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Il governo Tedesco ha appena annunciato un’iniziativa di alto livello affinché il design universale e transgenerazionale raggiunga la leadership mondiale nella produzione di prodotti innovativi per gli anziani tra cui prodotti innovativi per gli anziani tra cui strategie di innovazione, sviluppo di prodotti e servizi, progetti di scuole di design, e un network di design universale.
Come indicato sul sito del Ministero Tedesco della Famiglia, gli Anziani, le Donne e i Giovani, l’obiettivo è quello di ampliare il potenziale che gli anziani possono fornire all’economia, sviluppando nuovi prodotti e servizi per gli anziani, che in cambio possono garantire lavori esistenti e creare dei nuovi, e rendendo le aziende (in costruzione, design di interni, tecnologia, design dell’informazione, turismo, ecc.) consapevoli delle enormi opportunità di questa tendenza futura e di supportarle con nuove idee. Un comunicato stampa del 23 Aprile 2008, fornisce più dettagli sulle iniziative in programma:
L’iniziativa inizialmente andrà avanti fino al 2010. Ecco alcuni altri link in Tedesco: - Wirtschaftskraft Alter (sito del progetto) - Project backgrounder (pdf, 12 pagine) - Design competition “Von Kopf bis Fuß” [Da capo a piedi] |
| Articoli della categoria 'Comunicazione' |
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24 Aprile 2008
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10 Aprile 2008
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Clay Shirky, autore del libro Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations (vedi anche questi posts), sostiene in un breve testo che il futuro dell’Europa risiede nell’email:
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4 Marzo 2008
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Due delle organizzazioni ambientali più grandi del mondo, WWF e IUCN, supportate della Nokia, stanno lanciando oggi connect2earth.org per permettere ai giovani di poter dire al mondo quel che pensano sull’ambiente.
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24 Febbraio 2008
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14 Dicembre 2007
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Richard Titus, a capo dell’esperienza dell’utente della BBC ha annunciato ieri il lancio della nuova homepage beta della BBC. |
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2 Dicembre 2007
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| UXnet, il network dellìesperienza dell’utente, ha lanciato questa settimana il suo nuovo sito, con alcuni importanti miglioramenti.
UXnet è un’organizzazione che fornisce strumenti e risorse alla comunità dell’esperienza dell’utente. Questa lavora con una rete diffusa su tutto il mondo di ambasciatori locali. Il nuovo sito, il quale ormai ha più di un anno e che adesso gira su Wordpress, rende molto più facile agli ambasciatori locali il descrivere le attività e il panorama di esperienza dell’utente delle loro aree locali. E’ stata posta grande attenzione nel calendario degli eventi, il quale è adesso la principale caratteristica del sito: è diventato un’applicazione che riunisce eventi da tutte le discipline dell’ esperienza dell’utente e da qualsiasi parte del mondo. Alcuni post selezionati dal blog di Putting People First sono anche — automaticmente — inclusi nelle UXnet news. Più avanti verranno incluse anche notizie da altre fonti. Anche se in quanto membro del consiglio di UXnet, sono stato in qualche modo coinvolto in questo ri-design, il sito è basato sul duro lavoro di Keith Instone, il quale ha infilato gran parte del lavoro di rilancio nella sua stretta agenda. Come Lou Rosenfeld ha scritto (e sono completamente d’accordo con lui): “Keith è incredibile nel lavoro di squadra e un gran lavoratore che, nella sua maniera positiva e moderata, collabora con successo con una serie di diverse situazioni e individui. Keith è realmente il modello di quello che dovrebbe essere un professionista dell’esperienza dell’utente. Quindi non c’è da meravigliarsi se l’UXnet ha dato il suo nome al suo premio al volontario. Grazie, Keith!” UXnet si trova attualmente nel processo di espansione della sua visione, e il sito è progettato per migliorare le future attività dell’organizzazione. Quindi — è qui sto di nuovo citando Lou Rosenfeld — se hai un’attitudine di “aspetto a vedere” nei confronti di UXnet, questa è la volta giusta per andare a rivederlo. E se sei interessato a partecipare come “ambasciatore” della tua area, fai per noi. |
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1 Dicembre 2007
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17 Novembre 2007
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Il diciannovesimo numero della rivista della Vodafone Receiver è dedicata alle comunità.
Include contributi di Stephen Johnston della Nokia sul web 3.0; David Weinberger, autore di Everything Is Miscellaneous, su a cosa serve il web; Don Tapscott e Anthony Williams, co-autori di ‘Wikinomics: How Mass Collaboration Changes Everything’, sulle collaborazioni fuori e dentro la corporazione; il ricercatore della MIT Joshua Green sulla maniera in movimento con cui si strutturano le relazioni sociali attraverso i contenuti media e i dispositivi tecnologici; Charles Leadbeater, autore di ‘We-Think: You are what you share’, sulla creatività di massa e l’arrivo di una società in cui la partecipazione sarà l’idea chiave nell’organizzare; Laura Forlano sulla sua ricerca sulle comunità che si formano attorno ai punti WiFi e le pratiche emergenti di lavoro mobile della “Generazione Mesh“; lo sguardo di Edward Castronova e Mark Bell al divertimento, i soldi e le amicizie che i mondi sintetici hanno da offrire; Ekkehart Baumgartner sulla rivoluzione del consumatore; e Dan Phillips su i network sociali ed il divertimento - o con le sue stesse parole “come sta cambiando la tecnologia il nostro concetto di amicizia e cosa ci prepara per il futuro?”. |
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27 Ottobre 2007
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Un tema scottante nel mondo dell’ingegneria delle telecomunicazioni è il IP Multimedia Subsystem (IMS). L’IMS è un’impalcatura architettonica per il recapito di multimedia internet protocol (IP) ai cellulari e agli utenti sui fissi.
Gli utenti possono collegarsi alla rete IMS in vari modi, di cui tutti utilizzano lo standard Internet Protocol (IP). I terminali IMS diretti (come i telefoni cellulari, i palmari e i computer) possono registrarsi direttamente su una rete IMS, persino quando si aggirano per altre reti o paesi. Sono suppartati gli accessi fissi (come i modem per cavo, Ethernet, DSL), gli accessi mobili (W-CDMA, CDMA2000, GSM, GPRS) e gli accessi wireless (WLAN, WiMAX). Altri sistemi di telefonia come il semplice servizio telefonico, H.323 e i sistemi non compatibili con l’IMS VoIP, sono supportati attraverso dei gateway. Martin Sauter accenna ad alcuni dei servizi che ci si può aspettare. Il suo abbozzo si centra principalmente sui servizi di voce e business. Relazionato in qualche modo con tutto questo c’è il seguente articolo sulle nuove offerte del servizio Verizon. Presso Experientia abbiamo creato alcuni scenari centrati sulla gente sulle implicazioni di questa tecnologia per un importante provider di telecomunicazioni. E’ tutto coperto da NDA, in ogni caso sappiamo che l’IMS sarà una cosa grossa e che avrà bisogno di scenari utente centrici molto più subdoli, raffinati e rilevanti di quelli attualmente disponibili per assicurarsi che tutti questi investimenti abbiano un senso per la gente (e di conseguenza per i business che si estendono verso loro). |
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27 Ottobre 2007
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Bruno Giussani scrive su una recente conferenza tenuta dall’antropologa di Swisscom Stefana Broadbent su come la gente utilizzi realmente la tecnologia. Il discorso è stato tenuto in occasione della conferenza 6th Communication Days presso Bienne, Svizzera. |
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17 Ottobre 2007
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Un lungo articolo sul blog Telco 2.0 intitolato “Il dilemma della Nokia: amico o nemico dell’operatore?” ha alcuni passaggi interessanti sulla presenza ed i dispositivi mobili. Ecco un passaggio:
Leggi tutto l’articolo (la parte interessata inizia dopo l’intestazione “Content is king”) (tramite il blog All about Mobile Life) |
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28 Settembre 2007
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5 Agosto 2007
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31 Luglio 2007
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“Gli emoticon, gli smiling, le facce aniamte che abitano il mondo del computer, non si sono diffusi solamente negli anni ‘90, ma si sono evoluti,” scrive l’International Herald Tribune.
La nostra comunicazione sta passando dal linguaggio parlato a quello testuale, osservazione confermata dalla ricerca etnografica della Swisscom sui paradigmi di comunicazione in Svizzera. L’articolo include anche una breve intervista a Scott Fahlman, l’inventore degli emoticon. |
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20 Luglio 2007
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Il Dipartimento per lo Sviluppo britannico ha pubblicato un studio approfondito, realizzato da ricercatori di Università britanniche ed australiane, in merito ai benefici sociali ed economici dell’Information and Communication Technology (ICT) nelle comunità a basso reddito di paesi come Jamaica, India, Sud Africa e Ghana.
Il sito di antropologia australiano Culture Matters riferisce che “i working paper realizzati rinforzano i benefici dell’approccio etnografico applicato nel mondo,” ma questo approccio è anche “sempre interpretato come un utile contributo per la realizzazione di sane politiche di sviluppo.” “Uno dei più convincenti è lo studio effettuato in Jamaica da Daniel Miller e Heather Horst, che “giustappone la realizzazione delle tradizionali politiche di ICT in Jamaica con i risultati etnografici, e svela che le assunzioni fatte sull’utilizzo di internet dai governi e dall’NGOs internazionali divergono significativamente dalla realtà. […] L’intero report è colmo di esempi sull’abilità dell’etnografia di controllare (e spesso di smentire) il senso comune dei benefici percepiti sulle nuove tecnologie.” I report del Ghana di Don Slater e Janet Kwami svelano pure un “gap significativo tra le assunzioni politiche e l’utilizzo reale. […] Da un lato vi è una diffusa convinzione tra i governi e NGOs che internet costituisca uno strumento di sviluppo per la distribuzione dell’informazione. Mentre tutti gli utenti internet di un quartiere povero di Accra utilizzavano internet solo per chattare con gli stranieri. C’era un eccezionalmente bassa consapevolezza persino dell’esistenza dei siti web.” |
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16 Luglio 2007
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Panorama dedica un articolo della sua sezione “Hitech e Scienza” alla tendenza all’essenzialità delle informazioni sempre più diffusa nella progettazione di pagine web, siano esse motori di ricerca, pubblicità online o siti web.
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16 Luglio 2007
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Su Virtual Families and Friends.com, genitori, figli, fratelli e sorelle, cugini, amici, nonni e e nipoti condividono l’esperienza di una visita virtuale ed utilizzano le nuove tecnologie per rimanere in contatto seppur fisicamente lontani, divorziati, durante incarichi militari o viaggi a lungo termine.
Alcuni esempi: “Lily Yulianti scrive: “Mio marito una volta ha fatto da babysitter al notro bambino di 8 anni dal suo appartamento in Orebro, Svezia. Utilizzando skype ed una Web-cam, ha badato al bambino da Tokio, lontano più di 5000 km. Quel giorno la nostra baby-sitter era malata, ed io ero sulla strada di ritorno a casa dall’ufficio. Fortunatamente noi abbiamo fatto avuto l’idea di badare al bambino in questo modo nei 45 minuti che mi sono occorsi per tornare a casa. Il virtual babysitting ha funzionato bene e quel giorno mi son sentita come se avessi trovato un soluzione utile ad un problema serio in una situazione di emergenza, proprio grazie ad Internet!” “Ana Sanchez Lobo e suo marito, Ramon Lobo, comunicano abitualmente grazie alla webcam. Loro non si vedono dal gennaio del 2005, riporta la Radio Pubblica Nazionale parland della storia di una famiglia. “Ogni domenica sera, Michael Gough è solito spendere un’ora del suo tempo o più con sua figlia, Saige, che vive con la sua ex-moglie. Giocano a nascondino, lui le racconta spesso delle storie prima di andare a letto. Saige gli ha mostrato il primo dentino caduto, ed il taglio di capelli fatto da sola. Tutto questo nonostante vivessero 1000 miglia lontani.” |
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2 Luglio 2007
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Il Sole24Ore dedica un articolo ai risultati di una ricerca condotta dall’azienda Forrester Research su 7mila utenti appartenenti a vari paesi dell’Unione Europea.
In particolare dall’indagine emerge come il ’social computing’ stia riscontrando un notevole e sempre in crescita successo in Italia: due italiani su tre dedicherebbero gran parte del porprio tempo all’utilizzo di blog, podcast, feed RSS, recensioni e social networking. A fronte dei vicini ‘più freddi’, anche se maggiormente esperti, gli abitanti dei paesi del sud dell’Europa si presentano come avidi consumatori di strumenti di interazione sociale online, nonchè appassionati lettori di blog. La percentuale di inattività degli utenti di internet del paese italiano è più bassa della media, ma tuttavia ancora elevata rispetto agli altri paesi del sud Europa coinvolti nella ricerca. Mary Beth Kemp, senior marketing analyst di Forrester, fa notare come siano riscontrabili diverse abitudini di utilizzo della rete nei paesi sottoposti ad indagine, imputabili, in alcuni casi, anche alla diversa disponibilità della banda larga. |
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20 Giugno 2007
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Nokia e Vodafone hanno lanciato un nuovo sito web progettato per la condivisione di idee inerenti le modalità di impiego della comuicazione mobile capaci di apportare benefici sociali ed ambientali. Il sito, www.shareideas.org, è stato creato in risposta alle chiamate NGO per individuare strumenti ed informazioni che possano aiutarli ad utilizzarei servizi di telefonia mobile in modo più efficiente per il loro lavoro.
Anche se realizzato inizialmente da Nokia e Vodafone, il sito sarà sviluppato da numerosi individui ed organizzazioni interessate all’utilizzo della tecnologia mobile finalizzata al cambiamento sociale. Il formato wiki consente alle persone di pubblicare, aggiornare e/o commentare gli studi e le storie presenti sul sito, nonchè aggiungerne di propri ovunque essi siano nel mondo. I casi di studio sono raggruppati in sei aree chiave - coinvolgimento civico, miglioramento dell’economia, educazione, ambiente, salute e sicurezza, e progetti umanitari - scelte in seguito alla consultazione di alcuni NGO. (via Readymade News) |
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19 Giugno 2007
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Una ricerca rivela che la metà degli inglesi non può vivere senza senza e-mail, strumento cui sono molto legati, ben 30- 40- volte più dei giovani.
Tra i 25 ed i 34 anni di età, il 50% sente di non poter andare avanti senza l’accesso alla posta elettronica: è questo il risultato dell’indagine condotta da ICM. Questa generazione, fu definita come quella dei pionieri dellla comunicazione elettronica applicata tanto in ufficio quanto nella comunicazione con amici. Ma contrariamente alle aspettative, le ultime tecnologie non sono state monopolizzate dalla generazione più giovane. Il 41% degli adolescenti di contare sulle e-mail, mentre il 44% delle persone tra i 35 ed i 44 anni afferma che per loro sono vitali. Più le donne che gli uomini pensano sia difficile vivere senza il contatto e-mail, il 41% delle donne a fronte del 38% degli uomini. Lo studio è stato condotto per conto di un’azienda di software, Nasstar. - Leggi la storia [The Guardian | BBC] |
Notizie di Experientia
L'UPA (Usability Professionals' Association) è orgogliosa di
Experientia ha appena risolto il problema di posta elettronica con il
Il prossimo 8 novembre avrà luogo la Giornata Mondiale dell'Usabilità
La prima conferenza regionale europea dell'Usability Professionals'
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