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  Articoli della categoria 'Digital divide'
4 Maggio 2008
I recenti immigranti in testa all’utilizzo avanzato dei cellulari, sia in Europe che negli USA
Latino boy on mobile phone Lo scorso anno, il The Economist ha pubblicato un articolo sulla ricerca etnografica presso Swisscom. Una delle scoperte che sottolineava era che i lavoratori immigranti sono gli utenti di tecnologie della comunicazione più avanzati:

“Sono i migratori, piuttosto i secchioni, ad emergere come gli adottanti ‘più aggressivi’ dei nuovi strumenti di comunicazione, dice [l’antropologa della Swisscom Stefana] Broadbent. Le famiglie separate con forti legami e risorse limitate sono ricorse ai servizi voice-over-internet, IM e webcam, i quali sono tutti economici o gratuiti. Vanno online anche per ricevere notizie o scaricare musica da casa.”

La stessa tendenza è presente negli Stati Uniti, con i Latini che contano sul cellulare per ottenere servizi più di altri [grandi] gruppi etnici, ricorrendo ad esso per messaggi, scaricare musica, navigare in internet e gestione della posta elettronica, come scritto dal San Francisco Chronicle.

“Stando a [un sondaggio del Pew Internet & American Life Project rilasciato lo scorso mese], in un giorno qualunque, i Latini sono i più propensi ad usare il cellulare per mandare e ricevere messaggi, giocare, mandare o ricevere e-mail, accedere ad Internet, sentire musica, o scaricare una mappa. Il cinquantasei per cento dei Latini ha dichiarato di fare almeno una di queste azioni, in confronto al 50 per cento degli Afroamericani ed il 38 per cento dei bianchi.

I numeri sono sostenuti da un sondaggio Forrester Research dello scorso anno che ha scoperto che i Latini sono più propensi degli altri utenti a mandare messaggi di testo, con immagini o e-mail, controllare il meteo, ricevere notizie, ricercare intrattenimento, gestire i conti e ricevere aggiornamenti sulle azioni attraverso i propri cellulari.”

In modo interessante, “il cellulare in alcuni casi si usa come computer principale per i Latini, nel processo di costruzione di un ponte per il cosiddetto digital divide che esiste ancora per alcuni gruppi di minoranze e disavvantaggiati.”

L’articolo menziona molte ragioni per questo: economiche (reddito medio famigliare più basso, quindi minore accesso alla banda larga da casa), demografiche (famiglia ed amici sono sparsi per gli Stati Uniti e oltre il confine), e culturali (si da maggior valore al restare in contatto con famiglia ed amici).

Ma anche se queste minoranze etniche sono utenti avanzati, le aziende di marketing di cellulare li considera interessati solo alle offerte più economiche: “Hendrik Schouten, direttore di marketing per il segmento Latino presso AT&T, ha detto che gli utenti Latini cercavano i cellulari più economici ed erano più propensi ad utilizzare piani prepagati per via dei budget limitati.” Sembra che ora questo stia cambiando.

30 Aprile 2008
Microsoft sviluppa il ’senior PC’
senior PC Microsoft UK sta sviluppando un “senior PC”, che avrà un’interfaccia semplice e sarà mirato agli utenti più anziani, scrive Jane Wakefield su BBC News.

La macchina conterrà software che permette agli utenti di gestire ricette mediche così come strumenti simplificati per l’uso quotidiano, come la gestione delle foto.

La macchina, che si sta sviluppando in collaborazione con gli enti di beneficenza Age Concern e Help the Aged, è uno dei diversi progetti a cui sta lavorando l’azienda.

I progetti sono stati rivelati alla conferenza Digital Inclusion a Londra.

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24 Aprile 2008
Un britannico su cinque non sa utilizzare l’e-mail
No email The Times coomenta un report sulla significativa divisione digitale nella GB, nonostante la banda larga diffusa e la copertura mobile.

Un adulto britannico su cinque è incapace di aprire un documento di un word processor su un computer, e il 20 per cento non riesce ancora ad utilizzare l’e-mail, indica un sondaggio.

Fare ricerca su internet usando motori come Google, nel frattempo, è un problema per il 26 per cento della gente, e quando si tratta di usare siti di networking sociale come Facebook e Myspace, il 28 per cento si dichiarà disorientato.

Le cifre, dettagliate in un sondaggio ICM, rivelano l’estesura della divisione digitale in Gran Bretagna, dove nonostante la penetrazione della banda larga di un 65 per cento, ona persona su cinque non possiede ancora un computer, e il 7 per cento degli adulti dichiara che la propria mancanza di comptenze IT “restringe molto” quello che possono fare.

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24 Febbraio 2008
I nostri cellulari, noi
Disruptive Thinking Il Washington Post riflette sul cosa significhi che attualmente ci siano un cellulare per ogni due persone sulla Terra.

“Da essenzialmente zero, siamo passati allo spartiacque di più di 3.3 miliardi di cellulari attivi su un pianeta di circa 6.6 miliardi di abitanti in 26 anni. Questa è la più veloce diffusione globale di qualsiasi tecnologia nella storia dell’uomo — persino più veloce del vaccino antipolio.” […]

“Il cellulare è la maniera in cui sta avendo luogo la coesione sociale. Esso stringe i legami tra noi”, dice Ling, un americano che fa ricerca sulle conseguenze sociali della telefonia mobile per la Telenor, l’azienda di telefonia globale di Oslo. […]

“Il cellulare ci permette di creare quella sfera locale” che era il marchio di fabbrica dei villaggi pre-industriali, dice Ling. Le cerchie del cellulare tendono ad essere piccole e piene di gente che “sanno che cosa fai, chi sei, cosa c’è nel tuo frigo. Questa è una forma di essere unito alla società. Ha un effetto socializzante.”

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14 Settembre 2007
Il progetto Crossing the Divide di BT
BT Il sito web di BBC News riporta che BT (British Telecommunications plc) sta dando vita ad una iniziativa, chiamata Crossing the Divide Project, per capire perchè le persone resistono all’adozione di internet.

Il progetto richiederà il coinvolgimento di psicologi che studieranno da vicino un piccolo gruppo di utenti, che indagheranno quegli ostacoli che li fanno diffidare dall’utilizzo della rete.

Il sito web del progetto condotto da BT fornisce molti insight:

Per milioni di inglesi, il fenomeno del social networking sul web, comunemente riferito al web 2.0, ha introdotto internet nella vita delle persone. Queste ora possono andare su internet ed accedere a centinaia di servizi che rendono più semplice la loro vita ed aiutarli a mantenere i contatti con amici e familiari sparsi per il mondo. Ma il 33% degli adulti non utilizzano ancora la rete e rimangono esclusi da un’innumerevole ventaglio di risorse, servizi e informazioni del web, che molti di noi ormai danno per scontato.

Il digital divide non è sempre inerente la mancanza dell’accesso ad internet. Dal nostro lavoro svolto con l’ente di beneficenza Citizens Online, ora sappiamo che le più rilevanti barriere sono costituite dalla paura e dalla mancanza di confidenza.

Per meglio comprendere queste paure e come superarle, BT sta avviando un esperiemento di due mesi con persone di tutta la Gran Bretagna. Alle persone che non hanno mai avuto l’accesso alla rete verrà fornita la tecnologia ed il supporto necessario per esplorare la rete per la prima volta. Loro registreranno i loro movimenti e, alla fine dell’esperiemento, le loro esperienze verranno condivise con lo stato, con le fondazioni di beneficenza e con altri business per capire come il processo possa essere portato su scala industriale nel prossimo futuro, allo scopo di portare i benefici di internet a più persone sparse per la Gran Bretagna.

Guarda il video del progetto

7 Agosto 2007
Fing: la prossima generazione di fondazioni internet dalla Francia
Fing Qualche volta ho seguito il blog francese di innovazione ACTU, ma solo recentemente ho saputo che questo rientra in una più grande iniziativa chiamata “Fing“. Fing (Fondation Internet Nouvelle Generation) mira a stimolare e promuovere la ricerca e sviluppo e l’innovazione nell’uso e nei servizi dell’ICT.

La presentazione di Fing è molto centrata non tanto sull’aspetto dell’innovazione tecnologica, quanto sull’obiettivo del loro progetto, ovvero quello di realizzare ed apportare miglioramenti sull’utilizzo di internet e sui servizi da questo forniti, che siano capaci di rispondere realmente alle necessità degli utenti, al loro stile di vita ed ai loro desideri.

Fing intende aiutare le corporazioni, le agenzie pubbliche, le organizzazioni educative e di ricerca a proporsi come pionieri di tale nuovo approccio all’internet del futuro.
Attraverso la collaborazione, la creatività e la sperimentazione Fing cerca, infatti, di migliorare l’efficienza del processo innovativo e, al tempo stesso, di ridurre i rischi delle parti coivolte.

Fing collabora con altre simili iniziative avviate in Europa e nel mondo. Il CEO di Fing, Daniel Kaplan, è membro dello eEurope Advisory Group della Commissione Europea.

Attualmente Fing conta più di 165 membri, tra cui: BNP Paribas, EDF, Ericsson, Eutelsat, France Telecom/Orange, Galeries Lafayette, HP, INRIA, Microsoft, i Ministeri di Educazione e Ricerca, Toshiba, etc.

Ricercando ancora informazioni su argomenti simili ho scoperto l’esistenza di altre interessanti iniziative come:

  • Villes 2.0 (Città 2.0), che mira ad aiutare stakeholder tradizionali dell’ambiente cittadino (aziende, istituzioni, enti sociali) e “attori digitali” a progettare e realizzare trasformazioni urbane e mobili attraverso la collaborazione.
     
  • Active Identities, focalizzato sull’identificazione e stimolazione delle azioni necessarie per rendere la gestione attiva delle identità digitali parte di una risorsa capace di consentire agli utenti il controllo della loro vita e realizzare progetti, divenendo fonte di innovazione e di creazione del valore.
     
  • Innovative Interfaces, progetto che mira a sviluppare interazioni dirette o indirettecon macchine o servizi digitali capaci di soddisfare le necessità di persone con “difficoltà”.
     

Sono disponibili anche numerosi video della presentazione tenuta dal Ceo di Fing, Daniel Kaplan, nel corso della conferenza LIFT07.

28 Maggio 2007
Report britannico sulla cultura, sulla partecipazione e sul web
Logging On Il gruppo di esperti britannico Demos ha appena pubblicato un nuovo report inerente la cultura e la partecipazione al web. Basandosi su casi di studio inglesi, il report, fornisce insight ed esperienze su come la nuova ed emergente tecnologia web possa incrementare la partecipazione pubblica alla cultura e sulle modalità di organizzazione del coinvolgimento online.

“Il report approfondisce la convergenza di tre tendenze:

  • il cambiamento tecnologico
  • le modalità di coinvolgimento delle persone nella sfera culturale
  • l’obiettivo di incrementare la partecipazione democratica alla cultura, con particolare attenzione al target ‘difficilmente raggiungibile’.

I tre trend appena descritti sono accomunati dallo spostamento da una posizione passiva del consumatore ad un suo maggiore coinvolgimento, dal carattere unidirezionale dell’offerta all’interattività, dalla selettività del pubblico ad un suo ampliamento.

La digitalizzazione ha cambiato ogni cosa. Ha creato delle aspettative nel pubblico in merito ad un accesso ai prodotti on demad, costantemente disponibile, ed individualizzato. Ha contribuito anche al cambiamento delle assunzioni base dei professionisti del settore culturale in merito al fatto che il loro ruolo consista nel supervisionare l’accesso pubblico alla cultura e che agiscono quali ‘portinai’ che vegliano su ciò che viene prodotto, su cosa viene mostrato o su come viene interpretato. Adesso ciò che ci si prospetta è un mondo in cui il pubblico viene maggiormente coinvolto nel mondo della cultura attraverso vari strumenti appositamente curati ed adattati dai professionisti del settore: contenuto, prezzo, format e tempestica un tempo stabiliti solo dal produttore, ora vengono definiti sul consumatore di beni culturali.

Nella breve storia di internet, il settore culturale ha seguito due differenti percorsi: da un lato, la digitalizzazione dei contenuti e la fornitura di informazioni, e dall’altro, interattività e opportunità di espressione. Spesso queste caratteristiche sono state interpretate come inconciliabili, appartenenti a due binari opposti.

Ma in realtà si stanno fondendo inesorabilmente. Restano numerosi interrogativi in merito a cosa accadrà in seguito? In che modo si può ottimizzare l’incontro tra intervento politico e tecnologia al fine di conseguire una cultura più democratica? E quale sarà il ruolo, le opportunità e le limitazioni della cultura on line in un mondo in continuo cambiamento? “

Scarica il report (pdf, 719 kb, 93 pagine)

7 Maggio 2007
Le tipologie di utenti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione individuate da Pew/Internet
Pew_logo Il 50% degli americani adulti utilizzano solo occasionalmente i dispositivi della moderna informazione, mentre l’8% sono accaniti partecipanti di tutto ciò che la vita digitale può offrire.

La Pew Internet & American Life Project ha condotto un’indagine volta a classificare gli americani in gruppi distinti in base all’uso della tecnologia.

L’indagine ha portato, così, all’identificazione di 10 gruppi categorizzati nelle tre classi del framework “alta estremità”, “utenti medi”, e “basso livello di adopter” . Comunque, i gruppi di ogni categoria posseggono le loro peculiari caratteristiche, atteggiamenti, pratiche d’uso.

  • L’elite di utenti di ICT si compone di quattro gruppi di persone che dispongono di molti dispositivi di information technology, che sono assidui frequentatori ed utenti di internet, di telefoni cellulari, e che, spesso, sono coinvolti in processi di user-generated content. I componenti di questi gruppi sono caratterizzati da alti livelli di soddisfazione in merito al ruolo ricoperto dall’ICT nella loro vita, ciò che li distingue riguarda la percezione più o meno positiva di disponibilità supplementari.
  • Gli utenti middle-of-the-road si compongono di due gruppi che guardano all’information technology come finalizzata ad assolvere delle precise funzioni. Questi usano l’ICT per comunicare più che per esprimere se stessi. Un gruppo ritiene utile e soddisfacente questa tipologia di utilizzo dell’information technology, mentre l’altro lo ritiene gravoso.
  • Per coloro con pochi beni tecnologici (quattro gruppi), i dispositivi moderni si collocano alla periferia della loro vita quotidiana. Alcuni li trovano utili, altri no, mentre altri semplicemente rimangono fermi al livello dei vecchi telefoni e televisori.

- Scarica il report (pdf, 284 kb, 55 pagine)
- Scarica il questionario (pdf, 124 kb, 28 pagine)
- “L’indagine defscrive una spaccatura nell’uso della tecnologia” (USA Today)

2 Aprile 2007
La Francia fornisce al mercato i più semplici computer [International Herald Tribune]
Easyneuf Il servizio provider della Internet francese, Neuf Cegetel ha realizzato Easyneuf prendendo ispirazione da Minitel: si tratta di un modello di computer a basso costo rivolto a persone incapaci o impossibilitate ad acquistare un computer. Come descrive Thomas Crampton nell’International Herald Tribune, l’usabilità assume un ruolo di primo piano nella realizzazione di questo nuovo modello.

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13 Febbraio 2007
Glossary dei media sociali per i non esperti
Social media glossary David Wilcox ha pubblicato il “Glossario dei social media” allo scopo di agevolare la comprensione di termini tecnici, spesso accolti con entusiasmo ma non realmente appresi come “wiki”, “blog”, “feed”. L’autore invita, inoltre a proprorre commenti o aggiunte all’interno nella scheda di discussione, per consentire un continuo miglioramento del glossario realizzato.

(via Progettando una Società Civile)

30 Gennaio 2007
Due terzi degli inglesi utilizza solo 4 funzioni del loro telefonino [Cellular News]
Brit texting Due terzi degli inglesi utilizzano appena quattro funzioni del loro telefono cellulare. La maggioranza degli intervistati nel corso dell’indagine condotta da Cellular News sostiene che la tecnologia moderna sta diventando sempre più complicata.

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(via textually.org)

18 Gennaio 2007
I governi dovrebbero focalizzarsi dulla connettività, sul contenuto e sul copyright per supportare i contenuti creati dagli utenti
Prof. Michael Geist Il professore di legislazione online Michael Geist ha scritto, in una rubrica della BBC, di come i governi possono aiutare i cittadini ad utilizzare meglio il web. Dopo i primi interventi regolatori degli anni ’90, i governi devono ora supportare l’enorme potenziale economico e culturale dei contenuti generati dagli utenti focalizzandosi sulle “3 C” – connettività, [libero accesso] al contenuto e copyright.

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11 Gennaio 2007
Il gruppo di esperti britannico di Demos sull’educazione per la generazione digitale
Education for a Digital Generation Il rapporto di DemosTheir Space: Education for a digital generation“, basato su di una ricerca qualitativa con bambini e genitori, afferma il valore positivo dei media digitali per i più piccoli, le cui attività online sono ormai quotidiane. Essi stanno sviluppando una sofisticata capacità di comprensione della tecnologia, maggiore creatività e anche uno spirito imprenditoriale.

- Leggi il comunicato stampa
- Scarica il report (pdf, 302 kb, 81 pagine)

22 Dicembre 2006
Studi di previsione britannici sui trend futuri nei prossimi 50 anni
Sigma scan L’Horizon Scanning Centre dell’Office of Science and Innovation (UK) ha commissionato una ricerca sui trend futuri della scienza e della tecnologia nei prossimi 50 anni. La ricerca si compone di due report, Sigma e Delta, elaborati rispettivamente da Outsights-Ipsos Mori e l’Institute for the Future. Molti e vari gli argomenti d’interesse.
13 Dicembre 2006
Sviluppo di prodotti crowdsourcing
CrowdSpirit CrowdSpirit è per lo sviluppo di nuovi prodotti ciò che i blog e YouTube sono per i media. È una community in cui si possono presentare idee per nuovi prodotti, in cui i membri possono far sentire le proprie esigenze e fornire suggerimenti. Una volta definito un prodotto, i membri che hanno collaborato possono finanziarne la produzione e promuoverne la vendita.

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(via David Carlson)

26 Novembre 2006
Media partecipativi e la pedagofia della partecipazione civica
Howard Rheingold Howard Rheingold ha tenuto una conferenza online sulla partecipazione democratica in quest’era di nuovi media. Rheingold ha scritto molto sull’uso che le nuove generazioni fanno dei media sociali. Il punto è capire se essi consentiranno veramente la nascita di una vera democrazia partecipata.

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3 Novembre 2006
Andando verso una società del controllo
Surveillance La Commissione britannica sull’Informazione ha presentato un rapporto sull’evoluzione della società del controllo nei prossimi dieci anni. Nel 2016 si rischierà di essere sorvegliati costantemente da sofisticati sistemi di controllo, che sapranno tutto delle nostre abitudini di vita e delle nostre azioni quotidiane.

- Vai alla pagina di download del report
- Articoli tratti da The Guardian e BBC News

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26 Ottobre 2006
L’ Economist tratta i temi della telefonia mobile e dei servizi finanziari
Wizzit Ancora cellulari, questa volta usati come conti correnti. L’Economist ci racconta di come per mezzo milione di sudafricani che non ha mai avuto un conto, sia ora possibile poter usare i telefonini come banca. L’idea è di Wizzit, innovativo fornitore di servizi finanziari.

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10 Ottobre 2006
Jakob Nielsen affronta il tema del maggior coinvolgimento degli utenti
90-9-1 rule Qualche tempo fa un articolo su Guardian ha evidenziato che esiste un forte squilibrio nell’utilizzo del web, per cui su 100 persone, 1 sola crea contenuti, solo 10 interagiscono con questi e i rimanenti si limitano alla fruizione. Jacob Nielsen ha individuato cinque modi per aumentare il coinvolgimento degli utenti nella creazione di contenuti su Web.

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