![]() |
Oggi ho letto Groundswell: winning a world transformed by social technologies (sito alternativo - pagina di amazon) di Charlene Li e Josh Bernoff (analisti presso Forrester). [Mi è stata mandata una copia da recensire].
E’ un libro mirato ai senior manager che si occupano di marketing, pr, assistenza del cliente e (fino ad un certo punto) sviluppo dei prodotti presso grandi aziende internazionali, che stanno cercando di capire cosa fare di tutto questo contenuto user-generated (UGC) e che tendono a considerarlo una minaccia al potere istituzionale. La premessa del libro è che questa gente, che è immersa nelle comunicazioni unilaterali e nella cultura del marketing, debba ora affrontare un mondo diverso che non sanno come gestire. Sono ‘immigranti digitali’ più che ‘nativi digitali’. Questo libro di business strategy, che contiene molte storie pratiche su ‘come loro ce l’hanno fatta’, è disposto per aiutare quella gente che vede gli UGC non come una minaccia, ma come un’opportunità, a comunicare, raggiungere, ascoltare ed imparare, e mette molta enfasi sulla gente e le relazioni, su tutto il resto (e in quel senso, sono certamente lieto). Ciò nonostante non è un libro mirato a me, ne ai lettori di questo blog: il primo capitolo per esempio contiene descrizioni sul funzionamento di blog, social network, mondi virtuali, wiki, forum, tag, e rss, che non sono cose su cui i lettori di Putting People First/UXnet abbiano bisogno di un input. Tuttavia, la gente come me otterrà indubbiamente delle buone idee su come parlare meglio con i nostri clienti/senior manager, relazioni media o pubblico. Detto questo, non è un libro che da qualcosa di valore a tutti: però potrebbe essere prezioso per il suo target group, mi ha in qualche modo irritato il fatto che il libro non contenesse alcun insight profondo e rivelatore. Speravo in un ondata di idee, una nuova maniera concettuale di vedere le cose, qualcosa che mi facesse guardare il mio mondo professionale in un mondo diverso, ma manca di una tale profondità. Il libro è quello indicato nel sottotitolo: un manuale fai-da-te sull’”avere successo in un mondo trasformato dalle tecnologie sociali”. L’enfasi è sulla parte dell”avere successo’. Non vi aspettate di imparare molto sulle tecnologie sociali. Ecco alcuni paragrafi sul comunicato stampa aziendale:
Ed ecco alcuni link per altre recensioni: - di Jacob Morgan - di Elizabeth Albrycht |
| Articoli della categoria 'Co-creazione' |
|
4 Maggio 2008
|
|
1 Maggio 2008
|
![]() |
Clay Shirky, autore del libro Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations (vedi anche questi post), è stato uno dei presentatori alla conferenza Web 2.0:
Mark Ury, chief experience architect di Blast Radius, è stato presente e ne ha scritto sul suo blog “The Restless Mind”:
|
|
1 Maggio 2008
|
Business Week scrive su come le applicazioni online come Sports Tracker e Nokia Beta Lab, permettano al gigante Finlandese della telefonia di raccogliere idee degli utenti di tutto il mondo, e virtualmente gratis.
|
|
1 Aprile 2008
|
![]() |
Settimana scorso ho scritto sul nuovo libro di Clay Shirky Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations. Ora WorldChanging ha pubblicato una lunga intervista che Jon Lebkowski ha fatto con lui:
|
|
20 Marzo 2008
|
![]() |
Here Comes Everybody: The Power of Organising without Organisations di Clay Shirky è un “esame di come la diffusione a macchia d’olio delle nuove forme di interazione sociale abilitate dalla tecnologia stiano cambiando il modo in cui gli uomini formano gruppi ed esistono all’interno di essi, con profondo effetti economici e sociali a lungo termine-nel bene e nel male.”
- Pagina del libro (Penguin) |
|
19 Marzo 2008
|
|
7 Marzo 2008
|
|
4 Marzo 2008
|
Due delle organizzazioni ambientali più grandi del mondo, WWF e IUCN, supportate della Nokia, stanno lanciando oggi connect2earth.org per permettere ai giovani di poter dire al mondo quel che pensano sull’ambiente.
|
|
3 Marzo 2008
|
![]() |
Se i dirigenti hanno intenzione di affidarsi alla saggezza delle masse per ottenere aiuto nei business, probabilmente è ora che le masse ottengano un piccolo compenso in cambio.
Questa è la teoria dietro Kluster, il nuovo schieramento di aziende che utilizzano la rete per canalizzare la saggezza collettiva di stranei in strategie di business significative. Con un sistema di ricompensazione per i contribuenti ed un gran inizio alla conferenza TED settimana scorsa a Monterey, California, Kluster spera di attirare abbastanza visitatori con sufficienti capacità di business per ottenere presto momentum. |
|
27 Febbraio 2008
|
![]() |
“We Think”, il nuovo libro di Charles Leadbeater, un pensatore sull’innovazione e portavoce della creatività collettiva, è stato appena pubblicato.
Il libro è stato parzialmente scritto online ed incorpora i commenti dei lettori su una bozza pubblicata sul web a fine 2006. - Pagina dell’editore |
|
27 Febbraio 2008
|
![]() |
Ho recentemente intervistato il Prof. Yrjö Sotamaa, Presidente dell’University of Art and Design Helsinki.
Sotamaa è l’uomo dietro all’iniziativa di avviare una nuova Innovation University in Finlandia, riunendo tre importanti università finlandesi: l’University of Art and Design Helsinki (TAIK), la Helsinki University of Technology (TKK), e la Helsinki School of Economics (HSE). L’obiettivo della nuova università, la cui inaugurazione è prevista per Agosto del 2009, è quello di essere una delle principali istituzioni nel mondo in termini di ricerca e di educazione nei settori della tecnologia, gli studi economici e arte e design. L’iniziativa è una versione più grossa ed ambiziosa del generale approccio multidisciplinario che viene attualmente applicato in alcuni altri importanti centri di educazione. Design-London presso RCA-Imperial creerà un ‘triangolo dell’innovazione’ tra design (rappresentato dal Royal College of Art), ingegneria e tecnologia (rappresentato dall’Imperial College Faculty of Engineering), e business dell’innovazione (rappresentato dall’Imperial’s Tanaka Business School). La Carnegie Mellon University mette gli studenti di design, ingegneria e business in gruppi per lavorare a progetti. E la Rotman School of Management dell’Università di Toronto accopia MBA con gli studenti di design nelle lezioni di sviluppo dei prodotti. Le lezioni per i 22,000 students saranno in inglese, per attrarre studenti da tutte le parti del mondo (molti dei quali potrebbero finire a lavorare per quella famosa multinazionale finlandese, Nokia, che è uno degli sponsor dell’iniziativa). Un’altra cosa interessante è la loro scelta radicale per un approccio centrato sull’uomo, multidisciplinare e di prototipazione. |
|
10 Febbraio 2008
|
![]() |
Il governo fiammingo (le Fiandre sono una regione del Belgio) sta optando per la diplomazia partecipatoria come corso promettente per lo sviluppo della politica estera.
La regione, che ha del personale delle ambasciate estere ma nessuna ambasciata, è nel processo di cambiare da “gerarchia centrata sullo stato o modello di relazioni estere guidato dalla politica verso una rete più centrata sul dialogo e sulle relazioni” (come descritto da una ricerca sull’argomento). Ora i funzionari del governo fiammingo stanno cominciando a coinvolgere gente come me, cioè gente fiamminga che si è spostata all’estero. Ho tradotto da un sondaggio online che mi hanno chiesto di compilare:
Ma “Flanders fits me” (trad. le Fiandre sono adatte a me) come il loro nuovo slogan mi dice che dovrebbero esserlo? Resta ancora da vedere fino a che punto noi siamo quello che quei funzionari pensano o vogliono che noi siamo. Innanzitutto, non condivido il piano piuttosto radicale che il partito politico del ministro Bourgeois promuove. Infatti, la maggior parte della gente che si trasferisce all’estero dopo un pò tende a sentirsi più belga che fiamminga, in quanto le (poche) differenze culturali tra le comunità spesso sembrano particolarmente minute in confronto alle molte similitudini, una volta che cominci ad osservarle dall’estero. Non vivo in Belgio dal 1994, e sono cambiate molte cose di cui non sono del tutto consapevole. Se gli italiani mi chiedono di spiegare loro le difficoltà di formare un governo o di descrivere il perchè ci sia così tanta animosità tra le comunità che parlano olandese e francese, spesso mi trovo sperduto perchè io stesso non lo capisco. Tutto questo ovviamente riguarda una questione culturale più profonda: dopo anni abitanto all’estero uno assume molteplici indentità che si sovrappongo, e diventa sempre più difficili atternersi ad una sola. Tra l’altro questo si applica anche alle comunità di immigrati. In sostanza, sono diventato un po’ belga, un po’ americano, un pochino danese e un pò italiano, in quanto sono vissuto in tutti questi paesi, e alla fine dico semplicemente di essere Mark, non la nazionalità. Il problema è che la popolazione originale non ti vede allo stesso modo: sono considerato molto belga o fiammingo quando visito il mio paese, e anche la gente qui in Italia mi vede come un belga, e non come qualcuno con un identità più ibrida. Una cosa nella quale sono diventato bravo è nel capire come gli altri vedono i belga, e perchè, e come i fiamminghi o i belga possono usare quello a proprio vantaggio. Quindi forse il mio ruolo in questa iniziativa non consiste tanto nel “creare consapevolezza della politica estera e dell’immagine delle Fiandre tra la popolazione estera” ma nel creare consapevolezza tra i responsabili delle decisioni fiamminghi su cosa la popolazione estera pensi di loro e come questo possa essere impiegato in modo utile. Se vi interessa cosa accade nelle Fiandre, date uno sguardo a questo nuovo sito plurilingue (inglese, francese e tedesco), e se vi piace leggere esercitazioni di previsione regionale, questo sommario dell’iniziativa del 2020 delle Fiandre (pdf, 4 mb) vi interesserà. |
|
2 Febbraio 2008
|
![]() |
Darren Sharp della Smart Internet (Australia) mi ha contattato a proposito della nuova ricerca ‘User-led Innovation: A New Framework for Co-creating Business and Social Value‘ [Innovazione Guidata dall’Utente: Una Nuova Cornice per il Co-creating Business e il Valore Sociale], che ha condotto assieme a Mandy Salomon.
Scarica lo studio (pdf, 2.4 mb, 57 pagine) |
|
18 Gennaio 2008
|
![]() |
Demos, il gruppo di esperti sulla “democrazia quotidiana”, ha pubblicato un nuovo resoconto sui “servizi pubblici autogestiti”, intitolato “Making It Personal“.
Charles Leadbeater è un associato di Demos, autore di We-Think, un socio temporaneo presso NESTA, the National Endowment for Science Technology and the Arts, e partner nel nuovo Participle (gli altri partner sono Hilary Cottam e Colin Burns). Gli altri due autori, Jamie Bartlett e Niamh Gallagher, sono ricercatori presso Demos. Scarica la pubblicazione (pdf, 56 pagine) |
|
17 Gennaio 2008
|
|
24 Dicembre 2007
|
![]() |
Il resoconto “User-driven innovation: when the user makes the difference” mira a precisare la consapevolezza e l’uso dell’innovazione guidata dall’utente nelle regioni Nordiche.
Gli autori — un gruppo di studenti della Norwegian University of Science And Technology (NTNU) — hanno contattato numerose aziende e esperti nello sforzo di mostrare la varietà e la diversità della consapevolezza e dell’utilizzo dell’innovazione guidata dall’utente tra le regioni Nordiche. Anche se il resoconto ha un design grafico professionistico, non si può dire lo stesso dello stile di scrittura — che tradisce le sue origini di progetto studentesco — e per la qualità dell’inglese. Le aziende coinvolte sono Electrolux (Sweden - white goods), Lego (Denmark - toys), Coloplast (Denmark - medical products), Nokia (Finland - mobile phones), Laerdal Medical (Norway - basic and advanced life support training products and emergency medical equipment), Tomra (reverse vending machines), Trolltech (Norway - computer software), Plastoform AS (Norway - Nordic Seahunter), Funcom (Norway computer and console games), Deuter (Germany - backpacks, suitcases and bags), Sweet Protection (Norway - protective sports clothing), Cycleurope (DBS) (Norway - bicycles), and HardRocx (Norway - bicycles). |
|
16 Dicembre 2007
|
|
14 Dicembre 2007
|
![]() |
Demos, il gruppo di esperti britannico che si occupa della democrazia giornaliera, ha dato il via ad un progetto si co-design e servizi pubblici.
|
|
11 Dicembre 2007
|
![]() |
Mi è costato parecchio fissare un’intervista con Hilary Cottam, Designer of the Year 2005 britannica e precedente direttrice di RED [sito archiviato], l’unità d’innovazione del Consiglio del Design del Regno Unito chiusa nel frattempo, e ora uno dei partner fondatori di Participle. Ma ne è valsa la pena.
Nei 30 minuti di intervista abbiamo discusso diverse aree che stanno a cuore a questo, incluse co-creazione con gli utenti finali, il potere del design di trasformare i servizi pubblici e provvedere un nuovo approccio all’affrontare problemi difficili come il diabete, e che ora ha a che fare in modo costruttivo con una popolazione che invecchia. Naturalmente ha anche parlato della sua nuova avventura Participle. L’intervista è stata pubblicata sul sito di Torino World Design Capital, dove l’autore di questo blog partecipa mensilmente. |
|
8 Dicembre 2007
|
![]() |
L’User Innovation Research Initiative è un programma di ricerca che mira ad approfondire la nostra comprensione del fenomeno dell’innovazione dell’utente ed è tenuta dall’Institute for Entrepreneurship and Innovation presso l’Università di Economia e di Amministrazione dei Business di Vienna. |
Notizie di Experientia
L'UPA (Usability Professionals' Association) è orgogliosa di
Experientia ha appena risolto il problema di posta elettronica con il
Il prossimo 8 novembre avrà luogo la Giornata Mondiale dell'Usabilità
La prima conferenza regionale europea dell'Usability Professionals'
è basato su piattaforma WordPress


















