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	<title>Putting People First in italiano &#187; Blogging</title>
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	<description>NOTIZIE SULL'EXPERIENCE DESIGN, SUL DESIGN UTENTE-CENTRICO E SULL'INNOVAZIONE</description>
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		<title>Synchronicity, un libro di Julian Bleecker e Nicholas Nova</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/synchronicity-un-libro-di-julian-bleecker-e-nicholas-nova/</link>
		<comments>http://www.experientia.com/it/blog/synchronicity-un-libro-di-julian-bleecker-e-nicholas-nova/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 07:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubiquitous computing]]></category>

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		<description><![CDATA[



A synchronicity:
Design Fictions for Asynchronous Urban Computing
di Julian Bleecker e Nicolas Nova
Disponibile come libro stampato su richiesta da lulu.com. Cliccate qui per ordinarlo.
Disponibile da scaricare gratis qui.
La serie Situated Technologies Pamphlets, pubblicata dalla  Architectural League, esplora le implicazioni dell&#8217;ubiquitous computing nell&#8217;architettura e nell&#8217;urbanismo. Come vengono influenzate la nostra esperienza della città e le scelte che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://archleague.org/site/wp-content/uploads/2009/10/ST5-cover.jpg" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="A Synchronicity" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2009/10/a_synchronicity.jpg" border="0" alt="A Synchronicity" width="100" height="150" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top"><strong><a href="http://archleague.org/2009/10/situated-technologies-pamphlets-5/">A synchronicity:<br />
Design Fictions for Asynchronous Urban Computing</a></strong><br />
di <a href="http://www.nearfuturelaboratory.com/">Julian Bleecker</a> e <a href="http://liftlab.com/think/nova/">Nicolas Nova</a></p>
<p>Disponibile come libro stampato su richiesta da lulu.com. Cliccate <a href="http://www.lulu.com/product/paperback/a-synchronicity-design-fictions-for-asynchronous-computing/5620695">qui</a> per ordinarlo.<br />
Disponibile da scaricare gratis <a href="http://archleague.org/site/wp-content/uploads/2009/10/SitTech5.pdf">qui</a>.</p>
<p>La serie <a href="http://www.situatedtechnologies.net/">Situated Technologies Pamphlets</a>, pubblicata dalla  Architectural League, esplora le implicazioni dell&#8217;ubiquitous computing nell&#8217;architettura e nell&#8217;urbanismo. Come vengono influenzate la nostra esperienza della città e le scelte che effettuiamo al suo interno dalle comunicazioni cellualri, i media pervasivi, l&#8217;informatica dell&#8217;ambiente ed altre tecnologie “situate”? Come modificherà la capacità di progettare ambienti sempre più reattivi il modo di concepire gli spazi degli architetti? Cosa hanno bisogno di sapere gli architetti riguardo all&#8217;informatica urbana e cosa devono sapere i tecnici sulle città?</p>
<p>Nel corso degli ultimi cinque anni, il campo dell&#8217;informatica urbana era caratterizzata da una grande enfasi sulla cosiddetta “real-time, database-enabled city” che è sincronizzata con l&#8217;Internet delle Cose. In Situated Technologies Pamphlets 5,  Julian Bleecker e Nicholas Nova discutono di invertire questo punto di vista comune e speculare sull&#8217;esistenza di una “città asincrona.” Loro prevedono tecnologie situate basate su segnali deboli che mostrano l&#8217;importanza del tempo nelle pratiche umane. Loro immaginano l&#8217;emergenza delle tecnologie veramente sociali che attraverso una meditata provocazione possono invertire e dirompere la prospettiva comune.</p>
<p>Situated Technologies Pamphlets verrà pubblicato in nove piccoli numeri nel corso di tre anni e verrà editato da una lista a rotazione di importanti ricercatori e professionisti  dell&#8217;architettura, arte, filosofia della tecnologia, studi di media comparativi, studi di performance ed ingegneria.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Le connessioni in tempo reale sono &#8220;intimità ambientale&#8221;, come in un villaggio</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/le-connessioni-in-tempo-reale-sono-intimita-ambientale-come-in-un-villaggio/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 21:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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In un&#8217;intervista con l&#8217;innovatrice di media sociali di IdeasProject della Nokia, Laura Fitton parla delle più basilari connessioni umane: la nostra comunità fisica immediata.
Questo è il genere di intimità che si basa su diverse piccole interazioni &#8217;senza importanza&#8217;&#8230; i vicini che lavano la macchina, il ragazzo che lavora al bar, o la signora che porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://ideasproject.com/documents/Contributors_Laura_374x205.jpg" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="Laura Fitton" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2009/03/laura_fitton.jpg" border="0" alt="Laura Fitton" width="100" height="133" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top">In un&#8217;intervista con l&#8217;innovatrice di media sociali di IdeasProject della Nokia, <a href="http://ideasproject.com/people.webui?id=2345">Laura Fitton</a> parla delle più basilari connessioni umane: la nostra comunità fisica immediata.</p>
<p>Questo è il genere di intimità che si basa su diverse piccole interazioni &#8217;senza importanza&#8217;&#8230; i vicini che lavano la macchina, il ragazzo che lavora al bar, o la signora che porta il cane a passeggio. Risulta che queste interazioni hanno un valore molto importante; ci ancorano al mondo, e sono compontenti critiche per la fiducia e la connessione.</p>
<blockquote><p>&#8220;Fitton racconta nel dettaglio il profondo impatto che ha la connettività fra gli individui e i i loro network, sul lavoro e sulla vita della gente. La natura triviale e basilare di queste interazioni rappresenta anche il loro potere. In modo simile agli scambi che la gente fa col proprio vicinato, Fitton documenta come operano per creare un tessuto di fiducia.&#8221;</p></blockquote>
<p>- <strong><a href="http://ideasproject.com/content.webui?id=2360">Guarda il video</a></strong><br />
- <strong><a href="http://ideasproject.com/transcript.webui?id=2360">Leggi la trascrizione</a></strong></p>
<p>Collegamenti:<br />
- <a href="http://www.portfolio.com/executives/features/2009/02/11/Twitter-CEO-Evan-Williams-Q-and-A">Intervista con il CEO di Twitter Evan Williams</a><br />
- <a href="http://redcouch.typepad.com/weblog/2008/04/twittering-her.html">Intervista di SAP Global Survey con Laura Fitton</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Dolce Twitter</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/dolce-twitter/</link>
		<comments>http://www.experientia.com/it/blog/dolce-twitter/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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Il Financial Times ha pubblicato una lunga nalisi su Twitter come fenomeno sociale:
&#8220;Nella sua forma ingannevolmente semplice, Twitter è giunto ad una formula che un&#8217;intera generazione di start-up web cerca da tempo: un modo per connettere con amici, esprimersi e cercare informazioni che ha la possibilità di diventare popolare quanto altre tendenze online come il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://media.ft.com/cms/6f68385c-882a-11da-a25e-0000779e2340.gif" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="FT" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2009/03/ft.jpg" border="0" alt="FT" width="100" height="50" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top">Il Financial Times ha pubblicato una lunga nalisi su Twitter come fenomeno sociale:</p>
<blockquote><p>&#8220;Nella sua forma ingannevolmente semplice, Twitter è giunto ad una formula che un&#8217;intera generazione di start-up web cerca da tempo: un modo per connettere con amici, esprimersi e cercare informazioni che ha la possibilità di diventare popolare quanto altre tendenze online come il blogging ed il social networking.&#8221;</p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.ft.com/cms/s/0/5e1e10c0-043d-11de-845b-000077b07658.html">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></strong></p>
<p>Se siete su Twitter, date uno sguardo al <a href="http://twitter.com/vanderbeeken/">Twitter feed</a> dell&#8217;autore di Putting People First.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Web 2.0: uno schema Ponzi magico da un mondo infestato dai demoni</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/web-20-uno-schema-ponzi-magico-da-un-mondo-infestato-dai-demoni/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 09:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
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Bruce Sterling ha fatto da relatore settimana scorsa su &#8220;The Short but Glorious Life of Web 2.0 and What Comes Afterward&#8221; a Webstock in Wellington.
Non c&#8217;è (ancora) alcun video, ma la giornalista Americana Annalee Newitz era lì e ha scritto:
Sterling ha iniziato il suo discorso prendendo in giro il Web 2.0, definendolo un social network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://farm4.static.flickr.com/3446/3305446693_002a159a5b.jpg?v=0" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="Bruce Sterling at Webstock" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2009/03/sterling_webstock.jpg" border="0" alt="Bruce Sterling at Webstock" width="100" height="150" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top">Bruce Sterling ha fatto da relatore settimana scorsa su &#8220;<a href="http://www.webstock.org.nz/09/programme/presentations.php#sterling">The Short but Glorious Life of Web 2.0 and What Comes Afterward</a>&#8221; a <a href="http://www.webstock.org.nz/">Webstock</a> in Wellington.</p>
<p>Non c&#8217;è (ancora) alcun video, ma la giornalista Americana <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Annalee_Newitz">Annalee Newitz</a> era lì e ha scritto:</p>
<blockquote><p>Sterling ha iniziato il suo discorso prendendo in giro il Web 2.0, definendolo un social network di investitori e sviluppatori. Si è lamentato del fatto che non sia un&#8217;ideologia o un set di valori estetici; è solo un piccolo network &#8211; &#8220;un piccolo network per il network&#8221;. Ha parlato sul come il Web 2.0 usi il Web come &#8220;piattaforma&#8221; per i servizi, e poi ha scartato quello come &#8220;una totale violazione del buon senso&#8221; basata sul tipo di pensiero, tradotto nel regno finanziario, che ha causato l&#8217;odierna crisi economica, in cui le ipoteche si aggregano e diventano una specie di piattaforma basata sullo schema Ponzi.</p>
<p>Sterling ovviamente riconosce che il Web 2.0 non sia la stessa cosa che il sistema finanziario, &#8220;ma quel sistema fragile e problematico è quello che ha fondato il Web 2.0. Dopotutto si suppone che il Web 2.0 dovev essere un business.&#8221;</p></blockquote>
<p><strong><a href="http://io9.com/5157008/why-does-bruce-sterling-hate-web-20">Leggi tutto l&#8217;articol</a></strong></p>
<p>Anche altri blogger locali come <a href="http://www.cloudave.com/link/webstock-bruce-sterling-the-short-but-glorious-life-of-web-2-0-and-what-comes-afterward">Ben Kepes</a> e <a href="http://webtrends.about.com/b/2009/02/26/cyperpunk-authors-gone-wild-bruce-sterling-stutters-over-web-20.htm">Daniel Nations</a> hanno scritto sul discorso di Sterling ma non sembrano aver gradito quel che hanno sentito.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong>:<br />
Ecco la <a href="http://blog.wired.com/sterling/2009/03/what-bruce-ster.html"><strong>trascrizione del discorso</strong></a>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Esperimentando con i gruppi di Facebook</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/esperimentando-con-i-gruppi-di-facebook/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 18:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mark Vanderbeeken]]></category>
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		<description><![CDATA[



Come esperimento, ho creato due nuovi gruppi di Facebook:
Interaction Design Institute Ivrea
Questo gruppo è aperto a tutti quelli che hanno lavorato, studiato, consultato o visitato l&#8217;Interaction Design Institute di Ivrea e hanno apprezzato quanto successo lì. Questo gruppo  complementa un&#8217;esistente e popolare email list.
Putting People First
Questa nuova piattaforma Facebook per i lettori di Putting People [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://mobasoft.com/wordpress/wp-content/uploads/facebook_logo.jpg" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="Facebook" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/12/facebook.jpg" border="0" alt="Facebook" width="100" height="100" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top">Come esperimento, ho creato due nuovi gruppi di Facebook:</p>
<p class="body"><strong><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=42530046145">Interaction Design Institute Ivrea</a></strong></p>
<p>Questo gruppo è aperto a tutti quelli che hanno lavorato, studiato, consultato o visitato l&#8217;Interaction Design Institute di Ivrea e hanno apprezzato quanto successo lì. Questo gruppo  complementa un&#8217;esistente e popolare email list.</p>
<p class="body"><strong><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=54062335714">Putting People First</a></strong></p>
<p>Questa nuova piattaforma Facebook per i lettori di Putting People First è nata dalla necessità di alcuni di voi di scrivere qualcosa velocemente e condividerla all&#8217;interno della nostra comunità professionale. Questo nuovo spazio di Putting People First è vostro. Usatelo per condividere, annunciare, pubblicare, connettere.</p>
<p class="body"><a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=591591348&amp;ref=name">Fatemi sapere</a> se trovate Facebook in sè utile.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Intervista audio con Adam Greenfield di Nokia</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 11:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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Chris Pinchen di Podcamp Barcelona ha intervistato Adam Greenfield di Nokia presso Visualizar &#8216;08 (Madrid) il giorno dopo le elezioni Americane.
La loro conversazione ha trattato diversi argomenti tra cui il Situazionismo aziendale, la paura dell&#8217;ubicomp, la disparità tecnologia tra la vita quotidiana negli Stati Uniti e nel resto del mondo, e le strane ed occasionalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://cataspanglish.files.wordpress.com/2008/12/190424292_a9abf8c999_b.jpg?w=500&amp;h=375" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="Adam Greenfield" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/12/greenfield.jpg" border="0" alt="Adam Greenfield" width="100" height="172" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top">Chris Pinchen di <a href="http://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewPodcast?id=297683882">Podcamp Barcelona</a> ha intervistato <a href="http://speedbird.wordpress.com/">Adam Greenfield</a> di Nokia presso <a href="http://medialab-prado.es/article/taller_visualizar08_database_city">Visualizar &#8216;08</a> (Madrid) il giorno dopo le elezioni Americane.</p>
<p class="body">La loro conversazione ha trattato diversi argomenti tra cui il Situazionismo aziendale, la paura dell&#8217;ubicomp, la disparità tecnologia tra la vita quotidiana negli Stati Uniti e nel resto del mondo, e le strane ed occasionalmente scomode libertà permesse a chi vive in una cultura di cui non sono nativi.</p>
<p class="body"><strong>Ascolta l&#8217;intervista</strong>: <a href="http://cataspanglish.wordpress.com/2008/11/23/adam-greenfield-this-charming-man/">parte 1</a> | <a href="http://cataspanglish.wordpress.com/2008/12/06/adam-greenfield-human-again/">parte 2</a></p>
<p class="body"><em>(via <a href="http://speedbird.wordpress.com/2008/12/07/human-again/">Adam Greenfield</a>)</em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>I social media nelle società chiuse</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/i-social-media-nelle-societa-chiuse/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 09:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[



Ethan Zuckerman, un ricercatore sull&#8217;impatto delle tecnologie dell&#8217;informazione nei paesi in via di sviluppo, scrive sul suo blog circa una recente discussione tra esperti, organizzata dall&#8217;Open Society Institute, sui nuovi media nelle società autoritarie.
La discussione è inizata dalla premessa che la nostra comprensione degli effetti dei media online sulla società &#8220;si basino ampiamente sulla ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://www.soros.org/initiatives/fellowship/events/media_20081121/images/image_150x150" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="closed societies" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/11/closed_societies.jpg" border="0" alt="closed societies" width="100" height="100" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top"><a href="http://ethanzuckerman.com/">Ethan Zuckerman</a>, un ricercatore sull&#8217;impatto delle tecnologie dell&#8217;informazione nei paesi in via di sviluppo, scrive sul suo blog circa una recente <a href="http://www.soros.org/initiatives/fellowship/events/media_20081121">discussione tra esperti</a>, organizzata dall&#8217;<a href="http://www.soros.org/initiatives/fellowship/events/media_20081121">Open Society Institute</a>, sui <strong>nuovi media nelle società autoritarie</strong>.</p>
<p class="body">La discussione è inizata dalla premessa che la nostra comprensione degli effetti dei media online sulla società &#8220;si basino ampiamente sulla ricerca nelle società aperte, specialmente negli Stati Uniti. Ma ci sono molti meno lavori sugli effetti dei nuovi media in altre parti del mondo, specialmente nelle società chiuse, e gran parte del lavoro svolto è incompleto e qualche volta impreciso.&#8221;</p>
<p class="body">A parte Zuckerman, tra gli esperti c&#8217;erano <strong>John Kelly</strong>, fondatore di Morningside Analytics, che ha parlato della sfera pubblica emergente nella rete e ha presentato le sue mappe dei social network online in Iran, Egitto, Russia e China; <strong>Evgeny Morozov</strong>, che sta scrivendo un libro su Internet nei paesi autoritari; e <strong>Porochista Khakpour</strong>, uno scrittore Iraniano-Americano che ha discusso su come la diaspora Iraniana usi Internet.</p>
<p class="body"><strong><a href="http://www.ethanzuckerman.com/blog/2008/11/22/osi-social-media-in-closed-societies/">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></strong></p>
<p class="body"><em>(via <a href="http://www.worldchanging.com/archives/009100.html">Worldchanging</a>)</em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Come svaligiare una banca senza soldi?</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/come-svaligiare-una-banca-senza-soldi/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 14:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[



“Come potete svaligiare una banca in un mondo senza soldi?&#8221; Si domanda lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, uno dei collaboratori del nuov progetto di previsione KashKlash.
KashKlash è una piattaforma vivace dove potete discutere su scenari futuri dello scambio economico e culturale. Dopo l&#8217;attuale tumulto finanziario, quali nuovi sistemi potrebbero comparire? Globale/locale, tangibile/intangibile, digitale/fisico? Sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://kashklash.dreamhosters.com/wp-content/themes/kashklash/img/klashlogo.png" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="KashKlash" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/11/klashlogo.jpg" border="0" alt="KashKlash" width="100" height="100" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top">“Come potete svaligiare una banca in un mondo senza soldi?&#8221; Si domanda lo scrittore di fantascienza <strong>Bruce Sterling</strong>, uno dei collaboratori del nuov progetto di previsione <strong><a href="http://kashklash.dreamhosters.com/">KashKlash</a></strong>.</p>
<p class="body">KashKlash è una piattaforma vivace dove potete discutere su scenari futuri dello scambio economico e culturale. Dopo l&#8217;attuale tumulto finanziario, quali nuovi sistemi potrebbero comparire? Globale/locale, tangibile/intangibile, digitale/fisico? Sul sito di KashKlash, potete esplorare potenziali mondi dove le transazioni finanziarie tradizionali sono scomparse, mescolate, o mutate in forme inattese. Capite il futuro prossimo, ed aiutate a dargli forma!</p>
<p class="body">Immaginatevi privati di qualsiasi delle risorse finanziari convenzionali di oggi. Forse siete dei rifugiati o senza stato — o forse sono i sistemi stessi ad essere andati smarriti.  Tuttavia avete ancora un laptop, Internet, ed una connessione internet sul cellulare. Cosa fareste per creare una nuova economia informale che vi aiutasse a  cavarvela? Di cosa vivreste? Baratto elettronico? Rationamento? Gadgets? Google juice? Minuti al telefono? Immaginate che l&#8217;intero mondo si trovi in quelle condizioni. Quali dei principali attori nel gioco del potere del giorno d&#8217;oggi vincerebbero o perderebbero, prospererebbero o cadrebbero? Quali strani nuovi ruoli acquisirà la tecnologia del domani?</p>
<p class="body">Oltre a <a href="http://kashklash.dreamhosters.com/bruce-sterling/">Bruce Sterling</a>, i collaboratori iniziali sono <a href="http://kashklash.dreamhosters.com/regine/">Régine Debatty</a> (of we-make-money-not-art), <a href="http://kashklash.dreamhosters.com/nicolas-nova/">Nicolas Nova</a> (LIFT) e <a href="http://kashklash.dreamhosters.com/josh-klein/">Joshua Klein</a> (scrittore e hacker), che hanno collaborato alla discussione iniziale.</p>
<p class="body"><strong>KashKlash si sta aprendo ora per voi</strong>. Potete partecipare e seguire il dibattito dei nostri esperti e contribuire voi stessi lasciando un commento sui diversi argomenti o compilare il nostro <a href="http://www.surveymonkey.com/s.aspx?sm=f_2ffyDCPS_2b4auKyX9D8ggxA_3d_3d">questionario</a> KashKlash.</p>
<p class="body">Questo progetto di dominio pubblico è stato concepito e diretto da <a href="http://kashklash.dreamhosters.com/heather-moore/">Heather Moore</a> del Global User Experience Team della Vodafone e gestito da <a href="http://www.experientia.com/">Experientia</a>, un&#8217;azienda di design di esperienza dell&#8217;utente internazionale con base a Torino.</p>
<p class="body">Date un&#8217;occhiata alla <a href="http://kashklash.dreamhosters.com/about/">descrizione del progetto</a> per ulteriori informazioni.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Mobile Revolutions</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/mobile-revolutions/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 19:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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Mobile Revolutions è un bel blog riguardante i cellulari, i giovani e il cambiamento sociale di Lisa Campbell, che ho scoperto tramite Mobile Active. Oltretutto, lei si è presa il tempo per scrivere un lungo, serio e approfondito paper per trattare di questi argomenti che le stanno a cuore (e che sono importanti per noi).
&#8220;In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://images.inmagine.com/img/blendimages/bld117/bld117280.jpg" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="Mobile revolutions" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/10/mobilerevolutions.jpg" border="0" alt="Mobile revolutions" width="100" height="145" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top"><a href="http://www.mobilerevolutions.org/">Mobile Revolutions</a> è un bel blog riguardante i cellulari, i giovani e il cambiamento sociale di <a href="http://www.mobilerevolutions.org/about">Lisa Campbell</a>, che ho scoperto tramite <a href="http://mobileactive.org/mobile-warriors-costa-rican-youth-mobile-phones-and-social-change">Mobile Active</a>. Oltretutto, lei si è presa il tempo per scrivere un lungo, serio e approfondito paper per trattare di questi argomenti che le stanno a cuore (e che sono importanti per noi).</p>
<blockquote><p>&#8220;In questo paper descrivo il potere di trasformazione delle nuove tecnologie mediatiche nei contesti latino americani come strumenti di cambiamento sociale, comparando esempi di attivismo digitale dei giovani della Costa Rica e Panama. Focalizzando su due tipi di Media Sociale, i Social Network e la Comunicazione tramite cellulare vengono esaminati come strumenti per i giovani attivisti dell&#8217;America Centrale. Nella mia conclusione sommarizzo gli effetti deile politiche nazionali sui media nella democrazia mediatica. La potente natura di Citizen Media illustra come il superamento del digital divide possa produrre un accesso democratico ai media ed alle maggiori isituzioni per il cambiamento sociale.&#8221;</p></blockquote>
<p class="body">Puoi leggerlo <a href="http://www.mobilerevolutions.org/global-new-media-hegemonies">in un blocco unico</a>, o diviso in quattro capitoli:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.mobilerevolutions.org/archives/31">Global new media hegemonies: Latin American youth and social change</a></li>
<li><a href="http://www.mobilerevolutions.org/archives/29">Social networks and youth in Central America</a></li>
<li><a href="http://www.mobilerevolutions.org/archives/33">Mobile warriors: Costa Rican youth, mobile phones and social change</a></li>
<li><a href="http://www.mobilerevolutions.org/archives/45">Telecommunications: hegemonic landscapes for resistance</a></li>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Scrivendo per Core77</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/scrivendo-per-core77/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 20:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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Nel caso non lo sapeste, scrivo anche per Core77, la rivista di design online. Assumo un punto di vista un po&#8217; diverso e pubblico oggetti su &#8220;Core&#8221; che non rientrano del tutto tra i temi trattati su Putting People First.
Il mio ultimo post riguarda un nuovo concetto di desktop concepito a Milano (il quale è [...]]]></description>
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<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%;" align="right" valign="top"><a href="http://www.core77.com/images/2008images/core77_title.gif" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="Core77" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/10/core77.jpg" border="0" alt="Core77" width="100" height="46" /></a></td>
<td style="width: 70%;" valign="top">Nel caso non lo sapeste, scrivo anche per <a href="http://www.core77.com/">Core77</a>, la rivista di design online. Assumo un punto di vista un po&#8217; diverso e pubblico oggetti su &#8220;Core&#8221; che non rientrano del tutto tra i temi trattati su Putting People First.</p>
<p class="body">Il mio ultimo post riguarda un <a href="http://www.core77.com/blog/news/designing_a_desktop_alternative_in_milan_11324.asp">nuovo concetto di desktop concepito a Milano</a> (il quale è effettivamente rilevante anche per Putting People First). Si può accedere ai post precedenti da <a href="http://www.core77.com/search/blog_authors_search.asp?author_id=79">questa pagina</a> (la quale esibisce ancora il vecchio logo di Core77).</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Collegando le comunità attraverso interactions</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/collegando-le-comunita-attraverso-interactions/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 07:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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Richard Anderson scrive su un dibattito in cui abbiamo partecipato io ed Elizabeth Churchill, che si ha avuto luogo presso la recente conferenza CHI a Firenze, riguardante il ruolo di interactions magazine nel collegare le comunità &#8211; &#8220;qualcosa di essenziale affinché l&#8217;&#8221;esperienza dell&#8217;utente&#8221; giochi il ruolo che dovrebbe negli affari&#8221;.
&#8220;Jon Kolko ha facilitato un&#8217;importante discussione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%" align="right" valign="top"><a href="http://bp1.blogger.com/_U2EoHTDJ5HI/SFrvSzsewPI/AAAAAAAAAQU/4QyqPaSlhUc/s1600-h/elizabethmark.gif" target="_blank"><img style="margin: 0px 10px 5px 0px" title="Elizabeth Churchill and Mark Vanderbeeken" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/06/elizabethmark.png" border="0" alt="Elizabeth Churchill and Mark Vanderbeeken" width="100" height="96" /></a></td>
<td style="width: 70%" valign="top">Richard Anderson scrive su un dibattito in cui abbiamo partecipato io ed Elizabeth Churchill, che si ha avuto luogo presso la recente conferenza CHI a Firenze, riguardante il ruolo di <a href="http://interactions.acm.org/">interactions magazine</a> nel collegare le comunità &#8211; &#8220;qualcosa di essenziale affinché l&#8217;&#8221;esperienza dell&#8217;utente&#8221; giochi il ruolo che dovrebbe negli affari&#8221;.</p>
<blockquote><p>&#8220;Jon Kolko ha facilitato un&#8217;importante discussione tra Elizabeth l&#8217;ospite speciale Mark Vanderbeeken sul concetto di libero accesso ad i contenuti intellettuali e la sua importanza per interactions magazine. (Mi dispiace che la testa di Mark sia coperta da quella di Elizabeth nella foto.) Qualcuno potrebbe sostenere che l&#8217;accesso online libero &#8212; per esempio gratuito &#8212; ad i contenuti di interactions magazine aiuterebbe di per sé a collegare le comunità per le quali interactions magazine è di rilievo. Tuttavia&#8230; (Dei frammenti e delle estensioni del dibattito del CHI 2008 saranno presenti nella colonna di Elizabeth e nell&#8217;&#8221;interactions cafe&#8221; nel numero di Settembre+Ottobre; entrambi questi articoli saranno disponibili per tutti tramite il <a href="http://interactions.acm.org/">sito interactions</a>l, facilitando l&#8217;opportunità a tutti di rispondere e si condividere il proprio punto di vista.)&#8221;</p></blockquote>
<p class="body"><strong><a href="http://riander.blogspot.com/2008/06/bridging-communities-via-interactions.html">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></strong> (con presentazione SlideShare)</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Recensione della conferenza CHI 2008</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/recensione-della-conferenza-chi-2008/</link>
		<comments>http://www.experientia.com/it/blog/recensione-della-conferenza-chi-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 17:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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Qualche settimana fa sono andato alla conferenza CHI a Firenze.
Sono stato lì solo un giorno e mezzo, ed essendo questa la mia prima conferenza CHI, non sono nella posizione di darle una recensione solida.
Una cosa che è certamente emersa è il suo punto di vista fortemente accademico, che può rendere alcune delle presentazioni e discussioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 30%" align="right" valign="top"><a href="http://www.experientia.com/blog/uploads/2007/09/chi2008.jpg" target="_blank"><img style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px" title="CHI 2008" src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2007/09/chi2008_small.jpg" border="0" alt="CHI 2008" width="100" height="53" /></a></td>
<td style="width: 70%" valign="top">Qualche settimana fa sono andato alla <a href="http://www.chi2008.org/">conferenza CHI</a> a Firenze.</p>
<p class="body">Sono stato lì solo un giorno e mezzo, ed essendo questa la mia prima conferenza CHI, non sono nella posizione di darle una recensione solida.</p>
<p class="body">Una cosa che è certamente emersa è il suo punto di vista fortemente accademico, che può rendere alcune delle presentazioni e discussioni abbastanza irrilevanti per i professionisti come me. D&#8217;altro canto, c&#8217;era molta enfasi nel termine &#8220;user experience&#8221;, che appariva in titoli, astratti, presentazioni e paper.</p>
<p class="body">Esplorando il DVD della conferenza (non compatibile con Mac), ho trovato alcuni tesori, e ho <strong>selezionato 40 paper</strong> su <a href="http://portal.acm.org/toc.cfm?id=1357054">un totale di 556</a>, che presenterò in dieci post separati, coi titoli: <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-emerging-markets/">mercati emergenti</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-mobile-banking/">mobile banking</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-mobility/">mobilità</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-product-design/">product design</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-security/">sicurezza</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-social-applications/">applicazioni sociali</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-social-context/">contesto sociale</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-strategic-issues/">tematiche di strategia</a>, <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-sustainability/">sostenibilità</a>, e <a href="http://www.experientia.com/blog/chi-2008-a-selection-on-usability/">usabilità</a> (in Inglese).</p>
<p class="body">La conferenza non è disposta per aiutarti a conoscere nuova gente, e questo è un vero peccato. Si tende a incontrare chi già conosci , o quelli di cui hai seguito le presentazioni. (A meno che tu non sia abbastanza fortunato da essere uno speaker di una sessione ben seguita, quindi tutti gli altri ti conoscono.)</p>
<p class="body">Nel corso del CHI, ho condotto interviste con <strong>Bill Buxton</strong> (Microsoft), <strong>Elizabeth Churchill</strong> (Yahoo!) e <strong>Mike Kuniavsky</strong> (ThingM), sulle quali scriverò nelle settimane a seguire. Inoltre durante le prossime settimane pubblicherò recensioni dei libri: <a href="http://www.amazon.com/Sketching-User-Experiences-Interactive-Technologies/dp/0123740371">Sketching the User Experience</a> di Bill Buxton e <a href="http://www.amazon.com/Keeping-Found-Things-Information-Technologies/dp/0123708664">Keeping Found Things Found</a> di William Jones.</p>
<p class="body">Per via di questo blog, ed in particolare di <a href="http://www.experientia.com/it/blog/interactions-magazine-prime-impressioni/">questo post di lode</a>, ho fatto parte di un pannello (assieme a Elizabeth Churchill, Richard Anderson e Jon Kolko) sul rilancio di <a href="http://www.experientia.com/it/blog/index.php?s=interactions+magazine">Interactions Magazine</a>, ora sotto la ispirata e volontaria (!) guida degli ultimi due. Date un&#8217;occhiata alla rivista!</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Oltre il blog: la conversazione si sposta nel flusso</title>
		<link>http://www.experientia.com/it/blog/oltre-il-blog-la-conversazione-si-sposta-nel-flusso/</link>
		<comments>http://www.experientia.com/it/blog/oltre-il-blog-la-conversazione-si-sposta-nel-flusso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 16:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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Stowe Boyd, un&#8217; autorità internazionalmente rinomata nelle applicazioni sociali ed il loro impatto negli affari, media e la società, ha pubblicato oggi un&#8217;interessante riflessione sul fatto che le conversazioni online si siano spostate dai blog che una volta sembravano essere il nesso:

&#8220;Basicamente, la conversazione si sta muovendo da una forma di conversazione molto statica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tr>
<td style="width: 30%" align="right" valign="top"><a href="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/03/boyd.jpg" target="_blank"><img src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/03/boyd.jpg" alt="Stowe Boyd" title="Stowe Boyd" border="0" height="74" width="100" /></a></td>
<td style="width: 70%" valign="top">Stowe Boyd, un&#8217; autorità internazionalmente rinomata nelle applicazioni sociali ed il loro impatto negli affari, media e la società, ha pubblicato oggi un&#8217;interessante riflessione sul fatto che le conversazioni online si siano spostate dai blog che una volta sembravano essere il nesso:</p>
<blockquote>
<p class="body">&#8220;Basicamente, la conversazione si sta muovendo da una forma di conversazione molto statica e lenta &#8212; i commenti sui blog &#8212; ad una forma molto più dinamica e veloce: nel flusso in Twitter, Friendfeed, ed altri. Credo che questa direzionalità possa essere una legge dell&#8217;universo: la conversazione si muove verso dove è più sociale.</p>
<p class="body">Personalmente, non credo che si possa far ritornare il genio alla lampada. Twitter e simili sono semplicemente mezzi di conversazione più trainanti rispetto ai commenti su blog. Mentre la stretta relazione tra post su blog e i commenti associati ad essi può sembrare un attributo positivo, è in realtà molto chiuso e limitativo. In generale, la gente deve capitare su un post interessante, aprire il link per i rispettivi commenti ed scorrerli manualmente. Molto tempo, tutto basato sulla metafora di vagare sulla rete di pagine. E&#8217; come andare in biblioteca.</p>
<p class="body">Twitter e altre applicazioni simili si basano sul web del flusso: le informazioni di nostro interesse vengono a noi, non il contrario. E fluisce attraverso la gente, attraverso le relazioni: non è qualche click sugli URL, scorrere e così via. E&#8217; un allontanarsi dalla caccia e raccolta verso l&#8217;agricoltura delle relazioni. Le informazioni crescono sulle nostre applicazioni flusso così noi non dobbiamo più passare del tempo a cercarle.&#8221; [...]</p>
<p class="body">Le <strong>tecnologie blog di oggi non sono state progettate col flusso in mente: erano basate sui proncipi Web 1.0 principles</strong>, e nonostante abbiano contribuito a generare una rivoluzione nella socialità e nel flusso, non la sostengono molto bene.</p>
<p class="body">&nbsp;</p>
</blockquote>
<p><strong><a href="http://www.stoweboyd.com/message/2008/03/beyond-blogs-th.html">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></strong></p>
<p class="body">Jason Kaneshiro ha pubblicato una <a href="http://www.blogherald.com/2008/03/19/people-are-commenting-on-your-blog-posts-on-other-websites/">riflessione simile</a> di recente.</p>
<p class="body"><em>(via <a href="http://blog.wired.com/sterling/2008/03/beyond-blogs-th.html">Bruce Sterling</a>)</em></p>
<p class="body">Ma &#8212; forse &#8212; <strong>la situazione non è così chiara</strong>: BBC News <a href="http://www.bbc.co.uk/blogs/theeditors/2008/03/refreshing_changes.html">ha lanciato</a> una <a href="http://news.bbc.co.uk/">nuova home page</a> oggi e l&#8217;articolo di inaugurazione ha già più di 500 commenti.</p>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Una breve intervista sull&#8217;identità</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 09:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Identità]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sull'utente]]></category>

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		<description><![CDATA[


La società di consulenza tedesca Trendbüro ha pubblicato una breve intervista con me sul tema dell&#8217;identità.
E&#8217; parte della loro strategia per pubblicizzare il loro prossimo Trend Day, dal tema: &#8220;Identity Management – Recognition replaces attention&#8221;.
Sono in ottima compagnia: hanno anche pubblicato interviste con Richard Florida, Willem Velthoven di Mediamatic, Hartmut Esslinger di frog design, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tr>
<td style="width: 30%" align="right" valign="top"><a href="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/03/trendburo.jpg" target="_blank"><img src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2008/03/trendburo_small.jpg" title="Trendbuero" alt="Trendbuero" style="margin: 0px 10px 5px 0px" border="0" height="128" width="100" /></a></td>
<td style="width: 70%" valign="top">La società di consulenza tedesca <a href="http://www.trendbuero.de/index.php?lang=en">Trendbüro</a> ha pubblicato una breve intervista con me sul tema dell&#8217;identità.</p>
<p class="body">E&#8217; parte della loro strategia per pubblicizzare il loro prossimo <a href="http://www.trendbuero.de/index.php?f_categoryId=450">Trend Day</a>, dal tema: &#8220;Identity Management – Recognition replaces attention&#8221;.</p>
<p class="body">Sono in ottima compagnia: hanno anche pubblicato interviste con <a href="http://www.trendbuero.de/index.php?f_categoryId=155&amp;f_articleId=2613">Richard Florida</a>, <a href="http://www.trendbuero.de/index.php?f_categoryId=155&amp;f_articleId=2692">Willem Velthoven</a> di Mediamatic, <a href="http://www.trendbuero.de/index.php?f_categoryId=155&amp;f_articleId=2653">Hartmut Esslinger</a> di frog design, e <a href="http://www.trendbuero.de/index.php?f_categoryId=155&amp;f_articleId=2680">Dick Hardt</a> di identity 2.0.</p>
<p class="body"><strong><a href="http://www.trendbuero.de/index.php?f_categoryId=155&amp;f_articleId=2699&amp;lang=en">Leggi l&#8217;intervista</a></strong></p>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Conversazione su Torino con Bruce Sterling</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 19:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Cambio sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Previsione]]></category>
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		<category><![CDATA[Ubiquitous computing]]></category>

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Oggi Torino World Design Capital ha pubblicato un&#8217;intervista che ho fatto di recente con Bruce Sterling. Questa volta non sugli spimes, ubiquitous computing o la fabbricazione digitale, ma sulla sua esperienza con la città dove ha passato gli ultimi sei mesi.
A Bruce piace Torino e in questa intervista lui racconta alcuni dei motivi. Lui va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%">
<tr>
<td style="width: 30%" align="right" valign="top"><a href="http://www.experientia.com/blog/uploads/2007/06/bruce_sterling.jpg" target="_blank"><img src="http://www.experientia.com/blog/uploads/2007/06/bruce_sterling_small.jpg" style="margin: 0px 10px 5px 0px" alt="Bruce Sterling" title="Bruce Sterling" border="0" height="67" width="100" /></a></td>
<td style="width: 70%" valign="top">Oggi Torino World Design Capital ha pubblicato un&#8217;intervista che ho fatto di recente con <strong>Bruce Sterling</strong>. Questa volta non sugli spimes, ubiquitous computing o la fabbricazione digitale, ma sulla sua esperienza con la città dove ha passato gli ultimi sei mesi.</p>
<p class="body">A Bruce piace <strong>Torino</strong> e in questa intervista lui racconta alcuni dei motivi. Lui va nel dettaglio sul perchè &#8220;Torino è a pieno titolo una città del XXI secolo&#8221; e come &#8220;in qualche modo è riuscita ad affrontare problemi con cui moltissime altre città, regioni, culture e nazioni non hanno ancora fatto i conti.&#8221;</p>
<p class="body">&#8220;Torino,&#8221; dice, &#8220;è uno di quei posti affini al mio carattere. Se fossi italiano e non texano, sarei probabilmente nato a Torino.&#8221;</p>
<p class="body">Lui ha anche condiviso con noi il contenuto di una nuova storia che ha scritto:</p>
<blockquote>
<p class="body">&#8220;Sì, è una storia fantasy ambientata a Torino. Il protagonista è un direttore FIAT, ma è anche un negromante. Il racconto si svolge in una Torino esoterica, in cui tutte le storie di magia che i seguaci della New Age narrano su Torino sono assunte come dati di fatto.</p>
<p class="body">Torino racchiude un pezzo della Nuova Croce e anche il Sacro Gral. La Sindone è davvero imbevuta del sangue di Gesù Cristo; e tutte queste ley-lines e gli assi dei poteri mistici si intersecano. L&#8217;eroe della storia è un investitore del reparto R&amp;D in FIAT, e viene convocato all&#8217;inferno alla presenza di Gianni Agnelli, che è morto, eppure ancora infervorato dai problemi di sviluppo urbano di Torino. Quindi l&#8217;ex-presidente lo manda a chiamare all&#8217;inferno per convocare un consiglio di amministrazione.</p>
<p class="body">L&#8217;eroe, il negromante, viene accompagnato dal suo consulente spirituale, una mummia egizia del Museo Egizio, che ha riportato in vita dal mondo dei morti. La mummia lo scorta e svolge il ruolo di saggio consigliere. Lui e la mummia sono un po&#8217; come i protagonisti della serie &#8220;Lone Ranger and Tonto&#8221;. È un racconto comico, esagerato e satirico, una favola su Torino e sui suoi problemi. Non avrei mai potuto scriverla se non qui.&#8221;</p>
</blockquote>
<p class="body">Bruce si trova ora negli ultim igiorni di preparazione del <a href="http://www.toshare.it/">Share Festival</a> che sta curando. Venite a vederlo se potete.</p>
<p class="body"><em>L&#8217;intervista soffre un pò di un layout povero e non è facile vedere quali siano le mie domande, per esempio. Tutti i link sono magicamente scomparsi. Spero venga aggiustato presto.</em></p>
<p class="body"><strong><a href="http://www.torinoworlddesigncapital.it/portale/content.php?ID=457">Leggi l&#8217;intervista</a></strong></p>
</td>
</tr>
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