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  Articoli della categoria 'Design dei servizi'
13 Maggio 2008
La conferenza Changing the Change sembra molto promettente
Changing the Change La conferenza di tre giorni Changing the Change, la quale tratterà sul ruolo della ricerca del design nel cambio sostenibile ed è prevista per i giorni 10-12 Luglio a Torino, promette essere veramente interessante.

L’elenco dei relatori invitati e dei dibattenti include Bill Moggridge (IDEO); Geetha Narayanan (Srishti School of Art, Design and Technology, India); Lou Yongqi (Tongji University, China); Mugendi M. Rithaa (Cape Peninsula University of Technology, South Africa); Aguinaldo dos Santos (Universidade Federal do Paraná, Brazil); Fumi Masuda (designer, Japan), Chris Ryan (University of Melbourne, Australia); Luisa Collina (Polytechnic University of Milan, Italy); Josephine Green (Philips Design); Roberto Bartholo (Federal University of Rio de Janeiro, Brazil), Anna Meroni (Polytechnic University of Milan, Italy), Luigi Bistagnino (Polytechnic University of Turin, Italy); Nigel Cross (The Open University, UK); Victor Margolin (University of Illinois at Chicago, USA); e Ken Friedman (Danmarks Designskole, Denmark)

Niente meno che 163 sommari sono stati accettati, tra cui anche il nostro. date un’occhiata ai titoli e ai presentatori per farvi un’idea della varietà offertam tutto all’interno del tema più ampio del design per la sostenibilità, o leggete una riflessione sulla selezione del presidente della conferenza Ezio Manzini.

Gli argomenti sembrano ottimi e mi piacerà essere presente, ma devo segnalare che la maggior parte dei paper provengono da istituzioni accademiche. Infatti, sono coinvolte poche grosse aziende (Intel e Philips) e consulenti di design (come Experientia).

Questo sarà diverso in un’altra grossa conferenza internazionale che avrà luogo a Torino, la conferenza UPA Europe 2008, prevista per Dicembre. Il co-presidente della conferenza (e mio partner di affari) Michele Visciola mi ha detto che molte grosse aziende internazionali hanno sottoposto paper per questa conferenza col tema”usabilità e design: coltivando la diversità”. Presto avremo ulteriori informazioni.

10 Maggio 2008
Patient Journey Demonstrator di Microsoft
Gifticon Il Microsoft Health Common User Interface (CUI) è un sito concepito da Microsoft che fornisce orientamento per il design di interfaccia di utente e per i controlli Toolkit che affrontano una vasta gamma di questioni sulla sicurezza dei pazienti  per organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. Microsoft l’ha creato con lo scopo di  permettere ad una nuova generazione di applicazioni sanitarie più sicure, usabili e  convincenti di essere create più velocemente e facilmente.

Il sito MS CUI è mirato ai designer di interfaccia d’utente, gli sviluppatori di applicazioni ed esperti di sanità dei pazienti che vogliono saperne di più sui benefici di un approccio standardizzato al design di interfaccia d’utente.

Kirsten Disse, che lavora al MS CUI come consulente di esperienza dell’utente, mi ha appena avvertito del lancio del Patient Journey Demonstrator, di cui lei è responsabile. E’ un dimostratore di tecnologia che punta al futuro delle applicazioni software cliniche.

Il Patient Journey Demonstrator concettualizza un viaggio dall’inizio alla fine dove uno specifico scenario clinico viene utilizzato per illustrare come un registro di cura integrato e paziente-centrico possa transitare in modo scorrevole tra le configurazioni della cura. Dimostra come si possa accedere ed inserire dati da diverse delle sorgenti di cura esperiementate lungo il transito del paziente.

In questo scenario, un uomo con una supposta malattia del cuore viene esaminato dal suo medico di famiglia. Utilizzando strumenti di supporto, il dottore decide che il miglior provvedimento è di indirizzarlo per ulteriori test. Lo scenario quindi traccia le attività che hanno luogo dalla consultazione iniziale attraverso le cure secondario per un’Angiografia.

9 Maggio 2008
La carta è passata per i tecnologici Sud Coreani
Gifticon Reuters scrive sui coupon e regali su cellulare in Corea del Sud:

I tecnologici giovani Sud Coreani stanno facendo della raccolta di coupon una cosa del passato e stanno passando invece ai loro cellulari.

Alcuni dei servizi per cellulari in rapida crescita nel paese stanno permettendo ai retailer di vendere coupon di offerte e agli utenti di mandare certificati di regalo per qualsiasi attraverso i loro cellulari.

I voucher di merchandise hanno un codice a barre incluso nel messaggio. Gli utenti mostrano il coupon nello schermo e i retailer scansionano il codice per applicare lo sconto. […]

SK Telecom ha lanciato un servizio poco più di un anno fa chiamato “gifticon” che permette agli utenti di mandare voucher di regalo per oggetti come cibi semipronti e pizza. Al mittente viene addebitato il costo dei beni.

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5 Maggio 2008
Video online di un simposio sul service design
Service Design Symposium A inizi di Marzo, il Copenhagen Institute of Interaction Design (CIID | blog) ha tenuto un simposio sul design di servizi.

Il simposio presentava relatori che sono pionieri nella teoria e nella pratica del design di servizi provenienti da diversi paesi, tra cui Andrea Koerselman (IDEO), Andrew Mcgrath (Orange Global), Bill Hollins (Direction Consultants), Bill Moggridge (IDEO), Ezio Manzini (Milan Polytechnic), Jørgen Rosted (FORA), Lavrans Løvlie (Live|Work), Magnus Christensson (Social Square), Mikkel Rasmussen (ReD Associates), Oliver King (Engine), Shelley Evenson (Carnegie Mellon) e Toke Barter (Radarstation).

Con argomenti che andavano dal capire il design di servizi, le esplorazioni accademiche e i casi di studio delle industrie, alle pratiche più giovani e esperimentali, il simposio doveva servire come piattaforma per una compresione più profonda di come indirizzare il design thinking come strategia ed adottare best practices nel settore pubblico.

I video di tre delle presentazioni sono online:

(via InfoDesign)

7 Aprile 2008
Boom di servizi per i cellulari in India
India mobile phone resale Business Week scrive su come gli Indiani stiano impiegando i loro cellulari come “one-stop shop” per fare tutto dalla gestione della posta elettronica a quella della banca.

Un numero crescente di consumatori Indiani desidera più che semplicemente parlare dal proprio cellulare. […] Lo scorso anno gli Indiani hanno speso circa 250 milioni di dollari in servizi extra per i loro cellulari—tra cui SMS, musica, sfondi personalizzati, risultati di cricket, videogiochi, e navigazione sulla rete—e ci si aspetta che quel numero diventi 1,7 miliardi di dollari entro il 2010.

Perché la domanda di tali servizi è particolarmente grande in India? Per cominciare, ci sono solo 30 milioni di PC nel paese, quindi il commercio elettronico su Internet ha ancora molta strada da fare. I cellulari, d’altro canto, stanno diventando pervasivi. Circa 300 milioni di Indiani hanno un cellulare—rendendo questo il secondo mercato di telefonia mobile al mondo—e ci sono circa 8 milioni di nuovi iscritti al mese.

Questi giovani esperti di cellulari hanno grandi aspirazioni ma sono mal serviti in tutto dalla gestione delle operazioni bancarie all’intrattenimento. Raggiungerli attraverso i loro cellulari è il miglior modo di fornire i richiesti e pregiati servizi.

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31 Marzo 2008
Design di servizi ed experience design: Starbucks vs Le Pain Quotidien
Le Pain Quotidien Idris Mootee, uno stratega di business e innovazione, esplora le discipline del design di servizi e dello experience design attraverso alcuni innovativi concetti di retail ispirati all’autenticità. (che in qualche modo sono anche riflessi nel supermercato Eataly di Torino):

“17 anni fa, Alain Coumont metteva un ampio tavolo comunale nel suo negozio e la gente si sedette attorno ad esso.” Così Harry De Landtsheer racconta l’ideo originale del fondatore di Le Pain Quotidien. Il fornaio e ristorante è ancora lì nella Rue Dansaert a Bruxelles. Non è cambiata neanche l’idea di base di mangiare del buon cibo insieme. Quindi i negozi e ristoranti combinati hanno un arredamento semplice di pino; le lampade di vetro o metallo sono semplici e gli scaffali per il pane e i beni di panetteria sono in vecchio stile. Con musica classica sullo sfondo, questo rende l’esperienza Starbucks simile al food court di un supermercato di seconda categoria.

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27 Febbraio 2008
Nokia si trasforma dall’interno
Nokia Morph Articolo molto interessante sul sito di BBC news su come Nokia si stia trasformando da fabbricante di dispositivi a azienda di software e servizi che monetizza le sue conoscenze di software attraverso la vendita di dispositivi, e il ruolo strategico della ricerca in questa impresa. Ecco alcune citazioni relazionate col UX:

Dr John Shen, capo del laboratorio Palo Alto Research ha detto che il suo team ha aiutato lo sviluppo della Nokia come azienda di servizi.

“Vediamo l’intersezione tra Internet e mobilità. Nokia è stata un’azienda di dispositivi e quello resterà un business lucrativo per i prossimi anni, però anzichè aspettare a quando si dovrà cambaire, Nokia guarda avanti e stà già cambiando adesso.”

Ha detto che l’obiettivo dell’azienda era una “soluzione totale”  che comprenda hardware e software, ma concentrandosi su un’ “esperienza dell’utente convincente”.

“L’azienda che comprende l’esperienza dell’utente finale avrà un vantaggio”, ha aggiunto. […]

Dr Shen aggiunge: “Quando la tecnologia è sotto i requisiti dell’utente, la tecnologia guida l’industria.

“Ma una volta che passi dall’altra parte verso la corrente principale devi guardare i servizi e l’esperienza dell’utente.

“Il vero obiettivo ora sono le esperienze dell’utente convincenti. Dev’essere guidato dall’esperienza dell’utente invece che dalla tecnologia”.

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15 Febbraio 2008
Experienza dell’utente nelle biblioteche: studio di un caso
Primo Questo articolo di Tamar Sadeh descrive un prodotto lanciato nel maggio del 2007—il sistema Primo® di Ex Libris—come un esempio di un nuovo tipo di interfaccia per cercare ed ottenere materiali di libreria, un interfaccia progettato attorno alle necessità dell’utente e scollegato da, anche se interopera con essi, gli attuali sistemi bibliotecari.

L’articolo tratta gli argomenti riguardanti il progetto del prodotto, il modo in cui il prodotto è stato costruito per andare incontro alle necessità sia di chi cerca informazioni sia delle librerie, e l’uso di studi di usabilità per affermare il design complessivo ed aiutare a dare forma ai principali punti dell’interfaccia.

L’articolo dimostra come le aspettative degli utenti, che emanano dalla esperienza quotidiana su Internet, possano essere trattate dal software di biblioteca in un modo che corrisponda alle richieste dei bibliotecari e che si aggiusti le infrastrutture tecnologiche delle biblioteche.

Scarica l’articolo (pdf, 932 kb, 36 pagine)

28 Gennaio 2008
Quattro speaker dibattono sul futuro del design
Activmob Alice Rawsthorn, la critica di design dell’International Herald Tribune, ha presieduto un dibattito settimana scorsa al World Economic Forum in Davos, Svizzera, sul futuro del design.

Gli altri partecipanti erano Paola Antonelli, curatrice di architettura e design presso il Museo d’Arte Moderna di New York; Hilary Cottam, che sviluppa soluzioni di design per problemi nell’educazione, sanità e altri servizi pubblici come co-fondatrice dell’agenzia Participle di Londra; e John Maeda, la stella del design digitale e recentemente designato presidente del Rhode Island School of Design (RISD).

Le istruzioni erano semplici: identifica tre temi che, secondo te, definiranno il design nel futuro.

Ecco a cosa sono giunti:

Alice Rawsthorn

  • progettare per la maggioranza sprivilegiata
  • dematerializzazione
  • consumo senza sensi di colpa

Paola Antonelli

  • stampa 3D
  • desiderio di privacy
  • tradurre gli avanzi scientifici e tecnologici in cose di cui abbiamo bisogno o desideriamo

Hilary Cottam

  • indirizzarsi alle grandi questioni sociali dei nostri tempi
  • affrontare i problemi sociali attraverso la collaborazione di massa
  • policy making

John Maeda

  • responsabilità morale
  • semplicità
  • apprezzare la bellezza degli oggetti e dei luoghi quotidiani

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18 Gennaio 2008
Charles Leadbeater sui servizi pubblici autogestiti
Self-directed services Demos, il gruppo di esperti sulla “democrazia quotidiana”, ha pubblicato un nuovo resoconto sui “servizi pubblici autogestiti”, intitolato “Making It Personal“.

Abstract

il suo resoconto supporta un semplice e tuttavia trasformazionale approccio ai servizi pubblici - servizi autogestiti - il quali assegnano alla gente dei budget per poter dare forma, con i consigli di professionisti e pari, al supporto di cui necessitano. Questo approccio partecipativo porta a soluzioni personalizzate e durature per le necessità della gente ad un costo più basso degli approcci tradizionali, inflessibili e top-down, mobilizzando l’intelligenza di migliaia di utenti dei servizi per raggiungere soluzioni migliori.

La rivoluzione dei servizi autogestiti, che ha avuto inizio nell’ambito della cura sociale tra giovani adulti invalidi che progettavano e ordinavano i propri complessi di supporto, potrebbero trasformare i servizi pubblici utilizzati da milioni di persone, con budget dal valore di dieci miliardi di sterline. Dagli anziani agli ex-delinquenti, dalla maternità ai giovani, dalla sanità mentale alle condizioni sanitarie a lungo termine, i servizi autogestiti permettono alle persone di creare soluzioni che funzionano per loro e che danno come risultato un miglior valore per i soldi dei contribuenti.

I servizi autogestiti possono essere portati in scala con sicurezza minimizzando le frodi e i rischi. Essi possono essere buoni anche per l’uguaglianza perchè danno potere a quelle persone che sono meno confidenti e capaci di ottenere quello che vogliono dal sistema attuale. I servizi autogestiti danno alla gente una voce reale nel dare forma ai servizi che desiderano e i soldi per supportarli. Gli approcci precedenti alle riforme dei servizi pubblici hanno riorganizzato e razionalizzato i servizi pubblici. I servizi autogestiti li trasformano.

Charles Leadbeater è un associato di Demos, autore di We-Think, un socio temporaneo presso NESTA, the National Endowment for Science Technology and the Arts, e partner nel nuovo Participle (gli altri partner sono Hilary Cottam e Colin Burns). Gli altri due autori, Jamie Bartlett e Niamh Gallagher, sono ricercatori presso Demos.

Scarica la pubblicazione (pdf, 56 pagine)

14 Gennaio 2008
L’azienda più utente-centrica del mondo
Amazon Joe Nocera del New York Times applaude l’instancabile attenzione nei confronti dell’esperienza dell’utente di Jeff Bezos di Amazon.

Magari, e solo magari, prendersi cura dei clienti è qualcosa che merita la pensa fare quando stai cercando di creare un’azienda duratura. Magari, è infatti l’unico modo di costruire un vero business - anche se comporta una perdita nei risultati a breve termine.

E’ quasi impossibile leggere o vedere un intervista con Mr. Bezos nella quale lui , ad un certo punto, non cominci a parlare di quello che a lui piace chiamare “l’esperienza del cliente”. […]

“Jeff si è concentrato sul cliente dal primo girono”, dice Suresh Kotha, un professore di gestione presso la scuola di economia dell’University of Washington che ha scritto diversi studi di casi su Amazon. Bill Miller [il leggendario manager dei fondi di Legg Mason] ha notato che Amazon ha avuto un solo obiettivo fin dall’inizio: essere l’azienda più utente-centrica del mondo.

In questo, ce l’ha fatta ampiamente. Milioni di persone si rivolgono istintivamente ad Amazon quando vogliono comprare qualcosa online perchè sono arrivati al punto di fidarsi dell’azienda in un modo che vantano poche altre entità online. La tecnologia di Amazon, il suo interfaccia, il suo servizio di comprare in un click - sono tutti incredibilmente facili da usare. I suoi algoritmi offrono “suggerimenti” per eventuali acquisti che potrebbero interessare i suoi clienti.

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11 Dicembre 2007
Intervista a Hilary Cottam
Hilary Cottam Mi è costato parecchio fissare un’intervista con Hilary Cottam, Designer of the Year 2005 britannica e precedente direttrice di RED [sito archiviato], l’unità d’innovazione del Consiglio del Design del Regno Unito chiusa nel frattempo, e ora uno dei partner fondatori di Participle. Ma ne è valsa la pena.

Nei 30 minuti di intervista abbiamo discusso diverse aree che stanno a cuore a questo, incluse co-creazione con gli utenti finali, il potere del design di trasformare i servizi pubblici e provvedere un nuovo approccio all’affrontare problemi difficili come il diabete, e che ora ha a che fare in modo costruttivo con una popolazione che invecchia. Naturalmente ha anche parlato della sua nuova avventura Participle.

L’intervista è stata pubblicata sul sito di Torino World Design Capital, dove l’autore di questo blog partecipa mensilmente.

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11 Dicembre 2007
I servizi di telefonia mobile del mondo sviluppato sono un pò indietro
Low-income banking Paul Lamb riflette sul grave stato dei servizi di telefonia mobile in America.

- Leggi l’articolo
- Leggi anche questa reazione da parte di Niti Bhan

8 Dicembre 2007
Senza contanti in India
Img_affordable Newsweek scrive su come effettuare le operazioni bancarie dal cellulare in India faccia risparmiare al governo e alle banche e riduce la frode che piaga il sistema di distribuzione pubblica.

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L’articolo traccia un profilo delle attività di Reliance Communications, ekgaon technologies, e A.Little.World.

2 Dicembre 2007
Manuale Dott07: 1
Dott Manual Dott 07 è stato un anno di progetti di design colletivi nel nord est dell’Inghilterra dedicati allo studio di come potrebbe essere la vita in una regione sostenibile - e come il design può aiutarci a raggiungerla. E’ chiamato manuale (piuttosto che libro o catalogo) perchè è sulle maniere pratiche che ha la gente per unirsi ai progetti Dott, o per fare qualcosa di simile dove abitano. In 100 pagine, completamente illustrate a colori con gente vera, il manuale Dott si trova altamente sottoprezzo su Amazon.

Puoi anche leggere il mauale online su Worldchanging.com, che sta pubblicando i suoi contenuti su una serie di installazioni. La prima e la seconda sono già disponibili.

2 Dicembre 2007
Cambiando il cambiamento
Mole Changing the change. Design Visions, Proposals and Tools è una conferenza internazionale, presieduta da Ezio Manzini (blog) del Politecnico di Milano, sul ruolo e i risultati della ricerca in design nella transizione verso la sostenibilità. La conferenza acrà luogo a Torino, Italia, dal 10 al 12 luglio 2008, nel contesto di Torino World Design Capital, 2008.

Changing the Change mira a dare un contributo significativo ad una trasformazione necessaria verso un futuro sostenibile. Con questa conferenza in particolare si intende evidenziare il design d’avanguardia in termini di visioni, proposte e strumenti con cui il design può prendere parte attivamente e positivamente nel processo di apprendimento sociale che dovrà avere luogo.

“E’ una conferenza sulla ricerca in design centratata più sui risultati che sulla metodologia” dice Manzini a John Thackara, “con un’enfasi su quello che la ricerca in design può fare per la sostenibilità.”

Nel cuore della conferenza dei ricercatori in design presenteranno risultati di ricerca concreti e documentabili. Questo sarà complementato dalle presentazioni dello speaker invitato che aiuteranno a creare un quadro più chiaro della situazione generale dal quale prenderà poi piede la conferenza.

Changing the Change è organizzato dal Coordinamento Nazionale dei Dottorati di Ricerca in Design e ha un ampio Comitato di Consulenza Internazionale: Roberto Bartholo (Federal University of Rio de Janeiro), Luigi Bistagnino (Politecnico di Torino), Luisa Collina (Politecnico di Milano), Rachel Cooper (University of Lancaster), Jorge Frascara (University of Alberta), Victor Margolin (University of Illinois at Chicago), Stefano Marzano (Philips Design), Fumi Masuda (Tokyo Zokei University), Bill Moggridge (IDEO), Mugendi M’Rithaa (Cape Peninsula University of Technology), Geetha Narayanan (Srishti School of Art, Design and Technology), Gunter Pauli (Zeri), Yrjö Sotamaa (University of Art and Design Helsinki), Lou Yongqi (Tongji University).

30 Novembre 2007
Gli operatori di reti telefoniche cellulari falliscono nel soddisfare i bisogni dei clienti aziendali, sostiene Gartner
Business user Secondo Gartner, molti operatori di reti telefoniche cellulari stanno perdendo l’opportunità di capitalizzare su contratti aziendali potenzialmente lucrativi perchè non focalizzano abbastanza l’attenzione sulle necessità lavorative dei loro clienti. Gli analisti di mercato avvisano che gli operatori che non aggiornano le loro strategie di vendita per fornire soluzioni su misura per il mondo del lavoro rischiano di perdere preziosi clienti aziendali e di divenire principalmente fornitori di servizi per gli utenti finali.

“Per gli operatori di reti cellulari questo continua a essere un periodo molto competitivo con il mercato vicino alla saturazione in molte aree,” sostiene Martin Gutberlet, vice-presidente della ricerca a Gartner. “Per competere efficientemente in questo contesto competitivo, gli operatori hanno bisogno di trovare nuovi modi per potenziare la lealtà e il mantenimento del cliente e questi devono includere i contratti aziendali. “La nostra ricerca dimostra che molti operatori di reti telefoniche cellulari attualmente non stanno facendo abbastanza per tenere i loro clienti aziendali nel lungo termine.”

Molti operatori di reti telefoniche cellulari replicherebbero dichiarando di avere già una forza di vendita dedicata alle necessità del mondo del lavoro, ma Gartner ha notato che comunque gli operatori perlopiù non soddisfano queste necessità. La loro attenzione, è invece concentrata sulla vendita di SIM card con tariffari complessi e poco chiari e al fornire sconti sulla spesa totale piuttosto che concepire servizi personalizzati “su misura” per il cliente.

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30 Novembre 2007
InterSections 07: un dibattito sul design
Intersections La conferenza sponsorizzata dall’UK Design Council InterSections 07 ha riunito 34 esperti di design per analizzare come il design si stia evolvendo e come questo stia influenzando le sue relazioni con altri settori.

La conferenza, tenutasi a NewcastleGateshead nell’Ottobre 2007, ha analizzato le trasformazioni del design che si adatta a un mondo in transizione. Due giorni di dibattiti stimolanti e vivaci hanno considerato come i designer si stiano adattando al nuovo scenario acquisendo nuovo know-how.

Le registrazioni audio e le trascrizioni sono ora online e propongono una serie di presentazioni chiave:

Ci sono inoltre delle tavole rotonde e delle sessioni con sotto-gruppi:

20 Ottobre 2007
Participle, un nuovo tipo di iniziativa sociale
Hilary Cottam Hilary Cottam, Designer Britannica dell’anno 2005 ed ex-direttrice di RED [sito-archivio], l’ormai chiusa unità d’innovazione del Consiglio del Design Britannico, è al giorno d’oggi una dei partner fondatori di Participle, una nuova iniziativa sociale che si occupa del design della prossima generazione di servizi pubblici, con particolare attenzione nei grandi ed apparentemente intrattabili problemi sociali del XXI secolo.

Gli altri due co-fondatori di Participle sono Charles Leadbeater, il pensatore ed innovatore internazionalmente riconosciuto, e l’autore del libro We-Think, e Colin Burns, designer ed ex-direttore esecutivo dell’IDEO London. L’iniziativa è supportata da NESTA, dove Participle ha i suoi uffici.

Participle progetta servizi pubblici che forniscano soluzioni sistemiche non solo per i persistenti problemi di disuguaglianza, povertà e marginalità, ma anche ai ‘nuovi’ problemi risultanti dai cambiamenti demografici, dai nuovi stili di vita e dalla scarsezza dità risorse globali: malattie croniche a lungo termine, studiare culture oltre quelle proposte dalle scuole, nuovi approcci al crimine ed alla sicurezza, nuovi approcci alla collaborazione comunitaria e all’isolazione sociale e nuovi sistemi di energia. Un breve presentazione è disponibile da scaricare (pdf, 560 kb, 3 pagine).

La metodologia di Participle è quella del transformation design (pdf), un’approccio ibrido che combina metodologie centrate sulla gente con il pensiero di politiche sistemiche:

“Cominciamo dall’individuo, sbloccando un set unico di considerazioni e motivazioni, che poi applichiamo sul complesso dei problemi sistemici a cui stiamo cercando una risposta.

Il nostro approccio ibrido comporta anche dei test e delle modalità di misurazione diverse. Noi applichiamo rapidamente i nostri pensieri allo sviluppo di ‘prototipi’. I prototipi sono diversi dai progetti pilota: vengono effettuati modelli di servizi sviluppati in situ, i quali vengono poi sottoposti a test e migliorati in cicli veloci, sempre in situ. Questo approccio riduce il rischio e tende a produrre nuovi servizi che funzionano e anche significative idee per nuove politiche.

Il nostro approccio ibrido e il nostro punto di partenza centrato sulla persona ci permette di lavorare oltre gli esistenti servizi di base, adoperando con efficienza una più vasta gamma di risorse e contribuendo così allo sviluppo di soluzioni per l’intero sistema accessibili.”

In un’intervista che ho condotto settimana scorsa, Hilary ha detto:

“In una situazione in cui un inglese su cinque ha una malattia cronica sarà più importante pensare a come iniziare a progettare nuovi servizi che abbiano a che fare con i comportamenti della gente, le emozioni e gli stili di vita ed aiutarli a prevenire l’insorgenza di una malattia cronica o almeno a gestire al meglio quella malattia nella vita quotidiana. […]

Quello che conta veramente è che possiamo portare davvero velocemente i concetti all’azione attraverso un processo di design. Il modo in cui i designer fanno prototipi ed i modelli dimostrativi molto velocemente in tempo reale, è molto diverso dal tradizionale approccio con progetti pilota nel mondo della politica, dove i modelli sono spesso costruiti in un ambiente artificiale, che in genere non da risultati molto soddisfacenti.”

Una versione completa dell’intervista con Hilary, che ha un passato nelle scienze sociali e che ha lavorato per la Banca mondiale, sarà pubblicato a breve nel sito di Torino World Design Capital.

Dato il grave stato della sanità nel Regno Unito, Participle ha molto lavoro da fare.

8 Ottobre 2007
L’esperienza di utente di un negozio d’abbigliamento online
House of Fraser House of Fraser, il rivenditore britannico di abbigliamento di design, ha appena lanciato il loro primo sito di e-commerce.

Paul Rouke ha pubblicato un lungo articolo di esperieza di utente “facendo attenzione a come l’architettura della persuasione è stata utilizzata, alla funzionalità di navigazione fornita e all’esperienza di shopping nel suo complesso che ci si può aspettare da questo nuovo negozio di lusso online”. Lui lo definisce un “trionfo dell’esperienza d’utente“.

Mettendo un marchio a quello che sembra essere l’avanguardia della loro strategia online, il nuovo sito della House of Fraser fornisce una sinergia quasi immediata tra la loro esperienza online e le aspirazioni del visitatore attirato dal brand. Al primo sguardo il sito provvede tutte le caratteristiche e le funzionalità che ci si aspetterebbe da un sito che è stato sviluppato usando quello che io considererei un approccio di design basato sull’utente - alta visibilità della funzione di ricerca e del carrello della spesa (incluso un sommario dell’informazione chiave, un’utile funzione con un mini carrello a discesa e i link per il log in e la registrazione), chiaramente etichettato e dalla navigazione per categorie intuitive, un processo di check out di modello best practice e una forte concentrazione sull’architettura della persuasione.

Conclude:

A prescindere dei possibili miglioramenti dell’esperienza d’utente che posso essere applicati, House of Fraser ha prodotto un eccellente sito di e-commerce che si adegua perfettamente al suo pubblico e si complementa con la sua presenza nelle vie del centro. Con un alto grado di funzionalità dell’esperienza di utente e una chiara mira sul branding e l’immaginario, sebbene adottando un approccio molto incentrato sull’esperienza d’utente e sulle tecniche d’architetura di persuasione significanti, la prima presenza web di House of Fraser è destinata ad essere un grande successo e una buona destinazione per gli amanti del shopping di brand e stile online.

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