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  Articoli della categoria 'Digital divide'
31 ottobre 2009
Applicare la TV digitale in Italia: l’altra faccia della rivoluzione digitale
Decoder L’Italia è nel processo di spostamento verso la TV digitale, e la sua applicazione è piuttosto disastrosa, per quel che posso dire dalle reazioni nella regione in cui vivo (Piemonte). Molti dei problemi sono tecnologici, ma non tutti. Una forza di ‘angeli’ volontari sta facendo quel che può.

Ne parla oggi un articolo di Repubblica.

17 luglio 2009
Convertire quelli che non desiderano essere convertiti
UK online 80% delle transazioni del governo britannico sono fatte col 25% alla base della società e i servizi di migrazione online offrono grandi risparmi nei costi. Tuttavia, 17 milioni di britannici non si sono mai collegati e molti di questi sono poveri.

Oggi la GB ha un ‘Campione Digitale’ nella figura di Martha Lane Fox, co-fondatrice di Lastminute.com, che sta sviluppando una strategia per cambiare la situazione.

Ma portare i servizi governativi online migliora la vita della gente?

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14 luglio 2009
L’era digitale dei diritti
Bill Thompson Anche quelli digitalmente disagiati hanno diritti, dice l’opinionista di BBC News Bill Thompson, che è abbastanza sconvolto riguardo ad una nuova legge francese:

“Se è inaccettabile tagliare fuori dalla rete gente perché le loro azioni sono commercialmente dannose per le case discografiche, perché è accettabile offrire loro poco o nessun accesso alla banda larga e a internet sul cellulare solo perché fornire quel servizio è commercialmente poco attraente agli ISP o agli operatori di rete?

E se fossimo incoraggiati a pensare all’accesso a internet come un diritto umano fondamentale, un prerequisito dell’avere libertà d’espressione, non dovremmo fare causa agli ISP riguardo le aree non coperte dalla rete cellulare o wi-fi, le comunità senza accesso ADSL perché la rete telefonica è stata aggiustata con alluminio anzi che con rame, o le aree evitate dai provider del cavo? “

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14 luglio 2009
danah boyd sulle nuove abitudini in un mondo connesso
danah boyd danah boyd, una ricercatrice presso Microsoft Research New England e il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University, si è infuriata ad una conferenza italiana e risponde:

“Ho 31 anni. Sono online da quando ero un’adolescente. Sono cresciuta con questo mezzo e abbraccio ogni nuovo dispositivo che mi porta più vicina all’essere uno cyborg. Voglio l’informazione sulla punta delle mie dita ora e sempre. Non c’è dubbio sul fatto che non sia convenzionale. Ma mi sento male per gli adolescent e gli studenti del college guidati dall’informazione a cui viene raccontato che possono imparare solo quando prestano attenzione ad una lezione basata sul suono in una classe.  Leggo libri durante la mia classe (sfacciatamente senza prestare attenzione). Immaginate cosa sarebbe successo se mi fosse stato permesso di lasciarmi andare sull’argomento trattato?

Cosa ci vorrà per farci vedere la tecnologia come uno strumento per migliorare l’informazione? Al limite, come possiamo compredere quelli che imparano meglio quando hanno uno sbocco per le loro domande e pensieri? Quanto desidero che essere connessi sia una parte accettabile della partecipazione. “

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(via The FASTForward Blog)

15 giugno 2009
Crisi di identità in Occidente ed innovazione nel mondo in via di sviluppo
IdeasProject Ideas Project della Nokia ha pubblicato due articoli oggi:

Digital We: A (Multiple) Identity Crisis
Creiamo nuove identità digitali in modo quasi illimitato – allo stesso tempo le nuove tecnologie ci incitano ad offuscarle. È una nuova corsa alle armi digitali?

Global Vision, Local Impact
Le innovazioni tecnologiche nel mondo in via di sviluppo generano risultati duraturi

Sempre su Ideas Project c’è una video intervista con Ann Winblad, una conosciuta e rispettata imprenditrice dell’industria del software e leader tecnologica, che sostiene che muovendo la tecnologia dai server basati sulla posizione ad un ambiente virtuale, con accesso ampliato se non universale, le opportunità per l’innovazione aumentano in modo esponenziale.

15 giugno 2009
Il governo degli USA fornisce cellulari ai poveri
Phones for the poor Un programma federale Americano che fornisce servizi di telefonia sussidiati offre ora cellulari, mostrando quanto la società li valori, scrive il New York Times.

“Gli utenti non sono gli unici che ricevono assistenza dal governo. Gli analisti dell’industria delle telecomunicazioni dicono che il programma, nelle sue prime fase, potrebbe beneficiare i portatori di cellulari, che affrontano una sfida: la maggior parte degli Americani possiede già un cellulare, quindi i poveri rappresentano un ultimo mercato scoperto.”

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5 giugno 2009
The Economist su sensori, mappatura e cellulari
Technology Quarterly The Economist questa settimana esce con una nuova pubblicazione del suo supplemento di 24 pagine Technology Quarterly, che contiene quattro articoli relazionati col tema di questo blog:

Taken your medicine?
Salute: I cellulari forniscono un modo semplice ed economico di assicurarsi che i pazienti assumano le loro medicine.
Un progetto di servizio bello e semplice nei mercati emergenti

Mapping a better world
Software: Gruppi di interesse in giro per il mondo stanno utilizzando strumenti di mappatura e fonti di informazioni basate su internet per fare campagna a favore del cambiamento.
Ottimo articolo sul come le tecnologie di mappatura stiano creando un vero cambio sociale

The connected car
Le auto stanno diventando più connesse, sia nei confronti di sistemi remoti di navigazione ed informazione, che tra di loro.
Internet delle cose, dentro e intorno alla vostra auto

Sensors and sensitivity
Raccolta di informazione: I cellulari forniscono nuovi modi di raccogliere informazioni, sia manualmente che autmaticamente, su ampie aree.
Quali sarebbero i vantaggi i 4 miliardi di cellulari al mondo in sensori di una rete globale di raccolta di dati?

Potete scaricare un PDF dell’intero supplemento, cortesia di SAP.

1 giugno 2009
Special report del FT sulla connettività
Connectivity Il Financial Times ha pubblicato uno special report sulla connetività, analizzando le implicazioni di un pianeta connesso.

I miei articoli preferiti:

Skills: Business must learn from the new tribe
I cosiddetti ‘digital natives’ stanno abbattendo le barriere per il lavoro collaborativo, ha scoperto Jessica Twentyman
(Se leggete uno solo degli articoli, scegliete questo.)

Mobility: Flexibility is driven from the bottom up
Ma le organizzazioni devono assicurare che gli impiegati non siano schiavi dei celluari, nota Stephen Pritchard

Overcoming the fear of connectivity
Alcune organizzazioni, spaventate dalle conseguenze impreviste come i danni alla reputazione, proibiscono i siti di social networking. Altri li adottano con entusiasmo e cercano che gli altri facciano altrimenti.

Developing world: ‘Have-nots’ no closer to catching the ‘haves
I cellulari sono quasi onnipresenti ma l’accesso a internet è ancora molto incostante, dice Paul Taylor

Case study: Text messages give shopkeepers the power to bulk buy
Girate attraverso i villaggi del Sud Africa – immersi nelle tradizioni ancestrali quanto privati dei servizi basici – e incontrerete un negozio di alimentari, scrive Tom Burgis.

Opinion: IT makes poverty a ‘curable affliction’
Olav Kjorven dell’UNDP sostiene che i programmi innovativi nelle nazioni in via di sviluppo abbiano aiutato la gente ad aumentare le proprie scelte ed oportunità.

Donor programmes: Sponsors can now view benefits online
Le organizzazioni non-governative e gli organismi del governo possono vedere esattamente come vengono spesi i loro soldi, scrive Danny Bradbury

Developed world: Those with no access miss out on opportunities
Jessica Twentyman esamina l’evidenza che l’esclusione digitale e lo svantaggio sociale vanno di pari passo.

Connecting the world: Ubiquity will be a hard state to reach
L’accesso alla rete per tutti richiede soldi ma ci sono anche notevoli ostacoli tecnici, scrive Stephen Pritchard

(Notate che senza iscrizione potete leggere soltanto 10 articoli del FT al mese. Ma potete raddoppiarli o triplicarli istallando più di un browser.)

31 maggio 2009
Negli USA persino i senza tetto sono connessi
Homeless and online Il Wall Street Journal scrive sull’utilizzo di internet da parte dei senza tetto a San Francisco.

Le foto sono ottime, e anche alcune delle frasi:

“Cuando ha capito che sarebbe stato un senza tetto, Mr. Livingstone ha comprato uno zaino robusto per tenere il suo equipaggiamento, un lucchetto per il suo armadietto al rifugio e un acconto annuale premium su Flickr di 25 dollari per mostrare le sue foto.”

Ma mostra anche fino a che livello internet nel mondo sviluppato sia ancora un fenomeno basato sul computer, in contrasto con i mercati emergenti dove è diffuso su cellulare.

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11 aprile 2009
La prospettiva africana sul ruolo della tecnologia cellulare nella promozione dello sviluppo economico e sociale
South Africa shops La scorsa settimana, la W3C Mobile Web Initiative ha organizzat un workshop sul tema “Africa Perspective on the Role of Mobile Technologies in Fostering Social Development” a Maputo, Mozambique.

Il workshop è impostato in modo da capire le sfide specifiche dell’utilizzo del cellulare e del Web per fornire servizi alle popolazioni poco privilegiate dei paesi in via di sviluppo, e per catturare le specificità del contesto africano.

C’erano sessioni su m-health, tecnologia, attivismo su cellulare, m-govenment, m-banking ed agricoltura.

Presentazioni e paper sono disponibili online (tuttavia alcune presentazioni sono molto concise). Ecco una breve selezione:

Technology

Enabling Environment

M-Banking

5 aprile 2009
L’impennata del cellulare divide
Rich Ling Rich Ling è sociologo presso l’istituto di ricerca Telenor e professore in prestito presso l’università IT di Copenhagen. Ling è particolarmente interessato a comprendere le implicazioni sociali della telefonia cellulare.

Ha appena pubblicato un breve paper sull’aumento dei dispositivi cellulari, che parla delle differenze tra gli utenti power dei paesi sviluppati (che usano una grande quantità di materiale IP), gli utenti del terzo mondo e il genere di utente che rappresenta un po’ la via di mezzo.

Viene rivolta una grande attenzione al primo gruppo, ma la vera base di utilizzo si trova spesso tra gli altri due.

Scarica il paper

(via Jody Ranck)

4 aprile 2009
Tecnologie di informazione ed sviluppo internazionale
ITID Information Technologies and International Development, una pubblicazione trimestrale dedicata all’intersezione tra le tecnologie di informazione e comunicazione (ICT) con lo sviluppo economico e sociale, è una gemma.

E tutti i contenuti sono disponibili online gratuitamente.

Ecco alcuni degli ultimi contributi:
- Digital Green: participatory video and mediated instruction for agricultural extension [in India]
- Constructing Class Boundaries: gender, aspirations, and shared computing [basato su una ricerca in India e Cile]
- A Peer-to-Peer Internet for the Developing World
- The Case of the Occasionally Cheap Computer: low-cost devices and classrooms in the developing regions
- Why Don’t People Use Nepali Language Software?
- Warana Unwired: replacing PCs with mobile phones in a rural sugar cane cooperative
- Problematic Empowerment: West African internet scams as strategic misrepresentation
- Sustainability Failures of Rural Telecentres: challenges from the sustainable sccess in rural India (SARI) project
- The Impact of Mobile Telephony on Developing Country Micro-Enterprise: a Nigerian case study
- ICT in Education Reform in Cambodia: problems, politics, and policies impacting implementation

Lo studio sulla Nigeria ha recentemente ricevuto una grande quantità di feedback, in quanto sottolinea come effettivamente i cellulari stiano escludendo milioni nel mondo in via di sviluppo.

15 gennaio 2009
Una conferenza Indiana sull’usabilità tratta il digital divide ed il design di esperienza dell’utente
CAUE Come parte del World Usability Day 2008, il Department of Information Technology del Vishwakarma Institute of Information Technology (V.I.I.T.), Pune (India) ha ospitato, il 27 e il 28 di Novembre, la Conference on Advances in Usability Engineering, una piattaforma che ha radunato i professionisti, gli accademici e gli studenti per discutere e condividere le proprie esperienze nel settore emergente dell’usabilità.

Le elaborate procedure della conferenza (277 pagine) contengono sezioni su Usability to Bridge the Digital Divide, Usability Engineering, User Experience Design for New Media, User Experience Research e Offshore Usability.

Scarica le procedure

(grazie Anxo Cereijo-Roibas)

7 dicembre 2008
Una conferenza di Johannesburg mostra le innovazioni bottom-up nell’utilizzo del cellulare
MobileActive08 Se siete interessati all’innovazione bottom-up nell’utilizzo dei cellulari all’interno dei mercati emergenti, la recente conferenza MobileActive08 (ulteriori informazioni qui) a Johannesburg, Africa del Sud, ha generato una grande ricchezza di materiale. Ecco l’elenco dei video.
21 novembre 2008
L’impatto del cellulare in giro per il mondo
Discussion Una serie di tre parti su Radio France International ha esaminato l’impatto della tecnologia mobile in giro per il mondo. Le trascrizioni si possono trovare online e – se leggete Francese – la loro lettura è altamente consigliata.

Il primo programma (sito alternativo) presenta la natura essenziale del cellulare in Africa.

L’alto costo di utilizzare un cellulare in Africa è il centro del secondo programma (sito alternativo). Gli Africano spendono dal 6 al 10% del loro reddito mensile sul cellulare. Cosa fanno per potersi permettere questo?

L’ultimo programma (sito alternativo) vede l’Africa come un ambiente altamente innovativo per l’utilizzo del cellulare, con molti servizi — banking, micro-finanza, informazione sul mercato, attivismo politico, giornalismo — che sono ancra marginali nelle economie più sviluppate.

La serie è stata prodotta in collaborazione con l’Atelier des Médias, la comunità web di RFI.

(via kiwanja.net)

31 ottobre 2008
I designer sono sfidati ad includere i disabili
Universal toilet CNN scrive su come Donald Norman vuole che i designer siano più inclusivi:

Il futuro del design potrebber prevedere la la scomparsa della separazione tra abili e disabili.

Don Norman, Professor di design presso la Northwestern University in Illinois, ed autore di ”The Design of Future Things,” sta lanciando una sfida ai designer ed ingegneri in giro per il mondo: Creare cose che funzionino per tutti.

“È ora che le cose progettate possano essere utilizzate da TUTTI –  che è la nozione che sta dietro al design accessibile. Progettare per gente con discapacità porta sempre a prodotti che funzionano meglio per tutti.”

Una volta il campione di design human-centered — dove le necessità degli individui sono la prima considerazione nel processo di design, Norman ora crede che il design centrato sull’abilità ad agire sia un approccio migliore.

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16 settembre 2008
Capire i non-utenti
Marsouin Ecco un articolo interessante di Hubert Guillaud di InternetActu.net sul capire i non-utenti (traduzione mia): 

Il laboratorio di ricerca French Marsouin ha appena pubblicato uno studio interessante sulla gente che non usa internet. Lo studio inizia con le diverse tipologie che caratterizzano i non-utenti, come quelle sviluppate dalla Walloon Telecommunications Agency o quelle della regione di Aquitania in Francia (pdf). Quando qualcuno inizia a tracciare le caratteristiche di questi profili (in particolare quelle socio-demografiche o economiche), i limiti di questi esercizi diventano apparenti. Le ricercatrici Annabelle Boutet e Jocelyne Trémembert enfatizzano che per capire i profili dei non-utenti, dobbiamo cominciare dall’invertire le già note statistiche: 7% di quelli tra i 12 e 17 anni, 91% di quelli sopra i 70, e 4 su 5 di quelli che non hanno finito il liceo… non usano internet.

Il loro studio si basa sulla ricerca partecipativa nell’area urbana di Kérourien a Brest, per massimizzare il coinvolgimento dei 125 non-utenti. Come negli studi precedenti, anche questo accentua l’importanza del circolo sociale della gente nella diffusione e l’effettiva padronanza nell’uso; “uno fa il passo verso la tecnologia o verso gli ambienti condivisi, quando è accompagnato da qualcuno di fiducia”. Infatti, un fattore decisivo tra i non-utenti è l’assenza dell’utilizzo di internet nel loro circolo sociale. Tuttavia, il ruolo dei famigliari resta poco chiaro, dicono i ricercatori, perché dobbiamo capire meglio ogni loro ruolo nella casa:potrebbero giocare un ruolo di agevolazione (per esempio gli adolescenti che aiutano i loro genitori), ma anche di censura (escludendo componenti della famiglia attraverso comportamenti o pratiche discriminatorie), o persino di “delegato”, per esempio come mediatore nell’utilizzo come l’adolescente che manda email per conto della madre o l’aiuta ad utilizzare la webcam o le connessione chat.

In ogni caso, i non-utenti non necessariamente vivono in un ambiente non tecnologico: il 59% dei partecipanti aveva un computer a casa ed il 49% aveva una connessione internet. Gli autori insistono fortemente nelle limitazioni del termine non-utente in sé (utenti attraverso terzi? quelli che hanno smesso? quelli che si rifiutano?) che ricopre un’ampia gamma di non-uso (frequenza, durata, livello di conoscenza, autonomia…).

15 settembre 2008
Le minoranze etniche continuano ad essere in testa all’utilizzo dei dispositivi digitali
Ofcom Ofcom, il moderatore britannico delle comunicazioni, dichiara che le minoranze etniche sono i principali early adopters in Europa, confermando così la ricerca etnografica user di Swisscom. 

“Le minoranze etniche sono all’avanguardia delle comunicazioni digitali in GB, con alti livelli di diffusione della telefonia mobile, internet e multichannel television, rivela una nuova ricerca di Ofcom reveals.

La verifica dell’alfabetizzazione mediatica degli adulti britannici delle minoranze etniche si basa su una ricerca quantitativa tra le principali minoranze etniche in GB: Indiani, Pachistani, Afrocaribici ed Africani neri. Il bilancio fornisce una ricca immagine dei diversi elementi dell’alfabetizzazione attraverso la televisione, radio, internet ed i telefoni cellulari tra le minoranze etniche.”

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27 agosto 2008
Brazil: inclusione digitale, ma come?
Aprendiz Mentre centinaia di milioni di dollari vengono spesi in progetti di inclusione digitale in Sud America, molti dei programmi iniziano e finiscono con la tecnologia, scrive CNET News (come parte della serie che esplora l’informatica nell’America Latina

L’articolo include alcune considerazioni interessanti sulle strategie per i mercati emergenti di Intel e Microsoft.

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24 agosto 2008
La tecnologia e la base della piramide
Phone mama Molti nuovi post di Niti Bhan sui dispositivi mobili nei mercati emergenti. Ecco un veloce sommario:  

Access is empowering

16 Agosto

Una riflessione sul report della ricerca di GSM Association sull’impatto economico e sociale delle comunicazioni mobili nei paesi in via di sviluppo, come scritto anche da Business Week, in modo particolare sul soggetto dei cellulari e le donne.

Women and mobile phones

18 Agosto

Un ulteriore riflessione sull’argomento, in parte basato sulla ricerca di Kutoma Wakumuna di Zambia.

The Indian BoP market experience: fact or fantasy?

20 Agosto

Quindi, è vero o no che c’è un mercato redditizio alla base della piramide?

The essence of poverty is the asymmetry of information

20 Agosto

Perchè Nokia sta aprendo un’unità di ricerca a Nairobi?

But what about the people?

21 Agosto

TLa nuova rete, quella sul cellulare, dev’essere centrata attorno all’uomo dall’inizio. Questa è una rivoluzionehe – la Rivoluzione dell’Informazione – che non può essere impulsata dalla tecnologia, ma dev’essere guidata dalle persone che ne hanno più bisogno.