inaugurale di Jeffrey Huang presso EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna.
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11 Dicembre 2007
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Steven Bell scrive sulle implicazioni dell’approccio dell’esperienza dell’utente nella progettazione di una biblioteca.
- Leggi l’articolo |
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9 Dicembre 2007
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| Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels è stato profilato settimana scorsa su “The Marker“, il più importante giornale di business e tecnologia di Israelel e parte del gruppo media Haaretz. Qui trovate la traduzione in Inglese di Saar Shai. |
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6 Dicembre 2007
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Business Week traccia il profilo di Anne Kirah, una volta antropologa del design presso la Microsoft, e attualmente preside di una nuova scuola Danese chiamata 180°academy, dove lei sta “scuotendo fuori dai manager le loro tradizionali forme di fare le cose e portandoli, forse per la prima volta, a capire le culture dei loro clienti e a discernere le loro necessità.”
(Kirah è apparsa più volte su questo blog ed è anche stata intervistata da me l’anno scorso.) |
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2 Dicembre 2007
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2007 Summer at Kitchen Budapest (Paperback) di Bircsák Eszter, Somlai-Fischer Szabolcs (ed.) Kitchen Budapest (KiBu), inaugurato nel giugno del 2007, (vedi anche qui) è un nuovo laboratorio di media per nuovi ricercatori che non siano interessati solo alla convergenza della comunicazione mobile, le comunità online e lo spazio urbano, ma che siano anche pronti a sporcarsi le mani creando progetti sperimentali in squadre interdisciplinari. Questo libro mostra i risultati dei più di venti progetti estivi. Scarica il libro (pdf, 20 mb, 168 pagine) |
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17 Novembre 2007
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Nella prima conferenza di rilievo del Future Play 2007 per educatori dei giochi ed sviluppatori, il Dr. Constance Steinkuehler, assistente universitario presso il programma Educational Communication & Technology per l’Università di Wisconsin-Madison, ha spiegato che i MMO e i mondi online sono delle buone “push technologies” per l’educazione, più che delle minacce ad essa.
La sua presentazione (file audio) era intitolata “Massively Multiplayer Online Games come Etnologia Didattica: Un Abbozzo per la Ricerca,” un discorso ingannevolmente diretto sulle scoperte della ricerca [etnografica] di Steinkuehler su cosa costituisca la giocabilità negli MMO e nei mondi virtuali, e come quella ricerca possa essere applicata nei programmi educativi. |
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27 Ottobre 2007
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Riconoscendo la crescente importanza del design ed il suo impatto nel mondo del design, il California College of the Arts (CCA) ha lanciato un nuovo programma di Master of Business Administration (MBA) in Strategia di Design il primo nel suo genere negli Stati Uniti. Stabilita la data di inaugurazione all’autunno del 2008, il suo innovativo programma metterà insieme studi di design, finanza e gestione organizzativa in un curriculum unico mirato a fornire agli studenti strumenti e strategie per indirizzarsi al complesso mercato del giorno d’oggi.
CCA Il rettore Stephen Beal dichiara, “Il nostro obiettivo è quello di creare un centro che sintetizzi design e business e di formare la prossima generazione di leader in un mondo del business costantemente in cambiamento.” Il college spera di attrarre studenti da entrambi i mondi del business e del design. I leader di queste industrie si rendono conto che l’innovazione effettiva richiede acume in entrambi i campi. In un discorso recente, Bruce Nussbaum di Businessweek ha dichiarato, “I dirigenti e i manager devono saper pensare in termini di design per fare i loro lavori. I dirigenti devono essere designer e utilizzare le loro metodologie per portare avanti le aziende.” Tim Brown, direttore esecutivo di IDEO e membro del consiglio di consulenza del programma, commenta, “Il business è una potente forza di cambiamento nel mondo, e i designer non hanno mai avuto così tanto l’occasione di creare un impatto positivo di quanto non abbiano oggigiorno nell’influenzare quel che fa il business. Quanto più i designer se ne intenderanno di business, più decisivi saranno.” Nathan Shedroff è stato designato presidente dell’innovativo programma del CCA. Shedroff è un pioniere nell’experience design, un approccio che comprende molteplici sensi e studia le caratteristiche comuni a tutti i media che rendono le esperienze un successo; lui lavora anche nei settori in relazione del design e del design dell’informazione. Come consulente di business, lui aiuta le aziende a costruire migliori e più significative esperienze per i loro clienti. Shedroff insegna e tiene conferenze a livello internazionale, e ha scritto ampiamente sui temi del design e del business. E’ autore di Experience Design 1 del 2001, e nel suo ultimo libro, Making Meaning: How Successful Businesses Deliver Meaningful Customer Experiences (co-scritto con due membri della consulenza strategica della Silicon Valley) esplora come le aziende possono creare prodotti e servizi mirati ad evocare dei significati agli occhi del loro pubblico e dei loro clienti. L’approccio del programma comprende prestazione, strategia, innovazione ed incoraggiamento ad un cambiamento sociale significativo e sostenibile. Il curriculum combina lezioni e seminari nella strategia di business, sviluppo organizzativo, gestione della comunicazione, leadership, imprenditoria e sostenibilità con studi pratici e progetti sponsorizzati che mettono la teoria in pratica in una dinamica esperienza di gruppo. Sono utilizzati molteplici media ed approcci per studiare le necessità dei clienti e del mercato, escogitare soluzioni effettive e comunicare le opportunità attraverso un ampio raggio di stakeholder. Per offrire la massima flessibilità ai professionisti, il programma si svolge in cinque week-end di quattro giorni una volta al mese dedicati all’istruzione e l’interazione, con studii online collegati tra le residenze. Il programma permette a partecipanti di tutti gli Stati Uniti di mantenere le loro carriere e nel frattempo restare in contatto con i membri del team, della facoltà e dello staff del programma. Il programma ha uno spazio dedicato allo studio presso il campus di San Francisco per studenti locali della CCA. Sono anche disponibili installazioni per l’elaborazione di modelli, negozi di metalli e legno, dei tagliatori laser, una macchina per l’elaborazione di prototipi 3D e studii per editare media digitale, film, video e suono. |
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5 Ottobre 2007
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Business Week ha pubblicato un resoconto speciale sulle scuole di design che contiene qualche articolo che interessa gli argomenti trattati in questo blog:
L’imperativo del desgin interdisciplinare Mescolando design e business Designer? Ingegnere? Entrambi Il nuovo Istituto per l’Innovazione dell’Università della California del Sud Arte e business: una combinazione reale |
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25 Settembre 2007
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La Finlandia sta pianificando di fondere inseme tre università specializzate in business, design e tecnologia in un’unica università di innovazione a partire dal 2009.
Un articolo su Finnfacts afferma che “l’obiettivo è quello di realizzare una università di alto livello capace di competere con le migliori università straniere e costituire un interessante collaboratrice per le stesse.”
Un discorso di Sotamaa alla conferenza sull’innovazione organizzata dall’iniziativa all’avanguardia “Better by Design” in Nuova Zelanda può essere scaricato qui (pdf, 3.8 mb, 101 slide). Nel discorso Sotamaa discute il necessario cambiamento di pensiero per le aziende che vogliano realmente trarre beneficio dall’approccio guidato dal design, afferma inoltre che è importante spostare il concetto di design dalla concezione di “bello ma non utile” o “dietro l’angolo”, alla percezione di approccio profondamente coinvolto nella vita del business di ogni giorno e capace di apportare benefici economici quando strategicamente applicato. La scuola di design di Sotamaa ha organizzato lo scorso mese la conferenza “User Experience Plus - Progettare Prodotti ed Interfacce Divertenti 2007“, con cinque rilevanti temi:
Sono disponibili anche alcuni video di conferenze. Infine, lo scorso gennaio ha visto l’inizio della Scuola di Imprenditoria Creativa di Helsinki (HSCE), che è stata vista come un primo passo verso l’università dell’innovazione. Come riporta il sito web, HSCE fornisce programmi su misura per stimolare il pensiero creativo come base per lo sviluppo di prodotti, servizi ed esperienze nuovi ed innovativi rivolti al consumatore. Nel frattempo in Gran Bretagna, NESTA sta esplorando anch’esso il tema delle università e dell’innovazione ed ha appena pubblicato un breve paper su come assicurarsi che i risultati della ricerca incoraggino l’innovazione. |
(in parte via Niti Bhan)
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12 Settembre 2007
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Il New York Times riferisce come il M.I.T. abbia rivolto la sua attenzione verso il pensiero concreto per migliorare la vita delle persone povere”
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Notizie di Experientia
L'UPA (Usability Professionals' Association) è orgogliosa di
Experientia ha appena risolto il problema di posta elettronica con il
Il prossimo 8 novembre avrà luogo la Giornata Mondiale dell'Usabilità
La prima conferenza regionale europea dell'Usability Professionals'
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