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  Articoli della categoria 'Cultura'
10 novembre 2009
Libro: Hanging Out, Messing Around, and Geeking Out: Kids Living and Learning with New Media
Hanging out Hanging Out, Messing Around, and Geeking Out
Kids Living and Learning with New Media
(John D. and Catherine T. MacArthur Foundation Series on Digital Media and Learning)
Un analisi delle pratiche dei giovani sui nuovi media—tra cui videogiochi, messaggi di testo, produzione di media digitale, ed usa dei media sociali.

Autori: Mizuko Ito, Sonja Baumer, Matteo Bittanti, danah boyd, Rachel Cody, Becky Herr-Stephenson, Heather A. Horst, Patricia G. Lange, Dilan Mahendran, Katynka Z. Martinez, C. J. Pascoe, Dan Perkel, Laura Robinson, Christo Sims e Lisa Tripp
MIT Press, novembre 2009, 432 pagine
Tabella dei contenuti e campioni dei capitolilink di Amazon

(via danah boyd)

8 settembre 2009
Organizational Culture 101: una guida pratica per i designer di interazione
Culture 101 “Per navigare nel panorama della cultura organizzativa i designer di interazione hanno bisogno di un set di strumenti pratici, linguaggio e conoscenza tratti dal mondo della cultura antropologica.” Questo è il fulcro della discussione di Sam Ladner sul blog di Johnny Holland.

“I designer di interazione sono abituati a distinguere le preferenze personali, particolarità per interattività. Ma potrebbero non essere così portati nel capire le preferenze culturali. L’antropologia ci offre una chiara struttura per mappare le culture contro i valori chiave.”

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5 luglio 2009
Il futuro dei soldi
Stowe Boyd Stowe Boyd, un’autorità internazionalmente riconosciuta sulle applicazioni sociali ed il loro impatto  sui business, media, e società, ha lanciato una nuova serie di interviste che esaminano il futuro dei soldi.

La serie è in parte sponsorizzata da Neo.org, un’organizzazione non-profit con cui lavora. A causa degli sforzi di Neo nel definire ed applicare una nuova valuta digitale, Boyd spera che una serie sul futuro dei soldi sia opportuna e possa attirare l’attenzione sugli sforzi di Neo.

Ogni intervista ha un video ed una serie di punti in evidenza.

-Christian Nold and The Bijlmer Euro

-Bruce Sterling

-Alternative currencies: Is small the new big?

-Intangible Money + Cell Network Banks = Secure Money

-Richard Smith and the Dollar ReDe$ign Project
E ce ne sono altre in arrivo…

2 luglio 2009
Considerazioni sulle ricerche Steelcase
Sonata Due articoli interessanti sulla recente ricerca Steelcase, e in particolare sulla sfida sul come raccogliere nel miglior modo le considerazioni dalla ricerca qualitativa:

How to find insights from your research
Avete fatto le interviste, raccolto le foto, e compilato risme di dati. E ora? Un’esperienza di Steelcase potrebbe guidarvi nel vostro prossimo progetto di innovazione.
Jessie Scanlon – Fast Company

Workspring & the workplace of the future
John F. Schneider cerca di capire come Workspring, un’offerta recente di Steelcase che va al cuore degli incontri collaborativi e gli spazi per eventi, possa essere visto come un riflesso fisico della loro ricerca sul luogo di lavoro e nelle dinamiche delle riunioni e delle interazioni.

Prendete nota anche che Steelcase ha appena pubblicato ‘Office Code‘, una ricerca sul ‘costruire connessioni tra culture e il design del luogo di lavoro’.

25 giugno 2009
Pratiche sulla privacy (e la Nokia)
Tehran Qualche giorno nella confusione sulla strumentazione della Nokia-Siemens Networks usata per la sorveglianza in Iran. Il ricercatore della Nokia Jan Chipchase riflette sulla controversia, e approfondisce il tema della privacy.

“Negli ultimi anni la nostra ricerca sul come comunica la gente, come cattura e condivide esperienze ha toccato ripetutamente temi riguardanti la privacy, la sicurezza e la fiducia.”

Jan continua condividendo con noi “10 considerazioni relativamente modeste tratte da studi di utenti convenzionali di tutto il mondo”. Ci fanno confrontare con temi più ampi, sollevano molte domande, e sono una lettura consigliata.

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14 giugno 2009
Gli italiani dicono addio alla proprietà
Dress sharing La Stampa scrive oggi sul fenomeno in crescita del noleggio di prodotti a scapito del loro acquisto:

“[...] Ma la vera rivoluzione è che il noleggio è diventato un modo di vivere che sta cambiando consumi e società. Car sharing, bike sharing, cioè noleggio rapido di auto e bici, ma anche dress sharing, ossia di vestiti e borse. Toy sharing: giochi per bambini, macchinine, lego e puzzle. E poi apparecchiature per disabili, sedie a rotelle, tutori e ginocchiere, computer, attrezzi per la palestra e per le vacanze. Non serve comprare, basta noleggiare.”

L’articolo fornisce diversi esmpi, con prodotti mirati alle aziende ed ai privati: dalla costruzioni di gru a ombrelli, e dai Ferrari alle fotocamere digitali. Potete persino affittare orti e lavoratori che si prenderanno cura di un piccolo pezzo di terra per un paio di euro al giorno, e vi consegneranno i vostri vegetali a casa.

Niente meno che cinque siti sono specializzati in questo fenomeno culturale: NoleggioTutto, Noleggiando, Italnolo, ItaliaNoleggio e Noleggio.it.

13 maggio 2009
Us Now
Us Now Guardate questo ottimo documentario sul potere della collaborazione di massa, il governo e internet.

COLLABORATORI: Don Tapscott, Ed Miliband, William Heath, Martin Sticksl, Lee Bryant, Tom Steinberg, Charles Leadbeater, George Osborne, Saul Albert, Mikey Weinkove, Sunny Hundal, Sophia Parker, JP Rangaswami, Paul Miller, Becky Hogge, Matthew Taylor, MT Rainy, Giles Andrews, Clay Shirky, Paul Miller, Sane Kelly, Liam Daish

- sito del progetto Us Now
- blog di Us Now
- video di Us Now (Vimeo)

7 maggio 2009
Nel cellulare, India rivela un’essenza
Anand Anand Giridharadas, corrispondente del Sud Asia dell’International Herald Tribune, descrive quello che rende il cellulare speciale in India, e quel che significa per la democrazia.

“Il cellulare ha un grande attrattivo per la psicologia Indiana, per il desiderio di spazio e voce personale, non per sfida alla famiglia e tribu ma in mezzo al suo caos.

Immaginate come doveva essere, nell’era Pre-cellulare, essere giovani in una famiglia tradizionale. La gente è ovunque. Le porte aperte. I giudizi volano. Le camere da letto sono condivise. I telefoni collocati centralmente.

I cellulari servono, quindi, come una tecnologia dell’individuazione. Sul cellulare, sei te stesso. Nessuno rispponde alle tue chiamate o legge i tuoi messaggi. Il tuo numero è solo tuo.”

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19 marzo 2009
Buon Design su Metropolis
Good Design Il numero di Marzo di Metropolis è focalizzato sui prodotti col tema del Buon Design.

Diversi degli articoli si adeguano ai temi trattati in questo blog:

What is good design?
Di Peter Hall
La definizione del ventunesimo secolo di buon design era determinata principalmente dalla forma. Oggi il livello è troppo alto ed il mondo troppo complesso, per una risposta superficiale.

Buono È Sostenibile (“Bending the Reeds” di Julie Taraska)
Buono Is Accessibile (“Updating a Workhorse”, un articolo sul Perkins Brailler di Kristi Cameron)
Buono È Funzionale (“Redefining Design” di Jennifer Kabat)
Buono È Ben Fatto (“In Praise of the Supernormal”, Paul Makovsky intervista Jasper Morrison)
Buono È Emozionalmente Risonante (“Selective Memories”, Donald Norman sul creare un’esperienza dell’utente evocativa)
Buono È Duraturo (“Mari on Mari”, un profilo su Enzo Mari di Martin C. Pedersen)
Buono È Socialmente Beneficioso (“Products For a New Age”, Ken Shulman sul come trattare coi problemi più irritanti del mondo)
Buono È Bello (“Empty Promise”, un profilo di Muji di Mason Currey)
Buono È Ergonomico (“A Call to Arms”, Suzanne LaBarre sul design della prostetica)
Buono È Economico (“Banal Genius”, Paul Makovsky sull’intrigante collezione Under a Fiver di Sam Hecht)

La Nuova Realtà New Reality
- Motor City Blues (Michael Silverberg sui tre di Detroit)

- Graduating Class (studenti che stanno completando dieci programmi di design industriale parlano sui loro piani di carriera)
- Surviving the Storm (Belinda Lanks sul come i retailer cercano nuovi modi di attirare compratori in un clima di affari ostile)

Within the Product of No Product
Di John Hockenberry
Quali sono le implicazioni dei designer industriali se il più forte impulso dei consumatori diventa il non comprare?

Product Panic: 2009
Di Bruce Sterling
Cos’è un designer industriale in mezzo al caos economico? Il nostro opinionista offre qualche consiglio per la carriera.

Rekindling the Book
Di Karrie Jacobs
Il nuovo lettore digitale di Amazon può fare per la stampa quello che l’iPod ha fatto per la musica?

(via Designing for Humans)

13 marzo 2009
Progettare il democratico
Jamie Owen Jamie Owen, un esperto dell’informazione per lo USA Department of Veterans Affairs sostiene, su Boxes and Arrows, che riflettere al di là delle proprie influenze culturali possa rafforzare le decisioni sul design.

“Il ruolo dell’architetto dell’informazione (IA), del designer di interazione, o del designer di esperienza dell’utente (UX) è di aiutare a creare architettura e interazioni destinati a stupire l’utente in modo costruttivo e significativo. Talvolta, le scelte di design sono strategiche e influenzano un intero ambiente di interazione; altre volte sono scelte tattiche e dettagliate, che coinvolgono poche persone. Tuttavia, a volte, le scelte di design che compiamo non sono sufficientemente buone per gli utenti a cui ci rivolgiamo. Spesso manca un senso di responsabilità democratica negli artefatti e nelle esperienze che risultano dalle nostre progettazioni e decisioni. [...]”

“Vorrei discutere diversi elementi di responsabilità democratica di cui potremmo avere il controllo, trattando brevemente le potenziali ulteriori implicazioni delle nostre decisioni sul design. È folle cercare di stabilire un canone di best practice in questo senso perché ognuno di noi è formato da una serie unica di esperienze—personali, professionali e culturali— quando prende decisioni che influenzano l’esperienza dell’utente. Invece, consiglio di prendere l’abitudine di riflettere sulle proprie decisioni, con particolare attenzione al livello in cui soddisfiamo le nostre responsabilità democratiche.”

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10 marzo 2009
Un antropologo per la tecnologia
Jukka Jouhki Jukka Jouhki (blog), antropologo e ricercatore post dottorato presso il Dipartimento di Storia ed Etnologia presso l’Università di Jyväskylä, Finlandia, ha un particolare interesse per la tecnologia.

Sta attualmente conducendo una ricerca sulla cultura dei media in Corea del Sud (2006-2009), sull’interazione uomo-tecnologia, sugli aspetti culturali dei nuovi media e sugli scenari di onnipresenti società.

Date un’occhiata a questi due recenti paper:

A Modern Fetish: The Value of the Mobile Phone in South Korean Youth Culture
DRAFT for a paper to be presented at IADIS Multi Conference on Computer Science and Information Systems, 17 – 23 June 2009, Algarve.
Questo saggio cerca di analizzare il significato culturale dei cellulari per i giovani abitanti di Seoul. Si basa sui dati di osservazione ricavati da un gruppo di studenti di comunicazione della Seoul National University. Il saggio descrive le osservazioni degli studenti sull’utilizzo dei cellulari in un contesto pubblico e urbano dell’area di Seoul, nonché le riflessioni personali degli studenti stessi sull’argomento. Il saggio esamina ulteriormente il cellulare come elemento significativo della cultura giovanile coreana e della società moderna contemporanea.

Keeping in Touch: Notes on the Mobile Communication Culture of Korean Youth
DRAFT ONLY for Sonja Kangas (ed.): Communication Acrobatics, forthcoming in 2009
Esamina i giovani coreani e la loro cultura della comunicazione mobile. Sio basa sull’osservazione dei partecipanti e sulle interviste condotte da alcuni studenti universitari coreani.

13 febbraio 2009
Il nuovo libro di Kazys Varnelis sulla cultura della rete
Kazys Varnelis Kazys Varnelis [CV | blog], autore di Networked Publics e direttore del Network Architecture Lab della Columbia University Graduate School of Architecture, Planning, and Preservation, sta scrivendo un nuovo libro e pubblicandone le bozze sulla rete.

“Il mio attuale progetto di ricerca—già ben avviato—è un libro pensato per sintetizzare la cognizione storica della nostra epoca, venendo a patti con le mutate condizioni nella cultura, nella soggettività, nell’ideologia, e nell’estetica, che caratterizzano la nostra nuova era sulla rete. Nel libro, analizzo come la rete non sia esclusivamente una tecnologia con ramificazioni sociali, bensì, piuttosto, qualcosa che unisce i cambiamenti sociali, economici, estetici e ideologici.

Proprio come le macchine hanno reso possibile la moderna industrializzazione e si sono anche poste come un modello per la società moderna – razionalizzata e suddivisa in scompartimenti – mentre il computer programmabile rivestiva il medesimo ruolo per il flessibile ambiente socioeconomico del postmodernismo, oggi la rete non solo connette il mondo, ma riconfigura la nostra relazione con esso. In questo libro sosterrò che molti dei principi della cultura dall’Illuminismo: il soggetto, il romanzo, la sfera pubblica, stanno attraversando un processo di riforma radicale.”

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(via Bruce Sterling)

24 gennaio 2009
Missione 2.0: consigli per le organizzazioni di arte e cultura dalla rete sociale
Gunatillake Rohan Gunatillake di NESTA Connect evidenzia tre elementi motori dietro alla nuova ondata di attività online: le barriere basse per la partecipazione, la sete di conversazione ed il potere della collaborazione.

“Diamo uno sguardo alla lezione generale che ognuno di essi ha da condividere e poi quali specifici passi possono esplorare le organizzazioni di arte e cultura per ottenere vantaggio dalle opportunità che presentano.”

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31 ottobre 2008
Nokia sul cellulare di qualcun’altro
Somebody else's phone Somebody else’s phone è una nuova campagna pubblicitaria della Nokia a Londra che fa un ottimo lavoro descrivendo la vita di un ventenne attraverso i suoi messaggi, MMS e foto.

(via Alexandra Deschamps-Sonsino)

4 ottobre 2008
Mobile Revolutions
Mobile revolutions Mobile Revolutions è un bel blog riguardante i cellulari, i giovani e il cambiamento sociale di Lisa Campbell, che ho scoperto tramite Mobile Active. Oltretutto, lei si è presa il tempo per scrivere un lungo, serio e approfondito paper per trattare di questi argomenti che le stanno a cuore (e che sono importanti per noi).

“In questo paper descrivo il potere di trasformazione delle nuove tecnologie mediatiche nei contesti latino americani come strumenti di cambiamento sociale, comparando esempi di attivismo digitale dei giovani della Costa Rica e Panama. Focalizzando su due tipi di Media Sociale, i Social Network e la Comunicazione tramite cellulare vengono esaminati come strumenti per i giovani attivisti dell’America Centrale. Nella mia conclusione sommarizzo gli effetti deile politiche nazionali sui media nella democrazia mediatica. La potente natura di Citizen Media illustra come il superamento del digital divide possa produrre un accesso democratico ai media ed alle maggiori isituzioni per il cambiamento sociale.”

Puoi leggerlo in un blocco unico, o diviso in quattro capitoli:

22 settembre 2008
In Olanda, la caffetteria ‘Grande Fratello’ ti osserva mentre mangi
Cloud commons Il Restaurant of the Future presso l’università di Wageningen investiga le influenze sul comportamento quando si mangia e porta avanti studi per l’industria alimentare. Telecamere sul soffitto non solo registrano quel che hai scelto, ma anche cosa stavi per scegliere e quanto tempo ci hai messo per decidere. Un software di riconoscimento facciale analizza il tuo livello di piacere.

Il Restaurant of the Future di 4,5 milioni di dollari è gestito da scienziati del Wageningen University and Research Center, in collaborazione con Sodexo, un’azienda internazionale di catering, l’azienda di software Noldus, per rispondere alle domande dell’industria alimentare ed i comportamentisti. [...]

La ricerca sul comportamento dei consumatori esiste da quando è iniziato il marketing. Il professore della Cornell University Brian Wansink ha pubblicato lavori popolari negli Stati Uniti su cme combattere l’obesità attraverso la psicologia del cibo, e conduce un laboratorio progettato per sembrare una cucina sul campus Cornell. McDonald’s ha effettuato studi confidenziali su i suoi clienti.

Ma con le sue macchine spia, database e serie di analisti, il progetto Wageningen, con la partecipazione di 42 aziende, ha intenzione di portare lo studio del mangiare ad un livello vicino alla scienza missilistica.

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15 settembre 2008
Gli aspetti culturali dell’interaction design
International Journal of Design L’ultimo numero dell’International Journal of Design è dedicato agli aspetti culturali dell’interaction design: 

“Quando un gruppo di persone, di qualunque grandezza, comincia a condividere modi di pensare, sentire e vivere comuni, emerge una cultura. La cultura può quindi emergere da qualsiasi segmento di popolazione. Non si limita ad un area geografica o etnia. Le diverse culture si possono identificare dalle loro caratteristiche individuali e collettive, per esempio i modelli mentali, gli schemi di comportamento, le risposte emozionali, le regole, le norme, ed i valori che condividono i componenti del gruppo. Di conseguenza diverse culture producono diversi artefatti ed ambienti basandosi sulle proprie caratteristiche culturali. D’altronde, gli artefatti, attraverso l’interazione delle gente con essi, influenzano le culture e possono persino produrre una nuova cultura.”

Leggi il nuovo numero

9 settembre 2008
Book: Coming of Age in Second Life – un antropologo esplora l’umanità virtuale
Coming of Age in Second Life Coming of Age in Second Life: An Anthropologist Explores the Virtually Human (Rilegato)
di Tom Boellstorff
Princeton University Press
Rilegato, 2008, 328 pagine 

Al giorno d’oggi milioni di persone in giro per il mondo spendono porzioni delle loro vite in mondi virtuali online. Second Life è uno dei più grandi di questi mondi virtuli. I residenti di Second Life creano comunità, comprano proprietà e costruiscono case, vanno a concerti, si incontrano nei bar, partecipano a matrimoni e servizi religiosi, comprano e vendono beni e servizi virtuali, fanno amicizie, si innamorano — le possibilità sono infinite, e tutte avvengono attraverso lo schermo di un computer. Coming of Age in Second Life è il primo libro di antropologia ad esaminare questo fiorente universo alternativo.

Tom Boellstorff ha condotto più di due anni di lavoro su Second Life, vivendo tra i suoi residenti ed osservandoli nello stesso modo in cui gli antropologhi hanno studiato le culture ed i gruppi sociali nel cosiddetto mondo mondo reale. Ha condotto la sua ricerca come l’avatar “Tom Bukowski,” e ha applicati i rigorosi metodi dell’antropologia per studiare le diverse sfacettature di questa nuova frontiera della vita umana, tra cui le questioni di genere, razza, sesso, soldi, comportamenti conflittivi ed antisociali, la costruzione di spazio e tempo, e l’interazione del sé e del gruppo.

Coming of Age in Second Life mostra come i mondi virtuali possano cambiare le idee sull’identità e la società. Portando l’antropologia in un territorio mai studiato prima, questo libro dimostra che in alcuni modi gli uomini sono sempre stati virtuali, e che i mondi virtuali in tutta la loro ricca complessità si basano sulla capacità umana per la cultura che è vecchia come l’umanità in sé.

Tom Boellstorff è un professore di antropologia presso l’Università di California, Irvine. È l’autore di A Coincidence of Desires: Anthropology, Queer Studies, Indonesia and The Gay Archipelago: Sexuality and Nation in Indonesia (Princeton).

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Recensioni del libro: The Guardian | Scientific American | Times Literary Supplement

5 agosto 2008
La scelta della lingua per capire il contesto culturale
globe Oggi abbiamo fatto una piccola inchiesta sulle lingue parlate nel nostro ufficio e ne è risultata la notevole cifra di diciassette: Arabo, Armeno, Ceco, Ebraico, Francese, Giapponese, Hindi, Inglese, Italiano, Kashmiri, Lituano, Olandese, Portoghese, Russo, Spagnolo, Tedesco e Urdu.  

Questa non è solo una triviale statistica sul nostro ufficio. E’ una scelta.

Quando abbiamo fondato Experientia tre anni fa, volevamo essere un’agenzia internazionale con consapevolezza globale e una sensibilità Mediterranea (dopotutto abbiamo base in Italia).

Non volevamo copiare letteralmente l’approccio Americano al design utente-centrico (anche se tutti e quattro i partner fondatori hanno vissuto negli USA ad un certo punto della loro vita), ne volevamo essere identificati semplicemente come una consulenza Italiana.

Crediamo che il design utente-centrico implichi e richieda una profonda comprensione del contesto culturale. Dal momento che le esperienze della gente sono definite ed espresse atraverso la cultura ed il linguaggio, diamo molta importanza alle conoscenze linguistiche e culturali del nostro staff.

Perciò diciassette lingue parlate equivalgono ad altrettanti punti di vista su dei contesti culturali locali e ricchi.

Siamo quindi molto contenti che la prossima conferenza UPA Europe (Torino, 4-6 Dicembre) abbia come sottotitolo “Usability and Design: Cultivating Diversity”, una byline trovata grazie al coinvolgimento attivo del nostro partner Michele Visciola.

16 luglio 2008
Dalle favelas alle cittadine: l’utilizzo del cellulare tra le popolazioni dal reddito basso
Favelas MobileActive scrive su due studi che esplorano come la gente dal basso reddito usi la tecnologia mobile in Brasile e Sud Africa.

Questo incremento dell’uso del cellulare da parte degli utenti dal reddito basso o cosiddetti alla ‘base della piramide’ ha sollevato una serie di domande. La gente dal reddito basso usa la tecnologia mobile in modi diversi rispetto alle controparti dal reddito più alto? Come si possono progettare ed usare i cellulari in modo che siano utili per queste popolazioni? Due nuovi studi–uno sulle favelas in Brasile e l’altro su una cittadina in Sud Africa–cercano di dare una risposta a queste domande.

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