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  Articoli della categoria 'Co-creazione'
7 maggio 2009
La saggezza della comunità
The wisdom of community In un articolo su A List Apart, Derek Powazek esplora quel che significa connettere le idee di James Surowiecki, espresse nel suo libro The Wisdom of Crowds, alla rete sociale dove, dice, possono raggiungere il loro pieno potenziale.

“La teoria del Wisdom of Crowds (WOC) non significa che la gente sia intelligente in gruppi—non è così. Chiunque abbia visto una folla infuriata lo sa. Ma le folle, presentate col giusto sforzo e l’interfaccia adatta, può essere saggia. Quando funziona, la folla è più saggia, infatti, di qualunque singolo partecipante. [...]

La rete, con la sua bassa barriera per entrare e i suoi limiti sociali permeabili, è il mezzo definitivo con cui esplorare i punti più sottili della saggezza delle folle. Siete circondati da esempi online: i risultati di una ricerca su Google. BitTorrent. Gli articoli più mandati per email del vostro sito di notizie preferito. Ognuno è abilitato dalla saggezza derivata dalle folle online.

Avete bisogno di poche cose per permettere alle folle online di essere sagge.”

Leggi tutto l’articolo

4 maggio 2009
Crowdsourcing, innovazione collaborativa e co-creazione nell’industria del cellularey
Steve Wolak Steve Wolak è il fondatore e capo di Betavine, il sito di estensione verso gli sviluppatori della Vodafone — recentemente molto annunciato dal CEO della Vodafone Vittorio Colao — e ha appena iniziato a pubblicare blog.

La sua domanda centrale: “Il crowdsourcing, l’innovazione aperta e collaborativa, la coda lunga, la wikinomica … cosa significa tutto questo per l’azienda? in particolare per gli operatori?”

Diversi dei suoi post più recenti riguardano il Betavine Social Exchange, un progetto fondato come parte del Vodafone Group Social Investment Fund, che cerca di  abilitare l’accesso alle comunicazioni nei mercati emergenti.

>> Notate l’articolo su MobileActive di oggi

Nel suo post più recente sull’ecosistema del cellulare nei mercati emergenti, Wolak dice che uno degli impulsi dietro al Betavine Social Exchange è quello di aiutare gli imprenditori locali a pensare allo spazio del cellulare e le sue opportunità.

“Nella creazione del sito del Betavine Social Exchange abbiamo pensato a 3 gruppi chiave di stakeholder o “pubblico” – proprietari, contribuenti e attivatori.”

26 aprile 2009
I cinque principi guida della co-creazione
Co-creation Fronteer Strategy, un’azienda di consulenza sulle strategie di gestione con base ad Amsterdam, ha pubblcato un breve paper (6 pagine) sulla co-creazione, in cui sostiene che ci siano quattro tipi di co-creazione e cinque principi guida per qualsiasi tentativo di co-creazione:

I quattro tipi di co-creazione

  • Club di esperti: Una sfida molto specifica richiede esperienza ed idee d’avanguardia. I collaboratori si trovano attraverso un processo di selezione. L’importante è la qualità dell’input. (per es. Nokia)
  • Folla della gente: Noto anche come Crowdsourcing. Per qualunque sfida, là fuori può esserci una persona con un’idea geniale vincente. È la regola dei grandi numeri (per es. Threadless)
  • Coalizione di squadre: Nelle situazioni complesse i gruppi lavorano in squadra per condividere idee e investimenti. Le scoperte e gli standard tecnologici spesso accadono quando collaborano diversi gruppi (per es. IBM)
  • Comunità di anime gemelle: Quando si sviluppa qualcosa per il bene comune, un gruppo di gente con interessi ed obiettivi simili può unirsi e creare (per es.  Linux)

I cinque principi guida nella co-creazione

  • Ispirate alla partecipazione: Convincete la gente ad unirsi alla vostra causa: apritevi e mostrate cosa c’è per loro (per es. P&G Connect & Develop)
  • Scegliete il meglio: Avete bisogno delle migliori idee e della miglior gente per aver a che fare con le questioni complesse odierne (per es. Innocentive)
  • Collegate le menti creative: Dovete permettere alla gente brillante di costruire sulle idee degli altri, sia online che offline (per es. Lego)
  • Condividete i risultati: Ridarli alla gente – e trovare il modo giusto di farlo – è cruciale (per es. Apple iPhone App store)
  • Sviluppo continuo: La co-creazione è un’impegno a lungo termine, dentro e fuori alla vostra azienda. Solo così porterà risultati (per es. Dell Ideastorm)

Scarica il paper

26 aprile 2009
“Ora siamo tutti hacker”
The Future of Making Da mesi, ho questa tesi in testa: “Ora siamo tutti hacker”, e ne ho avuto la conferma più, più e più volte.

L’ultima conferma giunge dal Institute for the Future, che nel corso degli ultimi sei mesi ha fatto ricerche sul “futuro del fare,” esplorando come le cose del nostro mond possono essere ricercate, inventate, progettate, fabbricate, e distribuite nel coso dei prossimi dieci anni.

Al Maker Faire dello scroso weekend, hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sotto forma di mappa di conoscenza visuale, riassumendo driver, tendenze, e implicazioni.

Scarica la Future of Making Map

(via Boing Boing)

15 aprile 2009
Raccogliendo idee degli utenti
IdeasProject Il sito di Nokia IdeasProject è intrigante.

Una piattaforma dedicata alla discussione di alto livello, contiene interviste con leader di pensiero nelle tecnologie di comunicazione e le idee dirompenti, e viene aggiornato quasi ogni settimana (recentemente con l’imprenditore Jeff Claviercomunicato stampa).

È curioso che non parlino neanche della Nokia o intervistino lo staff Nokia.

Tuttavia, stabilisce Nokia come leader nel discorso delle comunicazioni, e migliora l’identità del brand.

Poi l’azienda è andata oltre.

Una volta formato il pubblico e stabilito il livello del discorso, il sito è stato aperto per idee degli utenti. Ora ne hanno 250, e molte sono elaborate, approfondite e possibilmente applicabili.

Dateci un’occhiata. Merita 10 minuti del vostro tempo.

9 aprile 2009
Co-creazione di mercato e non
The Wealth of Networks Chris Lawer sottolinea quanto sia importante identificare che la co-creazione non sia solo il miglioramento del social marketing, l’innovazione aperta, la formazione di una comunità e tentativi di apprendimento per generare nuove preziose conoscenze di proprietà riservata delle aziende con/da i loro clienti.

Piuttosto, c’è anche una forma di co-creazione che è altamente indipendente dai mercati, dove gli individui sono desiderosi di riunirsi per creare e condividere informazione, conoscenze e contenuti indipendenti di qualsiasi meccanismo dello scambio di mercato generati da sé stessi. Nel The Wealth of Networks, Yochai Benkler esplora in profondità le dimensioni e il potenziale di tale co-creazione / collaborazione al di fuori del mercato.

Leggi tutto l’articolo

31 marzo 2009
Co-creazione nel service design
Sunderland Ben Fullerton ha scritto un articolo sul numero di marzo/aprile di Interactions magazine, sulla Co-creazione nel Service Design. Fullerton pone particolare attenzione al progetto “Make It Work” per il consiglio comunale di Sunderland e al tentativo di live|work di collaborare al design di un programma per i disoccupati a lungo termine.

Genius design potrebbe funzionare bene per qualcosa che verrà costruito — sia esso software, hardware, arredamento, un ambiente, o altre forme tangibili che il nostro design può assumere. Ma, quanto efficacemente funziona quando progettiamo per esperienze meno tangibili? Se non c’è niente da vedere, toccare, o usare che rappresenti chiaramente la fantasia del designer, come cambia il ruolo del designer stesso?

La pratica del service design (relativamente) sviluppata mira ad affrontare esattamente questo genere di problemi, occupandsi di applicare i ragionamenti appresi dal creare esperienze ben considerate e tangibili a quelle che non finiscono con un singolo prodotto in un singolo attimo di tempo, ad esempio l’esperienza di interagire con il nostro provider di telefonia cellulare, usare il nostro conto in banca, o quando visitiamo un ospedale.

Ex-designer presso live|work, Ben è stato attivo nell’insegnare  il service design negli Stati Uniti, parlando alla Berkeley iSchool e Adaptive Path, facilitando workshop e registrando un podcast con Jennifer Bove.

Scarica l’articolo

(via Design for Service)

19 marzo 2009
Buon Design su Metropolis
Good Design Il numero di Marzo di Metropolis è focalizzato sui prodotti col tema del Buon Design.

Diversi degli articoli si adeguano ai temi trattati in questo blog:

What is good design?
Di Peter Hall
La definizione del ventunesimo secolo di buon design era determinata principalmente dalla forma. Oggi il livello è troppo alto ed il mondo troppo complesso, per una risposta superficiale.

Buono È Sostenibile (“Bending the Reeds” di Julie Taraska)
Buono Is Accessibile (“Updating a Workhorse”, un articolo sul Perkins Brailler di Kristi Cameron)
Buono È Funzionale (“Redefining Design” di Jennifer Kabat)
Buono È Ben Fatto (“In Praise of the Supernormal”, Paul Makovsky intervista Jasper Morrison)
Buono È Emozionalmente Risonante (“Selective Memories”, Donald Norman sul creare un’esperienza dell’utente evocativa)
Buono È Duraturo (“Mari on Mari”, un profilo su Enzo Mari di Martin C. Pedersen)
Buono È Socialmente Beneficioso (“Products For a New Age”, Ken Shulman sul come trattare coi problemi più irritanti del mondo)
Buono È Bello (“Empty Promise”, un profilo di Muji di Mason Currey)
Buono È Ergonomico (“A Call to Arms”, Suzanne LaBarre sul design della prostetica)
Buono È Economico (“Banal Genius”, Paul Makovsky sull’intrigante collezione Under a Fiver di Sam Hecht)

La Nuova Realtà New Reality
- Motor City Blues (Michael Silverberg sui tre di Detroit)

- Graduating Class (studenti che stanno completando dieci programmi di design industriale parlano sui loro piani di carriera)
- Surviving the Storm (Belinda Lanks sul come i retailer cercano nuovi modi di attirare compratori in un clima di affari ostile)

Within the Product of No Product
Di John Hockenberry
Quali sono le implicazioni dei designer industriali se il più forte impulso dei consumatori diventa il non comprare?

Product Panic: 2009
Di Bruce Sterling
Cos’è un designer industriale in mezzo al caos economico? Il nostro opinionista offre qualche consiglio per la carriera.

Rekindling the Book
Di Karrie Jacobs
Il nuovo lettore digitale di Amazon può fare per la stampa quello che l’iPod ha fatto per la musica?

(via Designing for Humans)

17 marzo 2009
L’innovazione scorre in una nuova direzione
ECG Business Week racconta di come aziende come General Electric, Nokia, e altre ancora stiano invertendo il tradizionale processo secondo il quale i prodotti vengono creati nei paesi ricchi e ri-confezionati per quelli emergenti.Leggi l’articolo
17 marzo 2009
Servizi di collaborazione: innovazione sociale e design sostenibile
Collaborative Services “Cos’è uno stile di vita sostenibile? Come diverrebbero le nostre vite quotidiane se ci decidessimo a modificare alcune delle nostre abitudini? Come possiamo ridurre il nostro impatto ambientale senza abbassare i nostri standard di vita?”

Un nuovo libro, edito da Francois Jegou ed Ezio Manzini (con un capitolo di John Thackara al suo interno) tenta di rispondere ad alcune di queste domande. Collaborative Services: Social Innovation and Design for Sustainability propone svariati scenari: car-sharing su richiesta, sistemi di micro-noleggio di strumenti tra vicini di casa, atelier di cucito condiviso, ristorante casalingo, servizio di consegna tra utenti che si scambiano i beni… Gli scenari mostrano come queste attività quotidiane potrebbero essere svolte da servizi strutturati, che fanno affidamento a una maggiore collaborazione tra individui.

Jeff Howard di design for Service approfondisce:

Si tratta di una ricerca di 200 pagine fatta da Francois Jegou ed Ezio Manzini, che ci presenta un mosaico di 24 iniziative di comunità.

Anche se queste organizzazioni differiscono negli obiettivi e negli attori, possiedono caratteri in comune: sono tutte state volute da gruppi di persone che collaborano per la co-creazione di valori comunemente riconosciuti. Per questo motivo, le chiameremo comunità di collaborazione: produzione e servizi basati su un approccio paritario, rapporti imperniati sulla collaborazione e di conseguenza basati su un alto grado di fiducia reciproca. La produzione e i servizi dove i valori prodotti hanno origine da qualità relazionali, ad esempio relazioni personali dinamiche, furi dala realtà di tutti i giorni.

I case study di questi servizi di collaborazione sono stati raccolti a Milano, Parigi, Eindhoven, Utrecht, Colonia, Glasgow ed helsinki, e fanno tutti parte di sei grandi categorie:

° Servizi incentrati sulla famiglia  – organizzati all’interno di una casa, combinando le abituali attività domestiche con gli eletrodomestici disponibili.

° Alloggio in una comunità – basati su una particolare struttura abitativa, che permetta di condividere risorse domestiche e assistenza reciproca.

° Case allargate – in base alle quali la condivisione delle attività domestiche viene fornita da infrastrutture collettive, situate nelle vicinanze.

° Comunità elettive -  all’interno delle quali i membri si organizzano e trovano sinergie per aiutarsi l’un l’altro.

° Associazioni di servizi – sono dei workshop dove dei dilettanti appassionati condividono le loro capacità e la loro attrezzatura.

° Reti di accesso diretto – tramite le quali i cittadini si organizzano per comprare direttamente dal produuttore.

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Vi segnalo anche la precedente pubblicazione Creative communities | People inventing sustainable ways of living.

(via Doors of Perception)

17 marzo 2009
Un sito web di partecipazione, che aiuta le famiglie con figli diversamente abili
Di.To Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie con figli diversamente abili, lancerà un nuovo sito web, sviluppato a cura di Experientia.

Il sito, chiamato DiTo (Disabilità a Torino), propone informazioni e indicazioni alle famiglie con figli diversamente abili, in età compresa fra 0 e 10 anni.

Experientia Srl ha sostenuto un ruolo chiave nel progetto, con attività di ricerca volte a indagare i valori determinanti delle famiglie e comunità di riferimento e a valorizzare le indicazioni di tutti i soggetti coinvolti (le famiglie con figli diversamente abili, i servizi sociali, ecc.). In particolare, l’architettura dell’informazione e il design sono stati realizzati con le tecniche della progettazione centrata sulle persone.

Area è un’associazione regionale di volontariato che è attiva in Piemonte, nel campo della disabilità, da più di venticinque anni. Il sito web DiTo si basa sulla popolare guida Che Fare, il servizio di assistenza offerto da Area.

Il sito web offre ventiquattr’ore di accesso a informazioni pratiche, senza costi o code; è interattivo, piacevole da vedere e facile da usare; inoltre, è centrato su Torino.

Oltre a soddisfare il compito di dare indicazioni e supporto, il sito è aperto alla partecipazione di quanti vorranno liberamente offrire il proprio contributo creativo. All’interno della sezione “Sogni, segni e disegni”, la collaborazione con famosi autori e artisti propone alle famiglie uno spazio creativo per leggere e disegnare con i propri figli. La sezione “Comunità” offre uno spazio mediato e agevolato alle famiglie, per scambiarsi idee, esperienze e obiettivi.

La presentazione del sito web avrà luogo il 19 marzo 2009, presso il Salone d’onore Fondazione CRT, via XX Settembre 31, Torino.

1 marzo 2009
KashKlash booklet online
KashKlash Dopo il progetto, il sito di collaborazione, il gioco, ora c’è anche il booklet.

KashKlash è un forum aperto sulle economie alternative in un futuro post-soldi. Che aspetto avrà un mondo del genere? Come verrà misurato il concetto di valore? Quali concetti formeranno le economie formali e informali? Brillanti pensatori di tutto il mondo si sono riuniti per discutere, dibattere e ideare in questo innovativo ed emozionante progetto.

KashKlash è un progetto di collaborazione tra Heather Moore di Vodafone, Experientia e un gruppo di visionari indipendenti. Il progetto è iniziato con quattro brillanti e innovativi provocatori, Nicolas Nova, Joshua Klein, Bruce Sterling, e Régine Debatty, e, man mano che il dibattito prendeva vita e si animava, sono giunti contributi, commenti, foto di flickr e stream twitter da più di 50 partecipanti supplementari, per dare forma e visualizzare possibili futuri.

Scarica il booklet (pdf)

1 marzo 2009
L’onnipresente human computing trascenderà la geografia
Jonathan Zittrain In un’intervista, Jonathan Zittrain dell’IdeasProject della Nokia parla del modo in cui l’onnipresente human computing, che lui descrive come l’abilità di trattare la mente umana come una risorsa fungibile, abbia consentito alle aziende di affrontare anche un gran numero di problemi, applicandoci più menti allo stesso modo in cui utilizzerebbero più server per risolvere un problema di traffico in un sito.

Jonathan Zittrain è uno studioso di ciber-giurisprudenza rinomato a livello internazionale; il suo lavoro si concentra sulle modaltà in cui l’impiego della tecnologia incide sulle aziende e sulla società, e sul ruolo che possono ricoprire gli intermediari come i governi. Il suo recente libro, ‘The Future of the Internet — And How to Stop It,’ sostiene che la crescita esplosiva di Internet potrebbe essere il suo maggiore inconveniente. Lui ha cofondato il Berkman Center for Internet and Society presso la Harvard Law School, la cui missione è di esplorare e comprendere il ciberspazio da un punto di vista legale.

- Guarda l’intervista
- Leggi la trascrizione

Collegamenti:
- Ubiquitous Human Computing (ricerca di Oxford)
- Herdict web

1 marzo 2009
Le connessioni in tempo reale sono “intimità ambientale”, come in un villaggio
Laura Fitton In un’intervista con l’innovatrice di media sociali di IdeasProject della Nokia, Laura Fitton parla delle più basilari connessioni umane: la nostra comunità fisica immediata.

Questo è il genere di intimità che si basa su diverse piccole interazioni ’senza importanza’… i vicini che lavano la macchina, il ragazzo che lavora al bar, o la signora che porta il cane a passeggio. Risulta che queste interazioni hanno un valore molto importante; ci ancorano al mondo, e sono compontenti critiche per la fiducia e la connessione.

“Fitton racconta nel dettaglio il profondo impatto che ha la connettività fra gli individui e i i loro network, sul lavoro e sulla vita della gente. La natura triviale e basilare di queste interazioni rappresenta anche il loro potere. In modo simile agli scambi che la gente fa col proprio vicinato, Fitton documenta come operano per creare un tessuto di fiducia.”

- Guarda il video
- Leggi la trascrizione

Collegamenti:
- Intervista con il CEO di Twitter Evan Williams
- Intervista di SAP Global Survey con Laura Fitton

1 marzo 2009
Dolce Twitter
FT Il Financial Times ha pubblicato una lunga nalisi su Twitter come fenomeno sociale:

“Nella sua forma ingannevolmente semplice, Twitter è giunto ad una formula che un’intera generazione di start-up web cerca da tempo: un modo per connettere con amici, esprimersi e cercare informazioni che ha la possibilità di diventare popolare quanto altre tendenze online come il blogging ed il social networking.”

Leggi tutto l’articolo

Se siete su Twitter, date uno sguardo al Twitter feed dell’autore di Putting People First.

16 febbraio 2009
Yochai Benkler sulla ‘produzione sociale’
Yochai Benkler Yochai Benkler, che è il professore Berkman di studi Legali Imprenditoriali ad Harvard, nonché co-direttore di facoltà del Berkman Center for Internet and Society, è stato intervistato su Ideas Project, il sito della Nokia che esplora “dove la tecnologia e le comunicazioni potrebbero condurci”.

Yochai Benchler ha scritto per parecchio tempo di internet e della nascita di un’economia e di una società di rete. Ha anche parlato dell’organizzazione di infrastrutture, come le comunicazioni wireless. Il suo libro più recente è The Wealth of Networks: How Social Production Transforms Markets and Freedom, che è disponibile, soggetto a licenza della Creative Commons Attribution Noncommercial Sharealike. È anche stato il beneficiario dell’Electronic Frontier Foundation’s Pioneer Award, nel 2007.

- Ascolta l’intervista (audio)
- Leggi la trascrizione dell’intervista

Informazioni relazionate
- Yochai Benkler presenta il suo contributo al TED 2005
- Idee degli utenti spedite al sito di Ideas Project

31 gennaio 2009
35 video della conferenza Picnic
PICNIC Su Vimeo potete trovare niente meno che 35 video della conferenza Picnic. Sono bellissimi.

I miei preferiti (sono un bel po’):

Jim Stolze: The virtual happiness project

“Virtual Happiness” è un progetto di ricerca che mira a fornire insight sulla relazione che esiste fra l’uso di internet e la felicità.

- Jim Stolze si specializza su un nuovo concetto di comunicazione digitale.

Matt Hanson: Celebrating Collaborative Creativity

Matt Hanson, un produttore cinematografico che sta lavorando al progetto del film open-source, “Uno sciame di angeli”

Panel Discussion: Celebrating Collaborative Creativity

Nel corso di questa prima, scandita sessione, numerosi esempi di creatività collaborativa, sono in fase di riesame. Quali processi e quali modelli commerciali compaiono? Quali cambiamenti si verificheranno nell’industria cinematografica, musicale, editoriale e pubblicitaria?

Moderatore: Laurent Haug, imprenditore e co-fondatore di Liftlab

Matt Hanson: un produttore cinematografico che sta lavorando al progetto del film open-source, “Uno sciame di angeli”

Ton Roosendaal, fondatore di Blender, una suite di strumenti in piattaforma trasversale, open-source, per la creazione in 3D.

Katarina Skoberne è la co-fondatrice e amministratore delegato di OpenAd.net, “Il più grande reparto creativo”

Ben Cerveny: Can you see what I know?

Artisti, scienziati e designer stanno esplorando un nuovo mondo dell’estetica dei software e sono in corso di approfondimento di nuovi linguaggi per l’espressione interattiva e visuale. Come facciamo sì che l’informazione risulti intuitivamente eloquente?

- Ben Cerveny è è consulente strategico e concettuale presso Stamen, esperti in visualizzazione creativa. E’ un designer di stimata esperienza e uno stratega concettuale.

Stefan Agamanolis: Dueling with Distance

Basato sul suo lavoro al MIT e presso Distance Lab, Stefan Agamanolis fa un resoconto sulle ultimissime tendenze nel campo della comunicazione e della connettività, che si stanno accingendo a combattere con la distanza attraverso modalità inaspettate, che vanno dalle gare sportive giocate a distanza ai telefoni intersecati con vasche galleggianti.

- Stefan Agamanolis è il direttore generale e il direttore della ricerca di Distance

Matt Jones: The Emerging Real-Time Social Web

Matt Jones un direttore creativo e designer dell’esperienza dell’utente, che ha lavorato per Sapient e per la BBC, prima di fondare Dopplr, un servizio di viaggi

Jyri Engestrom: The Emerging Real-Time Social Web

Jyri Engestrom è uno scienziato sociale nonché il fondatore del finlandese Jaiku, un servizio di aggregazione mobile, acquistato da Google nel 2007; la sua successiva mossa è stata il trasferimento nella Silicon Valley, che ha avuto come effetto una rinnovata attenzione per i processi sociali in seno alle nuove piattaforme media.

Conversation the Emerging Real-Time Social Web

Con le onnipresenti connessioni internet e l’incremento dei servizi di connessione mobile, ora pezzetti di realtà che un tempo non si riuscivano a catturare, possono venire memorizzati. Attraverso la memorizzazione e la condivisione della nostra presenza, possiamo avvertire anche la presenza altrui.  Siamo al margine di una realtà con “visione sociale periferica”, all’interno della quale le amicizie circostanti fioriscono e le storie di vita e i dettagli della vita stessa sono immagazzinati, condivisibili e rintracciabili.

- Matt Jones un direttore creativo e designer dell’esperienza dell’utente, che ha lavorato per Sapient e per la BBC, prima di fondare Dopplr, un servizio di viaggi

- Philip Rosedale è il fondatore del mondo online in 3D Second Life, nonché pioniere dei mondi virtuali.

is founder of the 3D online world Second Life and a pioneer in virtual worlds

- Addy Feuerstein è il co-fondatore, nonché AD di AlloofMe, un servizio che permette di creare scadenze digitali personali is the co-founder and CEO of AllofMe, a service that allows you to create digital personal timelines form digital assests such as pictures, videos, and blogs.

- Jyri Engestrom è uno scienziato sociale nonché il fondatore del finlandese Jaiku, un servizio di aggregazione mobile, acquistato da Google nel 2007Younghee Jung: Design as a Collaborative process

Nuove interazioni si trasformano in nuove pratiche di design; nuovi processi generano nuove forme creative. Come possono gli ideatori coinvolgere la gente che vogliono creare per il loro lavoro?

- Younghee Jung, un senior designer presso Nokia, rivela come gli utenti immaginano nuovi prodotti.

Bill Moggridge: Design as a Collaborative Process

Nuove interazioni si trasformano in nuove pratiche di design; nuovi processi generano nuove forme creative. Come possono gli ideatori coinvolgere la gente che vogliono creare per kil loro lavoro?

- Bill Moggridge è il fondatore di IDEO, una delle aziende di design di maggiore successo nel mondo e una delle prime ad aver integrato il design del software e dell’hardware alla pratica del design industriale.

Ethan Zuckerman: Surprising Africa

Una presentazione sui vibranti e veloci sviluppi tecnologici e creativi nelle città e nelle aree rurali in Africa, dalla fabbricazione dei cellulari ai nuovi schemi di comunicazione.

- Ethan Zuckerman, il co-fondatore di Global Voices, un membro ricercatore presso il Berkman Center e un eccezionale blogger, interessato all’impatto della tecnologia sui paesi in via di sviluppo.

Conversation with Ethan Zuckerman, Helen Omwando and Binyavanga Wainaina: Surprising Africa

Un aggiornamento sui vibranti e veloci sviluppi tecnologici e creativi nelle città e nelle aree rurali in Africa, dalla fabbricazione dei cellulari ai nuovi schemi di comunicazione.

- Ethan Zuckerman, il co-fondatore di Global Voices, un membro ricercatore presso il Berkman Center e un eccezionale blogger, interessato all’impatto della tecnologia sui paesi in via di sviluppo.- Helen Omwando, a capo della market intelligence presso Royal Philips Electronics

- Binyavanga Wainaina, autore e giornalista keniota.

Clay Shirky: Here Comes Everybody

Un esame rivelatore di come il diffondersi di nuove forme di interazione sociale, reso possibile dalla tecnologia, sta modificando il modo in cui gli esseri umani formano gruppi ed esistono all’interno di questi stessi gruppi. Le nuove tecnologie della nostra epoca associate la cocial networking si stanno lentamente sviluppando e ci inducono a progredire in nuovi gruppi che fanno nuove cose in nuovi modi.

-Clay Shirky è un pensatore di spicco per quanto riguarda internet; è inoltre autore di Here Comes Everybody, e un acuto analista di nuovi sviluppi di media sociali.

Wolfgang Wagener and Jared Blumenfeld: Eco Map

Cosa possiamo fare con una piattaforma di collaborazione open-source, che consenta ai cittadini e alle attività commerciali di osservare i risultati comuni delle loro azioni?

- Wolfgang Wagener, Direttore, Sustainable Cities Connected Urban Development, CISCO and Jared Blumenfeld, Direttore, Department of the Environment, City and County of San Francisco

Euro Beinat: The Visible City

Cosa accadrebbe se riuscissimo a vedere una città intera dall’alto, come da un aereo, e percepire non solamente gli edifici e le piazze, ma anche gli esseri umani che popolano la città stessa, nelle loro abitazioni e fuori?

- Euro Beinat, professore di percezione dell’ubicazione presso l’Università di Salisburgo, AD di Geodan Mobile Solutions e fondatore di Senseable Future Foundation

Stan Williams: Tracking our World

CeNSE: il Sistema Nervoso Centrale della Terra è basato sulla convinzione che la nanotecnologia abbia il potenziale di rivoluzionare l’interazione umana con la Terra, in modo tanto profondo così come internet ha ricoluzionato l’interazione personale e commerciale.

- Stan Williams, membro senior HP; direttore di  Information and Quantum Systems Lab

Adam Greenfield: The Long Here, the Big Now, and other tales of the networked city

La vita urbana del futuro prospererà con nuove modalità di percezione e di esperienza, basate su dati in tempo reale e sul feedback. Come apparirà la città collegata in rete ai suoi utenti? Come trasformerà tutto ciò la nostra percezione di metropolitano?

- Adam Greenfield , a capo della direzione di design presso Nokia e autore di Everywhere

Charles Leadbeater – We Think: The Power of Mass Creativity

Il conflitto fra la nascente ondata di collaborazione di massa e i tentativi di conservare un controllo che parte dall’alto per arrivare la basso si rivelerà essere una delle battaglie significative del nostro tempo.  Un’indagine sul significato della nostra cultura, del modo cui essa opera, attraverso il governo, la scienza e le attività commercaili.

- Charles Leadbeater, pensatore, rinomato consigliere politico dell’ex primo ministro britannico Tony Blair e autore di We Think, un’analisi innovativa di un mondo in cambiamento.

Charles Leadbeater in conversation with Clay Shirky

Il conflitto fra la nascente ondata di collaborazione di massa e i tentativi di conservare un controllo che parte dall’alto per arrivare la basso si rivelerà essere una delle battaglie significative del nostro tempo.  Un’indagine sul significato della nostra cultura, del modo cui essa opera, attraverso il governo, la scienza e le attività commercaili.

- Charles Leadbeater, pensatore, rinomato consigliere politico dell’ex primo ministro britannico Tony Blair e autore di We Think, un’analisi innovativa di un mondo in cambiamento.

- Clay Shirky, notevole esperto pensatore di internet

(via Laurent Haug)

14 gennaio 2009
Vedere altra gente
Social networking Il social networking è diventato parte integrale delle nostre vite, ma fino a che punto gli utenti hanno voce in capitolo su cosa fare col social networking e su com’è fatto?

Questa è la principale domanda che si pone Jesse Ashlock, nel suo articolo su Print Magazine, che fornisce una breve storia del social networking.

“Quello che tutti questi sviluppi indicano è che il social networking è diventato qualcosa di molto più ampio di una semplice lista dei nostri interessi e dei nostri amici. Riguarda la gestione del numero in continua espansione di applicazioni sociali che usiamo ogni giorno, in modi per noi comprensibili e significativi. Mentre è certo che ci saranno dolori lungo la via, il risultato finale dovrebbe dare come esito utenti abilitati a essere designer, curatori, creatori—padroni del loro universo online.”

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7 dicembre 2008
Esperimentando con i gruppi di Facebook
Facebook Come esperimento, ho creato due nuovi gruppi di Facebook:

Interaction Design Institute Ivrea

Questo gruppo è aperto a tutti quelli che hanno lavorato, studiato, consultato o visitato l’Interaction Design Institute di Ivrea e hanno apprezzato quanto successo lì. Questo gruppo  complementa un’esistente e popolare email list.

Putting People First

Questa nuova piattaforma Facebook per i lettori di Putting People First è nata dalla necessità di alcuni di voi di scrivere qualcosa velocemente e condividerla all’interno della nostra comunità professionale. Questo nuovo spazio di Putting People First è vostro. Usatelo per condividere, annunciare, pubblicare, connettere.

Fatemi sapere se trovate Facebook in sè utile.

7 dicembre 2008
Una conferenza di Johannesburg mostra le innovazioni bottom-up nell’utilizzo del cellulare
MobileActive08 Se siete interessati all’innovazione bottom-up nell’utilizzo dei cellulari all’interno dei mercati emergenti, la recente conferenza MobileActive08 (ulteriori informazioni qui) a Johannesburg, Africa del Sud, ha generato una grande ricchezza di materiale. Ecco l’elenco dei video.