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Context-Based Research Group e Carton Donofrio Partners hanno condotto uno studio in collaborazione sul futuro del consumismo in un economia in cambiamento ed hanno concluso che un nuovo “consumatore coi piedi per terra” stia emergendo dalle ceneri dello scioglimento economico.
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| Articoli della categoria 'Branding' |
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15 dicembre 2008
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18 settembre 2008
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Whiff! The Revolution of Scent Communication in the Information Age
di C. Russell Brumfield Quimby Press, Hardcover, Giugno 2008
- Recensione del libro su Neuroscience Marketing (via FutureLab) |
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9 luglio 2008
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“Polite, pertinent and… pretty: designing for the new wave of personal informatics” era il titolo di una conferenza tenuta da Matt Jones (Dopplr) e Tom Coates (Yahoo! Brickhouse) presso la recente Web 2.0 Expo a San Francisco.
Riassumere la loro conferenza non è facile, ma farò un tentativo. In ogni caso le 81 slide con annotazioni dei relatori sono disponibili su SlideShare. Jones e Coates partono dalla premessa che l’informazione stia diventando così pervasiva, onnipresente, localizzata e personalizzata che non solo ci permette di aumentare la nostra consapevolezza, ma anche di utilizzarla costantemente a nostro vantaggio. Questi dati vengono da grossi database, ma anche dai nostri comportamenti. Il nostri dispostivi sentono, registrano e campionano dati, e li condividono con altri dispositivi e con noi ed altra gente. Questo viene chiamato “personal informatics”. Ma questo pone una grossa sfida dell’esperienza dell’utente, che richiede una sofisticata soluzione di design:
Ma concretamente cosa significa questo? Come dovremmo progettare? Jones e Coates propongono “tre pioli su cui appendere alcuni pensieri” e tutti quanti iniziano per P. Nel definire il concetto di politeness (cortesia)(da intendere come il “ying più morbido per il duro yang della ‘privacy’), loro si appoggiano su pensatori come Adam Greenfield (ed in particolare il suo recente libro “Everyware“), Mimi Ito, Leisa Reichelt, Matthew Chalmers, Anne Galloway ed ovviamente la loro personale esperienza. La Pertinence (applicabilità) tratta sul “rivelare informazione che sia opportuna ed il più possibile ‘in context’”. Per definire meglio questo, loro si riferiscono alla metafora del ‘ movimento’ che Matt Webb di Schulze & Webb ha descritto di recente ad una conferenza. Webb sostiene che ci stiamo spostando da una rete di ‘luoghi’ a “qualcosa di più simile ad una rete di organismi o meccanismi connessi che si alimentano a vicenda”. Quindi la questione qui è quella di mostrare piccole parti di informazione nel contesto giusto e al momento giusto, “consegnata in forme sempre più pertinenti, a seconda delle nostre abitudini e contesti”. E finalmente c’è la prettiness (bellezza):
Quindi qual è il futuro dell’informatica personale? Non stiamo creando il nostro proprio “participatory panopticon” (Jamais Cascio)? O ci stiamo muovendo verso un mondo pieno di “spimes” (Bruce Sterling)? Al momento sono spesso gli artisti ad esplorare i limiti di questo futuro ignoto. In un lungo post, Alex Steffen di Worldchanging presenta il suo proprio – eccellente – riassunto della conferenza di Jones/Coates, ma porta le loro analisi un passo più avanti connettendole con la sostenibilità ed aggiungendo una quarta P (“Protezione”):
Steffen continua a sorprendermi con la profondità delle sue idee. |
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20 maggio 2008
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| Qualche setimana fa siamo stati contattati da Marco Bevolo di Philips Design il quale cercava qualche opinione anticipata sul libro che sta scrivendo assiame a Stefano Marzano (anche lui di Philips Design), Dr. Howard R. Moskowitz e Alex Gofman (presidente e vice-presidente di Moscowitz Jacobs Inc.). Ci hanno spedito una copia della bozza per una prima reazione.
Il libro, che ha il titolo provvisorio di “Future High Tide of High End” e verrà pubblicato da Wharton School Publishing, fornisce una comprensione socio-culturale e centrata sulla gente del concetto di lusso — più nello specifico prodotti di prestigio per le masse (che loro chiamano “High End”) — con l’obiettivo di fornire insight e guida per lo sviluppo dei business futuri in questo settore. Reso possibile da circa settanta conversazioni, contributi ed interviste con esperti dell’industria, leader di pensiero d opinionisti, il libro è piuttosto unico nel suo approccio, e destinato a diventare d’obbligo per chiunque concepisca, sviluppi e metta in commercio prodotti e servizi ‘High End’. Un fulcro sull’interazione delle tendenze sociali, visioni di design, e profonda comprensione della gente, permette agli autori di proporre una serie di considerazioni interessanti, tra cui un nuovo concetto per il futuro dell’industria basato sull’esperienza, così come una serie di strumenti con cui creare e capire nuove offerte di prodotti e servizi ‘High End’. Per capire quale sarà l’anima del High End nel futuro prossimo, gli autori introducono anche un metodo esperimentale, il Rule Developing Experimentation (RDE) — con gente che deve valutare coppie di scenari futuri, e l’analisi statistica successiva dei dati ottenuti per capire quali idee sottostanti sono i veri elementi motori. I risultati vengono poi presentati su un originale studio basato su questo metodo, che è stato condotto in quattro nazioni (US, GB, Cina e Italia) con più di 500 utenti finali, tutti appartenenti a fasce di reddito moderatamente alte. Il libro, che attualmente è in fase di redazione avanzata (in parte sulle basi del nostro feedback), verrà pubblicato prima della fine dell’anno. Gli autori ci hanno detto che presto pubblicheranno dell’altro materiale sul loro sito (come un sommario, una tabella dei contenuti, un campione di un capitolo, ecc.), in modo che anche i lettori possano contribuire con le loro considerazioni e suggerimenti. Una piccola nota di chiusura è di orgoglio: questo è il primo articolo pubblicato sul libro in uscita. Marco ha detto che sarebbe felice se venisse dalla sua città natale (Torino) e lo stesso vale per noi. |
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20 maggio 2008
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PSFK è un’azienda di tendenze globali ed innovazione che si occupa anche di organizzare conferenze in diverse parti del mondo. Si possono trovare online video di oltre quaranta presentazioni di queste conferenze. Ecco la mia selezione:
Allan Chochinov on the Dumbest Smartest Design Problem Grant McCracken on Pattern Recognition Hugh MacLeod on Wine 2.0 Regine Debatty on What Happens When Artists Mess Around With Technology Jeremy Ettinghausen on How To Build Innovation Into A Brand Mike Butcher on How Digital Media Screwed the Media Business Niku Banaie Gives Twenty-Five Signals for Change Timo Veikkola on a Vision Of The Future George Murphy on Brand Experience Allan Chochinov on The Perfect Storm |
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24 aprile 2008
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3 aprile 2008
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1 aprile 2008
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Si trova ovunque sulla stampa italiana (usciti vincitori) e quella turca (i perdenti), e su un piccolo numero di pubblicazioni internazionali: Milano ospiterà l’Esposizione Universale del 2015.
In un giorno ed un era in cui le Esposizioni Universali non sono più tra gli eventi internazionali più importanti come erano una volta, Milano è ciò nonostante totalmente eccitata dalla nomination. Io non lo sono ancora, ma d’altro canto questi eventi tendono a galvanizzare la gente e chi prende le decisioni, e possono far progressare le cose in fretta. Dal momento che gli italiani sono famosi per il loro mettere su i loro atti collaborando all’ultimo secondo — avendo davanti la prospettiva di fare altrimenti una ‘brutta figura’ — non sottovaluterei il potere della Expo 2015. Le Esposizioni Universali sono diventate nelle ultime decadi piattaforme di branding nazionale:
Preso da Wikipedia (inglese). L’attuale Expo di Zaragoza, Spagna, ne è un esempio. Penso che lo stesso fenomeno di branding nazionale accadrà quando Shanghai avrà l’onore in 2010. L’Expo sarà sicuramente un’opportunità per aiutare fare chiarimento sulla discussione sulla direzione futura dell’Italia (che avrà inizio con il festeggiamento di Italia 150 nel 2011) – e questo in se è una buona cosa. Ecco alcune righe dall’articolo di Reuters sulla nomination:
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12 marzo 2008
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Il governo britannico mira a rendere il paese un leader globale nelle arti, nei media e nella pubblicità attraverso iniziative tra cui la crezione di migliaia di nuovi apprendistati e l’inaugurazione di una conferenza di business creativo stile Davos.
Il Primo Ministro Gordon Brown ed il segretario di cultura, Andy Burnham, hanno rivelato il piano d’azione, Creative Britain: New Talents for the New Economy, in quello che il governo ha denominato il primo piano supportato dallo stato per muovere le industrie della creatività dai “margini della corrente del pensiero economico e politico” nel Regno Unto. Il piano d’azione [che è stato accolto dall'industria del design] delinea 26 impegnii sia per il governo sia per le industrie per alimentare il talento, creare posti di lavoro e guidare la competività internazionale della Gran Bretagna. Una delle iniziative è quella di sviluppare una nuova annuale World Creative Business Conference che farà da “colonna portante” di una spinta internazionale per fare del Regno Unito il “perno creativo del mondo”. – Leggi tutto l’articolo [The Guardian] – Scarica il piano d’azione (pdf, 1.2 mb, 81 pagine) (via Richard Florida) |
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27 febbraio 2008
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Gain, la pubblicazione di business e design dell’AIGA, pare essersi nuovamente svegliata (dopo un lungo periodo di sonno). Il suo ultimo contributo, intitolato Design Meets Research, è di Debbie Millman e Mike Bainbridge, entrambi di Sterling Brands, una delle aziende principali di indentità dei brand degli Stati Uniti. Millman è inoltre redattore di Gain.
Gli autori poi continuano con una descrizione di alcuni dei perni della moderna ricerca di mercato: ricerca etnografica, focus group, e test online. Per ognuno di essi sono inclusi i vantaggi, le difficoltà e un commento complessivo. In autunno AIGA organizza la sua Gain: AIGA Business and Design Conference biennale a New York City. |
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16 gennaio 2008
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IBM ha appena fatto uscire un libro bianco intitolato “How immersive technology can revitalize the shopping experience”.
(via the Experience Economist) |
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9 dicembre 2007
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Quando si tratta di categorie di prodotti venduti , abigliamento e accessori sono i maggiori nel blocco di retailing di internet. Gli e-retailers di questa categoria contano 80 sui primi 500 siti di retail, stando all’Internet Retailer Top 500 Guide.
L’articolo continua con caratteristiche ed esempi di quello che ognuno dei primi 25 marchi di abbigliamento e accessori sta facendo per arricchire l’esperienza di shopping online. |
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27 novembre 2007
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In un articolo intitolato “La Apple riorganizza l’esperienza del cliente al dettaglio” MacNN racconta di come la Apple abbia progressivamente cambiato nel corso dell’ultimo anno lo stile dei suoi negozi per la vendita al detaglio, eliminando i registratori di cassa, introducendo nuovi servizi, e aumentando il personale creando un ambiente più personalizzato e accogliente per i clienti.
Un approfondimento sull’argomento è stato pubblicato recentemente da AP News. |
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6 novembre 2007
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Design, Wit, and The Creative Act è una conversazione di mezza giornata organizzata da Core77, sull’usare il potere dell’umore a vantaggio delle grandi esperienze del cliente.
Durante la preparazione dell’evento, Randy J. Hunt ha fatto una piccola intervista ad Allan Chochinov di Core77 sugli obiettivi dell’evento, e su come i designer impieghino l’ingegno e l’ironia, per creare una connessione col loro pubblico. La questione più importante, secondo me, è che l’umore è molto legato alla cultura. Gli Americani, gli Italiani e gli Inglesi hanno un senso dell’umorismo molto diverso, e ci sono molte variazioni anche all’interno di queste culture. Quindi è un temo estremamente complesso e per niente facile da standardizzare ed applicare nel design. |
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19 ottobre 2007
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James Gilmore e Joe Pine, autori del bestseller del 1999 “The Experience Economy“, hanno appena pubblicato un nuovo libro “Authenticity: What Consumers Really Want”.
Abstract
Recensione del Publishers weekly (copiato da here)
- Pagina del Publisher | Pagina Amazon |
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7 ottobre 2007
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Il Design Centre Danese e la casa produttrice TWO+ hanno fatto il film “Innovation via Design – The Danish way to compete in the world market”. Il filmato verrà utilizzato, tra le altre cose, nei tentativi di portare il design Danese in Cina.
Il filmato di 4 minuti illustra i singolari modi con cui le grosse aziende Danesi come Bang & Olufsen, Hummel, Novo Nordisk, Jyske Bank e LEGO applicano il design come strumento strategico nelle loro attività. Loro sono consapevoli che il design è l’elemento che fa la differenza tra un prodotto standard e un prodotto competitivo. |
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18 luglio 2007
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Oggi il gruppo di esperti britannico Demos ha lanciato una nuova collezione di saggi prodotta in collaborazione con la commissione catalana di esperti Fundació Ramon Trias Fargas che confronta le due storie del successo urbano delle città di Londra e Barcellona.
Il report, intitolato BCN_LDN 2020, indaga come le due città possono rinvenire nel loro passato le radici delle più rilevanti sfide e politiche urbane.
Scarica la pubblicazione (pdf, 1.7 mb, 102 pagine) |
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4 luglio 2007
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Keith Pardy e Alastair Curtis di Nokia hanno realizzato uno slideshow sulle priorità del brand e del design, come parte di una presentazione esterna per gli investitori presenti al Nokia Capital Markets Day 2006.
La presentazione riguarda l’approccio umano di Nokia alla tecnologia: per cui dapprima vi è una fase di osservazione cui segue una di progettazione, per poi convertire questo nella filosofia del brand. Keith Pardy il vicepresidente strategico di Nokia Strategic Marketing, mentre Alastair Curtis è il capo designer di Nokia. (via Logic & Emotion) |
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2 luglio 2007
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Questo video della durata di 20 minuti della PSFK Conferenza di Londra del 2007 mostra la presentazione di Timo Veikkola, senior future specialist della Nokia, sul tema della della Visione del nostro Futuro. Poichè il design è il riflesso della società, possiamo immaginare il futuro attraverso i trend, le osservazioni e le intuizioni. Quali valori, capacità e comportamenti di oggi daranno forma al nostro futuro?
Juliana Xavier fornisce alcune ulteriori informazioni sul suo blog “mind the gap”.
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2 luglio 2007
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Jyske Bank, la terza istituzione finanzaria danese, ha investito l’equivalente di 54 milioni di euro nella riprogettazione dell’esperienza fornita al consumatore e nella propria marca.
Un saggio elaborato dall’Istituto di Copenhagen per gli Studi sul Futuro:
Vedi anche questo video di presentazione del concept (2:49). Alla fine di agosto Frank Pedersen, direttore di comunicazione e marketing presso la Jyske Bank, spiegherà coa hanno fatto e cosa hanno ottenuto nello scorso anno, in occasione di Motion, la nuova conferenza in tema di economia sulla nuova esperienza del brand che si terrà in Norvegia. |
Notizie di Experientia
Experientia, la società internazionale di User Experience con sede a
Helsinki, Finlandia. Nella mattinata di oggi, è stato dato
Il 21 luglio 2009, Experientia compie quattro anni. Da quattro amici e
Il 19 marzo, Area onlus, l’organizzazione a sostegno delle famiglie
è basato su piattaforma WordPress



















