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  Articoli della categoria 'Educazione'
27 Aprile 2008
Prime scoperte presentate di uno studio sui bambini negli ambienti digitali
Digital youth Un gruppo di ricercatori dall’University of Southern California e l’University of California a Berkeley hanno presentato le loro prime scoperte di uno dei maggiori studi etnografici sui bambini negli ambienti digitali.

Kids’ Informal Learning with Digital Media: An Ethnographic Investigation of Innovative Knowledge Cultures è un progetto collaborativo di tre anni fondato dalla Fondazione John D. and Catherine T. MacArthur. Portato avanti da ricercatori all’University of Southern California e University of California, Berkeley, il progetto sulla gioventù digitale esplora come i bambini usano i media nelle loro vite quotidiane.

Lo studio mostra una nuova generazione che sta “auto-pubblicando, programmando, e spostando i limiti di quello che si può fare online”, il che da loro “un senso di competenza, autonomia, auto-determinazione e connettività”.

Ma - mostra la ricerca - non stanno imparando a fare questo a scuola.

L’intera ricerca verrà pubblicata più avanti quest’anno.

- Leggi di più: news.com | UC Berkeley News

- Appunti, danah boyd, UC Berkeley

23 Aprile 2008
Seminario Human-Computer Interaction della Stanford University
Stanford iTunes U iTunes U è un’area di che permette agli studenti negli Stati Uniti di condividere - gratuitamente! - audio e video delle loro lezioni, lettorati ed eventi. I contenuti sono accessibili a livello globale.

Cliccando su Power Search, puoi limitare facilmente la ricerca regolare di iTunes a iTunes U.

Di interesse particolare per i lettori di questo blog è il Human-Computer Interaction Seminar dell’Università di Stanford, il quale consiste di niente meno di 36 lezioni di gente come Bill Moggridge, Bill Buxton, Elizabeth Churchill, Paul Dourish e Donald Norman.

22 Marzo 2008
Il lato umano della legge di Moore
Robert X. Cringely Robert X. Cringely, è lo pseudonimo del giornalista di tecnologia Mark Stephens, che è il presentatore e lo scrittore della miniserie di successo “Electric Money”, ha firmato un polemico articolo sulla cultura e la tecnologia:

“Si avvicina una guerra della tecnologia. In realtà è già qui ma molti di noi non se ne sono ancora accorti. Non è una guerra sulla tecnologia ma per via della tecnologia, una guerra per il come noi come cultura abbracciamo la tecnologia. E’ una guerra che minaccia istituzuioni venerabili e, fino ad un certo punto, minaccia quello che molta gente considera il proprio modo di vivere. E’ una guerra che ci cambiera tutti fondamentalmente ed inevitabilmente, in modo irrevocabile. Le prime battaglie sono state combattute nelle nostre scuole. E so già chi saranno i vincitori.

Questa è una guerra per il come rispondiamo alla Legge di Moore come cultura e società.”

Un po’ più avanti nell’articolo c’è la sua dichiarazione chiave:

“Abbiamo raggiunto il punto nella nostra (disparata) adattazione sociale all’informatica ed alla tecnologia della comunicazione nel quale le generazioni tecniche più giovani hanno una tale autorità da essere impazienti e pronte a liberarsi di istituzioni che molti di noi ritengono essenziali, centrali e persino immortali. Sono pronti a disfarsi delle nostre scuole.”

Leggi tutta la storia

19 Marzo 2008
Esperti contro amateur: tiro alla fune per il futuro
Crowds Knowledge@Wharton scrive su una calda controversia:

“Potrebbe essere in corso un tiro alla fune per il futuro dei media tra i cosiddetti contenuti user-generated — tra cui gli amateur che producono blog, video e audio per il consumo pubblico — e i giornalisti, produttori di film e musica di professione, assieme alle facoltose aziende che li supportano. La conclusione più probabile: un approccio ibrido costruito attorno a modelli di business completamente nuovi, dicono gli esperti a Wharton.”

Una serie di profressori di Wharton danno un loro giudizio su quello che sta accadendo attualmente.

Leggi tutto l’articolo

12 Marzo 2008
L’Art Center College apre un dialogo globale
Global Dialogues Il mondo del design e dell’innovazione è cambiato molto nell’ultima decade. Le sfide sono più complesse, intricate e sistemiche, e di conseguenza richiedono un approccio sempre più olistico e multidisciplinare, specialmente nell’educazione.

O nelle parole di Richard Koshalek, presidente dell’ Art Center College of Design:

“I requisiti educazionali di settori complessi come il design, assieme ai progressi della tecnologia e delle comunicazioni, richiedono che i college e le università distribuiscano conoscenza ed esperienza a livello globale.”

La rinomata Art Center College of Design sta puntando a qualcosa di molto ambizioso - sta uscendo dal suo spazio fisico, e sta creando una serie di quello che definirei “open innovation forums” su scala globale, tutti con l’obiettivo di “sviluppare la gente”.

Settimana scorsa sono stato invitato (grazie, Rudy) a prendere parte ad uno di essi: l’evento Disruptive Thinking a Barcellona.

L’evento di Barcellona, organizzato in collaborazione con la scuola di economia ESADE, è il primo di una serie di dialoghi globali che l’Art Center sta organizzando in diversi continenti e online.

Un impegno sociale

L’Art Center ha un iniziativa che mi piace molto: designmatters. Inaugurata nel Dicembre del 2001, Designmatters presso Art Center esplora i benefici sociali e umanitari del designe e del business responsabile.

Designmatters è una parte cruciale del Progetto Barcellona: le collaborazioni con le istituzioni educative, civiche e culturali specialmente nei temi sociali ed umanitari sono un obiettivo chiave.

Uno dei temi che il progetto Barcellona vuole affrontare in particolare è quello del ruolo del desgin nelle città, che “dev’essere ridefinito d’accordo ai principi della sostenibilità — non solo in relazione con l’ambiente, ma anche in termini di produzione e condumo di energia, prosperità economica, giustizia sociale e sviluppo culturale”. E così dovrebbe essere.

Cercare di pensare in modo dirompente

Gli organizzatori hanno cercato “pensatori e professionisti ‘dirompenti’ che — nonostante comporti diversi rischi — portino energia vitale da incidere a questi argomenti e li spingano in nuove e produttive direzioni per la società.”

L’evento è stato presieduto dal giornalista britannico Richard Addis, che ha selezionato principalmente presentatori britannici per ognuna delle sei sessioni.

Josh Nakaya, uno studente di product design dell’Art Center ha fatto davvero un ottimo laboro nel mettere su blog la conferenza, e poi aggiungendo le risposte. Sono disponibili anche dei video streams. Quindi faro riferimento a questi riassunti e video sui miei commenti in seguito. C’è anche un sito con l’intero schieramento di speakers.

Ecco le sei sessioni:

Cambiamento climatico [riassunto - risposte - video]

In questa prima sessione Harry Eyers del Financial Times ha conversato con Peter Head di ARUP e Sara Wheeler, una scrittice sull’ambiente.

Harry Eyres ha iniziato con la domanda: “La minaccia e la realtà del cambiamento climatico possono essere di ispirazione per riprogettare il modo in cui viviamo?”

Alla fine non è stato detto niente di nuovo o dirompente, ma Sara Wheeler ha fatto una forte dichiarazione che ho apprezzato molto: “Il cambiamento climatico è ormai parte dell’esperienza umana, di quello che è essere umano. Bisogna riflettere veramente su questo.” Ha anche dato il tono giusto per avviare la conferenza con questo tema ambientale.

Geopolitica [riassunto - risposte - video]

Richard Addis ha presieduto la sessione di geoplitica. La sua scelta degli ospiti è stata inusuale ma sicuramente difendibile: Ron Haviv che è un fotografo giornalista di guerra (con un sito degno di nota), e Bernard Tabaire, il coraggioso, considerato ed altamente eloquente redattore del giornale dell Uganda The Monitor, che continua a finire nei guai con le autorità dell’Uganda. Mi è piaciuta l’idea di parlare di geopolitica con gente che vive gli effetti di queste scelte nelle loro vite quotidiane.

Nonostante Richard sia partito con la giusta dichiarazione (”la politica riguarda la leadership”), la discussione è degradata velocemente in idee piuttosto (forse dirompenti ma decisamente) irrealistiche di cambiamento, come abolire gli eserciti o i politici, sottolineate da taglienti critiche sui comportamenti dei governi.

Riflettendoci, sono completamente d’accordo con quello che Josh Nakaya ha scritto nella sua risposta.

Business [riassunto - risposte - video]

Questo è stato il dialogo più breve: Lynda Sale, partner di Sale Owen, consulente di marketing e artista ha discusso di pensiero dirompente nel business con Alfons Sauquet, preside della scuola di economia ESADE.

Sauquet sostiene che le aziende devono riconsiderare se stesse in modo da provvedere un ambiente che attragga la gente migliore in modo di dare luogo all’innovazione.

Scienza [riuassunto - risposte - video]

Questa è stata senz’altro la sezione migliore, se c’è un video che dovete vedere è questo. La sessione è stata presieduta dallo scrittore Robert Matthews che ha portato come ospiti la fisica teoretica Fotini Markopoulou, l’astronomo David Hughes e il matematico David Orell.

A parte alcuni pensieri più dirompenti (perchè non ci dovrebbe essere un conferenza sul pensiero dirompente su un pianeta distante 400 anni luce da noi?), i tre scienziati hanno sottolineato quanto poco sappiano adesso di quello che credevano di sapere agli inizi delle loro carriere. Questo certamente implica, come ha detto l’astronomo David Hughes , un profondo senso di umiltà, una lezione non solo per i scienziati.

Fede [riassunto - risposte - video]

Bigna Pfenninger, redattore fondatore di The Drawbridge, ha invitato lo scienziato accademico Charles Pasternak e la cordiale egittologa Joann Fletcher.

Da questa sessione si sono sviluppate principalmente tre linee di pensiero: la spiritualità non può essere messa da parte semplicemente come illusione; è impossibile capire molte parti del nostro mondo e della nostra storia senza capire o apprezzare i nostri sistemi di credenze; e la fede - che sia considerata un placebo o meno - è così forte da condizionare le circostanze.

Sono d’accordo con i commenti di Josh Nakaya su questa sessione, vorrei aggiungere che la fede qui è stata interpretata in modo piuttosto ristretto esclusivamente come credo religioso o spiritualità. Tuttavia ognuno di noi ha delle credenze, convinzioni, presupposti, che non sono giustificati dai fatti. Costruiamo credenze per gestire il nostro mondo. Ma il nostro mondo spesso cambia più velocemente di queste credenze, il che porta a tutti i tipi di frizioni, con gente che lotta battaglie del passato, o politici che fanno decisioni sul futuro basandosi su sistemi di credenze che sono stati definiti da fatti ed esperienze passati da decine di anni.

Design [riassunto - risposte - video]

Finalmente, Stephen Bayley, il quale è un commentatore di design e fondatore del Design Museum, ha avuto tre ospiti: Blaise Agüera y Arcas, un architetto presso Microsoft Live Labs, architetto di Seadragon, e co-creatore di Photosynth, Chris Lefteri, un esperto di materiali e product designer, e Thom Mayne, architetto e fondatore di Morphosis.

Si è dedicato molto tempo alla discussione di concetti astratti come la bellezza o la permanenza, mentre altr idee — la rilevanza del pensare in termini di ecosistema al design, concetti come il coinvolgimento o il mistero, e come al giorno d’oggi siamo sempre più guidati dall’esperienza dell’interazione — sono stati toccati ma non approfonditi.

In breve

L’andamento dell’evento non è stato l’ideale: alcuni dei presentatori non hanno condotto molto bene le loro sessioni, non tutti avevano idee rilevanti da contribuire, e non sempre c’era un collegamento tra il pensiero dirompente ed l’argomento discusso, e non sempre era chiara la direzione che si voleva seguire.

Ho anche riflettuto su fino a quale punto ho effettivamente sentito dei temi innovativi, o sul fatto che le cose che ho sentito si potessero trovare facilmente su un libro o una buona rivista.

La risposta è probabilmente sì. Ma il libri e le riviste sono monologhi per natura. Questo era nella teoria e nella pratica una serie di dialoghi. All’inizio di questo articolo ho scritto che questo evento di Barcellona fa parte di un’ampia strategia di collaborazioni aperte, comunicazioni aperte e di impegno sociale. Questo non solo è un’approccio lodevole e di valore, ma è anche altemente rilevante e opportuno nella società contemporanea. Abbiamo bisogno di più di queste iniziative. Certo, devono essere messe a punto e migliorate, ma in sostanza abbiamo bisogno di dialogo e collaborazione tra le discipline, tra le diverse parti della società, tra le diverse parti del mondo. Il mondo è diventato troppo complesso per permettere ad ognuno di noi di capire le cose da soli.

E secondo me questo era il vero significato di queste Conversazioni Globali.

Spero anche che l’Art Center porti a termine il suo impegno di continuare le conversazioni online, per avere un dialogo continuo. Il blog dell’evento per adesso è basicamente morto. Probabilmente questo non è lo strumento giusto - bisogna sviluppare uno nuovo.

E gli Stati Uniti?

L’Art Center è una scuola americana, con base a California. Come posso partecipare alle conversazioni globali? Molti degli eventi si svolgono in California: il recente summit di due giorni su Sistemi, Città e Mobilità Sostenibile e la prossimaconferenza Serious Play.

28 Febbraio 2008
Lezioni dall’Europa
Lessons from Europe Il Design Council ha pubblicato il resoconto di un tour alla ricerca di fatti per l’Olanda, Danimarca e Finlandia che ha esplorato come l’insegnamento e  l’istruzione inter-disciplinare stiano cambiando la natura del design.

I componenti del tour, accademici e policy maker tra cui il consulente di design  ed specialista sui mercati emergenti Niti Bhan, hanno visitato istituzioni accademiche (Technical University Delft, Design Academy Eindhoven, Technical University Eindhoven, KaosPilots, Aarhus School of Architecture, Workcamp07, University of Art and Design Helsinki, Helsinki School of Creative Entrepreneurship, e Helsinki University of Technology) ed aziende (Philips Design, Designit, Zentropa Workz, Nokia, Kone, e Desigence).

Scarica “Lessons from Europe” (pdf)

27 Febbraio 2008
Yrjö Sotamaa sulla nuova Innovation University di Helsinki
Yrjö Sotamaa Ho recentemente intervistato il Prof. Yrjö Sotamaa, Presidente dell’University of Art and Design Helsinki.

Sotamaa è l’uomo dietro all’iniziativa di avviare una nuova Innovation University in Finlandia, riunendo tre importanti università finlandesi: l’University of Art and Design Helsinki (TAIK), la Helsinki University of Technology (TKK), e la Helsinki School of Economics (HSE).

L’obiettivo della nuova università, la cui inaugurazione è prevista per Agosto del 2009, è quello di essere una delle principali istituzioni nel mondo in termini di ricerca e di educazione nei settori della tecnologia, gli studi economici e arte e design.

L’iniziativa è una versione più grossa ed ambiziosa del generale approccio multidisciplinario che viene attualmente applicato in alcuni altri importanti centri di educazione. Design-London presso RCA-Imperial creerà un ‘triangolo dell’innovazione’ tra design (rappresentato dal Royal College of Art), ingegneria e tecnologia (rappresentato dall’Imperial College Faculty of Engineering), e business dell’innovazione (rappresentato dall’Imperial’s Tanaka Business School). La Carnegie Mellon University mette gli studenti di design, ingegneria e business in gruppi per lavorare a progetti. E la Rotman School of Management dell’Università di Toronto accopia MBA con gli studenti di design nelle lezioni di sviluppo dei prodotti.

Le lezioni per i 22,000 students saranno in inglese, per attrarre studenti da tutte le parti del mondo (molti dei quali potrebbero finire a lavorare per quella famosa multinazionale finlandese, Nokia, che è uno degli sponsor dell’iniziativa).

Un’altra cosa interessante è la loro scelta radicale per un approccio centrato sull’uomo, multidisciplinare e di prototipazione.

Leggi l’intervista

29 Gennaio 2008
Uno sguardo dalla Francia alla scuola del futuro
Futurelab Jean-Marc Manach ha scritto un lungo articolo sulla scuola del futuro– la Scuola 2.0 — sul mio sito francese preferito InternetActu.

Manach copre gli sviluppi internazionali in quest’area (principalmente in USA e Germania) e da una visione di insieme su cosa stia accadendo in Francia.

TL’articolo, scritto in Francese, merita la pena se conoscete la lingua. Altrimenti date un’occhiata ai link: molti di loro portano a siti in inglese.

26 Gennaio 2008
La “Google Generation” è un mito, dice una nuova ricerca britannica
Google generation Un nuovo studio capovolge la supposizione generale che la ‘Google Generation’ – i giovani nati o cresciuti nell’era di Internet - è la più colta per quanto riguarda la rete.

Il primo studio virtuale longitudinale portato a termine dal gruppo di ricerca CIBER dell’University College London dichiara che, nonostante i giovani dimostrino un apparente facilità e familiarità con i computer, essi fanno molto affidamento sui motori di ricerca, danno uno sguardo anzichè leggere e non possiedono le capacità critiche e analitiche per valutare l’informazione che trovano sulla rete.

Il resoconto Information Behaviour of the Researcher of the Future (pdf, 1.7 mb) mostra anche che i tratti del carattere che sono comunemente associati agli utenti più giovani - impazienza nella ricerca e nella navigazione, e nessuna tolleranza per qualsiasi ritardo nel soddisfare le loro necessità di informazione - stanno diventando la norma per ogni fascia di età, dai giovani pupilli ai professori.

Commissionato dalla British Library e il JISC (Joint Information Systems Committee), lo studio fa appello alle biblioteche affinchè rispondano con urgenza alle necessità in cambiamento dei ricercatori e degli altri utenti. Puntare al virtuale è essenziale e imparare quello che vogliono i ricercatori è cruciale se le biblioteche non vogliono diventare obsolete. “Le biblioteche in generale non stanno al passo con le richieste di servizi che siano integrati e consistenti con la loro più ampia esperienza di internet”, dice il dottor Ian Rowlands, principale autore del resoconto.

I risultati mandano anche un forte messaggio al governo. Se il Regno Unito vuole restare una grande economia della conoscenza con una prossima generazione di ricercatori ben preparata..

Leggi tutto il comunicato stampa

6 Gennaio 2008
Lezioni di vita dalla consulenza all’accademia, e ritorno
Jon Kolko Jon Kolko, uno specialista di design di interazione, è passato dalla consulenza (2000-2002) all’accademia (Savannah College of Art & Design, 2002-2007) e poi di nuovo alla consulenza (frog design, 2007-). Cosa ha imparato da queste transizioni? Beh, non quello che si potrebbe pensare.

Leggi l’articolo

17 Dicembre 2007
Un designer all’intersezione tra architettura fisica e i sistemi di informazione
Jeffrey Huang Bruno Giussani ha pubblicato i suoi appunti sulla lezione inaugurale di Jeffrey Huang presso EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna.

“L’architettura e il design, dice il mio amico Jeffrey Huang (photo), stanno diventando l’interfaccia tra la vita fisica e virtuale. E quello è il suo campo di studi: come possono incorporare le strutture (edifici, città e paesaggi) sistemi di comunicazione digitale? Quali sono gli effetti della digitalizzazione sulle tipologie delle città al giorno d’oggi?

Settimana scorsa, il professor Huang — che tra le altre cose ha avuto un ruolo importante nella creazione della Swiss House a Boston, chiamata adesso Swissnex — ha tenuto la sua lezione inaugurale presso l’EPFL, l’Istituto Svizzero di Tecnologia a Losanna, dove lui conduce il Media and Design Lab (lui era precedentemente alla Harvard School of Design). Ecco i miei appunti.”

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11 Dicembre 2007
Le biblioteche devono trasmettere il fattore ‘wow’
Temple Steven Bell scrive sulle implicazioni dell’approccio dell’esperienza dell’utente nella progettazione di una biblioteca.

- Leggi l’articolo
- Più articoli sull’esperienza dell’utente nelle biblioteche

9 Dicembre 2007
Gatti, bambini e experience design
The Marker Il partner di Experientia Jan-Christoph Zoels è stato profilato settimana scorsa su “The Marker“, il più importante giornale di business e tecnologia di Israelel e parte del gruppo media Haaretz. Qui trovate la traduzione in Inglese di Saar Shai.
6 Dicembre 2007
Anne Kirah e la 180°academy capovolgono l’insegnamento del business
Anne Kirah Business Week traccia il profilo di Anne Kirah, una volta antropologa del design presso la Microsoft, e attualmente preside di una nuova scuola Danese chiamata 180°academy, dove lei sta “scuotendo fuori dai manager le loro tradizionali forme di fare le cose e portandoli, forse per la prima volta, a capire le culture dei loro clienti e a discernere le loro necessità.”

Leggi tutto l’articolo

(Kirah è apparsa più volte su questo blog ed è anche stata intervistata da me l’anno scorso.)

2 Dicembre 2007
I progetti estivi di Kitchen Budapest
Kitchen 2007 Summer at Kitchen Budapest (Paperback)
di Bircsák Eszter, Somlai-Fischer Szabolcs (ed.)

Kitchen Budapest (KiBu), inaugurato nel giugno del 2007, (vedi anche qui) è un nuovo laboratorio di media per nuovi ricercatori che non siano interessati solo alla convergenza della comunicazione mobile, le comunità online e lo spazio urbano, ma che siano anche pronti a sporcarsi le mani creando progetti sperimentali in squadre interdisciplinari. Questo libro mostra i risultati dei più di venti progetti estivi.

Scarica il libro (pdf, 20 mb, 168 pagine)

17 Novembre 2007
La ricerca etnografica evidenzia il valore didattico dei giochi MMO
Jezabelle Nella prima conferenza di rilievo del Future Play 2007 per educatori dei giochi ed sviluppatori, il Dr. Constance Steinkuehler, assistente universitario presso il programma Educational Communication & Technology per l’Università di Wisconsin-Madison, ha spiegato che i MMO e i mondi online sono delle buone “push technologies” per l’educazione, più che delle minacce ad essa.

La sua presentazione (file audio) era intitolata “Massively Multiplayer Online Games come Etnologia Didattica: Un Abbozzo per la Ricerca,” un discorso ingannevolmente diretto sulle scoperte della ricerca [etnografica] di Steinkuehler su cosa costituisca la giocabilità negli MMO e nei mondi virtuali, e come quella ricerca possa essere applicata nei programmi educativi.

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27 Ottobre 2007
Il California College of the Arts lancia un MBA in Strategia del Design
MBA in Design Strategy Riconoscendo la crescente importanza del design ed il suo impatto nel mondo del design, il California College of the Arts (CCA) ha lanciato un nuovo programma di Master of Business Administration (MBA) in Strategia di Design il primo nel suo genere negli Stati Uniti. Stabilita la data di inaugurazione all’autunno del 2008, il suo innovativo programma metterà insieme studi di design, finanza e gestione organizzativa in un curriculum unico mirato a fornire agli studenti strumenti e strategie per indirizzarsi al complesso mercato del giorno d’oggi.

CCA Il rettore Stephen Beal dichiara, “Il nostro obiettivo è quello di creare un centro che sintetizzi design e business e di formare la prossima generazione di leader in un mondo del business costantemente in cambiamento.”

Il college spera di attrarre studenti da entrambi i mondi del business e del design. I leader di queste industrie si rendono conto che l’innovazione effettiva richiede acume in entrambi i campi. In un discorso recente, Bruce Nussbaum di Businessweek ha dichiarato, “I dirigenti e i manager devono saper pensare in termini di design per fare i loro lavori. I dirigenti devono essere designer e utilizzare le loro metodologie per portare avanti le aziende.” Tim Brown, direttore esecutivo di IDEO e membro del consiglio di consulenza del programma, commenta, “Il business è una potente forza di cambiamento nel mondo, e i designer non hanno mai avuto così tanto l’occasione di creare un impatto positivo di quanto non abbiano oggigiorno nell’influenzare quel che fa il business. Quanto più i designer se ne intenderanno di business, più decisivi saranno.”

Nathan Shedroff è stato designato presidente dell’innovativo programma del CCA. Shedroff è un pioniere nell’experience design, un approccio che comprende molteplici sensi e studia le caratteristiche comuni a tutti i media che rendono le esperienze un successo; lui lavora anche nei settori in relazione del design e del design dell’informazione. Come consulente di business, lui aiuta le aziende a costruire migliori e più significative esperienze per i loro clienti. Shedroff insegna e tiene conferenze a livello internazionale, e ha scritto ampiamente sui temi del design e del business. E’ autore di Experience Design 1 del 2001, e nel suo ultimo libro, Making Meaning: How Successful Businesses Deliver Meaningful Customer Experiences (co-scritto con due membri della consulenza strategica della Silicon Valley) esplora come le aziende possono creare prodotti e servizi mirati ad evocare dei significati agli occhi del loro pubblico e dei loro clienti.

L’approccio del programma comprende prestazione, strategia, innovazione ed incoraggiamento ad un cambiamento sociale significativo e sostenibile. Il curriculum combina lezioni e seminari nella strategia di business, sviluppo organizzativo, gestione della comunicazione, leadership, imprenditoria e sostenibilità con studi pratici e progetti sponsorizzati che mettono la teoria in pratica in una dinamica esperienza di gruppo. Sono utilizzati molteplici media ed approcci per studiare le necessità dei clienti e del mercato, escogitare soluzioni effettive e comunicare le opportunità attraverso un ampio raggio di stakeholder.

Per offrire la massima flessibilità ai professionisti, il programma si svolge in cinque week-end di quattro giorni una volta al mese dedicati all’istruzione e l’interazione, con studii online collegati tra le residenze. Il programma permette a partecipanti di tutti gli Stati Uniti di mantenere le loro carriere e nel frattempo restare in contatto con i membri del team, della facoltà e dello staff del programma.

Il programma ha uno spazio dedicato allo studio presso il campus di San Francisco per studenti locali della CCA. Sono anche disponibili installazioni per l’elaborazione di modelli, negozi di metalli e legno, dei tagliatori laser, una macchina per l’elaborazione di prototipi 3D e studii per editare media digitale, film, video e suono.

5 Ottobre 2007
Resoconto speciale di Business Week sulle scuole di design
dschool Business Week ha pubblicato un resoconto speciale sulle scuole di design che contiene qualche articolo che interessa gli argomenti trattati in questo blog:

L’imperativo del desgin interdisciplinare
In un nuovo multi-attitudinale approccio, le tradizionali tattiche del design sono legate alle necessità del business. Le scuole dovrebbero abbraciare la sinergia.

Mescolando design e business
Nick Leon è il nuovo direttore di Design London, un’iniziativa di educazione multidisciplinare lanciata recentemente dal Royal College di Arte, l’Imperial College (una scuola di ingegneria) e la Tanaka Business School di Londra.

Designer? Ingegnere? Entrambi
Un articolo sulla collaborazione tra la scuola di ingnegneria francese Ecole des Mines col vicino Strate College, un’accademia di design nei sobborghi di Parigi.

Il nuovo Istituto per l’Innovazione dell’Università della California del Sud
Krisztina Holly vuole sfruttare la vena di innovazione che vive nei campus universitari lavorando con le 17 scuole all’interno del college, per beneficiare la società nel suo intero.

Arte e business: una combinazione reale
Le aziende spesso competono per ottentere il front-end dell’innovazione. Questo è il punto dove entra in gioco il centro Helen Hamlyn del Royal College of Art di Londra.

25 Settembre 2007
Universitià, design, esperienza dell’utente ed innovazione
UIAH La Finlandia sta pianificando di fondere inseme tre università specializzate in business, design e tecnologia in un’unica università di innovazione a partire dal 2009.

Un articolo su Finnfacts afferma che “l’obiettivo è quello di realizzare una università di alto livello capace di competere con le migliori università straniere e costituire un interessante collaboratrice per le stesse.”

L’iniziativa di riunire le capacità dell’a href=”http://www.uiah.fi/english”>Università di Arte e Design, della Scuola di Economia e amministrazione d’Impresa e dell’Università di Tecnologia di Helsinki è stata realizzata da Yrjö Sotamaa, il rettore dell’università di arte e design, nell’autunno 2005.

Sotamaa enfatizza “Credo fermamente che la competitività della Finlandia nel futuro possa essere costruita sull’abilità di combinare in modo eccellente le capacità affermate in diversi settori per realizzare innovazioni e attività di successo”.

“Grandi conoscenze meramente tecniche non sono sufficienti per realizzare innovazioni di successo. Sono necessarie anche le migliori abilità di design e business. Il significato di esperienza e di usabilità connesse alla tecnologia ne trarranno grande beneficio.”

Un discorso di Sotamaa alla conferenza sull’innovazione organizzata dall’iniziativa all’avanguardia “Better by Design” in Nuova Zelanda può essere scaricato qui (pdf, 3.8 mb, 101 slide). Nel discorso Sotamaa discute il necessario cambiamento di pensiero per le aziende che vogliano realmente trarre beneficio dall’approccio guidato dal design, afferma inoltre che è importante spostare il concetto di design dalla concezione di “bello ma non utile” o “dietro l’angolo”, alla percezione di approccio profondamente coinvolto nella vita del business di ogni giorno e capace di apportare benefici economici quando strategicamente applicato.

La scuola di design di Sotamaa ha organizzato lo scorso mese la conferenza “User Experience Plus - Progettare Prodotti ed Interfacce Divertenti 2007“, con cinque rilevanti temi:

  • Azione qualificata, focalizzato sulla ricca interazione e sul design per le abilità delle persone;
  • Nuova lussuria, inerente nuovi prodotti e servizi innovativi che causano Emozioni;
  • L’estetica dell’interazione, su come l’interaction design stesso possa dar forma a esperienze coinvolgenti, con la fornitura di inviti intriganti, ad esempio, piuttosto che attraverso disturb costruttivi, piacevoli sorprese, o notevoli esperienze;
  • Illusione nell’interazione: se l’interazione è il terreno sul quale si costruisce l’esperienza, la domanda fondamentale è come progettare queste fondamenta dell’esperienza in modo che l’esperienza stessa divenga divertente;
  • Interazione sociale sui progetti ed i loro effetti di breve e lungo termine.

Sono disponibili anche alcuni video di conferenze.

Infine, lo scorso gennaio ha visto l’inizio della Scuola di Imprenditoria Creativa di Helsinki (HSCE), che è stata vista come un primo passo verso l’università dell’innovazione. Come riporta il sito web, HSCE fornisce programmi su misura per stimolare il pensiero creativo come base per lo sviluppo di prodotti, servizi ed esperienze nuovi ed innovativi rivolti al consumatore.

Nel frattempo in Gran Bretagna, NESTA sta esplorando anch’esso il tema delle università e dell’innovazione ed ha appena pubblicato un breve paper su come assicurarsi che i risultati della ricerca incoraggino l’innovazione.

(in parte via Niti Bhan)

12 Settembre 2007
Bassa tecnologia, alti obiettivi
MIT D-Lab Il New York Times riferisce come il M.I.T. abbia rivolto la sua attenzione verso il pensiero concreto per migliorare la vita delle persone povere”

“M.I.T. ha fatto nascere decine di Premi Nobel in settori come l’astrofisica, l’economia e la genetica. Tuttavia attualmente l’istituto ha rivolto la sua attenzione verso il pensiero concreto per migliorare le vite degli ultimi del mondo, coloro che vivono con un dollaro al giorno o addirittura con meno e di chi spesso muore giovane.

Questa estate, ha ospitato un Summit Internazionale di Sviluppo del Design della durata di quattro settimane allo scopo di identificare le problematiche, ricercando protitipi di soluzioni e setacciare i risultati per verificare quale di questi potrebbe funzionare nella vita reale.

Il summit è stato principalmente un’idea di Amy Smith, professore del M.I.T. che ha conseguito il suo master presso il M.I.T. nel 1995 e che nel 2004 ha vinto il premio “genio” della Fondazione MacArthur, e di Kenneth Pickar, professore di ingegneria dell’Istituto di Tecnologia della California. Sono stati coinvolti anche la facoltà e gli studenti dell’Olin College, scuola di ingegneria vicino Boston.

La moltitudine di attività si è svolta presso il D-Lab, un centro di ricerca e sede di corsi del M.I.T. dedicato all’individuazione di tecnologie economiche che potrebbero sortire un effetto rilevante sulle comunità più povere.”

- Leggi la storia
- Audio slide show